Panini integrali senza glutine

(Panini integrali senza glutine con lievito madre)
Sono diventata monotematica, lo so.
Ormai nel mio blog trovate solo (o quasi) ricette con il lievito madre.
Cioè, non avevo mai panificato tanto, nemmeno quando non sapevo di essere celiaca.
A dirla tutta, quando non ero celiaca, nemmeno ci pensavo a panificare.
E oggi mi chiedo, panificherei se non avessi scoperto la celiachia?
In ogni caso, adesso sono contenta.
Sperimento, sperimento e sperimento e viene sempre tutto bene…
Chi si loda, s’imbroda?
E allora vi sfido, venite a mangiare a casa mia, siete tutti invitati!

Questi panini partono da una ricetta dello chef Marco Scaglione.
Io l’ho modificata leggermente per rendere i panini integrali.
Effettivamente non nasceva come panini, ma come pane, ma avevo appena imparato a fare tutte queste belle forme, e soprattutto l’impasto era così malleabile…
Insomma non ho resistito, spero che lui mi perdoni!

P.s. Capito perché mi riescono adesso le ricette?

Filoncino di grano saraceno bianco Panini integrali con lievito madre
(Se volete la ricetta originale, comprate il suo libro)

Ingredienti per 1 kg di pane
400 g di farina Mix pane Nutrifree
100 g di farina di grano saraceno integrale
340 g di acqua temperatura ambiente
180 g di lievito madre rinfrescato
20 g di olio EVO
8 g
semi di sesamo e di papavero (facoltativi)

Io l’ho fatto con la planetaria, ma nel libro dello chef c’è il procedimento da seguire a mano. 
Ho sciolto il lievito madre con l’acqua, quindi l’ho unito alle farine e ho fatto impastare fino a quando non si è amalgamato tutto. Ho quindi aggiunto l’olio e il sale e ho impastato fino a quando l’impasto non è risultato omogeneo.
Non preoccupatevi se l’impasto vi sembrerà morbido. 
Lasciate lo lievitare tutta la notte (i tempi dipendono molto dal tempo, dal caldo, dall’umidità, quindi fate lievitare fino al raddoppio).
Quindi riprendete l’impasto e mettetelo su un piano di lavoro, spolverizzato con uguale quantità di farina di riso e mais finissime. Lavoratelo poco e modellatelo come più vi piace. Io ho fatto le mafalde, le trecce, la S, la corona, insomma mi sono sbizzarrita.
Disponeteli su una placca coperta da carta forno e spennellate il pane con l’olio d’oliva e, se vi piace, spolverizzate con semi di sesamo o papavero.
Aspettate che il forno arrivi a temperatura di 200° C e infornate per circa 40 minuti.
Sfornate, lasciate raffreddare su gratella per una mezz’ora e mangiate.

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day. E qui trovate la vincitrice di questa settimana e voi, volete essere i prossimi vincitori?

e anche alla raccolta di Novembre 2014 di Panissimo n. 23, raccolta mensile ideata da Sandra e da Barbara, Bread & Companatico e questo mese ospitata Sandra di Io sono Sandra

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A presto
Stefania Oliveri

Gaufres o waffles senza glutine con confettura di cachi

(Gaufres o waffles senza glutine con confettura di cachi)

 

