Pizza senza glutine

pizza senza glitine

(Pizza senza glutine con lievito madre)

E così, stamattina, di buonora sono andata in TV.

Stavolta gli studi a Palermo, quindi niente viaggio, niente albergo, niente autista e nemmeno truccatrice.

È stata una bella chiacchierata sulla celiachia, sul cibo senza glutine, ma anche su veganesimo e vegetarianesimo, visto che c’era anche un ospite vegano. Temi che mi stanno comunque a cuore e che mi premuro sempre di segnalare quando preparo una ricetta, come direbbero le mie amiche mancine, inclusiva.

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Cantucci senza glutine e vado di nuovo in TV

I cantucci li ho assaggiati per la prima volta secoli fa, un po’ di tempo fa, quando ancora non ero celiaca e a Palermo aveva appena aperto un ristorante toscano.

Adesso non ricordo (e non perché sia passato tanto tempo, malpensanti) quello che mangiai, ma mi ricordo che mi piacque tutto! I cantucci, però, sono stati indimenticabili.

Non so se il ricordo sia legato al fatto che ho sempre amato i dolci, o perché fu la prima volta che bevvi anche il vin santo che mi piacque all’inverosimile, dove inzuppammo i cantucci, ma è l’unica cosa che riesco a ricordare.

La celiachia mi ha privato, nel tempo, di tanti piccoli piaceri, quanto meno fuori casa, e fino ad ora. Ma a casa riesco a riprodurre quasi tutto… La speranza è che anche fuori casa, un giorno, si possa assaggiare tutto come quando non ero diversamente onnivora…

Quello che invece so è che ormai si parla sempre di più di celiachia. E per questo che, domani mattina, sarò ospite (ancora una volta 😀 ) in TV… Sì, stavolta sarò su TRM, canale 13 del digitale terrestre alle 7,30 del mattino e la trasmissione si chiama TRM MATTINO.

Ci vediamo domani in video!

cantucci gf Cardamomo & co 16-9

Cantucci Gluten Free

220 g farina Nutrifree per dolci

30 g farina di grano saraceno bianca Nutrifree

150 g zucchero

 

La ricetta continua su iFood dove trovate anche tante altre mie preparazioni e non solo…

 
cantucci gf Cardamomo & co 16-9

Come partecipare ad un blog tour in Sicilia Occidentale e uscirne vivi

Diciamolo chiaramente, partecipare ad un blog tour è l’inferno.

E ci sono almeno 3 cose che vi segneranno in maniera indelebile:

  1. tornerete più grassi;
  2. avrete la sindrome da ritorno post vacanza lavoro;
  3. per almeno i primi 5 giorni, non riuscirete più a mangiare ciò che cucinate a casa…

Siete disposti a subire tutto questo?

Perché arrivare in una meta sconosciuta (a volte), alloggiare  in un albergo 4 stelle, alzarsi la mattina presto e stare fuori tutto il giorno in giro, a vedere posti incantevoli, conoscere gente simpatica, produttori interessanti, partecipare a corsi di cucina con grandi chef, è davvero troppo per essere sopportato.

E poi tutto quel cibo, difficile da allontanare dalla bocca? Difficile da rinunciare?

Ecco, questo è esattamente quello che dovete aspettarvi se partecipate ad un blogtour.

Come quello che ho fatto io a nella Sicilia Occidentale e in particolare modo nel trapanese.

Le foto, è vero, aiutano a capire lo strazio che abbiamo subito, ma non in maniera approfondita come viverlo. Ma qualcuno doveva pur sacrificarsi…

Sole caldo, mare limpido, cielo azzurro, gente socievole, cibo sublime, persone speciali e tante risate…

Ecco a cosa ci ha sottoposto il Distretto turistico della Sicilia Occidentale.

Così insieme a Daniela, Oriana e Silvia (rigorosamente in ordine ùalfabetico) e poi agli operatori del settore, miei compagni di viaggio, tour operator abbiamo vissuto questa esperienza per 4 giorni.

Gruppo Sicilia Occidentale a Segesta

E si conferma l’opinione che avevo: la Sicilia è un posto bellissimo, ma non diciamolo troppo forte che poi vogliono venire tutti!

