Dolcetti senza glutine per Halloween o “I morti”

Lo sforzo è titanico, lo so.
Il nuovo avanza e il vecchio stanca.
Il nuovo così ammaliante e il vecchio così stantio.
Il nuovo così divertente, il vecchio così deprimente…
Almeno lo era per me, nonostante i doni che ricevessi.
Nonostante tutto, cerco di far convivere le due tradizioni, perché il nuovo ci sta travolgendo e non posso essere anacronistica, ma il vecchio lo voglio conservare, perché fa parte della nostra tradizione…
Così oggi nella miriade di post su Halloween, vi lascio la ricetta della frutta di martorana, che prima si mangiava solo per “i morti”…
Frutta, o meglio, frutti di martorana

E qui alcuni link di dolcetti da fare pensando che fra i bambini che busseranno alla vostra porta ci possano essere anche dei piccoli celiaci:

Meringhe

Biscotti vegani

Mini pumpkin pie

A presto
Stefania Oliveri

Riso integrale con verdure autunnali e semi…

(Scroll down for English version)

Giovedì scorso (ormai sono passati più di 10 giorni) sono stata tamponata.
In realtà, non è nemmeno la prima volta che mi tamponano.
La prima volta una macchina piccola mi tamponò … facendo retromarcia… Grazie a Dio non mi feci niente né io , né la macchina.
La seconda volta, invece, ero sulla mia monovolume e fui tamponata. Avevo sentito benissimo il colpo, ma girandomi non c’era nessuno… Quindi si avvicina un ragazzo sulla moto che mi chiede scusa, mi dà il suo numero di telefono e mi dice di contattarlo che mi risarcirà il fanalino che mi aveva bucato.
E poi c’è stata una terza e una quarta volta…
Tanto che i miei amici cominciarono a prendermi in giro e a dire che lo facevano apposta.
Giovedì scorso, invece, mi trovavo in bici, ferma al semaforo rosso, fremente perché dovevo arrivare a scuola… Ad un certo punto un forte rumore e mi sento sbalzata di almeno un metro.
Non capisco. Resto sulla bici…
Mi giro lentamente per capire che è successo e vedo un signore con una mercedes che si sporge appena e si lamenta del fatto.
Furente, gli urlo: “mi ha tamponato LEI e si lamenta pure?” (Noi palermitani non facciamo affermazioni, siamo gentili e chiediamo sempre, anche quando insultiamo, cioè mica ci mettiamo a inveire, ma vogliamo sapere se uno è cornuto per fare delle azioni del genere…)
Ad ogni modo, il tizio si ridimensiona, e mi chiede “tutto a posto?” E senza nemmeno lasciarmi il tempo di verificare, solo vedendo un mio cenno della testa, si sente in diritto di andarsene.
Per farla breve, questo “incidentino”, mi ha fruttato un colpo della strega, una contusione alla spalla e al bacino, e una forte cervicale, con conseguente collare da tenere per 8 giorni e fisioterapia per riprendermi…
In tutto questo tempo ho continuato a cucinare, cose semplici, è ovvio, ma non per questo prive di gusto, come questo riso integrale con verdure e semi.
Una coccola salata per augurarmi che nel frattempo arrivi il fresco e finisca l’estate anche qui, che con il collare si sente ancora più caldo!

Riso integrale con verdure di stagione e semi
Ingredienti per 5 persone:
300 g di riso integrale Sarchio
mezza verza
3 carote
100 g di zucca
1 cipolla
semi di zucca, girasole e di lino
curry
curcuma
parika forte
sale
olio evo

Una zuppa si fa facilmente, soprattutto se si usa la pentola a pressione. Basterà lavare e tagliere tutte le verdure (neanche a tocchetti così piccoli), mettere un po’ d’olio nella pentola a pressione e far stufare leggermente la cipolla. Quindi aggiungere le verdure, il sale, le spezie e un po’ di acqua fino a coprire le verdure. Chiudere la pentola a pressione e mettere il fuoco alto, fino a quando non inizia a fischiare. A questo punto abbassare il fuoco e lasciar cuocere per 10 minuti. Lasciare sfiatare e poi potrete aprire.
Con un frullatore, frullare il tutto e cuocere il riso integrale in questa zuppa. Se usate la pentola a pressione basteranno 20 minuti, altrimenti ce ne vorranno 35.
In una padella antiaderente tostare per qualche minuto i semi da servire con la zuppa e, se volete, anche del parmigiano.
Con questa ricetta partecipo a Salutiamoci che questo mese ha visto protagonista il riso integrale ospitato da Satsuki di Satsuki en cuisine, dove troverete tutte le informazioni.
Brown rice with seasonal vegetables and seeds
Ingredients for 5 people:
300 g brown rice
half cabbage
3 carrots
100 g pumpkin
1 onion
pumpkin , sunflower and flax seeds
curry
turmeric
strong paprika
salt
extra virgin olive oil
A soup is easily done , especially if you use a pressure cooker . Just wash and chop all the vegetables, put some oil in the pressure cooker and let simmer the onion . Then add the vegetables , salt , spices and water till to cover the vegetables. Close the pressure cooker and put over high heat until it begins to whistle . At this point, lower the heat and simmer for 10 minutes. Before you open it, the steam has to be over.
With a blender, mix all together and cook the rice in this soup . If you use the pressure cooker, you need only 20 minutes , otherwise it’ll take 35 minutes.
In a pan roast the seeds for few minutes and ten serve with the soup , and if you like, even with Parmesan .

