Kebab con cous cous senza glutine e ditemi come dormono i vostri mariti!

Che ne direste di un uomo che dorme con le braccia incrociate sul petto, come il migliore Tutankamon, che al posto dello scettro tiene ben stretta una racchetta elettrica ammazza zanzare poggiata proprio sul cuore?

E se l’uomo in questione fosse proprio vostro marito?
A sua discolpa posso solo dire che in questa villa affittata mancano le zanzariere, e che a poco sono serviti fornellini elettrici e lampade friggi zanzare…
Ma vederlo dormire con un sorriso beato, tra uno sbuffo e un russamento, dopo che ha sterminato l’ultima (o si spera tale) zanzara fastidiosa, mi fa superare ogni remora di continuare a dormirci accanto … o quasi!
E siccome a forza di dovermi ancora abituare alla nuova casa, di fare traslochi da ben due settimane e continuare a non avere niente, mi stavo perdendo la partecipazione al The Recipe-tionist di questo mese, con la bravissima Therese di Fornelli Profumati, vi pubblico in extremis, la sua ricetta, con qualche piccola modifica, ma solo nel procedimento, oltre al fatto di aver utilizzato cous cous di mais senza glutine!


Ingredienti per 6 persone:
500gr di macinato di vitello
175 gr di cous cous
2 pomodori ramati
1 cucchiaino di cumino
1 cucchiaino di origano
1 cucchiaino di zenzero
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaio di miele (io di arancia)
Succo di mezza arancia (io limone)
sale
Una tazza di brodo di pollo
Olio extravergine
12 stecchini di legno per spiedini

Io ho condito la carne con l’emulsione fatta col miele, le spezie, il succo di limone, sale e olio. Poi mi sono accorta che invece si dovevano prima preparare dei salsicciotti e poi passare nell’emulsione… Ma è andata bene anche così!
Ho preparato il couscous(precotto) con il brodo caldo e con una fortchetta l’ho sgranato.
Nel frattempo in una padella, ampia, ho cotto i kebab, facendoli dorare da tutti i lati a fuoco medio.
Quindi ho servito il kebab tiepido con il couscous e pomodori tagliati a dadini.

Suggerimenti:
– Therese suggeriva di cuocere il kebab a fuoco lento, ma siccome mi sembrava che si stessero sfaldando, ho aumentato il fuoco per farli abbrustolire e quindi compattare. D’altro canto essendo mini, la carne si è cotta ugualmente;
– il cous cous è di mais senza glutine della Nutri Free

A presto
Stefania Oliveri

Dal virtuale al reale: 30 food blogger a Milano con DS e lo chef Diego Bongiovanni!


Sentirsi come una bimba in un negozio di giocattoli con la sensazione che sia tutto suo… Così mi sono sentita anche io all’arrivo a Quaderni e Fornelli dove ci aspettava la DS con lo chef Diego Bongiovanni, per la manifestazione Metti le mani in pasta con DS Gluten Free. Una cucina super attrezzata, bellissima e soprattutto con un odore di pane fresco da stordimento… PANE FRESCO? Sì, pane freschissimo, anzi no, caldo caldo, appena sformato dal bellissimo, ops, bravissimo chef! Pane allo zafferano, pane al limone e acciughe, pane alle erbette,


che se non fosse stato pure bello, si sarebbe, comunque, fatto perdonare con le sue prelibatezze! Ma pure bello è questo chef, oltre che bravo! E anche dolce e sensibile! E sì, perché era tutto meravigliosamente senza glutine! E mentre la bravissima Letizia Saturni

ci illustrava la differenza fra celiachia, intolleranza al glutine e sensibilità al glutine, il gentil chef ha intrattenuto i bimbi e ha fatto mettere le mani in pasta anche a loro!

