Che sia rosa!

 (Foto dal web)

Questo capodanno è all’insegna del gluten free. Amici sinceri e attenti stanno preparando solo pietanze senza glutine, affinché anche per me e il mio cucciolo sia una buona fine e un buon principio.

Mi auguro e vi auguro un anno migliore di quello passato, anche se, sono certa, non immune di cose negative. La vita è fatto di tutto: di alti e di bassi, di bello e di brutto, di rosa e di nero (e non solo perché sono di Palermo), di glutine e di senza glutine… Spero solo che sia più alto che basso, più bello che brutto,  più rosa che nero, più senza glutine che con glutine… Il mio 2012 già lo è stato… nonostante tutto!
Un grazie enorme e speciale a EliFla e alla sua meravigliosa famiglia!
Buon anno
Stefania Oliveri

Un primo natalizio: Caserecce carciofi e polpa di granchio

Lo so che oggi tutti parlano dei Maya.
So anche che oggi tutti parlano della fine del mondo.
E so pure che nessuno si filerà un primo natalizio… 
A chi importa un primo per questo natale, se il natale non ci sarà?
Io, però, l’ho mangiata prima e quindi, se avrete il tempo di leggere questo post, sappiate che me l’ha fatto mettere nella top ten da presentare alla Garofalo, e me l’ha fatta mettere nella lista dei desideri mangerecci natalizi…
Infine, so anche che per adesso siete tutti più interessati a dolci e biscotti (a natale non si è tutti solo più buoni, ma anche tutti molto più dolci! 😉 ), e anche io sono stata sommersa dalla produzione di dolci e biscotti natalizi, che regalerò… Perché allora non posto queste ricette molto più attrattive? Perché sono già tutti confezionati e quei pochi (ehm), che avevo lasciato per casa, li ho finiti ieri sera, pensando che forse non ci sarebbe stato più tempo per mangiarli… Meglio morire grasse e felici, che magre e infelici? O no?
E se sopravvivo? Magari li rifaccio, li fotografo e ve li posto! 😀
Casarecce Carciofi e
polpa di granchio
Ingredienti per 4 persone:
320 gr di casarecce
10 carciofi
1 cipolla
mezzo bicchiere di vino bianco
1 scatola di polpa di granchio
qualche goccia di tabasco
In sé la
ricetta è abbastanza semplice, anche se un po’ lunga per via della preparazione
dei carciofi. Lavate i
carciofi e sfogliateli fino alle foglie più tenere. Tagliate quindi la punta, e
poi tagliateli ancora a spicchi e metteteli in acqua acidulata (per non farli
scurire).
Affettate la cipolla e mettetela a
stufare con un po’ d’olio e un po’ d’acqua (o altirmenti soffriggetela solo con
un po’ di olio). Quindi versate i carciofi e fate sfumare con il vino. Fate
cuocere, coprendoli con un coperchio, fino quando non saranno morbidi. A questo
punto io li ho frullati e ho aggiunto la polpa di granchio e ho fatto saltare
per un altro minuto. Aggiungete qualche goccia di tabasco (attenzione a non
metterne troppo, se non vi piace il piccante).
Lessate la pasta in abbondante
acqua salata per 5 minuti (non di più, mi raccomando) e trasferitela nella
padella con il condimento per farla insaporire. Conservate una tazza di acqua
della pasta per aggiungerla qualora vi sembri troppo asciutta. Servite ben
calda.
Suggerimenti:
-secondo me ci sta benissimo anche
una nota croccante, per cui tosterei dei pinoli e li aggiungerei sopra.

A presto, almeno spero!

Stefania Oliveri

Grazie dei fiori!

Bella vero?
Vi piacerebbe fare una composizione di fiori come questa?

 (foto dal web)

E io vi svelo il segreto:
Prendere un vaso basso e con il nastro adesivo formare un reticolato. Aggiungere l’acqua e posizionare i fiori. That’s all!
Un consiglio: cominciate a posizionare i fior sempre dal centro e usate i fiori in numero dispari!

(foto dal web)

Io l’ho vista qui!

