Lunedì da… maiale! Riso venere, zucca e salsiccia

Non aprite quell’armadio!
No, non è il titolo di un film, ma quello del mio incubo sì!
Il lunedì è il giorno peggiore della settimana. Quello che quando ti alzi vorresti già archiviarlo. Ma se a questo si aggiunge l’apertura dell’armadio dei tuoi pargoli, sai già che odierai i lunedì a venire, per il resto della tua vita.
E allora,perché aprirlo di lunedì? Perché le disgrazie non vengono mai sole.
E così giusto per togliere le lenzuola dai letti e mettere la lavatrice prima di andare a lavorare, vedo dei calzini (puliti) sulla sedia,  che stazionano da giorni, dopo che avevo chiesto ai pargoli, espressamente, di  conservarli nel cassetto dedicato ad uopo.
Dopo un primo momento di incaz… di disdetta, decido che sono una mamma amorevole e che li metto a posto io… ARGHHHHHHHHHHH!
Passo subito al dunque e, per decenza, non scriverò quello che ho trovato dentro l’armadio e dentro i cassetti e come li ho trovati (e tacerò anche dei cornetti di mais al formaggio sparsi per ogni dove).
Vi basti sapere che ho buttato ben 5 paia di scarpe, più un paio di ciabatte estive, tutte, rigorosamente, bucate e che, invece, ho ritrovato dopo ben tre lunghissimi anni, le lucine di natale!
Ingredienti
per 5
750
g di zucca
250
g di riso nero venere
2
cipolle
olio
di oliva extra vergine
noce
moscata
semi
di finocchio
300
gr di salsiccia senza il budello
Portate
e bollore dell’acqua in una pentola, salate e fae cuocere il riso per 35/40
minuti circa. Non preoccupatevi se l’acqua diventa nera, è del tutto normale.
Mondate la zucca e tagliatela a tocchetti piccoli. Affettate finemente le cipolle. Versate l’olio in una casseruola col fondo pesante e fatevi rosolare le cipolle per 10
minuti a fuoco medio-basso. Quindi aggiungete la zucca, salate, coprite e cuocete per 5 minuti a fuoco medio. Quindi, bagnate
con l’acqua calda e fate cuocere per 20 minuti, circa. Frullate una crema.
Distribuite la crema (a specchio) sul fondo di un piatto e poi il riso. Potete usare una scodella, per formare una cupola di riso. Nel frattempo, in una padella scaldata, fate cuocere a fuoco medio basso, la salsiccia, che si tosterà. Aggiungete dei semi di finocchietto. Quindi condite con la salsiccia e una lacrima di zucca. Servite caldo.
Suggerimenti:
– tutti gli ingredienti sono naturalmente senza glutine;
-il riso venere è nero di suo, non è aromatizzato al nero di seppia, e ha un sapore buonissimo oltre che profumatissimo, quindi è buono anche solo bollito. L’unico inconveniente è che deve cuocere tanto.
E infine, è con onore che vi annuncio che oggi su MTCblog c’è una rubrica che si intitola “Scacco al glutine” che “vuol essere un prontuario di consigli, di suggerimenti, di trucchi per poter realizzare ogni piatto, con risultati altrettanto soddisfacenti e gustosi- e in più, la soddisfazione di aver dato al Glutine un grande scacco”. E oggi l’articolo è a nome mio e parla di pasta fresca senza glutine e senza uova!

Minestra di verza, broccolo e lattuga per un olio toscano speciale

Mi piace assai!
Ovviamente mi piacciono assai i suoi libri!
Sono semplicemente perfetti!
Pur essendo senza foto…
Non sono una che fa critiche centrate. Le persone, i libri, le cose o mi piacciono o non i piacciono. That’s all! E lui e i suoi libri mi piacciono.
Ma sono certa che sarete in tanti d’accordo con me!
Lui ama la buona cucina e la promuove, senza fronzoli.
Ed è per questo che mi piace, anche se, invece io sono una da fronzoli.
Ladies and gentlemen, mesdames et messieurs, sto parlando proprio di lui: Allan Bay!
E mentre voi state leggendo questo post, io sono alla sua conferenza, a Palermo, a Palazzo Branciforte… Sono semplicemente in visibilio!