A presto
Stefania Oliveri

American Style!

Conoscete le blogger gluten free americane?
Sono fantastiche!
Io ne ho conosciute due strepitose!
Sono Lisa ed Elana!

Queste sono due ricette fatte da loro, senza glutine, ma per tutti!

Lisa’s housband photo

Elana’s photo

Se volete saperne di più di queste blogger e delle loro colazioni, andate qui, dove troverete uno stupendo articolo! 😉

A presto

Stefania Oliveri

Zucchette al cioccolato, nocciole e mandorle, ripiene di marmellata o crema alle nocciole

(Scroll down for English version)

Lo sanno tutti che amo mangiare… lo si vede anche, ahimè!

E sanno anche che adoro i prodotti freschi, appena raccolti, quelle cose che vengono direttamente dall’albero, dal campo, dall’orto. Ahimè, non ho nemmeno un fazzoletto di terra…
E, differentemente da qualche anno fa, li preferisco persino ai gioielli (“amore, per te non vale il discorso, però se mi porti spesso qualcosa di fresco e anche una volta l’anno un gioiello, va bene lo stesso!”)
Così, quando il mio collega Angelo (qui menzionato più e più volte) mi ha regalato un sacchetto pieno di nocciole delle Madonie, mi si sono riempiti gli occhi di lacrime per l’emozione.
Ma me le ha date il giorno prima che partissi, lasciando i miei quattro uomini soli a casa…
Per cui, arrivata a casa, le ho subito nascoste, in maniera tale da ritrovarle al mio ritorno…
Il piano ha funzionato egregiamente e così, oggi ho potuto fare questi dolcetti, che ai miei pargoli sono piaciuti tanto tanto.
Però, effettivamente, forse qualcuna potevo anche fargliela trovare… In questa ricetta me ne sono servite solo 60 g… e adesso ho 940 g ancora da consumare! (Ma non vi preoccupate so case farne!)
Siccome si avvicina Halloween e la Sarchio mi ha invitato a fare una ricetta per partecipare al loro contest su questa festa, ho deciso di unire l’utile al dilettevole, usando degli stampini a forma di zucca. Se vi piace la mia ricetta votatela qui






Zucchette al cioccolato ripiene di marmellata o crema alle nocciole
Ingredienti (per 7 muffin grandi):

60 g di mandorle tritate
60 g noci tritate
50 g olio evo

2 uova codice 0
20 g cacao amaro in polvere
1/2 cucchiaino da tè di vaniglia bourbon liquida
Ripieno

Tritate in maniera molto sottile le mandorle e le noci e aggiungete il cacao
In un’altra ciotola mescolate insieme le uova, lo zucchero e la vaniglia. Poi aggiungete l’olio di oliva. 

Aggiungete la parte liquida alle polveri e mescolate bene.

Riempite a metà degli stampi per muffin, meglio se piccoli, (io stavolta, visto l’approssimarsi di Halloween ho usato degli stampi a forma di zucca), e con un cucchiaino mettete una noce di crema alle nocciole o marmellata, quindi coprite con altro composto.

Il composto è piuttosto sodo, ma non preoccupatevi, è così che deve essere.
Quindi cuocete in forno già caldo ventilato a 170° per circa 15 minuti. Ma se li volete un po’ più morbidi 12 minuti basteranno.
Muffins filled with jam or chocolate hazelnut cream
Ingredients ( for 7 large muffins ) :
60 g chopped almonds
60 g chopped walnuts
50 g extra virgin olive oil
2 eggs code 0
55 g white cane sugar
20 g unsweetened cocoa powder
1/2 teaspoon of vanilla bourbon liquid
stuffed
Cocoa and hazelnut cream
Plum compote 
 Finely grind the almonds and walnuts in a food processor and add the cocoa
In another bowl, mix together the eggs , sugar and vanilla. Then add the olive oil, too.
Add the liquids to the powders and mix well.
Fill the muffin molds with half batter and  place a little less than a tablespoon of chocolate hazelnut spread or jam.
Cover each individual muffin cup with the rest of the batter.
The batter is quite hard , but do not worry , that’s how it should be.
Then bake in a preheated oven at 180 ° for about 15 minutes. But if you want softer, underbake..
A presto
Stefania Oliveri

Vellutata di castagne e ho uno spasimante

(Scroll down for English version)

E chi l’avrebbe mai detto?
Un innamorato così tenace, proprio, non me l’aspettavo!
Fedele, costante e attaccato.
E chi doveva dirmelo?
Una nuova collega, appena arrivata, mi ha svelato l’arcano.

