II parte del Vademecum sull’Austria

Riprendiamo con la seconda parte del vademecum sull’Austria…

MEDICINE: contrariamente al mio solito, partiamo con una farmacia al seguito. Il pargolo cucciolo soffre tutti i mezzi di locomozione, per cui mandata dal marito a comprare qualcosa contro il mal di mare e il mal di macchina, mi faccio consigliare dalla farmacista e acquisto i braccialetti per il piccolo e i cerotti per i grandi (meglio essere previdenti!). Poi le bustine per i miei mal di testa fortissimi, che mi vengono una volta tanto, ma quando viaggio mi vengono sempre, degli antinfiammatori, la Geffer (e se il cibo ci restasse tutto sullo stomaco?), l’aspirina, l’Efferalgan, la Tachipirina (neanche stessimo andando in Africa, però in Austria, si sa, c’è freddo e un raffreddore può venire), le garze e gli antibiotici per la cornea graffiata del piccolo e la pomata per la scottatura delle mie dita (perché noi prima ddi partire, non ci siamo fatti mancare niente!) e i cerotti. Ritorno a casa fiera del mio bottino, io, che di solito, se ho il mal di testa me lo tengo, se mi viene la febbre mi copro e aspetto che mi passi e via dicendo, mi sento in confronto una Florence Nightingale provetta. Mostro i miei acquisti al marito, che mi dice che “cerotti e braccialetti per il mal di mezzi non servono a niente”… Esce e va comprare pure le pilloline, quelle amarissime, perché quelle, sì, che sono efficaci! Per farla breve, nessuno si è sentito male, nessuno, nonostante una traversata di andata con un mare forza 5 e la guida “sportiva” di mio marito, si è sentito male. In compenso gli antidolorifici li abbiamo finiti tutti, perché, oltre al mio mal di testa (quello non è scappato), il marito si è fatto male alla schiena nel percorso sugli alberi… E’ evidente, non c’ha più l’età!


ODORI:

forse sarebbe più indicato dire puzza, ma in un blog di cucina non è conveniente parlarne, però per la maggior parte del tempo, tanto in montagna quanto a Vienna l’ “odore predominante” era quello di cacca… A St Michael di mucca, a Vienna di cavallo. Certo nella città dell’imperatrice che amava la natura e soprattutto i cavalli e che nella sua stanza personale aveva più foto di cavalli e di cani che dei suoi figli (anzi a dire il vero c’era solo quella della figlia minore e basta!), non potevano mancare frotte di carrozze trainate dai cavalli! Però, e qui mi levo tanto di cappello, mai un piccolo escremento a terra! I cocchieri sono molto attenti a raccoglierla in un telo, che poi puliscono buttando il “raccolto” in un secchione e alla fine della giornata, strada ben lavata!!! Questa sì che è civiltà!


ORIENTAMENTO: 4 uomini senza alcun senso dell’orientamento! E dopo tre giorni di affidarsi (soprattutto all’uomo di casa), ho deciso di prendere in mano la situazione se non volevo camminare più del dovuto! In geografia sarò pure scarsa, ma in orienteering vado forte!!!

PAESAGGIO: Il paesaggio è verde, tutti i colori del verde. Ogni tanto una casetta, tutte uguali, e tutti i balconi, ma proprio tutti, con i fiori che vanno dal rosa al rosso al viola, le uniche note colorate. Anche il nostro albergo aveva i fiori al balcone, che ci hanno chiesto gentilmente di innaffiare ogni giorno e noi gentilmente ce ne siamo occupati. Come avremmo potuto non farlo dopo tanta cortesia?


PISCINA: L’albergo di St. Michael disponeva di una bellissima piscina, con vetrate su uno splendido paesaggio pieno di alberi e un prato pieno di fiori, col sole che entrava prepotente anche se poi fuori la temperature era di soli 13 gradi. C’era anche l’acqua gym… ma io tocco solo sui gradini… e nella piscina dei piccoli l’acqua mi arriva al polpaccio… Ma vie di mezzo, in questo paese, no? Però, sono gentili in questo paese: hanno provveduto a ciascuno (e ripeto e sottolineo a TUTTI) un salvagente di quelli che si mettono in vita… così tutti abbiamo potuta farla!!! I partecipanti avevano un’età media di 65 anni, compresi noi che l’abbassavamo un po’. Ma quanto so’ attivi, ‘sti arzilli signori di prima mattina, poi me li ritrovavo tutti in sauna(vedi voce Sauna) e poi? Il deserto! Non è che fra queste due attività riposavano?

