Mousse light alle fragole, senza uova, senza zucchero, senza lievito e farina.

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Sarei a dieta.
E non ho sbagliato il verbo…
Oppure posso dire che sono a dieta un giorno sì e un giorno no.
O anche, sono a dieta a pranzo e non a cena, o viceversa.
Onde, per cui, la quale, soffro tutte le privazioni della dieta, ma non dimagrisco perché quando non sono a dieta mi scofano tutto quello che non ho mangiato quando lo ero…
A mia parziale discolpa posso solo dire che lo faccio per amore del blog, dei miei pargoli, del mio dolce doppio e dei miei amici che mi invitano fuori.
Cioè, non pensate che sia abbastanza triste vedere una persona che non mangia?
E io sono troppo altruista per mettermi a dieta!
In ogni caso, ci tento, e soprattutto cerco di far mangiare la frutta ai pargoli che non la amano tanto.
E così è nata questa mousse. 
I pargoli hanno sentenziato che sembra quasi gelato e l’hanno adorata.
A fronte di 15 minuti di lavoro e due ore di attesa, e poche calorie, anzi davvero pochissimo (visto che ho anche usato delle coppette mignon), devo dire che il gioco ne è valsa la candela.
E quando mi scofanerò un dolce non proprio light, penserò di aver compensato con questo! 😉

Mousse light alle fragole (per 6 coppette piccole)
250 gr di fragole fresche
1 cucchiaio abbondante (ma anche due) di sciroppo di miglio (Baule Volante, per adesso è l’unico senza glutine)
il succo di un limone grande
4 gr di colla di pesce
50 gr di ricotta di pecora freschissima
Lavate accuratamente le fragole e togliete il picciolo. Quindi mettete dentro un contenitore stretto e lungo e frullate con il minipimer (va bene qualsiasi elettrodomestico abbiate). Aggiungete la ricotta e frullate ancora per poco.
Nel frattempo fate ammorbidire per 10 minuti circa la colla di pesce con dell’acqua.
A parte scaldate il succo del limone e lo sciroppo di miglio (potete usare anche del miele).
Strizzate la colla di pesce e fatela sciogliere dentro il succo di limone e miglio caldi, mescolando.
Versate nelle coppette e mettete in frigo per almeno due ore.
Decorate con delle fragole
That’s all!

Suggerimenti: se usate l’agar agar, e non usate il miele, il dolce è anche vegano!

Mousse with strawberries (for 6 small cups)
250 grams of fresh strawberries
1 tablespoon (but even two) of millet syrup 
the juice of a big lemon
4 g of gelatin
50 grams of fresh ricotta
Wash the strawberries and remove the stems. Put in a tight container and blend (you can use any robot). Add the ricotta and blend briefly.
Meanwhile let soften gelatin for about 10 minutes with water.
Aside heat the lemon juice and millet syrup (you can also use honey).
Squeeze the gelatine and let it dissolve in the hot lemon juice and millet, stirring.
Pour into cups and refrigerate for at least two hours.
Decorated with strawberries
Tips: If you use agar agar, and do not use honey, the mousse is also vegan!
Con questa ricetta, e per il rotto della cuffia, partecipo alla raccolta del mese di maggio di Salutiamoci, ospitato questo mese da Nicole nel suo Ricetteveg

A presto
Stefania Oliveri

Riso thailandese e faccio anche i miracoli!

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Miracolo!
Sì, adesso faccio anche i miracoli!
Almeno, questo è quello che sostiene la mia collega.
E’ cominciato così…

“Come si fa la pasta col pesto?”
“Beh, è abbastanza semplice” esordisco io, ma lei mi ferma e mi dice “tu pensi, ma io ho bisogno proprio dell’ABC della cucina. Ad esempio, mi devi dire che devo mettere il sale perché altrimenti io non lo metto…”
“Bene” penso “spero di non dimenticare cose che do per scontato perché il suo insuccesso, sarà colpa mia…”
Nel frattempo che io penso, lei aggiunge “le mie figlie dicono che fino a quando cucinerò io, loro non avranno problemi di linea…” e ride.
Rido anche io di cuore, ma penso che stia messa proprio male.
Così cominciamo il lento cammino di alfabetizzazione culinaria.
Spesso mi ripete che dovrei essere con lei a casa sua mentre cucina, perché non sa come fare.
Oppure, di prima mattina, appena mi incontra mi dice: “pensavo proprio a te, che pasta faccio oggi alle mie figlie? Però qualcosa di semplice!”
Invece, due giorni fa, appena mi incontra, esclama felice: “hai fatto il miracolo!”
La guardo interdetta, penso a tutto e non trovo l’ambito del mio operare…
“Sì, hai fatto il miracolo in cucina!”
“WOW!” penso.
“Sono riuscita fare il pesce al cartoccio e mi è venuto bello morbido e non stopposo come al solito, e il merito è tuo!”
Insomma, si comincia con poco, chissà se riuscirò a camminare anche sull’acqua… 



