GirOlio Ragusa 2013

Da quando è iniziata questa esperienza, ho imparato una miriade di cose.
Sì, da quando ho aperto questo blog, ho imparato tantissimo.
Sul cibo e non solo.
E ogni esperienza che ho fatto mi ha arricchito.
Anche quelle che ho pensato che mi volessero depauperare, alla fine, sono state un bagaglio di arricchimento.
Quando, poi, un anno fa, l’Associazione Città dell’Olio mi propose di farmi assaggiare degli oli italiani di ottima qualità, accettai con piacere di fare da “cavia”.
Non mi aspettavo,  però, tutto questo. 
Un olio è un olio, mica come il vino…
Mi sono dovuta ricredere al primo assaggio.
Così, settimana dopo settimana, scoprivo sapori diversi, profumi diversi, colori diversi.
Dopodiché è arrivata la prima esperienza a Genova con Sapori da Sfogliare e il corso di degustazione presso l’ONAO, dove finalmente le mie opinioni sono diventate teoria sperimentata e quindi esperienza.

 

Lo scorso fine settimana (dal 20 al 22 settembre), un’altra meravigliosa opportunità, il GirOlio di d’Italia che prevede 15 tappe ed è partito proprio da una città siciliana: Ragusa, città davvero splendida, che conoscevo poco e che sono stata felice di scoprire, dove oltre le bellezze naturali e storiche ho scoperto un territorio appassionato della sua cultura e dei suoi prodotti e gente che, con amore, cerca di tramandare i prodotti d’eccellenza con mille difficoltà, non ultima, la difficoltà di raggiungere la provincia.

 

Sei foodblogger (Ale di Cose buone di Ale, Flavia di Cuoci Cuci Dici, Fina di L’avvocato nel fornetto, Francesca di Un giro in cucina, Ginestra di La ginestra e il mare ed io) siamo state fra Ragusa e Chiaramonte Gulfi, e abbiamo visitato delle aziende antichissime che ci hanno emozionato con i loro racconti, le loro storie e i loro ottimi prodotti.

 

La prima tappa è stata l’Antica Cioccolateria Bonajuto, dove si produce (e abbiamo assaggiato) il famoso “Lingotto” di cioccolato modicano, fatto ancora secondo l’antica ricetta, e abbiamo visto i pasticceri a lavoro e ci hanno fatto assaggiare i loro meravigliosi prodotti, fra cui l’arancia cotta nel miele e i cannoli ripieni di ricotta di vaccina (secondo la loro tradizione).

Subito dopo, invece, siamo andati all’Oleificio Gulino, che produce un olio extravergine D.O.P. profumatissimo, leggermente piccante e amarostico, che proviene dall’oliva Tonda Iblea.
Abbiamo passeggiato fra gli ulivi secolari, dove le olive vengono ancora raccolte a mano, e le olive vengono spremute a freddo seguendo un processo ipertecnologico, che non lascia nessun residuo.

 

Il pomeriggio poi, al convegno di GirOlio, con un bellissimo spazio dedicato ai bambini, perché da loro proprio deve partire la conoscenza e il tramandare i buoni prodotti, abbiamo ascoltato, fra gli altri, il bravissimo Carlo Cambi, che ci ha fatto riflettere su quanto sia importante puntare sui prodotti di eccellenza e in maniera semplice ha spiegato come si assaggia un olio e come si capisce se è buono.

 

 

La sera, poi, siamo state accolte in una cornice spettacolare il Baglio Fegotto, dove ci hanno offerto una cena strepitosa e veramente chic e ci hanno premiato con una oliera di ceramica dalla forma antropomorfica di Alessi, per il nostro lavoro sull’etere di informazione sul cibo.

La mattina della domenica, poi, abbiamo incontrato le signore Margherita e Lina (e tante altre massaie) che ci hanno insegnato come fare il pane secondo i vecchi metodi. Non vi dico cosa è stato vederle lavorare, con quella velocità e dimestichezza di chi è abituato a farlo da sempre.
Purtroppo non ho potuto assaggiare tutte le squisitezze che ci hanno preparato perché era tutto col glutine, ma già solo a vedere quelle meraviglie e a sentirne l’odore, so che saranno state meravigliose.

