Brigadeiro, per sopportare una pesante progenie!

Brigadeiro, dolcetti brasiliani
Avere dei figli maschi vuol dire:
1. essere sempre sole;
2. avere una serie di calzini sporchi, scarpe da ginnastica e magliette puzzolenti in giro per casa;
3. essere prese perennemente in giro;
4. avere comunque piastre e prodotti di “bellezza” in giro per casa, così come orecchini e fasce per capelli;
5. avere la perenne risposta “sì, ora lo faccio”, dove “ora” si riferisce proprio all’unità di misura di tempo una ora, ma che comunque poi si trasforma sempre in due, tre, quattro ore… e meglio ancora MAI!
Quindi sono in modalità:
VOGLIOUNAFIGlIAFEMMINA,MAGARIUNASORELLAOANCHESOLOUNAMICA!!!E ora, ricetta brasiliana…

Brigadeiro (ricetta brasiliana)

Ingredienti per una decina di palline:
200 g di latte condensato (io homemade)
10 g cacao amaro
10 g burro
codette di cioccolato
Mettete gli ingredienti in una piccola casseruola e fate cuocere, a fuoco basso, fino a quando il composto non si stacca dalle pareti. Quindi versate il composto in una ciotola imburrata e lasciate raffreddare in frigorifero per almeno mezz’ora.
Quindi imburratevi le mani e fate delle palline e passatele nelle codette di cioccolato messe in un piattino.Suggerimenti:
– Vi sconsiglio vivamente di realizzarli con il latte condensato comprato, perché i dolcetti che si ottengono sono molto dolci e non oso immaginare cosa siano con la crema già pronta super dolce;
– secondo me, la crema che si ottiene è buonissima, ma con l’aggiunta delle codeste di cioccolato, diventa tutto troppo dolce;
– nonostante tutto, i miei amici li hanno divorati…

 

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day 

 
E alla raccolta organizzata da A Fiamma Dolce 
 
 

A presto
Stefania Oliveri

Piadine con fichi, prosciutto crudo e labna homemade

L’estate è ufficialmente iniziata, almeno per i pargoli.
Ci siamo trasferiti a Mondello, nella casetta di villeggiatura.
Villeggiatura… Parolona grossa.
Perché “villeggiatura” implica il concetto di riposo e io, di riposo, ancora non ne ho avuto.
Sono andata solo un giorno al mare e ancora, diversamente dal solito, sono bianca come il latte (lo so, sarei più aggiornata se dicessi “bianca come la neve…”)
In ogni caso, i pargoli ciondolano, oziano, guardano la TV, ascoltano la musica e passano da un divano all’altro, mentre io mi affanno, pulisco, sistemo, metto in ordine, faccio la spesa, cucina, e bla, bla e bla, e guai a chiedere di apparecchiare la tavola, loro sono in vacanza…
Per fortuna la casa è piccola, ma nonostante tutto, di amici, dei pargoli, ce ne entrano a iosa… E si ricomincia.
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Fra una pulizia e l’altra, finalmente, ho avuto modo di fare le piadine.
A giugno arrivo sempre sul filo di lana… Ma ci sono arrivata.
La sfida è sulle piadine, ma a parte il procedimento si è abbastanza liberi sul resto.
Così ho voluto provare a fare la piadina con una farina particolare che mi è stata regalata alla presentazione del mio libro a Milano.
La farina in questione si chiama “farina bona” ed una farina sottilissima di mais tostato. Viene dal Ticino e viene macinata a pietra ed è garantita senza glutine. E questa mi sembrava un’ottima occasione per provarla. La ricetta è quella della Piadina di Tiziana de L’ombelico di Venere, ma ovviamente le farine sono tutte senza glutine e quindi, assorbendo un maggiore quantitativo d’acqua, c’è una maggiore quantità d’acqua.