Riso Thailandese (da un’idea di L’Enciclopedia della cucina internazionale, India, Thailandia, Sudest asiatico, n.22, La biblioteca di Repubblica)
250 gr di riso basmati
2 cucchiai di olio evo
1 cipolla
mezzo cucchiaino di curcuma
2 dl di latte di cocco
erba cipollina
3 bacche di cardamomo schiacciate
2 frittate tagliate a striscioline
peperoncino
1 cipolla fritta

Sciacquate il riso abbondantemente.

Scaldate l’olio e soffriggete la cipolla e la curcuma, finché le verdure non saranno appassite.
Versate il riso e mescolate per fare insaporire.
Unite 3 dl di acqua e il latte di cocco, aggiungete l’erba cipollina e il cardamomo. Coprite e cuocete a fuoco dolce per 12 minuti o fino a quando non si sarà assorbito tutto il liquido.
Togliete la padella dal fuoco e coprite la padella con un panno pulito e poi coprite col coperchio e fate riposare per 15 minuti.
Preparate nel frattempo le frittate, soltanto con uova e sale e se volete un po’ di peperoncino. Tagliatele a striscioline e servite il riso con la frittata, la cipolla fritta e una spolverata di curcuma.

Suggerimenti:
Se volete potete aggiungere del pomodoro a fette e del cetriolo.

Thai rice
250 grams of rice
2 tablespoons extra virgin olive oil
1 onion
half a teaspoon of turmeric
2 dl coconut milk
chives
crushed cardamom pods
2 omelet cut into strips
pepper
1 onion fried
Rinse the rice thoroughly.
Heat the oil and fry the onion and turmeric, until the vegetables are soft.
Add the rice and stir to taste.
Add 3 dl of water and the coconut milk, and the chives and the cardamom. Cover and cook over low heat for 12 minutes or until it is absorbed all the liquid.
Remove the pan from the heat and cover it with a clean cloth and then cover again and let rest for 15 minutes.
Meanwhile prepare the omelets. Only eggs and salt and if you want a little pepper. Cut into strips and serve the rice with omelestte, fried onion and a sprinkling of turmeric.

A presto
Stefania Oliveri

Brillantante per lavastoviglie Pril

Che ci posso fare se amo le trasparenze?
Ora non crediate che io cammini per strada (s)velata, ma in ogni caso mi piace.
Mi piace talmente tanto, che prediligo le trasparenze anche in cucina…
Cioè?

Adoro i servizi in vetro, i bicchieri di cristallo, le alzatine, le tazze, le ciotole, le coppe, le coppette, i contenitori, DEVONO essere trasparenti. Se potessi, userei anche le posate trasparenti e infatti quelle nuove in polietilene esercitano su di me un fascino tale, da avermele fatte preferire, per il mio matrimonio, al classico servizio in argento… 
Pazza? Forse sì, ma al cuor non si comanda…
Così, tutta la mia lista nozze fu incentrata sulla scelta di oggetti in vetro e cristallo, contro ogni tentativo, da parte di mia mamma, di farmi desistere.
Capì solo dopo il primo lavaggio in lavastoviglie, perché mia mamma si opponesse così strenuamente…
Tutti i bicchieri diventarono opachi…
Disperazione totale!
A forza di olio di gomito e aceto, strofinando, strofinando, sono riuscita a farli ritornare al loro splendore primigenio.
Da allora ho continuato ad usarli, ma con molta parsimonia, perché il lavaggio lo facevo a mano…
Fino a quando non ho provato il brillantante Pril.
L’ho collaudato subito con i miei meravigliosi bicchieri e con tanta ansia ho aspettato la fine del ciclo e… tadan: risultato perfetto! Bicchieri splendenti!
Provatelo anche voi!
A presto
Stefania Oliveri

Cheesecake alla mousse istantanea al cioccolato: una torta da cinque minuti!