La giornata era infatti dedicata al senza glutine, ma non era solo per celiaci, anzi abbiamo avuto il piacere di far assaggiare le ‘nostre’ prelibatezze anche ai ‘glutinosi’, oltre che interessare e avvicinare anche loro al nostro problema.


Foto di Paola Sucato

Insieme a me da Palermo c’erano anche le meravigliose Elena di Celiaca Pasticciona e Marilena di Sapori Gluten free. Tutte insieme appassionatamente abbiamo preso l’aereo (e io che pensavo di essere la più fifona, mi sono dovuta ricredere….) e siamo atterrate in un forno, ops, a Milano! Cioè pensare di arrivare in un luogo più fresco e trovare invece una temperatura tropicale ha il suo perché… Il cielo però non aveva quel bel colore azzurro al quale siamo abituati noi, ma piuttosto bianco e lattiginoso. Ciò nonostante ci sentivamo felici come scolarette all’ultimo giorno di scuola.
Al nostro arrivo abbiamo scoperto che c’era anche la nostra bravissima guru Manuela Ghinazzi, autrice, insieme ad Olga Botta di due bibbie per i celiaci e non solo! Non vi dico la gioia, nel vederla ed abbracciarla e ringraziarla per tutto il bel lavoro fatto in questi anni.

C’era anche la simpaticissima e vulcanica Paola di Ci-polla e abbiamo conosciuto anche un’altra fantastica mamma Monica di Mi mangio l’allergia, che combatte ogni giorno contro le mille allergie del suo pargoletto, e Cristina, di Cucina In Simpatia con le sue meravigliose foto!… E ancora Irene, Teresa, Monica, Cri e tante altre belle amiche e tutte insieme abbiamo cucinato gluten free!

Il nostro bravo chef ha fatto mettere le mani in pasta anche a noi e così abbiamo preparato una torta con la sfoglia e la frutta al cioccolato (sapientemente ridotto in pezzetti da me… quasi tutto…), delle polpette di verdure fritte,

ci ha fatto scoprire i segreti per fare degli ottimi gnocchi

e dei fantastici tortelli ripieni di mozzarella di bufala,

foto di DS

e ci ha mostrato come far venire un bel pane alto, soffice e morbido in maniera semplicissima

Non vi dico quanto abbiamo mangiato e mangiato e mangiato… e soprattutto liberamente, senza timore di contaminazioni o altro…
E così voglio ringraziare pbblicamente chi ha avuto l’idea, chi l’ha resapossibile e tutti quelli che c’erano, è stato semplicemtne meraviglioso!
P.s. Foto non ne ho, ma vi faccio sognare un altro po’… La sera, poi, siamo andate a cena con altre 15 food blogger, tutte milanesi, del pazzo circuito dell’MTC, che, per l’occasione, hanno scelto un locale del circuito AIC… … e non vi posso dire quanto è stato bello quest’altro incontro… MA PERCHE’ NON ABITO A MILANO??????
Vi adoro tutte ragazze :*
A presto
Stefania Oiveri

La vincitrice del we al Baglio Costa di Mandorla è…

Sì, lo so sono in ritardo con i tempi… Lo so avrei dovuto comunicare il vincitore qualche settimana fa… Lo so, lo so, lo so. Ma ci sono stati una serie (e se dico serie, sono davvero tanti) di problemi da affrontare… Però oggi sono tutti risolti e così con onore e dopo un anno di contest, in cui le mie adorate (st)Renne, si sono messe a disposizione per giudicare tutte le ricette arrivate, e dopo aver fatto tutti i bigliettini con tutti i nomi dei vincitori, moltiplicati per il numero delle vincite, per cui c’erano persone che partivano assolutamente avvantaggiate, oggi, dicevo, è avvenuta la fatidica estrazione che decreterà chi potrà passare un magnifico week end in compagnia di un’altra persona, al Baglio Costa di Mandorla.