Subito dopo siamo ritornate al Baglio Fegotto, dove ci hanno fatto assaggiare la minestra di ceci e la ricotta di mucca ancora calda appena fatta dal signor Occhipinti. Ad attenderci la banda folcloristica e le ballerine vestite con i costumi tradizionali, che hanno sottolineato ancor di più la tradizione, con vera maestria.
 
 
 
 
Ma la chicca maggiore è stato conoscere veramente tante associazioni, composte tutte da volontari, che cercano di tramandare i vecchi sapori e i vecchi saperi, sperando che resti qualcosa ai posteri, così come la mostarda (e i cuddureddi) che l’associazione giovanile di Roccazzo, cerca di tenere in vita grazie anche alla Sagra dell’Uva che si tiene ogni 15 settembre, e le olive, i pomodori, i peperoni, la ricotta e quant’altro abbiamo assaggiato e avuto modo di apprezzare.
 
 
 
Ancora una volta non posso che ringraziare l’Associazione Città dell’Olio per il lavoro splendido che sta portando avanti per garantire a tutti noi il diritto di mangiare bene e sano.
Il prossimo appuntamento di GirOlio sarà il 5 ottobre a Arco (TN). Qui il programma. Non mancate, assaggerete tutti prodotti di qualità!
 
A presto
Stefania Oliveri
 

Torta al cacao gluten free per un compleanno speciale

(Scroll down for English version)

Ha un nome bellissimo e denso di significato, che non vi posso rivelare per questione di privacy, ma che è assolutamente adeguato alla sua situazione…

Ha anche tantissimo affetto intorno a sé, dalla sua famiglia – con i suoi 4 fratelli -, dagli insegnanti, dai suoi compagni.
E come potrebbe non averne una ragazzina così?
Lei non si può muovere. Nemmeno un muscolo.
E’ costretta su una sedia a rotelle che le sorregge perfino la testa.
Riesce solo a sbattere le palpebre… ma in maniera involontaria.
E il suo cervello non riesce a rielaborare né i suoni, né le immagini che vede, seppur male.
Riconosce solo il suo bellissimo nome e capisce l’affetto che la circonda. Questo è tutto!
Ieri andando a trovare la figlia appena nata di una mia carissima amica e ho riflettuto sul fatto che, perfino una neonata, è più capace di lei.
C. non può proprio fare niente. Non può nemmeno grattarsi se ha prurito e nemmeno dire se ha fame, sete o è arrabbiata.
Ma percepisce l’amore che la circonda, così noi l’accarezziamo e le parliamo dolcemente e lei è felice.
Questa felicità però le provoca delle piccole crisi, per cui comincia a tremare, la testa, per uno spasmo, si gira di lato e comincia a sbavare.
Noi la puliamo amorevolmente e, l’unica cosa che ci rimane da fare, è aspettare che le passi, per ricomporla sulla sua sedia.

Lei non ha potuto mangiare questa torta che ho preparato per un mio alunno speciale che ha compiuto 18 anni, ma è intrappolato nella mente di un bambino di 5…
Lei non potrà mangiarla mai una torta così…

Per tutte le persone speciali!

Torta al cacao
per una teglia da 25 cm
La ricetta della torta l’ho presa dal secondo volume delle Scuola di Pasticceria, Torte al cioccolato, e si chiama Torta Ginevra. Io però non l’ho farcita perché dovevo portarla a scuola in bici. E’ un’ottima base, e anche così, senza farcia, è un’ottima torta da colazione. Io ho solo raddoppiato la dose.

Ingredienti per 8 persone:
6 uova
160 g zucchero semolato
30 g di cacao amaro
100 g di farina di riso
40 g di fecola
20 g di maizena
(o 160 g di farina 00)
50 g di nocciole tostate e tritate
60 g di burro
1 cucchiaino di bicarbonato (mia aggiunta)

Per guarnire:
zucchero a velo
cacao zuccherato in polvere

Sbattete con un frullatore (io il KA, me felice!) le uova con lo zucchero fino a che non saranno raddoppiati di volume.
Aggiungete, quindi, le farine e il cacao setacciati e le nocciole tritate, e mescolate bene.
Infine, fate sciogliere il burro (al microonde o a bagnomaria) e incorporate ancora caldo al composto.
Versate il composto in uno stampo imburrato e infarinato (con farina di riso) o meglio coperto da un foglio di carta forno (così si evitano contaminazioni) e fate cuocere in forno già caldo per 30 minuti circa a 180°C (forno statico) o 170°C (forno ventilato).
Controllate la cottura con uno stecchino, se uscirà asciutto, la torta sarà pronta.
Decorate con una spolverizzata di zucchero a velo e poi con una mascherina a stencil spolverizzate con del cacao zuccherato.

