Torta al ciocco e ai marroni, inaspettatamente buona come spero sia l’annno nuovo!


Come ogni anno non voglio pormi nessun buon proposito da realizzare per l’anno che entra, anche perché ogni buon proposito che si rispetti non viene mai mantenuto… Anche perché avrei una lista lunghissima di buoni propositi…
1. vorrei dimagrire, e invece ingrasso,
2. vorrei ringiovanire (senza interventi estetici, che mi impauriscono) e invece invecchio,
3. vorrei arricchire e impoverisco,
4. vorrei un lavoro ben retribuito e invece ne ho uno mal pagato (ma ringrazio Dio di averlo ancora!)
5. vorrei poter mangiare tutto e adesso anche mio figlio non può mangiare una marea di cose…
6. vorrei poter essere elastica e invece mi irrigidisco
7. vorrei riposare e invece fatico sempre di più,
8. vorrei divertirmi, ma trovo più motivi per piangere,
9. vorrei realizzare la metà dei miei sogni e invece scopro che si realizzano spesso solo i miei incubi,
10. vorrei essere più cattiva e invece mi rammollisco!
11. vorrei un miracolo, anche solo per mio figlio…

Un bacio e buon anno e che si realizzino tante belle e buone cose anche se non le aspettate…
così come questa torta lo è stato per me!

Torta al cioccolato e purea di marroni (da Torte al cioccolato, Scuola di pasticceria 2, pag. 45 e, neanche a dirlo da me modificata, io vi metto solo le mie modifiche)
Ingredienti per 8 persone:
150 gr di burro
2 cucchiai di fecola
200 gr di cioccolato fondente
50 gr. di cioccolato bianco
200 gr di crema di castagne
50 gr di zucchero semolato
2 uova codice 0 o 1 (cioè bio o allevate a terra all’aria aperta)
Spezzettate entrambi i cioccolati e in una ciotola mettere anche il burro e fate sciogliere il tutto al microonde a 450° per 2 minuti circa (o mettete a bagnomaria). Aspettate che il cioccolato si raffreddi un po’ (pochi minuti) e aggiungete la crema di marroni al composto (giusto per evitare che con la crema fredda il cioccolato si rapprenda). Unite quindi lo zucchero e la fecola e mescolate energicamente. Nel frattempo montate gli albumi a neve e poi aggiungete i tuorli al composto, amalgamandoli bene. A questo punto aggiungete un po’ di albumi montati e ammorbidite il composto (anche se risulterà sempre piuttosto omogeneo), quindi aggiungete il resto mescolando dal basso verso l’alto per non smontare gli albumi. Versate l’impasto nella tortiera (se cucinate per un celiacco mettete la carta forno così eviterete ogni inutile contaminazione), altrimenti imburrata e infarinata (sempre con fecola!) e mettete in forno già caldo e statico a 160° per 40 minuti circa. Se invece avete un forno ventilato come me, abbassate a 140° e cuocete per circa 45 minuti. Fate raffreddare e poi servite o spolverizzata di zucchero a velo (come ho fatto io) oppure di cacao amaro in polvere. L’ideale sarebbe mettere anche dei marrons glacès per decorare, ma io non li avevo (cerco di non tenerli a casa perché altrimenti riesco a mangiarli tutti in un un’ora).
Piccoli suggerimenti senza glutine:
fate attenzione alla fecola che comprate, perché non deve essere prodotta in stabilimenti dove ci ssono anche altre farine, altrimenti è contaminata,
fate attenzione anche al cioccolato (sia bianco che fondente), allo zucchero a velo (che spesso è addizionato con farina), al cacao e alla crema di marroni… ahimè pure essendo tutto naturalmente senza glutine, possono contenere delle contaminazioni che sono dannosissime per i celiaci.
La torta è strepitosa e stavolta non l’hanno detto solo i miei pargoli…
Buonissimo anno e ancora di più!
A presto
Stefania Oliveri

Tangerine curd o curd al mandarino? Madaleines o muffins?


Adoro massacrarmi! E cosa meglio delle feste di natale? La maratona che mi vede impegnata per tre giorni di seguito a vario titolo… E così comincio a cucinare almeno una settimana prima… Prima di tutto i regali, che sono gastronomici, e sapete quanti parenti ed amici ho? Secondo la cassata è d’obbligo e quindi ne devo preparare almeno due, una per il 24 sera, l’altra per il 25. E poi c’è il mio solito tè del 26 e quest’anno è stato un tripudio… ho rasentato l’ecatombe! Sì, perché se ogni anno la mia casa è aperta ai parenti (tutti) e agli amici più intimi, quest’anno avevo deciso di tenerlo low profile (mica siamo in crisi per niente). E poi due amici si sono auto invitati “passo a salutarti, visto che è il tuo onomastico…” E i due amici piano piano sono diventati 4 e poi 8 e poi 12 e poi 16 e poi… ho smesso di contarli! Tanto che, arrivato ad un certo punto ho pure pensato che i soli 5 dolci preparati da me (di cui uno dietetico), oltre tre liquori e il tè (con una selezione di 10 gusti diversi) e, più altri 5 dolci, che, a differenza degli altri anni, ho comprato (il classico panettone e pandoro, più alcuni dolci della tradizione), oltre ad una varietà di patatine da far rabbrividire anche i non salutisti, e frutta secca da bastare al fabbisogno annuo di tutti gli ospiti, potessero non bastare… e invece sono bastati… Solo che alle 23,30 qualcuno aveva ancora fame, e quindi siamo andati a prendere le pizze!