Ora vi dico pure che io ho le prove che la fortuna è una dea bendata.
Infatti quando le manine (si fa per dire) del mio pargolo n.3, ha preso il biglietto vincente, ero certa che fosse uno di quelli di cui ce n’erano in maggior numero…
E invece sorpresa delle sorprese, no!
E allora è con immenso piacere che vi annuncio che la vincitrice del contest delle (st)Renne Gluten Free, è un’amica di Palermo…
E la vincitrice è, squilli di tromba, sì, è proprio lei: Stefania di Profumi e Sapori!
E per il prossimo anno ci saranno delle sorprese bellissime per tutte le vincitrici!A prestoStefania Oliveri

Rifatte senza glutine: Cheesecake ai limoni e ci rivediamo ad ottobre

Una cheese cake facilissima da fare, buona, no, buonissima! Estiva, profumata e fresca! L’ha proposta Anna Lisa e le sono grata di cotanta bontà!
Fa parte di un progetto di solidarietà nei confronti dei celiaci, che avendo una malattia per cui non esiste cura, se non quella di astenersi dal glutine e quindi dai cibi che li contengono, oltre che nell’evitare qualsiasi contaminazione, non possono mangiare tutto, restando il più delle volte discriminati da interi menù col glutine.
Questa cheese cake mette d’accordo tutti, celiaci e non…

Questa torta la dedico a tutte quelle persone sensibili che permetteranno a un celiaco di gioire della convivialità e a Ginestra in particolare per il suo meraviglioso impegno.

La ricetta è di Anna Lisa e la potete trovare qui
Ingredienti:
500 gr di ricotta di pecora (o altro formaggio dolce)
100 ml di panna fresca (crema di latte)
220 gr di zucchero semolato
2 cucchiai di fecola di patate consentita
1 limone non trattato
4 uova
1 cucchiaino da caffé di vaniglia liquida bourbon
1 noce di burro

Procedete a mano o con il Bimby.
Montate a neve gli albumi 4 min. vel.4 con la farfalla, aggiungendo la vaniglia a 20 secondi dalla fine del tempo. Mettete da parte in frigorifero. Accendete il forno a 180°.
Senza lavare il boccale, tritate lo zucchero con la scorza del limone 8 sec. vel.10.
Unite i tuorli, la panna, la ricotta, la fecola e il succo di limone e lavorate per 1minuto(o finché non sarà liscio e omogeneo) a vel.4. Incorporate a mano gli albumi delicatamente.
Ungete di burro una tortiera a stampo apribile da circa 26 cm. e cospargete il fondo
con una manciata di zucchero (anche di canna).
Versate il composto nella tortiera e infornate per 30/40 minuti, finché la superficie non sarà un po’ scurita. Togliete dal forno e lasciate intiepidire per una mezz’ora quindi, rovesciate su un piatto di portata.
Potete servirlo freddo (specie d’estate) o a temperatura ambiente dopo averlo comunque raffreddato in frigorifero per qualche ora.

Suggerimenti:
– provoca seria assuefazione!

Ci rivediamo ad ottobre con la pasta ai peperoni di Elena
A presto
Stefania Oliveri

Cheese cake di corn flakes e cioccolato bianco con fudge al cioccolato e una bella storia di sensibilità!