Suggerimenti:

-le polveri presenti in questa torta, possono essere a rischio contaminazioni, quindi è necessario accertarsi che siano idonee ai celiaci;

-per quanto riguarda il burro, da versare ancora caldo al composto di uova, io vi consiglio di farlo a filo, non vorrei che vi si cuocessero le uova;

-io ho aggiunto un cucchiaino di bicarbonato, visto che le uova vengono incorporate intere.

Chocolate cake
for a baking pan 25 cm

Ingredients for 8 people:
6 eggs
160 g caster sugar
30 g cocoa powder
100 g rice flour
40 g starch
20 g cornstarch
(or 160 g flour 00)
50 g hazelnuts, toasted and chopped
60 g butter
1 teaspoon baking soda (my addition)

Beat with a mixer the eggs with the sugar until it will be doubled in volume.
Then add the sifted flour and cocoa and the chopped nuts. Mix well.
Finally, melt the butter (in microwave or double boiler) and stir the mixture when it is still warm.
Pour the mixture into a buttered and floured (with rice flour) pan or, better, covered by a sheet of parchment paper (so you can avoid contamination) and bake in preheated oven for 30 minutes at 180 ° C (static oven) or 170 °C (fan oven).
Check the area with a toothpick, if it comes out dry, the cake is ready.
Decorate with a sprinkling of powdered sugar and then, with a mask stencil, sprinkle with cocoa powder.

suggestions:
– the dusts in this cake, may be at risk contamination, so you need to make sure they are suitable for coeliacs;
– be careful to the hot butter and aid it at wire;
– I added a teaspoon of baking soda, because the eggs are beaten as a whole.

A presto
Stefania Oliveri

Le raviole del plin senza glutine e siciliani! Il mondo è sottosopra!

“Ti sei superata!” è stato il verdetto all’unisono degli uomini di casa.

Sapore eccellente, consistenza perfetta (“sembrano con il glutine, ma di quelli buoni”), piatti puliti.
Eppure io, non sono soddisfatta.
E stavolta non griderò allo scandalo perché ho dovuto faticare di più, perché, comunque, stendere la pasta senza glutine è senz’altro più difficile.
No, non chiederò di avere pietà per le tre ore impiegate a “plinnare” 3 miseri etti di farina, consumati poi in 5 semplici e concisi minuti. NO!
Stavolta devo prendermela solo con me, perché ho una manualità da elefante!
Ma non da elefante comune, ma da elefante grasso e con l’artrite deformante.
E vi assicuro, che non è dipeso nemmeno dal fatto che fuori c’era una giornata fantastica, ideale per andarsi a fare un bagno a mare e non perdere quella abbronzatura leggera e ambrata, che adesso, inesorabilmente sparirà.
E neanche perché nel frattempo il pargolo n. 3 faceva i compiti di matematica, che non ha fatto durante tutta l’estate, e che non riuscirà a recuperare nemmeno se passasse tutta la notte a studiare.
E nemmeno perché il pargolo n. 1 si lamentava che era troppo tardi e nel frattempo per ingannare l’attesa si acquattava e mi faceva spaventare e poi cercava di fregare il ripieno.
E, ancora, nemmeno perché il mio dolce doppio si intrometteva perché secondo lui la pasta con nonna papera si stende così, anziché cosà!
NO! 
E’ solo colpa della mia estrema incompetenza manuale.
Quindi ho fatto delle raviole del plin sui generis: RETTANGOLARI! Ops!

Magari inauguro un nuovo formato!

