Nic Vujicic, straordinario esempio d solidarietà. E voi ci state?

Conoscete quest’uomo?
Lui è Nick Vujicic.
Un bel ragazzo, dagli occhi chiari e il sorriso aperto.
Per il resto, non ha granché.
Non ha braccia e non ha gambe.
Ha due piedini, di cui uno con due dita.
Ovviamente, non esattamente quello che si desidera.
Ma, dopo una normale depressione già all’età di 8 anni, in cui dopo aver chiesto a Dio di fargli crescere braccia e gambe, aveva rivolto il pensiero al suicidio, Dio gli ha parlato e ha capito che in ogni caso lui era in una condizione di grazia e di poter servire Dio con la disponibilità.
Dopo essere uscito dal college, all’età di 21 ha cominciato la sua “carriera” di motivatore e con la sua organizzazione, non profit, Life without Limbs, fondata a 17 anni con il supporto del suo gruppo di preghiera.
Oggi, incoraggia milioni di giovani a vivere una vita felice.
Si è anche sposato e ha un figlio.

Perché vi racconto la storia di quest’uomo?

Perché è una storia straordinaria di enorme solidarietà, da parte di chi, fra l’altro, sembrava oggetto della solidarietà.
La solidarietà la troviamo perfino nel mondo animale. Vi dice niente questa foto?
E la solidarietà io l’ho trovata in un gruppo di food bloggers palermitane, che stasera, mi aiuteranno con le loro torte e non solo. Una solidarietà che mi scalda il cuore, perché in loro ho trovato delle amiche speciali, che stanno preparando delle torte interamente Gluten Free, per permettere l’assaggio anche ai celiaci, ma soprattutto, perché grazie a loro si svolgerà una gara di solidarietà nei confronti di due progetti benefici.
Il primo, quello che io sostengo con il mio libro, la Samot Onlus, che si occupa a 360 gradi di malati terminali di oncologia e dei loro familiari, qui nel territorio, la seconda invece sostiene la costruzione di una scuola in Tanzania, perché non dobbiamo dimenticare anche chi sta peggio di noi.

Per questo voglio ringraziare pubblicamente queste donne strepitose:
e tutte le persone che si sono spese nella realizzazione di questo evento in maniera totalmente gratuita per far sì che si possano raccogliere più fondi possibili, e grazie alla Navarra Editore che ha reso possibile tutto questo!
Vi chiedo, quindi, di sostenere anche voi questa solidarietà e di accorrere numerosi questa sera alle 21!
A stasera
Stefania Oliveri

100% Gluten Free (Fri)Day e non solo!

(Oggi minestra di lenticchie e cavolfiore vegana  and scroll down for English version) 

Oggi è venerdì e c’è il solito (ok, mi sto allargando dopo neanche un mese), il nostro appuntamento con il 100% Gluten Free (fri)Day.