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In Sicilia i cachi si chiamano loti.
“Caco” o “cachi”, per assonanza, ci sembra poco fine.
Loti, invece è molto più chic, perché non rimanda ad altro…
Quando siamo andati a Trieste per far operare il pargolo n. 3, lo raccontavo a Mari.
Così, incuriosita, mi ha chiesto come mai.
Devo confessare che non mi ero mai interrogata sulla cosa e così, molto titubante ho risposto che non lo sapevo.
Prontamente, invece, il pargolo fornisce la sua spiegazione:
“In americano si dice lotus”
Sull’inglese mi sento ferrata e rispondo:
“ma no, in inglese cachi si dice khaki o persimmon!”
Ma lui imperterrito ribatte: “non ho detto inglese, ho detto americano!!!”
Il tutto mentre sull’autobus stavamo andando verso l’ospedale, alla presenza di numeroso pubblico.
Così il mio dolce doppio, scettico anche lui, cerca su san google per dimostrare che NON è come dice lui.
Ma sorpresa delle sorprese È proprio come dice il cucciolo, in americano si dice lotus!!!
Ovviamente io e Mari cominciamo a ridere.
Ma la mia è più una risata isterica…
E il pargolo continua:
“e comunque la parola loto viene dal greco, come dimostra l’Odissea che per prima ne parla, raccontando della terra dei mangiatori di Loti…”
Ovviamente io, colpita da tanta sapienza, credo che si stia inventando tutto, anche se sull’Odissea non oso mettere bocca perché è passato un po’ troppo tempo e i miei ricordi sono, per così dire, sbiaditi…
E mentre guardo il pargolo con la faccia di chi non vede suo figlio, ma un mostro e continuo a ridere abbastanza istericamente, un passeggero dell’autobus mi guarda con aria accondiscendete nei confronti di mio figlio, annuendo, sottolineando, senza proferir parola, che non solo il pargolo ha ragione, ma che io sono una povera mentecatta che ha dimenticato una tappa così importante del giro di Ulisse…
Per fortuna, nel frattempo, arriviamo a destinazione e spero che quel passeggero non si trovi mai fra queste pagine…
 
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Ovviamente non potevo non dedicare questa ricetta ad una amica, Monica, che ha ideato, insieme a Nicol, questo contest fantastico Orange is the new black

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Waffles con confettura di cachi

Per la ricetta dei waffles mi sono rifatta ad Un cuore di farina senza glutine

3 uova
6 cucchiai di zucchero
6 cucchiai di olio di semi di mais
scorza di arancia e limone
200 g di farina gf (io ho usato BiAglut per dolci)

Sbattete le uova e aggiungete lo zucchero e l’olio ed amalgamate. Aggiungete tanta farina per ottenere un composto piuttosto denso, profumate con la buccia d’arancia e di limone.
Cuocete nell’apposita piastra per 3 minuti termostato 3.

per la confettura
2 cachi
una mela
un limone
3 cucchiai di zucchero di canna grezzo

Sbucciate la mela ed eliminate il torsolo. Tagliatela a fettine sottili e cuocetela in una casseruolina antiaderente con un cucchiaio d’acqua, uno di zucchero, a fuoco basso e coperta. Mescolate e togliete dal fuoco quando la mela sarà ridotta in un purè piuttosto asciutto.
Spellate i cachi, eliminate i semi e frullateli insieme con lo zucchero rimasto, la buccia del limone grattugiata e il succo di mezzo limone. Mescolateli alla composta di mele preparata.
Servite con i waffles.

 

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Infine, oggi, potrete trovare su Gluten Free Travel and Living la recensione di un locale a Trapani…
Andate a scoprire dove!

A presto

Stefania Oliveri

Ricette con le castagne

 

 
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

 

Pandoro senza glutine? È possibile!!!

(Pandoro senza glutine con lievito di birra)

 
Forse è un po’ presto per mettere ricette natalizie.
Soprattutto quando anche il tempo non accompagna.
Non ho ancora fatto il cambio di stagione…
E però, è anche vero che, per mangiare certe prelibatezze, non è necessario che sia natale.
E poi, sono qui per sperimentare per voi.
Mi devo sacrificare…
Un blog significa anche questo!
Così, non vi stupiate della ricetta di oggi.
Vi assicuro, la posto oggi perché ne ho avuto grande richiesta!!!
E, così, anche voi potrete cominciare a fare certi sacrifici!
 
