Quiche con salmone e spinaci per il 100% Gluten Free (Fri)Day

Il mio dolce doppio si era sempre rifiutato di imparare a mettere la lavatrice.
Quando, tanti anni fa, ancora non avevamo la lavatrice a Trapani dove villeggiavamo, dovendo portare i panni sporchi a Palermo dove avevamo la lavatrice e dove lui si recava ogni giorno perché continuava a lavorare, si era perfino rifiutato di capirne il meccanismo. Diceva che era troppo complicato e quando io affermavo che era fatto per chi non sapeva nemmeno leggere, ribatteva che lui sapeva leggere benissimo e per questo non la capiva…
Ovviamente era solo una scusa per non accollarsi un’incombenza in più. 
Così io gli preparavo i pacchi con i vestiti divisi per colori e li accompagnavo con un bigliettino con le istruzioni dettagliate.
Da allora, ne è passata di acqua sotto i ponti (o dentro la lavatrice) e non ho più avuto bisogno di lui.
Fino a quando non mi sono rotta la spalla. 
Cioè, a turno fra mia madre e la signora delle pulizie, qualche lavatrice è stata pure messa, ma in numero non sufficiente da evadere tutti i panni sporchi…
Così, l’altra sera, spinto dalla necessità (e non vi svelo cosa gli mancava…), mi ha chiesto di aiutarlo a metterne una… e poi ha messo la seconda e anche la terza… 
Insomma ormai ha imparato e io ho almeno altri 20 giorni per godermi lo spettacolo!

Quiche con la pasta al vino al salmone e spinaci (scroll down for english recipe)
Ingredienti per l’impasto (con queste dosi vengono due quiche medie)

300 gr di farina Farmo 
100 gr di vino bianco Muller Turgau
100 gr di acqua
40 gr di olio evo siculo doc
sale

per il ripieno (le dosi sono indicative, giusto per non scrivere q.b.)

250 g ricotta di pecora (sgocciolata)
500 g spinaci freschi
100 g salmone affumicato
1 scalogno
1 uovo 0 o 1
olio
sale
Ho messo tutto in una ciotola in questo ordine:
-farina e sale (e ho fatto un buco al centro);
– tutti i liquidi, al centro del buco.
Poi ho amalgamato con una forchetta e infine, aiutandomi con poca farina sulle mani, ho impastato pochi minuti.
Quindi ho fatto riposare l’impasto dentro un sacchetto per alimenti per mezz’ora.
Ho steso quindi l’impasto, dividendolo in due. Cioè con questo quantitativo mi sono venute due quiche.
Nel frattempo tritate lo scalogno, e mettete dell’olio in una padella capiente e fate stufare lo scalogno. Aggiungete gli spinaci e salate. Fate cuocere per 5 minuti circa, mescolando. Fate raffreddare e tritate a coltello.
Tagliate il salmone a striscioline e mescolatelo insieme alla ricotta, agli spinaci e all’uovo. Salate se necessario.
Mettete il ripieno nel guscio di pasta e infornate a 180°C per circa mezz’ora.
Mangiate a temperatura ambiente. Ottima come antipasto o come piatto unico con un’insalata.
Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day #GFFD
E voi?

Infine, ma non ultimo, vi invito giovedì 6 febbraio a partecipare ad un evento di beneficenza, io ci sarò e voi?

Quiche with wine dough with salmon and spinach
Ingredients for two medium-sized quiche 
300 g gluten free flour 
100 g white wine Muller Turgau
100 g water
40 g of extra virgin olive oil 
salt
for the filling
250 g ricotta (drained)
500 g fresh spinach
100 g smoked salmon
1 shallot
1 egg code 0 or 1
oil
salt
I put everything in a bowl in this order:
– flour and salt (and I’ve made ​​a hole in the center) ;
– All liquid in the center of the hole.
Then I mixed it with a fork and finally , with some flour on my hands, I mixed a few minutes.
Rest the dough in a bag for food for half an hour .
Divide the dough in two and then stretch. 
Meanwhile, chop the shallots , and put the oil in a large skillet and let simmer shallots . Add spinach and salt . Cook for about 5 minutes , stirring. Let cool and chop with a knife.
Cut the salmon into thin strips and mix together with ricotta , spinach and egg . Salt if necessary.
Put the filling into the pastry shell and bake at 180 ° C for about half an hour .
Eat at room temperature. Great as an appetizer or as a main dish with a salad.

A presto 
Stefania Oliveri

Torta al cioccolato e marmellata di albicocche e la mamma è sempre la mamma!

La mamma è out, kaput, finita, fuori gioco.
Ma i pargoli sembrano non capirlo.
“Mammaaaaaa, hai lavato la mia maglietta blu???”
“Mammaaaaaa, che si mangia oggi????”
“Mammaaaaaa, ma come, non hai fatto la spesa??? e io come faccio senza il mio deodorante?”
E via dicendo…
Ed è assolutamente inutile spiegare loro che è molto difficile fare tante cose con una mano sola, e peggio ancora quando questa è la sinistra…
E arrivano anche le prime scenate di gelosia, “ma se puoi dedicarti al blog, come mai non puoi dedicarti a noi?”
Perché, purtroppo, per adesso “dedicarmi al blog” non significa preparare gustosi manicaretti, ma postare quello che è stato fatto e giaceva in archivio in attesa di essere pubblicato…
Così come capitato a questa torta.
Una torta da credenza, di quelle che fai e possono rimanere lì per giorni e il gusto ne guadagna… sempre che non abbiate dei pargoli come i miei e non duri più di poche ore…