E ora la ricetta!
Ogni volta
che ne assaggiò uno nuovo penso che sia il migliore che abbia mai provato. La
verità è che quando la qualità c’è, si vede e si sente!

Il
problema vero è che tanti non avranno mai occasione di assaggiare certe
prelibatezze e non perché non lo capiscano, ma perché non ne hanno la
possibilità e, purtroppo, il numero cresce ogni giorno. Perché la qualità costa
e quindi si paga. E chi se la può permettere? Pochi e i soliti. Invece, penso
che la qualità e la bontà dovrebbero essere un diritto… Grazie
all’Associazione Città dell’Olio, che si batte per far conoscere e diffondere
le eccellenze del nostro territorio, io ne ho avuto la possibilità.
Stavolta è
toccato ad un olio toscano, tosto, profumatissimo.
La prima
prova è stata fatta sul pane ed è stato duro smettere di mangiarlo.
Così ho
voluto celebrarlo con una zuppa, una minestra, fatta con verdure di stagione. Una cosa semplice, che fungesse da “fetta di
pane”… Un sapore neutro che ne esaltasse tutte le qualità.
Infine,
non voglio far torto a nessuno, ma secondo il dolce doppio è il migliore che
abbia mai assaggiato…



Minestra
di verdure
Spaghetti
Garofalo
1 lattuga rotonda (piccola)
1 verza piccola
2 cimette di broccolo
4 carote grandi
1 ½ cipolla dorata
curcuma
curry
sale rosso
yogurt
Olio extravergine d’oliva Bardi “Terre di Siena”
Basilico
Per prima cosa bisogna preparare un buon minestrone.
Mondate e lavate le verdure e tagliatele a pezzi (anche grossolani, tanto poi
si frulla tutto). Quindi, in una casseruola di medie dimensioni, fate
soffriggere una cipolla e le carote. Aggiungete la verza, la lattuga e il broccolo. Unite
dell’acqua minerale, quanto basta a coprire le verdure. Fate cuocere una
ventina di minuti. Aggiustate di sale, aggiungete le spezie e frullate. 
In una pentola mettete a bollire dell’acqua insieme ad un po’ di verdure. Appena comincia a bollire, calate la pasta spezzettata. Fate cuocere 2 minuti in meno di quanto c’è scritto sulla confezione.
Servite con dello yogurt, spolverizzate del sale rosso, fate un bel giro d’olio e servite con una foglia di basilico.

Questa ricetta fa parte di un progetto più ampio che vede coinvolta altre carissime amiche per la diffusione della cultura dell’olio promossa dall’Associazione Città dell’Olio.

Le altre ricette le trovate da:
Patty, Andante con Gusto,
Teresa, Scatti Golosi, 
e da Fausta, Caffè col cioccolato