Ieri poi è continuato il feroce divertimento! Giornata di intense pulizie! Pulito e riposato 48 tazze da te, con piattini, cucchiaini, zuccheriere e teiere, alzatine, vassoi, ciotole e ammennicoli vari, piatti e bicchieri, forchette e coltelli. Pulito divani (sopra, sotto, dentro) e pavimenti da una quantità spaventosa di gusci di frutta secca, che, ad un certo punto, ho pure pensato che vivessero di vita propria riproducendosi su due piedi proprio lì davanti ai miei occhi. Ho buttato 5 sacchi di spazzatura (oggi solo indifferenziato) e in questi giorni si smaltisce il resto. Cercato un cucchiaino d’argento per mare e per terra, oltre che per spazzatura, del quale non si hanno più tracce, pulito l’argenteria, riposato tutto. E ora si ricomincia per capodanno…Ma quanto mi sono divertita, ma quanto mi sono riposata! Ma l’anno prossimo mi faccio del male… ho deciso di partire!

Ora siccome avevo dei mandarini biologici del mio pusher di fiducia, avevo deciso di sperimentare (come se non bastasse) anche il tangerine curd. Se solo avessi ricordato che Alessandra raravis l’aveva già fatto! Invece sperimento e mantengo le proporzioni dello zucchero come per il lemon curd… Mai decisione fu più infelice. Il curd è venuto troppo dolce, buono, ma troppo dolce. Cosa fare per rimediare? Mi rivolgo agli amici di blog e alle (st)renne e (st)rennine e l’aiuto arriva immediato Greta mi da dei link favolosi e io ne scelgo uno, questo, poi faccio le mi conversioni gluten free ed ecco cosa mi viene fuori… Insomma una delizia! E siccome in ogni caso mi era abbondato del curd al mandarino, perché non metterlo a tavola e far decidere agli ospiti se è troppo dolce? Insomma, l’hanno spalmato su tutto, e non è rimasto nemmeno un bicchierino… forse è piaciuto! 😀


Tangerine curd (ovverosia curd al mandarino, mia versione, ma la prossima volta diminuisco un po’ la quantità di zucchero)

Ingredienti:
Il succo e la scorza grattugiata di 4 mandarini grandi bio
2 tuorli e 2 uova intere codice 0
1 cucchiaio di maizena
200 g di zucchero semolato
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva.

Io l’ho fatta con il Bimby, in questa maniera: ho lavato ben bene i mandarini e ho grattugiato la scorza evitando la parte bianca. Ho versato tutti gli altri ingredienti insieme, l’olio, le uova e il succo dei mandarini (filtrato) e lo zucchero nel Bimby. E poi l’ho fatto cuocere per 7 minuti, velocità 3 ad temperatura 80. E il gioco è fatto. Se volete raddoppiare le dosi, come ho fatto io, aumentate anche il tempo di cottura di quasi il doppio.
Quando è ancora caldo l’ho invaso in barattoli sterilizzati in lavastoviglie e poi li tappo e li capovolgo su sé stessi. Questo crea il sottovuoto così che il curd si può conservare fino ad un mese, dentro al frigo. Una volta aperto si deve consumare preferibilmente entro 3, 4 giorni.
Suggerimenti:
Come vi dicevo 200 gr. di zucchero sono risultati eccessivi (secondo me) per cui diminuite almeno a 150 gr lo zucchero, soprattutto se i mandarini sono dolci, altrimenti andate a vedere la ricetta di Alessandra.
Inoltre io non ho messo tutta la scorza, ma secondo me potevo anche aggiungerla tutta e il risultato non sarebbe cambiato.

Passiamo ora ai muffins. In realtà nascono come madaleines e quindi la spiegazione dà ampio spazio alla tecnica per far venire la tipica gobbetta. Io ho scelto di variare la forma solo perché non ho abbastanza formine per fare tutte le madaleines che ne vengono con questa dose, così ho deciso di trasformarli in muffins con la gobbetta. Ora vi do gli ingredienti e poi vi spiego come farli gobbi!
Ingredienti
3uova
150 g di zucchero io 130 (visto che il mio curd era piuttosto dolce)
5 cucchiai di latte
100 gr di burro fuso,
3 cucchiai da minestra di curd al mandarino
200 gr di farina (io 135 farina di riso sottilissima, 45 di maizena e 20 farina di tapioca)
1 cucchiaino di lievito
Mescolare in una ciotola lo zucchero, le uova fino a quando il composto sbianca. Ovviamente con un robot tutto è molto più veloce e semplice. Quindi diluire la preparazione precedente con 3 cucchiai di latte. Rapidamente incorporare il burro ammorbidito (io lo sciolgo al microonde) e soprattutto non caldo e il curd al mandarino. In una ciotola unire le farine e il lievito in polvere e setacciare sul composto. Mescolare e aggiungere il latte rimanente. A questo punto si deve far riposare in frigo per almeno mezz’ora. Trascorso questo tempo trasferire nei pirottini e mettere in forno caldo a 250 ° e ventilato per 6 minuti. Non spaventatevi, questo serve per far venire la gobbetta! Quindi abbassare il forno a 150° e cuocere per altri 5 minuti, cioè tempo di cottura totale 11 minuti. State attenti che in cottura i dolcetti non prendano troppo colore, quindi state davanti al forno a controllare. A me sono venuti così, che ve ne pare?