E dopo solo un mese, voglio ringraziare tutti gli amici che ci stanno supportando.
Il 100% Gluten Free (fri)Day non ha lo scopo di non farvi mangiare il glutine almeno per un giorno, ma al contrario per farvi riflettere su quante ricette nascono già prive di glutine e le mangiate più volte a settimana, senza nemmeno accorgervene!
Ecco, quello che veramente vi chiediamo, è proprio di fare attenzione alle pietanze che cucinate per accorgervi di questo.
Il venerdì, quindi serve a riflettere e il fatto di pubblicare tutti insieme una ricetta senza glutine, serve a far riflettere gli altri, chi ancora non è sensibile come voi.
La celiachia non è la peggiore malattia del mondo, è brutta, ma non finisce la nostra vita. È solo più difficile uscire a mangiare fuori e questa giornata serve proprio a rendere più semplice la vita culinaria fuori casa dei celiaci. Qui trovate un vademecum per sapere quali sono i cibi permessi e quali le regole fondamentali da seguire.
So benissimo che è non l’unica malattia legata al cibo, così come so che, anche se non c’è una malattia di mezzo, ci sono delle scelte dietetiche, che comunque vanno rispettate, e che comunque cerco di sostenere partecipando ai contest legati ai vari problemi/scelte. Ciò mi ha permesso e mi permette di fare attenzione, quando cucino, a ciò che cucino e a come lo cucinerei se ci fosse qualcuno con quel determinato problema/scelta.
Ecco a cosa serve il 100% Gluten Free (fri)Day e spero che continuerete a sostenerci sempre di più.
Oggi, quindi posto una ricetta che oltre ad essere senza glutine, è anche adatta a Salutiamoci il non-contest (proprio come il nostro) mensile, che ha lo scopo di aiutare a mangiare bene e a prevenire i tumori, seguendo questa tabella
L’ingrediente di questo mese (ormai alla fine) sono le lenticchie, ospitate da Il mondo di Cì, e così ho voluto fare una minestra che riunisse i due scopi.
Minestra di lenticchie e cavolfiore
ingredienti per 5 persone
250 g di spaghetti spezzati (senza glutine, io ho usato la pasta BioAlimenta)
1 cavolfiore piccolo
500 gr di lenticchie di Ustica
1 cipolla
1 carota 
1 costola di sedano
1 pomodoro fresco (qui potete vedere come li conservo io per l’inverno)
1 cucchiaino da caffè di curcuma
1 cucchiaino da caffè di paprika forte
1 cucchiaino da caffè di curry (quello senza aglio, oltre che senza glutine)
olio evo
sale integrale
Fate un trito di cipolla, carota, sedano e le spezie e mettete a stufare con un po’ di olio. Quindi aggiungete il pomodoro spellato e tritato. Aggiungete le lenticchie (questa varietà non ha bisogno di ammollo), l’acqua fino a coprirle di due cm e chiudete la pentola a pressione.
Fate cuocere dapprima a fuoco alto e quando la pentola fischia, abbassate il fuoco e cuocete per 15/20 minuti. Quindi fate uscire tutto il vapore prima di aprire il coperchio e salate.
Prelevate 150 gr di lenticchie e frullatele.
Nel frattempo che le lenticchie cuociono, lavate il cavolfiore e dividetelo in più parti.
Portate a bollore abbondante acqua salata in una pentola capiente e tuffatevi il cavolfiore. Cuocete circa 10/15 minuti (dovete assaggiarlo per vedere se è cotto).
Prelevate il cavolfiore con un mestolo forato, lasciandone circa la metà nell’acqua. Dimezzate il quantitativo d’acqua e appena ritorna a bollire calate la pasta. 
Cuocete per il tempo previsto e quindi aggiungete le lenticchie frullate e qualcuna intera.
Servite ben calde… nei giorni freddi, aggiungendo un filo d’olio a crudo.
Suggerimenti:
– al posto della pasta senza glutine, potete anche usare altri cereali, adatti ai celiaci, come riso, miglio, amaranto, quinoa, grano saraceno;
– se non avete la pentola a pressione, le lenticchie dovranno cuocere per almeno 45 minuti;
– il resto delle lenticchie e del cavolfiore non utilizzato per la pasta potete conservarlo e mangiarlo dopo e le lenticchie addirittura congelarle;
– le verdure le prendo al mercatino bio che si tiene ogni sabato a Villa Sperlinga a Palermo.
Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day
 e a Salutiamoci di novembre
Infine, ma non per ultimo, vi ricordo che domani ci sarà la gara di TORTE SOLIDALI, accorrete numerosi!

Soup of lentils and cauliflower
Ingredients for 5 people
250 g broken spaghetti (gluten-free)
1 small cauliflower
500 g Ustica lentils
1 onion
1 carrot
1 rib of celery
1 fresh tomato (here you can see how I cherish them for the winter)
1 teaspoon of turmeric
1 teaspoon of paprika strong
1 teaspoon of curry (without the garlic , as well as gluten-free )
extra virgin olive oil
raw salt
Mince the onion , carrot, celery and spices and put to simmer with some oil . Then add the tomato peeled and chopped . Add the lentils, too ( this variety has no need to soak ) , water, enough to cover them two inches up and close the pressure cooker.
Cook over high heat at first and when the cooker whistles , turn the heat down and cook for 15/20 minutes. Let take out all the steam before opening the lid and, only after, salty.
Blend only 150 grams of lentils.
Meanwhile the lentils are cooking, wash the cauliflower and divide it into several parts.
Boil the cauliflower in a large pot, for  about 10/15 minutes (you have to taste it to see if it is cooked ) .
Save about half cauliflower water, where you have to cook the pasta.
Cook for the required time and then add the creamy lentils and also some whole .
Serve hot on cold days , adding a little olive oil.
Suggestions :
– In place of the gluten-free pasta , you can also use other grains, suitable for coeliacs , such as rice , millet, amaranth , quinoa, buckwheat ;
– If you do not have a pressure cooker , the lentils will cook for at least 45 minutes ;
– The rest of the lentils and cauliflower not used, you can store it and eat it and even freeze them ;
– I take vegetables in a bio market.

A presto
Stefania Oliveri

Una gara di torte solidali!

