Crackers vegani alle mandorle con semi

È già venerdì???
Parrebbe proprio di sì!
E finisce un’altra settimana.
Per adesso le mie sono scandite dalla fisioterapia, dai piccoli progressi (finalmente riesco a scolare la pasta da sola) e dai tanti dolori ai muscoli che non immaginavo nemmeno esistessero, nella spalla.
E capire che movimenti scontati, non lo sono. Che alzare un braccio fino all’altezza delle spalle non è una cosa così semplice come sembra. Che pettinarsi richiede una coordinazione incredibile e che la testa non si deve piegare per essere grattata…
Un ciclo di fisioterapia finisce e un altro ne comincia, con la delusione di non aver raggiunto i risultati sperati, e con la prospettiva di fare le onde d’urto per eliminare la calcificazione.
E va bene anche così.
In queste settimane ho conosciuto tante persone, per lo più anziani, con diversi problemi alle ossa, con le quali ho fatto amicizia e ogni giorno ci rincontriamo e parliamo come vecchi amici.
E c’è un signore molto carino, sulla settantina (o su di lì), sordo totale, che accompagna sua madre (immaginate l’età…) che intrattiene rapporti con tutti, per far passare le due ore che rimane lì ad aspettarla.
La cosa più divertente è vederlo parlare con una signora che ha la dentiera che le si toglie e quindi parla anche male, mentre lui tende l’orecchio e continua a dirle che non la capisce e lei si ostina a parlargli in quella maniera (sia chiaro, mica non la capisce solo lui) e se la ridono alla grande, anche loro.
E sebbene si venga a conoscenza anche di storie dolorose (per lo più), si crea un’atmosfera così carina e gioiosa e, comunque, c’è una gratitudine nei confronti di Dio che li ha preservati da cose peggiori.
 
La ricetta di oggi è, anch’essa un ringraziamento a Dio, perché, comunque la celiachia è una malattia vincibile con il cibo giusto e perché comunque le pietanze che si riescono a tirar fuori, con gli ingredienti senza glutine, sono buonissime.
Così come questi crackers, che non sono solo senza glutine, ma sono anche molto salutari grazie alla presenza dei preziosi semi oliosi.
Provateli, anche se non siete celiaci, non ve ne pentirete e sono buoni proprio per tutti.
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Crackers speciali

45 g di semi di girasole

55 g mandorle
60 g farina di tapioca
25 g semi di lino
½ cucchiaino di sale marino grosso
¼ di cucchiaino lievito in polvere
30 ml aceto di mele
30ml di acqua (calda)
Condimenti assortiti: sesamo, semi di girasole, di zucca, di lino
olio extravergine d’oliva per spennellare i cracker prima dei semi
 
Preriscaldare il forno a 180°C.
Mettete in un frullatore potente i semi di girasole, le mandorle, la farina di tapioca, i semi di lino, il sale e il lievito e polverizzate.
Aggiungete l’acqua e aceto di mele mentre è in funzione il mixer e mescolate fino a quando l’impasto  forma una palla. L’impasto risulterà appiccicoso.
Mettetelo su un foglio di carta da forno e posizionate un altro pezzo di carta sulla parte superiore e cominciate a stendere l’impasto con un mattarello.
Utilizzando un cutter per pizza, un coltello affilato o una rotella per pasta, dividete l’impasto in modo uniforme in strisce lunghe.
Punzecchiateli con una forchetta e spennellateli con un filo d’olio, conditeli con i semi come più gradite e con ulteriore sale, se gradite.
Cuocete in forno per circa 15 minuti.
Spegnete il forno e lasciate raffreddare completamente su teglia da forno con lo sportello socchiuso, così da avere dei cracker croccanti .
Questi cracker possono essere conservati in un contenitore ermetico fino ad una settimana.
Inutile dirvi che i miei sono finiti subito…

 

Con questa ricetta partecipo al contest di Patty Andante con gusto È senza? È buono! in collaborazione con Cose dell’Altro Pane, nella sezione Prodotti da forno salati
 
 
 
Essendo venerdì partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day
 
 
Ed essendo con le mandorle anche al mio contest Per un pugno di mandorle
 
 
 
Almond crackers with seeds
45 g of sunflower seeds
55 g almonds
60 g tapioca flour
25 g flax seeds
½ teaspoon of coarse sea salt
¼ teaspoon baking powder
30 ml apple cider vinegar
30 ml of water (hot)
Assorted toppings : sesame , sunflower , pumpkin and flax seed
extra virgin olive oil for brushing the crackers before to put the seeds
 
Preheat oven to 180 ° C.
Put in a powerful  blender sunflower seeds, almonds, tapioca flour, flax seeds, salt and baking powder and  process until fine and powdery.
Add water and apple cider vinegar while the motor running. Mix until the dough starts to come together and forms a ball.
The dough will be sticky.
Place it on a piece of parchment and place another piece of paper on top and begin to roll out the dough with a rolling pin.
Using a pizza cutter, a sharp knife or a pasta wheel , divide the dough evenly into long strips .
Prick crackers with a fork and brush with some olive oil. Sprinkle with desired toppings, and bake in the oven for about 15 minutes.
Turn off oven and let cool completely on baking sheet with the door ajar for the crispiest crackers.
Crackers can be stored in an airtight container up to one week .
 