E però, siccome, la gara non prevede NESSUNA abilità manuale, (almeno spero!), che mi importa? 
Io li posto lo stesso e invoco la clemenza delle Cape e di Elisa sulla forma, tenendo conto che in Sicilia non esiste pasta ripiena e quindi nel mio DNA non scorrono né tortelli, né tortellini, né ravioli o raviole del plin, né agnolotti e via dicendo, questo è il meglio che ho saputo fare! Però non guardate quelle della mia omonima, lei è sicula come me, ma evidentemente fra gli antenati avrà qualcuno nordico! 😉
Però anche se non esistono nella nostra tradizione, ne ho voluto fare una versione siciliana, così, magari, colmiamo la lacuna!

Ovviamente i miei sono senza glutine, oltre che siciliani, insomma li ho stravolti completamente. Ed essendo senza glutine, la ricetta che ho seguito è diversa da quella di Elisa 

Raviole del plin siciliani con salsa al basilico
Ingredienti per la pasta per 5 persone:
300 g di farina senza glutine per pasta Senz’Altro 
3 uova medio codice 0 
1 cucchiaio di olio
2 cucchiai di acqua
4 cucchiai di vino bianco secco
un pizzico di sale
Ingredienti per il ripieno:
300 g di ricotta di pecora freschissima
150 g di pomodori secchi
10 foglie di basilico
pepe macinato q.b.
Ingredienti per la salsa al basilico:
25 g di pistacchi
25 g di mandorle spellate
20 foglie di basilico
olio evo di Castelvetrano q.b.
sale q.b.
Parmigiano reggiano
Per prima cosa ho preparato il ripieno delle raviole. 
Ho mescolato la ricotta, un po’ sgocciolata, insieme ai pomodori secchi, lavati abbondantemente e tritati al coltello e le foglie di basilico anch’esse tagliuzzate e ho macinato del pepe. Non salate perché i pomodori sono già ben salati.
Ho quindi impastato
Ho messo tutti gli ingredienti nel mio nuovo e fiammante KA con il gancio e ho impastato per circa 3 minuti, cioè fino a quando la pasta mi è sembrata ben amalgamata.
A questo punto ho preso nonna papera e fatto passare l’impasto un paio di volte con lo spessore 7, un altro paio di volte con lo spessore 5 e infine, un altro paio di volte con lo spessore 3. Ho provato a passarla anche alle spessore 2, ma mi si stracciava…

Ho messo il ripieno in una sac a poche e ho formato dei mucchietti sopra la pasta e poi ho chiuso come ha mostrato benissimo Elisa nel suo video, anche se a me sono venuti rettangolari…

Quando tutte le raviole sono state pronte, ho messo a bollire abbondante acqua salata e ho fatto cuocere la pasta per 5 minuti. 
Mentre la pasta cuoceva ho preparato la salsa.
Ho tritato il basilico insieme ai pistacchi, alle mandorle, al sale e l’olio. Quindi ho stemperato con un po’ d’acqua di cottura della pasta, così da creare una cremina più fluida.
Ho condito le raviole e ho servito con del parmigiano grattugiato.

Con questa ricetta, umilmente, partecipo all’MTC di settembre con le strepitose Raviole del plin proposte dalla bravissima e bi-vincitrice (quando la classe non è acqua) Elisa di Sapori di Elisa

A presto
Stefania Oliveri

Pasta sgombro e melanzane perché qui è ancora estate!

(Scroll down for English version)
La giustizia, capiamolo, non è di questo mondo!
E come le favole, che ci fanno illudere che esista il principe azzurro, così la giustizia, è una favola che ci raccontano da piccoli. 
E neanche le sonore craniate che prendiamo, spesso, ci fanno rendere conto che sono mere illusioni!
Non siamo tutti uguali! Da nessuna parte!
Il concetto di uguaglti uguali, belli uguali, abbiamo tutti le stesse opportunità e la stessa intelligenza?
E non vi è mai capitato di vedere emeriti cretini in posti di potere e persone intelligentissime senza lavoro?
Il concetto di uguaglianza non esiste, è una illusione. 
E prima ne faremo rendere conto ai nostri figli, così come la storia dei principi, alle nostre figlie, prima smetteranno di litigare…
Non c’è uguaglianza nemmeno nel meteo! 
Come è possibile che in unica nazione al nord sia arrivato il freddo e l’autunno e al sud c’è ancora caldo ed è estate???
E perché, allora, se c’è ancora caldo ed è estate, deve iniziare la scuola esattamente come al nord??? 
Ecco, che vi dicevo, non c’è giustizia!
Così questa pasta che ho scelto da Mai de Il colore della curcuma, è una pasta adatta al tempo autunnale che hanno a Milano. Ma noi siamo a Palermo e di cavolfiori (per noi broccoli), ancora neanche l’ombra. 
Continuano invece le melanzane. Così ho riadattato la pasta al nostro clima e alla disponibilità al mercato. In questo modo, credo di fare un po’ di giustizia…
…e la pasta? Io ho usato le eliche grosse della Pasta Gragnano senza glutine, la prima pasta artigianale e senza glutine, che mi ha dato l’illusione di mangiare la pasta col glutine!

