Dacquoise al pistacchio con mousse alla vaniglia con gelée di fragole GFFD

Venerdì!
Giorno prima della festa (mica sono Leopardi…)
Domani una grande giornata, che durerà fino a lunedì, festa della Repubblica.
E per festeggiare, una torta, what else?
Una torta calorica.
Per le feste le torte “light” non valgono.
Anzi non valgono le calorie che si ingurgitano.
D’altronde, qualcuno (e spero che sia un’autorità in merito, ma in ogni caso lo faccio diventare io) sostiene che quando si mangia con soddisfazione, non si ingrassa.
E poi, i pistacchi, come tutta la frutta secca, fa benissimo ed ha un basso indice glicemico!
Be’, anche le fragole, non sono tanto caloriche (del loro indice glicemico, però, non ne so parlare).
E che sarà per quella quantità di panna, di uova e di zucchero che si trovano nel dolce, dopo tanta “salute”?
 
 



dacquoise mousse vaniglia gelè di fragole 2877 b


Dacquoise al pistacchio
Dosi per due basi (ma per la torta ne servirà solo una base)
200 g di albumi codice 0 (ovvero bio) che equivalgono a circa 6 uova
125 g di zucchero
188 g di farina pistacchi 
50 g di farina di riso super sottile
138 g di zucchero
Ho montato gli albumi a temperatura ambiente aggiungendo i 125 zucchero a poco a poco. In un’altra ciotola ho messo tutte le farine con la seconda quantità di zucchero e quindi ho mescolato il tutto con gli albumi montati, mescolando dal basso verso l’alto con delicatezza, ma con decisione.
Ho quindi messo il tutto in una tasca da pasticcere e ho fatto due cerchi su una teglia rivestita con carta forno. Ho cotto in forno a 170° (perché il mio forno è solo ventilato) per 12 minuti. Ho sfornato e fatto raffreddare.

Bavarese alla vaniglia di Stefania
150 ml di latte intero
2 uova
45 gr di zucchero
250 gr di panna montata
1/2 stecca di vaniglia
3 fogli di gelatina

Prelevate i semi dalla bacca di vaniglia e uniteli ai tuorli. Dopo qualche minuti aggiungete lo zucchero e cominciate a montare finché non diventano bianchi e spumosi. 
In un pentolino scaldate il latte insieme alla bacca di vaniglia, spegnete il fuoco e lasciate in infusione per mezz’ora. Quindi riportate a bollore il latte. Versate, a filo. il latte bollente sui tuorli spumosi, mescolate e riportate sul fuoco finché la crema non raggiunge la temperatura di 85° (cioè finché non vela il cucchiaio). Spegnete il fuoco, aggiungete la gelatina ammorbidita in acqua fredda e strizzata e trasferite in un recipiente pulito e immergete tutto in un bagnomaria di acqua fredda, continuando a mescolare finché la crema non sarà a circa 20°. 
A questo punto inserite la panna semimontata. Versate la crema sulla base di dacquoise, precedentemente inserito in un coppa pasta per torte
Trasferite tutto in frigo per un paio di ore e poi in freezer (eventualmente) in freezer, anche se non è indispensabile. 
 

 

 
dacquoise mousse vaniglia gelè di fragole 2886 b 
 
Gelée di fragole 
400 g fragole frullate
40 g zucchero semolato
12 g colla di pesce in fogli
20 g succo di limone
Frullate le fragole ben lavate e poi prelevate una parte di purea e scaldatene una piccola parte. Scioglietevi dentro la colla di pesce precedentemente ammollata e strizzata, lo zucchero e il succo di limone. Quindi aggiungete la purea, a poco a poco, fino a quando non si sarà raffreddata anche la polpa con la gelatina, quindi aggiungete tutto e mescolate bene. In questa maniera non si formeranno grumi.
Quindi versate la gelè sulla torta e rimettete in frigo fino al momento di servire.
Estraete quindi la torta dallo stampo e servite fredda, decorandola con fragole intere e un ciuffo di menta.
 
Suggerimenti:
– Stefania sottolinea che “il passaggio in freezer non è indispensabile, ma aiuta ad estrarre i dolci dallo stampo. Inoltre, è comodo: questo dolce può essere preparato in anticipo e conservato in freezer fino al momento dell’utilizzo”.
– Se preparate questo dolce per dei celiaci, accertatevi che tutti gli ingredienti siano adatti per i celiaci, privi di ogni contaminazione.

 

 

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day 

 

 
Con questa ricetta partecipo al Contest “ Strawberries in Cakes” di PamCakes”
 
 

Con questa ricetta partecipo al contest Dolci al cucchiaio de La cucina delle streghe

 

E alla raccolta di Sabrina in cucina, Che torta di compleanno sai preparare?