Torta al cioccolato e marmellata di albicocche 
(da una ricetta di Nigella, Delizie Divine)

Ingredienti per 6 persone:
125 g burro
100 g cioccolato fondente (io al 60%) in goccine
300 g marmellata di albicocche di buona qualità
150 g zucchero semolato
2 uova grandi codice 0 o 1, sbattute
150 g farina così divisa:
100 g farina di riso super sottile
30  g fecola
15 g maizena
5 g lievito
(una tortiera a bordo amovibile da 20 cm)

Sciogliete il burro in una pentola dal fondo spesso a fuoco basso. Quando sarà sciolto, togliete dal fuoco e aggiungete il cioccolato, e mescolate finché non si saranno ben amalgamati. 
A questo punto potete aggiungere la marmellata, lo zucchero, le uova e amalgamate.
Quindi incorporate anche le farine e il lievito e versate l’impasto nella tortiera, ricoperta di carta forno.
Cuocete in forno già caldo a 180°C statico, per 50 minuti circa.
Lasciatela raffreddare per 10 minuti nella tortiera prima di sformarla.
Suggerimenti:
– la torta si può consumare anche tiepida, con della panna, o fredda, spolverizzata con zucchero a velo;
– la marmellata originale è quella di arance, ma Nigella stessa suggerisce di provarla con quella di albicocche, lamponi o prugne. In questo caso suggerisce di servirla con la panna aromatizzata all’Armagnac;
– tutti gli ingredienti usati, possono essere a rischio per i celiaci, quindi controllate bene gli ingredienti prima di usarli.

Con questa ricetta partecipo al contest di Ambra, Il Gatto Ghiotto, Dans la croyance

Chocolate cake with apricot jam
Ingredients for 6 persons:
125 g butter
100 g dark chopped chocolate (60%) 
300 g good quality apricot jam
150g caster sugar
2 large eggs code 0 or 1 , beaten
150 g flour so divided :
100 g rice flour
30 g potato starch
15 g cornstarch
5 g yeast
Melt the butter in a thick-bottomed pan over low heat. When melted, remove the pan from heat and add the chocolate , and stir until they are well blended .
At this point you can add marmalade, sugar, eggs and mix .
Incorporate the flour and baking powder and pour the batter into the pan , covered with parchment paper .
Bake in a preheated oven at 180 ° C for 50 minutes.
Let cool for 10 minutes then remove from pan .
suggestions :
– The cake can also be served warm with cream or cold , dusted with powdered sugar ;
– The original jam is orange, but Nigella suggests to try with that of apricots , raspberries or plums. In this case suggests serving it with whipped cream flavored with Armagnac ;
– All the ingredients used , may be at risk for celiac , so check the ingredients before using them.

A presto
Stefania Oliveri

Pollo con salsa alla senape per il 100% Gluten Free (Fri)Day

4 settimane e mezzo.
E non è il titolo di un film…
Quanto meno non un film d’amore…
4 settimane e mezzo è il tempo che dovrà passare prima di poter muovere nuovamente la spalla… quindi 4 settimane e mezzo in cui sarò in balia dei miei tre pargoli e del mio dolce doppio.
Giorno 1.
Rientro a casa dolorante e fasciata, ma ho il pranzo pronto (lenticchie), preparato poco prima di avere l’incidente e riescono a chiedermi se faccio il pane fresco come il giorno prima…
Giorno 2.
Sono distrutta dal dolore e vado avanti a forza di antidolorifico e non riesco a muovere neanche un muscolo, anche perché, scopro, ho una serie di lividoni su tutto il corpo. Hanno il coraggio di chiedermi come mai il pranzo non fosse pronto…
Giorno 3.
Continuo ad essere un catorcio umano e il mio dolce doppio ha realizzato che deve pensare lui al pranzo… meno male che ho fatto scongelare a mia mamma la salsa fresca, preparata questa estate, altrimenti avremmo pranzato alle 4!
Giorno 4.
Peggioro invece di migliorare e neanche gli antidolorifici fanno effetto. Il mio dolce doppio afferma: “che fatica rientrare da lavoro e dover pensare al pranzo!”…
Giorno 5.
Scongelo un rotolo di pollo precedentemente cucinato… abbiamo il pranzo!
Giorno 6.
Decido di far preparare dei condimenti a mia mamma e di congelarmeli per i giorni a venire…
Giorno 7.
Il mio dolce doppio deve partire per lavoro e pure giorno 8… e il pargolo n. 2 e 3 si sentono entrambi male e mi chiedono di firmare la giustificazione… con la sinistra…
Arriverò, senza sclerale, a superare 4 settimane e mezzo???

Per passare di palo in frasca, arriviamo alla ricetta di oggi. Un pollo buonissimo e facilissimo, fatto qualche tempo fa e mai pubblicato perché le foto sono venute veramente male… e non rendono giustizia al piatto.
Però, ho avuto l’incidente, e foto non ne posso fare (penso che verrebbero anche ben peggio di così) e così ho ripescato dall’archivio questa ricetta. D’altro canto, dovrebbe essere più importate la sostanza che la forma… ma sulla sostanza dovete credermi sulla parola, mentre sulla forma avreste potuto avere la testimonianza… Dovrete credermi anche su quello! Però voglio ringraziare un’amica speciale che mi ha aiutata a renderla presentabile.