Pasta estiva che doveva essere autunnale!

Ingredienti:
500 g di eliche della Pasta Gragnano senza glutine
1 cavolfiore (io due melanzane)

3 carote medie
1 scatola di sgombro (all’olio di oliva)
olio evo
curry a piacere
Nocciole (mia aggiunta), per dare il croccante
Lavare e tagliare le melanzane a cubetti. In una padella larga mettere un dito abbondante di olio evo e far riscaldare. Quindi friggere a poco a poco le melanzane e mettere ad asciugare su un foglio di carta assorbente.
Nel frattempo lavare e pelare le carote, tagliarle per lungo in 4 e poi affettare. Nella stessa padella delle melanzane rosolare le carote e mettere da parte.
Cuocere nel frattempo la pasta e tenere da parte un po’ di acqua di cottura.
Sempre nella stessa padella saltare lo sgombro, sgocciolato, quindi aggiungere le verdure e il curry. 
Aggiungere la pasta e far saltare tutto insieme per un minuto o due e aggiungere un po’ di acqua di cottura se necessario.

Pasta with eggplants and blue fish

ingredients:
500 g of gluten-free pasta
2 eggplants
3 medium carrots
1 can of sgombro ( (in olive oil)
extra virgin olive oil
curry
Hazelnuts, to give the crunch

Wash and cut the eggplants into cubes. In a large pan put some extra virgin olive oil and warm up. Little by little, fry the eggplant and put to dry on a paper towel.
Meanwhile, wash and peel the carrots, cut into 4 parts and then in slices. In the same pan fry the carrots and set aside.
Cook the pasta and set aside a little cooking water.
In the same pan stir-fry the drained sgombro, then add the vegetables and curry.
Add the pasta, too, and stir-fry all together for a minute or two and, if necessary, add more cooking water.
Serve with chopped hazelnuts.

Con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist di settembre, la cui vincitrice questo mese è la nostra spagnola preferita
e a Salutiamoci di settembre, che ha per protagonista noci e nocciole, ospitato questo mese dalla simpaticissima Sabrina de Les madeleines di Proust
Guardate questa tabella per sapere quali sono i cibi permessi, vietati e tollerati 🙂
A presto 
Stefania Oliveri

Riso pasta con bottarga e pomodori secchi e sono certa che i miei ingredienti figlino!

(Scroll down for English version)
Da circa un anno, sto vivendo un incubo.
Da sola e non creduta.
Ora finalmente, l’incubo lo stiamo vivendo in due.
Adesso anche il dolce doppio concorda su una vita indipendente e incontrollabile dei nostri oggetti di casa. Perché altrimenti sarebbe inspiegabile come mai cerco, dal settembre scorso, di svuotare la mia dispensa e non ci riesco.
La mia tesi era che la notte, i cibi, si dessero un gran da fare, con una vita sessuale intensa e per di più promiscua. Così che, dopo 9 giorni (sono cibi, mica umani) sfornassero altri cibi che andavano a popolare la già nutrita schiera di abitanti dei miei scaffali.
Giorno dopo giorno, prendevo un barattolo e ne spuntavano 10…
Il dolce doppio, invece, mi accusava di continuare a comprare farine, spezie, cereali e quant’altro, in barba all’accordo stabilito, di finire prima tutto e poi ricominciare a far rifornimento.
Ma da quando siamo tornati dalla vacanze estive, lui si è dedicato alla sistemazione del terrazzo, che andava sempre più assomigliando ad una vera selva. Per tre sere di seguito dalle 21 alle 24 ha rinvasato piante, buttato vasi, eliminato tutto l’eliminabile.
Così stamattina pensavo di trovare un terrazzo bene in ordine, pulito e sistemato.
Se non l’avessi visto lavorare alacremente con i miei occhi, avrei pensato che non avesse ancora cominciato…
Così oggi a pranzo ha convenuto con me, che anche le “sue” piante vivono di vita loro, serale e intensa, tanto da moltiplicarsi nel giro di sole 9 ore… 😉
Tiè!
Nella mia dispensa langue da un po’ anche questa pasta di riso Viazzo, senza glutine, insieme a questi magnifici pomodori secchi. 
Non avevo molto voglia di provarla perché il colore è quello tipico della pasta di riso, cioè un po’ bianchina e quindi meno invitante. Poi ho letto il post di Babs e mi sono convinta a provarla e… ed è meravigliosa! Buona, carnosa e non si scuoce! 
Insomma, cosa volere di più?
Riso di pasta con bottarga e pomodori secchi

