Risotto asparagi, topinambur e menta

Se c’è una cosa che molti bambini non mangiano, sono proprio le verdure.

Be’, forse non tutti i bambini, ma i miei pargoli soprattutto il n. 3 ha un’idiosincrasia per tutto ciò che è arancione, verde, rosso, viola

Ora, se io fossi una madre perfetta, riuscirei (o sarei riuscita) a convincere il pargolo in questione a mangiare colorato. E, giuro, ci ho anche provato. 

Ho nascosto di tutto nel cibo:  i fagioli nella torta al cioccolato, il cavolfiore nella pizza, i funghi nel pesto, i peperoni nei ghiaccioli, e tanto altro ancora…

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Crostata con composta di rabarbaro e mele

Non avevo mai visto un rabarbaro dal vivo (be’ nemmeno da morto… e scusate la squallida battuta).

Nemmeno nella sua madre patria, figuriamoci a Palermo!

Ma quando vedevo il suo meraviglioso colore rosso nelle preparazioni inglese, bastava per rapirmi, e desiderarlo era naturale.

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Pasta crema al parmigiano e croste soffiate

Adesso vi sembrerà un’esagerazione.

E no, non sto a fa’ a fanatica!

Solo perché sono stata a Parma, e, grazie al Consorzio, ho visto come nasce un Parmigiano, non sono diventata esperta in materia.

Ma forse, ho solo sviluppato una malattia psichica: chiamasi “ossessione da parmigiano reggiano stagionato dai 20 ai 30 mesi”.

Si è manifestata la prima volta quando l’ho trasformato in gelato.

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Parmigiano reggiano: un’esperienza a 360°

Per una che non carbura prima di mezzogiorno, andarsi a coricare alle 3 e svegliarsi alle 6 per essere al caseificio alle 7,30, avrebbe dovuto essere un bel sacrificio. E, invece, ero felice come una bambina che andava al Luna Park.

Sabato scorso sono stata invitata dal Consorzio del Parmigiano Reggiano, insieme ad altre 10 blogger, per assistere alla produzione del re dei formaggi al Caseificio Sociale Coduro a Fidenza (Parma).

parmigiano reggiano 2391

Un’anteprima, del prossimo week end, quando sarà possibile per tutti visitare i caseifici e assistere al processo di lavorazione del Parmigiano, che vi convincerà a comprare solo il vero Parmigiano Reggiano, così come è successo a noi, visto che è assolutamente e completamente senza nessun tipo di conservante, e visto tutto l’amore e il lavoro che c’è dietro.

Parmigano Collage

Un processo affascinante che comincia con l’arrivo del latte fresco, appena munto, che si unisce a quello munto la sera prima, che, con l’aggiunta di siero e caglio di vitello, e una lunga preparazione, formano il parmigiano.

parmigiano 5 Collage

That’s all!. Sì, niente altro se non una lunga attesa e cura.

La parte liquida da una parte (lattosio e carotene) e la parte solida da un’altra, a sgocciolare. E poi vengono messe nelle forme di teflon per una notte e poi passate nelle forme di acciaio, per 3 giorni. Quindi messe in salamoia per 20 giorni, e ancora nelle camere calde a sudare (una sorta di sauna) e infine nella camera chiamata “il riposo del re” dove aspettano un minimo di 12 mesi prima di essere assaggiate.

Parmigiano Cardamomo & co

Latte che proviene solo da mucche del territorio, nutrite solo con foraggio super controllato, per ottenere un prodotto di estrema qualità e ottenere il DOP.

E, nonostante i meravigliosi macchinari, che mescolano un quintale di latte per volta, per avere due forme da 45 kg ciascuno, l’importanza dell’essere umano, il casaro prima, che stabilisce quando il latte è arrivato alla giusta consistenza per formare il parmigiano, e gli esperti dopo, che controllano ogni singola forma di parmigiano prima di certificarne la massima qualità.

PamigianoCardamomo & co

E poi, l’assaggio, o meglio, la degustazione. Di tre stagionature diverse: 12 mesi, 20 mesi, 30 mesi. E il sentore dello yogurt, del fieno, della frutta, oltre che diverse consistenze. Perché, quei puntini bianchi che vedete non sono un difetto, ma un pregio, perché sono aminoacidi che cristallizzano il parmigiano.

parmigiano cardamomo & co

Insomma abbiamo imparato ad amarlo, avendolo conosciuto. Proprio come succede con il fidanzato…

E dopo l’assaggio in purezza, all’Antica Corte Pallavicina, in una location incantevole, lo chef Massimo Spigaroli, ci ha mostrato come valorizzarlo al massimo.