Una considerazione finale.
Non fate come me.
Iniziate a fare il pandoro, essendo certi di avere lo stampo… altrimenti, adattate uno stampo da Gugelhupf come ho fatto io. Il sapore non ne risente, ma la forma non sarà proprio quella tradizionale…
Ci importa? A noi, no! 
 
La ricetta me l’ha data un’amica di FB. Quindi il merito non è mio, ma suo.

 

PANDORO SENZA GLUTINE

 
Lievitino
100 g di farina Nutrifree per pane
100 g di acqua
12 g di lievito fresco
1 cucchiaino di miele d’acacia (io ho usato quello di arancia)
150 gr farina Nutrifree per pane
70 g latte in polvere
60 g fecola di patate
125 g di burro a pomata
110 g di zucchero semolato
5 g di xantano
5 uova intere a temperatura ambiente
40 g di burro di cacao (se non lo trovate, potete usare il cioccolato bianco)
50 g di miele d’acacia (omesso per dimenticanza)
10 gr di rum
1 bacca di vaniglia
Scorsa di limone e scorza di arancio (sostituiti dagli estratti home made)
 
Fate il lievitino
Fate sciogliere il lievito con il cucchiaino di miele in acqua a temperatura ambiente e versate nella farina mescolando benissimo, cercando di evitare i grumi. 
Fate lievitare fino a quando non raddoppia (almeno 3 ore).
 
Trascorse tre ore, impastate il pandoro:
Mettete nella planetaria le farine, lo xantano, il latte in polvere e miscelatele.
Iniziate ad impastare con tutte le uova per almeno 5 minuti.
Nel frattempo, frullate finemente le scorze del limone e dell’arancio messe in infusione la sera prima nel rum, fino a quando non saranno ridotte in pasta. 
Montate il burro con lo zucchero semolato, le scorze del limone e arancio (o come ho fatto io aggiungete rum ed estratti), un pizzico di sale, il rum, il burro di cacao grattugiato e il miele.
Aggiungete questo impasto, molto delicatamente, all’impasto di farine e uova e mescolate con decisione.
Infine aggiungete il lievitino e mescolate per 5 minuti.
 
Ungete bene lo stampo del pandoro, o quelli da kugelhopf piccoli e con le mani ben unte, prendete l’impasto e mettetelo nello stampo
Pressate in modo da compattare bene l’impasto.
Lasciate lievitare per altre 3 ore nel forno spento a 30° con dentro un pentolino d’acqua (a casa mia non ce n’è stato bisogno).
Accendete il forno a 160° con il pentolino d’acqua dentro e infornate quando il forno raggiunge la temperatura nel ripiano più basso per 45 minuti, se lo stampo è grande, altrimenti per 30 minuti.
 
Sfornate e lasciate intiepidire nello stampo. Quindi sformate e lasciateli raffreddare su una gratella prima di spolverizzarlo con lo zucchero a velo.

 

 

 
Suggerimenti:
– ungete molto bene gli stampi per avere un bel colorito;
– appena sformati sono morbidissimi, il giorno dopo hanno la tipica consistenza del pandoro e nessun retrogusto tipico di alcuni prodotti senza glutine;
– conservate dentro dei sacchetti per alimenti forati (potete farli da voi con uno spillo);
– il sapore è come quello vero dei pandori, quindi direi che l’esperimento è pienamente riuscito.

 
Ovviamente, essendo venerdì, questa ricetta è per il 100% Gluten Free (Fri)Day #GFFD. Qui potete inserire le vostre ricette, che verranno vagliate dalla chef di La CuocOna di Milano, che ne sceglierà una ogni settimana per riproporla nel suo locale.
Che aspettate a partecipare?
 
