Biscotti limone e polenta (gluten free) e buon anno

Come promesso, prima della fine dell’anno, vi lascio la ricetta di questi biscotti.
Sono i biscotti che ho regalato ai miei colleghi, quelli con cui ogni giorno trascorro delle ore liete, e anche no; quelli con i quali condivido più tempo che con mio marito; quelli con cui scherzo, piango e rido, senza veli, perché mi conoscono bene e riconoscono ogni mio stato d’animo; quelli che mi sono sempre stati vicino (più quelle, che quelli…), soprattutto nei momenti difficili; quelli che voglio bene, che stimo, che apprezzo e… anche no!
A quelli che mi leggono, che adoro!
A tutti, buon anno!

Biscotti con limone e polenta (da Piccole dolcezze da regalare e regalarsi, Sale & Pepe collection, Mondadori)

300 g farina per dolci Senz’Altro (o 00)
200 g burro
150 g farina di mais fioretto
150 g zucchero
4 tuorli
la buccia grattugiata di 2 limoni
sale

Sbattete il burro ammorbidito insieme allo zucchero e alla buccia di limone, fino ad ottenere una crema di colore chiaro. Quindi aggiungete i tuorli, uno alla volta, e poi le farine e il sale.
Formate una palla e conservatela in frigo avvolta nella pellicola per almeno mezz’ora.
Stendete l’impasto con uno spessore di 4 mm e ritagliare i biscotti (io ho scelto la stella con l’incavo per tenere i biscotti sulla tazza).
Sistemateli su una teglia da forno e fate cuocere a 200° per circa 10 minuti o fino a quando non cominciano a dorare.

Biscuits with lemon and polenta
300 g gluten free cake flour
200 g butter
150 g corn flour
150 g sugar
4 egg yolks
grated rind of 2 lemons
salt
Beat the softened butter with sugar and lemon zest until creamy and light in color. Then add egg yolks, one at a time, and then flour and salt.
Form a ball and store in the fridge, wrapped in plastic wrap for at least half an hour.
Roll out the dough to a thickness of 4 mm and cut out the cookies (I chose the star with the notch to hold the biscuits on the cup).
Place them on a baking sheet and bake at 200 degrees for about 10 minutes or until they begin to brown.

A presto
Stefania Oliveri

Finché morte non ci separi

Finché morte non ci separi.