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Piadina rustica con prosciutto crudo, fichi e formaggio home made
Ingredienti per 7 piadine grandi (io le ho fatte piccole e ne sono venute di più)

500 g di farina da me così suddivise:

250 g farina bòna (farina di mais tostato)
125 g farina di riso super sottile
125 g farina di grano saraceno
125 g di acqua + 50 circa
130 g di latte parzialmente scremato fresco
100 g di strutto
15 g di lievito per torte salate**
10 g di sale fine
1 pizzico di bicarbonato di sodio
Fate scaldare al microonde il latte e l’acqua per pochi secondi in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz’ora circa fuori dal frigorifero. In una ciotola disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All’interno mettete lo strutto a pezzetti con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l’acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un duretta e sbriciolosa, per cui aggiungete un po’ di acqua alla volta. A questo punto mettete tutto su un tagliere e cominciate ad impastare fino a quando la pasta diventa morbida e liscia. Mettete l’impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, ovviamente a Palermo c’è molto più caldo quindi l’ho messa in frigorifero. Prima di usarla, mettetela fuori dal frigo per 2 ore. Quindi formate delle palline e lasciatele riposare almeno mezz’ora. Infarinate il tagliere (con farina di riso) e disponetevi una pallina d’impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda (io uso il metodo del taglio con il coperchio, così rimane rotonda perfetta) e fatela di uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo o l’apposita teglia di terracotta, su un fornello a doppia fiamma, con sotto uno spargifiamma. Se non avete nessuna di queste teglie (cioè il mio caso) scaldate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all’interno, ma nemmeno troppo bassa. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta. Disponete le piadine una sull’altra in modo che rimangano calde mentre le cuocete.Ripieno
Labna homemade
prosciutto crudo
fichi
menta

Labna
Il labna è la cosa più facile da fare e dà molte soddisfazioni. 
500 g di yogurt bianco
sale
Mettete lo yogurt con un po’ di sale in un colino a maglie fitte, e possibilmente con due fogli di garza, a  scolare dentro una ciotola per almeno una notte. L’indomani avrete un formaggio cremoso buonissimo che potete aromatizzare come meglio credete. 

Spalmate il lagna sulla piadina, mettete le fette di fichi lavati (e non sbucciati) sul formaggio e adagiate una fetta di prosciutto crudo. 
Guarnite con menta fresca.

Il sapore della farina bona, che mentre cuoceva aveva “l’odore dei pop corn” (testuali parole del pargolo n.3), ha conferito all’insieme un sapore davvero unico e particolare che si è sposato benissimo sia con questo ripieno che con l’altro che pubblicherò in questi giorni… stay tuned.

Con questa ricetta partecipo all’MTC di giugno sulla piadina.

A presto
Stefania Oliveri

Quando la Romagna incontra Palermo: piadina ca’ meusa!

Siete mai stati a Palermo?
Dico P a l e r m o, non Sicilia.
Perché, sebbene Palermo si trovi in Sicilia, a Palermo si mangia in maniera diversa da tutto il resto della Sicilia.
Soprattutto il cibo da strada.
Vi rifaccio la domanda, siete mai stati a Palermo? E avete mai mangiato il nostro cibo di strada?
E non parlo di panelle e cazzilli (che è troppo facile), parlo di interiora…
Sì, perché se non siete mai stati a Palermo quand’anche aveste mangiato il cibo da strada che si trova a Palermo (difficile), non conoscereste comunque né il sapore, né l’odore, né i suoni, né la prelibatezza che significa mangiarlo.
È ovvio che, se venite a Palermo, e decidete di mettervi alla prova, se siete un minimo deboli di stomaco, è meglio che indossiate una bella benda sugli occhi.
Io non sono palermitana, come forse avrete capito, ma sto a Palermo da quando avevo 7 anni. La mia famiglia però non è palermitana e quindi io ho cominciato a mangiare da vera palermitana solo dopo i 17 anni, quando mi misi con il mio primo fidanzatino.
Dapprima odio profondo, ma, piano piano, me ne sono innamorata…
Ancora oggi non ho avuto il coraggio di assaggiare la quarume*, ma se qualcuno di voi mi vuole fare compagnia, potrei fare un’eccezione… forse!
In ogni caso la mia seconda proposta riguarda proprio il nostro cibo da strada.
Vi assicuro che il risultato è semplicemente eccellente, anche se ben lontano dalle eccellenze che ho visto finora… ma tanto non voglio vincere più… forse! 😉
Ultima precisazione: questa piadina è sicuramente SENZA glutine, ma non per questo le manca qualcosa… anzi, oserei dire, che sicuramente è piena di un sacco di altre cose… e non sempre salutari! 😀
Piadina siculo-romagnola
Gli ingredienti per la piadina li trovate qui 
Ripieno
250 g fra milza, polmone e cartilagini (a Palermo dal macellaio il mix è già pronto)
strutto qb
parmigiano  a vostro gusto
limone
sale
Preparate le piadine come descritto qui, e nel frattempo in una padella larga, fate sciogliere lo strutto. Quindi friggete la milza, a poco a poco, facendo attenzione a fare un solo strato. Girate le fette di milza e fate cuocere anche dall’altra parte. 
È pronta quando cambia colore.
Mettetela quindi nella vostra piadina e condite con sale, limone e parmigiano.
Se volete la versione “maritata”, aggiungete della ricotta (ovviamente dovrebbe essere di pecora e freschissima), se invece la volete “schietta” (che è il contrario di maritata) conditela solo con abbondante limone.
Con questa ricetta partecipo alla 40esima edizione dell’MTC sulla piadina di Tiziana.
A presto
Stefania Oliveri