 
A presto
 
Stefania Oliveri

Minestra con zucchine invernali e pomodori secchi e una nuova moda

(Minestra con zucchine invernali e pomodori secchi) 

A Palermo hanno inventato una nuova moda.
E credo che non solo siamo i primi, ma siamo sicuramente i più bravi, senza tema di essere smentita.
E siccome siamo pure generosi, il tutto viene fatto gratuitamente.
Soprattutto in certi luoghi, sono particolarmente prodighi.
L’ho scoperto per caso, perché sono anche modesti e non si lodano del loro lavoro.
Da quando dietro casa mia stanno facendo i lavori per il tram, i posteggi si sono decimati e quindi ho cominciato a parcheggiare in un posto, poco lontano che ha lo stesso pass che sotto casa mia.
Lì, ho trovato dei posteggiatori, abusivi, tanto carini, gentili e, sopratutto, tanto preoccupati per tutta la strada in più che dovessi percorrere per arrivare fino a casa mia.
“Mica è giusto che uno dei posteggiare così lontano da casa. Lei ci l’ava a ddiri ca unn’a fari ‘sto travagghi. Che poi, manco è giusto ca nautri, unn’avemo a travagghiari”. Tutto chiaro , no?
Mi sono interrogata, invero, su chi dovessi interpellare per interrompere i lavori e ridarci i posteggi, ma, ad oggi non mi sono data risposta.
I lavori, quindi, sono continuati, lasciando noi senza parcheggi e loro senza lavoro.
Nonostante tutto, però, questi posteggiatori abusivi sono stati davvero tanto carini e generosi lo stesso.
E, con costanza e solerzia, mi hanno tatuato tutta la macchina, secondo la nuova moda.
E continuano, mica si sono stancati.
Ogni giorno trovo un bel disegno nuovo nuovo.
E non chiedono niente in cambio.
Tu devi solo parcheggiare lì e loro, l’indomani, ti fanno trovare una bellissima incisione.
E allora, devo proprio ringraziare il Comune di Palermo, perché se non avesse pensato di portare il tram a Palermo, io non avrei mai conosciuto questi artisti di strada e la mia macchina sarebbe rimasta l’anonima  autovettura di sempre!
Questa ricetta nasce grazie alla fidanzatina del pargolo n.2.
Ancora una volta mi ha fatto dono di un frutto dell’orto del nonno: le zucchine centenarie.
Sono zucchine tipiche invernali, che hanno le spine sulla buccia.
Mia mamma, non le vedeva dalla sua infanzia.
Adesso, pare, siano tornate in auge.
E meno male, perché sono buone.
Io ci sto prendendo confidenza.
La prima ricetta è semplice e molto confortante, come lo sanno essere le zuppe.

Minestra con zucchine invernali e pomodori secchi

Ingredienti per 4 persone
350 g di riso integrale
4 zucchine invernali
un pugnetto di pomodori secchi
1 cipolla

olio extravergine d’oliva di ottima qualità
sale
Per prima cosa cuocete il riso perché ha bisogno di una cottura più lunga rispetto al riso non integrale. Se però non avete tempo, potete usare la pentola a pressione, si cuoce per 7 minuti dal fischio e il riso è pronto.
Nel frattempo preparate le verdure.
Mettete i pomodori secchi a bagno nell’acqua bollente per una decina di minuti.
Nel frattempo pelate le zucchine (indossate dei guanti per evitare che una sostanza gelatinosa vi si appiccichi alle mani e poi è difficile da lavare via).
Tagliate le zucchine a tocchetti piccoli.
Sbucciate la cipolla e tritate anche essa.
In una casseruola mettete dell’olio e fate scaldare un po’. Quindi aggiungete la cipolla e fate stufare.
Tagliate a strisce anche i pomodori secchi e aggiungeteli al soffritto, quindi aggiungete anche le zucchine.
Coprite con acqua, salate e fate cuocere per 15/20 minuti circa.
Aggiungete al riso e condite con un filo di olio a crudo, e del parmigiano (non per i vegani).
Suggerimenti:
– il riso integrale è molto digeribile e consigliato nei regimi dietetici ipocalorici. Fra l’altro, non essendo sottoposto a raffinazione, conserva tutte le proprietà nutritive utili alla salute del nostro organismo. 
A presto
Stefania Oliveri

Fine settimana nel sole, nel sale, nell’olio

Solo una settimana fa eravamo a Trapani per la raccolta delle olive approfittando dell’iniziativa de Il tuo olio novello.
Un fine settimana di incanto, passato con delle care amiche, Ale di Cose buone di Ale e Fina di L’avvocato nel fornetto, in una bella atmosfera quello dell’Agriturismo Duca di Castelmonte.
 