Suggerimenti:
I muffins sono buonissimi e rimangono morbidi per molti giorni conservandoli in una scatola.
Potete servirli spolverizzati di zucchero a velo oppure con un velo di curd al mandarino, o di marmellata o inzuppandoli (come si fa da noi e in Francia) in un buon tè o latte.
Infine i consigli per cucinare per i celiaci:
le farine che vi consiglio devono sempre riportare sulla confezione che non contengono tracce di glutine, perché se prodotte in stabilimenti dove ci sono anche cereali col glutine, non sono adatte ai celiaci. Ricordo, a chi ancora non lo sapesse, che la celiachia è una malattia e non una moda. Stiamo molto male anche con la contaminazione e ne derivano conseguenze molto gravi a lungo termine. Ricordo ancora che non è una condizione di vita che abbiamo scelto, ma che subiamo noi stessi.
Queste note sono, purtroppo, ancora necessarie visto gli ultimi articoli apparsi recentemente su riviste accreditate o in articoli come questi.
A presto
Stefania Oliveri

Vademecum per una cena … speciale!

Foto dal web

Vademecum per invitare un celiaco a cena (soprattutto a natale) e non farlo sentire una minoranza svantaggiata!
Uno dei segreti per fare una cena dove è presente anche un celiaco è quello di decidere un menù tutto o quasi NATURALMENTE privo di glutine! Lo so che vi sembrerà un segreto ridicolo, ma vi assicuro (da celiaca) che è la cosa che vedo meno realizzata. Tutti si alambiccano il cervello per farti mangiare (ok, non tutti, ma molti,… ok non molti, alcuni), ma commettono l’enorme errore di voler tradurre i piatti glutinosi in piatti sglutinati! Ora, vi assicuro che la cosa risulta difficile persino a me che sono celiaca da ben 14 anni! Allora cosa fare? Un menù ad hoc! Ecco alcuni piccoli suggerimenti:
Antipasti:
Se volete offrire bignè ripieni, tartine, verdura in pastella, fatelo pure, ma decidete altrettanto di non far mangiare i vostri amici celiaci. Se invece decidete di farli mangiare basteranno anche delle cruditè e il gioco sarà fatto e la linea ne gioverà anche! Via anche con una serie di mousse in bicchierini, oppure formaggi e salumi (garantiti) e tutti potranno mangiare tutto.
Primi:
optate per riso o polenta, i cibi più comuni, ma anche quinoa, grano saraceno, miglio decorticato e amaranto andranno bene! Non stressatevi facendo la pasta e mettendo una pentola a parte per il vostro amico celiaco, vi confonderete e potreste contaminare facilmente il cibo senza glutine provocando guai al vostro ospite.
Secondi:
Sui secondi c’è una scelta infinita. Il celiaco può mangiarli tutti… ovviamente scegliete delle preparazioni che non contengano addensamenti con farina (usate la fecola caso mai), panature e fasciature in pasta sfoglia e simili. Sicuramente il filetto alle Wellington che fate voi è il migliore sulla piazza, ma se avete un celiaco a cena non potete optare per un altro secondo? Anche perché veder mangiare il filetto alla Wellington mentre il povero celiaco mangia la fettina di carne arrosto, vi assicuro che non è il massimo delle aspirazioni… a casa mangiamo anche noi e non andiamo alle feste per essere nutriti…
Contorni:
anche qui vale la regola dei secondi e possiamo mangiare anche le patate… magari non annaffiatele con ettolitri di bechamelle…
Dolci:
ok, qui son le note dolenti, perché si pensa che tutti i dolci contengano farina. Sbagliato! Le mousse e le gelatine (almeno che non sia presente uno strato di pandispagna) non contengono naturalmente glutine e comunque se una torta volete proprio fare perché non optare per una buona caprese?
In ogni caso nessun celiaco si offenderà se non potrà assaggiare tutto, ma ci resterà malissimo se non potrà assaggiare niente e peggio se gli direte di portarsi dietro qualcosa…
Meditate gente, meditate!
Buon natale!

Stefania Oliveri

Auguri al mio amico speciale e anche a tutti voi con i cupcakes al cioccolato e amarene di Nigella

Penultimo giorno di scuola, pomeriggio scrutini. Decido di fare un regalo ai miei colleghi e al preside per dimostrargli la mia stima e il mio affetto. Porto i cupcakes di Nigella… naturalmente mai fatti… ma se mi stimano un po’ anche loro e soprattutto se hanno un po’ di affetto anche loro per me, apprezzeranno il gesto anche se non saranno buoni… o no?
La sera prima preparo i cupcakes. L’indomani all’ora di pranzo preparo la glassa… impiego più tempo del previsto e arrivo con 5 minuti di ritardo al consiglio di classe. Ho un’ansia terribile, odio arrivare in ritardo, anche se sono sempre sul filo del rasoio. Busso ed entro trafelata e mi scuso… però stavolta ho un buon motivo, almeno spero…

Il motivo era stra buono e tutti mi hanno chiesto la ricetta. Ed eccola qui!

