Cremina al curry e basilico, e la maiala effige è assicurata!

Siamo alla fine di agosto e ancora io non ho trovato un accordo con quelle dannatissime zanzare! Cioè, secondo me, ci dovrebbe essere anche un codice deontologico per loro! Già ti mordono e ti succhiano il sangue con conseguenze che vanno dal semplice prurito (quando resisti a non grattarti), allo scorticamento a vivo (quando non resisti), nei posti anche più impensabili, vedi nella pianta dei piedi, fra le dita di tutte le estremità, nei gomiti, sul collo, nelle orecchie (sì anche lì a me hanno morso) e anche (e come fanno questo è un mistero), sul sedere (e giuro dormo coperta!). ma perché devono anche ronzarti nelle orecchie???
E comunque il codice, se c’è, non lo rispettano e neanche con i miei ospiti sono stati carini… Noi però, ci siamo armati di racchetta friggi zanzare (oltre che di repellenti cutanei) e siamo andati alla caccia… e ci siamo pure divertite un mondo, anche perché abbiamo sfogato un minimo di sadismo che, diciamolo, ti ispirano dopo tutto quello che ti fanno passare di notte!
In ogni caso, con i miei ospiti, ci siamo scofanati questa salsina (alla faccia delle zanzare) che come direbbe la mia meravigliosa amica Alessandra Gennaro, è da grandissima porca figura (o come dico io, “da maiala effige”!). E siccome è da minimo sforzo, massimo risultato, l’ho propinata, l’ho offerta a tutti quelli che questa estate sono passati di qui (le mie meravigliose amiche food blogger: Mapi, Valeria, Francesca, Stefania e, ultima, ma solo in ordine cronologico, EliFla e consorti), che me l’hanno richiesta a gran voce.

Adesso lascio la parola alla ricetta e sono sicura che tornerete a ringraziarmi per questa chicca!

La ricetta deriva da C. De Turckheim e N. Le Foll, Feste d’Estate… o quasi! 😉


Crema al curry e basilico
Una confezione da 250 gr di mascarpone
1 cucchiaio di curry (io Madras, gentilmente regalatomi da Ale)
qualche fogliolina di basilico (5 o 6 basteranno)
1 scalogno (per i palermitani questo qui e non la cipollina lunga che noi chiamiamo scalogno!)
sale q.b.

L’unica fatica di questa ricetta consiste nello sbucciare lo scalogno e lavare il basilico… Poi mettete tutti gli ingredienti in un bicchiere alto, e frullate con il Minipimer. Servire con crostini, grissini, crackers… Maiala effige assicurata!

Suggerimenti:
– il cucchiaio di curry dovete metterlo tutto e non siate parchi, è quello che da il sapore!
– potete sostituire il basilico con dell’erba cipollina;
– il curry potrebbe contenere tracce di glutine, quindi state attenti a quale usate… ☹

– il curry contiene SEMPRE aglio, quindi non va bene per gli intolleranti come il mio dolce doppio ☹

– la salsina è stata schiaffata, ops, messa su quasi tutto (da carne, pesce e insalate di riso e non solo) e sta bene su tutto… anche se in realtà nasce come crema da spalmare e dovrebbe essere servita come antipasto.

Con questa ricetta, partecipo alla raccolta di Silvi’s Kitchen , Easy Summer

A presto
Stefania Oliveri

Parfait, semifreddo o soufflé glacé ai marroni per un’amica speciale

Ve lo avevo promesso, ed eccomi qui a postare, sebbene moooooolto in ritardo, la ricetta… perché ogni promessa, è debito!