Latte condensato homemade e non indurre all’uxoricidio!

Trasferirsi per il periodo estivo a 5 chilometri da casa, è pura follia!

Anche se la casa di villeggiatura è ben attrezzata (e la mia lo è), ci si deve portare una marea di cose insospettabili, per cui si imbastisce un vero e proprio trasloco.
E come ogni vero e proprio trasloco, è anche un vero e proprio stress, per il quale si perdono circa 10 anni di vita.

Calcolando che da quando sono sposata (e fra poco saranno 18 anni), abbiamo affittato una casa al mare quasi ogni anno, eccetto 4 volte, posso assolutamente affermare che ho perso circa 140 anni.
Avendone (più o meno) una quarantina, posso certamente affermare che sono meglio di Highlander!
Tutto questo per dirvi che, per non indurre il mio dolce doppio all’uxoricidio, soprattutto al ritorno a Palermo, non dispongo di tutti i miei suppellettili per fare le foto. È un bene? È un male?
Ai posteri l’ardua sentenza!

Passiamo alla ricetta di oggi.
Come sapete, questo mese, il 100% Gluten Free (Fri)Day è dedicato al Brasile e così, anche io, vi propongo una ricetta, che brasiliana non è, ma che in Brasile usano molto per fare i loro dolci.
Sicuramente è più facile aprire una lattina di latte condensato, ma sicuramente è molto più difficile andarlo a comprare. Bisogna uscire, camminare, entrare in un supermercato, cercare la lattina, mettersi in fila alla cassa, pagare e ritornare in a casa.
Invece così dovrete soltanto mettere tutto insieme e aspettare e in men che non si dica, avrete un latte condensato meraviglioso!

Latte condensato homemade

Ingredienti (per circa 400 g di prodotto)
200 di zucchero semolato setacciato
200 ml di latte P.S. 
30 g di burro
20 g di amido di mais
vaniglia



Procedimento per chi ha il bimby: mettete nel boccale lo zucchero e l’amido per 30 secondi a velocità turbo. Aggiungete il latte e la vaniglia (io non l’avevo) e cuocete per 30 minuti a  90° con una velocità di 3. Trascorsi i primi 5 minuti aggiungete il burro.
Trascorsi i 30 minuti di cottura, fate cuocere altri 10 minuti a varoma a velocità 2.
Procedimento senza Bimby: mettete tutti gli ingredienti dentro ad un pentolino e cuocete a fuoco basso, fino a quando non avrete una crema omogenea. Alzate quindi la fiamma e portate ad ebollizione. Appena comincia a bollire continuate a mescolare per altri 10 minuti.

Homemade condensed milk 
Ingredients (for about 400 g of product) 
200 caster sugar
200 ml of milk 
30 g of butter 
20 g of corn starch 
vanilla 
A process for those who have the Thermomix: put in the bowl the sugar and starch for 30 seconds at turbo speed. Add the milk and vanilla (I had not) and bake for 30 minutes at 90 ° with a speed of 3. Spent the first 5 minutes, add the butter. 
After 30 minutes of cooking, cook another 10 minutes at speed 2 VAROMA. 
Proceeding without Thermomix: Place all ingredients in a saucepan and cook over low heat, until you have a smooth cream. Turn up the heat and then bring to boil. When begins to boil, continue to stir for other 10 minutes.
E con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day 
A presto
Stefania Oliveri

And the winner are…

E finalmente ecco i vincitori del contest Per un pugno di mandorle!
Sono arrivate tantissime ricette e tutte meravigliose e le poter rivedere tutte qui.
Ne abbiamo selezionate alcune, con grandi difficoltà.
Nel frattempo ci abbiamo ragionato e chiesto il vostro parere, per riuscire a fare una cernita e decidere fra quelle più gettonate.
Alla fine, siamo arrivate a scegliere le tre vincitrici.