A presto
Stefania Oliveri

Torta natalizia!

In questi giorni, su FB, ho scritto più volte “vado a torteggiare”… Sì, perché in 4 giorni ho fatto ben 4 torte doppie (tranne questa della foto).
Dopo che i miei pargoli hanno visto tutte queste torte uscire dal mio forno e le hanno viste uscire anche dalla cucina e, ancora, da casa, hanno mosso una protesta.
“Ma quanto bene ci vuoi?” si sono informati.
“Tanto, tanto, tanto” ho risposto io. Anzi direi anche troppo visto tutto quello che mi fanno passare, soprattutto con la scuola… (e meno male che il ricevimento del medio non c’è stato…)
“E allora, perché tutte ‘ste torte per gli altri e per noi niente?”
“Perché devo dimagrire…”
“Perfetto, allora tu non mangiarla!”
La logica non fa una piega!
E così fra una torta e l’altra, ho trovato il tempo di farne una anche per loro e con i rimasugli verdi in pdz, ho fatto anche gli abeti… perché siamo pur sempre a Natale e io sono ancora più buona!

Questa torta è fra le loro preferite, forse perché sanno che fra gli ingredienti c’è la coca cola…
L’avevo già fatta qui, in semplicità. Ma avevo anche dei rimasugli di camy cream alla nutella e così ho sostituito la glassa originale, ed è venuta fuori questa torta!

Volete sapere come è andata a finire? L’hanno mangiata”quasi” tutta loro… 😉

A presto
Stefania Oliveri

Un classico: arance e chiodi di garofano!

Adoro  Martha Stewart e il suo sito è fonte di grande ispirazione! Ci sono sempre idee fantastiche e semplici da realizzare… quasi sempre, almeno!
Così quest’anno ho deciso di fare un centro tavola, molto profumato, come questo, adattandolo alla mia terra!
 
(foto dal web)

Centro tavola con arance e chiodi di garofano
Arance (visto che qui ne abbiamo a iosa e soprattutto, io dispongo di un albero di arance amare nel giardino del mio fratellone, ma in origine erano pompelmi)
chiodi di garofano
anice stellato (facoltativo)
un elastico largo
Realizzarlo è semplicissimo. Mettere l’elastico attorno all’arancia e posizionare i chiodi di garofano proprio accanto all’elastico. Spostate l’elastico se volete fare la seconda fila.
Se avete difficoltà a perforare la buccia con i soli chiodi di garofano, usate uno stecchino di legno.
Infine, potete attaccare con la colla a caldo l’anice stellato al centro dell’arancia.
Impilate le arance una sopra l’altra a piramide e mettete le foglie fra un’arancia e l’altra, come nella foto.
Un centro tavola profumatissimo!

Suggerimento (ma non so se sia fattibile anche in Italia):
– nel sito c’è scritto che si può usare la polvere di radice di giaggiolo per far asciugare prima le arance, scuotendole dentro un sacchetto di plastica. In questa maniera mantengono il loro profumo per circa un anno… Ma io mi chiedo, in Italia, sapete dove trovarla?

A presto
Stefania Oliveri

 

Un antipasto facile e veloce: Torretta di barbabietole e ricotta

Il mio blog non risulta un blog senza glutine… Ohibò!
Eppure tutte le mie ricette sono senza glutine… Ri ohibò!
Forse, la mia comunicazione, non è efficace… Se lo fosse, risulterei fra i blog senza glutine… Ohibò!
E, forse, è per questo che, spesso, vengo invitata e non trovo niente da mangiare senza glutine… OHIBOTUTTOMAIUSCOLO!
Eppure non è così difficile, capperi (ogni tanto è bene cambiare l’interazione!)
Guardate quanto è facile fare un antipasto senza glutine, facilissimo, leggero e contemporaneamente buonissimo… Ohibò!
 