A presto
Stefania Oliveri

 

Quinoa con cavolo viola per Salutiamoci

 
(Zuppa di cavolo viola con quinoa real)
 
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Grazie (sì, sì, proprio grazie) al fatto che sono celiaca, ho scoperto una serie di cereali, che mai e poi mai avrei pensato esistessero.
Come ho già detto altrove, i cereali senza glutine sono in numero maggiore rispetto a quelli col glutine, ma quando si scopre di essere celiaci, si pensa che non si possa mangiare più niente.
Vero è che, purtroppo, tutta la cucina della nostra società si basa sul consumo del grano, per cui la sensazione di cui sopra, diciamo che corrisponda a verità.
Verità che però io ho cercato di cambiare per non soccombere alla cruda realtà.
Ecco che ho cominciato a provare questi cereali alternativi e li ho trovati anche buoni.
Una carrellata la trovate sul sito di Gluten Free Travel & Living dove ne ho parlato nel nostro appuntamento settimanale del 100% Gluten Free (Fri)Day.
 
Fra questi cereali c’è la quinoa, che è anche il tema del mese di Salutiamoci.
E, da questo mese, su Salutiamoci ci sono anche io con una nuova rubrica dal titolo Senza glutine al naturale, dove parlo proprio di quinoa.
 
Proprio due settimane fa la mia dolcissima amica Mai mi ha fatto un regalo meraviglioso: un pacchetto di quinoa real tricolore, che non avevo mai trovato a Palermo.
Potevo io non usare questa meraviglia?
Purtroppo dalla foto non si capisce che è proprio lei, ma vi assicuro che invece nel piatto si vedeva bene.
Ho voluto usarla in una zuppa, visto che è tornato il freddo, con un bel cavolo viola che ha colorato il piatto del mio colore preferito. Ho completato con dei pomodorini di Pachino IGP, che hanno completato la bontà di questo piatto.
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Zuppa di cavolo viola con quinoa real
 
Ingredienti per 5 persone
mezzo cavolo viola
1 scalogno
2 carote
1 cipolla
1 gambo di sedano
pomodorini di Pachino IGP
250 g di quinoa real tricolor
olio extravergine d’oliva
sale
 
Lavate tutte le verdure e tagliatele a fettine.
Nella pentola a pressione mettete un po’ d’olio sul fondo e fate riscaldare. Quindi fate stufare la cipolla, lo scalogne, le carote e il sedano. Aggiungete il cavolo e dell’acqua fino a raggiungere la metà della pentola. Quindi chiudete la pentola a pressione e fate cuocere a fuoco alto fino al sibilo, poi abbassate e fate cuocere per 10 minuti.
Spegnete, fate sfiatare e poi potete aprire la pentola.
Salate e con un mixer ad immersione, riducete in purea.
Sciacquate abbondantemente la quinoa e fate bollire per circa 12 minuti in acqua salata.
Scolate e condite con la purea di cavolo, dei pomodorini tagliati in quarti e un filo d’olio evo a crudo.
 
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Red cabbage soup with quinoa real
 
Ingredients for 5 people
half a purple cabbage
1 shallot
2 carrots
1 onion
1 stalk of celery
tomatoes of Pachino IGP
250 g quinoa real tricolor
extra virgin olive oil
salt
 
Wash all the vegetables and cut them into slices.
In a pressure cooker put some olive oil and heat it. Let simmer onion, shallots, carrots and celery. Add the cabbage and water up to reach half of the pot. Then close the pressure cooker and cook over high heat until emit the hissing sound, then turn down heat and cook for 10 minutes.  Once the 10 minutes is up, remove from stove and let the pressure come down by itself. Then remove the lid, add salt and, with an immersion blender, reduce it in purée.
Rinse well quinoa and boil for about 12 minutes in salted water.
Drain and season with mashed cabbage, cherry tomatoes cut in quarters and a drizzle of extra virgin olive oil.

 

Questa ricetta partecipa alla raccolta di Salutiamoci, che questo mese viene ospitato da Daria Gocce D’Aria.

 
 
 

Happy CaLOWries, la nuova raccolta!

Da quando ho aperto il blog, quattro anni fa, il mio giro vita si è fatto un po’ più largo.
Ogni anno sempre un po’ di più e non tende mai a diminuire.
Per cui, i miei pantaloni gridano vendetta, le camicie lasciano vedere lembi di pelle fra un bottone e l’altro e i maglioncini sembra che si siano ristretti.
Ok, diciamolo, non è solo colpa del blog, ma dell’età che avanza e della mia gola profonda che, ormai abituata ad alte vette (non le mie ricette), non si accontenta di assaggiare, ma gode pienamente dei piaceri della papille.
Complice anche il fatto che una volta che si cucina, è un peccato dover buttare il cibo rimasto… 
 
Il mio giro vita si allarga, ma io non riesco a fare una dieta, perché non amo mangiare quelle cose tristissime, mono sapore.
E quindi, adesso ho proprio bisogno di voi.
Come???
Inviatemi le vostre ricette light, ma appetitose, quelle che non sembrano da triste dieta, ma da vero gourment, così da poterle riproporle a casa e giovare del vostro aiuto.
Io le raccoglierò tutte qui, in maniera tale da avere un archivio a disposizioni di tutti coloro che vogliono perdere peso, senza soffrire.
Che ne dite? Vi piace l’idea? 
 
Come funziona?
 
1. La raccolta parte oggi e ogni giorno potrete mandarmi le vostre ricette light che dovrete segnalare sotto questo post.
 