Oggi voglio raccontarvi una bella storia, perché la vita è fatta di alti e bassi e non è corretto raccontare solo i bassi. Non lo faccio perché debba scusarmi con qualcuno, ma perché voglio sottolineare che comunque le persone sensibili esistono e di questo ho le prove ogni giorno con voi che mi leggete e che mi avete sempre accolta non ben, ma di più.
Se ricordate questo post, ero molto affranta e amareggiata per l’organizzazione di una serata che vedeva coinvolti me e il mio pargolo n. 3, serata alla quale lui teneva tantissimo a partecipare e che mi aveva fatto superare anche un altro ostacolo enorme (che avevo taciuto, perché riguardava solo me) che era l’invito ad un compleanno speciale di mio fratello. Sebbene la data fosse cambiata solo 3 giorni prima per andare incontro alle esigenze delle maestre, per il bene supremo di mio figlio, ho fatto passare in secondo piano la festa di compleanno di mio fratello, declinando un invito fatto con mesi di anticipo, per partecipare alla cena di fine d’anno del pargolo.
Quella sera lui è stato felice e questo mi ha riconciliato col mondo, oltre al fatto che due mamme abbiano portato un dolce che potevamo assaggiare anche io e il mio pargolo. E’ ovvio che questa delicatezza, da parte loro, mi ha colpito, come sempre quando l’hanno fatto (e vi assicuro è successo più volte) per cui sono grata a queste mamme sensibili e premurose.
Quella stessa sera un’altra mamma ha invitato il cucciolo alla festa di compleanno di suo figlio. Avendo io scrutini proprio nello stesso giorno, ho chiesto al dolce doppio di poterlo accompagnare. La mamma, in maniera davvero carina, mi ha anche chiesto dove poteva comprare qualcosa per mio figlio. Dirvi che la cosa mi abbia fatto sciogliere è poco!
Purtroppo, però, l’uomo propone e Dio dispone e sono subentrati due impegni di lavoro anche al dolce doppio, fuori Palermo… Dirvi che ne sono affranta è dir poco. Ho telefonato subito alla mamma, per avvertirla e invece di essere sollevata per essere riuscita a bloccare in tempo l’organizzazione cibo per mio figlio, ho avuto inferto il colpo ferale. Ha persino prenotato una tortina per il mio cuccioletto…
Il pargolo oggi dovrà rinunciare alla festa di compleanno del suo compagno, ma ne conserveremo un ricordo dolce e prezioso. Grazie Nadia (anche se so che non lo saprai mai!)
Così voglio dedicare questa torta al festeggiato, perché per lui sia una giornata speciale e perché cresca dolce e sensibile proprio come la sua mamma (e sono certa che col suo esempio, lo sarà!)


La ricetta è nata per consumare un pacco di cereali, senza glutine, che al pargolo non sono piaciuti un granché. Così per consumarli ho pensato di trasformarli in una base di cheesecake. Al posto del burro, per compattare il tutto ho usato il cioccolato bianco e poi o scelto un fudge al cioccolato della mia nuova beniamina, con aggiunta di mascarpone, per trasformale in una cheese cake, altrimenti che cheese cake sarebbe?

Cheesecake con corn flakes
80 gr di corn flakes
80 gr di cioccolato bianco

Crema fudge al cioccolato da un idea di Trish Deseine del suo ultimo libro che ho comprato
120 gr di latte condensato
80 gr zucchero di canna
80 gr di cioccolato fondente
35 gr di burro morbido
125 gr mascarpone
Decorazione
Chococavier della Venchi

Far sciogliere a bagnomaria o al microonde (come me) il cioccolato bianco. Aggiungere quindi i corn flakes leggermente schiacciati. Stendere con le mani in una tortiera e riporre in frigo per fare addensare.
Nel frattempo preparate il fudge:
Far sciogliere in un pentolino con il fondo molto spesso, lo zucchero con il late condensato. Aggiungere quindi il cioccolato e farlo sciogliere fuori dal fuoco.
Quando il composto si sarà raffredato, aggiungere anche il mascarpone e mescolare delicatamente. Stendere sopra la base e servire fresca.
A presto Stefania Oliveri

Scaloppine con panatura di pistacchi e albicocche

Scaloppine con panatura di pistacchi e albicocche

Il silenzio è d’oro, diceva mia nonna e, stavolta, voglio proprio ascoltarla… Chi mi ama mi segua, altrimenti cambi blog!
Questo è un blog di cucina e devo comprovare le mia dimestichezza ai fornelli in una sfida, che non vinco mai (forse, allora tanto brava non sarò…).

