La mia prima volta!

Ieri è stata la mia prima volta! L’argomento parrebbe un po’ pruriginoso ed effettivamente lo è stato, visto che, come tutte le prime volte, ero emozionatissima ed eccitatissima. Aspettavo questo momento da diversi anni… ogni volta ci andavo vicinissima, ma poi tutto finiva in una grossissima bolla di sapone…
Avevamo pianificato tutto per benino, ci eravamo informati su internet, tutto deciso, sapevamo dove andare ad occhi chiusi, preso le misure, calcolato al centesimo.
Partiamo prestissimo, di prima mattina, per goderci ben belli l’intera giornata, senza figli dietro. Viaggio piacevolissimo con due compagni di avventura.
Arriviamo a destinazione: Catania. E improvvisamente, il mio sogno diventa finalmente realtà: l’IKEA!!! Scendo dalla macchina con le gambe che mi tremano e vedo questo colosso davanti a me. Mi sento come una bambina davanti ad un mega negozio di giocattoli… Entriamo e il mondo mi si allarga. Per farvela breve siamo stati lì dentro 6 ore, abbiamo mangiato anche al ristornate che ha perfino il menù gluten free (ma quanto so’ avanti questi qui!), abbiamo portato a casa 31 articoli (di cui alcuni moltiplicati per dodici, come bicchieri, coppette e piatti), più quelli dei nostri amici (ad occhio e croce altrettanti), più un sacco abbastanza pesante di cibarie danesi, con uno scontrino lungo 54 cm… però dobbiamo tornare perché le stanze dei pargoli le abbiamo lasciate lì! E ora mi chiedo: ma quanto l’ho fatto risparmiare mio marito, aspettando che aprisse l’Ikea in Sicilia e comprando solo adesso tutta questa roba assolutamente necessaria?

Anche questa ricetta è la prima volta che la faccio per una cena con amici in cui il tema era il Marocco… dove ho trovato la ricetta scriveva che era una ricetta greca, ma io ho ritrovato sapori alto africani…

Melanzane greche o alla tunisina o alla marocchina (fate vobis!)

Preciso subito che la ricetta l’ho presa qui, così come anche la foto (che ho rifatto comunque io!), dove vedrete l’originale, mentre io qui vi metto la mia versione.


600 grammi di melanzane lunghe (mi raccomando non quelle rotonde che assorbono molto più olio)
sale grosso
1 spicchio d’aglio (omesso per il dolce doppio), sostituito con cipolla rossa di tropea e erba cipollina
8 rametti di prezzemolo
15 foglie di menta (perché mi piace che il sapore si senta bene!)
450 grammi di yogurt bianco intero
olio extravergine d’oliva
paprika
Dopo aver tagliato le melanzane a dadini , le ho messe sotto sale e le ho fatte marinare per un quarto d’ora. Nel frattempo ho preparato il trito di prezzemolo, cipolla, paprika e menta e l’ho mescolato con lo yogurt.
Lavate benissimo le melanzane per eliminare qualsiasi residuo di sale, le ho asciugate con la carta assorbente e l’ho soffritta (a poco a poco, cioè non mettete tutte le melanzane insieme, perché altrimenti si stufano e non diventano croccantine) in poco olio a fuoco medio. Quando si sono raffreddate le ho mescolate con la salsa di yogurt.
Conservate in frigo. Ottimo sia come antipasto che come contorno.

A presto … o a settembre
Stefania Oliveri

Soufflè glacè al limoncello … più siculo di così?