No, non parlo del mio dolce doppio.
E neanche di matrimonio. Perché il matrimonio (almeno di solito, e in occidente) è l’accordo fra due persone che si amano.
Qui non c’è accordo e non c’è amore.
Io, quanto meno, non l’ho fatto e non ho amore.
Ma ciò non mi rende, per questo, libera da questo vincolo.
Sì, la celiachia sarà la mia compagna, finché morte non ci separi, ahimè.
Non c’è remissione, non c’è cura (finora).
Non posso nemmeno chiedere il divorzio…
E non sono contenta di questo legame indissolubile.
E però, senza di lei, io non sarei qui.
Senza di lei, in questo momento non avrei il tesoro che ho, che siete voi, amici miei.
Senza di lei non avrei conosciuto nessuno di voi, non avrei mai scritto un libro e non sarei così consapevole del cibo che mangio, del bene e del male che ne deriva, al di là della linea che si arrotonda o meno.
Senza di lei non sarei sensibile a certe problematiche legate al cibo e non solo.
Non ci sarebbe la beneficenza ad una Onlus come la Samot, gli angeli delle cure palliative, dove palliative non significa inutili, com ben sanno tutti i parenti di coloro che non ci sono più.
Senza di lei, non ci sarebbe nemmeno questo blog, i mille viaggi, le mille parole e nemmeno le consolazioni che ho ricevuto nei momenti neri e tristi.
Non ci sarebbe la gioia e l’allegria, oltre che la profonda riconoscenza verso coloro che considerano la mia malattia.
Non ci sarebbe stata una serata fantastica con gli angeli della Samot Onlus, che senza nemmeno  conoscermi, hanno preparato una festa tutta senza glutine, che mi ha fatto emozionare e che mi ha fatto capire, come la solidarietà produce altra solidarietà.
No, non sono felice di essere celiaca e meno che mai che questo condizioni la vita di mio figlio, anche lui, indissolubilmente legato a lei, a causa mia.
Ma, questo mi ha resa più forte, mi ha spinto verso una direzione di aiuto, mi ha reso anche insistente e antipatica, il più delle volte, a volte sono sembrata disperata (mi hanno detto) per la mia insistenza.
Ma, proprio la forza della disperazione di una “never ending story” mi ha portato a realizzare cose che non avrei mai immaginato fare.
Non avrei mai immaginato di scrivere un libro e di diffondere tutte le copie in soli sei mesi, da perfetta sconosciuta, senza nessun traino pubblicitario, assolutamente nessuno, se non il solo fatto della mia insistenza che ha convinto, prima, Ottavio Navarra (il mio grandioso editore) a pubblicarlo e poi tutti voi  amici ed emeriti sconosciuti ad acquistare copia dopo copia. 
E non ci sarebbe mai stato nemmeno un secondo traguardo, che non osavo nemmeno immaginare: ristamparlo. E, invece, ci siamo!
Sono orgogliosa di questi traguardi raggiunti, perché io sono una goccia nell’oceano. Ma questa goccia, insieme a tutti voi, sta facendo la differenza.
E non ci sarebbe mai stata nemmeno la rivista on line Gluten Free Travel&Living, frutto di un’altra grande disperazione, la nostra, che non è più solitaria.
E il 100% Gluten Free (Fri)Day, nato sempre dalla mia disperazione di coinvolgere anche chi celiaco non è. E la grande risposta di tutti voi, che con attenzione, senza nessun tipo di ritorno, né personale (non siete nemmeno celiaci, né traete un apporto alla vostra autostima personale) vi siete fatti partecipi. 
E quindi un grazie a questa odiata compagna, che spessissimo mi fa stare male e malissimo fisicamente, che spesso mi prostra anche psicologicamente, ma che contemporaneamente, mi ha dato queste grandi soddisfazioni. Mi ha dato voi, che col vostro supporto mi avete adottato, che ogni volta che usate un ingrediente senza glutine, mi pensate e ogni volta che ci incontriamo, vi fate in quattro per non farmi pesare questa odiosa compagnia.
Grazie a voi, perché se oggi posso dire serenamente “finché morte non ci separi”, è solo per il vostro appoggio e di questo non posso che esserne grata.
Grazie di sopportarmi con le mie lamentele, con le mie insistenze e di supportarmi.
Questo natale, quindi, è un meraviglioso GRAZIE alla vita, sebbene difficile (e non solo per me).
Grazie di questa ricchezza e perché oggi posso dire “vorrei, e posso!”
Buon natale e un altro enorme grazie a Roberta che mi ha dedicato e regalato un altro dei suoi meravigliosi disegni!
La ricetta del biscotto in foto ve la do in questi giorni…

A presto
Stefania Oliveri

Biscotti di frolla senza glutine per il Gluten Free (Fri)Day!

Oggi grande giorno: VENERDÌ!
Il giorno della svolta… o così mi piace credere…
Sì, perché questo, insieme al mio libro, è un altro piccolo passo che si aggiunge alla mia missione col Gluten Free!
E tanti altri se ne aggiungeranno…
Dovete solo aspettare qualche tempo e vedrete le meraviglie che vi stiamo riservando.
Perché, questo meraviglioso gruppo di cui faccio parte, ha un pregio non da poco, che è quello di assecondarmi in tutte le idee folli che ho!
Ovviamente se anche loro non fossero pazze, non ne farei parte anche io. Ormai è risaputo che io ho la propensione a scegliere partners folli come me…
In ogni caso, andiamo per ordine e per adesso portiamo avanti un progetto e poi penseremo al resto.
Per cui oggi, essendo venerdì, è dedicato al Gluten Free (Fri)Day (per i twittettari #GFFD).
Quindi oggi si postano ricette senza glutine.
Oggi, sull’etere, troverete un’invasione di ricette senza glutine adatte ai celiaci e a tutti.
E allora, che aspettate a dare un’occhiata al regolamento, provare una ricetta senza glutine e a postarla sul vostro blog e mandarcela a questo link?
Per la cronaca e per dimostravi che non è impossibile, ieri sera sono stata a casa di un’amica carissima, che ha preparato per una ventina di persone un buffet, tutto completamente senza glutine… Ve lo dico??? Una super delizia, apprezzato da tutti e non è rimasta nemmeno una briciola da poter portare a casa! Io ho cercato di dissuadere i presenti dicendo che era tutto senza glutine, ma ahimè, dopo il primo assaggio, non potevano più smettere di mangiare!
La ricetta di oggi, udite udite, contiene una farina dietoterapica. Stavolta ho usato la Biaglut, niente miscele, e ho rifatto la ricetta di una amica molto cara

Biscotti di frolla senza glutine con farina BiAglut
500 g farina (io BiAglut)
250 g burro 
150 g zucchero al velo (deve essere certificato)
1 uovo intero
1 pz di sale
Aroma a piacere