Vi lascio con l’ultima sfida dell’MTC di questo mese di giugno: le scaloppine.

La ricetta originale la trovate da lei (ottima ricetta davvero buonissima!), io ho fatto la mia versione, che però ha subito delle modifiche in corso d’opera, perché essendo fuori casa, ho delegato il dolce doppio all’acquisto della carne. Ero partita dall’idea che il maiale sta bene con le albicocche, che il burro sta bene con la salvia e che la panatura doveva essere qualcosa di prettamente siculo… Ma il dolce doppio mi ascolta sempre a metà e quindi si perse la parte relativa a maiale e al macellaio chiese solo le scaloppine. Il risultato, anche se dalla foto forse non è del tutto apprezzabile, è stato strepitoso lo stesso. I miei ospiti hanno fatto tutti il bis e il ter, per cui vi raccomando solo una cosa le due fettine di carne previste a commensale risultano scarsine, ce ne vorranno almeno 6 a testa, anche se prima hanno mangiato crostini con patè di carciofi e acciughe e il risotto (stavolta secondo ricetta vera) di Gualtiero Marchesi…
Scaloppine con panatura di pistacchi e albicocche
Ingredienti (senza dosi…)
Scaloppine di vitello ben battute
Trito di pistacchi di Bronte senza pellicina
Albicocche secche
Vino bianco Capsula Viola di Santa Cristina
Burro (e spaventatevi ce ne vorrà parecchio!)
Brodo vegetale rigorosamente fatto home made (secondo ricetta Bimby)
Salvia fresca appena raccolta nel mio giardino
Panare le fettine con il trito di pistacchi. Scaldare una padella e far sciogliere un po’ di burro. Quindi cominciare a cuocere le fettine, poche per volta e nel frattempo metterle al caldo (io nel forno appena spento). Appena finite di cuocerle tutte, mettete nella stessa padella con il burro, la salvia e il vino e fate sfumare. Aggiungete le albicocche e un po’ di brodo (io faccio riscaldare un po’ d’acqua al microonde e poi sciolgo un po’ di dado vegetale) e fate cuocere per una decina di minuti. Aggiungere quindi la carne e farla insaporire per pochi minuti. Servite calda… Ma vi assicuro che anche tiepida è buonissima!
P.s. Nella foto ho dimenticato la salvia 🙁
E con questa ricetta partecipo all’MTC di giugno.

A presto (connessione permettendo)
Stefania Oliveri

I vincitoriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!

Ci siamo, abbiamo i vincitori di questo mese, l’ultimo che da la possibilità di partecipare all’estrazione del soggiorno all’Agriturismo Baglio Costa di Mandorla…
Sì, i vincitori, perché questo mese ha visto, a dispetto del tema che può sembrare più femminile, la partecipazione di alcuni graditissimi maschetti, che hanno dato un bel filo da torcere alle cuoche! Ma adesso bando alle ciance e, dopo i dovuti ringraziamenti alla (st)Renne in primo luogo, che sono stati dei giudici scrupolosissimi, e a tutti i partecipanti che si sono messi in gioco, e qui potete andarli a vedere, vi annuncio i vincitori di questo mese.
Ecco cosa hanno deciso i “miei” giudici:
Simonetta con la sua Bouloza