Ho una bellissima notizia da darvi. 
E sono talmente contenta che non so da dove iniziare.
Perché, la storia comincia a giugno quando è uscito il mio libro, ma si è conclusa solo lunedì scorso.
Tante volte su FB, chi mi conosce lo sa, ho scritto che era “difficile pure fare beneficenza”.
Sì, perché il mio sogno era quello di devolvere il ricavato del mio libro ad una Onlus.
Non avevo una scelto una Onlus qualsiasi, ne avevo scelta una ad hoc, ma da giugno a fino settembre le cose sono andate talmente per le lunghe, per poi ricevere un secco no.
Non vi dirò quale sia la Onlus che ha rifiutato l’offerta, ma le motivazioni sono state varie e non sempre nobili. 
Ma il mio desiderio rimaneva sempre valido. 
Ho così cominciato a guardarmi intorno, per vedere chi potesse averne bisogno.
Vi assicuro che in un momento come questo, sono tante le realtà che ne hanno bisogno e tutte assolutamente da aiutare
Poi, però ho scelto la Samot Onlus
Perché? Perché offre assistenza domiciliare integrata e specialistica ai pazienti affetti da patologie oncologiche terminali e io ho avuto tanti amici e parenti che si sono trovati in questa situazione e hanno visto gli operatori come degli angeli.
Ma il fatto che io l’avessi scelta non significava che loro scegliessero me (così come era successo con la prima).
Lunedì, invece, dopo un primo contatto telefonico, prendo appuntamento con la responsabile, per parlarle della mia iniziativa.
Sono intimidita, vista l’esperienza pregressa…
Però, mentre sono seduta in sala d’aspetto, vedo arrivare tanta gente e sembra che si conoscano tutti, si baciano e abbracciano con affetto. Rimango piacevolmente colpita dalla cosa.
Vengo ricevuta dalla responsabile, che mi mette subito a mio agio e le espongo il mio progetto.
Il suo volto si illumina, mi sorride e comincia a ringraziarmi. Mi apre le braccia, mi chiede “possiamo iniziare subito?” 
Sono stata felice come una bambina in un negozio di giocattoli. Mi è sembrato così semplice che quasi non ci credevo.
In ogni caso, ho preso la palla al balzo e siccome c’era in programma una presentazione del mio libro il 30 novembre quale migliore occasione per renderla speciale?
Aiutata da alcune foodblogger palermitane Stefania di Profumi & Sapori, Fina Curcio di L’avvocato nel fornetto, Ale di Cose buone di Ale, Elena Benfante di La montagna incantata, Cinzia di Il Forno incantato e Ornella di Gialla tra i forelli, che faranno delle torte (e vi assicuro che saranno le più buone che avrete mai mangiato) faremo una gara. 
Ci divideremo in due squadre, una gareggerà per la Samot Onlus e l’altra per sponsorizzare la costruzione di una scuola in Tanzania.

La torta della squadra che vincerà si aggiudicherà la vittoria del “gruzzoletto” raccolto dalla vendita del mio libro, messo a disposizione dalla casa editrice Navarra.

Per cui sabato 30 novembre, vi aspettiamo numerosi a Palazzo Orchidea Palermo Eventi, in viale Regione Siciliana 6645 alle 21. Troverete noi, delle torte buonissime, il mio libro e un’opportunità di fare beneficenza, sostenendo ben tre cause: le attività benefiche, la diffusione del messaggio di essere celiaci friendly e infine, ma non ultimo, sosterrete anche una impresa siciliana, quale la Navarra!

