Pasta ai porri di Gordon Ramsay

pasta porri Ramsay
Pasta ai porri di Gordon Ramsay

Sono certa che tutti voi conosciate Gordon Ramsay.

Quello chef scozzese, biondo e fascinoso (e anche piuttosto palestrato), ma dal carattere non proprio dolce, strapazza cuochi e proprietari di ristoranti.

E però, nonostante io l’ammiri tanto, mi sono accorta di non avere nemmeno una sua ricetta su queste pagine.

COME??? 

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Busiate (pasta) senza glutine e senza uova

Busiate con pesto alla trapanese

Busiate è il nome di un formato di pasta, senza uova, trapanese.

Io le conosco da quando sono piccola, visto che ho abitato lì. 

Ma non le avevo mai fatte. Figuriamoci senza glutine…

Poi l’avvento.

Il tour nella Sicilia Occidentale. E l’esperienza fatta con l’impasto glutinoso, dove ho imparato la tecnica per farli.

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Panini senza glutine e lo stupidario del celiaco

Panini senza glutine e con lievito madre

(Panini senza glutine)

Ne ho sentite tante sui celiaci. Si potrebbe scrivere un libro su tutti gli strafalcioni che ci riguardano.  Dal fatto che non sanno come ci chiamiamo (celiachi, ciliachi, ciriaci e tanto altro ancora), al fatto che se dici che non puoi mangiare glutine ti fanno mille storie se prendi una panna cotta perché contiene latte e, fargli capire che non sei intollerante al lattosio, ma “solo” al glutine, diventa l’impresa più ardua del secolo. E vabbe’!

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Pizza senza glutine

pizza senza glitine

(Pizza senza glutine con lievito madre)

E così, stamattina, di buonora sono andata in TV.

Stavolta gli studi a Palermo, quindi niente viaggio, niente albergo, niente autista e nemmeno truccatrice.

È stata una bella chiacchierata sulla celiachia, sul cibo senza glutine, ma anche su veganesimo e vegetarianesimo, visto che c’era anche un ospite vegano. Temi che mi stanno comunque a cuore e che mi premuro sempre di segnalare quando preparo una ricetta, come direbbero le mie amiche mancine, inclusiva.

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Cantucci senza glutine e vado di nuovo in TV

Cantucci senza glutine

I cantucci li ho assaggiati per la prima volta secoli fa, un po’ di tempo fa, quando ancora non ero celiaca e a Palermo aveva appena aperto un ristorante toscano.

Adesso non ricordo (e non perché sia passato tanto tempo, malpensanti) quello che mangiai, ma mi ricordo che mi piacque tutto! I cantucci, però, sono stati indimenticabili.

Non so se il ricordo sia legato al fatto che ho sempre amato i dolci, o perché fu la prima volta che bevvi anche il vin santo che mi piacque all’inverosimile, dove inzuppammo i cantucci, ma è l’unica cosa che riesco a ricordare.

La celiachia mi ha privato, nel tempo, di tanti piccoli piaceri, quanto meno fuori casa, e fino ad ora. Ma a casa riesco a riprodurre quasi tutto… La speranza è che anche fuori casa, un giorno, si possa assaggiare tutto come quando non ero diversamente onnivora…

Quello che invece so è che ormai si parla sempre di più di celiachia. E per questo che, domani mattina, sarò ospite (ancora una volta 😀 ) in TV… Sì, stavolta sarò su TRM, canale 13 del digitale terrestre alle 7,30 del mattino e la trasmissione si chiama TRM MATTINO.

Ci vediamo domani in video!

cantucci gf Cardamomo & co 16-9

Cantucci Gluten Free

220 g farina Nutrifree per dolci

30 g farina di grano saraceno bianca Nutrifree

150 g zucchero

 

La ricetta continua su iFood dove trovate anche tante altre mie preparazioni e non solo…

 
cantucci gf Cardamomo & co 16-9

Come partecipare ad un blog tour in Sicilia Occidentale e uscirne vivi

Favignana Tonnara

Diciamolo chiaramente, partecipare ad un blog tour è l’inferno.