2. Le ricette non devono essere per forza gluten free, perché se fate una pasta col glutine è facile sostituirla con una pasta senza.
 
3. Sono gradite le ricette che usano cereali integrali (ma non è un obbligo) e zucchero non raffinato.
 
4. Sono accettate tutte le ricette, tutte le categorie (quindi, sì anche ai dolci).
 
5. Se aggiungete il totale delle calorie a porzione è meglio. Qui potete trovare un link dove poterlo calcolare.
 
6. Aggiungete questo banner (creato appositamente dal mio dolce doppio), nella barra laterale del vostro blog, oltre che nel post delle ricette light che mi invierete.
 

Allora, mi aiutate?

Vi aspetto!!!

A presto
Stefania Oliveri

Ecco l’elenco delle ricette:

Antipasti
Tortini di carciofi e mandorle

Primi
Tortini di quinoa, zucca e menta

Secondi
Filetto di salmerino con cicoria rossa

Biscotti vegani… quasi! Buonissimi anche senza!!!

Da quando fare i biscotti, è considerato uno sport estremo?

Forse da quando si è capito che si rischia di finire i biscotti prima ancora di intingerli nel cioccolato.
E che biscotti, poi?
Biscotti che pensavo dovessero non piacere a nessuno.
Insomma, si sa, tutte quelle ricette senza…
E invece li ho dovuti difendere con tutta la mia forza! Anzi, armata di un coltellaccio…
Questi biscotti, per l’appunto, sono senza glutine (ok, su questi schermi, orami ci siete abituati), senza zucchero (a questo siete abituati molto meno!), senza burro (BISCOTTI SENZA BURRO??? IM POS SI BI LE!),  senza latte e senza lievito.
C’è rimasto qualcosa, vi starete domandando?
Certo che c’è rimasto qualcosa e non è solo la voglia dei biscotti.
Innanzitutto c’è una farina speciale, quella di nocciole, le cui nocciole vengono direttamente dalla  piemontesissima Tonda Gentile Prelibata senza pellicina, gentilmente regalata, dopo una delle presentazioni del mio libro! (ah, la notorietà!)
E già solo questo basterebbe per farne dei biscotti extra, come extra è stata chi me le ha regalate con tanto amore.

biscotti-di-nocciole-2231 Cardamomo e co
L’uovo, l’unico che c’è, è biologico del contadino che li porta ogni domenica al mercatino vicino casa mia, dove gli agricoltori e gli allevatori incontrano direttamente gli acquirenti.
Lo sciroppo di agave viene direttamente … dal negozio (ma uno di quei negozi di cui parlavo ieri), così come la farina di riso integrale, e la vaniglia è una vaniglia extra bourbon.
Insomma tutti prodotti di primissima qualità, che fanno lievitare un tantino il prezzo, ma vi assicuro che se il risultato è quello di vederli finire prima ancora di un fiat, vi ripagherà dei costi sostenuti!

Questi biscotti li dedico con tanto amore alla mia amica Patty!


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Biscotti di nocciola (l’idea parte da qui)

275 g di nocciole Tonda Gentile Prelibata senza pellicina
70 g di farina di riso integrale Baule Volante (certificata senza glutine)
1/4 cucchiaino di sale
1 uovo codice 0 (bio)
4 cucchiai di sciroppo di agave
1 cucchiaino di vaniglia
1 cucchiaino da tè di olio di mandorle dolci (insapore)
 
Preriscaldate il forno a 170 °C. 
Distribuite le nocciole su una placca e lasciate cuocere per 10 minuti, mescolandole ogni tanto.
Quindi togliete dal forno e lasciatele raffreddare per un paio di minuti.
Trasferite le nocciole in un robot da cucina e riducete in farina (anche grossolana)
In una ciotola grande unite la farina di nocciole, la farina di riso e il sale .
Aggiungete l’uovo, lo sciroppo d’agave, olio di mandorle e l’estratto di vaniglia e impastate.
Mettete in frigo per un quarto d’ora, circa.
Nel frattempo, foderate una teglia con carta da forno e riempite una ciotola con dell’acqua (vi sarà necessario, di tanto in tanto bagnare le dita prima di maneggiare la pasta).
Togliete la pasta dal frigo, e cominciatela a stendere, poco per volta, meglio se con un matterello in silicone. Quindi con un coppa pasta o un bicchiere, una tazza, ritagliate dei biscotti a forma di cerchio.
Cuocete in forno a 180 °C per 11-12 minuti (ma guardateli a vista, perché ogni forno è diverso), e lasciate raffreddare completamente su una griglia.
Quindi sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria (o nel microonde – a 450W per un minuto e poi mescolate e fate andare per un altro minuto) e immergete ogni biscotto nel cioccolato fuso fino a coprirne metà .
Lasciate a sgocciolare il cioccolato in eccesso e poi mettete sulla carta forno, fino a quando non si asciughino completamente.
 