Soufflè glacé ai marroni, volgarmente detto semifreddo o parfait

Ingredienti

400 gr. di panna
da montare
100 gr. di zucchero

50 gr di zucchero a velo
2 tuorli e 2 albumi

Una scatola di marrons glacès, ma vanno bene anche quelli spezzettati

Innanzi tutto comincio col dirvi che ci sono due versioni della stessa ricetta, una è con le uova a crudo e l’altra è con le uova pastorizzate. In realtà, io, fino a poco tempo fa la facevo con le uova a crudo, ma da quando ho imparato a fare la meringa italiana (qui per il procedimento che è davvero semplice… cioè se ci riesco io, ci riesce chiunque!), non riesco più a preparare dolci con le uova non pastorizzate. Non avevo mai pastorizzato i tuorli, ma mi sono detta che in realtà doveva essere proprio la stessa cosa e così ho provato. Dopo aver fatto la “mia” grande scoperta, ho capito che altro non è che quella che si chiama pâte a bombe… Be’, meglio tardi che mai!

I versione, più veloce, con uova a crudo:

Ho montato la panna ben fredda con due cucchiai di zucchero a velo. Ho montato a neve gli albumi, aggiungendo appena montati 50 gr. di zucchero. Ho montato i tuorli con lo zucchero rimanente. Infine ho unito i tre composti, e ho aggiunto anche i marrons glacès tagliati grossolanamente. Ho rivestito uno stampo da plumcake con della pellicola trasparente e ho versato il composto. Quindi ho messo in freezer.

II versione con uova pastorizzate:

Ho fatto sciogliere lo zucchero in pochissima acqua, ho messo sul fornello a fuoco basso e ho preparato uno sorta di sciroppo. Anche per i tuorli, ho aspettato che lo zucchero cominciasse a bollire e ho aspettato 3 minuti, prima di versarlo a filo sui tuorli. Non scoraggiatevi se da principio vi sembra che non montino, ci vorrà solo un po’ più di tempo… Il composto è pronto quando “scriverà”!

Per gli albumi, ho cominciato a montare e quando lo sciroppo di zucchero, fatto come per i tuorli, è stato pronto ho versato sempre a filo e continuato a montare finché non sono diventati montati a neve fermissima.
Ho quindi montato la panna ben fredda con lo zucchero a velo e ho unito i tre composti, quindi i marroni tagliati al coltello. Ho rivestito uno stampo da plumcake con della pellicola trasparente e ho versato il composto. Quindi ho messo in freezer.
L’ho servito con dei marroni interi.

Suggerimenti:
– Essendoci gli albumi montati a neve il composto non gela e non diventa mai duro;

– Purtroppo la panna non mi si è montata benissimo, per cui la gran parte dei marroni sono precipitati al fondo (ma quando lo sformate sono sopra)… forse era una giornata particolarmente calda, e la panna non si è montata… aspetto vostri suggerimenti sul perché questo sia accaduto, anche perché non mi era mai successo prima;
– questo problema, mi aveva allarmato sulla riuscita del dolce. Pensavo che i tre composti si fossero separati e che il tutto non avesse un sapore omogeneo. Invece devo dire che, nonostante tutto, il parfait era perfetto, le consistenze ben amalgamate e il sapore ottimo… fatevelo dire da chi era presente… A buon intenditor poche parole!
Con questa ricetta partecipo al contest di Monica L’amicizia… se fosse una ricetta, sarebbe…

Ho scelto questa ricetta perché penso che l’amicizia si componga di tante parti che si devono ben amalgamare fra di loro per dare il meglio e che non è semplice che questo accada e a volte qualcosa può anche andare storto ed essere difficile, anche perché non sempre siamo al meglio, diamo il meglio o i nostri caratteri sono il massimo… Però nell’amicizia gli elementi, anche tanto diversi e complicati, riescono a fondersi bene e a creare un’armonia perfetta, anche se ci sono tanti modi diversi di realizzarla… E anche se credevo che a 40 anni suonati non avrei avuto più la possibilità di incontrare un’amica speciale, ho avuto modo di essere smentita e non ne ho incontrato solo una, ma diverse… Ad una, però, dedico questo post. Lei è un’amica specialissima e anche se abita all’altro capo dell’Italia, mi sento in totale sintonia con lei e per adesso vorrei solo esserle molto più vicina…