Però, prima sono d’obbligo i ringraziamenti a chi ha reso possibile questo contest.

Innanzitutto l’azienda Valdibella la cooperativa di Camporeale che dedica il proprio lavoro a tre prodotti d’eccellenza da agricoltura biologica, sostenendo la biodiversità e cioè l’uva, le olive e le mandorle, e che mette a disposizione una fornitura dei loro prodotti ai tre vincitori.
In secondo luogo, mi preme ringraziare l’amico Vito Laudicina, che mi ha fatto scoprire un aceto  balsami meraviglioso, di Petrosino, il CondiAroma 33, che i vincitori avranno la possibilità di assaggiare e, sono certa non l’abbandoneranno più!
Ancora il B&B Piccola Sicilia, che aspetta ti vincitori praticando uno sconto.
E infine, ma non ultimo, il ristorante La dolce vita, (via Giusti, 17 – Palermo), del quale sono una assidua frequentatrice, perché oltre a cucinare piatti meravigliosi, offre anche ai celiaci la possibilità di gustare le loro prelibatezze, che mette a disposizione una cena.
Ma un ringraziamento speciale va anche alle mie due amiche preziose Vatinee del blog A Thai Pianist e Benny di Fashion Flavors, senza le quali, non avrei mai potuto far fronte a questo impegnativo contest e soprattutto senza le quali, non avrei mai saputo scegliere!
Ma voglio ringraziare anche tutte voi, che avete partecipato, mandandomi delle ricette meravigliose e tutte senza glutine, supportandoci anche nella scelta. Siete fonti preziose di ispirazione e vi sento tutte vicine, come amiche speciali.
E adesso, finalmente, annuncio le vincitrici (perché di tre dolci donzelle si tratta!):
Il premio fotografia va al blog La cucina scacciapensieri con la Torta Mousse alle fragole con biscuit di mandorle
La prima classificata nella categoria ricette invece è la meravigliosa Ema di Arricciaspiccia, che ha proposto una dolce di mandorle davvero strepitoso, Croccante di mandorle, con mousse di mandorle e datteri e crema all’arancia 
e infine, seconda classificata, Gamberi su carciofi all’arance e mandorle di Flavia di Cuocicucidici
Mandate i vostri indirizzi e riceverete i meravigliosi premi!
Grazie a tutti
A presto
Stefania Oliveri

Pasta gamberi e brandy e tu, a quale tipologia appartieni?

Secondo me, esistono tre categorie di persone:
1. gli entusiasti;
2. i presuntuosi;
3. i passivi.
1. Gli entusiasti sono coloro che studiano, si informano, vogliono andare avanti, si mettono in tante cose e cercano di essere competenti in quello che fanno, o affidano e si affidano a chi è competente per quello che non sanno fare.
2. I presuntuosi sono coloro che pensano di saper fare, senza avere delle grosse competenze. Agiscono senza informarsi e studiare prima, e poi sentenziano, sostenendo che le cose non vanno, senza mai mettersi in discussione, perché loro non sbagliano mai.
3. I passivi, invece, si lasciano attraversare dagli eventi, dalla vita e non sono interessati a cambiare niente, né a fare niente, per cambiare qualcosa…
Anche i celiaci si dividono in queste tre categorie.
1. Sono coloro che, una volta scoperta la malattia, si danno da fare per cambiare la situazione. E dopo un primo momento di scoramento, si rimboccano le maniche e cominciano a lavorare alacremente perché la loro situazione non diventi peggiore di quello che non sia già. In cucina, quindi, sperimentano, studiano i successi e gli insuccessi loro e degli altri, e poi aggiustano il tiro e ottengono risultati e le pietanze che cucinano sono uguali a quelle con il glutine e nessuno si accorge della differenza.
2. Sono coloro che pensano di saper cucinare talmente bene, che non hanno bisogno di studiare il problema. “Che ci vuole?” È la loro parola d’ordine. Salvo scontrarsi, poi, con cibo immangiabile perché fare la conversione farina 00, altra farina qualsiasi, non funziona. Ovviamente non ammetteranno mai che il problema è loro. È il cibo senza glutine che fa schifo, non ci si può fare niente… (grrrrr!)
3. Sono coloro che si fanno attraversare dalla malattie senza fare niente. “Non posso più mangiare il glutine? Bene, al massimo vado in farmacia a comprare qualcosa di bello e pronto e così sia, tutt’al più vada per del riso”…
E voi in quale categoria vi mettereste?