Timballo di pasta di una accumulatrice seriale

Ho scoperto, da poco, di essere una accumulatrice seriale e, per giunta, senza distinzione di oggetto.
Ho la casa stracolma di tutto: mobili, quadri, soprammobili, cuscini, sopraporta, tazze, tazzine, piatti, bicchieri, posate. L’unica cosa che mancano sono i centrini, per il resto, c’ho tutto!
Anche di vestiti sono un’accumulatrice seriale.
Nel mio armadio c’è ancora il tailleur delle laurea, che ovviamente non mi entra più nemmeno se mi faccio l’anno e mezzo di ginnastica che mi si prospetta e nemmeno se la faccio tutti i giorni… ma io lo tengo lì, perché è bello, è “buono” ed è un ricordo…
A dirla tutta, ho anche la prima felpa che ho comprato al superiore… quando ero ancora un’alunna, però. Quel Topolino ammiccante e sorridente, su un rosso sgargiante, che con gli anni è diventato arancione, non me la sento proprio di abbandonarlo nel cassonetto, nemmeno quello differenziato!
Non che speri di rimetterla, e a dirla tutta non l’ho messa nemmeno da ragazzina, perché l’abbigliamento sportivo non faceva per me nemmeno a 15 anni, figuriamoci adesso!
Ma proprio, non posso. Punto!
Quando abitavo con i miei, mia mamma, periodicamente mi faceva sparir qualcosa. Io me ne accorgevo regolarmente due anni dopo, ma era troppo tardi.
Quando mi sono sposata avevo una casa enorme. Riempita all’inverosimile già prima di entrare.Poi sono arrivati i figli, e gli spazi si sono dimezzati. Poi abbiamo cambiato casa e gli spazi si sono rimpiccioliti ulteriormente, avendo esigenze diverse da soddisfare.
Adesso sono arrivata al punto che non riesco a chiudere più il mio armadio… Ma la cosa grave è che è una cabina armadio…
Per pentole e suppellettili casalinghi , ormai i miei si sono rassegnati, se li trovano anche nei cassetti della loro biancheria…
Non fanno eccezione nemmeno le foto.
Ho una serie infinita di foto che rimangono lì, accumulate sul computer, da quando ho aperto il blog. Foto brutte, alcune bruttissime, spesso tutte uguali, ma che comunque non riesco a buttare. Ho, addirittura, comprato un hard disk esterno per conservare quegli obbrobri…
E però, stavolta una di quelle foto fatte in serie, che non mi piacciono e che non ho avuto il coraggio di buttare (anche se risalgono solo ad un mesetto fa), mi è tornata utile.
Perché un’amica che ha un blog senza glutine ha indetto un bel contest in cui l’argomento è “il timballo”. Le avevo scritto rammaricando che non avrei potuto partecipare a causa di tutti gli impegni che ho per adesso…
Poi l’illuminazione! Il mio buon timballo di pasta, offerto al solito compagno di scuola che viene a studiare a casa nostra, che mi ha fatto i complimenti, perché, come si dice qui, “è venuto a scoppo” e non si aspettava il menù proposto. In realtà, è stato solo fortunato, deve essere nato sotto una buona stella, perché il timballo era nato per riciclare un broccolo lessato il giorno prima, che non poteva essere ripresentato sotto la stessa veste, pena ammutinamento dei pargoli.
Da quel giorno i miei pargoli, sperano che il compagno venga a mangiare ogni giorno… ma per fortuna non è così!

Timballo di pasta con broccoli, olive e pancetta affumicata
Anelletti senza glutine BiAlimenta
broccolo lessata
olive nere (erano verdi perché ho scoperto che quelle nere non erano nella mia ex fornitissima dispensa)
una confezione da 250 gr di pancetta affumicata
1 scalogno
parmigiano
olio evo
Lessate le cimette del broccolo e alcune foglie con abbondante acqua salata. Tritate finemente lo scalogno e fatelo soffriggere brevemente. Aggiungete le cimette e la pancetta e fate saltare per pochi minuti. Fate cuocere la pasta per la metà del tempo indicato sulla confezione. Dovrete scolarla al dentissimo (immangiabile). Tagliate le olive a rondelle  e mescolate il condimento con la pasta. Condite con parmigiano e mettete in una pirofila un po’ unta di olio (se volete la crosticina croccante usate della farina per polenta) e versate la pasta. Quindi spolverizzate con parmigiano e mettete in forno a 200° fino a quando non avrete una bella crosticina dorata. Servite calda.
Suggerimenti:
– il formato di pasta deve essere piccolo, ma non necessariamente gli anelletti, che sono un tipico formato siciliano.
Con questa ricetta partecipo al contest di Marcella di Celiaca per amore. Scade il 30 gennaio!

A presto
Stefania Oliveri

Come ti faccio la pasta senza glutine e senza uova: sono anche una PICI STAR!

 
Pasta senza glutine e senza uova: i pici
 
Ogni mese, mi sembra che la sfida dell’MTC, per noi celiaci, sia sempre più difficile. Abbiamo iniziato con la pasqualina, abbiamo continuato con il pane dolce del sabato e adesso anche la pasta fresca, per giunta senza uova!
Impresa titanica per i celiaci! Non solo senza glutine, che è quello che rende elastico ogni impasto, ma pure senza uova… E che cosa tiene insieme la farina? Scettica, impegnatissima e demoralizzata, avevo in mente di gettare la spugna. Un gna posso fa’!…

E però… e però l’MTC è una una droga, ma soprattutto è una sfida con me stessa!