Pensavo di avere solo un coniglio a casa.

Almeno all’inizio si comportava proprio da coniglio.
E invece ho scoperto che non è solo un coniglio, almeno sicuramente in un’altra vita è stato sicuramente qualche altro animale e se lo ricorda pure.
E quindi in una vita passata sicuramente è stata scimmia, perché si arrampica sul tubo a spirale per annaffiare le piante.
Poi è stata sicuramente giraffa, perché si allunga in piedi, allungando il collo più non posso per mangiare le piante del terrazzo.
Poi è stata sicuramente una capretta, perché scala i mobili più impervi e fa le passeggiate sulla sua gabbietta…
… e anche un canguro, visto che fa dei salti incredibili.
E sicuramente è stata anche un cane, un segugio per la precisione, visto che insegue la palla che le lanciamo e segue l’odore del cibo e lo scova in ogni dove!
Ora mi chiedo, è normale, o la mia Cocò è straordinaria?

In realtà, questa torta non una vera cheesecake, perché non contiene alcun tipo di formaggio… e però, la base è quella di una cheesecake e in più ha il vantaggio di poter essere fatta in tempi record. Inoltre è di una bontà più unica che rara… Quindi, chiamatela come volete, ma fatela, non ve ne pentirete!

Per la base
250 gr di biscotti allo yogurt Mangiar Sano
120 gr di burro
Per la mousse

150 gr. mashmallows
50 gr.burro morbido
250 gr. gocce di cioccolato fondente
4 cucchiai di acqua calda
280 gr. panna
1 cucchiaino di vaniglia bourbon  liquida 
Per decorare:
fragole
zucchero a velo 
Sbriciolate i biscotti con un frullatore. Fate scioglier il burro al microonde a 350W per circa un minuto e amalgamare con i biscotti. Stendere all’interno di un teglia, io ho usato uno stampo a forma di fiore della  GP&Me, e mettere in frigo per almeno mezz’ora.
In una padella mettete i mashmallows, il burro e l’acqua e fate fondere a fuoco dolcissimo. Quando il composto sarà sciolto, versate il cioccolato e amalgamate. 
Nel frattempo montate la panna con la vaniglia (ma non è necessario tantissimo) e mescolate delicatamente con il composto al cioccolato appena si raffredderà. 
Versate sulla base dei biscotti e rimettete in frigo anche solo per 5 minuti (però più sta, meglio è). Decorate con le fragole e spolverizzate con zucchero a velo.

Suggerimenti:
-tanto lo zucchero a velo, quanto i mashmellows possono contenere tracce di glutine, quindi attenzione alle etichette!

Instant chocolate mousse cheesecake
Base:
250 g gluten free cookies
120 g butter
mousse:
150 g mashmallows
50 g soft butter
250 gr. dark chocolate chips
4 tablespoons of hot water
280 g cream
1 teaspoon liquid vanilla bourbon
To decorate:
strawberries
powdered sugar
Crumble the biscuits with a blender. Dissolve the butter in the microwave at 350W for about a minute and mix with cookies. Spread in a baking dish, and refrigerate for at least half an hour.
In a pan put the mashmallows, butter and water and melt on sweet fire. When the mixture is melted, pour the chocolate and mix.
Meanwhile, whip the cream with the vanilla (but do not need much) and stir gently with the cold  chocolate mixture.
Pour over the cookies base and put in the fridge just for 5 minutes (but more is better). Decorate with strawberries and sprinkle with powdered sugar.

A presto
Stefania Oliveri

Tiella o qualunque cosa sia, come tutte le rivisitazione dell’MTC

Quando l’MTC e precisamente Roberta hanno proposto le arancine (io sono palermitana e per me fimmini su’), devo confessare che ho avuto un attimo di sconcerto.
Cambiare il ripieno delle arancine, per noi palermitani, equivale quasi a bestemmiare.
Tanto che, una timida introduzione, perpetrata da parte dei bar palermitani, delle arancine agli spinaci, è stata solennemente bocciata e mai più riproposta… E però, mi sono dovuta ricredere, per mille versioni meravigliose che ho visto e perché io stessa ne ho proposta una che era la fine del mondo (con modestia!)
E però, lo spirito del gioco è proprio questo: “impara la tecnica, impara un nuovo piatto e poi, se ci riesci, innovalo e cerca di farlo bene”.
Così è stato anche per la sfida (incredibilmente) vinta da me, un piatto tradizionale toscano, ha incontrato un condimento siciliano e il connubio ha funzionato alla perfezione!
Ci avrebbe mai pensato un toscano? Forse sì, prima o poi… o forse no, fatto sta che è quello lo spirito del gioco.