Ingredienti per 5 persone:
500 gr di riso di pasta Viazzo
un pugno di pomodori secchi
bottarga di tonno fresco da grattugiare
prezzemolo
pepe bianco
paprika
olio evo
sale
Il condimento si prepara nello stesso tempo in cui si cuoce la pasta. 
Mettete la pasta su e, nel frattempo, dell’olio evo in una padella ampia e fate soffriggere lo scalogno tritato.
Fate rinvenire i pomodori secchi per 10 minuti in acqua calda e tritateli al coltello. Quindi soffriggeteli per qualche minuto. Aggiungete anche la bottarga, dopo averla grattugiata, e fate soffriggere ancora per pochissimi minuti. Spegnete.
Lavate le foglie di prezzemolo, asciugatele e tritate anche quelle e aggiunte al condimento.
Scolate la pasta al dente e fatela saltare per due minuti nel condimento, macinando del pepe bianco e della paprika. Se è necessario aggiungete anche l’acqua di cottura della pasta.
Servite grattugiando ancora della bottarga fresca sul piatto.
Una pasta estremamente buona!
Suggerimenti:
– al posto dello scalogno, potete usare l’aglio, sia esso tritato o intero, da togliere quando si aggiungono i pomodori secchi. Io ho escogitato l’uso dello scalogne, essendo il mio dolce doppio allergico all’aglio e devo dire che il sapore non ne risente;
-se volete, potete anche aggiungere un filo d’olio a crudo.
Rice pasta with bottarga and dried tomatoes
Ingredients for 5 people:
500 grams of rice pasta Viazzo
a handful of dried tomatoes
fresh tuna roe
1 shallot
parsley
white pepper
paprika
extra virgin olive oil
salt
You can prepare the sauce while you cook pasta.
Put some olive oil in a large pan and fry the chopped shallot.
Soften the dried tomatoes in hot water for 10 minutes and chop with a knife and then fry slightly for a few minutes. 
Add the grated roe and fry again for a few minutes. Switch off.
Wash the parsley leaves, dry and chop them and then add to the sauce.
Drain the pasta and stir-fry in the sauce for two minutes, grinding of white pepper and paprika. Maybe you need to add also some water from the pasta.
Serve grating fresh grated roe on the plate.
Extremely good!
suggestions:
– Instead of shallots, you can use garlic, either chopped or whole, to be removed when you add the dried tomatoes. I have come up with the use of shallots, being “my sweet double” allergic to garlic and I must say that the taste is not affected;
-if you want, you can also add a drizzle of olive oil, at the end.

A presto
Stefania Oliveri

Torta al cioccolato facile upside-down!

(Scroll down for English version)

La signora in questione abita in posto caldo, molto più del mio.
Dove gli uomini hanno la “priorità”, in maniera legale, esattamente come nel mio mondo, dove, invece, non sarebbe legale.
E fa l’insegnante, proprio come me. Però si dedica con costanza anche alla ginnastica, esattamente al contrario di me!
E condivide con me la passione per le ricette semplici, ma da maiala effige.
Quelle dove, col minimo sforzo, ottieni il massimo risultato.
Ha il mio stesso nome.
Ahimè, io non ho la sua stessa altezza e neanche la sua età.
Le ama Martha e io Nigella, ma sono una la versione americana della signora inglese e viceversa.
E questa torta l’ho vista da lei e non ho proprio potuto non farla.
Indovinate di chi sto parlando???