Oltre alla raccolta delle olive, con degustazione presso l’agriturismo Antico Baglio Porticalazzo, abbiamo anche ammirato le bellezze delle saline di Paceco e, la domenica mattina, quelle delle Saline Ettore e Infersa con degustazione di sali, di cui dobbiamo ringraziare la bravissima Daniela.
 
Infine, con il bravissimo fotografo Michele Fundarò, abbiamo anche avuto una lezione di fotografia e spero di poter mettere in pratica tutti i suggerimenti che ci ha dato… Spero mi perdoni per tutte le mie dimenticanze!
 
E infine, ma non ultimo, sono stati due giorni all’insegna del buon cibo, sano e genuino pure senza glutine!
 
Ma ora vi lascio al racconto delle foto.
 
Baglio Porticalazzo
 
Gli ulivi di Baglio Porticalazzo

 

 

 

 

 

 

Saline di Paceco 

 

Prodotti dell’orto del baglio Duca di Castelmonte

 

Saline Ettore Infersa 
 
 

 

 

Fior di sale

 

Saline Ettore e Infersa 

 

Degustazione di sali

 

E infine un grande grazie a Giacomo Incarbona, della agenzia Elite Island, che ha permesso tutto questo e ci ha accompagnato, facendoci da Cicerone per due giorni.
 
 
A presto 
Stefania Oliveri

Da Bioesserì a Palermo da colazione a cena

Giovedì, come vi avevo preannunciato, a Palermo c’è stato un Bio Happy Hour da Bioesserì, il nuovo locale attento al cibo sano e genuino, che sposa anche le esigenze dei vegani e dei celiaci.
Un locale aperto dalla colazione alla cena, un posto accogliente che ti fa sentire a casa, attento agli ingredienti, che sono bio, locali, per quanto è possibile, e certificati.

Nato grazie alla volontà di due giovani palermitani, i fratelli Saverio e Vittorio Borgia, che già tre anni fa hanno aperto un altro locale uguale a Milano, e che l’hanno voluto fortemente anche a Palermo.

Lo chef è Ezio D’Alia, che ha fatto il corso AIC per la cucina senza glutine, ci ha preparato due gustosi piatti, totalmente gluten free (che io, quindi, ho potuto apprezzare).

Un primo piatto è stato il tortino di Quinoa con pistacchi di Bronte e gamberoni di Mazara, veramente gustoso

e un buonissimo dolce, un budino al latte di soia, con croccante di semi di girasole e mandorle con fragole

Al Bio Happy Hour c’era anche il professor Gianfranco Marrone, autore, fra l’altro di Gastromania, che è anche uno dei tre prestigiosissimi giudici del nostro contest Seconda stella a destra di Gluten Free Travel and Living 

Lo chef è coadiuvato da uno staff eccellente non solo in cucina, ma anche in sala.

E infine, ma non ultime alcune amiche food blogger palermitane presenti all’evento: Clara di Ladri di Ricette, Io, Mimma di Dolcetto e scherzetto e Alessandra di Cose buone di Ale. Ma eravamo in tante, tutte affiatate e felici di condividere questa esperienza: Cinzia di Il forno incantato, Ornella di Gialla fra i fornelli, Fina di L’avvocato nel fornito, Simona di Biancovaniglia Rossocannella, Alessandra di Essenza di Cannella, Federica di Gluten Free Travel and Living e Spunti e spuntini senza glutine, e tante altre ancora.