Sono tornata per due giorni e con tutte le 30 mila cosa da fare, prima di riandarmene, che faccio? Il soufflè glacè della bravissima Loredana per L’MTC! Vi confesso che non mi andava di fare la meringa italiana, non volevo mettermi ai fornelli nemmeno per un attimo, ma il mio senso del dovere e la mia lealtà al di là di ogni cosa, mi ha fatto fare la meringa italiana (ovviamente alla mia maniera, senza nessuna idea di quello che stessi facendo…), ma vi assicuro che la prossima volta faccio a modo mio e gli albumi li pastorizzo col Bimby a 37°!
In ogni caso non ho una gran manualità, e si vede, e per di più il soufflè doveva essere trasportato a casa di una mia amica per una cena…anzi di più, per una cena con amici, di cui due “stranieri” (toscani), mai visti prima… Ma amo il brivido e quindi ormai mi lancio in ricette mai sperimentate prima non solo con gli amici collaudati, che continuano a volermi bene nonostante tutto, ma anche con chi non conosco affatto… e senza nemmeno un minimo di presentazione, per mantenere “alto” il buon nome di food blogger… Ma poi mi sono detta che di alto non ho nemmeno quello e che gli amici continueranno a sopportarmi e gli stranieri non li avrei mai più rivisti… Quindi si è trasformato in soufflone, dalla forma di una bavarese e per far dimenticare queste prime due caratteristiche, l’ho alcolizzato con un po’ (va bene un po’ più di un po’) di limoncello… E vi assicuro, hanno dimenticato volentierissimo!
P.s. Stavolta non merito di vincere… 😉
PP.ss. Anche io sono a dieta come Gaia! 😉
PPP.sss. Gli stranieri sono diventati amici, ci siamo rivisti ogni sera fino alla loro partenza e, pazzi, ci vogliono pure a casa loro… merito del soufflone? (Messaggio privato per loro, se mai leggessero questo mio, SIETE SPECIALISSIMI!)

Un soufflone alcolico!


3 albumi (scongelati)
120 gr di zucchero a velo
2 cucchiai di acqua
400 gr. di panna zuccherata
200 gr. di latte condensato
8 cucchiaini di limoncello home made
mandorle tritate
zucchero semolato
Ho cominciato facendo lo sciroppo di zucchero… mumble mumble, non so se è stato fatto bene, ma siccome ho usato lo zucchero a velo, non ho temuto di scenderlo prima, piuttosto che troppo tardi, visto che, fra tutte le caccavelle che posseggo, NON ho ancora il termometro! Quindi Ho cominciato a montare gli albumi con il Bimby con la farfalla inserita. Nel frattempo ho fatto scendere a filo lo zucchero. Però, la prossima volta monto gli albumi a 37° gradi con lo zucchero a velo, giuro, molto meno stress! Nel frattempo, ho messo la panna in freezer, per sconfiggere il caldo del mio frigo, e quando l’ho sentita ben fredda, l’ho montata, sempre col Bimby, per 4 minuti a velocità 3, sempre con la farfalla montata. Quindi ho mescolato la meringa con la panna e ne ho messo metà nello stampo. Nel frattempo avevo mescolato il latte condensato con il limoncello (e a forza di assaggiare non ho capito più se era buono perché aveva il giusto tasso alcolico o perché ero talmente ciuccia da non capirlo più, in ogni caso le quantità decidetele voi) e ho versato la crema sul composto, che ho ricoperto con l’altra metà del composto

Ho coperto con della pellicola e ho messo in freezer per tutta la notte. L’indomani ho tritato le mandorle grossolanamente e le ho caramellate con dello zucchero che ho spolverizzato sul soufflone per garantire la parte croccante.

E dopo essermi convinta di preparare questo soufflè, supermegafacilissimo, ho deciso che sarà il mio dolce da maiala effige… almeno fino alla prossima sperimentazione o sfida di MTC!

A presto o forse a settembre
Stefania Oliveri

Pasta con pesce spada, chips di zucchina fritta profumata alla menta

La mia finestra sul mondo per una settimana si è chiusa. Nemmeno un minimo spiraglio, niente di niente. Per una intera settimana, solo io, il pargolo n. 3, la mia mamma e le sue coccole, il mare, il sole e un libro (nemmeno tanto buono) e un secondo libro (molto buono)… Una settimana dove l’unico sforzo è stato quello di portare il pargolo in spiaggia (una spiaggia da favola, come quelle paradisiache da favola) e farlo stare più possibile in acqua (senza nessuno sforzo, devo ammettere) per fargli continuare la fisioterapia (ma quanto è bella questa versione!), per continuare a far guarire quella gambetta (vabbe’ gambetta ormai è un eufemismo, ma si sa i figli, per noi mamme, non crescono mai!) e tanto tempo per pensare, riflettere, meditare… Ritorno per un breve tempo, perché questa cura è importante per il mio pargolo, ma ritorno per dirvi che mi siete mancati e che riflettere, pensare e meditare, spesso fa tanto male…
A presto, con una vita frenetica che non mi permetta più di pensare!