 

Torretta di barbabietola e ricotta aromatizzata al basilico con sale rosa dell’Himalaya
Ok, la ricetta è tutta qui nel titolo! Più facile di così?
Barbabietola (io ho usato delle meravigliose e piccole barbabietole comprate al mercato e cotte al vapore… uh, che soddisfazione, ma vanno benissimo quelle comprate al supermercato già precotte)
ricotta di pecora
basilico fresco
sale rosa dell’Himalaya
olio evo stra buonissimo
Tagliare le barbabietole precotte a rondelle piuttosto sottili (ma usate tranquillamente il coltello). Mescolate la ricotta con delle foglie di basilico tritate al coltello. 
Fate uno strato di barbabietola, uno di ricotta, e continuate per tre o quattro strati. Quindi macinate un po’ di sale rosa dell’Himalaya e spruzzate un goccio di olio. That’s all!
 
Uno degli antipasti più buoni e leggeri che potete immaginare! Oltre che molto natalizio, visto i colori!
 
Suggerimenti:
– tutti gli ingredienti sono naturalmente senza glutine!
 
A presto
Stefania Oliveri

Rifatte senza glutine: il gateaux di Simonetta e la matematica non è un opinione!

Un tortino di cioccolato dal cuore morbido, è, di
per sé, una goduria allo stato puro.
Se poi il tortino l’ha già fatto Simonetta, è una
goduria assicurata al 100%.
E sono certa che ognuno di voi l’ha già assaggiato
(non quello di Simonetta, obviously). Infatti, se fino a qualche anno fa era
una novità assoluta, adesso è facile trovarlo al ristorante, quasi come la
panna cotta, il tiramisù e il parfait di mandorle. E se prima era un dolce da
ristorante chic, adesso anche in pizzeria è facile trovarlo.
Ovviamente, la sua diffusione non ne diminuisce né
la bontà, né il suo valore, anzi…
Eppure, a noi celiaci è precluso il piacere di
gustare questo semplice tortino, quando siamo fuori casa…
Ora, io capirei, se il quantitativo di farina usato, fosse alto, ma per 6 tortini sono solo 25 gr, alias 4 grammi di farina
glutinosa a tortino… Eppure, quei 4, miserissimi grammi, ce li rendono
impossibili da gustare.
E ora vi lascio con una domanda sulla quale
riflettere, possono 4 soli miserissimi grammi di farina essere sostituiti con
un’altra qualunque farina sena glutine? Possono 4 miserissimi grammi inficiare
il risultato di una qualsiasi pietanza?
La risposta, naturalmente, è no.
E allora, io mi chiedo, perché non usare la fecola,
ad esempio, così che tutti, compresi i celiaci, possano gustare le stesse
pietanze?
Meditate gente, meditate!

Questa ricetta fa parte del progetto delle Rifatte senza Glutine, che ogni mese, il 15, rifanno (o quasi) una ricetta presa da un blog senza glutine, per dimostrare che mangiare bene si può e si deve!
Chi volesse aderire può andare a vedere qui per scoprire quale saranno le prossime ricette che rifaremo!

Tortini al cioccolato dal cuore morbido di Simonetta di Glu.fri

Ingredienti:
•  
100
gr di cioccolato fondente al 70% di cacao (io Venchi senza glutine)
•  
2
uova codice 0 o 1
•  
35
gr di burro
•  
35
gr di zucchero di canna
•  
12
gr di farina di riso super sottile (io 25 gr)
•  
12
gr di fecola di mandioca (io omessa)
•  
1
bustina di zucchero vanigliato (io homemade, due cucchiaini)
•  
zucchero
a velo*
•  
pezzetti
di cioccolato (io alle nocciole e peperoncino …)
Accendere
il forno a 220 gradi. In realtà, siccome il mio forno non solo è solo
ventilato, ma è anche super forte ho abbassato la temperatura a 200° C.
Sciogliere
il cioccolato con il burro in un pentolino dal fondo spesso a fuoco basso, o a
bagnomaria o al microonde (io ho fatto così: 1 minuto potenza 450 per tre volte
di seguito).
Sbattere
in un mixer le uova con lo zucchero di canna (che io ho prima tritato un po’
per qualche minuto per renderlo più sottile), unire lo zucchero vanigliato.
Quando il composto è bianco (bianco per quanto possa esserlo con lo zucchero di
canna) e spumoso, unire poco a poco il cioccolato fuso e la farina e mescolare
bene.
Imburrare
e infarinare (con farina di riso) degli stampini individuali, ma io ho usato
degli stampini di silicone (quindi non ho imburrato né, tantomeno, infarinato),
distribuire l’impasto fino a 3/4, adagiare i pezzetti di cioccolato sulla
superficie e poi coprire con il resto del composto.
Infornare
e cuocere in forno caldo a 220 gradi per 8-10 minuti (io forno a 200°,
ventilato per 7 minuti).
A questo
punto Simonetta li ha serviti con un parfait d’arancia (che farò prestissimo). Io, invece avevo della ricotta
frechissima, l’ho zuccherata (il peso della ricotta, metà dello zucchero) e
l’ho servita così. Una libidine allo stato puro!
Il prossimo mese vi aspettiamo con il plumcake del buon mattino di Anna!
Non mancate!