Babà senza glutine con lievito madre con crema inglese al cardamomo

Babà gluten free con crema inglese al cardamomo
Sul babà senza glutine c’è poca letteratura, ma sul babà senza glutine e con il lievito madre, non ho proprio trovato niente.
Adesso, quindi, se qualcuno non l’ha fatto prima di me e io non l’ho scoperto, sono la prima ad averlo provato.
Non che mi faccia piacere. Preferisco le ricette collaudate, soprattutto quando si tratta di lievitati, sui quali non sono molto sicura.
Non avendo trovato letteratura, ho deciso di seguire il buon senso e di provare, dapprima con le farine dietoterapiche. In realtà, la ferità è che ho fatto il babà col lievito madre un giorno in cui avevo un mal di testa terribile e non avevo proprio la capacità di fare mix e conti.
Questo vuol dire che vi dovete aspettare un’ulteriore versione, con lievito madre e farine naturalmente senza glutine.
D’altro canto lo faccio per la scienza, ma non ditelo al mio giro vita!
Per farlo con il lievito madre, me lo sono fatto portare da Milano dalla mia amica Michela. E io sono andata fino a San Vito per andarlo a prenderlo. 
L’ho rinfrescato, curato per alcuni giorni e poi, proprio quando stavo male, ho deciso che era giunto il momento di usarlo, se non volevo che scadesse il termine per presentarlo in tempo all’MTC.
Babà gluten free con creme inglese al cardamomo
E così, come anche la volta scorsa, mi sono concentrata sull’esecuzione del babà. Che poi non è nemmeno il vero obiettivo della sfida. 
Ma, lo sapete, dopo che ho vinto, il vero obiettivo della mia gara è con me stessa, ed è quello di ricreare un impasto senza glutine, uguale (o quanto meno più vicino possibile) a quello col glutine. 
E penso di esserci riuscita! Cioè, rispetto a quello con il lievito di birra, non hanno mantenuto la cupoletta che pure avevano sviluppato, e inzuppati non hanno mantenuto la stessa elasticità. 
Però, il sapore, la morbidezza, una buona elasticità, così come anche una buona alveolatura c’erano tutti.
Mentre però mi concentravo sul babà, ho avuto un’illuminazione.
Perché non fare una crema inglese aromatizzata al cardamomo? D’altro canto questo blog non si chiama così a caso.
Fra l’altro, proprio a Istanbul ho trovato il cardamomo bianco. L’avete mai visto?
Il sapore è molto simile (ovviamente) al cardamomo verde, però forse più rotondo e più dolce.

Cardamomo bianco

E per la bagna? Cosa poteva andare bene?

Ma certo, un ottimo liquore all’arancia e cosa di meglio di un Armagnac?
Ed ecco il mio babà!

Babà senza glutine e con lievito madre ricetta adattata da Antonietta
Ingredienti
200 g di farina Senz’Altro per dolci
50 g di latte in polvere
3 uova codice 0 grandi
100g di burro
100 g di acqua
25 g di zucchero
50 g di lievito madre rinfrescato
10 g di lievito di birra
½ cucchiaino di sale
Primo impasto
Versate in una ciotola 120 g di farina sg, fare la fontana, aggiungere 1 uovo, il lievito madre, lo zucchero e 30 g di acqua tiepida. Impastate, coprite con un telo umido e attendete il raddoppio. Io ho atteso tutta la notte.
Secondo impasto
Versate in un’altra ciotola la restante farina (80 g) e il latte in polvere, aggiungete il primo impasto e 1 uovo. Sciogliete bene e amalgamate, quindi incorporate il secondo uovo. Impastate per 10 minuti (anche meno),  aggiungendo man mano l’acqua a cucchiaiate. Sciogliete il burro a bagnomaria o in un microonde e versatelo a filo sull’impasto, incorporandolo lentamente. 
Per ultimo, in una tazzina “impastate” il lievito di birra, con un po’ di acqua tiepida e il sale finché diventa una cremina liquefatta e aggiungete anche questa alla massa. Ovviamente l’impasto sarà abbastanza morbido per cui non potrete lavorarlo a mano. Io l’ho inserito in una sac à poche e l’ho “versato”  negli stampini monoporzione precedentemente imburrati e infarinati, fino a metà altezza dello stampino. Lasciate lievitare in forno spento con luce accesa fino a quando triplicano di volume, fuoriuscendo dal bordo superiore formando una calottina di circa 2 cm. 
Io penso di aver riempito lo stampino un po’ meno della metà e ho infornato appena ho visto che la calottina (in alcuni) si stava abbassando. 
Preriscaldate il forno a 200°, infornate, abbassate a 180° (170° se ventilato) e cuocete per 20 minuti. A metà cottura coprire con un foglio di alluminio, se necessario.
A cottura ultimata lasciate intiepidire per 10 minuti, staccateli delicatamente dagli stampini (basta reggere lo stampino con una mano e con l’altra tirare e contemporaneamente roteare leggermente la calottina) e adagiarli in una ciotola larga.

bagna all’Armagnac
1/2 bicchiere di Armagnac
150 ml di acqua
50 g di zucchero

Mettete l’acqua in un pentolino, insieme allo zucchero a fuoco moderato e fate sciogliere lo zucchero.  Appena si raffredderà, aggiungete anche l’Armagnac.
Quindi mettete in un dosatore con beccuccio e imbibite i babà.
Io ho proceduto in questa maniera perché mi sono sembrati meno elastici, non volevo che si sbriciolassero.
crema inglese al cardamomo (ricetta base di Ladurèè)
250 ml di latte intero
250 ml di panna fresca
100 g di zucchero
6 tuorli codice O
10 capsule di cardamomo
Versate il latte e la panna in un pentolino e mettete le capsule di cardamomo schiacciate con la parte posteriore di un cucchiaio e mettete su fuoco basso, fino a che non comincia a tremolare. Spegnete il fuoco e lasciate in infusione per una ventina di minuti.
In un recipiente sbattete i tuorli con lo zucchero fino a quando non diventano bianchi e spumosi.
Filtrate il latte con un colino a maglie fitte e fate riprendere un leggero bollore. Quindi versate il latte a filo sui tuorli e mescolate. Rimettete il tutto sul fuoco e cuocete a fuoco bassissimo, mescolando continuamente con una frusta, fino a quando la crema non si sarà ispessita. Cioè deve velare il cucchiaio. A questo punto spegnete. State attenti a non far bollire mai questa crema.
Quindi versate in un altro contenitore per interrompere la cottura, ma continuate a mescolare per un paio di minuti, così da far rimanere la crema vellutata. 
Mettete in frigo, quando tiepida e servite fredda sul babà.
Una meraviglia!
L’interno del babà senza glutine e con lievito madre