In ogni caso questa pasta è stata fatta la settimana scorsa e queste erano le mie considerazioni…
Non ho scoperto l’acqua calda, ma questa pasta è di una bontà unica! Dunque è nata perché sono a dieta e si sa il pesce è indicato nelle diete ipocaloriche, no? E mi hanno pure detto che si vede che sono dimagrita… peccato che che me l’abbiano detto dopo solo tre giorni… forse il fatto che mi vesto solo di nero, aiuta un po’… Dunque, dicevo, sono andata al mercato per comprare frutta, verdura e pesce e così ho fatto la spesa che ho caricato sulla mia bici e non mi si vedeva più. Poi sono arrivata a casa e non so come mi sono ritrovata una di quelle zucchine che a Palermo si friggono… almeno io non le ho mai mangiate meno che fritte… Almeno, mia nonna palermitana trapiantata ad Agrigento a 16 anni sposando il nonno esigente e buongustaio, che pretendeva ogni giorno pesce, capitolava solo davanti a questa pasta. “Be’, la friggo per i pargoli, che loro di dieta non ne hanno bisogno… Però, se ci metto anche il pesce spada tagliato a tocchetti, con un po’ di pomodoro, mica gli farà schifo… il pesce fa bene!” Be’ pensarlo e farlo è stato un tutt’uno e siccome la pasta senza glutine la devo comunque fare anche al pargolo n. 3, me n’è caduta un po’ di più… Insomma l’ho mangiata anche io e vi assicuro è stato il paradiso… In fondo basta poco e chissà come avrebbe apprezzato anche il nonno!
Pasta con pesce spada, chips di zucchina fritta profumata alla menta
Ingredienti per 6 persone
500 gr di fusilli Piaceri Mediterranei
250 gr. di pesce spada tagliato a tocchetti
1 zucchina verde da friggere (non so come si chiama, ma è quella bitorzoluta, verde chiara)
olio extravergine d’oliva
mezzo bicchiere di vino bianco
menta (in abbondanza)
2 pomodori per salsa ben sodi
Lavare la zucchina e tagliarla a rondelle. Soffriggerle a poco a poco in un poco d’olio e metterle da parte. Nello stesso olio far dorare i pezzetti di pesce spada e quindi sfumare con il vino. A questo punto aggiungere i pomodori precedentemente sbollentati e spellati e ridotti a tocchetti e la menta lavata e tritata. Far cuocere pochi minuti. Nel frattempo mettete a cuocere la pasta e scenderla al dente. Passare la pasta nella padella con il condimento e guarnire con le zucchine fritte e abbondante menta.
E’ una pasta che vi riconcilia col mondo!


A presto

Stefania Oliveri

Un Dolce Connubio: carote, mandorle, mele e pesche!

Mio marito sostiene che io sia una ienaccia con i miei pargoli, io sostengo di essere la madre più amorevole sulla faccia della terra… Ma secondo voi fare mangiare loro fagioli, frutta e verdura, nascondendole bene in dolcetti ben graditi, invece che costringerli a mangiare ciò che non piace loro perché fa bene e basta o lasciar loro decidere di mangiare ciò che gli piace, che non prevede affatto ciò che fa bene, è da ienaccia? Io dico di no! E allora, dopo la torta ai fagioli (strastrepitosa per il compleanno del pargolo n. 2) non dovevo provare a far mangiare le odiatissime carote al pargolo n. 3? E già che c’ero, perché non pure le mele (visto che le carote non bastavano) e le pesche?

E così è nata la torta DOLCE CONNUBIO!