Fina con i suoi Camillini

Stefania col suo coniglio

Valeria col suo Zeppolone

Ema col suo cheese cake

A presto
Stefania Oliveri

Risotto alle mele e curry e la fine di un ciclo…

Cronaca di un disastro annunciato.
Stavolta non sono depressa, stavolta sono incaz…volata nera! Sono furente, inviperita, furibonda, adirata, arrabbiata, incollerita, imbestialita, irritata, stizzita.
In questi giorni ho letto i post di tante blogger, mamme di bimbi che stanno lasciando le elementari, e ho visto poesia. L’emozione di un cambiamento, di un passaggio da una vita ovattata, fatta di maestre buone, brave e soprattutto materne, fatto da una rete di solidarietà nei confronti di questi cuccioli che si apprestano a fare un salto in una vita da grandi, di bambini amici che si aiutano l’uno con l’altro perché gli hanno insegnato il valore dell’amicizia. E io guardo allibita all’ennesima insensibilità nei confronti del mio pargolo, da parte di questa rete, che non l’ha contenuto e protetto, ma l’ha esposto e lasciato solo… Ancora una volta…
Stasera la cena di fine anno. Genitori, bambini, maestre. L’assicurazione che la PIZZA prevista, ci sarà anche senza glutine… Il sospetto che non essendo un locale del circuito AIC, non sia attrezzato, la certezza che la pizza senza glutine ci sarà solo se la porto io…
Quindi stasera arriverò, come sempre, con un sacchetto, due pizze surgelate, due teglie in alluminio per evitare contaminazioni nel forno (illusione, visto che il forno sarà lo stesso), e la certezza che il mio cucciolo verrà additato come sempre, subbissato di risposte (e non ho sbagliato!) sulla sua condizione, del tipo “le sue cose sono brutte e noi non le possiamo mangiare”, “che fortuna avere la pizza surgelata così mangia come gli altri”, “avere la celiachia è una gran fortuna, molto meglio che avere tanto altro”, “tu non puoi mangiare normale come noi”, ecc. ecc. E io mi chiedo, perché mi devo sentire fortunata di avere una malattia? Non sarebbe meglio essere sani come un pesce come tutti gli altri? Forse nel destino di ognuno c’è scritto “ti tocca una croce?” e anche se questo fosse scritto, non ce ne sono tante più leggere?
E invece, io dovrò anche fare finta che sia tutto normale, che è bello portarsi la pizza surgelata da casa, e che addirittura più buona di quella che mangeranno tutti gli altri. Dovrò fingere che va benissimo sentire il profumo delle pizze appena sfornate, mentre le nostre emanano profumo di cartone, dovrò sentire le lamentele degli altri che non apprezzano la loro pizza perché troppo cotta, poco cotta, troppo alta, troppo sottile, con poco condimento, con molto condimento, insipida, troppo salata e mille altre rimostraze, mentre io dovrò essere addirittura felice di mangiare la pizza surgelata e pazienza se è è dura, insipida, poco condita, e anzi dovrò anche affermare “che gran culo avere la celiachia e non altro”, per non far sentire il mio cucciolo diverso e sfortunato, ma quasi un privilegiato. E nel frattempo soffro, perché il cucciolo non è uno stupido e capirà che quello che dico è fasullo, ma credendo che lo pensi realmente, non sentirà la mia solidarietà nei suoi confronti…
Ecco perché sono furente! E sono felice che mio figlio stia lasciando questo periodo di m…, senza rimpianti.
Non era difficile scegliere un locale imformato… non era difficile, visto che l’ho pure fatto presente… Ma che importanza ha? E’ il mio pargolo, mica il loro…Così vi lascio una ricetta per tutti, per celiaci e non, perché non è difficile fare un risotto che vada bene per tutti, celiaci e non…

Risotto alle mele e curry
Mi sono detta che se il pollo si sposa benissimo con le mele e il curry, anche il riso non ci doveva stare male. E così ho provato. E’ piaciuto a tutti e la linea non ne ha risentito più di tanto!
Ingredienti per 4 persone:
280 gr di riso (lo confesso ho usato ancora il parboiled, ma appena finiscono le scorte, giuro solennemente che per il risotto userò il carnaroli!)
2 mele Granny Smith (almeno nelle intenzioni, poi avevo quelle che vedete nella foto e ho messo quelle lì)
1 scalogno (quello vero e non quello palermitano!)
olio q.b.
vino bianco
1 litro di buon brodo vegetale (home made o Knorr, che è senza glutine)
3 cucchiai di Calvados
sale
curry