Lei così discreta e carina, poco incline ai pettegolezzi, eppure così attenta e vigile da rendersi conto di tutto.
Sono bastate poche parole, uno sguardo ed ha capito subito.
Non so se esserne contenta o meno.
Forse avrei preferito rimanere nell’ignoranza.
Perché adesso non so come fare a liberarmene…
In poche e semplici parole mi ha spiegato che secondo la teoria del set point ipotalamico, il mio cervello sì è innamorato della mia immagine corporea e soprattutto del mio peso, per cui nonostante io faccia fatica e mi metta a dieta, lui è così innamorato da non voler lasciare andare il mio grasso, così facilmente.
Inoltre per convincerlo del contrario, sarebbe necessario un anno di dieta e almeno un altro anno di alimentazione controllata, per convincerlo che gli piaccio anche più magra… 
Insomma un tempo interminabile…
Nel frattempo che mi decida a intraprendere questo lungo distacco, mi sono concessa un gustoso antipasto che ho visto dalla mia amica Cristiana.
Io adoro le castagne e le avevo appena comprate, potevo lasciarmi sfuggire una ricetta così???

Vellutata di castagne di Cristiana di Beuf à la Mode

200g di castagne
250 ml brodo
250 ml latte
2 scalogni
sale
olio
pancetta tagliata sottile
Rosmarino (mia unica aggiunta)
Intagliate le castagne e lessatele per circa 30 minuti. 
Toglietele dal fuoco e sbucciatele, cercando di togliere anche la pellicina. 
A questo punto Cristiana le ha rimesse sul fuoco per circa un’ora, ma siccome io non ho capito se dovevo rimettere l’acqua, ho saltato questo passaggio e sono passata direttamente al soffritto, mettendo in una pentola l’olio e gli scalogni tritati. Ho aggiunto le castagne, il brodo e il latte e ho portato ad  ebollizione e ho fatto cuocere per circa 20 minuti. A questo punto ho passato tutto al passaverdura, così si sono eliminati eventuali residui di buccia.
Poi ho tagliato a listarelle la pancetta e l’ho fatta abbrustolire in padella senza olio e ho servito la vellutata con la pancetta e qualche rametto di rosmarino, come antipasto. 
Neanche a dirlo, in famiglia hanno apprezzato!

Anche con questa ricetta partecipo al bellissimo contest della mia vulcanica amica EliFla, do Cuocicucidici, The recipe-tionist!

Cream of chestnuts
200 g chestnuts
250 ml broth
250 ml milk
2 shallots
salt
oil
thinly sliced ​​bacon
Rosemary 
Carve the chestnuts and cook for about 30 minutes.
Remove from heat and peel them , trying to remove the skins, too .
Put the oil in a pan and stir chopped shallots .Add the chestnuts , the broth and the milk , and bring to boil; cook for about 20 minutes. Now, you can press the chestnut through the sieve, in order to eliminate any remaining peel .
Cut the bacon into strips and toast in a pan without oil. I served the soup with bacon and a few sprigs of rosemary. Wonderful  starter.

A presto
Stefania Oliveri

Uova in camicia con bacon e salsa al cioccolato, scones ai mirtilli, milk shake alla vaniglia e muffins ai fagioli for my american breakfast!

La prima volta, che sono stata negli U.S.A., avevo 17 anni e non avevo mai preso un aereo.
Avevo partecipato ad un concorso a scuola e avevo vinto la borsa di studio per andare un mese nel Maryland.
Avevo tenuto nascosto la cosa alla mia famiglia, perché temevo di essere scoraggiata. Così quando vinsi, tornai a casa e vittoriosa annunciai “vado negli U.S.A!”
Passai un mese presso una famiglia americana che viveva sperduta in mezzo ad un bosco, lontana da tutto e da tutti. Una famiglia non benestante, alla quale lasciai anche alcuni vestiti miei perché adoravano le mie magliette della Benetton e che non potevano permettersi di comprarsi, ma ricca di amore nei miei confronti.
Una famiglia ospitale che mi ha fatto davvero immergere nella vita reale delle piccole cittadine americane. Il periodo era quello di pasqua e mi ricordo ancora una serata passata a decorare centinaia di uova la sera prima, e che l’indomani dovevamo cercare per ottenere il nostro regalo. Uova che, nei giorni successivi, abbiamo mangiato in tutte le salse!
Era la prima volta che facevo una cosa del genere, così come era la prima volta che facevo una colazione salata, per questo quando la mattina mi offrivano uova e bacon (che io apprezzavo) bevevo coca cola e non il succo d’arancia o il latte, e completavo il tutto con delle sanissime chips fritte!
Adoravo tutto il junk food che mi offrivano e mi sentivo nel paese dei balocchi! Potevo mangiare liberamente ciò che mia madre mi proibiva!