Torta carote e mandorle
70 gr. carote
330 gr mele
180 mandorle o farina di mandorle
40 gr fecola
3 uova
4 albumi
120 gr zucchero di canna
10 gr lievito
Per prima cosa montate gli albumi a neve fermissima e metteteli da parte. Quindi montate i tuorli con lo zucchero facendoli ben gonfiare (un suggerimento però è quello di raffinare un po’ lo zucchero di canna, io l’ho frullato un po’ con il Bimby).
Nel frattempo le uova montano, lavate e raschiate le carote, e poi le grattugiate. Lavate, sbucciate e tagliate le mele e grattugiate anche queste, bagnandole con il succo del limone.
Unite anche la scorza grattugiata di un limone ben lavato, 180gr di farina di mandorle in polvere (o tritate fini), le carote, le mele, la fecola e per ultimo il lievito.
Amalgamate bene tutto. e incorporate gli albumi al composto, dal basso verso l’alto per non smontarli, ma con gesti veloci, perché, Montersino dice che l’operazione deve essere piuttosto veloce.
Foderate una tortiera con la carta forno bagnata e ben strizzata (soluzione ideale se a casa non cucinate regolarmente per i celiaci) poi versate il composto, livellandolo. Cuocete in forno caldo a 180 gradi per 45minuti, se statico, altrimenti io col mio che è solo ventilato lo faccio cuocere a 170° e un quarto d’ora prima di finire la cottura copro la torta con un foglio di carta argentata.
La torta ha una consistenza molto morbida, ma umidiccia ed è buonissima accompagnata da due palline di gelato alla pesca…
Gelato alla pesca velocissimo
300 gr. di pesca sbucciata e tagliata a tocchetti e congelata
300 gr di latte intero messo nel congelatore (io in formine per il ghiaccio)
100 gr. di zucchero a velo (o fate tritare lo zucchero semolato dal Bimby)
Togliere dal congelatore la frutta 5 minuti prima di utilizzarla.
Inserire nel boccale lo zucchero 20 secondi velocità Turbo. Aggiungere le pesche e il latte: 40 secondi velocità 7 e poi altri 2o secondi velocità 4, spatolando. Servire subito. La ricetta era con le fragole e io l’ho fatta con le pesche. Unica pecca, per me, si sentiva troppo il sapore del latte, ma il sapore delle pesche era fantastico. La prossima volta userò latte parzialmente scremato o yogurt.
P.s. Hanno adorato la torta e anche il gelato… Sono o no una ienaccia?
P.s.1 La torta in realtà è stata fatta per il nostro quindicesimo anniversario e i due pupini in pasta di zucchero dovrebbero rappresentare me e il mio dolce doppio… Come vedete, del dolce doppio manca la stazza, ma dovevo o no essere carina con lui almeno il giorno del nostro anniversario? E, vedete come dopo solo due ore il mio dolce doppio mi prende teneramente fra le sue braccia? ;)))
Con questa ricetta partecipo al contest della Banda Dei Broccoli che scade proprio oggi in collaborazione con Il Posto delle Fragole

A presto

Stefania Oliveri

Crumble di cheese cake ai due peperoni in “un boccone”!


Organizzare un viaggio per i Cardamomos è una missione impossibile. Né io, né il mio dolce doppio, abbiamo una particolare propensione a pianificare, piuttosto andiamo a braccio. Benché io abbia anche un diploma di perito turistico, ho capito fin da subito che almeno metà del mio titolo non era adatto e così dopo ben lunghi e difficili 5 anni di scuola e un bel 60 (quando era il massimo, sia chiaro!), decisi di cambiare strada. E’ ovvio che viaggiare mi piace, ma ho la naturale propensione ad essere guidata… Così negli anni qualsiasi viaggio studio, viaggio premio, viaggio organizzato io l’ho fatto!
Conoscendo quello che sarebbe diventato il signor Cardamomo, scopro che c’è chi viaggia all’avventura, comprando un biglietto e andando non si sa nemmeno dove… Capite bene che le due ideologie, distanti mille miglia, non potevano mai incontrarsi. Così dopo un’esperienza quasi traumatica in Grecia, dove mi ero lasciata trascinare in un’avventura, fatta di camping e, peggio, proposte di camping sulla spiaggia libera (e io lì dovevo capire!), e sole e mare e nessuna visita a luoghi di interesse storico, culturale, artistico (ok, il Partenone dall’alto me lo ha fatto vedere dicendomi “però i templi di Agrigento sono meglio e quindi ce ne possiamo andare” – epperò aveva anche ragione!), quando tornammo, decidemmo che era meglio non partire più!
Da allora sono trascorsi parecchi anni e nel tempo e con i figli (perché nemmeno il viaggio di nozze abbiamo fatto!) abbiamo ricominciato a viaggiare… La formula, veramente, è un po’ ibrida, ma, grazie a Dio, c’è internet e così ci basta stabilire una meta e portarci il computer, così che io la sera prima studio il percorso del giorno dopo e riusciamo a conciliare visite e svago!
Quest’anno però non abbiamo ancora deciso nemmeno la meta, perché anche qui i gusti non coincidono. Io voglio andare nei paesi nordici e lui al mare. Ora notoriamente si sa che il mare è al sud, dove c’è più caldo, ci si mette il costume (e quest’anno non è cosa!) ma dove ci sono anche i gabinetti più sporchi… Ora io capisco che possa sembrare una motivazione un po’ balorda, ma oltre al problema del cibo senza glutine, volete mettere avere anche il problema del bagno? Gli altri cardamomos sono tutti maschi e il massimo che può succedere loro e di non trovare la carta igienica, e l’unica loro immane fatica è abbassare una cerniera e l’unico problema è cercare di centrare una tazza… Al contrario di me che invece già prima di poter espletare i miei bisogni fisiologici devo superare il trauma da:
1.fila lunghissima davanti al bagno delle signore;
2.porte che non si chiudono (e nessuno che avverte che dentro ci sono io!);
3.pantaloni da abbassare in un lago non ben precisato di che, quindi conseguente risvolto dei pantaloni prima di abbassarli per non farli bagnare in quel lago;
4.borsa che non so dove poggiare, sempre stracolma anche di cose non mie (e cioè raccolgo l’inverosimile del necessario per tutta la famiglia);
5.conseguente equilibrismo
6.e, dopo essere riuscita a risolvere i problemi di cui sopra, per non toccare il bordo del wc e, io che non ho nemmeno due lunghe gambe che mi accompagnano, né i tacchi 14 perché ho capito che, seppur comodi, 12 ore a camminarci su, non è stato previsto dal buon Dio, ho serie difficoltà ad evitare di toccare la tazza.
7.Per non parlare dei lavandini, quasi sempre rotti, che non erogano a turno: a. sapone, b. acqua, c. entrambi…