Pasta con gamberi e brandy
500 g penne rigate senza glutine
400 g gamberi sgusciati
100 ml di Brandy
3 pomodori per salsa
1 scalogno
2 cucchiai di panna di soia Alpro

3 cucchiai di olio evo
prezzemolo
peperoncino
pistacchi tritati

Mettete a bollire l’acqua e nel frattempo preparate il condimento per la pasta.

Fate bollire un po’ d’acqua e tuffate i pomodori, lavati, per eliminare la pelle. Quindi tritateli al coltello, eliminando l’acqua di vegetazione e i semini. Tritate lo scalogno e soffriggetelo in una padella con l’olio e aggiungete i pomodori tritati e il peperoncino. Fate cuocere qualche minuto.
Aggiungete i gamberi, dopo averli sciacquati, e fate saltare per due minuti. 
Sfumate col brandy e quando questo sarà evaporato aggiungete la panna di soia.
Scolate la pasta al dente, conservando dell’acqua di cottura, e saltatela nella padella con il condimento, aggiungendo l’acqua se ve ne fosse bisogno.
Tritate i pistacchi a coltello e aggiungete una spolverata per servire.

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day

A presto
Stefania Oliveri

5 strategie per dimagrire e le tagliatelle al limone

Ok, l’estate è ufficialmente iniziata.
E in Sicilia, estate significa 3 mesi (ma anche 4) di mare.
3 mesi di mare significano mettersi in costume.
Mettersi in costume significa denudarsi…
Ahi, ahi, ahi!
E siccome sono stata una cattiva ragazza, gli “ahi” si moltiplicano per 3!
Cosa fare? (e non ditemi “mangiare meno tutto il resto dell’anno”…)
Vi do, io, 5 suggerimenti per dimagrire velocemente.
1. Iniziare, ora e subito, una dieta chiamata “digiuno”;
2. Chiudete la cucina, il rubinetto del gas, il frigo, sprangatelo, la dispensa, ripulitela!
3. Non andate a fare la spesa, evitate come la peste supermercati, negozi di cibarie varie e, ovviamente, qualsiasi gastronomia.
4. Buttate qualsiasi cibo commestibile troviate in giro per casa.
5. E, infine, non mangiate questa pasta qui sotto… anzi è meglio che nemmeno leggiate la ricetta!




Tagliolini al limone da Stefania di Alessandra Gennaro
Per 4 persone:
400 g di tagliolini freschi sottili (pensavo di averli, e invece ho trovato solo le tagliatelle) gf
50 g di burro
150 ml di panna fresca
il succo e la scorza di un limone non trattato
(più un po’ di scorza da grattugiare al momento della presentazione)
sale grosso
pepe nero
Fra gli ingredienti ho solo cambiato la pasta, nel procedimento non ho cambiato proprio niente, per cui vi riscrivo la ricetta così come da lei.
“Il segreto sta nella quantità di acqua, che deve essere il doppio del peso dei tagliolini, non di più: quindi, in questo caso, 8oo ml. La si mette in una pentola larga e non troppo alta, si butta dentro il burro e lo si fa sciogliere a fuoco medio. Si aggiungono poi la scorza grattugiata del limone, il succo filtrato e, appena l’acqua prende bollore, un cucchiaio raso (rasissimo) di sale grosso. Mi raccomdando di tenervi bassi col sale, perché il metodo di cottura è basato sull’evaporazione dell’acqua, quindi il sale si sente, eccome. Dopodiché, buttate la pasta e, con l’aiuto di una forchetta, fate in modo che le tagliatelle vengano subito ricoperte in maniera uniforme dall’acqua. Lasciate cuocere per tre o quattro minuti e, appena le tagliatelle sono al dente, versate la panna. Mescolate direttamente nella pentola, avendo cura di condire bene la pasta. Dopodiché, versate  le tagliatelle in un piatto da portata, spolverate con una macinata di pepe e una grattugiata di limone e servite“. Guarnite con una foglia di basilico!