Spigarelli 2400

Dopo aver visitato la meravigliosa cornice, e soprattutto la cantina del culatello, il paradiso degli affettati, dove capeggiano culatelli di cotanti proprietari, abbiamo assistito alla preparazione dei piatti che poi abbiamo assaggiato.

culatello Cardamomo & co

Da un antipasto che può sembrare semplicissimo, che a bontà, non è secondo a nessuno, “Un pensiero sul mio orto, una maionese verde e bottarga” ,

spigarelli Cardamomo & co

ai primi “Il raviolo all’uovo, erborinato di Stagno Lombardo e Parmigiano dei 20 anni” e “I soffici ai tre Parmigiani in brodo di gallina, con piselli e asparagi, in crosta di sfoglia”,

Raviolo Spigarelli

spigarelli cardamomo & co

per passare ad un secondo come Il maiale nero ripieno di culatello e parmigiano”

spigarelli Cardamomo & co

per finire con un “dolce di fragole con biscotto alla polvere di sedano, streusel di cioccolato e crema alla panna, cioccolato bianco e parmigiano”.

spigarelli cardamomo & co

Una giornata davvero indimenticabile. Abbiamo imparato tanto, abbiamo condiviso tanto, siamo state in compagnia di amiche speciali, tutte bloggalline: Teresa, Sandra, Monica, Fina, Sara, Tania Cri, Dauly, Elisabetta, Giuseppina, Elisa, Cecilia e anche, una volta tanto, un maschietto, Jacopo. Cosa volere di più? Solo ripetere l’esperienza! 😉 

Giuliaaaaaaaaa, grazieeeeeee!!!

Antica Corte Pallavicina
Foto del Consorzio Parmigiano Reggiano

 

spigaroli Cardamomo & coSpigaroli Cardamomo & co

Zuppa di lenticchie Rosse all’indiana

 Una zuppa in primavera?

E neanche una rondine?

No, non ancora rondini e quindi si va di zuppa!

Zuppa lenticchie indiana 1779 b

Io poi le adoro e le mangerei anche con il caldo. Anzi con il caldo le mangio proprio perché qui a Palermo, i “tenerumi” ci sono solo in estate e si fa una zuppa meravigliosa che, si può mangiare anche fredda, ma calda è stra meravigliosa!

E così ho fatto una zuppa e siccome amo i sapori indiani, mi è piaciuta così tanto questa, quando l’ho vista da lei che ho voluto rifarla, quasi come la sua. Ovvio, non posso riprodurre la bellezza delle sue foto, spero mi perdonerà per questo!

Zuppa lenticchie indiana 1784 

Zuppa di lenticchie rosse all'indiana
Serves 6
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Prep Time
20 min
Cook Time
30 min
Prep Time
20 min
Cook Time
30 min
Ingredients
  1. 450g di lenticchie rosse decorticate controllate e risciacquate
  2. 2,2l circa di acqua
  3. 2 cucchiai di olio evo delicato
  4. 1 cipolla media pelata e tritata
  5. 1 pezzetto di radice di Zenzero (4cm) pelato e tritato - 2 cucchiaini circa
  6. 6 scalogni medi solo le parti bianche, mondati e tritati
  7. 1 peperoncino rosso secco piccolo
  8. 2 cucchiaini di sale grosso
  9. 1/4 di cucchiaino di curcuma
  10. Per finire
  11. 2 cucchiai di olio evo delicato
  12. 1 cucchiaino di semi di cumino (io nero)
  13. 1 cucchiaino di grani di senape
  14. 2 cucchiai di succo di lime fresco (io limone)
  15. 2 cucchiai di prezzemolo tritato grossolanamente
Instructions
  1. In una pentola scaldate l'olio, a fuoco medio. Aggiungete la cipolla, gli scalogni, lo zenzero, il peperoncino e il sale. Cuocete finché le cipolle non si colorano e diventano trasparenti e aggiungete la curcuma.
  2. Aggiungete le lenticchie e l'acqua. Portate ad ebollizione, abbassate la fiamma e lasciate cuocere finché le lenticchie si disfano e sono morbide (25/30 minuti circa). Rimuovete il peperoncino e passate la zuppa.
  3. Per servire
  4. Scaldate l' olio in una padella su fuoco medio e aggiungete i grani di senape e il cumino, e cuocete per 30 secondi (non preoccupatevi se comincia a scoppiettare è normale).
  5. Aggiungete le spezie alla zuppa e mescolate.
  6. Unite il succo del limone, il prezzemolo e servite.
Notes
  1. È tutto naturalmente gluten free
Adapted from Pane dolce al cioccolato
Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/
Zuppa lenticchie indiana 1774 b