Così per risparmiare i 15 minuti abbondanti di attesa del mio ritorno dal bagno, e quindi impiegare questo tempo in maniera molto più proficua propongo una meta nordica… e così non mi devo nemmeno portare il costume! … Speriamo di spuntarla!
Cosa c’entra tutto questo racconto con la ricetta di oggi? Niente, però sono riuscita a risolvere un problema trasformando un cheesecake che non si addensava in un crumble di cheesecake monoporzione!

Crumble di cheesecake ai due peperoni
4 peperoni rossi
4 peperoni gialli
2 confezioni da 250 gr. di mascarpone
6 fogli di colla di pesce da 4 gr. l’uno
2 confezioni di panna di soia da 125 gr
2 confezioni da 250gr. di Philadelphia
150 gr. di grissini della Biaglut per ogni base
75 gr. di burro per ogni base
paprika e curcuma

Come prima cosa bisogna preparare la base della cheesecake. Quindi sbriciolate i grissini (o dei crackers) assestando dei poderosi colpi direttamente sul pacco intero (e come sostiene Nigella, è davvero rilassante… sempre meglio di scaricare il nervoso sui pargoli, no?). Quindi sciogliete il burro (io sempre al microonde a 450° per un minuto circa, o anche a bagno maria) e mescolatelo alla poltiglia di briciole. Quindi foderate una teglia con della carta forno bagnata e ben strizzata e stendete l’impasto ottenuto, pigiando bene con un cucchiaio, un batticarne o anche con le mani. Mette in frigo a riposare finché il burro non si risolidifichi. Nel frattempo preparare la crema.
Mettere su una padella a fuoco vivo i peperoni e farli scottare per bene. Ancora caldi metteteli dentro un sacchetto di plastica e lasciateli riposare un poco, in maniera tale da riuscire a levare la pelle più semplicemente. Quindi spellateli ben bene e togliete anche tutti i semi. Quando si saranno ben raffreddati, frullateli insieme ai formaggi. Nel frattempo fate ammollare la colla di pesce in un poco di acqua e dopo dieci minuti strizzateli bene. Mettete su un pentolino pochissima panna e riscaldatela, quindi fateci sciogliere la colla di pesce. Aggiungete tutta la panna e mescolate all’impasto, salate e aggiungete paprika alla mousse di peperoni rossi e curcuma ai peperoni gialli. Prendete le vostre basi e con l’aiuto di una sac a poche stendete le due mousse alternando i colori. Rimettete tutto in frigo fino al giorno successivo, quando dovrebbero essersi rapprese… Se però questa eventualità non vi si verificasse, non vi perdete d’animo e prendete dei bicchierini e scataffolate (termine tecnico della più alta scuola di cucina francese) tutto in bicchierini monoporzione e serviteli con dei cucchiaini… vi assicuro che i vostri ospiti apprezzeranno di non dover fare la fatica di pulirsi le dita dopo aver preso un cubotto di cheesecake!
P.s. Le foto non sono delle migliori, ma sono state fatte durante il battesimo della bambina della mia amica e comunque propongo questa ricetta sia per l’estrema bontà che per la “genialità” della soluzione, quando ho constato che la cheesecake non si era rappresa a dovere!

