I miracoli di Natale

(Panettone senza glutine a biga con farina Dallagiovanna)
 
Questo sarà natale delle prime volte.
Il primo natale senza lavastoviglie e se un tempo la cosa mi avrebbe mandato in panico, ora mi sembra che sia tutto a posto e anche questo è la prima volta che capita.
Il primo natale con Ginger e Flo, la gattina trovatella a gennaio e il canone trovatello a settembre. Per Paprika, invece sarà il primo natale in compagnia!

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Figli di un Dio minore…

(Tartufi raw e vegan al cacao, mandorle e datteri)
A Natale si è tutti più buoni.
E si festeggia.
È il momento in cui si è tutti più generosi e altruisti.
Questa è una serie di luoghi comuni che mio figlio ha imparato presto a conoscere.
All’età di 9 anni, quando è diventato celiaco.
E ogni volta che c’è stata una festa organizzata pensando a tutto, tranne che a lui…
E così anche stavolta una grande occasione mancata.
Il panettone comprato per fare beneficenza e che una intera classe si divide per festeggiare, un importo da dividere fra tutti, anche da chi non potrà mangiarlo. La rimostranza di mio figlio di non voler pagare 70 centesimi per una cosa che non potrà condividere e non per i 70 centesimi, ma per affermare con forza che LUI NON POTRÀ, non, non vorrà, mangiare e condividere con gli altri un momento di festa, che passa, inevitabilmente attraverso il cibo. Il voler affermare che, sì, è diverso e che vuole, pretende, esige rispetto per la sua condizione che non ha scelto, ma subisce.
E la risposta unanime che lui DEVE pagare quei 70 centesimi, con la motivazione che tutti devono pagare, perché o lo comprano tutti o nessuno, ed è per beneficenza.
Senza capire che il concetto di UGUAGLIANZA, che avrebbero voluto affermare con quel “tutti pagano” , non corrisponde alla vera uguaglianza secondo cui ciascuno partecipa in virtù delle proprie possibilità. E in barba al fatto che comunque ognuno è anche libero di affermare le proprie opinioni senza ledere il diritto altrui, ma facendo rispettare il diritto proprio. 
Che se poi, mio figlio non fosse nemmeno celiaco, e non volesse fare beneficenza (cioè parliamo di 70 centesimi di beneficenza, di cui solo, forse – e sono generosa – solo 30 realmente andranno in beneficenza) sarebbe in diritto di non doverla fare.
L’ha vissuta come una grande mortificazione, l’ennesima, che lo ha fatto sentire minoranza, ridotto al silenzio, per non costringere gli altri a non avere il loro panettone….
 
tartufi vegan cardamomo and co 5067
 
E dopo questa amarezza, che ancora non ho metabolizzato e non so come risolvere, vi lascio una ricetta davvero inclusiva. 
Buona per tutti, nessuno escluso. 
Praticamente va bene per chiunque, perché non contiene uova, zucchero, glutine, burro, lievito, latte… Cosa rimane? Tanta, tanta bontà!
 
La ricetta l’ho vista su iFood ed è delle bravissime Marta e Mimma, io ho messo le mandorle al posto delle nocciole.
Tartufi vegan
Serves 8
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Prep Time
5 min
Prep Time
5 min
Ingredients
  1. 150 g di datteri Medjoul, denocciolati
  2. 140 g di mandorle
  3. 30g di cacao crudo
  4. 1 - 2 cucchiaini di olio di cocco (facoltativo)
Instructions
  1. Tagliare a metà i datteri e privarli del nocciolo.
  2. In un food processor tritare velocemente le mandorle e tenere da parte.
  3. Nello stesso boccale frullare i datteri finché non saranno cremosi.
  4. Aggiungere le mandorle tritate e il cacao crudo e frullare fino ad ottenere un composto omogeneo e modellabile con le mani.
  5. Qualora i datteri non dovessero essere molto morbidi e polposi, aggiungere mentre si frulla 1 - 2 cucchiaini di olio di cocco, cosa che io non ho fatto.
  6. Con le mani schiacciare il composto e forma delle palline.
Notes
  1. - Credo che per avere un aspetto più lucido sia importante aggiungere l'olio di cocco.
  2. - In inverno non c'è bisogno di conservare in frigo, basterà uno scapolo a chiusura ermetica.
Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/
 
tartufi vegan 5058
 
Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day
 
ilove-gffd

Siate clementi…ne!