Zuppa di fagioli borlotti con castagne e gnocchi di castagne

E come nella migliore tradizione siciliana, l’inverno è arrivato, senza passare dall’autunno.
Adesso non so se è un ricordo indotto dovuto all’età, o è un vero ricordo, ma quando ero piccola l’autunno arrivava.
Me ne accorgevo dal fatto che il 1° ottobre iniziava la scuola, le foglie diventavano arancio-marroni e lastricavano i marciapiedi e ad ogni angolo della città c’era un caldarrostaio.
Mio padre, che sapeva quanto le amassi, me le comprava sempre. 
Un coppo enorme da condividere.
Mia mamma, invece, l’economa della casa, le comprava al mercato e ogni giorno ce le faceva a casa in una padella, all’uopo trasformata da mio padre, che, con il trapano, l’aveva bucherellata tutta.
Ecco, questo era l’autunno.
Non ricordo dolci fatti con le castagne, né con la loro farina. 
Mia mamma, ogni giorno, ci preparava una torta, i cannoli, le cascatelle, ma non credo abbia mai fatto dolci con le castagne.
Mi ricordo invece che le usava nei ripieni della carne.
Il suo tacchino ripieno era l’invidia e il desiderio di tutta la famiglia, compresi cognati, e cugini, ai quali arrivavano sempre delle teglie con la pasta con le sarde, il panettone ripieno e il tacchino.
Mentre lei cucinava, io preparavo le castagne facendo un intaglio sulla buccia, oppure “l’aiutavo” mangiando le castagne secche.
Che bontà, queste ultime, le adoravo. Me le lasciavo sciogliere in bocca, fino a quando diventavano facilmente masticabili e poi, di corsa, un’altra. Ma mia mamma ne comprava abbastanza e mi lasciava fare, o forse, il fatto che io mangiassi qualcosa, le faceva così piacere, che non le importava che finissero.
In ogni caso, quando ho visto la sfida dell’MTC di questo mese, ho pensato subito ad un dolce, perché fra i piatti, sono quelli che preferisco.
E però, i ricordi della mia infanzia, mi continuavano a riportare a piatti salati, dove però le castagne non erano predominanti, ma un sapore che componeva il piatto.
All’improvviso, l’illuminazione. Un piatto di famiglia… del mio dolce doppio.
Mia suocera fa una zuppa di fagioli e castagne che è la fine del mondo, e la prima volta che l’ho mangiata, ho pensato come avessi potuto farne ameno fino a quel momento.
Le castagne conferisco alla zuppa un sapore davvero particolare e predominate, e mi è sembrata perfetta per la sfida.
Ma come vi ho già detto altre volte, la sfida, quella vera, è più con noi stessi che contro gli altri partecipanti e così ho voluto fare una cosa che non avevo mai fatto prima.
La farina di castagne, infatti è un’altra farina naturalmente senza glutine che mi ha aiutato tanto in questi anni. Così ho provato a fare gli gnocchi. La loro consistenza è più vicina alla pasta fatta in casa che agli gnocchi, e il loro sapore è molto vicino a quello delle nocciole, tanto da richiedere un condimento abbastanza neutro come burro e salvia, o creme a base di formaggio.
Vi assicuro, però, che condite con questa zuppa ne hanno esaltato ancora di più la bontà e ogni cucchiaiata è stata un’estasi.
Zuppa di fagioli borlotti con castagne e gnocchi di castagne
Ingredienti per gli gnocchi (per 4 persone):
300 g farina di castagne
150 g farina senza glutine (io ho usato una farina dietoterapica Senz’Altro)
3 cucchiai di Grappa o Vodka
Acqua tiepida q.b.
Sale
Mescolate la farina di castagne con la di farina bianca e aggiungete 1 pizzico di sale. Mettete il composto in un mixer elettrico. Aggiungete la grappa (o la vodka) e abbastanza acqua tiepida per ottenere un impasto duro ma malleabile. Aggiungete l’acqua a poco a poco, in quanto è più facile da aggiungere che eliminarla. Mescolate per alcuni secondi o fino a quando il composto comincia ad unirsi e diventare come una palla.
Quindi mettete la pasta sul banco e impastate a mano per qualche minuto. Quando avete la pasta pronta, fate  una palla, e coprite con pellicola trasparente e lasciate riposare per 10-15 minuti.
Passato questo tempo, trasformate l’impasto in gnocchi.
 Dividete l’impasto in 8 a 10 palline. Utilizzando la punta delle dita, stendete ogni pallina in un rotolo  di circa 2 cm di spessore. Tagliateli quindi ogni 2,5 cm circa parti e rotolatele sui rebbi di una forchetta (o utilizzando l’apposito attrezzo) con il pollice. Posizionate gli gnocchi su un vassoio infarinato.
Ingredienti per la zuppa:
500 g fagioli borlotti freschi (congelati questa estate, in alternativa quelli secchi che dovrete tenere una notte a bagno) 
125 gr. di castagne secche 
1/2 cipolla
1 costa di sedano
2 carote
1 pomodoro per salsa (anche questo congelato questa estate)
olio extravergine di oliva
curry
paprika
curcuma
Mettete a mollo per qualche ora le castagne. Mettete a stufare (o soffriggete) con un po’ d’olio, la cipolla, il sedano, le carote tagliati a tocchetti piccoli piccoli (potete usare un cutter per tritarli un po’, ma senza esagerare). Quindi unite il pomodoro (lavatelo sotto l’acqua corrente la buccia andrà via e potrete tritarlo a coltello facilmente) e poi i fagioli  (ancora congelati), le castagne sciacquate e le spezie. Aggiungete  acqua quel tanto che superi di due dita abbondanti i fagioli. Chiudete il coperchio della pentola a pressione e mettete su fuoco vivace fin quando non inizia a fischiare. A questo punto dovete abbassare il fuoco e fate cuocere per 20 minuti. Trascorsi i venti minuti, solo quando la pressione è totalmente finita, aprite il coperchio e salate. Assaggiate e aggiustate di sale e le spezie.
Tradizione vuole che si cuociano degli spaghetti spezzati in questa zuppa, io, ovviamente, a questo giro ho calato gli gnocchi.
In una pentola capiente mettete 4 mestoli di zuppa e aggiungete l’acqua fino ad arrivare a metà pentola. Salate. Portate a bollore e calate gli gnocchi e non appena verranno a galla, prelevateli con una schiumaiola.
Serviteli con altra zuppa ben calda.
Vi assicuro un’estrema delizia.

Suggerimenti:
– se volete, potete preparare con anticipo gli gnocchi e congelarli e non hanno bisogno di essere scongelati per cuocerli.

Con questa ricetta partecipo all’MTC di questo mese, vinto dalla bravissima, oltre che meravigliosa signora Pici e Castagne, il cui ingrediente principe, se non si fosse capito, è la castagna.
E siccome è lunedì partecipo al al 100% vegetal  Monday con questa ricetta che è addirittura vegana!
Borlotti bean soup with chestnuts and chestnut gnocchi
Ingredients for the gnocchi (serves 4) :
300 g chestnut flour
150 g gluten free flour
3 tablespoons Vodka or Grappa
Warm water q.b.
salt
Mix the chestnut flour with white flour and add 1 pinch of salt. Put the mixture in an electric mixer . Add the grappa (or vodka ) and enough warm water to get a stiff dough but malleable . Add water little by little, because it is easier to add than eliminate . Stir for a few seconds or until the mixture begins to join and become like a ball .
Then put the dough on a surface and knead for a few minutes. Then cover it with plastic wrap and let rest for 10-15 minutes.
After this time , transform the dough into dumplings.
 Divide the dough into 8 to 10 balls . Using the tip of your fingers, roll each ball into a roll of about 2 inches thick. Then cut each 2.5 cm pieces and roll them on the tines of a fork (or using the special tool ) with the thumb. Place the gnocchi on a floured tray .
Ingredients for the soup:
500 g fresh beans (frozen this summer, alternatively you can you dried beans, but you have to soak for a night )
125 gr. dried chestnuts
1/2 onion
1 stalk of celery
2 carrots
1 tomato (also frozen this summer)
extra virgin olive oil
curry
paprika
turmeric
Soak chestnuts for a few hours. Put in stew (or fry ) with a little extra vergin olive oil , onion , celery , carrots, everything cut into small pieces . Then add the tomato (wash it under running water, the skin will go away and you can easily chop it with a knife ) and then the beans (still frozen) , rinsed chestnuts and spices. Add water just enough to exceed two fingers plentiful beans. Close the lid of the pressure cooker and put on high heat until it begins to whistle . At this point, you have to lower the heat and cook for 20 minutes. After twenty minutes , just when the pressure is completely finished , open the lid and salty . Taste and season with salt and spices.
Now you can cook the gnocchi .
In a large pot put 4 tablespoons of soup and add water until you get to half the pot. Season with salt . Bring to a boil and cook the gnocchi. As soon as they rise to the surface , take them out with a skimmer .
Serve with other soup.