Così partecipo anche al contest di About Food L’Estate in un boccone in collaborazione con Cassandra.it!

A presto

Stefania Oliveri

Mare, profumo d’estate! … e finalmente un premio!

Non sono morta! E non sono nemmeno scappata… ancora! E neanche mi sono data ai saldi selvaggi… perché, anche se sono certa che non ci crederete, e neanche mio marito, non ho comprato (ancora) niente… Be’, proprio niente, niente non è neanche vero, ma sicuramente molto poco e non questo fine settimana di shopping selvaggio… E non perché ho capito che ho già un armadio stracolmo che sta esplodendo, pieno di abiti anche vintage (cioè dei “favolosi” anni ’80, con quei colori pastello, tipo rosa pesca, che stanno tanto ritornando di moda…) e neanche perché ho capito che il consumismo più sfrenato logora … chi non lo fa, né perché il mio dolce doppio mi ha minacciata, dicendomi che ogni vestito che entra, uno ne deve uscire e io proprio un gna fo’! La disintossicazione, piuttosto, è stata forzata… troppi impegni e tutti insieme! Perché, anche se chiunque non insegni, si ostini a dire che gli insegnanti hanno tre mesi di vacanze, non è vero e quindi, fino a ieri (ma solo perché sono membro interno, gli altri finiscono a metà luglio!), sono stata impegnata a scuola tutti i santi giorni dalle 7.45 alle 14.30 con un caldo torrido, senza aria condizionata, senza sedie ergonomiche e luci riposanti, con 20 ragazzi, a cui tu vuoi bene e ai quali hai dedicato almeno gli ultimi cinque anni della tua vita, stressati da questo enorme evento (il primo importante della loro vita), nel quale, in 4 giorni (tre di scritti e uno di orale), si giocheranno una parte importantissima della loro esistenza… e tu che li conosci bene, che sai quanto valgono, ma sai anche quanto, in realtà, sono ancora immaturi, vorresti proprio trattenerli lì, ma ti rendi conto che è la loro prova, che devi lasciarli andare, che devi dare fiducia loro e farli camminare con le loro gambe… epperò, nonostante te ne rendi conto, non ci dormi la notte e ci stai male proprio come se ci fosse tuo figlio… Ditemi adesso se non è pure un lavoro logorante!!!
Come se non bastasse, il concentrato dei compleanni di famiglia, ma solo adesso noto, anche quelli degli amici, sono fra giugno e luglio e da quando io ho cominciato a coltivare questa (mi rendo conto insana) passione, chiunque mi chiede di preparargli qualcosa… Per carità, ne sono strafelice… ma avete idea quanto tempo porti via questo? Sì, lo sapete!
Infine (e spero davvero che sia la fine) quest’anno non ci siamo risparmiati niente: dall’incidente alla scoperta della celiachia del pargolo n. 3, alla sua riabilitazione ogni pomeriggio alle 15.30 (sotto il caldo cocente del pico del sole!!!), all’operazione al cuore di mia suocera, per non parlare dell’appendicite del pargolo n. 1 e della mia glicemia alta, così come il colesterolo, … che non si capisce perché se ho tutto basso, loro debbano essere ribelli!!!
E quindi, a quasi una settimana di distanza dall’ultimo post, vi lascio con una torta fatta per il compleanno di un mio amico speciale, uno di quelli che appena conosci già lo adori, uno di quelli che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, uno di quelli che riescono ad essere amici tanto della moglie quanto del marito, uno di quelli che mi onoro di avere nella cerchia dei miei amici!

Torta Estate per un compleanno indimenticabile!


La base è una red velvet cake (ormai non riesco più a farne a meno)
La farcia è la buttercheese cream con ananas
La copertura è in pasta di zucchero
… per un totale di 8 chili di torta!

E ora un ringraziamento speciale a chi mi pensa e soprattutto crede che io sia meritevole di un premio!!! Un bacio enorme alla carissima Cucchiaino magico e alla dolcissima Dadà, una celiaca per caso

Ma siete davvero certe di voler sapere altre 7 cose su di me?????
P.s. Il premio lo lascio a tutte le amiche di blog che ho!!!!
A presto
Stefania Oliveri