Se fai i macarons una volta, e ti vengono anche discretamente, il mood ti prende e non ti lascia più.

Così, imparando dagli errori, e cercando di nigellizzare anche i macarons (a proposito avete mai visto i suoi? Io in confronto sono Monsieur Pierre Hermè in persona), li ho rifatti. Non ho perso tutto il tempo che ho impegato l’altra volta, e adesso, quasi quasi vorrei rifarli anche una terza e una quarta volta.

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Cuccìa senza glutine per Santa Lucia

(Cuccìa senza glutine per Santa Lucia)

Santa Lucia, per Palermo, e la Sicilia, ha un significato molto particolare. 

Cioè, lo so che Santa Lucia è una festa particolare dappertutto, ma a Palermo tutto si trasforma in qualcosa di mangereccio e questa festa non fa eccezione.

Innanzitutto le arancine

Il giorno di Santa Lucia non si mangia pane e pasta perché, si narra che, nel 1600, dopo una lunga carestia, i palermitani la invocarono e in quel momento arrivò una nave carica di frumento, che per risparmiare tempo non venne macinato, ma mangiato così, in chicchi.

Quindi, per onorare la Santa, non si mangia niente che sia fatto con il grano macinato.

Le arancine e le panelle  quindi assolvono degnamente allo scopo.

E qui si apre la diatriba: arancina o arancino?

Finalmente venerdì scorso si è svelato l’arcano sul “sesso” delle arancine che le vede femmine a Palermo e maschi a Catania.

In realtà, in una interessantissima chiacchierata fatta con Gaetano Basile da “Un po’ capiri“, locale dello chef Roberto Lombardo che ha riportato alla vendita la “rascatura“, ormai scomparsa, e cioè la “raschiatura” di ciò che rimane nella “pignata” (pentola) dopo la cottura della polentina di ceci per fare le panelle, e poi fritta, ci svelato che la diatriba non ha motivo di esistere.

unpocapiri collage

Quindi dire arancino o arancina è corretto allo stesso modo, perché entrambi si riferiscono alla forma dell’arancia. Sotto i Mori, si aveva una varietà di arancia amara, chiamata “aranciu” (maschile), ma con l’arrivo degli spagnoli, proprio nella costa occidentale, fu soppiantata da una varietà dolce, la “aranscia” (femminile) (trascrizione “fonetica”) che fu piantata su tutta la conca, che per questo motivo venne chiamata d’oro.

Tornando a Santa Lucia quindi la tradizione vuole che il grano si mangi in chicchi, così come avvenne nel XVII secolo. Ecco allora che viene bollito e condito con un filo d’olio, e, con l’avvento dello zucchero, anche zuccherato, come me lo faceva mangiare mia mamma quando ero bimba.

Ovviamente a Palermo tutto si trasforma e si arricchisce e diventa barocco. Così qui la cuccia non si mangia solo in queste due maniere, ma viene declinata in modo creativo.

Si prepara con una specie di budino al cioccolato, o con una crema al latte, o, la mia preferita, con la ricotta e pezzetti di cioccolato e frutta candita.

Ovviamente i celiaci non possono mangiarla…

Così ho cercato mille maniere per prepararla. 

Fino a quando non ho trovato questa soluzione.

Poi, l’incontro con il Sorgo.

Niente di più buono e di più perfetto!

Così, ho sostituito il grano saraceno con il sorgo e ha superato brillantemente la prova glutinosi.

