Happy free year!

 

 
Bilanci non ne voglio fare.
 
Il trascorrere del tempo è solo una convenzione.
 
Io non ho l’età che ho e non ho fatto gli sbagli che ho fatto.
Sicuramente, però, ho acquisito saggezza…
… e anche qualche chilo (ormai non li conto più da quando ho aperto il blog).
Sicuramente ho avuto tante soddisfazioni.
E voglio dimenticare gli insuccessi.
 
Ma quello a cui penso in questo momento è che sebbene tante delusioni ci siano state, ci sono stati altrettanto momenti che mi hanno riscaldato il cuore.
Perché, nonostante anche questo mondo virtuale è abitato dalle stesse brutte persone, invidiose, cattive, approfittatrici, false, egocentriche, è altresì abitato da persone stupende che altrimenti non avrei incontrato.
 
E allora, a le persone che mi hanno consolata, ascoltata, nutrita (e non solo fisicamente), ma anche rimproverata, spronata, incoraggiata, voglio dedicare questo post.
Sono tante le amiche che ho conosciuto grazie a questo spazio e che lo sono realmente e giornalmente, che mi pensano, mi chiamano e accorrono nel momento del bisogno e da virtuale è diventata un’amicizia reale fuori dagli schermi.
A loro, alle mie amiche, voglio dedicare questo pensiero.
Non le nomino per pudore, ma loro sanno chi sono, le mie foodblogger siciliane!!!
Ma una la devo nominare, perché è a lei che devo questa torta.
Che con generosità si è precipitata da me per aiutarmi (ok, diciamola tutta, è stato molto più che un aiuto).
A lei che è una pasticciera nata.
A lei che c’è sempre, che ha asciugato le mie lacrime, e ha ascoltato le mie rimostranze.
Che c’è al di là di tutto.
A lei che è il mio punto fermo, nonostante la sua giovane età.
Perché, grazie a questo pazzo mondo virtuale, si va alla vera sostanza delle cose e si vede la persona, se davvero la si vuole vedere, per quello che è veramente.
A lei, che mi conosce a fondo e mi vuole lo stesso bene!
 

Read more

Gingerbread Cookies o omini di pandizenzero

(Gingerbread Cookies o omini di pandizenzero)
gingerbread-cookies-0893-b
 
 

È il 23 dicembre.
È quasi natale.
Le “vacanze” sono cominciate.
E tutti abbiamo biscottato.
Anche io.
Questi sono stati fatti durante il corso di biscotti, ma sono stati ripetuti insieme al pargolo n.3 perché gli sono piaciuti “na cifra”.
Questi li ha proprio decorati lui.
Un esercito di omini di pandizenzero.
Ne avrei proprio bisogno ora.
Di un esercito, non solo dei biscottini.
Un esercito che mi potesse aiutare per queste “vacanze”.
Io avrò a pranzo circa una quarantina di persone…
Perché il mio tea e il mio teanner (tea dinner) sono più distruttivi del pranzo.
Ho appena fatto una carrellata dei miei post natalizi e devo confessare, che non è una novità che io odio il natale, le “vacanze”, e tutto il trambusto che ne deriva.
E anche quest’anno non fa eccezione.
Lo odio anche quest’anno.
Ma proprio per questo, voglio farvi gli auguri.
Che il vostro sia migliore del mio, che le vostre vacanze, siano davvero vacanze, che siano riposanti e piene di gioia.

gingerbread-cookies-0894-b

 

Gingerbread Cookies

Da qui (anche se un po’ modificati)
Ingredienti:

400 g di farina DS
150 g di miele (o melassa)
150 g di zucchero di canna scuro
100 g di burro
1 uovo codice 0 (cioè bio)
2 cucchiaini di zenzero in polvere
1 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di noce moscata
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano
1/4 cucchiaino di pepe macinato fresco
un pizzico di sale

Per la glassa:
100 grammi di zucchero a velo
acqua qb

In una planetaria mettete, la farina, il burro ammorbidito, il miele, lo zucchero, il sale e tutte le spezie e mescolate fino ad ottenere una consistenza sabbiosa. Infine aggiungete l’uovo.
Trasferite l’impasto sul tavolo e impastate ancora per pochi secondi fino a renderlo compatto.
 