Infine, ma non ultimo, voglio dedicare questi dolcetti al mio amico lontano che oggi compie gli anni… Un “mondo” di auguri doppi… anche se preferirei farti solo “4 km” di auguri doppi!

Cupcakes al cioccolato e amarene da Delizie divine, p. 196
Per i cupcakes:
300 gr di marmellata di amarene
100 gr di cioccolato 4 uova
125 gr di burro morbido
150 di zucchero semolato (io 120)
100 gr di cioccolato fondente spezzettato o in gocce
2 uova grandi sbattute
150 gr di farina (io così composta: 100 gr di farina di riso super sottile, tipo amido, 35 gr. di maizena e 15 di farina di tapioca, si trova da Naturasì facilmente)
1 cucchiaino di lievito per dolci (Pane degli Angeli, consentita)
un pizzico di sale
Per la glassa
100 ml di panna fresca
100 gr di cioccolato fondente
42 ciliegie sciroppate
Essendo una ricetta della mia beniamina è facilissima! In una pentola sul fornello bisogna far sciogliere il burro, senza farlo friggere. Quando è quasi completamente sciolto, spegnere il fuoco e aggiungere il cioccolato e mescolare, volendo anche con un cucchiaio di legno, finché non si saranno ben amalgamati insieme. A questo punto unire la marmellata, lo zucchero, il sale e le uova. Quando è tutto ben liscio, aggiungere la farina. Se dovessero formarsi dei grumi, potete usare delle fruste elettriche per mescolare rapidamente ed eliminarli.
Versare nei pirottini (a me ne sono venuti 42 ma erano mini muffins)e mettere in forno già caldo a 180° se statico, a 160° se ventilato e cuocere per ccirca 20 minuti.
Lasciare raffredddare i cupcakes prima di decorarli.
Preparare la glassa
Spezzettare il cioccolato e unire alla panna riscaldata in un pentolino. Mescolare con delle fruste per montarla leggermente. Glassare i cupcakes e decorare con un’amarena sciroppata.

Suggerimenti:
– il mix di farine naturalmente senza glutine come quelle che ho usato io, prevede 6 parti di farina di riso, 2 di fecola e una di farina di tapioca, ma controllate sempre che le farine non siano confezzionate in stabilimenti dove vengono trattate anche farine col glutine;
– anche il lievito può essere a rischio, quindi se non avete il Pane degli Angeli, potete fare voi il lievito mescolando 2 parti di bicarbonato e una di cremor tartaro (8 gr dell’uno e 4 dell’altro);
– anche il cioccolato, ahimè può contenre tracce di glutine, quindi state attenti agli ingredienti riportati sulla confezione;
– se volete potete dimezzare le amarene, tagliandole a metà;
– io ho diminuito un po’ lo zucchero perché la marmellata che ho usato è zuccherata, mentre quella che usa Nigella, è poco zuccherata…
Io ho optato per mini cupcakes, ma nulla toglie di variare la dimensione a vostro piacimento.

E dopo questa complicatissima ricetta, vi lascio con i migliori auguri di passare un sereno natale pieno di ogni ricchezza interiore, che come afferma la mia amica Muscaria, ancora quella non l’hanno tassata… e speriamo che non lo scoprano mai! 😉
Un bacio e a presto
Stefania Oliveri

“Chi trova un amico, trova un tesoro” e io sono ricchissima! Torta al limone e mandorle di Nigella

Dopo una sonora arrabbiatura di ieri, perché si è parlato di corda in casa dell’impiccato, oggi sono stata riscattata del tutto. Perché gli amici si scelgono e devo dire che io li ho scelti veramente bene! Ne ho tanti e tutti molto speciali, amici vicini e amici lontani, che mi pensano e mi coccolano nei momenti bui e nei momenti allegri, che mi cercano e mi sopportano nei momenti sì e in quelli no, in poche parole, che mi vogliono bene così come sono con i miei mille difetti e i miei pochi pregi (ancora dobbiamo scoprire quali siano, ma da qualche parte, qualcuno ci sarà pure, no?). Ma ciò che mi stupisce sempre, e sempre di più, è l’amicizia virtuale, che spesso è molto più pratica e tangibile di quella reale. Non vi faccio qui il lunghissimo elenco delle persone che ho conosciuto tramite questo blog e che mi hanno sempre supportato e sopportato, prime fra tutte le mie adorate (st)Renne (Ale e Dani, Annalù e Fabio, EliFla e Mapi) e le altrentanto adorate (st)Rennine (Eleonora, Ema, Giulia, Greta, Loredana, Mai, Simonetta e Stefania), ma anche tantissime di voi, tutte quelle che sono anche entrate nel vortice del gluten free, non soltanto partecipando al mio contest, ma soprattutto sposando un modo di pensare di cucinare alternativo adatto anche ai celiaci. Non ultima oggi, Eleonora. Lei mi ha fatto riappacificare con il mondo, con quel mondo che dimostra un’insensibilità sconcertante soprattutto nei confronti dei cuccioli celiaci… A lei voglio dedicare questo post, ma anche a Stefania che da quando la conosco ha modificato il suo modo di cucinare e ogni settimana mi fa assaggiare le sue prelibatezze gluten free e a tutte le amiche blogger siciliane che pur di avermi alle loro riunioni si sono cimentate in prelibatezze senza glutine e soprattutto si sono sottoposte allo stress di evitare qualsiasi contaminazione…
Oggi, più che mai, ho capito cosa significa il detto “chi trova un amico, trova un tesoro”… e nonostante la crisi, io sono ricchissima!
Per questo voglio festeggiare con una torta buonissima della grande Nigella, da me trasformata in gluten free, con un ottimo lemon curd all’olio di Alessandra (raravis)