Suggerimenti:
– se non volete sprecare troppo cioccolato, aiutatevi con una spatolina o un coltello (lo stesso che serve per difenderli) e togliete il cioccolato in eccesso;
– conservate in un contenitore in metallo e purtroppo non so dirvi quanto durino…
E con questa ricetta partecipo al Contest di Patty di Andante con Gusto È senza? È buono! in collaborazione con Cose dell’altro pane, nella sezione Pasticceria da tè

 

 
 
Hazelnut cookies 
275 g of  hazelnuts without skin
70 g of brown rice flour (certified gluten-free )
1/4 teaspoon salt
1 egg code 0 ( bio)
4 tablespoons agave syrup
1 teaspoon vanilla
1 teaspoon of sweet almond oil (tasteless)
 
Preheat oven to 170 ° C.
Spread the hazelnuts on a baking sheet and roast in the oven for 10 minutes, stirring occasionally.
Then remove from the oven and let them cool for few minutes.
Transfer the hazelnuts to a food processor and grind into flour (even coarse )
In a large bowl add hazelnut flour, rice flour and salt.
Add egg , agave syrup, almond oil and vanilla extract and mix .
Place in the fridge for at least 15 minutes.
Meanwhile, line a baking sheet with parchment paper and fill a bowl with water (wet your fingers before handling the dough) .
Remove the dough from the fridge, roll out and cut out cookies in the shape of a circle.
Bake at 180 ° C for 11-12 minutes ( don’t move from the oven, because every one is different) , and let cool completely on a rack .
Then melt the chocolate in a double boiler (or in the microwave – to 450W for a minute, then stir and let go for another minute). Dip each cookie into the melted chocolate to cover up half.
Let the excess chocolate to drip off and then place on parchment paper, until they are completely dry .
 
 
A presto
Stefania Oliveri
 

Ecologia del risparmio? No, non è un ossimoro!

Diciamolo chiaramente, a quanti interessa l’ambiente, l’ecologia e preservare la natura?
Non a tanti … e infatti, diciamolo (alla seconda), siamo alla frutta.
Ma in tempi di spending review, diciamolo (alla terza), risparmiare soldini, interessa tutti!
Così, per caso, mi sono imbattuta in questo libro.
Io che di risparmio me ne intendo (e non date retta al mio dolce doppio, io reinveinvesto ciò che risparmio), non ho resistito ad un libro che nel titolo metteva insieme due parole che, per molti, è ossimoro.

Per esempio, lo sostiene mio marito.

Ed effettivamente, quando vado a fare la spesa nei negozi che hanno prodotti bio, con 50 euro mi porto a casa due sacchettini scarni, che chi ti vede tornare a casa con quelle misere sportine, può solo pensare:
a. che sei a dieta (poi mi guarda e decide che la A non è la risposta esatta);
b. che a fine mese non ci arrivi se compri qualcosa in più, senza sapere che invece esiste la risposta
c. sei stato dal gioielliere ecologico dove tutto costa il doppio…
Giulia Landini, invece, asserisce il contrario.
Così, ho letto questo libro.
Una lettura interessante e interessata, anche se l’avevo preso più per dimostrare al mio dolce doppio che le sue asserzioni sono false e io spendo il giusto, che non perché credessi veramente che, mantenendo un comportamento “verde”, si potesse davvero risparmiare.
Vero è che ormai il detersivo per lavastoviglie me lo produco da sola, e che cerco di attuare tutti quei comportamenti che risparmiano (nel senso che “proteggono”) l’ambiente, che compro i detersivi alla spina, per non inquinare l’ambiente con plastica inutile, che riciclo anche i più piccoli pezzi di carta, anche se è anche vero cho ho ucciso il lievito madre (anche se non del tutto intenzionalmente…), ma  di risparmio vero e proprio, non ne posso parlare…
Così, incuriosita, ma soprattutto per ribadire al mio dolce doppio che il concetto (risparmio) mi è a cuore, l’ho preso e l’ho pure letto.

Tadan, colpo di fulmine!

Innanzi tutto, l’autrice, parla di una “decrescita felice”.

Cosa è? È la volontà di guadagnare meno, rinunciando ad un lavoro stressante che ti porta via tanto tempo, che dedicheresti molto più volentieri a figli, marito, casa e a te, sapendo che questo comporterà delle rinunce, ma queste non saranno mai tanto gravi da renderti infelice.
Così, partendo da questo assunto e capendo (ok, è lapalissiano) che anche un solo stipendio in meno, comporterebbe dei sacrifici, se vivessimo come siamo abituati tutti noi a vivere, ci insegna a trovare il denaro che abbia perso rinunciando al lavoro, risparmiando.
Ecco quindi una serie di idee, consigli, suggerimenti e quant’altro per attuare uno stile di vita economico ed ecologico, che vanno dalla spesa, ai viaggi, ai vestiti, a i detersivi, alla cucina, etc. etc.
Forse, effettivamente, ancora io non sono del tutto pronta a rinunciare a tutti quegli oggetti e a quelle comodità, però è un libro che mi ha fatto riflettere tanto e adesso, ogni volta che punto un oggetto in una vetrina, mi chiedo “mi è davvero utile? mi farà felice? mi è davvero indispensabile?” e, il più delle volte, la risposta è proprio NO.
Un libro che, penso, ognuno di noi dovrebbe leggere, almeno per riflettere.
A presto
Stefania Oliveri

Una torta per festeggiare!

Forse ve ne sarete accorti, ma da ieri abbiamo traslocato in una nuova casa Gluten Free Travel & Living. Per questo c’è stata una grande festa, alla quale io ho deciso di partecipare, anche se con un poco di ritardo.
Abbiamo fatto coincidere il trasloco con il primo giorno di primavera, perché vogliamo celebrare insieme la stagione più romantica dell’anno in un nuovo spazio più grande e più soleggiato per potervi accogliere tutti e meglio. 