Mondate lo scalogno e tritatelo. Mettetelo in una casseruola con l’olio e un poco d’acqua per farlo stufare e non soffrigere (per essere più dietetico, altrimenti fatelo soffriggere). Aggiungete le mele sbucciate e talgiate a cubetti e fatele insapore insieme al curry. Unite quindi il riso e fatelo tostare. Aggiungete il vino e fatelo evaporare. A questopunto potete aggiungere il brodo a poco a poco mescolando. A cottura ultimata, poco prima di spegnere aggiungere il Calvados, quindi spegnere il fuoco e aggiungete un noce di burro (solo se non siete a dieta o non siete vegani!). Spolverizzare con altro curry.

Suggerimenti:
– ricetta naturalmente senza glutine;
– i miei figli hanno aggiunto anche il parmigiano, perché se vedono risotto, sostengono che ci vada, io invece l’ho mangiato così in purezza e per me era buonissimo, ma fate vobis.
A presto
Stefania Oliveri

Pasta di mandorle al caramello e sciroppo di rose per il compleanno del pargolo n. 2

Ieri compleanno del pargolo n. 2, ma oggi niente foto, nè di lui, nè della torta, nè del menù. Perché? Perché il menù è sempre lo stesso, ogni anno, anche la torta è la stessa, e neanche torta è, perché è un classicissimo tiramisù, oltre che un tiramisù alle fragole per il pargolo n. 1 che non può mangiare quello classico, e non c’è nemmeno la foto di lui, perché invece LUI cresce e si vergogna… Neanche le candeline ha voluto…
E sabato festa con gli amici, rigorosamente senza cibo e guai se gli faccio trovare anche delle patatine, perché “mica siamo bambini”…
Così per consolarmi, sì io, proprio io, vi lascio una ricetta super dolce, ma super buona. Un dolce egiziano con le mandorle, un ingrediente anche nostro, con l’acqua di rose, che però io ho trasformato in sciroppo di rose, con un caramello che rende ancora più dolce e golosa questi dolcetti.
Una cosa è certa, non è roba per diabetici, ma sicuramente è roba per chi vuole coccolarsi come me…
Infine, sebbene il risultato finale non è quello sperato (ma io ho la manualità di un elefante, a voi riusciranno sicuramente), sebbene i dolcetti (i miei) non abbiano proprio assunto la forma di losanghe, ma di parallelepipedi nuovi ed originali, il sapore non ha risentito. Insomma i miei mangiateli ad occhi chiusi, ma il sapore vi aiuterà ad immaginarli molto meglio di quanto non appaiano anche da losanghe.

Da Cannella e zafferano di Lorenza Pliteri, il lettore goloso
Pasta di mandorle al caramello
200 gr di mandorle o farina di mandorle
300 gr di zucchero
300 gr di zucchero a velo (io 260)
4 cucchiai di acqua di rose (io sciroppo)
Se non avete la farina, tritate finemente le mandorle con un mixer elettrico, quindi aggiungete lo zucchero a velo e continuando a frullare versate lo sciroppo di rose, fino a quando non otterrete un impasto ben sodo. Lavoratelo quindi su una spianatoia dove avrete cosparso dello zucchero a velo. Quindi trasferitelo in una pirofila rettangolare, foderata con carta forno, facendo uno strato di circa 4-5 mm. Con un coltello, incidete l’impasto a losanghe e al centro di ogni losanga metà gheriglio di noce. Quindi fate il caramello mettendo in una casseruola lo zucchero e due cucchiai di acqua. Non mescolatelo mai altrimenti si raggruma e non si forma il caramello. Quindi versatelo sull’impasto, coprendolo in modo uniforme. Lasciate raffreddare prima di mangiare.