Con questa ricetta partecipo all‘MTC n. 39 sul babà

Baba and gluten-free sourdough recipe
ingredients
200 g of gf flour for cakes
50 g of milk powder
3 large eggs code 0
100g of butter
100 g of water
25 g of sugar
50 g of natural starter
10 g of yeast
½ teaspoon of salt
First
Pour into a bowl 120 g of gf flour , add 1 egg, yeast, sugar and 30 g of warm water. Mix , cover with a damp towel and wait for the doubling . I’ve been waiting all night.
Then
Pour into another bowl the remaining flour (80 g ) and the powdered milk , add the first mixture and 1 egg . Melt and mix well , then stir in the second egg . Knead for 10 minutes (or less ), adding gradually the water. Melt the butter in a double boiler or in a microwave and pour on the mixture , incorporating it slowly.
At the end, put the yeast in a cup and melt with some lukerwarm water and salt until it becomes a creamy sauce and add this to the dough. Obviously, the dough will be soft so you can not work it by hand. Put it into a pastry bag and squeeze in small molds buttered and floured , and cover up to half. Let rise until it becomes the triple.
Preheat oven to 200 degree , bake at 180 ° (170 ° if ventilated) and cook for 20 minutes. Halfway through cooking, cover with aluminum foil , if necessary.
When ready, let cool for 10 minutes, and then remove them from the mold.
to wet the dough
1/2 glass of Armagnac
150 ml of water
50 g of sugar
Put water and sugar in a saucepan on medium heat and melt the sugar. As soon as it cools , add the Armagnac too .
Then put in a dispenser with a spout and soaked babas .
I have proceeded in this manner because they seemed less elastic  .
cardamom creme anglaise (recipe based on Laduree )
250 ml of whole milk
250 ml of fresh cream
100 g of sugar
6 egg yolks code 0
10 capsules of cardamom
Pour the milk and cream in a saucepan and put the crushed cardamom pods with the back of a spoon and place over low heat , until it begins to flicker. Turn off the heat and leave to infuse for about twenty minutes.
In a bowl, beat the egg yolks with the sugar until they become white and frothy .
Strain the milk through a sieve with a dense grid and then take a slight boil. Then pour the milk little by little onto the egg yolks and stir. Put everything on the stove and cook over low heat , stirring constantly with a whisk until the cream is thickened . That is, it should veil  the spoon. At this point turn off . Be careful not to boil the cream ever .
Then pour into another container to stop the cooking , but continue stirring for a few minutes, so as to keep the velvety cream .
Refrigerate and serve cold on the baba .

A presto
Stefania Oliveri

Caprese in bicchiere … per scoprirsi…

È arrivata l’estate!
E con l’estate, anche il caldo e quindi la necessità di alleggerirsi.
Alleggerirsi significa anche scoprirsi…
E scoprirsi significa mostrarsi…
E chi ce l’ha il coraggio???Così sono andata da Cristiana in cerca di una ricetta “light”.
Ho letto caprese e mi sono fiondata.
Ma siccome continuo, pur sapendolo, a non leggere le ricette fino in fondo, ho avuto la sorpresa.
Ma, ma secondo voi, è da considerarsi light oppure no?caprese-in-bicchiere-2961-b

 

Bicchierini di caprese da Cri di Beuf à la mode

250g di mozzarella di bufala
180 g di crescenza (io quark)
100 ml di panna da montare
olio
sale
foglie di basilico
500g di pomodori datterini
 
Passate al mixer la mozzarella, il quark  e la panna con circa 5 cucchiai d’olio e un pizzico di sale.
Riempire un bicchierino col composto fino a raggiungerne la metà. Frullate i pomodori interi col frullatore, aggiungere circa 4 cucchiai d’olio e un pizzico di sale. Filtrare la salsa e versarla sopra al composto di mozzarella. Guarnire con delle foglie di basilico.
 
“Caprese” finger food
250g buffalo mozzarella 
180 g of quark
100 ml of whipping cream 
oil 
salt 
basil leaves 
500 g cherry tomatoes 
 
Blend mozzarella, quark and cream with about 5 tablespoons of olive oil and a pinch of salt. 
Fill a little glass with the mixture. Blend the whole tomatoes with a blender, add about 4 tablespoons of olive oil and a pinch of salt. Strain the sauce and pour over the mixture of mozzarella. Garnish with basil leaves. That’s all!

Con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist di Flavia

 

E non dimenticate che oggi è il 100% Gluten Free (Fri)ay a cui mando anche la mia ricetta, visto che è totalmente senza glutine

 

 
E forse, essendo light, l’aggiungo alla mia raccolta Happy CaLOWries
 
 