Ho scelto, per lei, queste scarpe, lei sa bene perché, oltre perché sono esattamente come lei, confortevoli, belle e speciali… Lei ha una cosa che però queste scarpe non hanno: è UNICA! Ti voglio un mondo di bene

A presto
Stefania Oliveri

Buon compleanno diverso…

A te che ami le cose semplici e non si capisce come è che hai scelto me; a te che basti a te stesso e non si capisce come è che hai scelto me; a te che piace il silenzio e non si capisce come è che hai scelto me; a te che piace sciare e non si capisce come è che hai scelto me; a te che volevi 11 figli e non si capisce come è che hai scelto me; a te che piacciono le maggiorate e, davvero, non si capisce come è che hai scelto me; a te che non piacciono i dolci e non si capisce come è che hai scelto me; a te che non ami i marrons glacèes… e non si capisce perché io mi ostino a farteli mangiare; a te, un universo di auguri e affetto come l’infinito e oltre, perché si capisce solo che può essere vero amore!
Semifreddo ai marrons glacès

Tua
Stefania

P.s. Per la ricetta dovrete aspettare …

Granita di mandorle per un week end catanese indimenticabile

Cosa c’è di meglio di una bella granita, quando c’è tanto caldo? E cosa ci ricorda di più la Sicilia? Bravi, avete indovinato: oggi vi do la ricetta una ottima granita alle mandorle. E come è possibile, visto che i 5 giga sono finiti? Be’ finalmente mio marito mi ha convertito la chiavetta (non sulla via di Damasco, ma solo su quella di Mondello) e me ne ha comprata una che parla la mia lingua e usa le mie unità di misura: tre ore al giorno! Be’, lo so, non sono tanti (soprattutto se avete anche tre pargoli), ma almeno adesso mi confronto con una unità di misura che conosco…

Ma perché proprio oggi una granita? Perché sono reduce da un lungo week end in quel di Catania, dove la blogger più pazza, vulcanica e ottimista al mondo, mi ha fatto passare delle giornate indimenticabili, facendomi gustare le granite più buone che io abbia mai assaggiato!
Un week end iniziato con un incontro speciale con le blogger catanesi, per fare una sorpresa ad una bella e giovane signora, che ha fatto il compleanno; è proseguito con un “mini raduno” MTC in quel di Taormina con altre blogger (lei e lei e, off course, le loro famiglie) in quel di Taormina e tante coccole e coccole e coccole in casa Baker, che mi hanno fatto dimenticare i doveri di mamma, tanto da farmi prolungare di due giorni le mie vacanze!
Insomma, oggi mi gusto questa granita, pensando a questi quattro magnifici giorni passati e aspettando con ansia che il momento possa ripetersi…

Granita di mandorle
Ingredienti
450 ml di latte di mandorle (senza glutine)
350 gr di acqua minerale
100 gr di zucchero
1 cucchiaino di glucosio

30 gr di pasta di mandorle (home made, possibilmente con una grana non troppo sottile, così sentirete anche le mandrle sotto i denti)

Per prima cosa ho preparato uno sciroppo, mescolando all’acqua riscaldata (io al microonde) lo zucchero, il glucosio e la pasta di mandorle, facendoli sciogliere bene. Quindi ho fatto raffreddare. A questo punto ho unito il latte di mandorle e ho conservato in freezer. Non è necessario mescolare spesso il composto perché non cristallizza, ma se lo fate una volta o due sarà più facile servirlo.

Suggerimenti:

– avendo letto che nel gelato si può sostituire una parte di zucchero col glucosio, così è più difficile che cristallizzi, ho voluto fare la prova con la granita e l’esperimento mi sembra riuscitissimo;
– ho sostituito 100 gr di zucchero con un cucchiaino di glucosio, ma nulla vieta che si possa fare tutta con lo zucchero;

– se non usate la pasta di mandorle, usate direttamente delle mandorle tritate, secondo me il crock sotto i denti ci DEVE essere!
A presto
Stefania Oliveri