In ogni caso, visto che i nostri sacrifici erano troppi, il tempo ha deciso di metterci la sua, e di essere inclemente, facendo cambiare programma al tour.

Vedere Erice in una giornata buia e tempestosa (va bene è un’iperbole, ma sicuramente non era la giornata migliore per godere del panorama e del borgo), in ogni caso non le toglie il suo fascino (solo che dovete accontentarvi della mia parola o andare e sperare di trovare lo stesso tempaccio, perché le foto sono venute un po’ annebbiate…)

Sicilia Erice 5858

Erice con la nebbia

L’incontro poi con Maria Grammatico, istituzione mondiale (e a ben ragione), l’assaggiare le sue creazioni, che sono opere d’arti, per la vista e il palato, e un corso di cucina con lei per la preparazione di alcuni dolci come le Minne delle Monache, i cannoli e i Belli e Brutti, hanno comunque rischiarato e riscaldato la giornata.

Maria Grammatico e i suoi dolci

Sicilia attrezzi per fare i cannoli 5877

Lei è una donna meravigliosa, moderna, una donna che ha fatto di una privazione, un punto di forza. Trovate tutto raccontato nel suo libro Mandorle amare, che ci fa rivivere la sua storia, di come da una sfortuna è riuscita a creare un impero, anche se sentirlo raccontare dalla sua viva voce, con quel suo fare pratico, ma anche ruffiano, non ha uguali.

Dolci di mandorle di Maria Grammatico

Questi alcuni dolcetti senza glutine.

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Nel pomeriggio dovevamo andare alla Riserva dello Zingaro, ma il mal tempo ce l’ha impedito. Sicuramente una perdita, compensato ampiamente da un luogo magico come le grotte di Custonaci. A dicembre organizzano il presepe vivente, con oltre 100 figuranti, e immagino l’atmosfera che si respiri, perché già così è uno spettacolo da vedere. Le stanze, nelle grotta Mangiapane (così chiamata perché una famiglia di pastori, i Mangiapane, appunto, vi si stabilì, fino agli anni 50), riadattate facendo rivivere gli antichi mestieri, recuperando oggetti dal passato e il racconto della guida che ti fa vivere la Sicilia della fine dell’Ottocento è un’esperienza che non si deve perdere. Ma non è l’unica grotta, ce ne sono diverse, alcune rinvenute anche per caso, perfettamente conservate e dove sono stati ritrovati reperti addirittura del paleolitico.

Custonaci Sicilia

Custonaci TP

custonaci TP 2

Custonaci TP 1

Il sindaco di Custonaci ci ha accolti all’Hotel Ristorante Il Cortile, dove, come se non bastasse il pranzo luculliano dalla signora Grammatico, ci hanno offerto cassatelle e sfince, cioè dei dolci tipici della zona, che ovviamente sono fritti e con la ricotta. Potete anche soggiornare lì e siete a due passi da San Vito.

Cassatelle e Sfince

La sera l’abbiamo passata a San Vito, che non ha certo bisogno di presentazioni e abbiamo mangiato alla Casa del Cous Cous, dove fra l’altro, ho potuto gustare il cous cous senza glutine, che lo chef Enzo Battaglia, ha preparato apposta per me.

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L’indomani mattina siamo partiti di buon ora, perché il programma era ben nutrito. Prima tappa la meravigliosa Segesta, dove si respira la storia attraverso il suo teatro e il tempio, costruito sulla cima del monte da cui si gode di un panorama mozzafiato a perdita d’occhio.

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Grazie a Dio il tempo si è rimesso, per cui la visita a Castellammare del Golfo era d’obbligo. Una cittadina sul mare che si abbarbica sulla montagna, con il suo castello proprio bagnato dall’acqua.

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Sicilia Castellammare 5933

 

Sicilia Castellammare 5930
Castellammare – Trapani

Le foto, credo, nonostante io non sia brava, parlino da sole.

Il nostro viaggio è proseguito per Scopello, altra tappa d’obbligo, dove il mare è ancora più azzurro e limpido, se possibile, con i suoi faraglioni che spuntano dal mare imponenti.