E adesso vi lascio alle parole di Cinzia:

“Alcuni partono con la sabbiatura della farina con il burro e poi aggiungono gli altri ingredienti. Al mio palato questo tipo di lavorazione risulta troppo…sabbioso e allora procedo così:

Metto il burro freddo a pezzetti nella planetaria, assieme allo zucchero e all’uovo e al pizzico di sale. Aziono a velocità 2 con la frusta a foglia, finchè non è ben amalgamato il tutto. Spengo, aggiungo la farina in un sol colpo e ri-aziono prima a velocità lenta e via via aumentando fino a 4/5 finchè non ottengo la palla. A quel punto, spengo, raccolgo e metto a riposare in frigo avvolta in pellicola. Se non mi serve subito la congelo.”
Ho fatto anche io così, però l’ho usata tutta facendo questi biscottini, con i taglia biscotti adatti, poi ho infornato per 15/20 minuti, cioè fino a quando non si sono leggermente dorati.

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day (#GFFD)

A presto
Stefania Oliveri

Biscotti di riso al pistacchio e acqua di rose, ed è finito il tormentone!

(scroll down for english version)
Forse non tutti sanno che su FB si è consumato un tormentone che recitava “Questo natale, basta biscotti“!
Potete capire bene come mi sia sentita quando ho preparato, ignara, questi… dolcetti, per Taste & More.
Insomma, per tempismo diciamo che non brillo e così nemmeno per fortuna…
.

 

 
E adesso vi lascio la ricetta dei biscottini facili facili, che potete offrire ai vostri ospiti (celiaci e non) per un bel tè natalizio, però andate a vedere l’articolo che ho scritto su Taste & More e, soprattutto, tutte le strepitose ricette e idee per natale!
 

 

 
Biscotti di riso, con pistacchi e acqua di rosa
300 g farina di riso super sottile
180 g burro a pomata
200 g zucchero
100 g pistacchi sgusciati + quelli per decorare
1 uovo intero + 1 tuorlo (codice 0 cioè bio)
2 cucchiaini da tè di acqua di rose
pistacchi 
 
Lavorate bene il burro con lo zucchero. Incorporate quindi l’uovo intero e il tuorlo e poi la farina di riso, i pistacchi tritati finemente e l’acqua di rose. Lasciate riposare per almeno un’ora in frigo.
Riprendete l’impasto e formate delle palline. Poggiatele su una teglia coperta di carta forno e disponete su ogni pallina un pistacchio in cima.
Infornate in forno già caldo a 180°, ventilato, per circa 20 minuti.
Infine, vi ricordo che VENERDÌ è il GLUTEN FREE (Fri)DAY, mi raccomando partecipate!!! 

Rice cookies with pistachios and rose water
300 g rice flour (extra thin)
180 g butter cream
200 g sugar
100 g shelled pistachios + those to decorate
1 whole egg + 1 egg yolk (code 0 ie bio)
2 teaspoons of rose water
pistachios
 
Mix the butter with the sugar. Stir in the egg and then the egg yolk and then the rice flour, finely chopped pistachios and rose water. Let stand for an hour in the fridge.
Take back the dough and roll into balls. Put on a baking sheet covered with parchment paper and place over each ball, a pistachio.
Bake in a preheated oven at 180 degrees, for about 20 minutes.

 

A presto
Stefania
 

Dolci di Natale e la Fruit Cake

(Dolci di natale senza glutine e la Fruit Cake)

È vero che l’ibernazione è il miglior conservante naturale ed è anche vero che ormai dovrei anche esserci abituata, ma che i riscaldamenti a scuola, non funzionino nemmeno, è assolutamente inammissibile!