A presto
Stefania Oliveri

Petti d’anatra con mele caramellate al Cointreau per il 100% Gluten Free (Fri)Day!

foto di Monica Zacchia

40 donne a Milano.


Molte non si conoscono, almeno non fisicamente.

Alcune, invece si sono viste due o tre volte, ma è come se fossero state sempre insieme.

Donne.

In cerca di un blog…

In cerca di dare un volto ad un blog.

Donne,

sorridenti, felici e impazzite.

Donne, tanto diverse eppure tutte uguali,

tutte con un presente e un passato, tutte con un futuro.

Un pranzo e un aperitivo il nostro spazio, lasciando a casa mariti, fidanzati, figli, madri e quant’altro.

Tutte insieme, tutte per noi.

Un momento emozionante.

Ringrazio il cielo di avermelo concesso, di avermi fatto trovare la strada di ognuno di loro, così uguali a me eppure così differenti, che mi completano, mi aiutano, mi insegnano, mi supportano.

Donne, ecco quello che siamo, noi.

(Dedicato alle mie amiche bloggalline e alle altre fantastiche amiche incontrate a Milano).

Queste donne tutte interessate al cibo, al buon cibo, condividono anche un obiettivo, quello di diffondere “una cultura” del cibo.
In questa cultura ci sta anche l’informazione verso le intolleranze e oggi è proprio la giornata dedicata al senza glutine e spero che tanti di voi, così come le mia amiche, riescano a partecipare a questa giornata, postando una ricetta 100% Gluten Free!

(Non vi fate scoraggiare dalla foto davvero brutta, il sapore è sublime!!!)

Petti d’anatra con mele caramellate al cointreau

Cucinare il petto d’anatra è più semplice di quanto si pensi. Possiede una carne gustosa e pregiata. E possiede meno calorie di molte carni rosse.

L’anatra è un volatile dalle carni pregiate che, purtroppo, viene consumato troppo poco, soprattutto al sud. 
Cucinare l’anatra, soprattutto i petti, è molto semplice, anche per i neofiti in cucina. Hanno bisogno soltanto di essere scottate dalla parte della pelle per pochi minuti, e poi la cottura si finisce in forno sempre per un tempo molto breve. Infatti la sua carne non deve cuocere a lungo perché altrimenti diventa troppo dura e gommosa.

Difficoltà: Facile
preparazione: 15 minuti
cottura: 15 minuti
cal a porzione 500
senza glutine

ingredienti per 4 persone

2 petto d’anatra

3 mele smith

sale affumicato

mezzo bicchiere cointreau

3 cucchiai zucchero di canna

1. Incidete i petti d’anatra con delle linee sulla pelle e cospargete la pelle di sale affumicato.

2. Sbucciate le mele e tagliatele a piccoli pezzi.

3. Fate scaldare una padella e mettete i petti dal lato della pelle. Fate cuocere per circa 5 minuti o fino a quando la pelle diventa croccante e dorata. Quando la pelle sarà dorata, potete girare i petti e fateli cucocere per qualche minuto.

4. Togliete i petti dalla padella e metteteli in una teglia senza il grsso di cottura. Poi passateli in forno, per 5 minuti, 180° in forno già caldo.

5. Nella padella dove c’è il grasso dell’anatra mettete lo zucchero di canna e fatelo caramellare. Quindi salteci dentro le mele. Aggiungete il Cointreau e fate cuocere a fuoco basso per circa 10 minuti.

6. Tagliate il petto di anatra longitudinalmente e irroratelo con la salsa di mele e sevitelo con delle patate al forno.

Qui trovate il link dove mandare le vostre ricette per partecipare al 100% GFFD e l’elenco di tutte le ricette realizzate finora.
A presto
Stefania Oliveri

Pasta cavolfiore, zucca e funghi, un’esplosione di bontà!