E ci sono almeno 3 cose che vi segneranno in maniera indelebile:

  1. tornerete più grassi;
  2. avrete la sindrome da ritorno post vacanza lavoro;
  3. per almeno i primi 5 giorni, non riuscirete più a mangiare ciò che cucinate a casa…

Siete disposti a subire tutto questo?

Perché arrivare in una meta sconosciuta (a volte), alloggiare  in un albergo 4 stelle, alzarsi la mattina presto e stare fuori tutto il giorno in giro, a vedere posti incantevoli, conoscere gente simpatica, produttori interessanti, partecipare a corsi di cucina con grandi chef, è davvero troppo per essere sopportato.

E poi tutto quel cibo, difficile da allontanare dalla bocca? Difficile da rinunciare?

Ecco, questo è esattamente quello che dovete aspettarvi se partecipate ad un blogtour.

Come quello che ho fatto io a nella Sicilia Occidentale e in particolare modo nel trapanese.

Le foto, è vero, aiutano a capire lo strazio che abbiamo subito, ma non in maniera approfondita come viverlo. Ma qualcuno doveva pur sacrificarsi…

Sole caldo, mare limpido, cielo azzurro, gente socievole, cibo sublime, persone speciali e tante risate…

Ecco a cosa ci ha sottoposto il Distretto turistico della Sicilia Occidentale.

Così insieme a Daniela, Oriana e Silvia (rigorosamente in ordine ùalfabetico) e poi agli operatori del settore, miei compagni di viaggio, tour operator abbiamo vissuto questa esperienza per 4 giorni.

Gruppo Sicilia Occidentale a Segesta

E si conferma l’opinione che avevo: la Sicilia è un posto bellissimo, ma non diciamolo troppo forte che poi vogliono venire tutti!

In ogni caso, visto che i nostri sacrifici erano troppi, il tempo ha deciso di metterci la sua, e di essere inclemente, facendo cambiare programma al tour.

Vedere Erice in una giornata buia e tempestosa (va bene è un’iperbole, ma sicuramente non era la giornata migliore per godere del panorama e del borgo), in ogni caso non le toglie il suo fascino (solo che dovete accontentarvi della mia parola o andare e sperare di trovare lo stesso tempaccio, perché le foto sono venute un po’ annebbiate…)

Sicilia Erice 5858

Erice con la nebbia

L’incontro poi con Maria Grammatico, istituzione mondiale (e a ben ragione), l’assaggiare le sue creazioni, che sono opere d’arti, per la vista e il palato, e un corso di cucina con lei per la preparazione di alcuni dolci come le Minne delle Monache, i cannoli e i Belli e Brutti, hanno comunque rischiarato e riscaldato la giornata.

Maria Grammatico e i suoi dolci

Sicilia attrezzi per fare i cannoli 5877

Lei è una donna meravigliosa, moderna, una donna che ha fatto di una privazione, un punto di forza. Trovate tutto raccontato nel suo libro Mandorle amare, che ci fa rivivere la sua storia, di come da una sfortuna è riuscita a creare un impero, anche se sentirlo raccontare dalla sua viva voce, con quel suo fare pratico, ma anche ruffiano, non ha uguali.

Dolci di mandorle di Maria Grammatico

Questi alcuni dolcetti senza glutine.

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Nel pomeriggio dovevamo andare alla Riserva dello Zingaro, ma il mal tempo ce l’ha impedito. Sicuramente una perdita, compensato ampiamente da un luogo magico come le grotte di Custonaci. A dicembre organizzano il presepe vivente, con oltre 100 figuranti, e immagino l’atmosfera che si respiri, perché già così è uno spettacolo da vedere. Le stanze, nelle grotta Mangiapane (così chiamata perché una famiglia di pastori, i Mangiapane, appunto, vi si stabilì, fino agli anni 50), riadattate facendo rivivere gli antichi mestieri, recuperando oggetti dal passato e il racconto della guida che ti fa vivere la Sicilia della fine dell’Ottocento è un’esperienza che non si deve perdere. Ma non è l’unica grotta, ce ne sono diverse, alcune rinvenute anche per caso, perfettamente conservate e dove sono stati ritrovati reperti addirittura del paleolitico.