Pollo saltato con salsa di senape (la ricetta è di Martha Stewart)
Ingredienti
4 petti di pollo disossati, senza
pelle,
1/4 cucchiaino di sale
1/4 cucchiaino di pepe
2 cucchiai di olio d’oliva
1/4 di bicchiere di vino bianco secco (o brodo di pollo)
125 g di  panna
2 cucchiai di senape di Digione
1 cucchiaino di dragoncello secco (o 1 cucchiaio fresco, tritato)
Salate e pepate i petti di pollo. In una padella grande, fate scaldare l’olio a fuoco medio-alto.
Aggiungete il pollo e soffriggete, girandoli dopo circa 5 minuti. Fate cuocere per altri 5 minuti. Trasferite in un piatto e tenete in caldo.
Versate il vino nella padella calda, e fate cuocere, mescolando, fino a ridurre della metà. Basterà 1 minuto circa.
Sbattete senape e dragoncello e unitelo al vino. Fate cuocere per 2 minuti circa, cioè fino a quando non vi sembrerà abbastanza denso.
Versate la crema sul pollo e la panna a filo
sopra.

Con questa ricetta partecipo al 100% #GFFD

Sauteed Chicken with Mustard Sauce 
ingredients 
4 boneless chicken breasts, skinless, 
1/4 teaspoon salt 
1/4 teaspoon pepper 
2 tablespoons olive oil 
1/4 cup dry white wine (or chicken broth) 
125 g of cream 
2 tablespoons Dijon mustard 
1 teaspoon dried tarragon (or 1 tablespoon fresh, chopped) 
Salt and pepper the chicken breasts. In a large skillet,  heat the oil over medium-high fire. Add chicken and fry, turning after about 5 minutes. Cook for another 5 minutes. Transfer to a plate and keep warm. 
Pour the wine into the hot pan, and cook, stirring, until reduced by half. Just about 1 minute. Whisk mustard and tarragon and add it to the wine. Cook for about 2 minutes, until it will be quite dense. 
Pour the sauce over the chicken and a drizzle cream above.

A presto
Stefania Oliveri

Estratto di limone, facile, veloce…, bio!

Il limone è un frutto altamente democratico e trasversale: lo si trova dovunque nel mondo e lo si utilizza dappertutto.
Fra l’altro possiede delle proprietà inimmaginabili, che neanche vi scrivo perché sull’etere si trovano molto facilmente e la mia sarebbe una mera ripetizione.
Ma nella mia ricerca ho perfino scoperto che bevendo dell’acqua calda con del succo di limone la mattina a digiuno, aiuti il processo.
Vero è anche che poi non si dovrebbero mangiare quintali di cioccolato, però, se può aiutare, perché no?
Fra l’altro io ho sempre una meravigliosa scorta di limoni grazie all’alberello prolifico del fratellone… Per cui, se incontrandomi, non mi riconoscerete per quanto sia magra, sappiate che il merito è tutto di mio fratello!
Avendo a disposizione questi meravigliosi limoni non trattati, ho voluto conservarne l’aroma e crearmi a casa l’estratto, che è molto semplice da fare, ci vogliono solo due ingredienti e l’unica dote richiesta è solo la pazienza, per conservarne il profumo quando l’alberello va in vacanza…

Estratto di limone

ingredienti:
1 limone grande bio per ogni vasetto
vodka
Lavate bene i limoni e  prelevate delle strisce sottili di scorza. Mettetela la scorza nella vostra bottiglia di vetro. Aggiungete la vodka, fino a raggiungere e coprire le scorze.
Ogni 2 – 3  giorni, mescolate delicatamente il liquido all’interno. Dopo 5-6 settimane, potete usarlo.

Come?
Poche gocce nell’impasto delle torte per sostituire la scorza grattugiata fresca, quando non la si ha a disposizione.

E con questa ricetta partecipo a Salutiamoci di gennaio, questo mese ospitato da Girovegando in cucina,  sugli agrumi

Lemon extract 
ingredients: 
1 large organic lemon for each jar 
vodka 
Wash the lemons and peel thin strips of zest. Place the zest into your glass bottle.  Add the vodka, filling up the zest. 
Every 2 – 3 days, mix gently the liquid inside. After 5-6 weeks, you can use it. 
How? 
A few drops in dough cakes.