Vi ricordo che da domenica ci sono i finalisti del contest Per un pugno di mandorle. Andate a vederli e suggeriteci chi merita di vincere!

Infine, vi segnalo che ho vinto il contest di Elisa The Recipe-tionist, per cui spulciate pure fra le mie ricette e COPIATEMI pure!!!

E, in ultimo, e stavolta è vero, voglio dirvi che sono l’orgogliosa vincitrice del contest Strawberries in Cakes di Pamcakes, grazie alla mia Dacquoise al pistacchio con mousse di vaniglia e gelèe di fragole!

A presto
Stefania Oliveri

I finalisti di Per un pugno di mandorle

Innanzi tutto, e  lo so che non si comincia con “innanzi tutto”, voglio scusarmi per il ritardo con cui pubblico questo post. Avevo detto il 5 giugno e invece siamo già all’8.
Purtroppo, o per fortuna, la vita vera, fuori dall’etere, a volte ci riserva degli imprevisti, che non ci fanno tenere fede ai nostri impegni virtuali.
Alla fine, però, ce l’abbiamo fatta e abbiamo i nostri finalisti.
Prima di darvi i nomi, anzi i titoli, però un ringraziamento voglio farlo alle mie due compagne di avventura, le bravissime e competentissime Vatineee di A Thai Pianist e Benedetta di Fashion Flavors, che mi hanno collaborato e supportato come solo le amiche sanno fare!
Alla fine, ci siamo messe d’accordo e abbiamo deciso che i finalisti sono questi che seguono:

Per la categoria delle foto:

9. Sarde con crumble di mandorle
18. Torta mousse alle fragole con base alle mandorle
55. Tortine alle mandorle con sciroppo
59. Crostatine al limone con frolla di riso e mandorle

Per la categoria delle ricette:

Senza categoria
ANTIPASTI
PRIMI
Secondi:
CONTORNI
DOLCI
54. Sformato di mandorle e uvetta in foglia di pera

Fra tutte queste ricette da noi selezionate, ci saranno le tre vincitrici. Ma abbiamo capito di avere qualche difficoltà a decidere. Così, abbiamo deciso di farci aiutare da voi. Come?
Segnalateci qui sotto, secondo voi, quale sono le tre proposte più allettanti e noi ne terremo conto!
E allora correte a vederle e segnalateci le più meritevoli, secondo voi!

Sgombro con olive e cipolle e un olio di Vieste

Forse non lo sapete, ma oggi è il compleanno del pargolo n. 2.
Ed è il giorno del suo compleanno importante.
Oggi compie 18 anni.
E oggi ha anche l’interrogazione di inglese… l’ultima possibilità per non essere rimandato, visto che, ha preso un bel 6 nel compito scritto che ha fatto solo soletto e un altro bel 6 nell’interrogazione di letteratura. Oggi, invece, l’interrogazione di grammatica…
Così ieri, dopo aver finito di preparare le lasagne per il pranzo di oggi (lui le adora) e la sua mega torta per 30 ragazzi, che saranno tutti a casa mia stasera (pregate per me!), grazie anche alla mia fatina buonissima Stefania, che più che una fata è proprio una maga con i dolci, e in un’or e mezza abbiamo confezionato una torta mega (pan di spagna da 20 uova e crema da 10… abbiamo deciso, una volta tanto, di dire sì al colesterolo), ho aiutato il pargolo a ripassare la grammatica inglese.
Io dico che considerando che è anche il suo compleanno, il professore potrebbe anche fargli un regalo e dargli un altro bel 6 e se poi è proprio in vena di regalino, anche un bel 7… così il regalo lo fa anche a me e questa estate non me la passerò a farlo studiare!
Auguri dolce pargolo n. 2, spero che la “maturità” ti porti consiglio e tu possa non fare più tutte le sciocchezze che hai fatto finora… almeno a scuola! Però, ti amo!
Ma oggi è anche la giornata dedicata all’olio. Grazie all’Associazione Città dell’Olio, abbiamo ricevuto questo olio di Vieste dell’Azienda Agricola Mario Turi, a bassa acidità.
Così ho pensato di usarlo per un pesce e più precisamente con lo sgombro, ingentilito da tante cipolle e delle olive verdi.
Non ci crederete, ma anche i miei pargoli l’hanno mangiato volentieri e hanno fatto il bis.
La ricetta è liberamente ispirata da un meraviglioso libro, dono del pargolo n.3, dal titolo “3 ingredienti perfetti per piatti gourmand” di Hugh Fearney-Whittinstall.