Suggerimenti:
– non avvicinateli nemmeno se il vostro regime alimentare non preveda l’introduzione massiccia di zuccheri;
– sono piuttosto semplici da realizzare, l’unico avvertimento è di cercare di fare uno strato di caramelo piuttosto sottile (più del mio), in modo da poterli tagliare più agevolmente;
– questi dolcetti sono totalmente e naturalmente gluten free, oltre che vegani!
A presto
Stefania Oliveri

Non di solo pane… ma anche sì!

Dicono che oggi finisca il mondo. Cortesemente, mi fate sapere anche l’ora esatta? Perché come ultimo desiderio avrei quello di mangiare un panino col glutine, uno di quelli che fa il panificio dove mi servo ogni giorno, di quelli profumati, morbidissimi e fragranti… e soprattutto senza fatica. Cioè senza la fatica di farli… In realtà la fatica c’è lo stesso, perché per averlo, devo comprarlo e per comprarlo, devo alzarmi ogni mattina, andare a scuola e far studiare (o provare a farlo) i miei alunni. Ogni giorno, cinque giorni a settimana, per 48 settimane all’anno…
In attesa di sapere l’ora, nel frattempo vi lascio con una ricetta di pane senza glutine, buonissimo, morbido, fragrante e profumato… L’unica controi ndicazione? La fatica di farlo…


E’ ovvio che la ricetta viene dal Ricettario senza glutine di Olga ed Emanuela (la nostra bibbia). Io ho apportato delle piccole modifiche, ma che non hanno inficiato il risultato, e delle piccole aggiunte. Provatele, non ve ne pentirete!

Panini bianchi con mirtilli neri o semi di sesamo
500 g di Mix Di Farine Dietoterapeutiche Per Pane E Focacce così fatto:
280 gr di farina Mix B
140 gr di Glutafin Select (da me sostituita con Bezgluten)
80 gr Farmo
400 g di acqua tiepida
20 g di olio
1 cucchiaino di zucchero (oppure miele, oppure malto di mais 100%)
2 cucchiaini di sale
20 g di lievito di birra (io lievito di birra disidradato circa 12 grammi)
mirtilli neri disidradati o semi di sesamo

Ho sciolto il lievito nell’acqua tiepida ed unito lo zucchero e e ho fatto riposare per 10 minuti.
Poi nella ciotola dell’impastatrice (io uso il Bimby) ho messo l’acqua con il lievito e la farina. Ho fatto andare il Bimby con la spiga per 5 minuti e appena ha cominciato ad impastare, però ben amalgamato, ho aggiunto il sale e l’olio.
Lasciate lavorare finchè l’impasto non è liscio, soffice e appiccicoso.
Lasciate lievitare in una ciotola coperta da pellicola, avvolto in un pile.
Ci vogliono 2 ore circa. Ma adesso che la temperatura è calda, in un ora l’impasto ha duplicato il suo volume.
Quindi ho ripreso l’impasto e l’ho lavorate sulla spianatoia infarinata, dando una forma tongengiante ai panini ai mirtilli e allungata a quelli con i semi di sesamo.
Ho rifatto lievitare (dovrebbero essere coperti, ma io li ho messi in forno) per altri 50 m – 1 ora (io 30 minuti).
Nel frattempo scaldate bene il forno a 250°, possibilmente con la teglia vuota dentro. Io ho fatto lo sbaglio di mettere i panini direttamente nella teglia e non riscaldarla prima, e i panini mi si sono appiattiti un po’.


Suggerimenti:
– il primo è quello di mettere la teglia al forno e farla riscaldare bene, prima di poggiare sopre i panini per cuocerli, così resteranno ben gonfi;
– i panini si possono congelare e scongelare il giorno che vi servono. Da un giorno all’altro diventano duri, ma riscaldati diventano di nuovo buonissimi;
– i panini ai mirtilli si sposano benissimo con i salati. Io li ho mangiati col fois gras ed erano da libidine. Usate la vostra fantasia per condirli.
A presto (spero), con una nuova ricetta
Stefania Oliveri