Questa proprio non so in che ordine metterla e quindi ve la racconto così com’è. Mi è successo con ogni figlio e mancava solo il pargolo n.3. Nove anni fa era successo col pargolo n. 2, sempre in piscina, sempre in vacanza. Allora eravamo andati a Vulcano e ci trovavamo in un complesso di boungalows. Il nostro era lontanissimo dalla piscina, dalla reception, dal ristornate ed io ero, per giunta, incinta. Ogni mattina supplicavamo i nostri dolci pargoli di fare la cacca, ogni mattina e ogni mattina, tanta era la premura di andare in piscina che non la facevano. Ogni mattina, dopo che eravamo arrivati in piscina dovevamo tornare di corsa indietro. Così una mattina, l’ennesima, io dissi che non saremmo tornati indietro, ma non sortì nessuno effetto lo stesso. Appena arrivati in piscina, come da copione, il pargolo n. 2 mi disse che doveva fare la cacca e io, così, tanto per dire, gli risposi “ed ora la puoi fare qui”! Più veloce della luce si abbassò il costumino e la fece proprio a bordo piscina. Io non sapevo se ridere o piangere. Per fortuna San Marito arrivò e ci pensò lui a risolvere il problema. Da allora non era più capitato e cantavo vittoria che il pargolo n. 3 mi avesse risparmiato… Ma siccome non potevamo esimerci da cotanta esperienza, anche lui ci ha deliziato. Era in piscina da solo e noi siamo andati a prenderlo. Gli diciamo di andarsi a farsi la doccia che noi lo aspettiamo fuori. Lo vediamo arrivare trafelato tutto bagnato e col costume in mano… e ci racconta: “ho avuto un incidente” e io mi sento male, “non l’ho fatto apposta” e io mi rianimo, “ma mi è scappata la cacca e l’ho fatta nel costume”, mi sento svenire e il peggio non era ancora arrivato “non sapevo che fare e l’ho buttata nel cestino della carta…” Anche stavolta medesima reazione, non sapevo se ridere o piangere, e nel frattempo interviene Santo Marito… ecco perché l’ho sposato!!!
PITTORE PORCO: ok, non riesco a ricordare il nome, ma a quanto pare è pure famosetto… I miei figli si sono sganasciati dalle risate durante tutta la visita al museo… io non facevo altro che arrossire… e più io arrossivo e più loro mi chiedevano “ma che rappresenta quel quadro?” Vi mostro solo un quadro, il più pudico!

PREZIOSI: Vi assicuro che non ho mai visto tanta abbondanza e bellezza come nelle gioiellerie austriache! Non una, dico nemmeno una gioielleria che avesse esposto gioiellini da niente! Gioielli meravigliosi, regali, importanti, bellissimi, super raffinati anche se super vistosi e le vetrine sempre montate, giorno e notte… in una frase? Il paese giusto per me!
RISTORANTI: Si cena, ufficialmente, alle 18 e alle 20.00 e chiudono alle 22, 30, ma chissà perché, ogni volta che arriviamo noi, ci sentiamo sempre in ritardo, perché i locali sono assolutamente vuoti (in montagna). La gentilezza, però, è davvero strabiliante e la pazienza anche. Nessuno parla italiano, ma tutti parlano l’inglese e ci spiegano ogni singolo ingrediente… soprattutto a me, delusa dai ristoranti gluten free che gluten free non sono, indicandomi per filo e per segno tutto per evitarmi sonore intossicazioni e ci sono riusciti! Grazie!
Piccola nota: purtroppo la maggior parte delle pietanze contiene glutine, le zuppe sono spesso addensate con la farina, la carne è impanata e gli gnudel sono fatti col pane, per cui non è semplicissimo mangiare per un celiaco. Consiglio quindi di partire con la vostra valigia di scorta con i prodotti senza glutine e soprattutto con il pane casereccio della Giusto, che non ha bisogno di essere infornato ed è buono da mangiare anche appena si apre la busta.


RITMI: frenetici in città, ma sempre assolutamente in maniera ordinata, composta e silenziosa, troppo calmi in montagna!

TEMPERATURE: La temperatura più bassa è stata di 13 gradi, la più alta di 20… ma voi lo capite che per una africana come me, questo è inverno rigido??? A Vienna invece fresca. le temperature si alzano come in una normale estate… non palermitana. Si cammina volentieri e non si suda (o quasi), poi, la notte, quando tutti siamo a nanna, diluvia. Meglio di così?


TOPONOMASTICA: i miei tre delinquenti imparano subito a dire Katschberg (da loro pronunciato Kazz…berg), ma non fanno altro che dire “qui in Australia…” Avvilita da questa loro ignoranza, mi limito a dire che lì ci sono solo mucche e non canguri … mi rincuoro al primo negozio di souvenirs, quando vedo una maglietta con su scritto “NO CANGURS IN AUSTRIA!” Quando si dice “mal comune mezzo gaudio!

SALISBURGO:


-Assolutamente da vedere, invece, è il CIMITERO di Salisburgo. Le lapidi sono in ferro battuto e le tombe ricoperte completamente di fiori meravigliosi. Unico consiglio: non portatevi un bambino fissato come il mio per le storie di personaggi e soprattutto non ditegli che c’è sepolta la sorella di Mozart, Naennerl, se non volete che il resto del viaggio lo passi a chiedervi dove è sepolto il fratello più famoso e perché lei non è diventata famosa quanto il fratello, visto che il talento ce lo aveva uguale! (P.s. Non l’hanno convinto i miei discorsi femministi contro i maschilisti dell’epoca…)

-HELLBRUNN e GIOCHI D’ACQUA:


Assolutamente da non perdere la residenza estiva dell’arcivescovo burlone di Salisburgo. Ora ho capito cosa intendevano per giochi d’acqua. Siamo tornati in albergo letteralmente colati, ma non vi dico quanto si siano divertiti i miei pargoli, ma anche noi adulti… inutile dirvi che è stata la cosa più apprezzata della città.


-MOZART: me lo avevano detto, ma la visita alla casa di Mozart è stata davvero deludente… si può evitare, nonostante si sia a Salisburgo!

SCARPE: dopo tutta la fatica di trovare delle ciabattine tacco 4, le stesse, sono rimaste assolutamente intonse… mai usate, col freddo che c’era ho usato solo le Geox, che di tacco fa solo 3! In compenso le ciabattine per la sauna erano tacco -1…

SISSI: il mito della donna libera e innamorata dell’imperatore, viene subito sfatato da tutte le audio guide del paese. La presentano come una depressa, incurante del marito, del paese e cosa ancor peggiore per una mamma italiana, dei figli, tanto che nelle sua stanze private e soprattutto in quella dove lei passava la maggior parte del tempo a farsi spazzolare i capelli e fare esercizi fisici per mantenere il peso, ci sono foto dei suoi familiari, dei suoi amati cavalli, dei poeti ribelli dell’epoca e nessuna foto dei 4 figli! A me è diventata subito antipatica e non solo per tutto quello che finora ho detto, ma perché quando ho scoperto che era alta ben 1,75 e pesava solo 50 chili, che potevo fare da reale food blogger fissata col cibo? Non rimaneva che odiarla!