Custonaci Sicilia

Custonaci TP

custonaci TP 2

Custonaci TP 1

Il sindaco di Custonaci ci ha accolti all’Hotel Ristorante Il Cortile, dove, come se non bastasse il pranzo luculliano dalla signora Grammatico, ci hanno offerto cassatelle e sfince, cioè dei dolci tipici della zona, che ovviamente sono fritti e con la ricotta. Potete anche soggiornare lì e siete a due passi da San Vito.

Cassatelle e Sfince

La sera l’abbiamo passata a San Vito, che non ha certo bisogno di presentazioni e abbiamo mangiato alla Casa del Cous Cous, dove fra l’altro, ho potuto gustare il cous cous senza glutine, che lo chef Enzo Battaglia, ha preparato apposta per me.

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L’indomani mattina siamo partiti di buon ora, perché il programma era ben nutrito. Prima tappa la meravigliosa Segesta, dove si respira la storia attraverso il suo teatro e il tempio, costruito sulla cima del monte da cui si gode di un panorama mozzafiato a perdita d’occhio.

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Grazie a Dio il tempo si è rimesso, per cui la visita a Castellammare del Golfo era d’obbligo. Una cittadina sul mare che si abbarbica sulla montagna, con il suo castello proprio bagnato dall’acqua.

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Sicilia Castellammare 5933

 

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Castellammare – Trapani

Le foto, credo, nonostante io non sia brava, parlino da sole.

Il nostro viaggio è proseguito per Scopello, altra tappa d’obbligo, dove il mare è ancora più azzurro e limpido, se possibile, con i suoi faraglioni che spuntano dal mare imponenti.

Scopello

Qui potete gustarvi un pranzo davvero luculliano all’agriturismo Tenute La Plaia. La padrona di casa, Cinzia Plaia, ci ha fatto visitare la sua elegante struttura , che mette a disposizione anche 10 stanze, una piscina, e una vista mozzafiato.

Sicilia Scopello 5961
Agriturismo La Plaia – Scopello

All’agriturismo sono attentissimi anche alle esigenze dei celiaci e lo chef, Liborio Giorlando, ha riprodotto tutto anche in versione gluten free e così ho potuto assaggiare tutte le prelibatezze che ci aveva preparato. E vi assicuro che tutti i chilometri da fare per arrivare fin lì, ne valgono davvero la pena!

Antipasto senza glutine Tenute Plaia
Antipasto senza glutine Tenute La Plaia 

E ora ditemi che questo antipasto non è bellissimo anche solo da vedere! 

Dopo pranzo ci siamo diretti a Marsala, altra perla della Sicilia Occidentale. Bella, elegante, si affaccia sul mare e ha fra le più belle tenute vinicole. Qui si trova la famosa tenuta Florio, che non è la prima volta che visito, ma dalla quale rimango sempre affascinata, non solo per la prelibatezza dei suoi vini, ma anche per la storia di questa famiglia che ha lasciato tanto a questa parte dell’isola nei primi del ’900 (seguite la lettura e vedrete che li rincontrerete).

Degustazione Florio
Degustazione alla Cantina Florio – Marsala
Cantine Florio
Cantine Florio

E dopo una visita che si deve assolutamente fare se passate da Marsala, un giro in città è assolutamente da non perdere.

Marsala
Marsala – Sicilia

La sera, abbiamo mangiato da uno degli chef più promettenti nonostante la sua giovane età, Emanuele Russo, di Le Lumie. Il menù tutto gluten free e, meraviglie delle meraviglie, anche il dolce, senza glutine per tutti! Piatti all’apparenza semplici, il cui studio e la ricercatezza, esplodono invece nel palato.