Sono tornata negli U.S.A. per il mio viaggio di nozze.
Stavolta siamo stati negli alberghi migliori, ma io ero già celiaca… Quindi non ho potuto assaggiare tantissime cose, anzi a dirla tutta, ho potuto mangiare ben poco, perché ancora non c’era tutta questa attenzione ai celiaci come adesso…
In ogni caso ho visto l’altra costa degli U.S.A. e sebbene il mio cuore è rimasto legato a New York, alla quale mi sento di appartenere, è stato un viaggio molto piacevole… ma si capisce era il mio viaggio di nozze!

Così quando  Roberta di La valigia sul letto, con la sua 33esima ricetta dell’MTC, ha proposto la American breakfast ho pensato che finalemente avevo la scusa per provare qualcosa che non avevo potuto mai assaggiare e fare una bella colazione (ok, il mio è stato un brunch) salato!

La sfida di questo mese, è vero,  è complessa. Ma per una anglofila come me, è pura poesia.

Quando ho letto la ricetta di Roberta, ho subito pensato alle colazioni che mi concedo all’estero con fagioli e bacon fritto. Una bomba calorica e colesterolica, ma, ogni tanto, sovraccaricare il fegato fa bene, così lavora!

E così ho ripensato subito alla torta che feci per un compleanno del pargolo n.2, di una bontà più unica che rara, sebbene un po’ particolare. La glassa al cioccolato, ovviamente, fa la sua parte da leone… Come abbinarlo al bacon? E mi è venuto in mente Paul Young (beniamino della nostra Mapi), che nel suo libro “Avventure al cioccolato” presenta un sandwich al bacon al cioccolato. E se lo fa lui, perché io no?
E con quale bevanda accompagnare cotanta colazione? Ma certo con un milk shake alla vaniglia, d’altro canto qui a Palermo ci sono ancora 28°C! E il milk shake è la bevanda per antonomasia (coca cola a parte!) degli U.S.A.

Tutta la famiglia Cardamomo ha gradito, benché l’uovo, più che in camicia, sembrasse in canottiera (ma qui fa caldo, no?)

Ed ecco a voi il nostro succulento e calorico brunch per immaginare, per un momento, di essere negli U.S.A. con tutta la famiglia.

Uova in camicia con bacon e salsa al cioccolato, scones ai mirtilli, milk shake alla vaniglia e muffins ai fagioli
Cominciamo con gli scones

Scones (Ricetta originale di Jamie Oliver, in cui lui usa il succo d’arancia, ma io ho usato l’acqua e ho fatto qualche modifica con le farine)
220 g farina di riso integrale superfino
170 g fecola di patate
110 g farina di tapioca
50 g grano saraceno
2,5 cucchiaini di gomma di xantano
15 g di lievito istantaneo
un pizzico sale marino
110 g burro, appena fuori dal frigorifero, tagliato a cubetti
2 uova grandi codice 0
125 g latte
una manciata di mirtilli secchi
Preriscaldate il forno a 200°. 
Su una teglia a vassoio mettete un pezzo di carta da forno. 
Mettete insieme  gli ingredienti secchi in un robot da cucina, eccetto la gomma di xantano, lievito e sale. Accendete il mixer per qualche istante, in maniera da far aerare le farine. (Altrimenti setacciatele). Quindi aggiungete gli altri ingredienti secchi e mescolate tutto insieme.
Aggiungete il burro e accendete di nuovo il robot, frullando per 7 o 8 volte, fino a quando non vi vi sembrerà simile a farina di mais con piccoli ciuffi di burro.
A questo punto aggiungete le uova, uno alla volta e il latte e impastate ancora e infine i mirtilli.
L’impasto è abbastanza morbido, ma facilmente lavorabile. 
Quindi cominciate a fare gli scones. Stendete la pasta ad uno spessore di circa 2,5 cm (ma io li ho fatti più bassini) . La maggiore altezza serve perché gli scones non aumentano più di tanto. Tagliate 10 cerchi dalla pasta con uno stampino per biscotti o un bicchiere d’acqua. Potrebbe essere necessario tagliare cerchi, poi ridistendere la pasta e tagliare ancora .
Trasferite i cerchi di pasta degli scones sulla teglia. Spennellate la parte superiore con un po’ di latte (o burro, se volete, ma io ho dimenticato sia l’uno che l’altro). 
Cuocete in forno fino a quando i biscotti non sono dorati, circa 12 a 15 minuti. Tirateli fuori dal forno e lasciateli raffreddare.
Sono buonissimi, fragranti e morbidi allo stesso tempo. Durano almeno un giorno chiusi in una scatola a chiusura ermetica. Io li ho anche congelati e sono ottimi anche da scongelati. Volendo si possono piastrare, così come ho fatto io.

Uova in camicia
Vi metto il testo di Roberta, molto chiaro, ma che confesso a me non è riuscito benissimo, ma si sa, io ho una manualità da elefante!