A presto
Stefania Oliveri

Gelatina al limone e un sondaggio sull’ordine

Mai come in questi giorni, ho capito che il concetto di ordine, è un concetto molto personale.
Eppure, avrei già dovuto impararlo 17 anni fa, quando al ritorno dal viaggio di nozze, il mio dolce doppio, mi etichettava come “paranoica”.
Da allora ne è passata acqua sotto i ponti.
Lui ha smesso di lasciar aperti tutti i cassetti e le ante degli armadi (sulle scarpe in salone ci stiamo ancora lavorando) e io faccio finta di non accorgermi che il divano della camera da letto abbia assunto la funzione di armadio…
Da allora, però, ci sono anche i tre pargoli, tutti maschi, che hanno ereditato lo stesso concetto di ordine del padre.
Benché io sia una “vecchia volpe” (e sorvoliamo sulla parola vecchia), fino a quando ho avuto l’uso di entrambi gli arti superiori, pensavo di avere tutto sotto controllo (e sottolineo che anche la parola “tutto” ha un’accezione del tutto personale).
Da mercoledì scorso, giorno in cui ho perso l’uso (e, grazie a Dio, momentaneo) del mio braccio destro, ho capito che in realtà, non sono io ad avere il loro controllo, ma loro ad avere il mio!
Adesso, oltre le sedie ricoperte di vestiti, oltre i comodini e la scrivania (sulla quale stanziano anche altre cose, che non sono i libri), e il pavimento, anche il davanzale è diventato utile per appoggiare di tutto.
Il letto non si rifà.
La tovaglia non si ripone (ovviamente dopo ore che ha stazionato sul tavolo con i piatti da lavare, perché anche il concetto di “ora e subito”, ho imparato, è del tutto personale) e le spezie nemmeno (e io, come potete ben immaginare, non ne posseggo soltanto una).
Le forbici si lasciano in giro.
La carta igienica vaga da un bagno all’altro, così come il dentifricio, perché è troppo faticoso cercarli in camerino fra le scorte.
Gli accappatoi si lasciano bagnati sul letto, mentre la cartella, le scarpe e le calze vagano beatamente per casa…
E mi fermo qui, ma solo perché è una gran fatica scrivere con la sinistra, ma per loro questo è ordine e io sono esagerata…
E allora mi chiedo, voi, che concetto avete dell’ordine? Distorto come il mio?

Passiamo invece alla ricetta.
Come sempre, l’albero di limoni di mio fratello, diventa prolifico proprio in questo periodo.

Come sempre, in questo periodo, io cerco ricette diverse da preparare con questi bei limoni freschi e bio.

Quest’anno, avevo proprio voglia di preparare una gelatina. Perché piacciano a tutti, in famiglia.
E però ho sempre timore che venga troppo aspra.

Così ho cercato in rete una ricetta che fosse garantita.
Quando l’ho vista nel blog di Loredana, non mi è sembrato nemmeno vero… Poteva mai esserci una ricetta così semplice nel suo blog? Una che potevo fare anche io?
Loredana è una garanzia, così non ho avuto dubbi a provarla e, se non mi fosse riuscita, ero certa che il problema sarebbe stato mio!
E invece, neanche a dirlo, è venuta benissimo!

Gelatina di limone (che può diventare una mousse) di Loredana

150 g acqua
175 g di zucchero (volendo si può aumentare fino a 200 g, io, come lei, non l’ho fatto)
160 g di succo di limone
13 g di gelatina in fogli (colla di pesce)

Volendo si può aromatizzare lo zucchero con 8 g di bucce di lime, lei non l’ha fatto, e nemmeno io.
Preparate lo sciroppo con lo zucchero e l’acqua.

Portate ad ebollizione e fate sciogliere bene lo zucchero. Unite il succo di limone filtrato e riportate a bollore.
Nel frattempo mettete i fogli di gelatina in acqua fredda. Strizzateli appena si saranno ammorbiditi e uniteli al composto di acqua, zucchero e limone, ma lontano dal fuoco.

Fate sciogliere bene e versate in un contenitore, usando un passino per renderlo ben limpido.
Conservate una notte in frigo prima di consumarla.

Fin qui tutto normale, ma la signora continua a sperimentare e ciò che nasce come gelatina si trasforma in una mousse.
Ma, se volete sapere come, andate sul suo blog!
Noi, qui, l’abbiamo mangiata così ed era fantastica!!!

Lemon jelly
150 g water 
175 g sugar (but no more than 200 g) 
160 g lemon juice 
13 g gelatin sheets 
If you want you can spice sugar with 8 g of lime peels, but I didn’t. 
Prepare the syrup with sugar and water. 
Boil them and melt sugar. Add the lemon juice, filtered, and bring again to boil. 
Meanwhile, place the gelatin sheets in cold water. Just squeeze them when they will be softened and add them to the mixture of water, sugar and lemon, but away from the fire. 
Melt well and pour into a container, using a strainer to make it very clear. 
Keep a night in the fridge before serving. 

A presto
Stefania Oliveri

Spezzatino con prugne e castagne secche e vi racconto il mio incidente

Per fortuna la ricetta era pronta e mangiata, le foto fatte e il post quasi finito.
E tutto doveva essere diverso.
Ma mercoledì sono caduta con la bici e mi sono lussata e fratturata (per non farmi mancare niente) la spalla destra. Ho poi scoperto di avere vari ematomi per tutto il corpo, ma la cosa che fa un male cane, un dolore insopportabile, è la spalla.
Per 30 giorni potrò usare solo la sinistra e dovrò stare a riposo… alias non potrò né cucinare né fotografare…
E, dopo avervi aggiornato sulla situazione, passo alla ricetta di oggi che unisce la partecipazione al 100% Gluten Free (Fri)Day all’MTChallenge.

La carne è naturalmente gluten free, quindi i celiaci possono mangiarla.