Si, perché, e non ce lo aspettavamo neanche noi, la nostra casetta, costruita solo 9 mesi fa, è diventata piccolina piccolina, dato che siete venuti in tantissimi a farci visita.


Siete arrivati curiosando tra le ricette, alla ricerca di un ristorante o per trovare un modo sereno di viaggiare;
siete stati curiosi di conoscere cosa siano gli additivi, e ci avete seguito tra diete e mode alimentari.
Avete apprezzato le nostre interviste e i racconti di chi ha condiviso la sua esperienza di viaggio, o di insegnamento tra tra fornelli sglutinati;
avete letto i nostri pdf e visualizzato le nostre video-ricette.


E i tantissimi, che con il senza glutine non hanno ancora dimestichezza, hanno potuto trovare suggerimenti per come organizzare un Natale per tutti, come gestire una dispensa e come evitare le contaminazioni.

  
Ogni venerdì festeggiate con noi il 100% Gluten Free (Fri)Day, con piatti speciali pieni di cura e attenzione.
Ed è quindi per tutti voi che da ieri abbiamo traslocato in una casa più spaziosa e luminosa, che vi invitiamo a visitare anche tutti i giorni perché, abbiamo in mente, una marea di progetti e iniziative da far crescere anche assieme a voi: vi informeremo, vi faremo divertire, sognare e mangiare benone…

E adesso possiamo offrirvi una fetta di torta appena sfornata dalla redazione di Gluten Free Travel & Living?

Infine, ma non ultimo, vogliamo anche farvi un regalo. 
Un meraviglioso PDF, curato da Federica e Giuseppe, i nostri maghi dell’informatica, che contiene un ricettario completo di crostate dolci e salate, fatte da tutti noi della redazione, dal titolo Frolle e follie di primavera
 

Vi aspettiamo sempre più numerosi.
A presto
Stefania Oliveri

“Pesto” di foglie di carote e mi scuso con i genovesi!

Inutile dire che avrei ricette da provare sia per questa vita, che per le future 10.
So che quasi tutti voi che mi leggete, condividete con me la stessa sorte.
Ed è per questo, che spesso, in questa casa non si ripete, mai due volte di seguito, la stessa ricetta… almeno che non sia una ricetta da “maiala effige”, cioè quelle da minimo sforzo, massimo risultato.
Questa che vi propongo oggi, è proprio una di quelle.
L’ho vista da Ale. Ovviamente ha stuzzicato la mia curiosità nel riciclare ciò che di solito butto, o, adesso, do alla coniglietta.
E ho scoperto che la coniglietta è proprio una buongustaia, visto che ne va pazza, più che delle carote stesse!
Quando mi è arrivato l’olio Villa Giulia Toccholano, olio pugliese, e l’ho assaggiato, non ho avuto dubbi, questo olio doveva essere usato in una preparazione a crudo e cosa meglio di un pesto?
Ora, una piccola precisazione per i genovesi.
Lo so, il pesto è solo quello che si fa con il vostro basilico (quello piccolo e non quello a foglie larghe che di solito troviamo qui in Sicilia), e con i pinoli.
Per comodità (e non per ignoranza, sottoliniamolo 😉 ) userò questo termine pesto impropriamente. Scusatemi fin da adesso, ma provatelo a fare, mangiatelo e poi chiamatelo come volete, ma state certi che lo rifarete anche più di una volta!
P.s. La mia coniglia non ringrazia Ale!
Ad onor del vero ho apportato qualche modifica alla sua ricetta, ma ben poca roba. L’unica nota degna di essere sottolineata è il fatto che l’olio, per fare qualsiasi “pesto” deve essere davvero buono, altrimenti  rovinerete inevitabilmente il risultato.

Pesto di foglie di carote
50 g di foglioline di carota 
20 g di pinoli (anziché 40 g)
20 g mandorle (mia aggiunta)
2 cucchiai di parmigiano
olio extravergine d’oliva Villa Giulia Toccholano
1/2 spicchio di aglio (omesso, anche perché già l’olio che ho usato è leggermente piccante, quindi non ho avuto bisogno di aggiungerlo)
sale

Lavate le cime delle carote e staccate le foglioline.
Mettete tutti gli ingredienti in un boccale stretto e lungo e frullate con un frullatore ad immersione, aggiungendo l’olio a filo, fino a raggiungere la consistenza desiderata.
Nel frattempo cuocete la pasta e conservate un po’ di acqua di cottura.
Versate il pesto sulla pasta e aggiungete dell’altro olio e l’acqua di cottura della pasta e mescolate bene.
Una vera delizia!

E come ogni due settimane, eccoci all’appuntamento prezioso con l’Associazione Città dell’Olio

Ed ecco le mie amiche dell’olio 
Patty di Andante con Gusto, con Garmugia 
Sabina di Cook’n’Book , con Minestra di arzilla e broccoli
Teresa di Scatti Golosi, con Ragù di braciole

E comunque con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day che solo per oggi si trasferisce qui

Pesto with leaves of carrots 
50 g of leaves of carrot 
20 g pine nuts
20 g almonds
2 tablespoons of Parmesan cheese 
extra virgin olive oil “Villa Giulia Toccholano” (as you want)
1/2 clove of garlic 
salt 
Wash the tops of carrots and take the leaves. 
Put all the ingredients in a mixing bowl and whisk with an immersion blender, adding oil little by little, until you reach the desired consistency. 
Meanwhile cook the pasta and keep some cooking water apart. 
Pour the pesto over the pasta and add more oil and some water from the pasta and mix well. 
So yummy!