(Pasta cavolfiore, zucca e funghi and scroll down for English version)
Lunedì…
E già, solo la parola, basta… ed è già finito…
Pieno, pieno, pieno!
Lunedì, però, per renderlo un po’ meno pesante per me, ma forse, più pesante per il mio dolce doppio e i miei tre pargoli, che amano molto di più la carne, oggi è 100% vegetale…
So che prima era dedicato alla ricetta fatta dal mio lui, ed era sempre carne, anzi, per la precisione maiale. E vi dirò di più, anche ieri, che io non c’ero, ha cucinato carne…
Ma oggi, ho comandato io e la carne non si è mangiata, né a pranzo né a cena!
P.s. Le presentazioni di Milano sono andate benissimo, ho incontrato un gruppo straordinario di foodblogger, piene di entusiasmo, competenza e generosità, che hanno reso questo mio week end milanese ancora più speciale!!! Vi porto tutte nel mio cuore, grazie di tutto… soprattutto dei due pranzi ottimi che mi avete fatto fare da BA Asian e da CuocOna, dove ho mangiato uno dei dolci più buoni della mia vita!

Pasta cavolfiore, zucca e funghi
Ingredienti per 5 persone
Pasta (senza glutine)
1 cipolla
mezzo cavolfiore
100 g di zucca già pulita
200 g di funghi
olio evo
sale
curry
paprika
curcuma
semi di zucca

Lavate e tagliate a cubetti la zucca. Lavate il cavolfiore e tagliate le cimette. Pulite i funghi e tagliateli a fettine. 
In un wok, mettete dell’olio evo e le spezie e poi aggiungete le verdure e le fate saltare per 10 minuti. Quindi coprite con un coperchio e fate cuocere ancora 5 minuti. Aggiungete i funghi e fate cuocere ancora per altri 5 minuti. Regolate di sale.
Nel frattempo fate bollire una pentola con l’acqua e quindi calate la pasta. Scolate al dente la pasta prendendola con un mestolo forato, così da lasciarla piuttosto umida, e ripassatela nel wok per due minuti o tre con il condimento.

Servite con parmigiano grattugiato (se non siete vegani) e semi di zucca per dare il croccante.

Suggerimenti:
– Gli ingredienti sono tutti naturalmente senza glutine, ma state attenti alle spezie, perché potrebbero avere tracce di glutine.

E sul filo del rasoio, con questa ricetta, partecipo al 100% vegetal monday di La cucina della Capra
Pasta cauliflower , pumpkin and mushrooms
Ingredients for 5 people
Pasta (gluten free)
1 onion
half cauliflower
100 g pumpkin (already clean)
200 g mushrooms
extra virgin olive oil
salt
curry
paprika
turmeric
pumpkin seeds
Wash and cut the pumpkin into cubes . Wash the cauliflower and cut into florets . Clean the mushrooms and cut them into slices.
In a wok , put some olive oil and the spices and then add the vegetables and saute for 10 minutes. Cover with a lid and cook for another 5 minutes. Add the mushrooms and cook for another 5 minutes. Season with salt .
Meanwhile, boil a pot with water and then dropped the pasta. Drain the pasta taking it with a slotted spoon , so as to leave it quite humid , and put in the wok with the dressing for two minutes or three.
Serve with grated Parmesan cheese ( if you are not vegan ) and pumpkin seeds to give crisp.
suggestions :
– The ingredients are all naturally gluten-free , but be careful with the spices, they may have traces of gluten .

A presto
Stefania Oliveri

Salmone su cavolo rosso e salsa di senape per il 100% Guten free (FRI)Day

Oggi è il secondo appuntamento con il 100% Gluten Free (Fri)Day, quello per cui tutta la redazione di Gluten Free Travel & Living si sta spendendo per sensibilizzare l’etere ad essere “celiaci friendly”! 
In effetti, se ci pensate, non è così difficile cucinare senza glutine, pensate alla parmigiana siciliana, o la caponata, così come il risotto, o la polenta sono delle ricette completamente e naturalmente senza glutine.

E allora vi invitiamo ad unirvi a noi, in questa battaglia di sensibilizzazione! Qui trovate il mio primo post dove spiego perché abbiamo scelto il venerdì e come è partita la nostra idea. Aiutateci a sostenerla, soprattutto per i tanti bimbi celiaci che vivono in un mondo “glutinoso”.
Qui, invece, trovate un vademecum sulla celiachia, su cosa possiamo mangiare e sulle tutte le cautele che ci servono per non essere contaminati. Perché è importante che le informazioni passino e passino in maniera corretta, ma non è così difficile, vi assicuro.
Se poi, oltre a partecipare pubblicando una ricetta senza glutine ogni venerdì, volete anche diffondere l’iniziativa, ve ne saremo totalmente grati e per farlo vi chiediamo, se avete un profilo twitter, di partecipare usando l’hashtag GFFD, cioè dovete scrive #GFFD, che significa Gluten Free (Fri)Day.
Adesso vi lascio una ricetta al 100% Gluten Free. Voi la leggerete mentre io sarò in viaggio per Milano, perché stasera e domani presenterò il mio libro.
Salmone su cavolo rosso e salsa di senape da Martha Stewart Living
2 cucchiaini di olio extravergine di oliva
1/3 di tazza di cipolla tritata finemente
1/2 cavolo rosso, tagliata a fettine sottili
1/2 cucchiaino di sale grosso
3 cucchiai di aceto balsamico
olio d’oliva
5 filetti di salmone, con pelle
Pepe nero macinato fresco
2 cucchiaini di senape di Digione
Io ho fatto il cavolo al microonde. tagliate una cipolla e il cavolo a listarelle e cuocete con dell’olio, per 10, 15 minuti alla massima potenza. Ttenere in caldo .
Fate riscaldare una padella con un po’ d’olio, e cuocete per pochi minuti il salmone, precedentemente salato e pepato. Trasferire i filetti in un piatto e coprire con un foglio di alluminio.
Nella stessa padella aggiungente la senape e 1/2 tazza di acqua fino a quando l’acqua inizia a bollire e sbattete con una frusta fino a che il composto non diventa liscio. Cuocere, circa 2 minuti.
Dividete cavolo su quattro piatti , e sopra adagiate i filetti. Guarnite con salsa di senape sopra i filetti. Condite con pepe e servite subito .
!