Vero è che siamo in Sicilia e in inverno, di solito, non si scende al di sotto dei 13 gradi.
Vero è anche che, a volte, abbiamo avuto inverni caldi come alle Bahamas…
E però, una regola, piuttosto costante, che viene, se proprio dobbiamo dirla tutta, confermata ancor più dalle eccezioni, è che in inverno fa freddo e si accendono i riscaldamenti…
Così dappertutto, tranne che nella scuola dove lavoro.
I termosifoni, già poco efficienti normalmente, non funzionano affatto perché un tubo della caldaia si è rotto, già ben sei mesi fa.
Sei mesi fa??? Ce n’è stato di tempo per sistemare il problema!!!
Solo che il problema non è della scuola, è della provincia, a cui lo stabile appartiene, e con questo marasma sulle provincie, del nostro stabile non gliene frega un tubo… appunto quello che si è rotto.
Fra l’altro, spetta sempre a loro, risistemare la nostra palestra, ormai chiusa da un anno, perché son caduti dei calcinacci; a loro appartiene anche l’esterno, da cui si sono staccati dei cornicioni; a loro appartiene l’ascensore che non si muove più da oltre due anni, per cui i ragazzi disabili non possono accedere al secondo piano del nostro Istituto e un nostro alunno, con la fobia di scendere le scale, non può frequentare nessun laboratorio, perché si trovano tutti dal secondo piano a salire…
Ma la provincia ancora esiste, almeno i suoi uffici ci sono ancora, così come le persone che ci lavorano e stanno tutti in un bellissimo edificio antico, al centro di Palermo, ristrutturato finemente e con il riscaldamento, oltre che l’aria condizionata in ogni stanza, dove al massimo ci trovi tre persone…
Ma noi abbiamo un’utenza giovane, a cui il sangue bolle, non abbiamo bisogno di “condizionarci”; noi ci manteniamo in forma salendo e scendendo scale ogni giorno per 6 piani e per questo non abbiamo bisogno nemmeno della palestra; e infine, noi, adulti, ci manterremo giovani con il gelo e non invecchieremo mai come quelle due, tre persone infilate in quegli uffici riscaldati!
Ditemi se non sono fortune queste!

Oggi, vi parlo di un’altra bellissima iniziativa, uscita fuori dalla mente geniale di un gruppo di squinternate celiache che pensa di cambiare il mondo.
Abbiamo lavorato alacremente, onore al merito soprattutto a Federica Barbera e al suo zito Giuseppe Massaro per l’ottimo lavoro, per donarvi un PDF con delle ricette di dolci natalizi dal mondo, tutte senza glutine, ma gustosissime. E non dite che non è un bel regalo! Lo trovate QUI!

E adesso vi lascio con una delle mie ricette che troverete sul PDF (davvero imperdibile). Un dolce natalizio che si fa in Gran Bretagna. Io ho preso la ricetta da un bellissimo libro di Delia Smith, che lei chiama Quick Boiled Fruit Cake. Quando ho letto “quick” non ho resistito, io sono la regina del quick e vi assicuro non ve ne pentirete!

Fruit Cake di Delia Smith (la mia versione senza glutine!)

Ingredienti:
397 g di latte condensato (cioè il contenuto di una lattina)
150 g burro
225 g uvetta di Corinto
225 g uva sultanina
175 g ribes
175 g ciliegie candite tagliate grossolanamente
(225 g farina 00) o 150 g farina di riso super sottile + 50 g fecola di patate + 25 tapioca
10 g di lievito
2 cucchiaini da tè di 4 spezie
1 cucchiaino da tè di cannella
2 uova grandi , codice 0 o 1 (bio o allevate all’aperto)
Preriscaldate il forno a 150°C.
Mettete in un pentolino capiente il latte condensato, il burro, tutta la frutta, avendo avuto cura di mettere a mollo l’uvetta per un paio di minuti. Fate sciogliere il tutto e mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti.
Fate raffreddare un po’ il vostro composto, prima di aggiungere le farine e le uova. Mescolate fino a quando il composto non sarà ben amalgamato.
Versate in una teglia da 22 cm, coperta da carta forno, e infornate per circa 1 ora e mezza. Fate la prova stecchino per vedere se è cotta.
Fruit cake (adapted from Delia Smith)
ingredients:
397 g condensed milk (1 can)
150 g butter
225 g raisins of Corinth
225g sultanas
175 g currants
175 g coarsely chopped candied cherries
(225 g flour 00) or 150 g rice flour super thin + 50 potato starch + 25 g tapioca
10 g of yeast
2 teaspoons ground mixed spice
1 teaspoon ground cinnamon
2 large eggs, code 0 or 1 (organic or grown outdoors)
Preheat the oven to 150 ° C.
Put in a large saucepan the condensed milk, butter, all the fruit, (but before soak the raisins for few minutes). Melt everything together and stir well to mix all the ingredients.
Let cool your mixture for 10 minutes, before adding flour and eggs. Stir until the mixture is well blended.
Turn into a 22 cm cake tin, covered with parchment paper, and bake for about 1 hour and a half. Test with a skewer to see if the cake is ready.
A presto
Stefania Oliveri