Soufflé delicato con salsa al nero di seppia

Iniziare con le solite lamentazioni, stavolta, non posso.
La sfida stavolta è tutta gluten free.
Ma, non sono io, se non mi lamento, per cui comincio subito col dire, che un soufflé non l’avevo mai fatto!
Questo, non sarebbe stato un problema se, non implicasse il fatto che non avessi lo stampo giusto!!!
Così sono andata in giro a cercare queste ramequin, ma pare che qui a Palermo ci sia una colonia francese che ha deciso di acquistarli tutti il giorno prima che arrivassi io! Oppure, che le partecipanti dell’MTC, siano tutte qui!
In ogni caso, ho chiesto aiuto alle mia amiche palermitane che si sono prontamente prestate. Solo che a me è venuta l’idea della salsa al nero di seppie un giorno in cui sono andata al mercato e l’ho comprato insieme al pesce per fare anche i fumetti… 
Ve la faccio breve, gli stampi sono quelli sbagliati, certamente, ma il soufflé è venuto talmente buono che passerò sopra al fatto di non possedere i ramequin! E il mio dolce doppio è felice doppio!!!

Come vi ho già detto, l’idea è partita vedendo il nero di seppie al mercato. Da tempo volevo provare una salsa al nero di seppie che avevo visto nel libro dello chef Luca Mattana, Scuola facile di ricette golose. 
Per abbinare il soufflé alla salsa, ho quindi eliminato il formaggio dal sapore consistente e l’ho sostituito con una parte di mascarpone e una parte di pesce capone (o lampuga) ridotto in briciole.
L’obiettivo è stato raggiunto. Il soufflé era perfetto per la salsa al nero di seppie, davvero profumata. Ma leggete fino in fondo il post, per sapere come usare le verdure usate per fare la salsa al nero e non ve ne pentirete.

Soufflé al pesce con salsa al nero di seppie
Ingredienti per 8 soufflé (come da ricetta di Fabiana)
150 ml di panna fresca
1 e mezzo cucchiai da minestra di maizena
15 g di burro + quanto basta per ungere gli stampi
3 uova medie codice 0 (cioè bio) a temperature ambiente
110 g di mascarpone
110 g di pesce capone (la parte della testa usata per fare il fumetto di pesce)
sale, pepe
parmigiano a sufficienza per ricoprire fondo e bordi degli stampi

Fumetto di crostacei
15 carapaci di gamberoni
ghiacio q.b,
2 rametti di timo
2 rametti di basilico
1 scalogno
1 l d’acqua
olio evo

Fumetto di pesce
250 g di lische di pesce bianco e testa di un capone grande
la scorza di mezzo limone
ghiaccio q.b.
1 scalogno 
1/2 cipolla (piccola)
1 rametto di timo
rametto di coriandolo
1 l di acqua 

Salsa al nero  di seppie
300 g di finocchio
100 ml di fumetto di pesce
50 ml di fumetto di crostacei
la sacche del nero di 2 seppie
1 porro
10 g di concentrato di pomodoro 
alcune foglie di basilico
olio extravergine d’oliva

Procedimento:
Il giorno prima ho preparato i due fumetti.

Fumetto di pesce (sempre dalla stesso libro, eliminando l’aglio):

Mettete le lische e la testa del pesce immerse nel ghiaccio per qualche ora in frigorifero, in modo tale da spurgare il sangue residuo. Trascorso il tempo, sciacquate tutto e soffriggete a fuoco basso le lische insieme alla cipolla tritata, la scorza di mezzo limone e le erbette (legate come un bouquet garni).
Aggiungete quindi dell’altro ghiaccio e un litro di acqua e cuocete per 20 minuti dopo che comincia a sobbollire.
Filtrate e conservate in frigo fino al momento di usarlo.
Fumetto di crostacei (come sopra):
Soffriggete a fiamma bassa tutti gli ingredienti in una pentola capiente e ricoprite con ghiaccio e un litro di acqua. Schiumate se necessario e filtrate alla fine. Conservate in frigo fino al momento di usarlo.
Il giorno dopo preparate la salsa al nero di seppie.
Tagliate a brunoise tutte le verdure e fatele soffriggere a fuoco basso con la scorza di limone.
Aggiungete il concentrato di pomodoro, le foglie del basilico, i due fumetti e il nero delle seppie e lasciate cuocere fino a quando la salsa non si riduce di un terzo. 
Quindi passate la salsa in un colino fine, così da eliminare tutte le verdure. 

Preparate i soufflé.
Ovviamente io ho seguito pedissequamente le istruzioni di Fabiana e devo dire che lo chef Lignac è davvero un grande.

Scaldate il forno a 200°C.
Imburrate molto bene gli stampi ben puliti ed assolutamente asciutti, avendo cura di ungere sia il fondo che i bordi. Cospargete gli stampini con il parmigiano grattugiato.