Possono mangiarla se non si aggiungono degli ingredienti che non sono gluten free. Cioè ad esempio pangrattato e farina.
Quando sono andata a Praga, ad esempio, ero abbastanza contenta perché sapevo di poter gustare tanta carne buona: come i goulash & co.
Salvo scoprire che la carne veniva regolarmente ricoperta da farina, per formare quel famoso sughetto denso, che mi ha impedito di gustare il 99% del loro cibo.
Alias, per una settimana, ho mangiato solo carne arrostita e riso in bianco.
Non potete immaginare la mia depressione (inconscia sia chiaro), ma che si è riflessa anche sulle foto che ho fatto, tutte buie e tristi. Perché comunque, checché se ne dica, la conoscenza di un popolo passa anche attraverso il cibo che mangia.
Ora, è pure vero, che io non ami particolarmente la carne… almeno che non sia davvero ben condita. Cioè un ottimo spezzatino, un goulash, un arrosto farcito o tutto ciò che richiede sughetti e intingoli (che quindi fanno anche lievitare le calorie – ahivoglia di pensare che i secondi sono dietetici! -), mi piace e pure molto.
Ma il vero intenditore, in casa Cardamomo, è il mio dolce doppio!
Così, quando ho visto la sfida di questo mese, ho pensato di consultarmi con lui, sul miglior taglio di carne da usare.
Lapidario, mi ha detto “ci penso io” e tanto mi è bastato.
ovviamente, invece a me è toccato il compito di capire come renderlo gustoso e non scontato.
Ovviamente non ho velleità di vittoria (sebbene non abbandoni mai la speranza di rivincere, solo per proporre un’altra sfida gluten free, e stavolta molto più bastarda, difficile), ma al gusto non volevo proprio rinunciare.
Forse, a questo punto e cioè dopo 4 anni di blog, (che poi ha fatto pure il compleanno e io,da “mamma indegna, l’ho pure dimenticato) e 35 partecipazioni all’MTC (e sì, proprio dalla primissima volta), dovreste sapere già, quanto io ami mescolare il dolce al salato. Così, pensa che ti ripensa, l’abbinamento più succulento al quale ho potuto pensare, è stato quello di prugne e castagne secche (“cruzzitieddi” in palermitano e “pastigghe” in agrigentino).
Come naturale accompagnamento avevo pensato alla polenta.
Troppo scontata, però e poi ai pargoli non piace (sono troppo meridionali inside!).
E così ho pensato ad un pane visto su un libro di cucina indiana, che prevedeva l’uso della farina di granturco.
E’ nata così la fusione fra diverse culture. Da una parte la tradizione nordica della carne a spezzatino, dal’altra la tradizione medio orientale (assolutamente sposata dalla nostra cultura siciliana) di associare il dolce al salato e ancora la tradizione indiana con il loro pane non lievitato, ma la cui farina di mais la fa da padrone.
Che dire?
L’abbiamo amato.
L’abbiamo amato molto di più della ricetta tradizionale; i pargoli hanno apprezzato il pane indiano, sebben esapesse di “polenta” e il sughetto è stato pucciato perfino dal riottoso pargolo n. 3, che ha scartato castange e prugne, ma non ha rinunciato alla glassa.
Adesso vi lascio la ricetta, e ai posteri, l’ardua sentenza.
P.s. Nonostante la lunga cottura, in realtà è una ricetta davvero semplice da realizzare.
P.s.s. Il taglio di carne non mi è stato possibile sapere quale fosse, il mio dolce doppio, sempre lapidario, mi ha detto “il migliore per fare lo spezzatino”; ed effettivamente era davvero buono.

Spezzatino di vitello con castagne secche e prugne
Ingredienti per 5 persone
1 kg di spezzatino di vitello (a quanto pare la parte della coscia)
125 g prugne secche
125 g di castagne secche
1 cipolla
2 foglie di alloro
2 carote
olio evo
1 cucchiaino da caffè di paprika forte
2 chiodi di garofano
qualche rametto di timo
mezzo bicchiere di buon vino bianco
sale

Tagliate la carne di vitello a cubetti e trasferitela in una casseruola con poco olio caldo, e fatelo rosolare e poi salate. 
Non appena la carne è ben sigillata da tutte le parti, togliete lo spezzatino e fate soffriggere la cipolla tritata e le carote grattugiate (se ce ne fosse bisogno aggiungete ancora un po’ d’olio). Rosolate e rimettete la carne. Aromatizzate con il timo, l’alloro e i chiodi di garofano.
Aggiungete anche le castagne (precedentemente ammollate per una notte intera) e le prugne secche tagliate a fettine. 
Aggiungete dell’acqua calda, salate, coprite con un coperchio e fate cuocere per almeno 45 minuti, a fiamma bassa.
Servite lo spezzatino ben caldo.

Pane di granturco (Makki ki roti)
(da India in cucina, da me sglutinato)
250 g farina di granturco
30 g farina di riso integrale
12 g di yogurt
un pizzico di sale
olio evo qb
In una grande ciotola setacciate le farine, aggiungete il sale, lo yogurt (nel libro si perde, ma credo che vada a questo punto) e mescolate con acqua sufficiente a formare un impasto soffice. Trasferite poi su un piano di lavoro e impastate per 5 minuti circa. 
Formate 8 palline e quindi trasferite in una ciotola oliata e coprite con un panno umido e lasciate riposare, in un posto caldo, per mezz’ora circa.
Riprendete la ciotola e date una forma rotonda con le mani, alta circa un cm (o poco meno).
Mettete tutte le pagnottine in una teglia unta di olio e infornate in forno già preriscaldato a 200 per circa 20 minuti (nel libro dice che sono sufficienti 6 minuti, ma non secondo il mio forno…)
Servite anche essi caldi.
Se dovessero restare, potete mangiarli riscaldandoli su una piastra. Torneranno buoni come appena fatti.