Amaranto con brodo di capone per il Gluten Free (Fri)Day

Oggi venerdì, vi ricorda niente?
E sì, oggi è il Gluten Free (Fri)Day e quindi si pubblica una ricetta senza glutine. Be’, per me, non è una novità, io pubblico solo ricette prive di glutine!
Oggi però, lo dedico ad uno pseudo cereale, di cui troverete notizie più dettagliate qui, perché certi ingredienti si conoscono poco e invece fanno tanto bene, a prescindere dal fatto che siano esenti dal glutine.
Perché il fatto di essere “senza” glutine non deve essere una diminutio, ma anzi, a me, proprio la celiachia mi ha fatto scoprire quanti cibi posso mangiare che non conoscevo.
Una lista infinita, rispetto a quello che non posso mangiare…
E però non sono né così conosciuti, né così usati… 
Per questo ho deciso che ogni settimana ve ne presenterò uno e vi insegnerò a conoscerlo. 
Da me troverete la ricetta e sul blog Gluten Free Travel & Living troverete tutte le informazioni.
Oggi è toccato all’Amaranto.

Ricette con l’amaranto su questo blog non ce ne sono molte (qui e qui), anche se lo amo e lo cucino spesso.
Oggi però ve lo propongo in una versione nuova, come se fosse cous cous con il pesce.
Il pesce però è uno solo ed è il capone.
Il capone (detto anche lampuga) è un pesce che in Sicilia si usa molto e, a quanto pare, ha dato il nome alla caponata. I ricchi infatti usavano il pesce, mentre i poveri usavano le melanzane. Evidentemente, o ora più buona la versione con le melanzane, oppure, erano di più i poveri e l’unica versione che si è conservata, o quanto meno la più famosa, è quella con le verdure.
In ogni caso è un pesce buonissimo e versatile. L’ho provato in diverse maniere e l’ho trovato sempre buono. 
Qui ve lo propongo in una versione veloce (l’idea è dello chef Pomata) in cui il pesce è cotto al microonde. 
Amaranto con brodo di capone

Ingredienti per 5 persone:

250 g di amaranto
1 capone medio
1 cipolla
2 coste di sedano
10 pomodorini
1 peperoncino fresco
1 scalogno
1 ciuffo di prezzemolo
1 ciuffo di menta
1 cucchiaino di caffè di curry
1 cucchiaino di caffè di curcuma
olio evo
sale
Tagliate il capone a pezzi di 3 cm circa e lavatelo bene sotto acqua corrente.
Mettetelo (compresa la testa) in una pentola in pirex, insieme ai pomodorini tagliati in quarti, il peperoncino tagliato a rondelle, dopo aver eliminato i semini interni, lo scalogno tritato, la cipolla tagliata a fettine, il sedano lavato e tagliato a fettine, un giro d’olio, del sale, il curry, la curcuma,  la menta e il prezzemolo e aggiungete dell’acqua fino a coprire il pesce. Chiudete con il coperchio e fate cuocere al microonde, alla massima potenza, per 5 minuti (o fino a quando l’occhio del pesce non è diventato bianco).
Lessate per 15 minuti ( e non di più) l’amaranto nel brodo del pesce e aggiustate di sale (se necessario).
Servite con una (o più) fettina/e di capone sopra l’amaranto e della menta fresca.

Ottimo e facilissimo.

Suggerimenti:
– tutti gli ingredienti sono naturalmente privi di glutine, ma bisogna fare attenzione alle spezie e all’amaranto;
– si possono usare anche diversi tipi di pesce e anche più pesci.

E con questa ricetta partecipo al Gluten Free (Fri)Day. Vi aspettiamo in tantissimi!

Amaranth with fish broth
Ingredients for 5 people :
250 g amaranth
1 medium capone (fish)
1 onion
2 pieces of celery
10 cherry tomatoes
1 fresh chilli
1 shallot
1 sprig of parsley
1 sprig of mint
1 tsp curry
1 tsp turmeric
extra virgin olive oil
salt
Cut the fish (capone) in pieces of 3 cm and wash it well under water .
Put it (including the head) in a Pyrex pan , together with chopped tomatoes, slices of red chilli (be careful to remove the seeds inside), chopped scallion, sliced onion and celery​​, some olive oil, salt , curry , turmeric, mint and parsley and add water to cover the fish. Close with the lid and cook in the microwave at full power for 5 minutes (or until the eye of the fish is white).
Boil for 15 minutes ( and no more) amaranth in fish broth and season with salt ( if necessary).
Serve it with one (or more ) slices of fish and fresh mint .
Very good and easy .