“Per quanto riguarda la cottura delle uova, ci sono diversi metodi ed il più diffuso è quello di mescolare energicamente l’acqua per creare un vortice nel quale adagiare l’uovo che, trascinato dal movimento dell’acqua, rotolera’ su se stesso avvolgendosi nel suo albume mentre questo si solidifica. A me questo metodo ha sempre dato poche soddisfazioni, mentre mi sono trovata meglio con il seguente:

In una casseruola da 24 cm di diametro, versate circa 5 cm di acqua e scaldate a fuoco medio fino alla comparsa delle bollicine sul fondo e sui bordi della pentola.


Rompete le uova in ciotoline separate, un uovo per ogni ciotola, eliminando quelli con il tuorlo rotto.


Versate delicatamente le uova, una alla volta, sulla superficie dell’acqua, lasciando che vadano dolcemente a fondo. Lasciate abbondante spazio tra un uovo e l’altro, cuocendone non piu’ di tre o quattro alla volta. Lasciatele cuocere indisturbate per 3 o 4 minuti, usando una spatola di gomma per staccare delicatamente le uova dal fondo della pentola, se fosse necessario. 


Con un mestolo forato togliete le uova dall’acqua, una alla volta, scolandole molto bene e se dovete servirle subito, tamponate il fondo del mestolo con un pezzo di carta da cucina per assorbire tutta l’acqua in eccesso.  Potete conservarle in frigorifero fino a 3 ore, avendo l’accortezza di deporle su un piatto coperto di carta da forno. Al momento di servirle, bastera’ scaldarle per  35 o 40 secondi in acqua in leggera ebollizione.”

Salsa al cioccolato di accompagnamento

cioccolato fondente al 60%
bacon
L’uovo in camicia l’ho servito con del bacon tagliato un po’ più spesso e fatto piastrare su una padella anti aderente, senza alcun condimento. Poi ho fatto assorbire il grasso rilasciato sopra un foglio di carta assorbente e quindi l’ho cosparso con del cioccolato fondente, fatto sciogliere a bagno maria.




Muffins ai fagioli con glassa al cioccolato (per 12 muffins)
240 g fagioli (quelli che preferite, non ha importanza) al netto (confezionati)
100 g di zucchero
2 cucchiai di  rum
2 uova codice 0
60 gr. di burro
1 cucchiaio di scorza grattugiata di limone biologico
1 cucchiaino da caffè di bicarbonato
Sgocciolate i fagioli e sciacquateli molto bene. Quindi li ho frullati molto bene, ma potete passarli al passaverdure. A questo punto separate i tuorli dagli albumi e montate a neve ben ferma le chiare. 
Aggiungete tutti gli altri ingredienti, i due tuorli e il burro fuso alla purea di fagioli amalgamate. 
Quindi incorporate delicatamente al composto gli albumi. 
Versate l’impasto (che è piuttosto liquido) in una teglia per muffins con dei pirottini di carta e infornate  in forno già caldo a 180° (ventilato) per 20 minuti. Lasciateli raffreddare e ricoprite con una glassa al cioccolato di Nigella.
Glassa al cioccolato  di Nigella
90 gr. di cioccolato fondente tritato
2 cucchiai di acqua
2 cucchiai di miele di sulla (bio e delle mie parti, molto simile a quello di acacia)
60 gr. di zucchero a velo
Mettete in un pentolino, a fuoco bassissimo, l’acqua e il cioccolato e fate sciogliere, ma non del tutto, e spegnete. Aggiungete quindi il miele e aspettate che raffreddi (pochissimi minuti). A questo punto aggiungete lo zucchero a velo, mescolate e versate sui muffins.

Milk shake alla vaniglia (per ogni bicchiere grande)


200 g gelato alla vaniglia
100 g latte
un cucchiaino da caffè di vaniglia bourbon.
Mettete in un frullatore il gelato, il latte e la vaniglia. Frullate tutto insieme e servite.

Scones ( Original recipe from Jamie Oliver, in which he uses the orange juice , but I used the water and I made ​​some changes with flours)
220 g superfine brown rice flour
170 g potato starch
110 g tapioca flour
50 g buckwheat
2.5 teaspoons of xanthan gum
15 g of instant yeast
a pinch sea salt
110 g butter, just out of the fridge , cut into cubes
2 large eggs, code 0
125 g milk
a handful of dried cranberries
Preheat oven to 200 degrees.
On a baking tray put a piece of baking paper.
Put together the dry ingredients in a food processor, except for the xanthan gum, the yeast and the salt . Turn the mixer for a few moments ,  to aerate the flours. Then add the other dry ingredients and stir everything together.
Add the butter and pulse for 7 or 8 times , until it will seem similar to corn flour with small clumps of butter .
At this point add the eggs , one at a time and the milk and mix again and finally the cranberries .
The dough is quite soft , but workable.
Roll out the dough to a thickness of about 2.5 cm (but I have made them less thick) , because the scones do not rise much. Cut out 10 circles from the dough with a biscuit cutter or a glass of water. You may need to cut more circles.
Transfer the circles of dough of the scones on the baking sheet . Brush the top with a little milk (or butter, if you like)
Bake until cookies are golden, about 12 to 15 minutes.
They are delicious , fragrant and soft at the same time . 
Poched Eggs
There are several methods for cooking the eggs and the most famous is to stir vigorously the water to create a vortex in which lay the egg that, dragged by the water movement, will roll on itself, until will solidify.
Chocolate sauce
dark chocolate 60%
bacon
Let melt dark chocolate in a bain-marie, then sprinkle it over fried bacon