P.s. I pargoli ringraziano Simonetta!

A presto
Stefania Oliveri

Alex è … in Svezia!

Se le temperature fossero sempre queste, io non avrei problemi di invecchiamento. Sì, credo che l’ibernazione sia la miglior cura contro l’invecchiamento… sempre che non avessi i tre pargoli che mi fanno penare… Ma l’ibernamento pare sia l’unica soluzione reale!
E così, la mia scuola si è attrezzata! Ad esser sincera, i riscaldamenti ci sono, ma piccoli piccoli, e non sempre funzionanti, ma ci sono.
Però, sì è rimediato, a questa svista e così una marea di piccoli spifferi, moltiplicati per la marea di grandi finestre che ci sono per stanza e per piano, fanno una grande corrente e quindi una grandissimo freddo! Oh yes! Per lo meno supplisco ai tre pargoli…
E sono felice. Io, così, mi mantengo ibernata e quelle antiestetiche rughe che si formano per via del sole e del caldo, non arriveranno…
In bagno poi si arriva allo shock termico, e se si riesce ad uscirne vivi, per i trenta minuti successi, l’intervento del chirurgo sarà assolutamente superfluo. 
E poi, la scienza in atto, la trasformazione da liquido in solido, in forma di stalattiti, della pipì. E siccome, si sa, che “chi fa impara”,  invogliamo tutti i nostri discenti a fare l’esperienza sul campo…
Ad onor del vero, devo confessare che a scuola ho portato un cappello, un paio di guanti (quelli con i polpastrelli liberi, per poter tenere la penna), una sciarpa e un poncho, che indosso appena arrivo. Perché abituata al tepore esterno, questo sbalzo di temperature, così repentino, mi fa temere di non riuscire ad arrivare in classe. Ma superato il primo impasse, poi ripongo tutto, perché non voglio sciupare gli effetti benefici del freddo…
Ovviamente l’ascensore non funziona sempre, e così, si rischia, di produrre calore salendo quelle due/tre rampe di scale… Però, si sa (anche questo), la ginnastica fa bene e in più è a gratis, cosa volere di più? Anzi, quasi quasi, proporrei un piccolo obolo da versare…
Anche il bue e l’asinello, nonostante i 30 alunni per classe si rifiutano di entrare, ma la verità è che non capiscono perché scaldare i somarelli, loro sono abituati a personaggi illustri.
Peccato che fra poco ritornerà il caldo e le temperature in ogni classe raggiungeranno i 40°. Però, è pur vero che la sauna svedese, prevede sbalzi di temperature così repentini … E allora di cosa ci lamentiamo? Noi abbiamo la Svezia in Sicilia!

E in questo clima, poco tropicale, è nato il nostro Alex… In realtà forse doveva essere Simba… Ma volete mettere, Alex è molto più simpatico!