G I O C O?

GIOCO!

E io mi stupisco di tante polemiche su un argomento tanto futile… mi viene da pensare che forse chi promuove queste crociate, non ha altro a cui pensare…

E ora passiamo al vero spirito del gioco, in cui, essendo un gioco, ha le sue regole.

La mia tiella “non-tiella” quindi è il frutto di una rivisitazione in chiave sicula-primaverile.

Pesce spada e piselli.
Ok, lo so non è la canonica, ma le verdure ci sono (ok, sono legumi, ma son verdi come molte verdure!), il pesce pure, e le patate anche, sebbene siano viola.
Per la versione originale andate a vedere da Cristian, qui solo una versione mia. Il metodo di cottura, però, è quello originale e di questo non finirò mai di ringraziarlo perché da ora in poi gli sformati li farò così… E chiamatela pure come volete, rimane sempre buona!

Tiella primaverile
Ingredienti per 4-6 persone (a seconda della fame) per uno stampo rotondo del diametro di circa 30 cm
300 g di riso Roma sciacquato
400 g (più o meno) di patate viola 
300 gr di pesce spada tagliato a cubetti
100 g di cipolla (circa una cipolla di media grandezza)
300 g di piselli sbucciati freschi
50 g di formaggio grattugiato (io parmigiano)
olio extravergine d’oliva (io questo pugliese doc)

Preriscaldate il forno a 160°.
Sbucciate i piselli, le patate e le cipolle, lavate tutto. Tagliate le patate molto sottilmente e le cipolle a rondelle molto sottili, fatevi aiutare da una mandolina, mescolatele tutto insieme e condite con un po’ d’olio.
Ungete il fondo della teglia con altro olio e fate uno strato con metà delle verdure.
Sciacquate velocemente il riso in una scodella piena d’acqua, scolatelo e mettetelo nella teglia sopra lo strato di verdure livellandolo bene, dovrà formare uno strato molto sottile giusto a ricoprire leggermente le verdure, perché durante la cottura si gonfierà abbastanza.
Spolverate con metà del formaggio grattugiato e fate un altro strato con il pesce spada tagliato a cubetti e con le verdure rimaste. Versate del buon brodo di pesce (qui ce n’è uno perfetto) nella teglia, in maniera tale che arrivi proprio a filo dell’ultimo strato di verdure. Non c’è bisogno di mettere sale se il vostro brodo è ben salato.
A questo punto spolverizzate con il parmigiano rimasto e versate ancora un po’ d’olio.

Infornate la teglia e fate cuocere a 160° per un’ora, un’ora e mezza, dipende dal forno, fino a che si sarà formata una bella crosticina dorata in superficie. Eventualmente nell’ultimo quarto d’ora di cottura alzate la temperatura del forno a 200°. 

Le patate viola e i piselli hanno dato un colorito non proprio invitante, ma il risultato è stato davvero buono.

Con questa ricetta partecipo all’MTC di maggio
Spring “Tiella”
300 g of rice Rome
400 g (more or less) purple potatoes
300 grams of diced swordfish
100 g onion (about one medium size onion)
300 g of peeled fresh peas
50 g of grated cheese (I used parmesan)
extra virgin olive oil 
Preheat oven to 160 degrees.
Peel the peas, the potatoes and the onions, and washed everything. Slice the potatoes very thinly and the onions too, mix them all together and seasoned with a little oil.
Grease the bottom of the pan with oil and make a layer with half of the vegetables.
Rinse the rice in a bowl full of water, drain and put it in the pan on top of the layer of vegetables leveling them well. Take care it has a thin layer of rice, because it will swell during cooking.
Sprinkle with half the grated cheese and make another layer with the swordfish, cut into cubes, and with the remaining vegetables. Pour the good fish broth (here there is one perfect) in the pan, in such a way that dips just flush the last layer of vegetables. There is no need to put salt if your broth is well salted.
At this point, sprinkle with the remaining Parmesan and pour some more oil.
Cook at 160 degrees for an hour, an hour and a half, depending on the oven until it has formed a nice golden crust on the surface. Possibly raise the oven temperature to 200 degree, .the last fifteen minutes of cooking.