 

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Gluten Free Travel and Living il 100% Gluten Free (Fri)Day 

ilove-gffd

Gelato alla nutella con due ingredienti

gelato cioccolato e banana 2131 b
La gelatiera, questo oscuro oggetto del desiderio ancora da possedere, rimane ancora una chimera lontana.Il dolce doppio si ostina a sostenere che non ne abbia bisogno. D’altro canto ho una serie, quasi infinita, di elettrodomestici che occupano, in bella vista, diversi spazi della mia non grande cucina, e che, finora hanno fatto funzione di.Certo non è la stessa cosa. Quindi una bella gelatiera me la meriterei proprio!Per adesso, mi faccio furba e invece di fare un vero e proprio gelato, ne faccio uno con soli due ingredienti e senza gelatiera, tiè!gelato cioccolato e banana 2134 b
 
E con questa ricetta vi ricordo che è iniziata la nuova raccolta di Cioccolato e … che questo mese è ospitata da Sonia di Briciole di Bontà, e che vede coinvolti 11 blog  Il micio sazio, Coinquilini in cucinaContemporaneo food Pan di Zenzero, In the mood for piesSon nata PaperogaPane dolce al cioccolatoPhoto and foodLa stufa economicaed io.
 
ciocco e banane
Gelato nutella e banana
Serves 1
Un gelato velocissimo con soli due ingredienti
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Ingredients
  1. 1 banana
  2. 2 cucchiai di crema alla nocciola e cacao
Instructions
  1. Tagliate la banana a rondelle e mettete sulla carta forno su un solo strato.
  2. Mettete in freezer per almeno 2 ore.
  3. Una volta tirate fuori dal freezer mettete le rondelle ancora gelate nel frullatore, aggiungete la crema di nocciole e cacao e frullate tutto alla massima potenza per 2 minuti.
  4. That's all!
Notes
  1. Potete usare anche il frullatore ad immersione, però dovete aspettare una decina di minuti, prima di cominciare a frullare.
  2. Se volete, dopo aver fatto il gelato, potete anche rimetterlo in freezer.
Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/
gelato cioccolato e banana 2137 b 
 
 Vi ricordo le semplici regole:
 
  • Iscrivetevi al gruppo #Cioccolato e.. su facebook
  • Inserite il link della vostra ricetta da Briciole di Bontà a questo post,  entro il 27 aprile
  • Inserite nel vostro post e nella sidebar la locandina di Cioccolato e Banane
  • Potete partecipare con ricette inedite ma è possibile partecipare ad altre raccolte/contest

Vi aspettiamo!

Vi auguro un Buonissima Pasqua!

 

Colomba pasquale con sorpresa

Ebbene sì, è entrata di diritto nelle nuove parolacce.

Non che non conoscessi la parola, ma fino ad ieri non avevo la consapevolezza del fatto che fosse un’offesa. 

Cioè, nell’aria lo sentivo, lo intuivo, ma non coglievo.

Ormai invece è ufficiale, pare che la parola foodblogger sia la nuova provocazione.

Foodblogger autorevole e blasonati (ahiloro, non so come appellalarli diversamente visto che un blog hanno e di cibo si parla) ne prendono le distanze, ribadendo a gran voce che, loro, non sono foodblogger.

Che sono, non saprei. Cioè, mica lo spiegano che si sentono…

E perché poi la sentono come un’offesa questa cosa???

È vero che alcune food blogger hanno dei blog brutti (diciamolo chiaramente, il blog brutto, sebbene possa essere pieno di bei contenuti, rimane un brutto blog), ma spesso e volentieri questi brutti blog, sono pure privi di contenuti, che siano culinari o meno, e quindi ancora più brutti. Spesso sono anche pieni di pubblicità, e lungi da me dal demonizzare chi ce l’ha (che, si sa, è l’anima del commercio), ma hanno anche brutta pubblicità, invasiva, prepotente e asfissiante, così importuna da offuscare, se ce ne fossero, anche i buoni contenuti.