A presto
Stefania Oliveri

Torta cioccolato e mandorle e ho bisogno di una dritta

Fra le varie questioni fondamentali della vita, ce n’è una che ancora mi sfugge.
Per molti, so, che è un gioco da ragazzi, che è un problema risolto in partenza, che è uno scherzato da niente, ma per me è davvero qualcosa di incomprensibile, inspiegabile, difficile e irrealizzabile.
e allora vi chiedo, come fate ad avere sempre uno smalto perfetto, soprattutto sulle unghie dei piedi???
Cioè, qual è il momento giusto per laccarle e riuscire a farle rimanere belle lucide ed integre?
Possibile mai che pur facendo passare anche delle ore da quando lo metto, riesco a rovinare sempre la laccatura?
Una volta ho passato lo smalto la mattina e il pomeriggio sono andata a mare. Quando sono tornata avevo le unghia dei piedi con la sabbia appiccicata.
Certo, originale, ma non era l’effetto desiderato!
L’altro ieri ho messo lo smalto nel pomeriggio (e nemmeno tanto tardi) e poi, mi sono andata a coricare al mio solito orario: 11,30. Ebbene, l’indomani avevo la trama stampata sugli alluci.
Ma il motivo non è la mia imperizia e incompetenza (che pure è plausibile), perché riesco a rovinarmi le unghia pure se vado dall’estetista.
Nemmeno lo smalto semi permanente è stato risparmiato, scalfito anche quello dopo solo tre giorni! 50 euro buttati!
Solo le sbavature rimangono lì, indelebili. E se cerco di toglierle con un cotton fioc, la sbavatura rimane e lo smalto sull’unghio, invece, si toglie…
Insomma, mi svelate l’arcano, che dopo 20 e rotti e passa anni, vorrei avere uno smalto, non dico perfetto, ma quanto meno accettabile? 
 
Ora non so se l’autrice di questa ricetta sappia mettere lo smalto o lo metta, però so bene che sa cucinare! 

E sebbene lei non sia una tipa da dolci, ma più da salato e soprattutto da salato very strong, i dolci li sa fare e pure bene. Questo è il suo secondo dolce che faccio e non è buono, è strepitoso!!!
Insomma, è una vera garanzia.
Di chi parlo???
Ma di lei! La bionda più sensibile che conosco, quella che partecipa con costanza al 100% Gluten Free (Fri)Day senza risparmiarsi mai! Colei che ha ci ha mandato questa meravigliosa torta, che non vedevo l’ora di rifare…

 TORTA-AL-CIOCCOLATO-E-MANDORLE-2933-b

 
 
Torta cioccolato e mandorle di Beuf à la Mode
Ingredienti:
75 g di cioccolato fondente (lei ha usato quello al 72%, io quello al 65%)
100 g di mandorle ridotte in farina
100 g di confettura di fragole (fatta in casa anche la mia)
4 uova codice 0 (in totale 200 g)
75 g di burro tedesco
50 g di farina di riso
110 g di zucchero
1 cucchiaino di lievito
mezzo cucchiaino di zenzero in polvere
mezza tazzina di caffè
mandorle a lamelle (non le avevo…)
 
Per la glassa:
90 g di cioccolato fondente (lei al 72%, io al 65%)
90 g di burro
confettura di albicocche (io fragole come sopra)
 
Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria (o al microonde) insieme al burro. Fate intiepidire. 
Sbattete le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto bello spumoso, e aggiungete il caffè e il cioccolato fuso.
Tritate le mandorle e unitele con la farina di riso, il lievito e lo zenzero e aggiungete a poco a poco la miscela di farina alle uova. 
Versate il composto in uno stampo imburrato e infarinato (farina di riso senza glutine) e infornate in forno già caldo a 180°C per circa 40 minuti.
Lasciate raffreddare.
Preparate la glassa. 
Sciogliete il cioccolato con il burro a bagnomaria (o al microonde). Lasciate riposare per qualche minuto.
Togliete la torta dallo stampo (io ne usato uno a cupola come quello di Cristiana) e fate due tagli in orizzontale. Spennellate ciascuna parte con la confettura. Rimettete ogni strato al loro posto e spennellate la superficie con altra confettura. 
Versate sopra la glassa e guarnite con le mandorle a lamelle (… se le avete!)Superlativa!

A presto
Stefania Oliveri

Babà con farine naturalmente senza glutine, alla siciliana!

Che non si dica che qui si dorme e si fanno solo cose semplici.

È vero, io sono la fautrice del FACILE a tutti i costi, MA, da quando mi sono cimentata con i dolci della mia omonima, ci ho preso gusto e adesso voglio fare solo dolci difficili!
Ok, non è vero, però, è vero che ci sto prendendo gusto a sperimentare un po’ di più e ad addentrarmi nei meandri sempre più complessi dei lievitati.
E cosa di meglio di un bel babà?
Ok, vi dico la verità, in realtà è l’MTC che chiama e la FornoStar che risponde, perché se fosse per Stefania, me ne starei comodamente seduta sul mio bel divano a poltrire (o si dice divanare?)
Ma si sa, quando si ha a che fare con un alter ego, sopratutto come il mio, ogni tanto bisogna lasciargli il posto …
Così, indossando la mia super veste da FornoStar (da ora in poi FS, che non sta per Ferrovie dello Stato!!!), mi sono messa all’opera.
Al solito, la sfida non è sul babà, ma sulle creme.
Ma per la FS la sfida vera è proprio sul babà senza glutine (sono sempre Bastian contrario, io!)
C’è una discreta letteratura in tal senso (e già due, tre post sono una più che discreta letteratura in un mondo che ancora è all’alba della cultura e civiltà senza glutine).
Per questo voglio anche citare chi mi ha preceduta egregiamente.
Ovviamente (come sempre) le care Olga e Manu, che sperimentano, sperimentano e sperimentano e poi regalano la loro esperienza a noi. A loro, va tutto il mio ringraziamento speciale, perché già nel 2008 avevano fatto il loro primo babà con risultati sorprendenti.
E poi ci sono anche tante amiche celiache che si sono cimentate, con farine dietoterapiche e quasi tutte le marche di farine dietoterapiche che hanno dato la loro versione.
Io, però, ho voluto rifare la ricetta di Antonietta, vincitrice di questo MTC, adattandolo alle farine senza glutine naturalmente. D’altronde, come dicono proprio Olga e Manu, io sono una irriducibile!
E così la ricetta è quella di Antonietta, il mix di farine invece è mio, e il suggerimento del latte in polvere è di Olga e Manu. Il latte in polvere, infatti, rende più morbidi gli impasti e io non potevo certo trascurare questo aspetto. Così come loro è il trucco di aumentare un po’ i liquidi (quasi, se non più dell’80% rispetto alle farine), per avere un risultato morbido morbido e non “gnucco”!
Infine, sebbene il babà sia napoletano, io l’ho fatto parlare siciliano e così ho fatto un babà-cassata, cioè il massimo della goduria!
Insomma un’altra joint venture che ha dato i suoi esiti più che positivi!!! Anzi, senza falsa modestia, davvero strepitosi!
E adesso vi do la mia ricetta.