Muffins with beans and chocolate icing (for 12 muffins )
240 g beans, net 
100 g  sugar
2 tablespoons rum
2 eggs code 0
60 g butter
1 tbs grated lemon
1 tsp baking soda
Drain the beans, rinse them very well and pass them. Separate the yolks from the egg whites and whip them until fluffy .
Add all the other ingredients , the two egg yolks and melted butter to the mashed beans mix .
Then incorporated into the mixture gently the whites .
Pour the mixture (which is quite liquid) in a muffin pan with paper cups and bake for20 minutes in the preheated oven at 180 °. Let cool and cover with Nigella’s chocolate glaze .
Nigella’ s icing
90 gr. chopped dark chocolate
2 tablespoons water
2 tablespoons sulla honey
60 gr. icing sugar
Put in a saucepan, over low heat , water and chocolate and melt, but not entirely , then turn off . Add the honey and mix . Add the icing sugar, too,  stir and pour over muffins .

Vanilla milk shake (for each large glass)
200 g  vanilla ice cream
100 g milk
a teaspoon of vanilla bourbon.
Put in a blender ice cream, milk and vanilla. Blend everything together and serve.

Con questa ricetta partecipo all’MTC di ottobre

A presto
Stefania Oliveri

E il vincitore è…

E, come promesso, oggi proclamiamo il vincitore.
Innanzi tutto ringrazio tutti quelli che hanno partecipato con il loro blog o anche su Facebook.
Il vostro impegno nei confronti dei celiaci mi emoziona ogni volta, anche perché è grazie a tutti voi, che sono sicura che la “mia” rivoluzione porterà i suoi frutti e, finalmente, si troveranno dei cibi senza glutine sicuri e finalmente non capiterà più di rimanere a guardare e a digiuno.
E’ stato, ovviamente, difficile decidere chi premiare. Io avrei premiato tutti. Ma la dura legge dei contest, prevede un solo vincitore. Così ho sottoposto i vostri post ai miei familiari e dopo tante discussioni, all’unanimità hanno deciso di far arrivare il mio libro a
Lara fammi aver il tuo indirizzo e presto ti arriverà la copia autografata!
A presto
Stefania Oliveri

Torta di carote e noci della bella e brava Cristiana

(Scroll down for English version)
Lei è l’esatto contrario di me.
A parte il fatto che sia alta e bionda naturale e con gli occhi azzurri (e già la dice lunga su quanto bella sia), la differenza a cui mi riferivo è più quella caratteriale che fisica (sebbene non possa negare che non ci assomigliamo per niente… ahimè!)
Lei è spartana, semplice, intensa.
Non parla molto, ma ti dice tutto con lo sguardo.
Non veste in maniera civettuola e non usa i tacchi. Nè un filo di trucco (e non ne ha bisogno).
E’ riflessiva e sa ascoltare, è una mamma fantastica e una donna perfetta.
E potrebbe essere la mia migliore amica, forse proprio perché è il mio opposto o forse perché io vorrei essere esattamente come lei.
Quando l’ho incontrata, ne sono rimasta folgorata e ben presto saprete anche perché (stay tuned)!
Nel suo bellissimo blog ho trovato talmente tante ricette da voler provare che ho avuto l’imbarazzo della scelta. Purtroppo il poco tempo a mia disposizione per adesso, mi ha fatto fare soltanto un dolce, ma che dolce.
L’ho fatto assaggiare ad una marea di gente sconosciuta lo scorso week end e il coro è stato unanime: MERAVIGLIOSA!
Fra l’altro non ho dovuto nemmeno renderla gluten free, perché già lo era di suo… Insomma what else?
Solo delle decorazioni al cioccolato bianco che l’hanno resa ancora più golosa, se possibile!

Torta di carote e noci di Beuf à la mode
250 g carote tritate
150 g noci tritate
200g zucchero a velo
100g fecola di patate
6 uova codice O (o al massimo 1)
1 limone bio
zucchero a velo

Glassa al cioccolato bianco
100 g di cioccolato bianco in chips
20 g di burro
Sbattete i tuorli con lo zucchero, un pizzico di sale e la scorza grattugiata di un limone fino ad ottenere una massa chiara. Aggiungete le carote, le noci e la fecola. Montate gli albumi a neve ben ferma e poi aggiungeteli delicatamente al composto. 
Foderate la teglia con la carta forno, io non ho fatto la ciambella prevista, versatevi l’impasto e mettete in forno caldo a 180° per circa una mezzora (la mia si è cotta in 40 minuti).
Prima di sfornare il dolce aspettate che si raffreddi. Poi spolverizzate con zucchero a velo, oppure fate una glassa come me.
Ho sciolto il cioccolato bianco insieme al burro al microonde a 450W per un minuto, poi mescolate e fate andare un altro minuto. Quindi mettete dentro un conetto di carta (io ho una minisiringa) e decorate a vostro piacere.