E adesso non vi resta che andarlo a provare e darmi le vostre opinioni.

A presto
Stefania Oliveri

Agnello alle spezie aromatiche e le critiche…

(Agnello alle spezie aromatiche indiano)

Come sapete qualche giorno fa ho fatto un bellissimo corso di panificazione con lo chef Marco Scaglione.
Un corso che mi ha insegnato tante cose. 
Perché io non sono uno chef e di cose da imparare ne ho tante, anzi tantissime.
Io ho un blog di cucina, in cui trovate le ricette che mangiamo a casa ogni giorno. E di strada, da quando ho iniziato, ne ho fatta.
Non sono una chef, non ho studiato da chef.
E sono qui per imparare.
Soprattutto nel campo del senza glutine. Che anche un po’ più difficile.
Perché non bastano le difficoltà legate alla malattia. Si aggiungono anche le difficoltà legate alla cucina.
Lo chef ci ha spronato positivamente. 
Ci ha detto anche che se cuciniamo diversamente, il cibo deve essere uguale… ugualmente buono e bello.
E sono d’accordo.
Non sempre è facile. 
Provateci.
Sopratutto a fare il pane.
E solo dopo, dopo aver anche dimenticato di spennellarlo con l’olio, potete parlare di pane di argilla
Il pane era buonissimo e soffice, ma non bello.
Ma andate a vedere quello di Anna Lisa, quello è anche bellissimo!
Quindi lettore anonimo, ti ringrazio per il tuo commento (di)struttivo, perché comunque mi hai spronato a migliorarmi… anche se ci sono ancor larghi margini di miglioramento. E io ti invito, invece, a migliorare il tono delle tue critiche e a trasformarle in costruttive.

Agnello alle spezie aromatiche indiano (da India in cucina a cura di Pushpesh Pant)

Ingredienti per 4 persone
500 g di agnello tagliato a pezzi (io 800 g)
250 g di yogurt
4 peperoncini essiccati (io due freschi)
1/2 cucchiaino di curcuma macinata
5 cucchiai di burro chiarificato (da me sostituiti con olio)
6 baccelli di cardamomo verdi
3 baccelli di cardamomo neri
4 chiodi di garofano
2 stecche di cannello lunghe 2,5 cm
2 foglie di alloro
12 grani di pepe
1 cucchiaino di semi di coriandolo
3 cucchiaini di aglio tritato (io l’ho omesso)
1 pezzetto di zenzero fresco grattugiato
25 g di cipolle affettata (io 1 cipolla)
sale

Mescolate lo yogurt, il coriandolo tritato i peperoncini e la curcuma e tenete da parte.
In un tegame grande scaldate l’olio e aggiungete il cardamomo, i chiodi di garofano, la cannella, i grani di pepe, i semi di coriandolo e le foglie di alloro fate soffriggere per 30 secondi. Quindi mettete anche la carne e fate soffriggere per qualche minuto. Quindi aggiungete lo zenzero e salate e continuate a soffriggere. 
Togliete dal fuoco e aggiungete lo yogurt aromatizzato, quindi rimettete sul fuoco e continuate a cuocere, fino a quando non si separerà il grasso. 
Versate 125 ml di acqua e continuate a cuocere fino a raggiungere l’ebollizione, quindi abbassate la fiamma e fate cuocere per circa 1 ora (anche di più) fino a quando la salsa non si sarà addensata e la carne risulterà tenera.
Servite con del riso basmati.
La carne è davvero tenerissima e anche se io ho aumentato le dosi dell’agnello, devo confessare che è stato un po’ pochino per 4 persone.