E con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day 

e all’MTChallenge

E a Panissimo della mia meravigliosa amica Sandra e di Barbara

Veal stew with chestnuts and prunes
Ingredients for 5 people
1 kg of veal stew 
125 g dried plums
125 g of dried chestnuts
1 onion
2 bay leaves
2 carrots
extra virgin olive oil
1 teaspoon of strong paprika
2 cloves
a few sprigs of thyme
half a glass of good white wine
salt
Cut the veal into cubes and transfer it in a hot pan with a little oil, and brown and then salt.
As soon as the meat is well sealed on all sides, remove the stew and fry the chopped onion and grated carrots (maybe you need to add a little more oil ). Saute it and add the meat. Flavored with thyme , bay leaf and cloves.
Also add the chestnuts ( previously soaked all night long) and dried plums cut into slices .
Add hot water, salt , cover with a lid and cook for 45 minutes over a low heat .
Serve the stew hot.
Corn bread (Makki ki roti)
250 g cornstarch
30 g brown rice flour
12 g of yoghurt
a pinch of salt
extra virgin olive oil to taste
In a large bowl sift the flour, add the salt , yogurt and mixed with sufficient water to form a soft dough . Then transfer on a work surface and knead for about 5 minutes.
Form 8 balls and then transfer them into an oiled bowl. Cover with a humid cloth and let stand in a warm place for about half an hour .
After 30 minutes give them a round shape with your hands.
Put all the loaves of bread on a baking tray greased with oil and bake in preheated oven at 200° for about 20 minutes.
Serve them warm, too .
The day after, you can eat them by heating them on a plate. They’ll be back as good as freshly made .

A presto
Stefania Oliveri

Merluzzo alla pizzaiola e facciamo festa!


Il natale è appena passato e già si pensa ad un’altra festa.
Il pargolo n. 3 compie gli anni il 26 gennaio e dal 26 dicembre, giorno dopo in cui riceve i regali per il natale, comincia a parlare della sua festa e dei regali che vuole ricevere.
Oggi, che mancano solo 13 giorni, è assolutamente elettrizzato al pensiero e continua a parlare dei regali che vuole ricevere.
Ha posto il veto assoluto sui vestiti. Anzi, in realtà, ha posto il veto su tutto, tranne che su dei pupazzini orribili , gli Skylanders.
Ha pure un poster dove ci sono tutti questi pupazzetti e, ogni giorno, mi chiede quale di quelli mi piace di più… E non posso nemmeno dire che non mi piacciono, perché si è rischiata la pace familiare.
Ora, per quanto in famiglia siamo in tanti e i compagni che ha invitato alla sua festa sono molti di più, non riuscirà mai a completare la sua collezione…
Sapete che cosa vorrà dire? Che dal 27 gennaio cercherà di convincermi ad organizzare un’altra festa, perché natale e il suo compleanno sono troppo lontani e lui subisce questa enorme ingiustizia e, solo verso il primo dicembre si rassegnerà che la festa più vicina è natale e avrà finalmente i suoi agognati regali.
Questa ricetta proviene direttamente dal blog Fusilli al tegamino, vincitore di questo mese del The recipe-tionist. Ho trovato tantissime ricette che vorrei rifare, ma alla fine la scelta è caduta su questo pesce, perché volevo provare a far mangiare il merluzzo al mio dolce doppio, che lo detesta con tutto sé stesso.
Per questo, ringrazio sentitamente Natalia per questa ricetta, semplice, buona, light, e che è riuscita nell’intento… Chissà che la prossima volta non ci riesca anche con i pargoli!



Merluzzo alla pizzaiola di Fusilli al tegamino 
Dosi per 2 persone
– 4 piccoli tranci di merluzzo (io merluzzi interi, perché il pescivendolo non ha capito bene la parola “filetti”!)
– 400 g di passata di pomodoro Sarchio
– 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
– 2 spicchi di aglio (io ho usato uno scalogno, perché il dolce doppio è allergico all’aglio)
– Origano essiccato
– Sale e pepe
In un tegame mettete dell’olio e fate soffriggere lo scalogne tritato. Versate, quindi la passata di pomodoro e fate cuocere a fiamma moderata fino a quando  il sughetto non comincia a sobbollire. A questo punto, aggiungete l’origano e i merluzzi.
Cuocete a fiamma bassa e con un coperchio semi aperto per circa 15 minuti. Pepare a piacere.
Servite caldo, accompagnando con abbondante origano essiccato e prezzemolo a piacere.
Ottimo!
Con questa ricetta partecipo a The recipe-tionist di dicembre.

Cod with tomato sauce
Ingredients for 2 people
– 4 small cods 
– 400 g of tomato sauce
– 3 tablespoons extra virgin olive oil
– 2 cloves of garlic (but I used a shallot, because my husband is allergic to garlic)
– Dried oregano
– Salt and pepper
In a pan put oil and saute the chopped shallot. Put the tomato and cook until the sauce begins to simmer, over moderate heat . At this point, add the oregano and the cods.
Cook over low heat covered, but not at all, with a lid,  for about 15 minutes. Add pepper and salt as you like.
Serve hot, accompanied with a lot of dried oregano and parsley.
A presto
Stefania Oliveri

Quiche alla pizzaiola napoletana per il 100% Gluten Free (Fri)Day!