A Milano per due incontri!

Non è che non vi parlo più del mio libro perché mi sono fermata, ma solo perché non voglio tediarvi.
Solo che stavolta l’appuntamento è importante, si svolgerà a Milano!
Venerdì sarò da Cucina In con lo chef Gualtiero Villa, dove oltre a presentare il mio libro,  prepareremo degli aperitivi senza glutine (ma per tutti) e qui potete trovare tutte le informazioni, perché dovete prenotare, e sabato pomeriggio presenterò il mio libro da MAGICABULA, Via Nazario Sauro 12, Cormano.
Vi aspetto!!!!
Se però non siete di Milano e dintorni, vi ricordo che il mio libro, oltre che in tutte le librerie, lo trovate anche nel sito dell’editore Navarra
A presto
Stefania Oliveri

Tartufi Muscovado di Paul Young per lo Starbook

Oggi ricetta facilissima sui tartufi al cioccolato!

(Scroll down for English version)

Di Paul Young, in queste pagine, ne avete sentito parlare e anche abbondantemente.
Scoperto grazie al grande amore di Mapi per quest’uomo.
Amore platonico, s’intende, visto che la sua vita sessuale (la sua di lui, ahinoi) è orientata diversamente.
Ma tant’è, l’ha fatto amare anche a noi.
Così per un suo (di lei) compleanno, un gruppo di amici ha deciso di fare delle ricette proprio prese dal libro del suo amore, per onorarla.
E, per chi non lo ricordasse, o se lo fosse perso, fu una vera e propria odissea fare i suoi tartufi, tanto da essere rinominati, in maniera del tutto più prosaica, “PALLE” (e in tutti i sensi!)
Dopo quell’esperienza, ho provato altre ricette dal libro “Avventure al Cioccolato”, e, devo dire che mi hanno soddisfatto tutte molto.
Rimaneva solo il cruccio su i suoi tartufi.
Ero stata io/noi a non saperli fare o proprio non venivano?
Così ho preso la “palla” al balzo (lo Starbook) e ho riprovato…
Il sapore eccellente, non c’è che dire… ma sulla consistenza proprio non ci siamo…
Mr. Paul ha sbagliato sicuramente qualcosa…
Adesso vi scrivo la ricetta così come è sul libro, ricetta che io ho seguito pedissequamente e poi, come nella migliore tradizione dell Starbook, vi scrivo le mie note.

Tartufi Muscovado di Paul Young, Avventure al cioccolato
Ingredienti:
250 g di panna
250 g di cioccolato fondente al 70% di buona qualità spezzettato
100 g di zucchero muscovado
un pizzico di sale marino
Per la copertura:

50 g di cacao in polvere
50 g di zucchero Muscovado

“Portate lentamente ad ebollizione lo zucchero, il sale e la panna. Versate il composto in una ciotola sopra il cioccolato e sbattete bene fino a ottenere un composto ben emulsionato e lucido. Lasciate raffreddare la ganache, poi riponetela in frigorifero. Mescolate insieme il cacao in polvere e lo zucchero  per amalgamarli completamente. Spolverizzate le mani con la miscela di copertura e con la ganache create i tartufi*.Dopo averli modellati, ripassate i tartufi nella miscela di copertura. Conservateli in frigorifero o nel congelatore, riposti in un contenitore a chiusura ermetica. Serviteli a temperatura ambiente”.