Scopello

Qui potete gustarvi un pranzo davvero luculliano all’agriturismo Tenute La Plaia. La padrona di casa, Cinzia Plaia, ci ha fatto visitare la sua elegante struttura , che mette a disposizione anche 10 stanze, una piscina, e una vista mozzafiato.

Sicilia Scopello 5961
Agriturismo La Plaia – Scopello

All’agriturismo sono attentissimi anche alle esigenze dei celiaci e lo chef, Liborio Giorlando, ha riprodotto tutto anche in versione gluten free e così ho potuto assaggiare tutte le prelibatezze che ci aveva preparato. E vi assicuro che tutti i chilometri da fare per arrivare fin lì, ne valgono davvero la pena!

Antipasto senza glutine Tenute Plaia
Antipasto senza glutine Tenute La Plaia 

E ora ditemi che questo antipasto non è bellissimo anche solo da vedere! 

Dopo pranzo ci siamo diretti a Marsala, altra perla della Sicilia Occidentale. Bella, elegante, si affaccia sul mare e ha fra le più belle tenute vinicole. Qui si trova la famosa tenuta Florio, che non è la prima volta che visito, ma dalla quale rimango sempre affascinata, non solo per la prelibatezza dei suoi vini, ma anche per la storia di questa famiglia che ha lasciato tanto a questa parte dell’isola nei primi del ’900 (seguite la lettura e vedrete che li rincontrerete).

Degustazione Florio
Degustazione alla Cantina Florio – Marsala
Cantine Florio
Cantine Florio

E dopo una visita che si deve assolutamente fare se passate da Marsala, un giro in città è assolutamente da non perdere.

Marsala
Marsala – Sicilia

La sera, abbiamo mangiato da uno degli chef più promettenti nonostante la sua giovane età, Emanuele Russo, di Le Lumie. Il menù tutto gluten free e, meraviglie delle meraviglie, anche il dolce, senza glutine per tutti! Piatti all’apparenza semplici, il cui studio e la ricercatezza, esplodono invece nel palato.

Le Lumie Marsala
Le Lumie – Marsala

Anche di lui ne avevo già parlato qui.
L’indomani, il tempo ormai diventato splendido e pienamente primaverile ci ha permesso di godere al massimo della gita a Favignana.
Favignana è una delle tre isole delle Egadi, la più grande, la più conosciuta e la più abitata. Il mare è splendido in qualsiasi stagione ci andiate e piena di vita. Ma la bellezza di Favignana non risiede solo in questo. Se approdate in questa splendida isola, dovete, e ripeto DOVETE, visitare la tonnara Florio. Il fascino della tonnara rimane intatto, grazie anche ai racconti e ai canti (le “scialome” dei tonnaroti) del custode Giuseppe Giangrasso che ne rimane la memoria storica, visto che dal 1962 vive e lavora lì. 

Favignana Custode
Il custode della tonnara Florio, il signor Giangrasso

Una scialoma

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La tonnara era anche uno stabilimento dove si lavorava il tonno. Era una delle più grandi tonnare del Mediterraneo e anche all’avanguardia, basta solo sapere che c’era il nido per i bambini. Veniva, infatti vissuta come una vera e propria città, dove però uomini e donne lavoravano separati. Rimangono ancora le imbarcazioni, i forni, le scatole dove veniva conservato il tonno e il busto, all’ingresso, dell’inventore della scatoletta con l’apertura a chiavetta, Giuseppe Caruso.

Favignana Tonnara

Favignana Tonnara FLorio

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Ma la cosa ancora più stupefacente è l’Antiqurium, dove sono conservati reperti delle guerre puniche, che grazie ad un servizio del Comune, può essere visitato e una guida volontaria ti racconta e ti fa rivivere il passato.

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A Favignana abbiamo mangiato in piazza alla Trattoria Due Colonne, che, se avvisati in tempo, possono servire anche un primo senza glutine. In ogni caso, la trattoria serve prevalentemente pesce, quindi qualcosa si trova comunque.