SAUNA: A Sankt Michael c’era anche la sauna, anzi per dirla tutta non c’era solo la sauna. C’erano il bagno turco, la sala a infrarossi, la sala relax, i massaggi e quant’altro fa benessere. Ma io non posso far niente, per via della pressione che è bassa, almeno quanto me! Così accompagno il marito dopo essere stata in piscina, umiliata dalla sua profondità, e decido di aspettarlo nella saletta relax e ascoltare un po’ di musica… mi accorgo, però, che sono tutti nudi e soprattutto tutti maschi, spaparanzati sopra queste sdraio, beati… capisco di avere un fortissimo senso del pudore… mica posso essere l’unica col costume… e me ne vado!


SHOPPING: se c’è una nota negativa, va proprio sotto questa voce! Il bottino, anche stavolta, è stato piuttosto magro… ma purtroppo finché partirò col detentore assoluto e indiscusso (meglio indiscutibile) della carta di credito, io sarò sempre in minoranza. Comunque qualcosina sono riuscita a strapparla, per cui mi porto a casa un libro di ricette austriache, fiori secchi per uso alimentare, olio di semi di sesamo e di zucca (introvabili a Palermo), le sfoglie di riso (così potrò rifare gli spring rolls in maniera decente… si spera) due sciarpette, e una valanga di palle di Mozart… ma solo perché il goloso di casa, in realtà è Lui, il mio “dolce, dolcissimo” doppio! E poi io sono già abituata a cotanta ricchezza 😉


SILENZIO: il silenzio è quasi surreale e non solo in montagna. Si dorme bene e si riposa realmente. In Austria l’inquinamento acustico non esiste né di giorno né di notte, né se c’è un cantiere edile, nè se c’è traffico. Il nostro albergo era al centro della capitale e non aveva i vetri insonorizzati e si sentivano gli uccellini… certo in montagna dovrebbero parlare con le mucche, che, evidentemente, non sono austriache! Ma per il resto abbiamo sospettato che fosse un paese di muti, macchine comprese!
VESTITI: mi sono chiesta perché tutti andassero vestiti da tirolesi, se non ci trovavamo in Tirolo. Elegantissimi abiti di tutti i colori e con i tessuti più disparati. Anche gli uomini giravano con il tipico costume, che ho anche cercato di acquistare per il pargolo n.3 (l’unico disposto ad indossarlo… per carnevale), ma i prezzi sono esorbitanti. Poi li ho visti vestiti normalmente e ho smesso di chiedermi il perché!

VIENNA: Chi dice che bastano tre giorni per visitarla, non sa di cosa parla! Noi ci siamo stati una settimana, con ritmi serratissimi, con turni che iniziavano alle 9.00 e finivano alle 20.30 e non siamo riusciti a vedere tutte le meraviglie che possiede… Fra l’altro siamo riusciti a sfruttare al meglio le risorse della città, perché, sebbene i musei e i monumenti chiudano alle 18.00 (in estate), un giorno a settimana, a turno, prolungano il loro orario fino alle 21.00 e noi non ci siamo mica fatti sfuggire l’occasione!


-CASTELLO BELVEDERE: A parte la bellezza del luogo, che lascia assolutamente senza fiato, la cosa più spettacolare è che al suo interno si trova una collezione di quadri di Klimt, fra cui il Bacio… vi assicuro sono assolutamente da lasciare senza fiato: quando si dice che il talento c’è!


-SCHOENBRUNN: Non per ripetermi ma tutti i castelli degli Asburgo sono veramente strepitosi e questo non fa eccezione. La cosa veramente strabiliante è che non si visita un palazzo vuoto dove tu devi immaginarti tutto. Il palazzo è pieno di storia, di mobili, quadri, soprammobili e foto dell’epoca. Ma cosa ancora più strabiliante e già l’ho detto è che sono resi interessanti anche per i ragazzi e questo non è assolutamente poco!


-HOFBURG: il palazzo reale degli Asburgo e la collezione più vasta di piatti, posate, suppellettili e forme per dolci che abbia mai visto in vita mia. Inutile dirvi che mi sono chiesta più volte perché il buon Dio mi abbia fatto nascere nella famiglia sbagliata e nel periodo sbagliato… scorre sangue blu nelle mie vene!

-NEUEBURG: fatto costruire da Francesco Giuseppe per andarlo ad abitare con la sua sposa, non riuscì mai a farlo! In compenso adesso ospita una sezione (enorme) del Kunstische Museum… è meraviglioso!

I nostri giovani VIRGULTI: si sono divertiti e quindi non hanno rotto… più di tanto! Però che fatica non farli annoiare, pure il percorso sugli alberi mi sono dovuta fare, oltre ad una sfida in go kart!

WIENER SCHNITZEL: nient’altro che la nostra cotoletta… ma il nome è esotico e ormai a casa si chiama così!

Infine e non per ordine alfabetico, ma solo per conclusione ovvia, il ritorno! Una sola parola: straziante! Vi dico solo che già tre giorni prima di tornare progettavo già il prossimo viaggio… che ho allungato di una settimana ancora!