Squilli di tromba!
Oggi è il 100% Gluten Free (Fri)Day (#GFFD), per cui si pubblica una ricetta senza glutine… cioè, per me è facile, ma per molti di voi sembra un ostacolo insormontabile.
Abbiamo creato questa rubrica, proprio per sensibilizzare i non celiaci e per dimostrare che cucinare senza glutine è più semplice di quanto sembri.
Qui, trovate tante ricette stuzzicanti alle quali potete ispirarvi, per un menù tutto senza glutine, proprio come piace ai miei pargoli, ma vi aspettiamo per inserirne delle altre e rimpinguare così il nostro bel ricettario gluten free!

Quiche… alla pizzaiola

Ingredienti per l’impasto

300 gr di farina Farmo (che è risultata perfetta anche da sola)
100 gr di vino bianco Muller Turgau
100 gr di acqua
40 gr di olio evo siculo doc
sale

per il ripieno:
200 g (circa) di pomodorini 
2 mozzarelle tagliate a fettine
1 uovo
125 g di panna fresca
5 filetti di acciughe sott’olio
origano
sale

Impastate la farina con il sale, l’olio, il vino bianco e l’acqua bastante per una pasta morbida, ma non appiccicosa (le farine senza glutine richiedono maggior quantitativo di liquidi, quindi qui trovate circa il 90% dei liquidi, ma se dovete farla con una farina col glutine, diminuite al 50%). In realtà io ho messo tutto in una ciotola in questo ordine:
-farina e sale (e ho fatto un buco al centro);
– tutti i liquidi, al centro del buco.
Poi ho amalgamato con una forchetta e infine, aiutandomi con poca farina sulle mani, ho impastato pochi minuti (be’ forse secondi, in realtà).
Quindi ho fatto riposare l’impasto dentro un sacchetto per alimenti per mezz’ora.
Ho steso quindi l’impasto, dividendolo in due. Cioè con questo quantitativo mi sono venute due quiche.
Ho quindi tagliato la mozzarella e i pomodorini in due e ho fatto uno strato di mozzarella e uno di pomodorini. Ho sbriciolato le acciughe e poi ho sbattuto leggermente l’uovo con la panna e il sale e ho versato sull’impasto. Ho quindi spolverizzato con origano.
Ho infornato a 180°C, in forno già caldo per circa mezz’ora.
Una squisitezza senza pari!

E con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day (questo il link dove lasciare le ricette!)

Neapolitan Quiche with tomato
Ingredients for the dough
300 g gf flour Farmo
100 g white wine Muller Turgau
100 g water
40 g extra virgin olive oil
salt

For the filling:
200 g (approx.) cherry tomatoes
2 mozzarella, sliced
1 egg
125 g fresh cream
5 anchovy fillets in oil
oregano
salt

Mix the flour with the salt , the olive oil, the white wine and enough water to have a soft dough , but not sticky (gluten-free flours require more quantity of liquid, almost about 90% of the liquid  but if you have to do it with a flour with gluten, decrease to 50%) .
I put everything in a bowl in this order:
– flour and salt (and I’ve made ​​a hole in the center) and then I put all liquids in the center of the hole.
Then I mixed it with a fork and finally , helping me with some more flour, I mixed  few minutes by hands.
Put the dough rest in a bag for food for half an hour .
Stretch the dough, dividing it in two. So you can have two quiches.
Cut the mozzarella in slices and cherry tomatoes in half . Crumble the anchovies and then beat lightly egg with the cream and salt and poured on the dough . Sprinkle with oregano.
Bake at 180 ° C in a preheated oven for about half an hour.

A presto
Stefania Oliveri

Torta al cioccolato e Marsala, la più buona e facile torta al mondo!

Io sono come Paganini.
Non ripeto mai due volte una ricetta.
Cioè, quasi mai.
Ma comunque non più di due volte… tre al massimo.
E però, quando ho assaggiato questa torta, ho deciso che, essendo la torta più buona che avessi mai mangiato, volevo far provare la stessa libidinosa goduria anche a tutti i miei amici e parenti.
Così, in queste feste, è stata quasi l’unica torta che ho fatto e rifatto, ogni giorno e anche più di una volta al giorno.
Fra l’altro, è anche una delle torte più facili e veloci che si possano fare. 
Cioè, buona è buona, anzi strepitosa; facile è facile, anzi facilissima; veloce è veloce, anzi di più… e allora? Be’, è un po’ calorica… ma chi se ne importa? Mica può essere perfetta!
La ricetta, neanche a dirlo, è di Nigella, Delizie Divine, io l’ho resa gluten free e ho fatto delle piccole modifiche.
Ovviamente vi lascio la ricetta a grandissima richiesta!

Torta al cioccolato e marsala
100 g cioccolato fondente al 60%
100 g burro
175 g zucchero semolato
4 uova (codice 0 o 1, cioè bio o allevate all’aperto)
50 g farina di riso
1 cucchiaino colmo di lievito
3 cucchiai di Marsala

per la glassa:
70 g cioccolato fondente al 60%
70 g panna fresca
1 cucchiaio di Marsala

Mettete il cioccolato tritato e il burro a pezzi nel microonde e fate sciogliere a 450 W per un minuto, poi mescolate e fate sciogliere per un altro minuto. Mescolate ancora e fate raffreddare.