Note personali:
– *la ganache, come giustamente la chiama Young, non si riesce a modellare con le mani, perché comunque è troppo morbida e la temperatura delle mani, sebben non calde come le mie, la scioglie, quindi io ho dovuto prendere due cucchiaini, e ho cercato di fare dei tartufi con quelli;
– non possono essere serviti a temperatura ambiente, perché diventano talmente morbidi da non poter essere presi con le mani;
– io li ho conservati in freezer e solo appena tirati fuori sono, quasi, facilmente prendibili con le mani; essi infatti continua a rimanere morbidi anche così;
– la copertura esterna è di una bontà unica, perché dona quel sapore un po’ croccantino, che dona l’uni nota più consistente;
– il sapore comunque è talmente buono che si fanno perdonare la consistenza…
Tutto sommato, anche se le dosi, secondo me, per la seconda volta, non sono quelle esatte, mi sento di promuovere il libro perché il sapore delle ricette è semplicemente sublime. Forse, lo riserverei a “cuoche” più esperte che si rendano conto che le proporzioni per questi tartufi sono abbondanti nella quantità dei liquidi.
Con questa ricetta, partecipo allo Starbook Redone
Muscovado Truffles
250 g cream
250 g dark chocolate 70% of good quality, chopped
100 g  sugar muscovado
a pinch of sea salt
For the topping:
50 g cocoa powder
50 g sugar Muscovado
Bring slowly to boil sugar, salt and cream. Pour the mixture over the chocolate in a bowl and beat well until mixture is well mixed and shiny. Let cool the ganache, then store it in the refrigerator. Mix together cocoa powder and sugar. Sprinkle the mixture on your hands and make the truffles; then cover also the truffles with the cocoa and the sugar. Keep them in the refrigerator or freezer, stored in a airtight container. Serve at room temperature. 
According to me they cannot be served at room temperature, because the truffles become too soft.

A presto
Stefania Oliveri

Panini girella gluten free e il lunedì senza carne

(Scroll down for English version)
Oggi è il giorno senza carne.
Una volta alla settimana, per chi non è vegetariano, si chiede di rinunciare alla carne.
Io ci rinuncio facilmente e felicemente perché non la amo particolarmente, ma per la mia famiglia è un sacrificio.
Ormai, però, lo sanno, il lunedì niente carne per evitare un consumo eccessivo che, a quanto pare, determina anche un grosso inquinamento.
In realtà, si dovrebbe anche evitare di consumare carne che proviene da allevamenti intensi, e cercare di mangiare carne rossa una volta al mese, seguendo la famosa piramide alimentare, perché, oltrettuto, pare faccia malissimo al nostro organismo.
In ogni caso, oggi ricetta vegetariana (ma se volete renderla anche vegana, basta sostituire il latte di mucca, con latte di soia) e, ovviamente anche gluten free.
Un pane morbido e profumatissimo, oltre che veramente semplice da preparare. La ricetta l’ho avuta da una amica di Facebook, e ve la riscrivo esattamente come fatta da lei. Il risultato è davvero ottimo.

Panini arrotolati
400 g farina Farmo Fibrepan

300 ml latte
1 cubetto di lievito di birra da 25 g 
30 ml olio (io ho usato quello di oliva leggero, ma lei ne ha usato uno di semi)
1 cucchiaino di zucchero
2 cucchiaini rasi di sale
Semi di girasole, zucca, lino (mia aggiunta)

Sciogliete il lievito nel latte tiepido con un cucchiaino di zucchero e lasciate per 10 minuti. 
Versate tutto il latte dentro una ciotola (io nel mio KA) e, un po’ alla volta, la farina, iniziando a mescolare con l’impastatrice (ma va bene anche una forchetta). 
Una volta unita tutta la farina, aggiungete l’olio e infine il sale. Mescolate per bene fino a quando l’impasto non si stacca dalla ciotola. Aggiungete un pugno di farina cominciate a lavorate l’impasto con le mani.
Mettete a lievitare per 1 ora, coprendo la ciotola con la pellicola e avvolgendola in una coperta di lana.
Trascorsa l’ora infarinate un piano da lavoro e, senza rompere la lievitazione, adagiate l’impasto e iniziate a stenderlo con le mani, o aiutandovi, se necessario, con un mattarello. Arrotolate l’impasto e tagliatelo a fettine larghe più o meno 2-3 cm. 
Lasciate lievitare le fettine per un ora. Spennellate con un uovo sbattuto e un goccio di latte (ma io ho dimenticato questo passaggio, per questo sono venuti poco coloriti), cospargete con i semi e infornate a 170° per 20 minuti.
Con questa ricetta partecipo al 100% Vegetal Monday

Rolling bread
400 g flour Farmo Fibrepan
300 ml  milk
1 cube o fresh yeast 25 g
30 ml oil (I used light olive oil)
1 tablespoon sugar
2 teaspoons salt
pumpkin, sunflower and flax seeds
Dissolve yeast in lukewarm milk with sugar and leave it for 10 minutes.
Pour the milk into a bowl  and add flour, spoon by spoon,  starting to mix with the mixer ( but that’s okay even a fork ) .
When you finish the flour, add the oil and then the salt. Mix well. Add a bit of flour and begin to knead the dough with your hands.
Let rise for 1 hour, covering the bowl with plastic wrap and in a blanket .
After 1 hour, put some flour on work surface and, without breaking the rising,  and lay the dough. Roll it out with your hands, helping you, if necessary, with a rolling pin. Roll the dough and cut it into slices, about 2-3 cm wide .
Let rise for another hour. Brush with beaten egg and a little of milk (but I forgot this step, this is the reason why it is not brown), sprinkle with seeds and bake at 170° degrees for 20 minutes.

A presto
Stefania Oliveri