A presto di nuovo con qualche ricettina

Stefania Oliveri

VADEMECUM SEMISERIO PER L’AUSTRIA

AUSTRIA: non per fare l’ente per il turismo austriaco, ma l’Austria, inaspettatamente, è meravigliosa. Devo confessarvi che prima di partire mi ero un po’ pentita della scelta e avevo pensato che mi sarei proprio annoiata. La vedevo vecchia, pomposa, stantia… E invece ho trovato una nazione stupenda, dalle sua bellezze naturali ai suoi palazzi, castelli e monumenti e soprattutto musei. Tutto è organizzato perfettamente, anche e soprattutto a misura di bambini (e quando me lo dicevano non capivo di cosa parlassero, perché non avevo mai avuto confronti!) e soprattutto gli austriaci sono veramente gentilissimi, pazienti e insospettatamente allegri. Assolutamente una tappa da non perdere! Noi abbiamo passato una settimana in una località montana (St. Michael)
e una settimana a Vienna e non volevo più venir via… E avevo ragione! Nel viaggio di ritorno, appena entrata in Italia (piccolo particolare che forse ancora non sapete, il viaggio l’abbiamo fatto in macchina), già si notava la differenza, dal caldo umido, al disordine (ed eravamo ancora al nord!), e non vi dico quando siamo arrivati a Napoli… e lo dico con tanto rammarico nel cuore e con nessuna cattiveria, ma con tanta tristezza e molto accoramento, perché Napoli è una città meravigliosa, ma sporca e disordinata ancor di più di Palermo e già in autostrada le cartacce, le bottiglie e i bicchieri di plastica facevano da padrone. Ciò ha addirittura reso meno traumatico il rientro a Palermo, che addirittura non mi è sembrata così lurida e indisciplinata, come ogni volta che torno da un viaggio. ASSESSORIIII: tutto ciò non è pittoresco!!! Svegliamoci e pretendiamo città migliori, pulite e organizzate, perché tutto ciò fa allontanare i turisti… e, amaramente, non solo!


ACQUA GYM: ebbene sì, nella settimana di riposo maggiore della mia vita, in albergo a St. Michael (in montagna) fanno l’acqua gym e io l’ho fatta… è stato il posto dove ho incontrato più gente! (guarda Piscina)… però non sono tornata dimagrita…


BICICLETTA: passeggiate in bicicletta fra le montagne di St. Michael nel verde più verde che si può! 5 biciclette di cui 2 con i freni a pedale, di cui una, giusto giusto, al pargoletto n. 3, che ha appena imparato ad andarci (ognuno ha i suoi tempi ed io sono per il loro rispetto assoluto! E guai a chi si azzarda a dire “è troppo grande”!) … che, se avesse potuto e saputo, avrebbe detto parolacce in tutte le lingue. Il poverino è, fra l’altro, pure caduto (meno male che mia madre non legge il mio blog!), non prima però di aver investito il padre (e questa è stata punizione divina per la sua insistenza alla bici con freno a pedale!!!). Meno male che lì le piste ciclabili sono arci sicure e serie e soprattutto lontane dalla strada dove passano le macchine… altrimenti il marito non sarebbe tornato indenne, ma a causa mia!

Sull’argomento devo comunque spendere altre due parole. A Vienna, ancora meglio che a Barcellona, si possono affittare delle biciclette in moltissimi punti della città. Basta inserire la carta di credito e i propri dati, per un solo euro all’ora … quando si dice la civiltà!!!

BIDET: ma perché fuori dall’Italia non lo si trova da nessuna parte??? E tutta la civiltà di cui sono pieni, va a farsi benedire per un “baby sink” (come l’ha chiamato la figlia di un mio amico italiano sposato in U.S.A. con una americana!!!) E Laura propone petizione almeno per gli stati europei, e io l’appoggio!!!

BIOLOGICO: c’è un gran rispetto per tutto, per cui la natura viene rispettata in maniera assoluta. Raccolta differenziata (e non mi stupisco di questo perché a Palermo non ce la facciano fare…ma perché era organizzata benissimo), quantità di cibo genuino e biologico a go go, aria pulita, quindi piste ciclabili perfette e funzionanti, niente inquinamento acustico (non in montagna dove sarebbe normale, ma sto parlando di Vienna!!!) and so on…
CIBO: la cosa che mi pesa di più quando parto è proprio questo aspetto! Per una food blogger la limitazione all’assaggio delle specialità del posto, la fanno andare in depressione! Nel Lungau, amici celiaci, non c’è niente per voi (e quindi per me!) carne arrostita e verdure sono le uniche specialità che potrete assaggiare! Meno male che io parto sempre con la mia scorta di viveri, altrimenti nemmeno la colazione si salvava e per una non carnivora come me, sarebbe stato l’incubo peggiore della sua vita!!! Devo anche dire però che il lunedì, il ristorante dell’albergo si è procurato la farina e mi ha fatto assaggiare alcune sue specialità, fra cui un loro dolce tipico Kaiserschmarnn (frittata con uvetta e salsine: non prendetelo o quanto meno non aspettatevi un dolce!) (Grazie Cuoca Gaia per avermi ricordato il nome!)