Possibile che non sia mai stata fatta la pasta senza glutine e senza uova?
Possibile.
Nessun riferimento nell’etere. Luca Barbieri a parte… che però non ha dimenticato di documentare il risultato finale.
Non mi rimaneva che sperimentare!
Mille dubbi: mi troverò una poltiglia nella pentola? E dopo tutta la fatica di fare i pici, tutta da sola, un sabato pomeriggio, invece di uscire a rilassarmi, mentre marito e figli sono altrove, riuscirò ad assaggiare una cosa semi decente?
Ma la mia follia è più forte del mio buon senso e così ho dedicato il mio tempo quasi libero, a “piciare”.
Solo 250 gr di farina, mica volevo buttare la farina senza glutine, che vale più dell’oro… e soprattutto mica volevo buttare il poco tempo libero per ritrovarmi una poltiglia informe nell’acqua…
Mi armo di buona pazienza; cuocio il finocchietto, miracolasemente portato dal dolce doppio, quasi mi avesse letto nel pensiero; comincio ad impastare, poi faccio riposare dentro un sacchetto. Poi riprendo il tutto e comincio a stendere…” WOW! E’ elastico ‘st’impasto!”
Comincio a piciare. Non faccio la fanatica e mi tengo su un formato corto, circa 20/25 cm (quasi quanto i miei tacchi), non di più!
Li stendo ad asciugare su un aggeggio comprato all’Ikea con l’idea che prima o poi mi servirà… E mi è servito!
PICI 7556
 
Faccio asciugare 3 ore…
Sabato sera.
“Usciamo?”
“No, ma dai, rimaniamo a casa, ti faccio i pici per cena…” propongo interessata.
“no, non ho fame…”
“C O M E???”
Ok, mi rassegno. Metto tutto dentro ad un contenitore e domenica si mangiano pici…
No, domenica si va da sua sorella, fa il compleanno…
ARGHHH! Allora lunedì.
Ma vedo la fine dei pici e di tutto il lavoro passato a piciare…
Morale della favola: sono stati in frigo due giorni, dentro una scatola di plastica e li ho cotti lunedì a pranzo, in quell’unica mezz’ora fra la scuola e il corso pomeridiano… Tanto li ho cotti solo 3 minuti…
Bene. Il picio ha mantenuto forma, consistenza, sapore… ed è stata inoltrata richiesta di bis…
Ma stavolta, o mi aiutano tutti, o non si picia più!
 
E dopo tutta questa pappardella (ma non stavamo parlando di un altro formato di pasta?), passo alla ricetta… o quasi.
Prima di tutto devo confessare che, spendendo tutte le mie energie nel riprodurre una sfida senza glutine, me ne restano pochissime per pensare anche ad un condimento decente. E’ andata così con la pasqualina, ed è stato così anche per i pani dolci del sabato… E va così anche stavolta!
Se fossi più furba e soprattutto se volessi davvero vincere, avrei aspettato di avere anche delle belle sarde per il condimento di questi pici. E invece, ho voluto fare i gattini ciechi e non ho aspettato di averle. Ma Patty ha detto che i pici sono un cibo povero e di terra… e allora la mia versione è assolutamente in tema!
 
Pici con le sarde… a mare!
In ogni caso questo è un piatto della tradizione siciliana, forse addirittura palermitana, quando i pescatori non riuscivano a prendere nemmeno le sarde, e i contadini facevano finta di averle nel piatto.



Ingredienti (di Luca Barbieri): (per 4 porzioni)

250 gr. mix per pasta fresca setacciata (io L’Altro Gusto*
)
120/135  ml  acqua
10  ml. olio extra vergine di oliva
*l’indicazione della marca della farina non è a scopo pubblicitario, quanto a scopo informativo, perché ogni farina è diversa dall’altra, e farine diverse, danno risultati diversi.
Ho messo la farina dentro una ciotola e ho fatto un buco al centro, dove ho inserito l’olio e l’acqua. Con una forchetta ho cominciato a mescolare prendendo un po’ di farina dai lati e portandola al centro. Quando ho incorporato tutta la farina, ho messo tutto su una tavola di legno e ho impastato (brevemente, anche perché non credo che sbattendola a lungo si sviluppi il glutine che rende gli impasti elastici…)
In ogni caso ho impastato fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico che ho fatto riposare qualche minuto avvolto nella pellicola. L’impasto tende a seccarsi, per cui lasciatela dentro l’involucro di pellicola fino al suo uso.Anche in questo caso la percentuale di acqua può leggermente oscillare a seconda del mix prescelto, io ne ho messo 135 ml. di cui qualche cucchiaio di quella del finocchietto.
Quindi ho steso la pasta, ho fatto delle strisce di un centimetro e poi le ho arrotolate con le mani e le ho stese sulla aggeggio di cui sopra per tre ore. 