Babà alla siciliana senza glutine, ma pieno di bontà di Antonietta

Per l’impasto dei babà
per 250 g di farina:
130 g farina di riso super sottile
45 g fecola
25 g tapioca
50 g latte in polvere
5 g di xantano
25 g di zucchero
100 burro fuso
100 g acqua (al posto del latte perché ho aggiunto il latte in polvere)
3 uova codice 0 (bio)
10 g lievito di birra
la buccia di un limone bio
gelatina di albicocche

Per la farcia
700 g di ricotta di pecora
350 g di zucchero
20 g di goccine di cioccolato

Per la bagna
1/2 bicchiere di Marsala 
150 ml di acqua
50 g di zucchero

Decorazione
Frutta candita a piacere 
perline argentate

Mescolate dentro la ciotola dell’impastatrice tutti gli ingredienti secchi, e nel frattempo sciogliete il lievito nell’acqua tiepida con un cucchiaino di zucchero.

Unite alle farine, con il gancio in movimento, il burro morbido, le uova, il latte e l’acqua con il lievito, aromatizzate con la scorza del limone.

Lasciate lievitare, coprendo con una pellicola trasparente la ciotola, fino al raddoppio. A me ci sono volute circa due ore, ma tutto dipende da quanto caldo c’è nella vostra cucina (nella mia tanto) e dall’umidità, quindi guardatelo a vista.
Al termine della lievitazione l’impasto sarà molle, perché i liquidi sono in quantità maggiore rispetto all’impasto col glutine. Non preoccupatevi, spalmatevi le mani con un po’ di burro e spolverizzatele con della farina di riso e non avrete difficoltà a modellare delle palline, che dovete mettere centri gli appositi stampini, imburrati e infarinati, riempiendoli fino a metà. 
A me ne sono venuti circa 12 di dimensione normale, ma anche qui, dipende dal vostro stampo.

Fate lievitare ancora mezz’ora.

Poi cuocete, in forno già caldo,  alla temperatura di 170°C (ventilato, altrimenti 180° non ventilato) per 30 minuti, circa.
Quindi sfornateli e spennellateli, mentre ancora caldi, con la gelatina di albicocche, e poi tuffateli nella bagna e fateli colare su di una gratella per dolci
Per la crema
Mettete in una ciotola la ricotta e lo zucchero, meglio se il giorno prima e passate la ricotta per averla bella liscia. Quindi unite le goccino di cioccolato, così come prevede la cassata siciliana.
Tagliate i babà a metà e riempiteli con una sax à poche e poi condite con frutta candita a piacere e confettini argentati, come nella migliore tradizione!


Erano buonissimi e senza retrogusto alcuno (pregio dell’uso delle farine naturalmente senza glutine).

Ed ecco l’interno. Come vi sembra? Si vedono pure le scorzette del limone!
Li abbiamo anche assaggiati in purezza, solo con la bagna ed erano strepitosi, morbidi e perfetti. E, perfino mia mamma, che è la mia giudice inflessibile, li ha assaggiati e ha detto che erano perfetti!
Questi sì che sono soddisfazioni!

Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 39 sul babà

Gluten free Babà

For the dough of baba
for 250 g of flour :
130 g super thin rice flour 
45 g starch
25 g tapioca
50 g milk powder
5 g of xanthan
25 g of sugar
100 melted butter
100 g water
3 eggs code 0 ( bio)
10 g yeast
the peel of a lemon bio
apricot jelly
For the filling
700 g ricotta
350 g of sugar
20 g of chocolate goccine
to wet
1/2 cup Marsala
150 ml of water
50 g of sugar
decoration
Candied fruit
silver beads
Stir into a bowl of the mixer all the dry ingredients , and in the meantime , dissolve yeast in lukewarm water with a teaspoon of sugar.
Add soft butter, eggs, milk and water with baking powder. Flavored with lemon rind .
Let rise , covering the bowl with plastic wrap , until doubled. It took about two hours, but it all depends on how hot is your kitchen.
At the end of leavening the dough will be soft , because liquids are in greater quantities than the dough with gluten. Do not worry, put some butter on your hands and sprinkle them with rice flour and you will have no difficulty in modeling balls, that you have to put  buttered and floured molds, filling them halfway.
Let rise for another half hour.
Then bake in a preheated oven at a temperature of 170 ° C for 30 minutes , approximately.
Remove from the oven and brush them, while still hot, with apricot jelly , and then dive them in Marsala miture and let them drain on a wire rack for cakes
For the cream
Put in a bowl the ricotta and sugar , preferably the day before, and mix until smooth. Then add also drop of chocolate .
Cut babà in half and fill them with ricotta. Add candied fruit and silver beads.