A presto
Stefania Oliveri

Gnocchi alla salsa di basilico e curry e i miei tre pargoli…

(Gnocchi di patate con salsa al curry e basilico; english version below)
Sono una mamma di tre figli maschi e spesso, dalle mamme di figlie femmine, mi sento dire “beata te, che trovi le tue calze, le sciarpe, le scarpe e le borse sempre al loro posto…”
Effettivamente le mie calze, le mie borse e, soprattutto, le mie scarpe (da tacco 12 a salire) sono sempre al loro posto… 
Il problema reale, però, è che non lo sono le loro!
Cioè, secondo voi trovare almeno 3 paia di scarpe sparse per casa, calze spaiate, bucate e puzzolenti dovunque, sciarpe (forse sarebbe meglio dire fascia colli) anche degli amici, in ogni dove e zaini aperti in qualsiasi angolo della casa, è molto meglio???
Ogni giorno mi chiedo “ma quanti zaini hanno???” e soprattutto quanti piedi hanno? io ricordo di averli avuti normali, ma forse, a forza di chiamarli animali, mi si sono trasformati in millepiedi, visto che calze e scarpe sono sempre più di 3 paia…
E perché i maschi portano a casa altri amici maschi, altrettanto disordinati, zozzi e puzzolenti come loro???
E poi, non è mica vero che si è immuni da piastre, cerette per le gambe (ahimè, sì), tagli di capelli, colore, crema per mani screpolate, burro di cacao per labbra, cremine per i brufoli, bambagia per disinfettare i buchi alle orecchie e tutti gli orecchini, da lobo, razziati, etc. etc.
Per non parlare delle sorprese che si trovano nei cassetti, quando provi a rimettere a posto i calzini non spaiati, che hanno languito per giorni sopra la scrivania, e tu, presa da un raptus di generosità, decidi di mettere un po’ in ordine, e ti penti amaramente dello slancio affettuoso, perché quello che ritrovi ti fa capire, inequivocabilmente, che i tuoi adorati pargoli sono inesorabilmente cresciuti…
E non parliamo della scuola! Solitamente (e i miei tre pargoli rientrano, tutti e tre, in questo “solitamente”) vanno abbastanza male a scuola, e che mortificazione andare ai ricevimenti…
Insomma, forse al tempo di mia mamma, avere figli maschi risparmiava da tante scocciature, ma oggi decisamente no!
L’unica cosa di cui non si parla, almeno qui da noi, è la dieta, anzi qualsiasi cosa prepari è sempre troppo poco… e un chilo di gnocchi è sembrato loro insufficiente!
Gnocchi alla salsa di basilico e curry

1 kg gnocchi (io ho usato quelli BioAlimenta)
250 g mascarpone
1 cucchiaio di curry madras 
1 scalogno
10 foglie di basilico
4 cucchiai di latte
sale
parmigiano
Niente di più semplice che fare questo primo. 
Lavate le foglie di basilico e lo scalogno e tritatelo grossolanamente. Mettete tutti gli ingredienti in un boccale alto e tritate finemente. Se vi sembra troppo densa aggiungete qualche altro cucchiaio di latte.
Cuocete gli gnocchi in acqua abbondante e salata e appena vengono a galla versateli nel condimento e mescolate.
Spolverizzate con parmigiano.
Suggerimenti:
-gli gnocchi, sebbene siano fatti di patate, non sono adatti ai celiaci, quindi comprate solo quelli con la spiga barrata;
– anche il curry potrebbe contenere tracce di glutine, per cui assicuratevi con ve ne siano.
Gnocchi with basil and curry sauce
1 kg gnocchi (I used gluten free ones)
250 g mascarpone
1 tablespoon madras curry
1 shallot
10 basil leaves
4 tablespoons milk
salt
parmesan
Nothing could be easier than to do it.
Wash the basil leaves and the shallot and chop them coarsely. Put all the ingredients in a robot and grind them finely. Add more milk, if you like more smooth.
Cook gnocchi in abundant salted water and pick them when they come on the surface. Pour in the sauce and stir.
Sprinkle with Parmesan cheese.
suggestions:
– the gnocchi, although they are made ​​of potatoes, are not suitable for coeliacs, so you have to buy only those suitable ;
– even curry may contain traces of gluten, so make sure that it hasn’t any.
A presto 
Stefania Oliveri