Questa è una torta fatta per un cucciolino di 5 anni, che è rimasto stupito e contento della sua torta e che l’ha perfino mangiata tutta, diversamente da come succede di solito per le torte di compleanno… Sono o non sono soddisfazioni, queste?
Torta Alex
Base:
torte alla nutella divisa in due teglie da 22 cm
ngredienti
500 gr nutella home made*
9 uova di gallina codice 0 o 1
9 cucchiai di fecola
16 cucchiai di zucchero
100 gr burro
2 bustine di lievito
1 cucchiaino da thè di vaniglia bourbon liquidaPer prima cosa montare i bianchi a neve. Montare la nutella con il burro; a parte montare i tuorli con lo zucchero, unire la fecola e il lievito, la crema di nutella e infine aggiungere le chiare montate a neve. Rivestire due stampi circolari, con carta forno inumidita e versare il composto. In forno a 180° per 40′. In ogni caso vale sempre la prova stecchino.
Bagna:
100 ml di latte
1 cucchiaino da tè colmo di Nesquik
Riscaldare un po’ il latte (io al microonde) e aggiungere il Nesquik e mescolare. Bagnare le basi.
250 gr di mascarpone
150 gr circa di latte condensato zuccherato
250 gr di panna montata non zuccherata
200 gr di Nutella
Lavorare il mascarpone fino a renderlo cremoso..poi unire sempre montando il latte versandolo a filo. Deve risultare una crema densa. Se dovesse sembrarvi troppo liquido il composto, basta aumentare la velocità e lasciate montare per un altro po’. Quindi unire a poco a poco la Nutella ed infine la panna montata delicatamente in più riprese. Ricoprite il primo strato di torta e adagiate sopra un altro strato sul quale stenderete pochissima crema.
150 gr burro a temperatura ambiente
250 gr zucchero a velo
1 cucchiaio di latte 
Lavorate il burro a pomata e aggiungete lo zucchero , otterrete una crema liscia e morbida, aggiungete il latte solo se ritenete sia necessario ( a me non è servito!!!).
Spalmate la crema al burro su tutta la torta e rimettetela per almeno un’altra ora in frigo.
A me è rimasta tanta crema al burro, perché ho fatto uno strato sottilissimo…A questo punto la torta sarà pronta per essere decorata con la Pasta di zucchero, che stenderete sottile, ricoprite la torta, e rifinitela bene.
Effettivamente è un po’ lunga e richiede diversi giorni di preparazione, che sono svaniti nel giro di 5 minuti… Ma volete mettere la soddisfazione di vedere un cucciolo e i suoi genitori felici?
A presto
Stefania Oliveri

Torroncini morbidi natalizi e la bicicletta dimenticata

14 anni di onorato servizio. Sempre fedele. Strano, perché di solito non durano così tanto…