Condimento:
Finocchietto
scalogno
uvetta passa
pinoli
10 filetti di acciughe
un cucchiaino da caffè di pasta di acciughe
Lavate il finocchietto e fate bollire per una decina di minuti in acqua salata. Tenete da parte l’acqua di cottura e tritate il finocchietto al coltello. In una padella capiente, fate soffriggere lo scalogno tritato (di rigore ci vorrebbe l’aglio, ma, ormai lo sapete il dolce doppio non lo tollera…) e aggiungete le acciughe e la pasta di acciughe e fate sciogliere. Aggiungete anche il finocchietto e fate insaporire per qualche minuto. Quindi aggiungete l’uvetta, precedentemente messa a bagno, scolata e strizzata e i pinoli. Fate cuocere ancora per qualche minuto.
Nell’acqua di cottura del finocchietto, lessate i pici. Ci sono voluti solo 3 minuti. Quindi saltate brevemente i pici nel condimento e servite.
Spolverizzate con pangrattato fritto con dell’olio e salato.

Suggerimenti:
-suggerimenti? Nessuno! Era tutto perfetto! 
Modesta? Assolutamente e solamente onesta! 😉

Con questa ricetta partecipo all’MTC di gennaio con la sfida proposta da Patty di Andante con gusto.

A presto
Stefania Oliveri

Rifatte senza glutine: il plumcake di Anna

L’ultima
moda dei ragazzi, è quella di indossare le
magliette a maniche corte anche di inverno. Così, all’interno della mia classe,
dove con 15 gradi esterni, si raggiungono temperature da -2, tutti i miei alunni
stanno a maniche corte, ma con un bellissimo sciarpone al collo. La spiegazione
ufficiale è che sentono caldo, neanche
fossero in menopausa. La verità, invece, è che devono mettere in mostra i loro bei bicipiti.
Ovviamente,
non fa eccezione il pargolo n.1, che, indossa solo le magliette
a maniche corte e se proprio si vuole coprire, aggiunge un gilet, con cappuccio, due
misure più piccole. 
“Fa caldo”
continua a dirmi mentre io e i suoi fratelli indossiamo
maglioni di lana e felpe.
“E
la tosse che non ti lascia?” rintuzzo.
“Che c’entra…” è l’unica risposta che riesce a
darmi, anche perché, immagino, che anche i suoi
neuroni stiano morendo dal freddo o siano addirittura ibernati per fornire una
risposta logica (sempre che ce li abbia…)

Passiamo alla ricetta di oggi. Proviene direttamente dal blog di Anna “Un po’ di briciole in cucina”. 
E’ un plumcake ottimo per la prima colazione, da inzuppare in una bella tazza di latte fumante. Io ho seguito esattamente la sua ricetta, senza cambiare una virgola (almeno una volta ci sono riuscita!) e fa parte del nostro progetto mensile legato alla Rifatte senza glutine. Un’iniziativa volta a sensibilizzare maggiormente, chi celiaco non è, verso una conoscenza più approfondita della dieta senza glutine, ma soprattutto per dimostrare che senza glutine, non vuol dire senza gusto… Come lo dimostrano tutte le ricette finora realizzate.
Se volete partecipare, il prossimo mese, basterà realizzare questa ricetta e postarla il 15 febbraio alle ore 9. Tutte insieme!

Al 15, allora!

PLUMCAKE di Anna
250g di farina per dolci l’Altro Gusto, in mancanza si può usare il Mix Di Farine Senza Glutine Per Impasti Lievitati
90g di burro
80g di zucchero
150ml di latte
1/2 bustina di lievito per dolci
2 uova
1 pizzico di sale (unica omissione)
Separate gli albumi dai tuorli e montate i primi a neve ferma.
In una ciotola mettete la farina, i tuorli, lo zucchero, il burro e lievito sciolto nel latte tiepido. Amalgamate tutto, fino a che l’impasto è diventato omogeneo. Aggiungetegli albumi all’impasto, delicatamente e mescolando dall’alto verso il basso.
Versate in uno stampo da plumcake e poi in forno già caldo a 180°c per 30 minuti circa. Sfornate e lasciate raffreddare.
Plumcake solo da prima colazione.