Il primo Giveaway

Gluten Free Travel & Living è nato solo da 6 mesi ed è già una realtà concreta.
Far parte di questa squadra mi rende orgogliosa, non solo perché le mie compagne sono super, ma perché sento che ci accompagnate con tanto affetto e stima, e, ricevere i vostri complimenti ,mi fa un enorme piacere, perché vedo che il nostro sforzo non è invano.
Le prime soddisfazioni cominciano ad arrivare e le nostre ricette sono approdate anche in edicola con la rivista A TAVOLA di dicembre.
Viaggi, medicina, raccolte di ricette a tema, consigli per i neo-diagnosticati, recensioni su ristoranti e novità sui prodotti senza glutine: tutto questo e molto altro vi offre il nostro blog.
E visto che Natale è alle porte e, secondo noi, meritate un bel regalo per averci seguite fin qui, abbiamo organizzato il nostro primo Giveaway.
Partecipare è semplicissimo.
Prelevate il banner che vedete qui sotto e inseritelo nel vostro blog per tutta la durata del Giveaway.
Lasciate un commento a questo post rispondendo a questa semplice domanda:
Qual è l’articolo di Gluten Free Travel & Living che vi è piaciuto di più e cosa, secondo voi manca nel nostro blog?
Avete tempo fino al 6 gennaio 2014
Estrarremo a sorte (random.org) il nominativo del vincitore che comunicheremo subito con un post dedicato
Cosa si vince?
A Natale ci serve qualcosa che accontenti i nostri esigenti palati e allora …continuate a seguirci e presto vi sveleremo cosa abbiamo deciso di regalarvi… e qui potete vedere un assaggio… 😉

A presto
Stefania Oliveri

Gluten Free (Fri)Day e il risotto alla zucca e funghi

Scroll down for the english version

È arrivato venerdì!

E il venerdì è dedicato alla sensibilizzazione sul GLUTEN FREE.
Gluten free vuol dire “senza glutine”, ma a me questo termine (senza) non mi piace. Perché senza è privativo. 
Ma da quando io sono celiaca, invece, ho imparato a mangiare un sacco di cibi che prima mi erano del tutto sconosciuti.
Ora, non voglio sostenere, che essere celiaci è una fortuna, ma certo mi ha insegnato a mangiare sicuramente meglio e a scoprire tanti ingredienti nuovi, così come a leggere le etichette e scoprire quante schifezze ingurgitavo prima.
Il Gluten Free(Fri)Day ha solo questo scopo, imparare qualcosa di nuovo ogni giorno di più, tutti insieme.
Sono veramente grata a tutti i partecipanti che ogni venerdì, si ricordano di questa giornata, donandoci delle ottime ricette naturalmente senza glutine!
Oggi, voglio postare un risotto.
Il riso e tutti i suoi cugini (cioè dal basmati, al venere, al rosso, al selvatico) sono tutti naturalmente privi di glutine, quindi adatto anche ai celiaci.
Il risotto è buono, piace a tutti, è trasversale, e tutti saranno contenti se lo preparerete.
Insomma, what else?

Risotto alla zucca con funghi
Ingredienti per 5 persone
450 g di riso (carnaroli o vialone nano)
400 g zucca al netto
400 g funghi (sarebbe meglio porcini)
125 g di pancetta affumicata tagliata a cubetti
3 scalogni
olio evo
1/2 bicchiere di vino bianco
una noce di burro
parmigiano
sale
prezzemolo
1, 5 l brodo vegetale (home made) 

Tagliate la zucca a dadini e mettetela a stufare con dell’olio insieme ad uno scalogno tritato. Aggiungete pochissima acqua, del sale e lasciate cuocere per circa un quarto d’ora con il coperchio.
Nel frattempo, pulite bene i funghi (dovreste strofinarli con un panno umido), affettateli e metteteli in a padella capiente, a stufare con uno scalogno tritato e la pancetta. Cuocete per una decina di minuti e condite con il prezzemolo tritato.
Quindi preparate il risotto.
Tritate il terzo scalogno e mettetelo a soffriggere (o a stufare) in una pentola capiente. Quindi versate il riso e fatelo tostare bene. Quando diventa trasparente, aggiungete il vino e fate evaporare completamente. A questo punto potete cominciare ad aggiungere il brodo caldo e mescolate. Mescolate ad ogni aggiunta del brodo. A metà cottura (10 minuti circa), aggiungete anche la zucca e metà funghi.
Infine, fuori dal fuoco, mantecate con il burro e il parmigiano.
Servite con il resto dei funghi sopra il risotto.

Suggerimenti:
– se volete potete farlo all’onda e quindi dovete aggiungere più brodo.