e la crepe con gelato (invece buonissima!). Ma siccome li hanno fatti apposta per me, ho apprezzato immensamente il pensiero! A Vienna pensavo che le cose dovessero andare meglio! Prima di partire avevo scaricato ben 130 posti dove potevo mangiare gluten free! “Che civiltà” ho pensato! Ho cantato vittoria troppo presto. Ho scoperto solo al mio arrivo che in realtà non è così. Nel senso che nei tanto decantati AIDA Cafè (disseminati per tutta la città), si trovano solo tre dolci disponibili che sono la Mohntorte (torta al cioccolato e cannella… buona, ma niente di particolare), la Caprese (e che ve lo dico a fare?) e una specie di biscotto di meringa con nocciole, ottima, ma niente di tipico!!! Cerchiamo quindi i Wienerwald, che la danno come una catena dove si può mangiare una quantità di cibo senza glutine notevole… Scopro con orrore che è una specie di Burger King del pollo, dove l’unica e ripeto UNICA, pietanza che posso mangiare è del pollo arrostito con riso bollito e verdure bollite… ma allora posso andare da qualsiasi parte a mangiare. Infine abbiamo deciso di andare a mangiare in un qualsiasi ristorante e così ne abbiamo scelto uno vicino all’albergo. Esperienza ottima! Ottimo cibo austriaco, per me addirittura un’ampia scelta e perfino un dolce, mousse al cioccolato con frutti di bosco! Ahimè niente di tipico, però! Il penultimo giorno però passando dal mercato mi accorgo che la Baeckerei di cui si parla nel mio elenco è proprio lì… che fare? Essere delusa nuovamente? La tentazione è più forte di me e mi informo. Niente di pronto, ma per l’indomani mi possono prepare un dolce da forno tipico loro, una specie di brioche arrotolata con la cannella. Vada per il dolce e lo ordino. Delusione anche qui. Il dolce me lo fanno trovare, ma è diverso da quello per non celiaci… intanto è più piccolo della metà e poi è senza uvetta e senza la glassa di zucchero sopra… meno male che è l’ultimo giorno e mi arrendo!

P.s. Il dolce che vedete qui sopra si chiama ufficialmente Rehruecken (grazie Antonella per avermelo ricordato) … a me non è piaciuto, ma era pure bruciato al fondo… tanto che il mio amico l’ha giustamente ribattezzato Glutenfreishoenbrunnskifetzen. Lo si trova al Cafè della Residenz di Schoenbrunn… provate magari sarete più fortunati!

DEGUSTAZIONE: dopo una degustazione di grappe, infinita, dove mio marito ha assaggiato almeno 6 tipi diverse di grappa ed io di liquori, torniamo in camera per lasciare il bottino… solo che aprendo la porta della nostra camera troviamo una bambina biondissima di 5 anni… Io penso “che ci fa da noi? Questa è femmina e me la tengo!!!”, mio marito pensa “chi si sono portati i miei figli?” 10 interminabili secondi per capire che avevamo sbagliato piano!!!

DENTIFRICIO: lo so che è una voce un po’ strana da trovare in un vademecum per l’Austria… ma il pargolo n. 3 si è lavato i denti con lo struccante per occhi… non meritava una menzione speciale???

FAMIGLIA: un grande applauso agli austriaci per la grande attenzione nei confronti delle famiglie… lo sconto per gli insegnanti non c’era (forse perché guadagnano in maniera adeguata?), ma in compenso c’era quello famiglia e noi che siamo 5 ne siamo stati ben avvantaggiati. E non solo. Moltissimi musei e tantissime guide sono organizzate in maniera speciale per interessare anche ragazzi e bambini. E infatti anche i pargoli adolescenti sono stati rapiti. Insomma questa è una terra fatta proprio a misura di tutti!

(Dentro al museo di Schoenbrunn)

FOTO: con un adolescente, le foto devono rigorosamente passare sotto il suo vaglio, ma non solo per la pubblicazione o la vista con amici e parenti, ma anche il semplice conservare un ricordo di quel momento, non è possibile se non c’è lo sta bene del suddetto… quindi fra le 5000 foto ci sono le top secret per uno e top secret per l’altro, cioè ne rimangono si e no 50 da mostrare… ma so che per voi saranno un numero sufficiente 😉

(P.s. imitavo la posa da modello…)

FRUTTI DI BOSCO: nelle lunghe passeggiate in montagna (che poi in realtà sono state solo due), la cosa che mi ha fatto andare letteralmente in visibilio, è stata quella di raccogliere i frutti di bosco e mangiarli così, tout court! Soprattutto lamponi! E ne ho mangiati così tanti, ma così tanti, che ho cercato di farne scorta per tutti quelli che non troverò a Palermo neanche a pagarli oro!!!

P.s. L’unica a mangiarli…

GEOGRAFIA: Dunque devo dirvi subito che io andavo bene (benino) in geografia, cioè avevo 7. Però la geografia che si studia al Turismo è per l’appunto geografia turistica. Il mio professore era uno che dava buoni voti alle belle ragazze con una IV di reggiseno… io non ero né l’una né l’altra, però, mi diceva, che avevo la faccia pulita… strano, non avevo mai pensato che arrivasse fino a quell’altezza. In ogni caso la sua fiducia nel mio viso è stata mal riposta. Dovevo incontrare Simo a Pisa, ma non so perché (o forse lo so), mi ero convinta che stesse a Firenze, per cui tutto il viaggio di andata e tutto quello di ritorno l’ho passato a contare i chilometri e quindi le ore (solo una in realtà) che dovevo impiegare da Colle di Val d’Elsa per raggiungerla. Il buon Dio mi ha protetta, perché la Simo ha dovuto lavorare il sabato mattina quando ci dovevamo incontrare… Per farla breve, in una telefonata surreale, come solo fra due come noi due poteva avvenire, mi dice, fra le altre cose, che il pomeriggio doveva andare a Firenze e io le rispondo stupita “andare?, ma perché non sei a Firenze?” Comincia a ridere a crepapelle, capisco (sono una volpe io!) che c’è qualcosa che non va e mi risponde “son di Pisa io!!!” “ma perché” rispondo “sei toscana e la Toscana è tutta lì, no?” Mi risponde “ti immagini se ci davamo appuntamento al Duomo? Io andavo a quello di Pisa e tu a quello di Firenze!” Geografia, bocciata! Allora, per rimediare alla gaffe e pensare positivo le dico “be’ allora non mi resta che ritornare in Toscana per vederti, mi tocca andare a Pentolina che è vicino Firenze” (arridagli!!!) “Dove? Ventolina???” e giù una serie di nomi. E qui adesso rido io, perché sicuramente penso che se sei toscano sei di Firenze, ma io adesso so dove sta Colle Val d’Elsa (non vicino Firenze!) e Pentolina e tu sarai pure di Pisa, ma non lo sai (tiè!)… e allora per farmi capire le ripeto “Pentolina, come piccola pentola, what else? Sono una food blogger che si rispetti, io!” E dire che il viaggio l’ho organizzato tutto io… anche la sosta a metà strada prima di tornare a Palermo… Ok, ora lo so, metà strada sarebbe stato Venezia, ma io non sono brava nemmeno con le unità di misura… Che dite vorrà davvero incontrarmi in futuro, dopo una telefonata del genere? P.s. Se volete il suo punto di vista sulla cosa, andate a vedere qui!