A presto
Stefania Oliveri

Un dolce facilissimo: ancora solo tre ingredienti! Senza farina, senza uova e anche senza panna!

Non mi bastava il mio lavoro…
Non mi bastava essere anche mamma e casalinga…
Non mi bastava fare la spesa…
Non mi bastava il blog…
Non mi bastava cucinare mattina e sera, fare le foto, scrivere i post…
Non mi bastava la palestra…
No, non mi bastava!
Avevo proprio bisogno anche di un corso pomeridiano, tre volte a settimana, più una mattina…
Un bel corso di cucina vegetariana e senza glutine…
Alla fine non se se mi raccoglieranno con il cucchiaino…
M a nel frattempo sono molto felice… Stanca, ma felice!

E allora, qualcosa deve essere trascurato, ovviamente è la dieta! Il bucato non può aspettare, il lavoro non deve essere intaccato, mamma non posso smettere di esserlo…
Però le ricette devono essere facili, che più facile non si può e goduriose, perché con tutto il da fare che ho, non posso mica privarmi di una coccola!

Pop corn dolci al cioccolato … rosa
Quando vi dicevo che vi auguravo un anno in rosa, era proprio riferito a questo. Viste le ultime difficoltà, ho deciso che, comunque, voglio indossare quegli occhiali che mi fanno vedere tutto migliore… E allora perché non colorare di rosa anche i pop corn e aiutare un po’ la vista?

Niente di più facile! Mettete i pop corn dentro un contenitore che può essere messo dentro al microonde. Chiudete con il coperchio adatto e fate cuocere dentro al microonde, alla massima temperatura fino a quando non scoppieranno tutti. Ogni tanto scuotete il contenitore e levate quelli già pronti.
Nel frattempo preparate il cioccolato.
Tritate il cioccolato bianco 250 gr di cioccolato bianco e fatelo sciogliere al microonde ad una temperatura media.  Mescolate ogni minuto, fino a quando non è completamente sciolto. Aggiungete del colorante rosso, per farlo diventare rosa… Io ne ho messo davvero un pizzico, e mescolate. Versate  sul popcorn, steso su carta forno e amalgamate un po’. That’s all!

A presto (lo spero)
Stefania Oliveri

Dolce con soli tre ingredienti: senza farina, senza uova, senza lievito

(In questo post Lemon Posset con limoni canditi)
“Se potessi avere 10.000 euro al mese, senza esagerare, sarei certa di trovare tutta la felicità”… Per la verità la canzone recitava “1000 lire”, ma seguendo l’inflazione, il corrispettivo sarebbe equiparabile a tanto. Ora, se questi 10.000 euro potessi anche averli senza dover lavorare, sarebbe la favola che si realizza…
Con 10.000 euro potrei davvero fare tante cose e realizzare tutto quello che desidero… Volendo, potrei anche lavorare per guadagnare 10.000 euro al mese… e lo farei molto volentieri!
Con l’augurio che tutti si possa arrivare a questi standard… tanto i sogni non costano niente! 
Nel frattempo, mi sono consolata con una ricetta super mega facilissima, se non posso guadagnare tanto, almeno cerco di risparmiare. 
Chi non la conoscesse, deve provarla, perché dà grandi soddisfazioni! 
Ottimo fine pasto per mantenersi leggeri e sgrassare la pesantezza di un pranzo, come quelli appena passati, anche se, certo, non si può definire una ricetta light…
Una ricetta dolce, che non prevede l’uso di uova, di forno, di farina (soprattutto), di lievito, di burro… Solo con tre ingredienti avrete un dolce davvero sublime.
Nella sua madre patria, si chiama Posset e chi me l’ha fatto conoscere è la Recipe-tionist di questo mese Giulia nel suo Love at first bite



Lemon posset di Giulia di Love at first bite

Per il Lemon Posset
600ml di panna fresca
150g di zucchero
2 limoni grossi (buccia + succo) io quelli super bio dell’alberello di mio fratello
Per i Canditi di Limone
Zucchero e Acqua in quantità eque (io davvero pochissimo)
2 limoni grandi
Zucchero
Preparare il Lemon Posset
Mettete in un pentolino con il fondo spesso sia la panna che lo zucchero. Portate a bollore, con fiamma dolce, e lasciate bollire per circa tre minuti.Lasciate raffreddare e aggiungete sia il succo che la scorza del limone (tritata finissima , meglio ancora se grattugiata) e mescolate bene.
Versate il posset in 6 biccherini da dessert e lasciate riposare e indurire nel frigo per circa 3 ore.