Fatelo raffreddare il composto in frigorifero, avvolto nella pellicola trasparente per alimenti, per almeno 2 ore.
 
Riprendete l’impasto e stendetelo con uno spessore di circa 5 mm e tagliate a forma di omini con l’apposito stampino.
Disponeteli su di una teglia foderata con carta da forno ed infornate in forno preriscaldato a 180° fino a doratura.
Lasciateli raffreddare.
 
 
 
 
A questo punto potete decorarli con la glassa.
Mescolate lo zucchero con un po’ d’acqua minerale fino a quando non ottenete la consistenza giusta. Quindi con un cornetto di carta (io ho una matita spara glassa) decorate i biscotti come meglio credete.
 
 

Suggerimenti:
– l’impasto è abbastanza morbido, quindi dovete stenderlo abbastanza velocemente, tenendo il resto in frigo per non farlo riscaldare;
– come tutti gli impasti senza glutine sono un po’ più morbidi e quindi più stressanti (diciamolo);
– la bontà non ne risente… il vostro fegato un po’ di più!

Ancora tantissimi buoni auguri di buon natale a tutti voi, celiaci e non, perché io non discrimino nessuno 😉

A presto
Stefania Oliveri

Panettone a biga senza glutine, con farine naturali

 (Panettone a biga senza glutine, con farine naturali)

E dopo due tentativi andati male, finalmente il terzo è andato a buon fine!
Spaventata dalla legge “non c’è due senza tre”, ho intrapreso il mio terzo panettone.
No, non con la stessa ricetta.
Perché io sono una temeraria.
Tre tentativi, tre ricette.
Perché?
Non perché le ricette non fossero buone.
Le ho copiate da brave blogger e sono certa che le loro ricette siano ottime.
Ma una volta capito l’inghippo, perdo interesse e so già che ho voglia di passare ad un’altra sperimentazione.
Il primo panettone è stato realizzato con una farina diversa da quella consigliata perché mi è stato impossibile recuperarla. Ovviamente il risultato non poteva che essere differente.
Col secondo panettone, invece, ho sicuramente toppato la cottura.
Il sapore ottimo, ma il mio forno ventilato mi ha impedito di controllare la cottura.
Devo confessare che per questo avevo seguito pedissequamente la ricetta e volevo rifarlo, cuocendolo bene.
Poi, mentre ero al telefono con Anna Lisa e le raccontavo le mie disavventure, lei mi dice “ma perché non fai quello con la biga? È facilissimo e non devi usare farine dietoterapiche”.
Ecco, le paroline magiche “farine naturalmente senza glutine”!!!
A questo punto ero più che convinta.
Sono andata sul suo blog e ho seguito la ricetta passo passo (o quasi…).
La ricetta in realtà è di Olga e Manu e la trovate qui.

Read more

Biscotti natalizi

(Biscotti natalizi)

 
 
 
Che io me ne stia rendendo conto o meno, Natale si avvicina a grandi passi.
Sì, siamo già al 16 dicembre e mancano solo 9 giorni…
N O V E  G I O R N I???
Mi sento fremere, devo fare ancora tutto!!!
Però, una cosa l’ho fatta.
Sabato abbiamo fatto i biscottini di natale con delle amiche.
Un pomeriggio bellissimo e produttivo, che ripeteremo presto (ma all’anno nuovo) con i cereali alternativi!
Ovviamente naturalmente senza glutine.
Perfetti se volete fare un bel regalino homemade.
Perfetti se il vostro pargolo deve prendere l’antibiotico e non ci riesce, perché la pillola intera non riesce a mandarla giù e in polvere… avete presente Poltergeist?
Poi ci vuole, assolutamente, una coccola dolce come questa.