Rimettete in frigo fino al momento di riempirli.Quindi mescolate la maizena con poca panna fresca fuori dal fuoco e portate ad ebollizione il resto della panna. Quindi aggiungete il mix di panna e maizena, facendo attenzione a mescolare sempre, meglio se con una piccola frusta, fino a quando non otterrete una crema spessa (attenzione perché ci vorrà un attimo).
Separate i tuorli dagli albumi e aggiungete i primi alla crema, uno alla volta, incorporandoli alla perfezione prima di introdurre il successivo.
A questo punto aggiungete anche il pesce sbriciolato e il mascarpone e mescolate.
Salate e pepate.
Quindi montate gli albumi a neve e aggiungeteli al composto con delicatezza ed in più riprese, badando bene a non smontarli.
Versate negli stampini  arrivando solo ai 2/3 della loro altezza (io ho fatto l’errore di riempirli fino all’orlo per finire tutto il composto e quindi in cottura sono usciti di fuori…)
Lisciate delicatamente la superficie con la spatola.
Togliete dal fuoco e aggiungete il burro, senza smettere di mescolare.
Quindi mettete in forno per circa 15/17 minuti.
Servite subito con la salsa e dentro la cocotte.

Suggerimenti:

– potete conservare il fumetto di pesce e di crostacei, rimanenti, in freezer, porzioni, così da averlo sempre a disposizione quando serve;
– le verdure rimanenti dalla salsa del nero di seppie usatele per condire la pasta, aggiungete anche un po’ di salsa al nero e vi assicuro che avrete un primo meraviglioso;
– io ho deciso di sformare il soufflé per fare una foto sul piatto, ma ovviamente si è sgonfiato ancora di più. Essendo una parte del composto uscita fuori da bordo, si è anche appiccicata e quindi nella foto sopra una massa informe. Vi assicuro però che la bontà non ne ha risentito ed è rimasto soffice come quelli dentro la cocotte.
Con questa ricetta partecipo all’MTC di marzo sul Soufflé.

A presto
Stefania Oliveri

Pasta al nero di seppie, pomodorini di Pachino e … un pugno di mandorle!

Pasta al nero di seppie con pomodorini e mandorle

Da quando ho aperto il blog, mi rendo conto che il mio modo di mangiare è totalmente cambiato. 

E oggi, ciò che prima mi sembrava già un buon modo di nutrire la mia famiglia, alla luce di questi 4 anni, in cui ho cucinato tanto, ma soprattutto ho imparato tanto, ho modificato tante cose e penso che, tante ancora, dovrei ancora modificarle.
Adesso pongo molta più attenzione agli ingredienti che uso, leggo sempre bene le etichette, e non solo per vedere se possono contenere tracce di glutine, ma per scoprire le tante “schifezze” aggiunte, sotto forma di codici incomprensibili ai più, e spesso preferisco prepararmi da sola tante cose che prima invece compravo già fatte.
Ho scoperto tantissimi ingredienti di qualità e tanti piccoli produttori, che fanno fatica a restare sul mercato, ma che per l’infinito amore che hanno verso il loro prodotto, cercano di preservarne la loro produzione.
E oggi vi voglio parlare di due realtà siciliane davvero d’eccellenza.La prima azienda di cui voglio parlarvi è Valdibella. Una cooperativa di Camporeale dedicata a tre prodotti d’eccellenza da agricoltura biologica, che sostiene la biodiversità: l’uva, le olive e le mandorle.
Io li ho conosciuti ad una fiera e ho assaggiato i loro prodotti, comprandone una scorta.Pasta-nero-di-seppia-2205-b
Oggi, in particolar modo però vi voglio parlare delle mandorle, del loro latte di mandorla (sia zuccherato con zucchero d’uva che al naturale) che della crema di mandorle.
Quando assaggerete questi prodotti capirete la differenza che c’è con tutti gli altri e troverete il sapore vero della mandorla, perfino nel latte di mandorle zuccherato, che essendo, fra l’altro zuccherato con lo zucchero dell’uva, non è dannoso per il nostro organismo.La seconda azienda l’ho scoperta ad una fiera, quella del cous cous fest, e da allora non compro più altro aceto balsamico. Viene da Petrosino, in provincia di Trapani, e si ottiene dalla miscelazione di aceto di vino e zucchero d’uva,  invecchiato in botti di legno. Le uve utilizzate provengono dai vigneti dell’agro di Marsala e Petrosino. Insomma una meraviglia senza fine. E da quando l’ho comprato la prima volta, regalandolo anche ad amici e parenti, la gamma si è arricchita di tanti nuovi prodotti, sempre migliori e buoni.Oggi, grazie a queste due aziende, che voglio farvi provare, inizia il mio contest. 
Il tema sono le mandorle
Ringrazio Mai de Il colore della curcuma per questo bellissimo banner

Potete declinarle in tutte le maniere, sia dolce che salato. Non importa che usiate le mandorle fresche, il loro latte o la crema. Sbizzarritevi pure dall’antipasto al dolce, senza timore.
Le ricette, però, devono essere tutte senza glutine e si preferiranno quelle ricette che usano ingredienti salutari e se riuscite anche l’aceto balsamico (ma non è un obbligo).
Ad aiutarmi in questa avventura ci saranno le mie bravissime amiche Vatineee di A Thai Pianist e Benedetta di Fashion Flavors. Entrambe mi aiuteranno a scegliere 3 ricette vincitrici, le due migliori fra tutte le vostre proposte e una per la migliore fotografia.
I premi:
Ai primi due classificati (la ricetta più bella e la fotografia più bella) arriveranno, oltre ad una degustazione da parte di entrambe le aziende la Valdibella e La CondiAroma 33, anche la possibilità di un soggiorno di 3 giorni a Palermo nel B&B Piccola Sicilia, che mette a disposizione una stanza matrimoniale, dotata di ogni confort, a pochi passi dal centro di Palermo, con uno sconto per le prime due notti e la terza notte pagata solo al 50%, comprese di tasse di soggiorno e colazione, anche senza glutine; oppure il soggiorno per una sola notte in una matrimoniale con lo sconto del 15%, in qualsiasi periodo dell’anno vogliate, con visita all’azienda Valdibella, oltre ad una cena gentilmente offerta da il ristorante La dolce vita (via Giusti, 17 – Palermo), con cucina anche senza glutine.
Il secondo classificato (seconda ricetta migliore) riceverà i prodotti delle due aziende, in degustazione.