Sgombro con olive e cipolle
ingredienti per 5 persone
6 cucchiaio di olio extravergine d’oliva Azienda Agricola Mario Turi
5 cipolle grandi
2 foglie di alloro
150 g olive verdi di Castelvetrano
100 ml  di vino bianco
5 sgombri sfilettati
Sale e pepe

È meglio avvantaggiarsi e farsi sfilettare gli sgombri dal pescivendolo (altrimenti ci metterete molto più tempo e poi loro lo fanno meglio…). Se non l’avete fatto, ma anche se l’avete fatto, preparate per prima cosa le cipolle. Lavatele e tagliatele sottilmente, quindi mettete l’olio in una larga casseruola insieme alle cipolle e le foglie di alloro e fate cuocere a fuoco moderato per 20/25 minuti, mescolando di tanto in tanto, fino a quando le cipolle non saranno morbide e dorate.
Aggiungete quindi le olive denocciolate e il vino e alzate la fiamma per far evaporare l’alcol. Regolate di sale e pepe. 
Mettete da parte le cipolle e nella stessa padella disponete i filetti di sgombro con la pelle rivolta verso il basso. Dopo un paio di minuti girate i filetti, coprendole con delle cipolle. Lasciate cuocere par altri 8 minuti, circa.
Servite caldo o a temperatura ambiente, è buonissimo e potete accompagnarlo con del cous cous senza glutine o del miglio lessato.

Come sempre, mi fanno compagnia le mie amiche Patty, Sabina e Teresa, rispettivamente con Bulgur vegetariano speziato Crema fredda di melone al profumo di menta con scampi e Spaghetti ai peperoni di Cracco

Un grazie sentito va certamente all’Associazione Città dell’Olio che ci stando la possibilità di assaggiare delle eccellenze.

E siccome è anche una ricetta molto buona, ma tutto sommato light, finisce dritta dritta nella mia raccolta Happy CaLOWries
E, dulcis in fundo, è anche il nostro meraviglioso venerdì, quindi il 100% Gluten Free (Fri)Day e la ricetta è totalmente e naturalmente senza glutine, ma con tanto gusto, quindi perfetta per il nostro appuntamento. NON MANCATEEEEEEE!
Mackerel with olives and onions
Ingredients for 5 people
6 tbsp extra virgin olive oil
5 large onions
2 bay leaves
150 g green olives of Castelvetrano
100 ml of white wine
10 mackerel fillets
Salt and pepper
Wash and cut onions thinly, then put the oil in a large saucepan with the onions and bay leaves and cook over medium heat for 20/25 minutes, stirring occasionally, until the onions are soft and golden .
Then add the pitted olives and wine and raise the heat to evaporate the alcohol. Season with salt and pepper.
Set aside the onions in the same pan and arrange the mackerel fillets skin side down. After a couple of minutes, turn the fillets, covering them with the onions. Let cook for other 8 minutes, approximately.
Serve warm or at room temperature, it is delicious and you can take it with gluten-free cous cous or boiled millet.

A presto
Stefania Oliveri

Tarte tatin siciliana con pomodorini e “tenerumi” senza glutine

Vi ricorda niente il numero 5?
A parte che noi in famiglia siamo 5.
E anche nella mia famiglia d’origine eravamo in 5, così come quella del mio dolce doppio.
Ma non vi voglio parlare di questo…
Oggi è un grande giorno perché esce, come ogni 5, il favoloso numero di Taste & More, tutto dedicato all’estate che si avvicina a grandi passi.
In estate ci sono tantissime verdure, tantissima frutta, tute buone e colorate.
Voi conoscete i “tenerumi”?
In realtà in siciliano si chiamano tinnirumi , ma non so proprio come tradurre la parola in italiano.
Sono le foglie delle zucchine lunghe e chiare, che, in Sicilia, si mangiano!
So che in alcuni paesi vengono date ai cavalli, ma io sono felice che qui, invece, si mangiano, perché sono buonissime.
E poi hanno solo 11,35 calorie ogni 100 grammi… Aspetto non trascurabile!
L’unica controindicazione è che, di solito, si mangia in brodo ed essendo una verdura estiva, con le alte temperature, non è facile mangiarla calda… C’è chi la mangia anche appena messa fuori dal frigo, ma io non riesco a mangiare le zuppe fredde…
Così, per assaporarne la bontà, ma non sudare mentre li si mangiano, ho pensato di metterla in una quiche, o meglio, in una tarte tatin.
Sì, perché questa meravigliosa torta è stata fatta proprio come si fanno le tarte tatin…
 