 

 

Biscotti natalizi: candy cane
165 g farina di riso integrale
80 g farina di riso finissima
80 g di tapioca
100 g di zucchero semolato

145 g di burro tedesco, a temperatura ambiente
40 g di yogurt greco
1 uovo cod. 0, grande
Estratto di vaniglia 1 cucchiaino
½ cucchiaino di sale
½ cucchiaino di bicarbonato di sodio
3-5 gocce di colorante rosso (senza glutine)
 
In una grande ciotola sbattete lo zucchero, il burro e lo yogurt. Aggiungete l’uovo e mescolate. Aggiungete la vaniglia, il sale, il bicarbonato e mescolate.
Quindi aggiungete la farina e mescolate.
Dividete l’impasto a metà e  avvolgetelo nella pellicola, appiattendolo.
Aggiungete 3-5 gocce di colore rosso all’altra metà ancora nella ciotola e mescolate tutto. Avvolgete  appiattite anche questa metà.
Mettete in frigorifero per almeno quattro ore.
Preriscaldate il forno a 180 ° C.
Dividete ogni metà di impasto in modo uniforme in 12 pezzi. Arrotolateli a due a due formando dei bastoncini e tagliateli all’altezza desiderata.
Mettete in frigorifero per 20 minuti prima della cottura.
Cuocete 13-16 minuti.
Sfornate e aspettate prima di toglierli dalla teglia perché sono fragili ancora caldi.
 

 

Con questa ricetta partecipo al contest di Una mamma che cucina Ricette di Natale nella categoria dolci

A presto
Stefania Oliveri

 

Oh Christmas free, il nostro primo libro!

Anche quest’anno è arrivata. Viene molto annunciata, ma arriva veramente quasi di nascosto, riparandosi dalle luci e dai lustrini, dalle decorazioni invadenti e gli annunci televisivi. È arrivata l’epoca del Natale.
C’è chi la ama e chi la odia, ma di sicuro non passa innosservata.
Noi di Gluten Free Travel & living ci schieriamo tra gli amanti del Natale. 
Ci scheriamo con tutti coloro che per almeno 15 giorni vogliono rallentare il cinismo, smettere di pensare solo a se stessi in un’era di ego ipertrofici, scoprire lo stupore della magia negli occhi dei bambini, tornare a casa, cucinare con amore legando con la tradizione il filo delle generazioni anche se ci sono intolleranze e limitazioni alimentari.
E questo è il nostro regalo di Natale.
Il nostro primo vero libro, interamente scritto, fotografato e cucinato dalla redazione.
Vi invitiamo a sfogliarlo, usarlo, stamparlo e regarlarlo. 
È specialmente dedicato ai bambini, troverete ricette, racconti, filastrocche e lavoretti, perchè per loro abbiamo sempre il ricordo confortante di un bianco natale.
Correte a scaricarlo!!!

Giveaway di A thai pianist

L’ho conosciuta a Milano, circa un anno fa.
Una ragazza dolcissima, di grande cuore e una testa favolosa.
In poche parole, una persona speciale.
Ed è per questo che partecipo a questo giveaway.
Perché la sorte non è dalla mia parte, mai!
E quindi non partecipo con la speranza di vincere.
Partecipo perché lei è una cara amica, sempre presente e disponibile e che c’è stata, eccome se c’è stata, nel momento del bisogno.