The purple potatoes and peas have given a color not exactly inviting, but the result was really good.

A presto
Stefania Oliveri

Polpettone di lenticchie vegetariano e storie di palline…

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Il dolce doppio ha cominciato a giocare a tennis.

Veramente, a fasi alterne, ha sempre giocato a tennis, tanto da spingerlo, ad un certo punto, ad associarsi ad un circolo del tennis.
Solo che dopo pochi mesi il suo entusiasmo, a causa di impegni lavorativi e vita familiare impegnativa, l’avevano fatto rinunciare, tasformandolo, di diritto, in socio sostenitore
Così, di recente, vista anche la grossa crisi, abbiamo deciso di fare beneficenza ad enti più meritori e il dolce doppio si è cancellato dal club.
Sta di fatto che, recentemente, ha rincontrato un vecchio compagno di scuola con la stessa passione e hanno deciso di cominciare a giocare insieme… ma da un’altra parte.
Forse un po’ arrugginiti entrambi, ma sicuramente di buona volontà, ogni mattina alle ore 7 (avete capito bene alle 7, ribadisco) si sono incontrati per per portare avanti il loro progetto.
E per un mese e anche più non sono esistite domeniche, né giorni festivi, si giocava ogni giorno.
Fino a che una battuta un po’ più “potente” non gli ha fatto sbagliare il tiro e il dolce doppio, invece di colpire la pallina, ha preso il suo ginocchio….
Imperterrito, sebbene dolorante, ha continuato a giocare… Ovviamente male…
E cosa si fa quando si gioca male?
Ci si dà una racchettata nell’occhio, ovvio, no?
Ovviamente la storia sembra assolutamente incredibile a chiunque, per cui quando gli raccontiamo l’accaduto, prima guardano quell’ematoma e poi, sospetti, guardano me!
Quando si dice “la carne è debole…”
Per fortuna, le lenticchie no! 😉

Polpettone/ine di lenticchie di Loredana
per 4 persone

200 gr di lenticchie secche da lessare
2 uova medie
60 gr di pangrattato (io farina di mais)
2 patate medie lessate e passate
100 gr formaggio grattugiato (io parmigiano)
sale 

Lessate le lenticchie, sgocciolatele bene. Mettete tutto in un mixer insieme agli ingredienti, tranne le patate, e frullate grossolanamente.
Versate in una ciotola e mescolate con la purea di patate.
Stendete su cartaforno, formate un cilindro, chiudete a caramella e fate cuocere in forno a 170° (ventilato) per 40 minuti. Dopo 40 minuti controllate la cottura, e se dovesse risultare troppo molle, lasciatelo ancora un po’. Per il mio forno è stato perfetto

Fate raffreddare (anche non molto) e servite tagliato a fette. Io l’ho accompagnato con un’insalata di pomodori e basilico. Ma la prossima volta voglio provare a fare una cremina al curry.

Come suggerisce Loredana, volendo, si possono preparare delle polpettine e soffriggere in una padella antiaderente con poco olio. 

Un secondo davvero appetitoso, che rifarò spesso!
Grazie Loredana e grazie EliFla che ogni mese ci fai provare le prelibatezze di un blog!

Con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist di maggio

Meat loaf of lentils 
for 4 people
200 grams of dried lentils to boil
2 medium eggs code 0
60 grams of bread crumbs (I used cornmeal)
2 medium potatoes boiled and mashed
100 gr grated cheese (I used parmesan)
salt
Boil the lentils, drain well. Put everything in a blender with all ingredients, except the potatoes, and blend coarsely.
Transfer to a bowl and mix with the mashed potatoes.
Roll on parchment paper, form a cylinder, close to candy and bake in preheated oven at 170 degrees for 40 minutes. If it is too soft, leave it a little more. 
Let cool and serve it, cut into slices. I’ve served with a salad of tomatoes and basil. But next time I will try to make a sauce of curry.