Le Lumie Marsala
Le Lumie – Marsala

Anche di lui ne avevo già parlato qui.
L’indomani, il tempo ormai diventato splendido e pienamente primaverile ci ha permesso di godere al massimo della gita a Favignana.
Favignana è una delle tre isole delle Egadi, la più grande, la più conosciuta e la più abitata. Il mare è splendido in qualsiasi stagione ci andiate e piena di vita. Ma la bellezza di Favignana non risiede solo in questo. Se approdate in questa splendida isola, dovete, e ripeto DOVETE, visitare la tonnara Florio. Il fascino della tonnara rimane intatto, grazie anche ai racconti e ai canti (le “scialome” dei tonnaroti) del custode Giuseppe Giangrasso che ne rimane la memoria storica, visto che dal 1962 vive e lavora lì. 

Favignana Custode
Il custode della tonnara Florio, il signor Giangrasso

Una scialoma

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La tonnara era anche uno stabilimento dove si lavorava il tonno. Era una delle più grandi tonnare del Mediterraneo e anche all’avanguardia, basta solo sapere che c’era il nido per i bambini. Veniva, infatti vissuta come una vera e propria città, dove però uomini e donne lavoravano separati. Rimangono ancora le imbarcazioni, i forni, le scatole dove veniva conservato il tonno e il busto, all’ingresso, dell’inventore della scatoletta con l’apertura a chiavetta, Giuseppe Caruso.

Favignana Tonnara

Favignana Tonnara FLorio

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Ma la cosa ancora più stupefacente è l’Antiqurium, dove sono conservati reperti delle guerre puniche, che grazie ad un servizio del Comune, può essere visitato e una guida volontaria ti racconta e ti fa rivivere il passato.

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A Favignana abbiamo mangiato in piazza alla Trattoria Due Colonne, che, se avvisati in tempo, possono servire anche un primo senza glutine. In ogni caso, la trattoria serve prevalentemente pesce, quindi qualcosa si trova comunque.

Non mancate poi di prendere un caffè al pistacchio (qualora le calorie non fossero sufficienti) al bar del porto, prima di tornare sulla terraferma, al Bar du marinaru.

caffè al pistacchio di Favignana

Ma Trapani non è solo mare e buona cucina, è anche cultura e tradizione.

E così, al rientro, visto che eravamo in settimana santa, abbiamo assistito ai “Misteri“, che altro non sono che la rappresentazione delle 16 tappe della via Crucis di Gesù. 16 statue con 16 “sponsor”  (diremmo oggi) degli artigiani della città, e 16 bande musicali che accompagnano i carri creando una suggestiva cornice al tutto. La più importante processione di tutta la Sicilia, che si consuma in 24 ore…

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E ancora è arte, grazie alla maestria degli orafi Giusi Damiano e Alfonso Graffeo (coralli e preziosi di Graffeo & Damiano), che oltre a creare dei gioielli in corallo di rara bellezza, insegnano quest’arte antica e cercano di tramandarla con pazienza, dedizione e passione, nel loro laboratorio/bottega. Il corallo di Trapani infatti vanta una tradizione che risale al XVI secolo e i due orafi cercano di conservarne la tradizione, innovandone i temi.

 
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Infine, ma non ultimo, è cibo. Ma non solo da mangiare, ma anche da preparare. Così, alla Scuola di Cucina Nuora, con lo chef Francesco Pinello, abbiamo imparato a fare le busiate (il tipico formato di pasta trapanese, una sorta di maccheroncino attorcigliato) che, anticamente si faceva con il  buso, cioè lo stelo della pianta dell’ampelodesmo e che tradizionalmente è senza uovo.

Scuola di cucina Nuara Trapani

Inutile dirvi che anche io ho mangiato le busiate, senza glutine, condite con pesto alla trapanese e le chiacchiere con lo chef mi hanno confermato la sua sensibilità e disponibilità al problema.

Buscate senza glutine co pesto alla trapanese

E ora vi chiedo, dove volete passare le vostre prossime vacanze? 

Qui non c’è solo mare pulito e cristallino, sole caldo, spiagge bianche e tanto cibo eccellente, qui si trova anche la storia, la tradizione, l’arte, che rendendo perfetto una vacanza anche di relax estiva. 

I Wish U Heaven

pasta teff con ricotta e noci 5790

I Wish U Heaven

When Doves Cry

Sometimes It Snows in April

If I was your girlfriend… 

Kiss

Un pezzo della mia vita se n’è andato.