Torta soffice al limone e alle mandorle di Nigella Lawson da Delizie Divine (p. 12)
225 gr di burro ammorbidito
225 gr di zucchero semolato
4 uova grandi
50 gr di farina (io di riso sottilissima o fecola)
225 gr di farina di mandorle (o mandorle macinate)
1/2 cucchiaino di essenza di mandorle (io l’ho sostituito un cucchiaino di amaretto, ma secondo me vanno bene anche 2 gocce diessenza mandorle amare)
la scorza grattuggiata e il succo di 2 limoni bio
Innanzitutto bisogna lavorare il burro con lo zucchero finchè questo non diventa benn spumoso. A questo punto si possono incorporare le uova, uno alla volta, unendo un quarto di farina dopo ogni uovo. A questo punto si possono incorporare anche le mandorle, l’essenza di mandorle, la scorza e il succo dei limoni. A questo punto si può versare il composto in una teglia coperta di carta forno. Io ho scelto una teglia in silicone a forma di albero natalizio, visto il periodo (siamo a natale no?) e ho infornato a 160° in forno, già caldo, ventilato per una cinquantina di minuti o a 180° in forno statico. Bisogna stare attenti però alla cottura perché la superficie potrebbe scurirsi, ma la torta potrebbe risultare ancora cruda. Quindi coprite con un foglio di carta argentata fino a cottura, cioè fino a quando lo steccchino infilato dentro la torta non ne uscirà asciutto. Lasciatelo intiepidire per almeno 5 minuti prima si sformarlo e comunque lasciatelo raffreddare su una gratella.
Nigella stessa suggerisce si avvolgerla in una foglio di alluminio e lasciar riposare per due giorni e quindi di condire o con dello zucchero a velo o del “assiette au citron” (gelato semplice del suo libro How to eat). Io invece avevo del lemon curd già pronto quello all’olio di Alessandra e l’ho spalmato sul dolce e infine l’ho spolverizzato con dei pistacchi tagliati a coltello.
Suggerimenti:
– per una versione per intolleranti al lattosio, nella torta basta sostituire il burro con margarina di soia;
– per una versione più light, basta sostituire il burro col mascarpone;
– io ho sostituito la farina 00 usata da Nigella, con la farina di riso sottilissima (tipo amido). La farina di riso più grossolana, o quella fatta in casa usando il bimby, ad esempio, non è indicata per i dolci e cambia totalmente il risultato del dolce. Dovete quindi comprare la farina di riso, ma state attenti perché per i celiaci non sono tutte adatte, quindi devono avere sulla confezione o la dicitura che non contiene tracce di glutine o riportare la spiga sbarrata, altrimenti sarà contaminata e non adatta per i celiaci.

A presto amici

Stefania Oliveri

Prima che sia troppo tardi… crema rumena di melanzane su pane di zucca!

E siamo di nuovo a natale… e io non me ne ero resa conto. Se non fosse stata per la tragedia dell’albero di natale, quest’anno non me ne sarei nemmeno accorta.

Innanzi tutto ho lavorato talmente tanto che dalle vacanze estive sono arrivata direttamente a dicembre, senza passare dal via (si vede che ho una certa età, chi gioca ancora a Monopoli?).

Secondo: i miei pargoli mi hanno stressata a tal punto (ma mai una sorpresa? un buon voto, dico solo uno, una buona notizia, un’ubbidienza? Mai?) che nonostante il ricevimento dei genitori, che mi avverte che le vacanze stanno per arrivare, l’arrabbiatura è stata talmente tanta che il mio cervello non ha registrato il clima natalizio…

E anche il mio dolce doppio quest’anno ha avuto la sua bella responsabilità , intanto perché ha lavorato tanto di più, ma con risultati economici tanto inferiori, ergo sindrome conseguente del “NON COMPRARE NIENTE, NON ABBIAMO SOLDI!” e quindi niente uscite per comprare regali (a dire la verità, negli anni passati ci pensavo anche ad agosto ai regali, per non crearmi lo stress da regalo dell’ultimo minuto, poi però non ricordavo cosa c’era dentro ai pacchi e quindi ricompravo tutto tenendomi i regali comprati ad agosto… ma non ditelo a mio marito!)