GIULIA: lei è l’unico motivo che ha reso il ritorno più lieve, anzi quasi gioioso. Il doverla incontrare mi rendeva felice e quasi contenta di tornare. Lei è così come appare nel suo bellissimo e freschissimo blog: so english, so nice! E i suoi occhioni e le sue fossette sono irresistibili! L’ho chiamata appena arrivata nel suo meraviglioso paesino mediovale e si è messa subito a disposizione. Mi è venuta a trovare non appena l’ho chiamata e abbiamo trascorso una serata incantevole di chiacchiere prevalentemente da food bloggers, ma non solo! Mi ha dato un sacco di dritte sui ristoranti, che (ma come poteva essere differente?), ovviamente sono risultati ottimi! Ma chi è stato a dirmi che i toscani son freddi e distaccati??? Ma chi ha conosciuto questo qua??? Sicuramente non Giulia!
Altro piccolo, piccolissimo particolare, Giulia è alta! E io avevo delle scarpe tacco 4… ho preteso le foto da sedute e per giunta io mi sono seduta dalla parte alta per sembrare almeno quanto lei… giudicate voi se ci sono riuscita :/


GPS: Ci ha guidato fino a St. Michael ed è quanto dire, ma prima lo devi capire bene… perché quando ti dice gira a destra, vuole che tu giri a destra subito, non un momento dopo, anche quando quella non ti sembra proprio una strada, come quando ci ha fatto tagliare dal bosco in una strada sterrata, dove non ci saremmo stupiti di incontrare Cappuccetto Rosso e il Lupo cattivo. Quindi abbiamo imparato che bisogna fidarsi e basta, altrimenti fai almeno tre giri del porto di Civitavecchia, ritorni verso Roma, invece di andare verso l’Austria… Mi sorge solo un dubbio: ma l’autostrada nel tratto Firenze-Bologna, non esiste? Perché abbiamo preso una strada che prima ci ha fatto salire verso le montagne e poi ci ha fato ridiscendere, il tutto in statale? Forse perché le domande che ti fa il GPS sono come quelle del referendum che pensi di dover rispondere sì e invece devi rispondere no per affermare? Al ritorno comunque l’abbiamo trovata, perché fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio!

HUNDERTWASSER: se non lo conoscete, dovete proprio andare a Vienna e non perdervelo. In un certo senso anticipò la bioarchitettura ed è geniale quanto Gaudì. Io sono riconoscente a Fabiana di avermelo segnalato!!!

KLIMT: L’emozione di vedere i suoi quadri ha superato di gran lunga ogni cosa. Il Liberty è stato molto importante anche a Vienna, anche se non così pubblicizzato nel mondo come tutta la faccenda degli Asburgo. Ma Klimt e tutto il suo gruppo è stato davvero geniale. E vi assicuro che quando si vedono i suoi quadri dal vivo, si capisce perché è diventato un grande! La visione dei suoi quadri ha avuto un prezzo (14 euro), ma le emozioni che hanno suscitato, quelle non hanno prezzo!


MERCATO: la tappa al mercato non poteva mancare neanche a Vienna. Bellissimo! Ma la cosa strana è che io pensavo che i più manciatari (mangioni) al mondo fossero i palermitani, con i suoi mille bar disseminati ad ogni angolo della città. Da quando sono stata a Vienna devo ricredermi… i viennesi ci superano di gran lunga! E nel mercato, accanto ad una fila di botteghe prevalentemente di frutta e verdura e caramelle (tutto l’immaginabile anche l’inimmaginabile), corre parallela una fila di ristoranti, di tipi i tipi e per tutti i gusti! Poi, al sabato, un spazio abbastanza considerevole è dedicato all’antiquariato (o forse sarebbe meglio dire al modernariato), il resto non esiste!


MULTA: la nostra prima multa ci è stata presa sull’autostrada per andare a Salisburgo per un eccesso di velocità di 10 km orari, nel preciso momento in cui mi sono distratta e invece di fidarmi del GPS, come ha fatto il mio dolce doppio, non guardavo i cartelli stradali. Infatti per via di una deviazione il limite era di 80 e il GPS segnava 130… La cosa positiva è che abbiamo solo pagato 20 euro. La seconda e, grazie a Dio, ultima, invece, l’abbiamo presa in Italia, perché ormai non essendo più vigili (mai parola fu meno adatta) e attenti come in Austria, non abbiamo visto un divieto di sosta in piazza in un paesino di 19.999 anime (ho esclusa quella del vigile, così impara) in una piazza dove tutti erano posteggiati… Una cosa l’abbiamo imparata, le multe in Italia sono più salate… ci è costata ben 50 euro!!! E non dovevo poi escluderlo dal conto quello lì, che alle 23.30 di sera del 20 agosto va girando a prendere multe???
MUSEI: addirittura un quartiere di musei a Vienna!!! E se non bastasse, prima di arrivare al quartiere dei musei due grandiosi musei: quello di storia dell’arte e quello di scienze. Assolutamente da non perdere!