E questa ricetta partecipa al Gluten Free (Fri)Day, lasciate a questo link i vostri contributi e se twittate l’iniziativa, usate questo hastag #GFFD 

Grazieeeeeeee
Risotto with pumpkin and mushrooms
Ingredients for 5 people
450 g of rice ( Carnaroli or Vialone nano )
400 g pumpkin (clean)
400 g mushrooms ( porcini would be better )
125 g smoked bacon , cut into cubes
3 shallots
extra virgin olive oil
1/2 cup white wine
a knob of butter
parmesan
salt
parsley
1 , 5 l vegetable broth ( home made)
Cut the pumpkin into cubes and put it in oil with chopped shallots . Add some water, salt and cook for about 15 minutes with a lid .
Meanwhile, clean the mushrooms, slice them and put in a large frying pan , with a chopped shallot and bacon. Cook for about ten minutes and season with chopped parsley.
Now you can prepare the risotto
Chop the shallot and put to fry in a large pot . Add the rice and toast it well. When it becomes transparent, add the wine and let it evaporate completely. At this point you can add  hot broth and stir. Stir after each addition of broth. When half cooked (about after 10 minutes), add the pumpkin and also a part of mushrooms.
Finally, off the heat, stir with butter and Parmesan.
Serve with the rest of the mushrooms on top of the risotto .
suggestions :
– If you want you can add more broth.

A presto
Stefania Oliveri

Pesce al microonde e la dieta che aumentare il seno!

(Merluzzo al microonde e scroll down for the english version)
La dieta non mi piace. Ok, forse a nessuno piace, ma in questo caso, mal comune NON è mezzo gaudio.
La dieta proprio non fa per me.
Cioè, in realtà io seguo sempre la dieta… senza glutine, perché dovrei sottopormi ad ulteriori stress?
Poi ti imbatti in una serie di diete assurde, dalla Ducan, che ti fa ingerire solo proteine, alla Zona, (che  poi, vorrà dire dieta a zona? Se sono di Palermo centro devo mangiare diversamente da quelli dello Zen?), alla dieta a Punti (e anche lì, modestamente, avrei una discreta raccolta), alla Atkins e via dicendo.
Per non parlare di quelle che dipendono da una scelta alimentare di tipo religioso o altri: quella vegetariana, o vegana, quella pescetariana, quella macrobiotica, ecc. ecc.
Forse, fosse anche per un giorno solo, le ho provate quasi tutte, spinta dal mio desiderio di dimagrire in fretta senza fare grossi sacrifici, e quando ho capito che i sacrifici erano maggiori dei chili persi, ho deciso subito di interrompere.
E però, ultimamente ne ho vista una che, forse, mi convincerebbe anche a seguirla, e cioè la dieta del dott. Bolio. Questo dottore, è ninetepopòdimeno che il nutrizionista delle stelle (e non parlo quelle del firmamento celeste) e se tanto mi da tanto, i risultati si vedono… 
Lui ha inventato una dieta che fa aumentare il seno, senza interventi chirurgici…
Cioè, per una come me che si spaventa da morire pure quando vede un aghetto, magari potrebbe essere proprio la panacea del caso… anche se io non sono una stella… ma una FornoStar, sì!
E allora, se fra una settimana, vedrete spuntare prima il mio lato A, di quello B, saprete che l’ho seguita fino in fondo, oppure, … solo che non ha funzionato! 

Da quando sono stata a Cagliari e lo chef Pomata ci ha fatto una lezione di cucina, ho deciso che devo utilizzare più spesso il microonde. Ho scoperto che tutto si semplifica e soprattutto che tutto si velocizza… Vi pare poco?

Merluzzo al microonde
2 merluzzi
10 pomodorini
1 peperoncino fresco
1 scalogno
1 ciuffo di prezzemolo
sale
olio evo

Fatevi eviscerare e pulire i merluzzi dal pescivendolo, così a casa dovrete solo sciacquarlo bene sotto acqua corrente.
Mettete i pesci in una pentola in pirex, insieme ai pomodorini tagliati in quarti, il peperoncino tagliato a rondelle, dopo aver eliminato i semini interni, lo scalogno tritato, un giro d’olio e del sale e coprite con il coperchio.
Quindi mettete al microonde, alla massima potenza per 5 minuti (o fino a quando l’occhio del pesce non è diventato bianco).
Servite con un trito di prezzemolo.
Ottimo e facilissimo.

Cod with microwave
2 cods
10 cherry tomatoes
1 fresh chilli
1 shallot
1 sprig of parsley
salt
extra virgin olive oil
Let gut and clean the cods by the fishmonger, so at home you just have to rinse it under running water.
Place fish in a Pyrex pan, with the chopped tomatoes into quarters, the slices of red pepper, after removing the seeds inside, chopped shallots, a dribble of olive oil and salt and cover with the lid.
Then put in the microwave on full power for 5 minutes (or until the eye of the fish did not become white).
Serve with chopped parsley.
Very good and easy.

A presto
Stefania Oliveri