Con questo post partecipo al Giveaway di Vaty: Food & Travel per la sezione travel, perché, comunque, se vinco spero di arricchire la mia collezione già corposa di queste bellissime borse!
A presto
Stefania Oliveri

Pasticciotto con ricotta e fichi di Ficotto

(Pasticciotto con ricotta e fichi senza glutine)
 
 
Adoro i fichi!
E adoro la frutta caramellata.
Ma se i fichi sono anche caramellati, allora non si può parlare solo di adorazione, ma di vera e propria bramosia.
Ricevere quindi i Fichi Caramellati (realizzati utilizzando fichi della pregiata varietà “Fico Rosa”); l’Uva Caramellata (prodotta con una varietà apirene denominata Sugra One); e il Ficotto (mosto cotto di fichi della varietà “Fico Rosa”), è stato davvero piacevole.
Un po’ meno forse per i miei pargoli che con gli occhi di fuori e l’acquolina alla bocca, hanno dovuto aspettare per mangiarli, che io facessi una ricetta… Cioè, aprire il barattolo e trattenersi dal finire tutto così, in purezza, è stato davvero duro.
Così, mi permetto, per la prossima volta, di chiedere di mandare due confezioni per ogni prodotto, così da evitare liti in famiglia e salvaguardare la salute dei miei pargoli!
 

Read more

Pasta di lenticchie con pancetta e verdure invernali

(Pasta di lenticchie con pancetta e verdure invernali)
 pasta-di-lenticche-e-verdure-invernali-0834-b
La ricetta l’avevo pensata diversamente.
Ma richiedeva una quantità di tempo maggiore.
E io, non so perché, o forse sì, ho sempre meno tempo.
Sarà perché sono diversamente libera dai i miei impegni scolastici e familiari.
E allora, cerco di organizzarmi per step.
Preparo prima gli ingredienti che mi servono.
Cucino prima ciò che può essere conservato, per utilizzarlo all’ultimo minuto con quello che deve essere fatto solo all’ultimo minuto.
Ovviamente, i Cardamomos sanno che non devono toccare niente che io non abbia già fotografato.
O forse sarebbe meglio dire “saprebbero”.
Sì, la teoria la sanno, è nella pratica che deficiano.
Così, torno trafelata a casa, preparo la pasta e cerco in frigo il cotechino con cui avevo deciso di fare il ripieno della pasta…
Cioè, il binomio perfetto, per le feste di natale!
Cerco.
Cerco.
Cerco…
Abbandono la speranza di trovarlo…
Cioè, non ho avevo fatto i conti con un pargolo, anzi due, famelici.
Per farla breve, niente cotechino!
Così, mi sono dovuta accontentare della pancetta, ma sicuramente non andava bene per un ripieno di ravioli…
Insomma, alla fine i ravioli di lenticchie con ripieno di cotechino, si sono trasformati in Maltagliati con pancetta e verdure invernali.
Mai perdersi d’animo, ma soprattutto mai lasciarsi prendere dalla foga e trattenersi dall’uccidere il sangue del proprio sangue… dopotutto è un pranzo di natale!
 pasta-di-lenticche-e-verdure-invernali-0846-b

Maltagliati di lenticchie con pancetta e verdure invernali

Ingredienti:

per la pasta
200 g farina di riso finissima
200 g di farina di lenticchie
250/300  ml acqua
20 ml. olio extra vergine di oliva
8 g di xantano

sale

per il condimento
1 zucchina invernale o centenaria
300 g di zucca (io ho usato la varietà lunga di Napoli)
150 g di pancetta affumicata tagliata a dadini
1 cipolla bionda
semi di zucca
olio extra vergine di oliva
sale
Ho impastato con la planetaria la farina, lo xantano, l’olio, l’acqua e il sale.
Ho messo l’impasto ben amalgamato su una tavola di legno e ho impastato (brevemente). Aggiungete dell’acqua se necessario, cioè dovete ottenere un impasto liscio, sodo, ma elastico, che ho fatto riposare qualche minuto avvolto nella pellicola.
Siccome l’impasto tende a seccarsi, tenetela dentro l’involucro di pellicola fino al suo uso.
Ho ripreso l’impasto e ho steso con il matterello, tagliandola a forma di maltagliati.
Preparate il condimento:
Pelate la zucchina, la zucca e la cipolla e tagliate tutto a dadini.
In una casseruola bella capiente (io ho usato un wok), scaldate l’olio e fate soffriggere la cipolla a fuoco basso.
Aggiungete la zucca e fate saltare, quindi aggiungete anche la zucchina.
Fate cuocere a fuoco lento per 15 minuti circa e poi, alzate il fuoco e fate saltare.
In una padella, a parte, fate saltare anche la pancetta e tostate i semi di zucca.
Nel frattempo, cuocete la pasta, scolatela con un mestolo forato, direttamente nel wok con il condimento e fate saltare tutto insieme.
Aggiungete un po’ di acqua di cottura della pasta, se necessario.