NUMERI: 8 ore di mare (all’andata e 8 al ritorno), 12 ore di macchina per 900 km di strada all’andata, 8 ore e poi altre 4 al ritorno, 4500 km di strada macinata in 17 giorni di viaggio, 17 paia di mutande e 17 paia di calze per 5 persone, 20 minuti di traffico gli ultimi 9 km per arrivare a St. Michael, stanza 431 e 2302, garage 106, 5000 foto!!!

Pine prima parte del vademecum… a presto con la seconda parte!
Stefania Oliveri

Zuppa di mais di Nigella per il fresco dell’Austria

Ancora per poco, ma sono ancora in Austria e da qui vi scrivo (internet, santo subito!) Purtroppo, essendo celiaca, non ho potuto assaggiare le buonissime zuppe di questa meravigliosa terra… tranne ieri, ma ero a Bratislava e quindi la zuppa in realtà era slovacca! Comunque era buonissima, zuppa di cipolle e filetto di manzo… doppio slurp e un evviva per gli slovacchi che non aggiungono farina nella zuppa! Quindi ora vi lascio con una ricetta di zuppa che, naturalmente, non ho fatto recentemente, ma se ci ripenso mi viene l’acquolina in bocca.
La zuppa è di Nigella Lawson e io ho fatto qualche piccola modifica…

ZUPPA DI MAIS


370 gr di mais in scatola
2 cipollotti
1 spicchio aglio (io l’ho omesso per farla mangiare a mio marito)
600 ml di brodo vegetale (io l’ho fatto a casa)

1 cucchiaio di farina di riso
sale
pepe
tortillas di mais
parmigiano grattuggiato (lei ha usato un formaggio fondente arancione…)

Sciacquare molto bene il mais e frullare insieme ai cipollotti tagliati grossolanamente (e all’aglio se lo usate e ci sta benissimo!) Quindi mettere il tutto in una pentola, insieme alla farina di riso e coprire con il brodo caldo. Portare ad ebollizione e lasciare cuocere per circa 10 minuti. A fine cottura aggiustare di sale e pepe. Servire calda con le tortillas cosparse di parmigiano e passate sotto il grill per qulache minuto.

Con questa ricetta partecipo volentierissimo alla raccolta di Tiziana di Masterchef “Le ricette di Nigella”

A presto da Palermo

Stefania Oliveri

Parfait al dulce de leche e noci pecan… perfet(to) per addolcire il tempo che passa

Oggi è il compleanno dell’uomo della mia vita, quello che stando con me si è guadagnato di diritto gli epiteti di “marito perfetto”, “sant’uomo”, “gentiluomo”, padre perfetto”, “marito ideale”, “dolce mio doppio”, “martire”, “principe azzurro” (qualche volta Buzzurro…), “povero cucciolo indifeso in balia di strega cattiva”… cosa non deve fare un brava moglie per suo marito!!! 😉
E ora una ricetta che a lui è piaciuta immensamente. Gliela dedico con tutto il mio amore!
PARFAIT DI MANDORLE, DULCE DE LECHE E NOCI PECAN per addolcire il tempo che passa!


Ingredienti
400 gr. di panna
200 gr. di mandorle spellate, tritate grossolanamente e tostate
150 gr. di zucchero
2 tuorli e 2 albumi
4 cucchiai di rum (io ho usato lo Stroh)
1 lattina di latte condensato
noci pecan
Prima di cominciare, un ringraziamento è d’obbligo: ad Alessandra che mi ha ispirata (più che altro me l’ha suggerito, per telefono, mentre paziente ascoltava la mia angoscia per preparare un dolce con cui stesse bene il dulce de leche! Comincio sempre dalla fine, io!)
Ho montato la panna ben fredda. Ho montato a neve gli albumi, aggiungendo appena montati 50 gr. di zucchero. Ho montato i tuorli con lo zucchero rimanente (siccome io lo faccio con il Bimby, ho pastorizzato le uova mettendole a montare a 37°; se voi non l’avete e le volete pastorizzare, basta mettere una pentola con un po’ d’acqua sul fondo e montare il tutto a bagno maria). Infine ho unito i tre composti, il rium e ho aggiunto anche le mandorle tostate precedentemente. Ho rivestito uno stampo da plumcake con della pellicola trasparente e ho versato il composto. Quindi ho messo in freezer. Nel frattempo ho preparato il DULCE DE LECHE. Niente di più semplice e allo stesso tempo godurioso. Ho preso una lattina di latte condensato e ho riempito la pentola a pressione con dell’acqua fino a coprire anche la parte superiore della lattina (deve essere bene immersa e coperta con l’acqua). Quindi ho chiuso la pentola e ho acceso il fuoco vivace fino a quando la pentola a pressione non ha cominciato a sfiatare. Quindi ho abbassato il fuoco e ho lasciato cuocere per 30 minuti. A questo punto ho spento e ho aperto la pentola ed ho aspettato che la lattina si raffreddasse del tutto prima di aprirla. Solo in quel momento il dulce de leche è pronto per essere consumato (si può conservare in frigo per diversi giorni). Al momento di servire ho fatto sciogliere il dulche de leche un po’ al microonde e l’ho cosparso sul parfait sformato. L’ho spolverizzato quindi con delle noci pecan caramellate (noci e zucchero in una padella fino a quando non si caramellano) e poi le ho tagliate a coltello. Vi assicuro una vera libidine!
A presto
Stefania Oliveri

Venerdì pesce: tonno in agrodolce

Avete presente la fatica di 365 giorni all’anno di trovare delle scarpe che abbiano un tacco minimo di 14 cm e dover poi passare invece giornate intere a cercare disperatamente delle scarpe tacco 4, per partire??? Tutto questo non doveva capitare a me!