CHOCOLATE ALMOND UPSIDE DOWN CAKE

di Martha Stewart
(per una teglia da 24cm) 
versione, senza glutine, dell’Araba felice 
Per il topping
50 g di burro
140 g di brown sugar, o in alternativa zucchero Muscovado (io avevo proprio il primo!)
50 g di miele (io ho usato quello Millefiore della Sarchio)
150 g di mandorle a lamelle (io tritate)
per la torta
156 g di farina (da me suddivise così: 104 g farina di riso super sottile, 34 g fecola, 17 g maizena)
45 g di cacao amaro (io Venchi)
un cucchiaino di bicarbonato
mezzo cucchiaino di sale
113 g di burro
150 g di zucchero bianco
3 uova grandi codice 0
240 ml di buttermilk ( in alternativa yogurt bianco naturale piuttosto liquido, e io ho usato quest’ultimo)
estratto di vaniglia

Prima di ogni cosa bisogna preparare il topping nella teglia. Coprite il fondo con la carta forno e  versateci sopra il burro fuso e poi lo zucchero di canna (o brown sugar). Coprite con il miele (che io ho riscaldato leggermente per farlo diventare più fluido) e infine con le mandorle (se le trovate già a lamelle, il risultato finale è più bello visivamente).

Preparate la torta: in una ciotola mischiate le farina, il cacao, il bicarbonato e il sale.
In una planetaria con gancio a K (e io ormai ho il KA e quindi anche il gancio apposito, ma non è indispensabile) o semplicemente con delle fruste elettriche battete il burro e lo zucchero per almeno cinque minuti, in modo da ottenere un composto chiaro e montato.
Aggiungete un uovo intero alla volta, battendo bene dopo ogni aggiunta.
Quindi con le frusta a bassa velocità, unite un terzo degli ingredienti secchi e metà dello yogurt (o del buttermilk).
Unite quindi un altro terzo degli ingredienti secchi e il resto dello yogurt e la vaniglia.
Finite con l’ultimo terzo degli ingredienti secchi e mescolate, non a lungo.

Versate nella tortiera sopra il topping e cuocete a 180° gradi in forno statico preriscaldato per circa 45-55 minuti (dipende dai forni, io con il mio 170° ventilato per 40 minuti.
Tirate fuori dal forno e passate la lama di un coltello ai bordi della teglia, quindi, immediatamente rigirate la teglia sul piatto da portata lasciandola così per cinque minuti in modo che il caramello formatosi possa ricadere sulla torta.

Togliete quindi la tortiera e fate raffreddare completamente prima di servire.



Suggerimenti:

-se usate una tortiera a cerniera, consigliata in questo caso, mettetela dentro un’altra teglia in cottura perché può uscire un po’ di caramello in forno;
– l’Araba sostiene che il dolce si conserva morbidissimo per tre giorni, ma la mia torta è finita in 10 minuti;
-la torta è buonissima, ma se volete servire come dopo pasto, aggiungete della crema inglese o del gelato.

Chocolate almond upside-down cake

For the  caramel topping
50 g butter, melted
140 g of brown sugar , or Muscovado sugar 
50 g of honey
150 g sliced ​​almonds (or chopped )
for the cake
156 g of flour (so divided: 104 g rice flour super thin , 34 g starch , 17 g cornstarch)
45 g unsweetened cocoa powder 
a teaspoon of baking soda
half a teaspoon of salt
113 g of butter
150 g of white sugar
3 large eggs, code 0
240 ml buttermilk (alternative natural yoghurt rather liquid)
vanilla extract
First of all, prepare the topping in the pan. Cover the bottom with parchment paper and pour over the melted butter and then brown sugar . Drizzle honey (which I have warmed slightly to make it more fluid) over sugar and sprinkle evenly with almonds.
Prepare the cake : In a bowl sift the flours, cocoa , baking soda and salt.
Place butter in the bowl of an electric mixer fitted with the whisk attachment and beat until smooth and fluffy. Add sugar and continue mixing. Add eggs, one at a time, beating after each addition. Continue beating until light and fluffy, about 3 minutes. With the mixer running on low speed, add a third of the dry ingredients and mix to combine. Add half the buttermilk (or yogurt) and continue mixing. Add another third of the dry ingredients, mix, and add remaining buttermilk and vanilla. Add remaining dry ingredients and mix until smooth. Pour the batter into the pan.
Bake at 180 degrees in preheated oven for about 45-55 minutes ( depends on the oven). Run a knife around the edge of the pan and immediately invert the pan onto a serving platter. Let it sit with the pan still on top for 5 minutes so the caramel can soak into the cake a bit, before removing the pan..
A presto 
Stefania Oliveri

Spaghetti ricci e pistacchi: the End!