 
 
Qui vi metto la mia ricetta, ma su Taste & More ne troverete tante altre, tutte buone e tutte particolari, con tanti suggerimenti. Andatelo a vedere, è veramente bellissimo e oltre alla ricetta troverete anche un mio articolo sugli addensanti alleati dei celiaci… e non solo!
 

 

 
Tarte tatin con “tenerumi” e pomodorini
 
Pasta
brisèe senza glutine
ingredienti
dell’impasto
200 g di farina senza glutine (io ho usato il mix composto da 100 g
farina di riso integrale, 50 g farina riso finissima, 50 g tapioca)
100 g di burro
60 ml di acqua leggermente salata
1 cucchiaino di xantano
 
ingredienti
ripieno
20 pomodorini IGP di Pachino (o quanti ne entrano nella teglia)
2 mazzi di tenerumi (solo le foglie tenere delle zucchine lunghe)
Pangrattato (senza glutine o, in alternativa polenta)
1 porro
olio
extravergine d’oliva
sale
pistacchi (facoltativi)
 
Mettete tutti gli ingredienti insieme e impastate velocemente con le punta delle dita o con un’impastatrice. La pasta è pronta quando diventa una palla piuttosto soda.
Fate riposare in frigorifero circa 30 minuti.
Pulite molto bene i tenerumi, tenendo solo le foglie più tenere. Portate una pentola a bollore e cucinateli per 10 minuti, al massimo.
Nel frattempo lavate i pomodorini. Oliate molto bene una teglia e distribuitevi i pomodorini interi e anche i tenerumi ben scolati, regolate di sale e pepe, spolverizzate con del pan grattato (o la polenta) e ponetela su fuoco vivace per circa cinque minuti, coprendola con un coperchio.
Accendete il forno a 200°C.
Quando la teglia si sarà intiepidita, prendete la pasta brisée e
adagiatela sopra il condimento, schiacciandola con i pollici fra un
pomodorino e l’altro.
Mettete in forno per circa 20 minuti o fino a quando la pasta brisèe non si colorerà.
Quindi sfornate, aspettate qualche minuto e capovolgete su un piatto da
portata. Cospargete con pistacchi tritati.
 
Servite calda, a temperatura ambiente o anche fredda, è sempre buona.

 

Tarte tatin with ” tenerumi ” and cherry tomatoes
 
Gluten-free pastry crust
ingredients of the dough
200g of gluten free flour (I used a mixture composed of 100 g brown rice flour , 50 g fine rice flour , 50 g tapioca)
100 g of butter
60 ml of lightly salted water
1 teaspoon xanthan gum
 
stuffing ingredients
20 cherry tomatoes of Pachino IGP (or how many of them fit in the pan )
2 bunches of green vegetables (only the tender leaves of  long zucchini)
Bread crumbs (gluten-free or, alternatively, polenta)
1 leek
extra virgin olive oil
salt
pistachios (optional)
 
Put all the ingredients together and mix quickly with your fingertips or with a mixer . The dough is ready when it becomes like a ball.
Let stand in refrigerator about 30 minutes.
Clean tenerumi very well , keeping only the most tender leaves . Put them in a large pot and cook for 10 minutes.
Meanwhile wash the tomatoes and put them in a very well-oiled pan, put also the “tenerumi” well drained , with salt and pepper , sprinkle with bread crumbs (or polenta ) and place it on high heat for about five minutes, covering it with a lid.
Preheat the oven to 200 ° C.
When the pan will be warmed , take the pastry crust and place it over the vegetables, pressing it with your thumbs between a tomato and another.
Bake for about 20 minutes or until the pastry crust will be colored .
So, wait a few minutes, and invert on a serving dish. Sprinkle with pistachios.
Serve hot, at room temperature or even cold , it is always good.
 
 
A presto
Stefania Oliveri