A presto
Stefania Oliveri

Pasta con pesto alla trapanese alla maniera di Jamie Oliver

(pasta con pesto alla trapanese di Jamie Oliver) 
Oggi è il Food Revolution Day lanciato da Jamie Oliver.Noi, come Gluten Free Travel and Living, abbiamo aderito perché anche noi stiamo facendo la nostra rivoluzione, che non è rivolta solo a far capire che mangiare senza glutine è più semplice di quanto si pensi e soprattutto più buono di quanto ci si aspetti, ma anche a promuovere un modo di mangiare sano e salutare, dove “sano e salutare” non significa eliminare ogni cibo che fa male, ma limitarne moltissimo l’uso e rivolgersi principalmente a prodotti di qualità.
 
pasta-pesto-trapanese-J-Oliver-2898-b
 
E oggi, è, anche, il giorno dedicato all’olio d’oliva e alla conoscenza di prodotti di qualità della nostra bella penisola.
I prodotti di qualità, ahimè, costano un tantino più cari, ma non per un tentativo snobistico del settore, di voler creare un cibo di nicchia, utilizzato solo da chi ci tiene veramente e ha i mezzi per farlo, ma perché, essendo prodotti, raccolti e portati avanti con immensi sacrifici e enorme dispendio di denaro, hanno per forza di cose un costo maggiore.

E fra i prodotti di qualità c’è soprattutto l’olio extra vergine! E quello di oggi è veramente un’eccellenza della mia bella isola, così come tutti gli oli che ho provato finora, che l’Associazione Città dell’Olio ci ha fatti provare.

Ho scelto questa pasta per una serie di ragioni.

La prima è che volevo mettere alla prova il caro Jamie, inglese fino alle midolla, con una ricetta italiana, anzi siciliana. Una ricetta che conosco bene e che faccio spesso, ma in maniera un po’ diversa. Cioè, può un inglese migliorare una ricetta siciliana?
Il secondo motivo è dovuto al fatto che questa volta dovevamo provare un olio che in realtà avevamo già provato e che ho adorato, non solo perché è siciliano, ma perché il suo sapore è esattamente quello che mi piace e quello che mi sembrava più adatto alla ricetta, provenendo da Castelvetrano.
E allora, cosa meglio di una pasta che parla la stessa lingua mia e dell’olio?
Volete sapere se la prova è stata superata?
Assolutamente sì! La pasta è strepitosa, ancora più buona della mia versione senza acciughe, e l’olio, neanche a dirlo, era proprio quello che ci voleva!
Perché un olio buono, ma soprattutto un olio adatto, non può che esaltare anche tutti gli altri ingredienti!
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(Scroll down for english version)
Pasta con pesto alla trapanese di Jamie Oliver
(da Jamie Oliver’s 30 Minute Meals )
500 g di eliche (io senza glutine, biologica e integrale Rice&Rice)
40 g di parmigiano
100 g di mandorle spellate (Valdibella)
2 spicchi d’aglio (io ho sostituito con un piccolo scalogno)
1-2 peperoncini rossi freschi (io mezzo)
2 bei mazzi di basilico (della mia piantina)
4 filetti di acciuga sott’olio (io 6 e non ho aggiunto sale nel condimento)
450 g pomodorini ciliegino
olio extravergine d’oliva Centonze, Casa di Latomie
sale (solo per la pasta)

Mettete su la pentola per cuocere la pasta e nel frattempo preparate il condimento.
In un frullatore mettete le mandorle, il parmigiano, il peperoncino e l’aglio (o lo scalogno) e tritate.
Con le lame ancora in azione mettete le foglie del basilico lavate, le acciughe sgocciolate, 2/3 dei pomodorini e l’olio e frullate ancora.
Tagliate il resto dei pomodorini in quarti, salate e condite con l’olio.
Scolate la pasta e tenete da parte una tazza di acqua dell’acqua.
Condite la pasta con il pesto e amalgamate bene, aggiungendo altro olio e l’acqua della pasta.
Aggiungete i pomodorini tagliati e alcune foglie di basilico.
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E come sempre ci sono anche le mie care amiche con le loro ricette. Non perdetevele, perché, come al solito, troverete ricette strepitose!

Patty di Andante con gusto con il suo  Veggie burger alla mia maniera,
Sabina di Cook’n’Book con il  Tortino di riso rosso selvaggio con germogli di lenticchie rossa, sedano in agrodolce e guanciale croccante su coulis di pomodoro

Ovviamente, essendo venerdì, partecipa al 100% Gluten Free (Fri)Day #GFFD

che oggi va anche al Food Revolution Day #FRD2014

E siccome la ricetta ha tantissime e buonissime mandorle, partecipa, fuori concorso a Per un pugno di mandorle, che scade giorno 17, quindi affrettatevi!
Qui potete vedere tutte le ricette arrivate finora.

Pasta with trapanese pesto by Jamie Oliver
500 g pasta 
40 g parmesan cheese 
100g blanched almonds (Valdibella) 
2 cloves of garlic (I replaced it with a small shallot) 
1-2 fresh chillies (I used only half) 
2 beautiful bunches of basil 
4 anchovy fillets in olive oil (I used 6 and I did not add salt in the sauce) 
450 g cherry tomatoes 
extra virgin olive oil Centonze
salt (only for the pasta)
 
Cook the pasta according to the instructions on the packet.
While the pasta is cooking, place the Parmesan, almonds, garlic and chillies into a food processor or blender. Process for a minute to combine the ingredients.
Add around two thirds of the tomatoes to the food processor along with the anchovies, one and a half handfuls of basil and olive oil. Process until the ingredients turn into a paste.
Taste the mixture and season with salt and pepper.
Reserve some of the water the pasta has cooked in, then drain the pasta and return it to the saucepan. Stir in the paste until the pasta is thoroughly coated. Add a little of the reserved water to loosen the pasta if necessary.
Transfer to bowls and top with the remaining cherry tomatoes (halved) and basil leaves.