 

Lievito madre senza glutine, come trattarlo

Nel lontano 2008, Olga e Manu, con la collaborazione di Vale, sperimentavano già, il lievito madre con farine naturalmente senza glutine.
Secondo loro, il mix migliore per ottenere buoni risultati è composto dal 50% di farina di riso sottilissima e farina  di mais fioretto, anche essa sottilissima, e una quantità d’acqua maggiore del 50% rispetto al totale delle farine. Per essere attivato poi suggeriscono di aggiungere anche un cucchiaio d’olio e uno di miele.
 
In realtà ho trovato in rete anche altre ricette relative alla pasta madre senza glutine, come quella di Giulia Landini, che non prevedono l’uso di farina di mais fioretto, ma solo l’uso della farina di riso e una quantità di acqua non precisata, o come quella di Marta Albè che prevede una sola farina (o riso o mais), la stessa quantità d’acqua e un cucchiaio di malto di riso.
 
Infine, lo chef Marco Scaglione nel suo libro Pani, pizze e focacce senza glutine, indica il mix di farine  per pane Nutrifree (quindi una farina dietoterapica) acqua e miele, per il primo impasto, (250 g di farina, 200 g di acqua e 50 g di miele) e per proseguire con i rinfreschi in cui utilizza pari quantità lievito madre e farina e il 150/175% in acqua (es. 200 g lievito madre, 200 g farina, 300/350 g di acqua).Non credo che questo sia comunque una lista esaustiva delle persone che si sono cimentate nel lievito madre, quindi mi scuso fin da adesso con tutti quelli non citati.

Io però non l’ho mai fatto di sana piante, per cui non voglio mettervi nessuna delle ricette citate. Sperimentate voi quella che vi pare migliore o, fatevelo regalare…

Io l’ho avuto regalato prima da Gaia (ma lo feci defungere, pace all’anima sua) e poi da Michela

Il trattamento è stato diverso e siccome quello di Michela sono riuscita a farlo vivere tutt’ora e mi da grandi soddisfazioni, probabilmente solo perché più esperta, ed essendo diventata io stessa spacciatrice di lievito madre, vi scrivo qui come io rinfresco e tratto il mio lievito madre.

Come rinfrescare il lievito madre
È la prima domanda che ci si pone non appena lo si riceve in regalo.
Per rinfrescare il lievito madre, la prima cosa da fare è portarlo a temperatura ambiente. Quindi si pesa. A questo punto potete stabilire la quantità di acqua e farine da usare. Il mio lievito madre è stato fatto con farina di riso sottilissima e farina di mais sottilissima. Quindi sciolgo il lievito con la metà del peso di acqua, lo lascio riposare una decina di minuti e poi aggiungo 1/4 di farina di riso e 1/4 di farina di mais. Esempio: su 200 g di lievito madre, uso 100 g di acqua, 50 g di farina di riso e 50 di mais. Mescolo il tutto e lascio a temperatura ambiente fino a quando non si attiva il lievito (il che dipende dalla temperatura dell’ambiente, quindi in estate mezz’ora e in inverno 2 / 3 ore). Quindi conservate in frigo,  in un barattolo di vetro piuttosto alto e stretto, che agevola la lievitazione.