Lei, invece, fedele, non si è mai tirata indietro… anzi è andata sempre avanti… 
Fino a venerdì scorso.
Venerdì scorso, la tragedia. 
Torno a casa all’ora di pranzo e una telefonata mi avvisa di tornare subito a scuola, perché hanno anticipato un esame.
Lego la mia adorata bici elettrica ad un palo sotto casa e prendo la macchina, perché la bici è scarica.
Torno a scuola trafelata, facciamo l’esame, ritorno a casa di corsa. E’ già pomeriggio inoltrato e io ancora non ho mangiato, nè fotografato la pietanza che devo postare…
Cucino, fotografo, mangio, pulisco e comincio a preparare una torta in pasta di zucchero per un’amica. Vengo assorbita totalmente.
Nel frattempo il pargolo n. 3 deve studiare e ha bisogno di aiuto, ho il mio scazzo quotidiano col pargolo n. 1 e rincorro il pargolo n. 2 per farlo andare dal dentista e dall’oculista.
Arriva l’ora di cena, preparo da mangiare, mangiamo, pulisco, metto la mia solita lavatrice serale, dopo aver ritirato i panni della lavatrice messa la mattina, preparo anche qualcosa per l’indomani, e stremata, dopo aver rassettato in giro, mi spoglio, mi strucco, mi metto il pigiama e vado a dormire… lasciando la mia dolce, volenterosa, operosa bicicletta, legata al palo sotto casa.
Alle 6 del mattino mi sveglio e ricomincio la mia solita solfa. Preparo colazione per i pargoli, i vestiti per il n. 3, rincorrili per farli lavare, non a pezzi, metto la lavatrice della mattina, stendo i panni della notte, preparo qualcosa per il pranzo, e poi di corsa doccia e a vestirsi per andare a scuola…
Il pargolo n. 3, il primo a scendere da casa, citofona, mentre io sono ancora, affaccendata e mi chiede di passargli suo padre…
Poi, il dolce doppio, entra in bagno e mi dice “siediti!” Vorrei anche chiedergli dove, visto il luogo, e non capisco se, la sua intenzione sia di mandarmi a cag… a quel paese, in maniera pulita o se ci sia dell’altro.
Poi vedo la sua faccia contrita e mi dice: “devo darti una brutta notizia”
Impallidisco…
“La tua bici…” e lì ricordo di averla lasciata al buio e al gelo tutta la notte e capisco che è successo qualcosa. Immagino un bruto che, nella notte, non visto, riesce a tagliare la catena, e si porta via la mia dolce bicicletta. E penso quanto starà soffrendo lontana da me. Mi consola solo il pensaiero che possa diventare fedele compagna di qualcuno che “l’ha voluta ardentemente”…
E mentre il mio pensiero corre veloce, il dolce doppio mi annuncia “la tua bici è stata distrutta!”
COMEEEEEEEE???? Distrutta? Perché??? 
Cioè, perché accanirsi contro una povera bici indifesa? 
E coì la notte fra venerdì e sabato la mia povera bici è morta, colpita gravemente da dei barbari che l’hanno violata e lasciata lì al pubblico ludibrio.
Piango calde e amare lacrime, inconsolabile, non tanto per la perdita, quanto per la violenza… Potrò mai perdonarmi per averla dimenticata fuori?

La ricetta di oggi proviene direttamente dal blog di Mapi, ed una ricetta perfetta per il natale che sta arrivando. Io li ho fatti a forma di alberello approfittando del regalo di una amica. Sono di una facilità disarmante (a prova anche mia) e di una bontà unica… Non vi resta che provarli!
Torroncini morbidi alle nocciole
300 gr di cioccolato fondente Venchi
300 gr di cioccolato bianco Venchi
400 gr di nocciole spellate e tostate (di buona qualità)
400 gr di nutella (o della crema di nocciole che preferite)
Innanzi tutto fate tostare brevemente le nocciole in un padellino. Questa è l’unica fase delicata, perché farle passare dallo stato di tostate a quello di bruciate è davvero breve.
Fate sciogliere i due cioccolati a bagnomaria o al microonde come faccio io (cioè mettete il cioccolato tagliato in piccoli pezzi in una boulle di vetro e fate sciogliere a 450° per un minuto. Poi mescolate il cioccolato e ripetete l’operazione per un altro minuto circa. Ripetete l’operazione due o tre volte ancora o fino a quando il cioccolato non sarà sciolto.
Quindi versate il cioccolato sciolto negli stampini in silicone (o in uno stampo grande unico) e lasciate raffreddare per una decina di minuti (anche in frigorifero).
Nel frattempo unite ai due cioccolati sciolti (e usati per fare il rivestimento delle formine in silicone), la nutella e le nocciole tostate, conservandone qualcuna per riempire, in seguito, eventuali vuoti distribuitivi.
Riprendete gli stampi in silicone, dove il cioccolato si sarà rappreso e versate l’impasto con le nocciole. Quindi chiudete con carta argentata e mettete in frigo per 12 ore.
Si possono conservare in scatole di latta per… non so, da noi sono finiti subito!
Si tagliano con un coltello… e non è Rio Mare!
Suggerimenti:
– Tutti gli ingredienti qui menzionati, sono GF (senza glutine);
– si conservano in scatole di latta;
– se fate dei torroncini singoli, così come ho fatto io, aggiungete un un po’ di cioccolato in più…
– non serve temperare il cioccolato, ma chi lo sa fare, perché no?
A presto
Stefania Oliveri