A presto
Stefania Oliveri

Tagliatelle di shirataki in brodo di pescatrice fusion

Il mio vero problema è che ho 4 maschi a casa.
Il problema peggiore è che crescono, e, i maschi, quando crescono, peggiorano (e lasciatevelo dire da una che ha tanta esperienza!)
Così, se malauguratamente mi dimentico a tirar fuori dal freezer qualcosa per il pranzo, è meglio che cambi pietanza!
Ieri mattina, il fattaccio.
Esco di casa di corsa e mi dimentico le fave già cotte nel congelatore.
Fiduciosa, o, forse, solo rincoglionita dall’essere sveglia già da tre ore e aver fatto già un milione di cose (meno una, tirar fuori le fave), telefono a casa, sapendo di trovare il pargolo n. 1.
“Prontooooooo???” ripeto dopo aver sentito un confuso e biascicato “pronto”.
Ripeto per la seconda, terza e quarta volta “prontoooooooooooo???”
Evidentemente non è pronto.
Ripeto “prooooontooooooo????”
Finalemente riconosco il pargolo n. 1, sebbene sia ancora in forte dubbio e gli chiedo se è abbastanza sveglio da capire il messaggio che sto per lasciargli.
Biascica qualcosa, ma preferisco far finta di non capire, e riprendo, saltando i convenevoli perché so che lo confonderebbero ancora di più, e dico: “apri il congelatore, dentro trovi una scatola di plastica con un coperchio verde, con le fave, tira fuori la scatola, richiudi il congelatore e metti la scatola in frigo nel ripiano più basso”.
Biascica ancora qualcosa e poi mi dice: “aspetta che vado a vedere subito”.
Tanto solerzia mi stupisce.
“Mamma, il congelatore o il freezer?”
“Congelatore, in dispensa”.
“Mamma, non c’è niente!”
“Impossibile, guarda bene”.
“Non c’è!”
Insisto e ricomincio con la descrizione.
“Forse c’è…”
“C’è!”
“Che devo farci?”
Alleluia, l’ha trovata!
Riprendo e rispiego le istruzioni.
Morale della favola? Le ho trovate fuori dal frigo… meno male che al corso HACCP, hanno sottolineato che a casa propria si può fare quello che si vuole!

Per a ricetta di oggi, invece, per fortuna, non si doveva tirar fuori dal frigo niente.
Avevo trovato la rana pescatrice dal pescivendolo e non volevo farmela sfuggire. Siccome por sanno meglio di noi come cucinarla, ho chiesto a lui, e mi ha consigliata di farla in brodo e poi di condirci la pasta.
Nel frattempo volevo provare da tempo la pasta di shirataki, che è poco calorica (anzi pochissimo), guardate qui e qui per tutte le informazioni, e senza glutine. In più quelle tagliatelle mi ricordavano tanto i noodle, e così ho voluto provare a fare una ricetta fusion, simil orientale… A noi è piaciuta!

Tagliatelle con brodo di pescatrice all’orientale
Ingredienti per 5 persone
2 pacchi di tagliatelle di shirataki GiSè
1 kg di pesce rana pescatrice
300 g pomodorini ciliegino
1 peperoncini verdi freschi
un pezzetto di peperoncino rosso
1 cipolla
1 scalogno
1 costa di sedano
basilico
olio extra vergine d’oliva qb

Fatevi pulire e tagliare a pezzi la rana pescatrice dal vostro pescivendolo, facendogli lasciare anche la testa.
In una pentola capiente mettete la cipolla e  il sedano tritati, e il pesce, lavato, con dell’olio e fate stufare.
Aggiungete quindi del ghiaccio, almeno due confezioni, e dell’acqua e cuocete per 20 minuti dall’ebollizione.

Quindi filtrate e pulite dalle lische tutto il pesce.
Nel frattempo tritate finemente lo scalogno, il peperoncino e tagliate a rondelle il peperoncino e fate stufare.
Sciacquate le tagliatelle e aggiungetele al soffritto e amalgamate. Aggiungete il brodo e fate cuocere per qualche minuto. Quindi aggiungete anche i pomodorini tagliati a quarti e aggiustate di sale (e pepe, se lo gradite). Fate cuocere altri 5 minuti e servite subito.

Suggerimenti:
-tutti gli ingredienti sono naturalmente senza glutine.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta Happy caLOWries

A presto
Stefania Oliveri

Quinoa con fave, pomodorini e asparagi perché anche io sono regina della casa!

Lo so, lo ripeto spesso, io ho tre figli MASCHI.
Ma non posso che ripetermelo ad ogni occasione, per superare il dramma di avere solo figli maschi.
Così, anche ieri, me lo sono ripetuto diverse volte, tipo mantra “sono maschi, non ci possono fare niente”.
 

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Perché siamo donne!

Oggi è la festa della mamma!
Lapalissiano.
E quindi un augurio a tutte le mamme, ma soprattutto alla mia mamma, è d’obbligo.
Perché le mamme sono esseri speciali, che ci portano in grembo per nove mesi e poi ci sopportano, supportano, crescono, accudiscono, nutrono, custodiscono, educano, sorvegliano, ecc. ecc.  per tutto il resto della vita.
Ma oggi, il mio augurio va anche a tutte le donne, altrettanto speciali, che non hanno avuto figli, per scelta o per destino.
A loro che lo avrebbero tanto desiderato e non è mai arrivato.
A loro che hanno pianto per non poter dare tutto l’amore che avevano.
A loro che non hanno fatto nottate o cambiato pannolini, ma non per questo sono meno sensibili e stanche di quelle che l’hanno fatto.
A tutte le donne, va il mio augurio speciale, per essere donne, prima che mamme.
E infine a tutte le mamme dei maschi, che oggi non avranno nemmeno i loro auguri!