A presto
Stefania Oliveri

Cura Lavastoviglie Pril

E chi lo sapeva che esisteva il medico della lavastoviglie?
E non parlo dell’idraulico, che quello non arriva mai… e tutto sommato non è nemmeno una gran perdita visto che il mio non corrisponde affatto all’immaginario collettivo in cui spunta un ragazzotto, giovane, bello e in forma…
Così, io ho risolto!
Ho il mio cura lavastoviglie, che effettivamente è anche piuttosto belloccio, assomigliando ad un super eroe, con la tutina rossa!
E così adesso, invece di aspettare io l’idraulico, è lui che aspetta la mia chiamata!
Il Cura Lavastoviglie Pril, fra l’altro, è molto semplice da usare (insomma anche a prova mia).
Basta appenderlo con la testa all’ingiù dentro la lavastoviglie, in modo che le eliche non ci sbattano ed è tutto fatto!
E poi si utilizza solo ogni 1 o 2 mesi ed è lì sempre disponibile per te.
Arriva in profondità, addirittura fino al filtro, e sgrassa, sgrassa, sgrassa che è una meraviglia.
Insomma se lo facesse anche all’esterno della lavastoviglie sarebbe più che perfetto!
Pril, ascolta la mia preghiera e vedi di inventarti qualcosa anche per l’esterno con la stessa “fatica” che si fa per l’interno!
Insomma, col costo che risparmio sull’idraulico, che dite posso anche permettermi qualche caccavella in più, no? 😉

A presto
Stefania Oliveri

Volevo essere all’altezza…

Volevo essere all’altezza
Il mio solito tacco 14 non bastava…
Ho voluto un tacco 18…
Sperando di svettare in alto!

Grazie al mio editore Ottavio Navarra per la bella opportunità che mi ha offerto.

Grazie ad Ernesto Maria Ponte, grande comico palermitano per avermi affiancato in questa avventura.

Grazie a tutti gli intervenuti!

E per essere un venerdì 17, non solo è andato tutto bene, nonostante la metà degli invitati ha avuto un contrattempo, ma perfino i capelli non sono venuti così male!

Pomeriggio bellissimo, temperatura ideale, ho conosciuto tantissime persone nuove, ci siamo divertiti e c’erano presenti perfino i miei alunni… cosa volere di più?

E oggi pomeriggio alle 18,30 vi aspetto tutti al Giardino Inglese (Palermo) per la manifestazione Addio Pizzo, dove sarò presente allo stand di Navarra. E così anche domani mattina alle 10,30.

A presto
Stefania Oliveri

Metti un celiaco a cena. Fantasie COOLinarie con Ernesto Maria Ponte

Avete una regola che funzione al 100% senza nessuna eccezione?
Io, sì!
Ogni volta che ho un’occasione in cui voglio essere al massimo, vado dal parrucchiere e quello mi sbaglia la messa in piega!
Una volta, al matrimonio di mio cugino, mi ha pure sbagliato colore: ero verde, anziché bionda!
Certo, molto meglio della mia collega che per il suo matrimonio aveva i capelli blu…
In ogni caso oggi è il mio grande giorno!
Oggi c’è la prima ufficiale della presentazione del mio libro Metti un celaico a cena. Fantasie COOLinarie di una Forno Star”, Navarra Editore.
Quindi occasione specialissima!
Sto andando dal parrucchiere…
…riuscirò a confermare la regola con un’eccezione?
Ai posteri l’ardua sentenza!

Comunque se volete accertarvi di persona, vi invito alle 18,30 agli Amanti in via Gaggini! Ci sarà anche Ernesto Maria Ponte, risate assicurate!

(foto da qui)

A presto…
A subito…
Stefania Oliveri

Prima presentazione di Metti un celiaco a cena, Fantasie COOLinarie di una Forno Star!

Domani è il grande giorno.
Domani alle 18,30 agli Amanti di Palermo (via Gaggini), ci sarà la prima presentazione ufficiale del mio libro Metti un celiaco a cena. Fantasie COOLinarie di una Forno Star.

Sono emozionantissima! Ci saranno tutti i miei amici, i miei parenti e anche degli emeriti sconosciuti, che vengono apposta per il mio libro…
Vi invito tutti quanti… Se vi trovate in zona …
E chi di voi non potrà esserci, lo invito virtualmente ad essere con me e a fare il tifo per questo evento per me così importante.

Se volete ordinarlo on line, basta cliccare qui!

A domani

Stefania