Nel frattempo mettete in una ciotola le uova intere e lo zucchero e fate montare bene fino a far duplicare il volume. 
Quindi incorporate delicatamente la farina e il lievito, cercando di non far smontare l’impasto e il cioccolato fuso.
Versate il composto in uno stampo da 20 cm, coperto con carta forno, e infornate a 180° (statico) in forno già caldo per 35 minuti.
Lasciate raffreddare il dolce e con un cucchiaio bagnate la base del dolce.
Preparate la glassa, facendo riscaldare la panna in un pentolino dal fondo spesso. A fuoco spento, aggiungete quindi il  cioccolato e quando si sarà sciolto, il Marsala e mescolate.
Versate la crema al cioccolato sulla torta. That’s all!
Suggerimenti:
– se vi viene una bella crosticina sulla torta, conviene bucherellarla con una forchetta, per permettere al Marsala di arrivare fino al fondo;
– la torta si conserva morbida anche per 3/5 giorni;
– per aggiungere la nota croccante, potette sbriciolare sopra alcune meringhe;
– infine, se siete a dieta, conservatevi la ricetta per tempi meno duri… non ve ne pentirete!
Chocolate cake and marsala
100 g dark chocolate 60%
100 g butter
175 g caster sugar
4 eggs (code 0 or 1)
50 g rice flour
1 heaped teaspoon of baking powder
3 tablespoons Marsala
frosting:
70 g dark chocolate 60% (good quality)
70 g fresh cream
1 tablespoon Marsala
Put the chopped chocolate and the butter in a bowl and melt them in the microwave at 450 W for a minute, then stir and let dissolve for another minute . Stir again and let it cool .
Meanwhile, put in a bowl the eggs and the sugar and then whip well until the volume duplicates and it becomes fluffy.
Then, gently, incorporate the flour and the baking powder, trying not to dismantle the mixture, and also the melted chocolate.
Pour the mixture into a pan of 20 cm , covered with parchment paper, and bake at 180 degrees (static) in a preheated oven, for 35 minutes.
Let cool the cake and wet the base of the cake with 3 spoons of Marsala .
Prepare the icing by heating the cream in a thick-bottomed saucepan .Turn off the heat and add the chocolate and when it has melted, the Marsala and stir.
Pour the chocolate cream on the cake. That’s all !
suggestions :
– If there is a nice crust on the cake , it should prick with a fork to allow the Marsala to get to the bottom ;
– The cake is soft for 3 – 5 days;
-You can add some crumbled meringues.

A presto
Stefania Oliveri

Eat Parade… Dolcetti di corn flakes al cioccolato

Primo post dell’anno: easy and quick!
E vi riciccio subito un post già pubblicato.
Già, perché la mia cara Milla ha lanciato la seconda edizione dell’Eat Parade.
Cos’è? Semplicissimo! Bisogna pubblicare la ricetta più vista dell’anno precedente.
E qual è il mio post più visto?
No, niente di complicato, niente di nuovo, niente di fantasmagorico, ma un dolcetto facile facile e buono buono… e poi ci chiediamo come abbia tanto successo Benedetta Parodi…
Questo mi insegna che devo imparare a semplificare … più di quanto già non faccia!

 

Dolcetti di Corn Flakes e cioccolato fondente (da Scuola di Pasticceria, 16, Dolci con miele, yogurt e cereali, La Cucina del Corriere della Sera)
Nessuna modifica, se non nelle proporzioni perché sono dolcetti che se ne vanno come l’acqua ed essendo facilissimi da fare, e da assoluta “porca figura”, dovete prevedere di farne almeno il doppio  e il triplo!
Ingredienti per 4 persone 
20 gr di burro
100 gr di cioccolato al latte (io fondente al 56% Venchi)
1 cucchiaio di miele (stavolta ho usato il miele di Sulla che è della mia Sicilia, è biologico ed è buono e neutro come quello di acacia)
50 gr di corn flakes (io Sarchio senza glutine)
 
Il mio procedimento è leggermente diverso da quello proposto dal libro, perché è ancora più veloce. Fate sciogliere il burro e il cioccolato (tritato finemente) al microonde ad una temperatura media (450) e per un minuto, poi mescolate e fate sciogliere per un altro minuto (dovete controllare). Quindi aggiungete il miele e mescolate. 
A questo punto versate i corn flakes (e non vi preoccupate se vi sembreranno tanti rispetto al cioccolato, perché non lo saranno) e mescolate, cercando di non romperli. Quindi, aiutandovi con due cucchiaini da tè, fate dei mucchietti su un vassoio o direttamente nei pirottini (io, al momento della foto non ne avevo, ma li ho rifatti e li ho messi nei pirottini ed più facile mangiarli, perché non ci si sporca le mani!). Fate addensare in frigo per circa 2 ore. 
Tirate fuori dal frigo solo al momento di servirli.
Suggerimenti:
– sia il cioccolato, che i corn flakes (anche se di mais) possono contenere glutine, quindi state attenti ad usare quelli glutei free, per i vostri amici celiaci. Quelli che vi ho indicati nella ricetta sono garantiti SENZA GLUTINE!E con questa ricetta partecipo al contest del Mondo di Milla Eat Parade 2013

A presto
Stefania Oliveri