E non pensavo che potesse succedere così presto.

Conosco tutte le sue canzoni a memoria e riesco a ricordarle tutte ancora oggi (come i vecchi…).

Riesco a riconoscere le sue canzoni già alle prime note.

L’ho amato, come solo un’adolescente può amare il suo idolo.

Ho ascoltato le sue canzoni e le ho cantate a squarciagola in ogni momento della mia vita.

L’ho fatto ascoltare ai miei nipoti prima (irretendoli con Batman) e ai miei figli dopo.

E l’ho fatto ascoltare ai miei alunni per insegnar loro l’inglese…

E l’ho fatto quasi amare anche a mia mamma, che non capiva perché avessi i poster di questo “nivuro lario” appesi nella mia camera da ragazzina (e sono ancora lì…)

E soprattutto ho ballato sempre. Mentre studiavo (ti ricordi, Mauro?) e perfino quando ad Amsterdam, mi sono addormentata in discoteca (dopo 3 mesi di dormire solo 3 ore per notte…), e sentendo le sue note mi sono svegliata e sono tornata a ballare…

E ho rinunciato alla mia tesi di laurea in Semiotica, perché il professore non mi concesse di farla su di lui. Voleva che la facessi su Madonna e io non mi piegai…

Mi ha rapito il cuore con When dove cry. L’ho amato perché fuori dagli schemi. E perché era piccolo e portava i tacchi e perché, sebbene tutti dicessero fosse brutto, io lo trovavo mozzafiato.

Continuerò a cantare e a ballare le sue canzoni, perché gli artisti sopravvivono alla loro caducità.

Ma se ne va un pezzo della mia vita e non pensavo potesse succedere così presto.

Da oggi sarà tutto più viola…

I Wish U Heaven…

pasta teff con ricotta e noci 5789

Mi è difficile parlare di ricette oggi, ma lo farò lo stesso.

E ho scelto questa pasta perché la pasta di Teff è la risposta alla pasta con il glutine. È perfino più buona.

E quando l’ho mangiata ho pensato alla stessa canzone che oggi dedico al grande Prince. Perché il paradiso si può sperimentare in tanti modi diversi, e questo è un altro…

Pasta teff con ricotta e noci
Serves 5
Una nuova pasta, fatta con il Teff, più buona che mai, condita con noci e ricotta
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Prep Time
10 min
Cook Time
15 min
Prep Time
10 min
Cook Time
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Ingredients
  1. 500 g di pasta di Teff
  2. 300 g ricotta
  3. 40 g noci
  4. 2 carote
  5. 125 g di pancetta affumicata
  6. 1 scalogno
  7. olio evo
  8. sale
Instructions
  1. Sbucciate e tritate lo scalogno e fate soffriggere in un wok, insieme alle carote sbucciate e tritate. Fatele saltare brevemente.
  2. Fate dorare la pancetta.
  3. Mettete a bollire una pentola capiente di acqua salata e cuocete la pasta.
  4. Nel frattempo in una terrina mettete la ricotta e ammorbiditela con l'acqua della pasta.
  5. Scolate la pasta e condite con la ricotta, la pancetta, le carote e servite con le noci tritate.
Notes
  1. Il teff è un cerale antico, molto saporito e che fa tanto bene. Io lo uso spesso in tutte le mie preparazioni, qui potete trovare alcune ricette.
Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/
pasta teff con ricotta e noci 5790

E con questa partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day

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La FornoStar di nuovo in TV!

Gluten Free per tutti i gusti

No, non c’ho preso gusto.

O, forse, sì.

Ma che ci posso fare se mi invitano in TV per cucinare?

Be’, diventerò la nuova Antonella Clerici, Benedetta Parodi o Chiara Maci? 

Chi lo sa?

Ai posteri l’ardua sentenza!

Quindi, se volete rivedermi in video, sintonizzatevi domenica 17 alle 14,30 sul canale 15 del digitale terrestre, preparerò alcuni piatti presenti nel mio nuovo libro Gluten free per tutti i gusti!

Gluten Free per tutti i gusti
Gluten Free per tutti i gusti