Allora, ricapitolando:
1. Il tema del contest sono le mandorle e potete partecipare con ricette sia dolci che salate, ma che siano SENZA GLUTINE;
2. Può partecipare chiunque abbia un blog o sia anche titolare di un account facebook;
3. Il contest inizia oggi e finisce il 30 aprile il 17 maggio.
4. Le ricette devono essere pubblicate dopo la data di oggi e possono partecipare anche ad altri contest e devono contenere almeno una foto;
5. Nel vostro blog dovete inserire il banner a questa iniziativa, anche nella colonna laterale, con link a questa pagina, con la dicitura “Con questa ricetta partecipo al contest Per un pugno di mandorle“;
6. Se vi fa piacere, e ancora non siete miei fan, potete unirvi alla pagina facebook del mio blog, o a quella del mio libro Metti un celiaco a cena, a quello di Valdibella, a quella di Condiaroma33, a quella del B&B Piccola Sicilia, a quella del ristorante La dolce vita
7. I vincitori verranno proclamati il 30 maggio, mentre il 5 giugno ci sarà l’elenco delle prime 10 classificate.
8. I vincitori, infine, saranno proclamati in base ai seguenti criteri:

Primo premio per la migliore ricetta (a prescindere dalla foto)
Primo premio per la migliore fotografia (non si giudicherà la qualità della foto, né se è fatta con una reflex piuttosto che con un cellulare, ma l’atmosfera, la bellezza e la presentazione della foto)
Secondo premio per la seconda migliore ricetta (sempre a prescindere dalla foto)

9. Le spese di viaggio sono a carico vostro.

Tutto chiaro?

E ora passiamo alla ricetta di oggi.
L’ho scelta non solo perché ci sono le mandorle.
Ma perché sono un concentrato di bontà e di prodotti di qualità.
A parte le mandorle, di cui vi ho già parlato, e il nero di seppie che il pescivendolo mi fa trovare già fuori dalla sacca, con le seppie già tagliate e pezzetti, anche il pomodoro è un pomodoro speciale perché  è un pomodoro Igp che cresce a Pachino, nell’estremo sud della mia Sicilia, le cui condizioni climatiche  particolari, ne determinano il sapore molto dolce, il profumo intenso e la consistenza carnosa.
Ne è venuto fuori un piatto straordinario…

Pasta-nero-di-seppia-2201-b

 
Bucatini con nero di seppie, pomodorini di Pachino e mandorle
Ingredienti per 5 persone
500 g bucatini senza glutine
2 seppie
5 sacchetti di nero di seppie
1 scalogno
1/2 bicchiere di vino bianco secco (io ho usato il vino bio Ninfa Valdibella, Cataratto)
olio evo
mandorle tostate
sale
 
Lavate, mondate e tritate finemente lo scalogno.
Mettete a scaldare una pentola con abbondante acqua salata.
Mettete dell’olio in una larga padella e fate soffriggere lo scalogne. Aggiungete un mestolo di acqua calda e fate cuocere qualche minuto.
Aggiungete quindi le seppie tagliate a pezzetti e sfumate con il vino.
Aggiungete quindi il nero delle seppie e un altro mestolo di acqua calda e salate
Fate cuocere per 8/10 minuti.
Quindi fate cuocere la pasta per la metà del tempo scritto sulla confezione. Quindi fate finire la cottura della pasta nella padella.
Fate tostare le mandorle per qualche minuto in una padella, stando attenti a non farle bruciare e servite la pasta con pomodorini lavati e tagliati in quarti, le mandorle tostate e un filo d’olio.

Vi aspetto per il contest!

 

Pasta with cuttlefish ink, cherry tomatoes and almonds
Ingredients for 5 people
500 g gluten-free pasta
2 cuttlefish
5 bags of black cuttlefish
1 shallot
1/2 cup dry white wine (I used organic wine Ninfa Valdibella , Cataratto)
extra virgin olive oil
pomodorni Pachino IGP (cherry tomatoes)
toasted almonds
salt
 
Wash, peel and chop shallots .
Put to boil a pot of salted water .
Put the oil in a large pan and fry the shallots . Add some hot water and cook for few minutes.
Then add the squid cut into small pieces and add the wine .
Then add the black of cuttlefish and some hot water. Salt.
Cook for 8/10 minutes .
Then cook the pasta for half the time written on the packaging . Finish cooking the pasta in the pan .
Toast the almonds in a frying pan for a few minutes , being careful not to burn them, and serve with washed cherry tomatoes and cut into quarters, toasted almonds and a drizzle of olive oil .

A presto
Stefania Oliveri