E infine (diciamo infine) ci si è messa anche la mia vecchiaia (precoce s’intende! colpa assoluta dei pargoli che stanno bruciando tutti i miei neuroni), che mi fa dimenticare tutto… quasi tutto. Ma per fortuna (loro) le malefatte della mia progene le dimentico, altrimenti non riuscirei nell’intento di essere più buona… ma questo accade tutto l’anno e quindi neanche questo mi avverte che è natale!

Arrivati a sabato ho pensato che ancora non avevo fatto la mia solita cena natalizia e così, per rimediare, ho chiamato gli amici più intimi e ho proposto loro di fare una cena a tema… e cosa di meglio di una cena che ti ricorda le vacanze? E così la cena è stata a base di ingredienti rumeni… Per la verità, il tema è stato proposto anche per un altro motivo. I rumeni come aperitivo bevono la grappa e noi ce ne eravamo portati una bella scorta, addirittura fatta da noi. Dalla Romania mi ero portata anche una serie di caccavelle per cucinare certi cibi, e la mia tata mi aveva regalato un bel pezzo di maiale affumicato, prontamente congelato per riproporlo con un clima più adeguato. Solo che il clima più adeguato, qui è arrivato solo ieri e nel frattempo il mio dolce doppio ogni sera si beveva un “goccetto” (dice lui…) di grappa per digerire… Morale della favola la grappa stava finendo e così ho deciso che se anche il clima non mi accompagnava, il momento della cena rumena era arrivato! Inutile precisare che gli amici hanno gradito tantissimo la cena rumena e mi hanno proposto di ripetere a breve… Ma grazie a Dio, io dimentico e così chissà quando lo rifarò!

Inizio quindi con un antipasto rumeno davvero facilissimo, ma da assolutissima “maiala effige”. Fra l’altro avendomi chiesto la ricetta più volte in questi tre giorni, non posso che cominciare da questa!

Crema di melanzane su crostini di pane alla zucca

Ingredienti per la crema:

1 melanzana grande lunga e viola (da noi si chiamano “nostrane” – e non “no strane” – nel senso di “delle nostre parti”, da differenziarsi con quelle tunisine che sono un viola più chiaro e più tondeggianti)
1 cipolla rossa
qualche cucchiaio di maionese
sale

Lavate la melenzana e mettetela su una piastra già calda intera. Fate cuocere ben da tutte le parti e poi lasciare raffreddare. Tagliate la melanzana in due e prelevae con un cucchiaio la polpa che dovete mettere a scolare, strizzandola un po’, fino a quando non perde gran parte dell’acqua. A questo punto con un coltello dovete tagliare la melanzana a tocchetti piuttosto piccoli (ma non tritatela e non frullatela, perché deve venire dalla consistenza un po’ granulosa). Quindi tritate pure la cipolla e aggiungetela a crudo insieme alla maionese e aggiustate di sale. That’s all!

Una crema da pura libidine!

Per i panini alla zucca ne ho già parlato nel post precedente. In ogni caso potete tostarli 5 minuti in forno.

Adesso i miei suggerimenti:

– so che non è epoca di melanzane e io non le compro, ma questa melanzana risale a quando era il loro tempo. Io l’ho cotta e conservata in freezer… non è geniale? 😉
– la cipolla deve essere rigorosamente cruda;
– la maionese la potete fare voi… io ho usato quella comprata. La maionese potrebbe però contenere glutine, quindi vi suggerisco la Calvè che non ne contiene.

A presto

Stefania Oliveri

Hummus di barbabietola su panini alla zucca, ma il dolce doppio non cucinò!

Oggi è lunedì e toccherebbe alla ricetta del dolce doppio… ma la sua mamma è arrivata in suo aiuto e ieri ci ha inviatato a pranzo e ha cucinato lei. Volete sapere cosa? No, vi faccio morire di invidia… Ok, vi faccio morire di invidia: ha cucinato le arancine!!!! E quindi il dolce doppio non ha preparato niente (pancakes a parte!) e così, oggi, niente ricetta! Quindi fans sfegatate del marito cuoco per un giorno, mettetevi il cuore in pace: dovete aspettare almeno un’altra settimana!

Oggi, invece, vi posto una ricetta meravigliosa, della bravissima Cristina di Vissi d’arte e … di cucina, che ha vinto il Recipe-tionist di EliFla di questo mese, che scade giorno 20. Questa ricetta mi ha conquista per il colore stupendo, in primis, per la facilità della preparazione, in secundis e, in terzis, perché ho fatto una grande maiale effige con i miei amici!

Semplicemente perfetta!

Hummus di barbabietola dalla meravigliosa Cristina di Vissi d’arte… e di cucina

ingredienti per circa 25 ciotoline (io l’ho spalmata direttamente sui panini…):
200 g di barbabietola cotta
120 g di ceci lessati
mezzo spicchio d’aglio
1 cucchiaio di succo di limone
90 g di jogurt greco
1 cucchiaio di tahina (pasta di sesamo)
mezzo cucchiaino di cumino in polvere
1 cucchiaio di olio evo
sale, pepe

Tagliate a pezzi la barbietola e mettetela nel mixer insieme ai ceci, sgocciolati dall’acqua di conservazione e sciacquarti diverse volte, lo spicchio d’aglio, il succo di limone, lo jogurt, la tahina, il cumino in polvere e l’olio d’oliva. Salate, pepate e frullate. Una parte io l’ho fatta omettendo l’aglio perché presenti tre personi intolleranti. Ho poi spalmato questa cremina sul pane alla zucca. Per il pane, guardate questo post e sostituite gli spinaci con una quantità simile di zucca cotta al forno senza nessuna aggiunta. Altrimenti prendete del pane normale e abbrustolitelo un po’ in forno fino a farlo diventare croccante.