Non mancate poi di prendere un caffè al pistacchio (qualora le calorie non fossero sufficienti) al bar del porto, prima di tornare sulla terraferma, al Bar du marinaru.

caffè al pistacchio di Favignana

Ma Trapani non è solo mare e buona cucina, è anche cultura e tradizione.

E così, al rientro, visto che eravamo in settimana santa, abbiamo assistito ai “Misteri“, che altro non sono che la rappresentazione delle 16 tappe della via Crucis di Gesù. 16 statue con 16 “sponsor”  (diremmo oggi) degli artigiani della città, e 16 bande musicali che accompagnano i carri creando una suggestiva cornice al tutto. La più importante processione di tutta la Sicilia, che si consuma in 24 ore…

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E ancora è arte, grazie alla maestria degli orafi Giusi Damiano e Alfonso Graffeo (coralli e preziosi di Graffeo & Damiano), che oltre a creare dei gioielli in corallo di rara bellezza, insegnano quest’arte antica e cercano di tramandarla con pazienza, dedizione e passione, nel loro laboratorio/bottega. Il corallo di Trapani infatti vanta una tradizione che risale al XVI secolo e i due orafi cercano di conservarne la tradizione, innovandone i temi.

 
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Infine, ma non ultimo, è cibo. Ma non solo da mangiare, ma anche da preparare. Così, alla Scuola di Cucina Nuora, con lo chef Francesco Pinello, abbiamo imparato a fare le busiate (il tipico formato di pasta trapanese, una sorta di maccheroncino attorcigliato) che, anticamente si faceva con il  buso, cioè lo stelo della pianta dell’ampelodesmo e che tradizionalmente è senza uovo.

Scuola di cucina Nuara Trapani

Inutile dirvi che anche io ho mangiato le busiate, senza glutine, condite con pesto alla trapanese e le chiacchiere con lo chef mi hanno confermato la sua sensibilità e disponibilità al problema.

Buscate senza glutine co pesto alla trapanese

E ora vi chiedo, dove volete passare le vostre prossime vacanze? 

Qui non c’è solo mare pulito e cristallino, sole caldo, spiagge bianche e tanto cibo eccellente, qui si trova anche la storia, la tradizione, l’arte, che rendendo perfetto una vacanza anche di relax estiva. 

I Wish U Heaven

I Wish U Heaven

When Doves Cry

Sometimes It Snows in April

If I was your girlfriend… 

Kiss

Un pezzo della mia vita se n’è andato.

E non pensavo che potesse succedere così presto.

Conosco tutte le sue canzoni a memoria e riesco a ricordarle tutte ancora oggi (come i vecchi…).

Riesco a riconoscere le sue canzoni già alle prime note.

L’ho amato, come solo un’adolescente può amare il suo idolo.

Ho ascoltato le sue canzoni e le ho cantate a squarciagola in ogni momento della mia vita.

L’ho fatto ascoltare ai miei nipoti prima (irretendoli con Batman) e ai miei figli dopo.

E l’ho fatto ascoltare ai miei alunni per insegnar loro l’inglese…

E l’ho fatto quasi amare anche a mia mamma, che non capiva perché avessi i poster di questo “nivuro lario” appesi nella mia camera da ragazzina (e sono ancora lì…)

E soprattutto ho ballato sempre. Mentre studiavo (ti ricordi, Mauro?) e perfino quando ad Amsterdam, mi sono addormentata in discoteca (dopo 3 mesi di dormire solo 3 ore per notte…), e sentendo le sue note mi sono svegliata e sono tornata a ballare…

E ho rinunciato alla mia tesi di laurea in Semiotica, perché il professore non mi concesse di farla su di lui. Voleva che la facessi su Madonna e io non mi piegai…

Mi ha rapito il cuore con When dove cry. L’ho amato perché fuori dagli schemi. E perché era piccolo e portava i tacchi e perché, sebbene tutti dicessero fosse brutto, io lo trovavo mozzafiato.

Continuerò a cantare e a ballare le sue canzoni, perché gli artisti sopravvivono alla loro caducità.

Ma se ne va un pezzo della mia vita e non pensavo potesse succedere così presto.