Ovviamente ho innovato anche io e ho sostituito anche alcuni elementi… Insomma, chiamatela Cuccìa, ma degli ingredienti originali è rimasta solo la ricotta…

cuccìa Cardamomo and co 5037

 

Cuccìa senza glutine
Serves 8
È possibile fare un'ottima cuccia senza glutine? Sì, si può e viene un dolce molto buono.
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Prep Time
10 min
Cook Time
15 min
Prep Time
10 min
Cook Time
15 min
Ingredients
  1. 250 g di sorgo
  2. 400 g di ricotta di pecora
  3. 120 g di zucchero semolato
  4. pistacchi qb
  5. cranberries qb
Instructions
  1. Al contrario del grano che deve stare in ammollo per 3 giorni, il sorgo non ha bisogno di nessun ammollo.
  2. Si mette a bollire una pentola capiente e poi si butta il sorgo e si fa cuocere per 15 minuti (non meno) con un pizzico di sale.
  3. Si lascia raffreddare.
  4. Nel frattempo si prepara la crema di ricotta mescolando lo zucchero alla ricotta, lasciata scolare per una notte.
  5. Se volete potete setacciarla o frullarla per ottenere una crema liscia, io amo la ricotta grezza e così non la passo.
  6. Si unisce il sorgo cotto alla crema di ricotta e si mescola.
  7. Conditela con pistacchi tritati e cranberries (mirtilli rossi disidratati.
Notes
  1. Se ve ne dovesse rimanere, si conserva in frigo anche 4 giorni.
Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/

cuccìa Cardamomo and co 5050

Ricette natalizie senza glutine

Oggi vi presento una carrellata di dolci natalizi senza glutine, davvero molto buoni.

Cominciamo con la tradizione italiana

Panettone

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Pandoro 

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Torroncini al cioccolato

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Biscotti limone e polenta

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Biscotti con grano saraceno e farina di riso 

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Ma anche una bella cassata particolare

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Passiamo alla tradizione estera

Quick Boiled Fruit Cake

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Omini di pandizenzero ovvero gli Gingerbread cookies

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Biscotti Candy Cane

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Torta con gli abeti

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Torta all’arancia con cioccolato bianco

Torta-allarancia-di-Fiona-b

Cupcakes natalizi

cupcakes-natalizi Cardamomo & co

 

Ed essendo venerdì, vi ricordo l’appuntamento con il 100% Gluten Free (Fri)Day

ilove-gffd

Obtorto pollo

(Pollo alle mandorle)
Che ci piaccia o no, si sta avvicinando il natale.
Volete farvi trovare impreparati?
Ogni anno, ogni santo anno, mi riprometto di fare in tempo.
Ecco, ci sono, sono sul pezzo…
Così, ho pubblicato un antipasto natalizio, proprio lunedì!
Ditemelo che sono sul pezzo…
E poi, apro Facebook e vedo fior fiore di panettoni, biscotti natalizi, e un fiorire di calendario dell’avvento, di anglosassone tradizione, mescolando tradizione italiaca e straniera, come se nulla fosse.
E io?

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Per un piatto di lenticchie…

(Cheesecake salato lenticchie e zucca)

Lunedì mattina, interno casa, cucina, piena di pentole, tazze da lavare, cracker sparsi dovunque, frullatore ad immersione sporco, planetaria impegnata, ciotole con farine varie, setaccio, leccarde con su fogli di carta forno a pois, set fotografico allestito con legni, pannello riflettente da un lato, cartoncino dall’altra, pentolino sul fuoco con sciroppo di zucchero…

Una donna, in pigiama, con le ciabatte rosicchiate dal cane, scompigliata e struccata, passa da una cosa all’altra, manco fosse la dea Kalì, acciuffando anche cane e gatta che si rincorrono, a cui è tassativamente proibito stare in cucina mentre si crea si pastrocchia, ma si sa, il gusto del proibito non lascia nemmeno gli animali…

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