Suggerimenti:

– tutti gli ingredienti sono senza glutine, ma se volete offrirel questo hummus ad un celiaco, ricordatevi di prendere del pane apposta per lui, o dei crackers senza glutine o cimentatevi nella preparazione del pane come ho fatto io, vi assicuro non è affatto difficile (se ci son riuscita pure io!);

– per una versione vegana, eliminate lo yougurt e sostituite con quello di soia o di riso.

Con questa ricetta partecipo al contest di EliFla The recipe-tionist

Voglio ricordarvi che avete tempo solo fino a giorno 20 per partecipare al contest e che nel blog di Cristina trovate delle ricette super fantastiche, una più bella dell’altra e delle idee golosissime per questo natale. Non lasciatevi sfuggire questa opportunità!


A presto

Stefania Oliveri

Plumcake al salmone e tabasco… perché è l’anno dei pesci!

Tutti dicono di non crederci, ma la prima pagina del giornale che vanno a guardare è proprio quella! Tutti continuano a dire che non ci credono, però pensano che un fondo di verità ci sia. Tutti continuano a dire di non crederci, ma un orecchio alla radio lo tendono. E anche io non ci credevo… giuro non ci credevo…
E però la radio la mattina da ampio spazio alla cosa e io ascolto. Per anni ho ascoltato senza dar peso alla cosa, anche perché, volente o nolente, non è mai stato l’anno dei Pesci, nemmeno la stagione se per questo, né il mese, e neanche la settimana e neanche la giornata e per la verità nemmeno l’ora, né il minuto dei Pesci… E chissà perché ci azzeccava sempre… E’ ovvio che poi una comincia a crederci, mica è colpa sua! Arrivato ad un certo punto ho anche creduto che la sfiga dipendesse proprio da Branco, cioè, se dici sempre “ai Pesci va male”, “oggi non è giornata”, “raggiungono massimo un 5” (a me che ho avuto sempre il massimo, a scuola!), va a finire che succede, no? “Ma che ti hanno fatto di male ‘sti Pesci?” pensavo, “ma non è che odi qualcuno di questo segno? Ma ti avrà fatto veramente male, però!”
Poi questo autunno comincia a cambiare qualcosa. Pare sia il mese dei Pesci, anzi Branco sostiene che sia addirittura l’anno dei Pesci e ogni giorno non fa che ripetere “giornata meravigliosa!”, “giornata splendida!”, “in amore farete faville!”, “a lavoro andrà a gonfie vele!”
Ora, dopo che per anni l’oroscopo giornaliero è stato confermato, nonostante il mio scetticismo, una pensa che ci deve azzeccare sempre, no? E così ho cominciato a gasarmi e anche a prestarci attenzione…
Fino a ieri! “Oggi giornata meravigliosa, 8 e mezzo!” decantava Branco. Così comincio la giornata molto più contenta, scendo da casa quasi fischiettando… E zac, prima batosta della giornata: mi avvertono che il canone è aumentato… Arrivo a scuola dicendomi che andrà meglio… e invece i miei alunni mi fanno arrabbiare come mai, litigo con la segreteria (tutta) e riesco a mettermi nei guai persino con il preside. A casa non va meglio: il pargolo n. 2 ha fatto a cazzotti con un compagno (due volte lui) e ci ha rimesso un dente; infine pure il ricevimento dei genitori del pargolo n. 3… e come doveva andare, se non malissimo??? La maestra mi investe come una furia davanti agli ultimi genitori, perché sono le 8 di sera, e dopo che aspetto da tutto il pomeriggio di essere ricevuta, esordisce dicendo “potete andare tutti, vanno benissimo i vostri figli, sono felicissima dei vostri figli…” e io speranzosa (“almeno qui andrà bene!”). Poi mi guarda e mi dice “con lei dobbiamo rivederci, abbiamo tante cose da dirci, ma le preannuncio che suo figlio non fa mai i compiti!”. Per la serie “oggi, non ci siamo fatti mancare niente”! E io mi chiedo, ancora, cosa sarebbe successo se la giornata non fosse stata sotto i migliori auspici? Be’, forse non avrei ritrovato il dente del pargolo, e la mia meravigliosa dentista avrebbe dovuto fargli il dente nuovo… Queste sì che son soddisfazioni!
P.s. Qualcuno sa dirmi se posso licenziarmi dal ruolo di madre?


Ora, siccome è l’anno dei Pesci, perché non proporre una ricetta adeguata?