Per i canditi al limone:
Lavate per bene i limoni. Pelateli, facendo attenzione a non prelevare anche la parte bianca. Quindi tagliatele a julienne. In un padellino mettete le bucce, coperte d’acqua e fatele bollire per 6 minuti. Forse l’operazione dovrebbe essere ripetuta tre volte, ma io l’ho fatto una sola volta). In una padella mettete le bucce scolate e copritele con acqua fredda (quella che serve per coprirle) e con la stessa quantità di zucchero. Portate a bollore a  fuoco dolcissimo finché i limoni diventano quasi lucidi. L’acqua e lo zucchero dovrebbero iniziare ad addensarsi. Ci vorranno circa 10-15 minuti, ma se mettete poca acqua come ho fatto io, anche meno. Mettete ad asciugare (non toccatele con le mani, altrimenti vi ustionate) su un foglio di carta da forno e, una volta raffreddate, passatele nello zucchero in modo da ricoprirli interamente di zucchero. Guarnire i bicchierini con le bucce candite.

Suggerimenti:
– questo dolce è completamente e naturalmente senza glutine;
-potete servirlo con dei biscotti secchi o accompagnamento ad una torta; noi l’abbiamo mangiata così in purezza ed era buonissimo lo stesso.

Con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist di questo mese

A presto
Stefania Oliveri

Cioccolata homemade per il Befana Day!

Volete fare una dolce sorpresa alle vostre amiche e regalare loro una coccola per il giorno peggiore dell’anno? Questa è la soluzione: un meraviglioso barattolo per preparare facilmente una tazza fumante e strepitosa di cioccolata … E ai chili di troppo, ci si pensa solo dopo la befana!
Il regalo, secondo me, DEVE essere fatto seguendo alcuni principi fondamentali: il riciclo.
Per questo io ho raccolto tutti i barattoli più belli che ho usato durante l’anno, li ho puliti, sterilizzati e conservati. Ho poi dipinto il coperchio con un colore nero lavagna,volendo si può scrivere qualcosa con i gessetti e se avete una buona calligrafia – non come la mia – potete scrivere le istruzioni proprio sul tappo. Altrimenti, fate come me e utilizzate un centrino in carta per cupcakes. 
Va da sè, che potete reinterpretare, come meglio credete, la cosa… 

PREPARATO PER CIOCCOLATA IN  TAZZA
Ingredienti per ogni barattolo (cioè circa per 4 tazze):
60 gr di cioccolato fondente dal 50% (io in goccino, ma potete usare la tavoletta e tritarla)
16 gr di cacao
amaro in polvere (io Venchi)
33 gr di zucchero di
canna
33 gr di zucchero
semolato
40 gr di fecola di
patate
come
prearare la polvere per la cioccolata:
Mettere il primo strato di zucchero bianco. Il secondo strato di cacao (non è necessario setacciarlo). Il terzo strato di fecola. Il quarto strato di zucchero di canna (aiutatevi con un imbuto per inserirlo, facendo attenzione a muoverlo intorno al barattolo). E l’ultimo strato di cioccolato fondente. That’s all!
Per fare la cioccolata, chi riceve questo preparato, deve prima mescolare tutti gli ingredienti e poi prelevare 3 cucchiai per ogni 150 ml di latte.
Su ogni vasetto che ho
messo anche la ricetta e le dosi per usarla.
PREPARAZIONE DELLA CIOCCOLATA CALDA
IN TAZZA:
per ogni tazza usate 3 cucchiai di
preparato per cioccolata, unite 150 ml di latte freddo e sul fuoco fate
scaldare fino a bollore. Fate bollire per un minuto sempre mescolando,
togliete dal fuoco e versate in tazza.
Sono state troppo brave le mie amiche per ricevere carbone! 😀

Buona Befana
A presto
Stefania Oliveri