(Scroll down for English version)
THE END.
Sì, comincio dalla fine, perché quest’anno è finita prima ancora che mi accorgessi che cominciasse.
Sono appena tornata a Palermo, e già soffro di nostalgia.
No, non sono stata in nessun posto esotico e lontano da casa, non ho fatto un viaggio meraviglioso. Sono stata solo a pochi chilometri da casa, in una casetta piccina picciò, con un giardinetto altrettanto piccino picciò, ma così tranquilla e soprattutto allegra, da farmi venire il magone già tre giorni prima di lasciarla. 
Ad aggravare il tutto, i meravigliosi padroni di casa e i vicini, con i quali abbiamo instaurato un bellissimo rapporto che giorno dopo giorno è cresciuto e che mi ha fatto sentire in compagnia anche quando ero sola. 
Piccole gioie che però ti riempiono la vita e che ti lasciano il vuoto quando non ci sono più…
Mi mancheranno le chiacchierate quotidiane, il rapporto di buon vicinato e le risate quando giocavamo a Burraco.
Ovvio, non finisce solo perché mi trasferisco a Palermo, ma il ritorno a casa, il rientro al lavoro e alla vita quotidiana e, un po’, alla solitudine che si ha in un grande palazzo, mi fa sentire un po’ melanconica…
Così, per dimenticare un po’, mi sono rifatta questa pasta, tanto estiva e anche poco impegnativa, insomma il giusto compromesso per il rientro a casa, ma tanto tanto gustosa. La ricetta la potete trovare anche sul sito della Garofalo che, oltre a spendersi per un’ottima pasta col glutine, si è impegnata a farne una altrettanto ottima senza glutine… Insomma, cosa volere di più?
Pasta coi ricci alla mia maniera
Ingredienti per 4 persone
1 vasetto di polpa di ricci appena sgusciati
320 gr. di spaghetti Garofalo (ma abbondate pure perché vorrete fare il bis!)
1 spicchio d’aglio
olio evo q.b.
pistacchi tritati q.b.
prezzemolo
un pizzico di peperoncino (facoltativo)
sale
Mettete dell’olio in una larga padella e non appena è caldo aggiungete l’aglio (sbucciato, in camicia o anche a fettine o tritato fa lo stesso e dipende dal vostro gusto) e fatelo imbiondire. Se gradite aggiungete anche un pizzico di peperoncino. Se l’aglio è intero, a questo punto, toglietelo e aggiungete la metà dei ricci e fate cuocere un minuto o due.
Nel frattempo lessate la pasta in abbondante acqua salata. Scolatela al dente (circa 5 minuti di cottura, non di più) e fatela saltare un minuto o due nella padella col condimento. Spegnete e aggiungete il resto dei ricci. Amalgamate e spolverizzate con prezzemolo fresco, lavato e tagliato e pistacchi non salati tritati al coltello.
Servite subito.
Vi farà dimenticare, per un po’ di tempo, la vostra malinconia!
Pasta with the sea urchins (my way)
Ingredients for 4 people
1 jar of fresh sea urchins 
320 gr. Spaghetti Garofalo
1 clove of garlic
extra virgin olive oil q.b.
chopped pistachios q.b.
parsley
a pinch of red pepper (optional)
salt
Put the oil in a large pan and when it is hot, add the garlic (peeled, poached or even sliced ​​or chopped, depends on your taste) and let it brown. Add, also, red pepper, if you like.
Add half of the urchins and let it cook for a minute or two.
In the meantime, boil the pasta in salted water, about 5 minutes (no more) and skip it in the pan with the sauce for a minute or two. Turn off and add the rest of the urchins. Mix and sprinkle with fresh parsley, washed and chopped, and unsalted and chopped pistachios.
Serve immediately.

A presto
Stefania Oliveri