Da oggi sarà tutto più viola…

I Wish U Heaven…

pasta teff con ricotta e noci 5789

Mi è difficile parlare di ricette oggi, ma lo farò lo stesso.

E ho scelto questa pasta perché la pasta di Teff è la risposta alla pasta con il glutine. È perfino più buona.

E quando l’ho mangiata ho pensato alla stessa canzone che oggi dedico al grande Prince. Perché il paradiso si può sperimentare in tanti modi diversi, e questo è un altro…

Pasta teff con ricotta e noci
Serves 5
Una nuova pasta, fatta con il Teff, più buona che mai, condita con noci e ricotta
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Prep Time
10 min
Cook Time
15 min
Prep Time
10 min
Cook Time
15 min
Ingredients
  1. 500 g di pasta di Teff
  2. 300 g ricotta
  3. 40 g noci
  4. 2 carote
  5. 125 g di pancetta affumicata
  6. 1 scalogno
  7. olio evo
  8. sale
Instructions
  1. Sbucciate e tritate lo scalogno e fate soffriggere in un wok, insieme alle carote sbucciate e tritate. Fatele saltare brevemente.
  2. Fate dorare la pancetta.
  3. Mettete a bollire una pentola capiente di acqua salata e cuocete la pasta.
  4. Nel frattempo in una terrina mettete la ricotta e ammorbiditela con l'acqua della pasta.
  5. Scolate la pasta e condite con la ricotta, la pancetta, le carote e servite con le noci tritate.
Notes
  1. Il teff è un cerale antico, molto saporito e che fa tanto bene. Io lo uso spesso in tutte le mie preparazioni, qui potete trovare alcune ricette.
Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/
pasta teff con ricotta e noci 5790

E con questa partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day

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La FornoStar di nuovo in TV!

Gluten Free per tutti i gusti

No, non c’ho preso gusto.

O, forse, sì.

Ma che ci posso fare se mi invitano in TV per cucinare?

Be’, diventerò la nuova Antonella Clerici, Benedetta Parodi o Chiara Maci? 

Chi lo sa?

Ai posteri l’ardua sentenza!

Quindi, se volete rivedermi in video, sintonizzatevi domenica 17 alle 14,30 sul canale 15 del digitale terrestre, preparerò alcuni piatti presenti nel mio nuovo libro Gluten free per tutti i gusti!

Gluten Free per tutti i gusti
Gluten Free per tutti i gusti

Ravioli senza glutine di pesce per #NOTRIVSEAFOOD

ravioli di pesce senza glutine

Lo so, se su questo blog trovate la parola pesce, pensate ad una ricetta.

E la ricetta la trovate anche.

Precisamente un primo.

E ancora più precisamente dei ravioli ripieni di pesce. E, ovviamente, senza glutine.

Ma, stavolta, la ricetta è più un pretesto.

Il vero motivo per cui ho fato questa ricetta è perché il 17 aprile siamo chiamati ad esprimere un parere alle urne. Il referendum è abrogativo e recita così: 

“Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”? 

Ciò significa che se volete abrogare dove rispondere SÍ, se invece volete che rimanga tutto come è, allora dovete rispondere NO.

Decidete liberamente, ma andate a votare!

Io voterò SÍ, perché preferisco che non si danneggi il mare oltre modo.

Per questo motivo partecipo all’evento “Il mare lo cucino, non lo trivello” in collaborazione con le mie amiche

Elisa di Sapori di Elisa, la cui ricetta la trovate  QUI

Rosaria di Sosi Dolce & Salato, la cui ricetta la trovate QUI

Rosa di Cooking in Rosa, la cui ricetta la trovate QUI 

Teresa  di Scatti golosi, QUI

Valentina di An Experimental Cook, QUI

e Maria di Comm è amaro stu ppane  QUI e QUI

Partecipate anche voi al nostro evento #NOtrivSEAfood perchè #ilMareLoCucinoNonLoTrivello, ma soprattutto ANDATE A VOTARE!

ravioli di pesce senza glutine

In ogni caso questa è una ricetta pensata a ungo.