A mia mamma, con tutto il mio amore!

Da qui

 A presto
Stefania Oliveri

Torta al cioccolato con crema nutella e pistacchio con proprio tutto e il GFFD

Lei scrive “Torta facile facile e buona buona”.
Ma se c’è una cosa che ho capito da questa situazione è che il concetto di “facile” è relativo.
Solo che se il concetto è relativo, quando il concetto viene ribadito e rinforzato, cioè non solo “facile”, ma addirittura “facile facile”, io mi aspetto che almeno un po’ corrisponda alle aspettative…
Ma ciò che per lei è “facile facile”, per me è “difficile” e, per essere mangnanina nei miei confronti, non rafforzo il concetto…
Su un’altra cosa, ho capito, che non collimano proprio le nostre concezioni. Perché se lei dice “buona buona”, per me corrisponde a “strepitosa strepitosa”, e anche stavolta rafforzo solo due volte, per continuare ad essere magnanima nei miei confronti.
Insomma, condividiamo solo lo stesso nome, per il resto, lei è un mostro della pasticceria, io sono solo un mostro e basta!
I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living
Così, oggi che è il 100% Gluten Free (Fri)Day (#GFFD), vi lascio questa ricetta stra mega arci meravigliosa, della mia omonima, anche se io, ho apportato delle piccole modifiche, quindi per la versione originale correte da lei e per la base ho usato sempre una sua base, ma più semplice di quella usata per la sua versione che trovate qui.

Infine, per tranquillizzare gli animi, questa è una torta dove si trova proprio tutto: burro, uova, zucchero, latte e quant’altro.
Perché stare a dieta per morire secchi, quando si ha un’eternità per diventarlo, è proprio un controsenso!
In ogni caso, scherzi a parte, tutti gli alimenti, se mangiati con moderazione e controllando che il cibo sia cibo di qualità, cioè che il burro sia quello buono, magari bavarese, e non margarina “vegetale” dove con vegetale si intende qualsiasi cosa e non naturale e di origine controllata (purtroppo), non fa male a priori. Cioè, nella vita di tutti i giorni preferite l’olio (ma anche qui di quello buono, perché l’olio non è buono a prescindere), ma non demonizzate completamente il burro. È vero, lo zucchero fa male, ma se una volta alla domenica, si mangia una fetta di torta con lo zucchero non vi farà niente. Non mangiatelo tutti i giorni, questo sì, ma almeno ché non siate diabetici, vale lo stesso discorso del burro. E così via. Quindi mangiamo meglio e mangiamo tutto con moderazione!
Questa filosofia, si sposa alla perfezione con la Food Revolution di Jamie Oliver. Il 16 maggio sarà proprio il giorno dedicato a questa rivoluzione e noi, come Gluten Free Travel & Living, ed in particolar modo con il nostro 100% Gluten Free (Fri)Day, abbiamo aderito all’iniziativa del nostro Jamie. Quindi mandateci le vostre ricette, noi le raccoglieremo in un ricettario e le manderemo tutte insieme. Qui, potete trovare tutte le informazioni di cui vi parlo e capire bene cosa fare.

Torta al cioccolato con crema Nutella e pistacchio


Torta al cioccolato con crema nutella e pistacchio
Per uno stampo da 24 cm

9 cucchiai di zucchero
3 uova grandi
4 cucchiai di farina di riso, 2 cucchiaio di fecola di patate, 1 cucchiai di maizena
5 cucchiai di cacao amaro (io l’avevo dolce)
100 g burro sciolto
1/2 bicchiere di latte
1 bustina di lievito per dolci
In una terrina, sbattete le uova con lo zucchero (senza montare). A parte, setacciare tutte le polveri, compreso il lievito. Versatele nel composto di uova e mescolate, aggiungendo poi il latte e il burro sciolto. Amalgamate tutto e versate in uno stampo imburrato e infarinato (con farina di riso) oppure usate la carta forno. Cuocete a 180° per 40 minuti (farà fede la prova stecchino).
Per la “mousse” alla nutella:
300 gr di nutella
400 gr di panna montata
2 fogli di colla di pesce
Per la “mousse” al pistacchio:
200 gr di crema al pistacchio
200 gr di panna montata
1 foglio di colla di pesce
Preparate le mousse: 
Montate la panna e amalgamatela alla Nutella, mescolando dal basso verso l’alto. 
Ammorbidite la gelatina in acqua fredda, poi scioglietela in poca panna riscaldata e unitela gradualmente alla mousse, così come spiega bene Stefania qui e mi raccomando leggetelo bene.
Con lo stesso sistema, preparare la mousse al pistacchio.
Tagliate la base in due fette orizzontali e adagiate una fetta sul fondo,dentro un cerchio per torte, e distribuite metà mousse al pistacchio. Sovrapponete quindi il secondo disco e distribuite sopra la mousse alla nutella. 
Lasciate da parte un po’ di mousse alla nutella da spalmare sui bordi della torta e per la decorazione finale. Fate riposare in frigo almento 4 ore prima di servire. 
La base al cioccolato è molto umida e non necessita di essere inzuppata.
La foto della fetta la metterò dopo, quando la scaricherò dal cellulare…
Con questa ricetta partecipo al contest di Acqua & Menta Dolci belli senza cake design
A presto
Stefania Oliveri