Plumcake di salmone e tabasco da Plumcake dolci e salati di Ilona Chovancova, Sale & Pepe collection
180 gr di farina Piaceri Mediterranei
3 uova codice 0 o 1
un dl di panna fresca
un dl di olio vegetale (io soia)
100 gr di salmone affumicato
una bustina di lievito
sale e pepe q.b.
Wasabi (4 cucchiaini)
Tagliare il salmone a pezzi. Mescolare le uova (intere) con l’olio, la panna e il wasabi . Aggiungere le la farina e il lievito e in ultimo il salmone. Salare e pepare. Foderare uno stampo da plumcake con carta forno e versarvi l’impasto: infornare subito in forno statico già caldo a 180°, o a 160° in forno ventilato per 40 minuti circa. Prima di sformarlo farlo raffreddare.


Suggerimenti:
-se non avete la panna fresca, usate pure quella pastorizzata, fa assolutamente lo stesso;
-se non trovate il wasabi, sostituite con il tabasco, come ho fatto io, ci sta d’incanto!
-Se volete fare la versione glutinosa, sostituite con farina 00, se invece volete la versione naturalmente senza glutine sostituite con 90 gr. di farina di riso, 60 gr di fecola di patate e 30 gr di farina di tapioca (queste farine le potete trovare facilmente da Naturasì).


Due altri piccoli suggerimenti per la versione gluten free:
-attenzione al sale, perché è fonte di contaminazione, se siete abituati a prenderlo con il cucchiaio con cui mescolate la pasta;

-usate sempre la carta forno per evitare contaminazioni con le teglie usate in precedenza per versioni glutinose.

A presto
Stefania Oliveri

Rifatte… ma senza glutine! Le crespelle ai funghi e prosciutto!

Siamo in 17 e tutte rifatte e tutte orgogliose di esserlo! Perché non c’è di meglio che fare outing, perché nascondersi? anche se, in realtà, non se ne accorge proprio nessuno! Perché noi siamo rifatte bene, ma proprio bene! Sì, siamo tutte rifatte, tutte orgogliose e gluten free!


Ogni mese, il 15, vi proporremo tutte insieme un piatto, ovviamente senza glutine e vi daremo il link per la ricetta del mese successivo. Se vi va di unirvi, basta preparare la ricetta e pubblicarla il 15 del mese successivo, facendo riferimento alle rifatte. Ovviamente il piatto deve essere rigorosamente gluten free, perché si sa, gluten free è ugualmente buono, è per tutti ed è… di moda ! 😉
Questo mese tutte insieme abbiamo provato le crespelle di Francesca di Una cucina tutta per sé. Che dirvi? Una meraviglia!
Le crepes le ha fatte il mio dolce doppio (è stato un pranzo domenicale, chi le doveva fare???) usando la farina Biaglut, il condimento invece l’ho fatto io e tutti insieme le abbiamo mangiate! Evviva le crespelle collaborative!

Per le crepes:
250 ml latte
1 noce di burro
125 g farina Biaglut pacco da 1 kg!
2 uova
Per il ripieno:
500 g champignon
½ cipolla
prezzemolo
200 g panna da cucina
12 fette di prosciutto cotto (io Ferrarini)
1 mozzarella
sale
Sbattere le uova e aggiungere la farina mescolando. Quindi il latte e il burro sciolto. Lasciar riposare una ventina di minuti.
Lavare delicatamente e tagliare i funghi. Sbucciare la cipolla e tritarla finemente. Far appassire la cipolla con dell’olio e aggiungere i funghi e cuocerli finché non saranno morbidi. Salare e condire con del prezzemolo. Quindi tritarne ¾ aggiungendo la panna.
Riprendere l’impasto delle crespelle e versarlo, un mestolo alla volta, in una padella piatta e antiaderente facendolo scorrere bene fino al bordo; non esagerate con le dosi, è importante che siano sottili. Lasciar colorire leggermente e poi rigirarle per cuocerle anche dall’altro lato (a noi ne sono venute 12).
Farcire le crespelle con una fetta di prosciutto, qualche pezzettino di mozzarella e un po’ di salsa ai funghi
Piegarle in quattro parti e disporle in una teglia, poi decorare con il quarto dei funghi rimasti da parte. Mettere in forno a 180° per una ventina di minuti. Servire calde.

Suggerimenti:
Fate attenzione al prosciutto, deve essere di buona qualità, perché potrebbe contenere glutine, quindi chiedete al salumiere quello senza glutine, lui saprà cosa darvi.

Il prossimo mese saremo ospiti di Un castello in giardino dove prepareremo la pumpkin pie! Vi aspettiamo numerosi, per sostenere la nostra causa!

A presto

Stefania Oliveri

Ladies and gentlemen, the winners are…

E finalmente ci sono le vincitrici. E arrivano così in ritardo, perché le ricette erano tutte molto belle ed è stato davvero difficile sceglerne 5. Abbiamo lungamente valutato, discusso, votato e rivotato e alla fine abbiamo pensato che queste 5 saranno le (st)Renne per un mese di gennaio ed entrano di diritto nella rosa delle vincitrici che verranno scelte per passare un week end per due all’agriturismo Baglio Costa di Mandorle di Paceco.
E con piacere che annuncio che le 5 vincitrici sono:

Trifle di Greta

Panna cotta al fois gras di Eleonora

Cappelletti in brodo di Simonetta

Baccalà di Loredana

Arrosto di maiale di Mai

Vi aspettiamo numerosi il prossimo mese!

A presto
Stefania Oliveri