Insomma, alcune foodblogger finiscono per svendersi per un dado o un insaporitore.

Ma è pure vero che ci sono blog bellissimi. Ottime fotografie, contenuti autorevoli, pubblicità (qualora ci sia) discreta.

E allora io mi domando ancora, perché alcune prendono le distanze dalle foodblogger tout court? 

Forse una buona blogger innalza tutta la categoria e una cattiva l’abbassa in toto?

Può un cattivo medico, o 10 o 100 determinare la detrazione di tutta la categoria?

colomba pasquale sg 2023 b

Io mi sento una food blogger. Perché ho un blog di cucina, tutto qui. Così come mi sento tante altre cose, nell’ordine: moglie, mamma, amica, insegnante, foodwriter (vabbè mi sto allargando un po’ troppo forse 😉 ) ed essere anche “food blogger” (oltre che Forno Star) non aggiunge o non diminuisce il mio essere.

Piuttosto, devo a questo se ho conosciuto tante belle persone, se ho avuto tante altre opportunità, se i miei orizzonti culinari, tecnologici, fotografici, etc. si sono allargati.

E la ricetta di oggi ne è la conferma.

No, non l’ho fatta io.

L’ha fatta una amica speciale.

Lei è una pasticcera bravissima, e il suo blog lo dimostra, e mi dimostra il suo affetto in tante maniere. Non ultima, questa colomba speciale!

Grazie amica mia

Un ulteriore ringraziamento glielo devo perché, non sentendosi ancora pronta per fare un lievitato, ha riadattato una mia ricetta, questa qui, e l’ha insaporita come una colomba, oltre a darle anche la forma tipica.

Il risultato è eccezionale! Ora, non dico questo perché la ricetta (in fondo) è mia, ma perché è davvero di una bontà unica e glielo abbiamo detto tutti in famiglia, ancor prima di sapere che fosse presa da una mia ricetta…

Insomma, sorpresa e lusingata in colpo solo, what else?

Colomba pasquale speciale
Serves 2
Un dolce, una torta forse, non un lievitato, ma così buono e dal sapore della colomba, da non far rimpiangere il lievitato vero!
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Ingredients
  1. 160 gr di farina di riso sottilissima tipo amido
  2. 60 gr di fecola
  3. 30 gr di farina di tapioca
  4. 1/2 cucchiaino da tè di sale
  5. 110 gr burro non salato a temperatura ambiente
  6. 300 gr di zucchero
  7. 3 uova medie (io uso quelle bio codice 0, ma non è rilevante ai fini della celiachia)
  8. 1 e 1/2 cucchiaino da caffè di estratto vaniglia bourbon (o i semi di una bacca, ma non usate la vanillina)
  9. 240 ml di buttermilk (ma se non lo trovate, fate inacidire per 20 minuti la stessa quantità di latte con un cucchiaio di limone)
  10. 1 cucchiaino da tè di lievito
  11. la scorza di 1 mandarino e di 1 arancia
  12. 3 cucchiai di canditi
Per la glassa
  1. zucchero a velo
  2. limone
Instructions
  1. Pre-riscaldate il forno a 175°C.
  2. In un recipiente mescolate le farine, il sale.
  3. In un altro recipiente, sbattete il burro per 2-3 minuti, finché sarà soffice e poi aggiungete lo zucchero e sbattete per altri 3 minuti.
  4. Aggiungete le uova, una alla volta, sbattendo 30 secondi dopo ogni aggiunta.
  5. Versate il buttermilk, poco per volta, al composto di burro, alternando le polveri al buttermilk. Possibilmente iniziate e finite con la farina.
  6. Aggiungete anche la vaniglia e mescolate.
  7. Aggiungete il lievito e mescolate bene.
  8. Versate il composto in due stampi per colombe. Fate cuocere per 40/45 minuti, o finché non vedete che sono cotte (con il trucchetto dello stuzzicadenti!)
Notes
  1. Con questa dose si fanno due colombe.
Adapted from Stefania Oliveri
Adapted from Stefania Oliveri
Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/
 colomba pasquale sg 2018 b

 

E con questa meravigliosa ricetta, partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day

ilove-gffd

 

E buona pasqua a tutti!