E con questa ricetta partecipo al contest mensile di EliFla The Recipe-tionist, partecipate anche voi!

Carrot and nuts cake
250 g chopped carrots
150 g chopped walnuts
200g icing sugar
100g potato starch
6 eggs O code (or 1 )
1 organic lemon
powdered sugar
White chocolate icing
100 g of white chocolate chips
20 g butter
Beat the egg yolks with the sugar, a pinch of salt and the grated rind of a lemon until the mixture is fluffy . Add the carrots , nuts and starch . Beat the egg whites until stiff and then gently add them to the mixture.
Lined the pan with parchment paper,  pour the mixture and bake at 180 degrees for about half an hour (mine was cooked in 40 minutes).
When the cake is cool, sprinkle with powdered sugar or make a glaze like me.
I melted white chocolate with the butter in the microwave at 450W for a minute, then stir and let go another minute. So you put in a cone of paper and decorated as you want.

A presto
Stefania Oliveri

Siamo ciò che mangiamo!

Da piccola, quando a scuola sentivo parlare  di mediterraneo, non so perchè , ma avevo un moto d’orgoglio.
Mi riconoscevo in quella etichetta come se fosse sinonimo di ‘vero, reale, buono e genuino, comunità allargata, comprendente una cultura più ampia e soprattutto superiore, che poteva solo fare del bene agli altri’.
Così, quando mi hanno invitata al MedDiet Camp* a Cagliari, mi è sembrato di ritornare indietro di anni (pochi, sia chiaro), e di ritrovare quel moto di orgoglio per esserne finalmente parte attiva.
Sono partita per Cagliari (e non mi soffermerò a raccontarvi tutte le avventure- o sarebbe meglio dire ‘disavventure’? – rocambolesche che abbiamo attraversato io e Teresa, per raggiungere in aereo la città), sapendo che altre 48 food blogger erano lì ad aspettarci, per condividere due giorni all’insegna dell’amore per il cibo, ma soprattutto per la brama di conoscere e approfondire alcune tematiche con degli esperti, chiamati apposta per formarci. L’Associazione Città dell’Olio, che non smetterò mai di ringraziare abbastanza, ci ha dato un opportunità unica, mettendo a disposizione un’organizzazione mega per portare avanti le eccellenze del territorio e credendo che il lavoro (inteso come passione) delle food blogger sia fondamentale per una rivoluzione nella nostra cultura culinaria. Sta investendo su di noi, fornendoci delle opportunità fantastiche per conoscere il nostro territorio e così farci portavoce delle nostre eccellenze.
Purtroppo, o forse per fortuna, ho scoperto che siamo tutte molto preparate, brave e competenti e forse, i nostri relatori, non se l’aspettavano…
Ciò nonostante, tutto ciò mi rende orgogliosa. Perché evidentemente quella che, saggiamente, il giornalista Carlo Cambi chiama “cultura mediterranea”, ritenendo riduttivo parlare solo di dieta mediterranea, in realtà nelle 50 food blogger era già ben presente!
E mi sono sentita rincuorata nel sapere che altre 49 persone (oltre tutti gli intervenuti) stavano portando avanti una vita all’insegna del buon cibo.
Tante volte, mi sento dire che sono “fissata” perché cucino tutto a casa, quando potrei benissimo comprare del cibo già pronto. Mi sento dire “esagerata” perché seguo la stagionalità degli ingredienti. Mi sento dire “paranoica”, quando parlo di cibo e di buon cibo… E così ho trovato almeno altre 49 “fissate, esagerate e paranoiche” come me, e, si sa, “mal comune è mezzo gaudio”.
Ed eccoci qui:
(foto di Vatinee Sumivol)

 

Per riassumervi in breve cosa abbiamo condiviso, così da essere più chiara, e non trascinarvi nel mio solito “stream of couscioussness”, vi faccio un elenco dei principali punti:
 
We are what we eat (slogan del Camp), che in soldoni significa “siamo ciò che mangiamo” (e guai chi si azzarda a dire che io ho mangiato poco e male nella mia vita…). A parte gli scherzi, la cosa per me è tanto più vera, se, come si sospetta, la celiachia sorge proprio per l’uso di un grano geneticamente modificato per resistere meglio (il cosiddetto grano nanizzato), che oggi è sulle tavole di tutti, per cui oggi si ritorna ai grani traduzionali e antichi che non darebbero questi problemi…
 
seguiamo la piramide! No, non perché siamo diventati egiziani. La piramide di cui parlo è quella alimentare, che vede alla base frutta, verdura, ortaggi, cereali e legumi. E quanti piatti si possono fare con la combinazione di questi alimenti? Migliaia, grazie anche all’infinità varietà che abbiamo! E ricordatevi che cereali (che non per niente è al plurale) significa una infinità di cose e cioè miglio, grano saraceno, quinoa, amaranto, mais, solo per citarne alcuni che, casualmente, sono anche senza glutine!
 