Se lo rinfrescate un giorno si e un giorno no (quando è giovane è meglio fare così) potete tenerlo fuori dal frigo, in un contenitore di vetro coperto con un canovaccio pulito, in luogo riparato dalle correnti d’aria ma aereato.
 
Quando invece è diventato più maturo, si può diradare le frequenza dei rinfreschi, ogni 3 o 4 giorni, ma in tal caso, dopo averlo fatto maturare una notte, va conservato in frigo.
Va tenuto nella parte meno fredda del frigo.
 
Olga e Manu sostengono che si può tranquillamente surgelare, se per un certo periodo si pensa di non averne bisogno. Io l’ho fatto, con quello che mi aveva regalato Gaia, e funziona. L’unica accortezza è quella di rinfrescarlo almeno un paio di volte prima di usarlo.
 
Come conservarlo?
Il lievito madre è una creatura viva. E come ogni essere vivente, non si comporta sempre nello stesso modo.
Quindi non vi stupite se un giorno è bello attivo e qualche giorno dopo no. Spesso dipende dall’umidità, dalla temperatura, e da tanti altri fattori, per cui non vi scoraggiate e riprovate.
 
E se ammuffisce?
I pareri di Gaia e Olga sono discordanti, perché una sostiene che si deve buttare, l’altra che si può recuperare.
 
Simile ma diverso dal lievito madre con glutine
Come per le preparazioni senza glutine, soprattutto i lievitati, anche il lievito madre, deve essere trattato in maniera diversa, oltre a presentarsi anche in maniera diversa.
Innanzitutto è più morbido rispetto a quello col glutine, contiene più acqua, perché se non lo idratiamo abbastanza non fermenta.
Questo significa che è molto più morbido. Si presenta più come una pastella densa, che un panetto. 
Questo rende poco praticabili le tecniche di rinforzo del LM abitualmente usate per quello con glutine, ad esempio la legatura, (cosa che io non ho mai fatto, ma Gaia l’ha provato e non le ha dato alcun risultato). 
Ma questo è normale visto che nelle nostre farine non c’è il glutine che sostiene l’impasto.
 
Inoltre il lievito madre senza glutine non cresce moltissimo, ma le bolle ci sono, quindi il suo lavoro, lo fa.
 
Infine, l’ultimo mistero è quello dei tempi. E qui parla l’esperienza di Gaia. Per utilizzare il lievito madre con le farine glutinose, ci vuole un bel po’ di tempo. In quello senza glutine, invece, la fermentazione comincia subito, fin dal primo giorno.
Secondo Gaia, infatti, una cosa è il glutine, e altra la capacità di fermentare e le due cose non sono necessariamente legate. “Probabilmente le nostre farine hanno più facilità a fermentare di quelle con glutine (forse perché le farine di mais e riso che si trovano in commercio sono magari meno trattate dei loro equivalenti di grano? è tutto da scoprire), anche se poi non producono la maglia glutinica necessaria a sostenere i gas prodotti durante la fermentazione e quindi non lievitano bene.
Insomma, è un tema interessante, che andrebbe approfondito. Lascio questo compito a chi ha competenze in merito, panificatori esperti, specialisti in biologia e scienza dell’alimentazione”

Cioccolato e cannella… la nuova raccolta e il #GFFD

(Cioccolato e cannella)
 
 
Si sa il cioccolato non fa ingrassare.
Anzi, si sa pure, che fa benissimo!
Anzi è indispensabile per dimagrire.
Si sa!
Adesso non mi ricordo dove l’ho letto, ma sono assolutamente certa non solo di averlo letto, ma che l’autore di tale affermazione fosse uno scienziato famoso.
 
E molto ben voluto!
E anche se non mi ricordo chi, dove e quando, mi basta saperlo e ripetermelo ogni giorno, quando sciolgo questo cucchiaino nel caffè…
 
 

 

Cucchiaini di cioccolato speziato alla cannella

Read more