TONNO IN AGRODOLCE (perché la mia vita è già troppo amara)


4 fette di tonno freschissimo
un po’ di farina (io di riso, altrimenti i celiaci non possono mangiarlo)
4 cipolle (io ho usato quelle di Tropea)
1 po’ di aceto (ad occhio)
olio extravergine d’oliva q.b. (che sarebbe sempre ad occhio…)
1 cucchiaio scarso di zucchero
sale
Lavare bene il tonno, asciugarlo tamponandolo e ridurlo a tocchetti. Quindi passarlo nella farina. Far scaldare dell’olio in una padella e far soffriggere il tonno. Metterlo da parte e salarlo e nella stessa padella, fare soffriggere le cipolle affettate, salandole durante la cottura. A cottura quasi ultimata aggiungere l’aceto e lo zucchero. Quindi unire il tonno alle cipolle e lasciar cuocere ancora per due minuti. Servire caldo o a temperatura ambiente. E’ buonissimo… l’hanno mangiato perfino i miei figli che non amano il pesce.
A presto
Stefania Oliveri

Marmellata fichi e mandorle e un altro incontro specialissimo

Avete sentito di cataclismi a Palermo? Esatto! Ci siamo riusciti e abbiamo passato una serata senza pargoli… anche se la domenica mattina eravamo già pronti all’alba, per andare a recuperare quelle piccoli pesti, che già il sabato sera ci mancavano… E se le notizie, fino ad oggi hanno tardato, è solo perché, appunto, sono tornati loro!!! Ma fra la preparazione per la partenza, le valigie, gli ultimi acquisti, le gite fuori porta, ieri sera ho avuto anche la possibilitò di conoscere Dajana di “Baker’s Corner… somewhere in my kitchen”! Come potevo mancare a questo appuntamento, dopo che lei e tutta la sua famiglia, si trovano proprio a Palermo? Così ieri ci siamo sentite e ci siamo viste in una pizzeria di Mondello… dove ci hanno scambiate per celebrità, visto il numero di foto scattate (che abbiamo preteso!) dai mariti! Inutile dirvi, che le mie sono venute tutte malissimo (“amoreeee, impegnati un po’ di più…”) Ed è strano, constatare ogni volta, che le food bloggers che incontro, sono proprio come appaiono nel loro blog. E lei è dolcissima! Oltre che di una bellezza strabiliante! Proprio come le sue pupine che subito si sono trovate benissimo col mio pargolo, giocando d’amore e d’accordo per tutta la sera. Noi abbiamo parlato ininterrottamente dall’inizio alla fine, quasi noncuranti degli altri (soprattutto dei miei pargoli maggiori, che per adeguarsi all’età dei bambini presenti, ne hanno combinate un bel po’…); e poi non volevamo neanche lasciarci, ma, siccome in questo periodo non ci stiamo facendo mancare niente, il mio piccolo ha deciso di attirare l’attenzione, facendosi finire qualcosa dentro l’occhio e grattuggiandosi ben bene la cornea… così la serata è finita al pronto soccorso oculistico e l’occhio bendato 🙁

Proprio ieri mattina avevo fatto la marmellata di fichi, visto che finalmente l’albero di mia suocera ha deciso di figliare. Quindi ritornata col ghiotto bottino, ho deciso di conservare un po’ del loro sapore anche per l’inverno facendone una ghiottissima marmellata. La ricetta è del ricettario Bimby e non c’è niente di più semplice.
MARMELLATA DI FICHI E MANDORLE

1 kg di fichi non trattati 500 gr. di zucchero (io ne ho messi 450 per rispiarmiare un po’ di calorie…)2 limoni (solo il succo, ma la prossima volta metterò anche un po’ di scorza)100 gr. di mandorle pelateLavate accuratamente i fichi e tagliateli a metà (non togliete la buccia, che è la parte più buona) e inseriteli nel boccale del Bimby, iniseme allo zucchero e al succo dei limoni. Quindi cuocete a 100° a velocità 2 per 20 minuti. Nel frattempo fate tostare le mandorle in una padella e al termine dei 20 minuti inseritele nel boccale, quindi continuate la cottura per altri 20 minuti (io senza il tappetto per far addensare prima la marmellata). Se la marmellata risultasse ancora liquida, far cuocere per altri 3 minuti. A questo punto tritate grossolanamente per 4 secondi a velocità 10. Quindi aspettate qualche minuto e poi invasate in contenitori di vetro ben lavati (in lavastoviglie), chiudete e capovolgete il vasetto, in maniera da fare il sottovuoto. Conservare solo dopo che si sono raffreddati. Una meraviglia!E ora partecipo, grazie a Fabiana di Olio e Aceto, partecipo ad un concorso, dove c’è in premio un computer, un MacBook Pro dal valore di 1.149 euro. Il modello messo in palio è la versione base 13 pollici con processore Intel Core 2 Duo da 2,4Ghz, 4GB di RAM, Processore grafico NVIDIA GeForce 320M e Hard Disk da 250GB. Qui il link per partecipare.A prestoStefania Oliveri