E siccome è venerdì, che è dedicato alla sensibilizzazione per una cucina senza glutine trasversale, mando questa ricetta a Gluten Free Travel & Living per il 100% Gluten Free (Fri)Day


Non dimenticate di mandare le vostre, potreste essere i prossimi prescelti e la vostra ricetta essere la protagonista dell’aperitivo dalla chef, la CuocOna di Milano.
A presto
Stefania Oliveri

Bio Happy Hour da BioEsserì a Palermo

Ogni tanto qualcosa di buono anche a Palermo!

E domani ci sarà un bellissimo show cooking da BioEsserì tenuto da Ezio D’Alia e annessa la presentazione del libro “Gastromania” di Gianfranco Marrone.

È aperto solo a food blogger e giornalisti, quindi se rientrate in una delle due categorie, potete scrivere a   claudio.taschera@feedback.it e prenotarvi per domani alle 18,00 in via La Farina, 40.
Altrimenti, non vi resta che seguirci via Instagram o Twitter!


A domani!

Stefania Oliveri

Panini integrali con lievito madre e l’incontro con uno chef

(Panini integrali senza glutine con lievito madre)
Ieri pomeriggio è stato incantevole.
Ho incontrato uno chef meraviglioso.
Uno chef che si occupa di cucina senza glutine da 17 anni, cioè da quando io ho scoperto di essere celiaca.
Ci ha insegnato a fare il pane.
No, ci ha insegnato tante cose sul pane.
Con competenza e amore, con pazienza e simpatia, con scrupolo e allegria.
E ci ha insegnato una cosa importante: essere celiaci non significa mangiare male, né cucinare con angoscia.
Questo è un corso che dovrebbero fare tutti, soprattutto i ristoratori, perché non è difficile cucinare per un celiaco e soprattutto, un celiaco non dovrebbe mangiare certe schifezze che ti propongono, spacciandoli per l’unica via per mangiare.
Grazie Marco Scaglione, per tutto lo studio che c’è dietro i tuoi piatti!
Questi panini sono stati fatti precedentemente al corso.
Sono venuti benissimo anche perché Anna Lisa è una garanzia. Io, stavolta, ho seguito quasi letteralmente la ricetta, ho cambiato solo il lievito (ma ormai il lievito madre è diventato una mia fissazione) e quindi i liquidi, perché il lievito madre è già idratato di suo. E la forma, ma solo perché preferisco i panini cicciosi e rho una predilezione per la mollica. 
Adesso, però so che, posso fare anche diversamente e la prossima volta lo farò.

Ex mini baguette integrali di Anna Lisa

Ingredienti
150 gr di Mix per pane Nutrifree
200 gr di Brot Mix Schaer
330 ml di acqua (io 280)
6 gr di lievito secco (o 12 gr di lievito di birra) io 120 g lievito madre
1 cucchiaino di miele
2 cucchiaini di sale
1 cucchiaio di olio Evo
Condimento:
Pollo al forno avanzato
mela 
limone
foglie di lattuga
olio evo
Ho diminuito l’acqua perché ho usato il lievito madre che contiene acqua.
Nella ciotola dell’impastatrice sciogliere il lievito nell’acqua aggiungendo il miele, lasciando riposare per 10 minuti circa.
Ho aggiunto le farine continuando a lavorare e quindi l’olio, il sale.
Ho fatto lievitare lievitare in luogo tiepido fino al raddoppio (circa 20 ore)
Ho ripreso l’impasto e l’ho trasferito su un piano infarinato con farina di riso.
Ho tagliato dei pezzi e ho formato delle palline.
A questo punto si dovrebbero spennellare con un’emulsione di acqua e olio, ma io l’ho dimenticato, e  ho infornato in forno già caldo a 220° statico per circa 30/35 minuti.
Quando saranno pronti e raffreddati, condite.

Questo lievitato partecipa alla raccolta di Novembre 2014 di Panissimo n. 23, raccolta mensile ideata da Sandra e da Barbara, Bread & Companatico e questo mese ospitata Sandra di Io sono Sandra

A presto
Stefania Oliveri