consumiamo più grassi sani. L’olio extra vergine d’oliva è il nostro alleato migliore, sia in cucina, che per la salute, e poi ogni regione, ne ha uno con le sue caratteristiche e peculiarità che caratterizzano proprio quel territorio e quella popolazione, perché non usarlo di più? E poi, è pure naturalmente senza glutine! 😉
 
mangia con gli occhi e con il naso. Scegliamo i cibi che dobbiamo portare in tavola, guardiamoli, annusiamoli, solo la buona qualità fa un ottimo piatto e non c’è storia! Cioè possiamo passare da un surgelato all’altro, ma l’odore e il sapore non saranno mai gli stessi di quelli freschi. Cioè, e ora mi rivolgo soprattutto ai signori uomini, è meglio una ragazza giovane, o una donna anziana, tutta rifatta, che “sembra giovane”?
 
il tempo è denaro. Molte amiche mi chiedano quanto tempo passo a cucinare. In realtà non più di tanto. Io amo mangiare bene, ma non tanto stare ai fornelli. Quindi chi più di me è fautrice di una cucina veloce, ma non per questo sana? Magari fatevi aiutare dai vostri figli a sbucciare le verdure, insegnate loro a sbucciare piselli e fave, a passare col passaverdure, se glielo porgerete come un gioco, saranno ben felici di farlo.
E quanto ci vuole a cuocere la pasta? Nello stesso tempo si prepara il condimento e il gioco è fatto e, se non ci credete, andate a comprarvi i libri di Jamie Oliver che ci insegna a cucinare in 30 e in 15 minuti, senza usare cibi porcherosi e preconfezionati (e “a buon inteditor poche parole”!)
 
mangia in compagnia. E qui scatta il tasto dolente, almeno per noi celiaci, ma se vi leggete qui o comprate il mio libro vi chiarirete moltissimi punti. In ogni caso mangiare in compagnia è la cosa più bella che ci sia. Per cui condividete le vostre cene e insegnate a tutti il valore del buon cibo, del nostro cibo!
 
Forse sembrerà poco (e allora, perché non lo fate???), ma davvero questi sono davvero i principi fondamentali della nostra dieta, della nostra cultura.
 

Un ringraziamento speciale va:  allo chef  italiano e stellato Luigi Pomata,  

 

 

                                                                      
allo chef tunisino Jaoudette Turki, 

allo Chef  libanese George Kib, 

allo Chef egiziano Mustafa El Refaye 

 

 

che ci hanno insegnato dei piatti tipici dei loro paesi, usando gli ingredienti del mediterraneo, e che ci hanno deliziato con il loro manicaretti;

al giornalista Carlo Cambi;

alla antropologa Alessandra Guigoni e al fotografo Alessandro Guerani

 

E alla bellissima città di Cagliari

Cagliari
Cagliari
 

*Il MedDiet Camp è il primo dei cinque grandi eventi pianificati daMedDiet, progetto strategico finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma ENPI CBC Bacino del Mediterraneo 2007-2013. Con un budget complessivo pari a circa 5 milioni di euro e una durata di 30 mesi, il progetto mira a promuovere e valorizzare la Dieta Mediterranea, riconosciuta Patrimonio immateriale dell’Umanità Unesco nel 2010.  Oltre all’Italia, che partecipa con Unioncamere in qualità di capofila, il Centro Servizi per le imprese della Camera di Commercio di Cagliari, il Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio e l’Associazione nazionale Città dell’Olio quali partners, il progetto coinvolge altri 5 Paesi del Mediterraneo (Egitto, Grecia, Libano, Spagna e Tunisia).

A presto
Stefania Oliveri

Le vie dei tesori

Una manifestazione a Palermo degna delle migliori città europee che aprono ai cittadini e ai turisti i tesori più belli e nascosti della città. 
Un’occasione imperdibile che da ieri ha preso il via e per le prossime tre settimane ci diletterà con interessantissime occasioni. QUI il programma completo.
Navarra, il mio sensibilissimo editore, ha organizzato in questa kermesse, la fiera del libro indipendente di tutta Italia. Per tre giorni, alla facoltà di Giurisprudenza, in via Maqueda, uno dei luoghi antichi e prestigiosi della cultura, ospiterà i libri di questi editori con i suoi autori. Incontri e presentazioni si susseguiranno alla presenza delle massime autorità italiane.
Io, con il mio umile contributo, sarò lì, per tre giorni. 
Chi volesse venire, anche solo per un saluto, mi troverà lì, con i miei assaggi e il mio libro.
Vi aspetto numerosi.
Ricordatevi il mio contest, vi aspetta anche quello! 
A presto 
Stefania Oliveri