Ho cercato di riprodurre gli involtini di pesce alla messinese e trasformarli in un primo. A noi sono piaciuti tantissimo, perfino al pargolo n. 3, il cui piatto preferito, ancora a 14 anni, è la pasta in bianco. 

RAVIOLI SENZA GLUTINE DI PESCE
Serves 5
Un primo di pesce con pasta fresca senza glutine, tutto siciliano
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Ingredients
  1. 200 g di farina Nutrifree per pasta
  2. 2 uova bio
  3. 2 cucchiai di olio evo
  4. 2 cucchiai di acqua naturale
  5. 1 pizzico di sale
  6. per il ripieno
  7. 1 sgombro cotto al forno
  8. 10 g di uvetta nera e piccola
  9. 20 g di pinoli
  10. sale
  11. per il condimento
  12. 1 scalogno
  13. una scatola di pomodoro pelato
  14. 40 g di olive nere
  15. 15 g di capperi sotto sale
  16. 5 foglie di basilico
  17. Per condire
  18. 50 g di pangrattato
  19. 2 cucchiai di olio
  20. un pizzico di sale
Instructions
  1. Preparate la pasta
  2. In una ciotola mettete la farina, fate un buco al centro e mettete le uova, l'olio, l'acqua e il sale e con una forchetta cominciate ad incorporare la farina ai liquidi.
  3. Quindi stendete un po' di farina su una spianatoia e continuate ad impastare a mano.
  4. Conservate in un sacchetto per alimenti e fate riposare.
  5. Nel frattempo spinate il pesce (meglio con le mani, così da scoprire eventuali spine, nascoste), mettete a mollo l'uvetta, in acqua calda per una decina di minuti e poi sciacquate abbondantemente e fate saltare i pinoli in una padella.
  6. Unite il tutto.
  7. Stendete la pasta con la macchinetta adatta fino ad arrivare alla tacca n. 3.
  8. Sulle strisce di pasta mettete dei mucchetti di farcia, quindi coprite con un'altra striscia di pasta. Con le mani premete intorno alla farcia, aiutandovi anche un po' d'acqua, da passare all'interno della pasta per fare attaccare i due lembi.
  9. Con una rondella tagliate in quadrati.
  10. Adagiate su un vassaio spolverizzato di farina.
  11. Mettete l'acqua a bollire e salatela.
  12. Nel frattempo preparate il condimento.
  13. Sbucciate lo scalogno e tritatelo.
  14. In una larga padella mettete dell'olio e fate riscaldare, quindi soffriggete brevemente e a fuoco basso, e aggiungete il pomodoro pelato e mezzo bicchiere d'acqua e fate cuocere.
  15. Nel frattempo sciacquate molto bene i capperi e denocciolate le olive.
  16. Aggiungete entrambi 5 minuti prima di spegnere il fuoco.
  17. Controllate di sale e condite con le foglie del basilico.
  18. In un padellino mettete 2 cucchiai di olio e il pangrattato e un pizzico di sale. Mescolate e fate tostare.
  19. Fate cuocere quindi i ravioli per 3 minuti e scolateli direttamente nella padella con il condimento e fate saltare.
  20. Servite caldi condendo con il pagrattato tostato.
Notes
  1. Le indicazioni per la pasta sono per questa farina, se usate un'altra farina non sempre le dosi sono uguali.
Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/
ravioli di pesce senza glutine
Ravioli di sgombro senza glutine alla siciliana

 

Esponete questo banner se volete partecipare anche voi.

NOTRIVELLE

 

ravioli di pesce
Ravioli di pesce senza glutine

Spaghetti con pesto di avocado

spaghetti gluten free con pesto di avocado

Eravamo rimasti che ricominciavo a postare.

Ora, sembrerò bugiarda, ma ho ancora difficoltà a raccapezzarmi con la nuova situazione

Quindi, avrei un archivio pieno di foto fatte, che fra poco non saranno più di stagione, ma non riesco a trovarle nemmeno nell’hard disk esterno.

Però, ho provato una pasta che è diventato un must a casa Cardamomo & co., una di quelle che ha fatto storcere il naso ai pargoli, quando ho detto loro cosa stavo cucinando, ma che hanno finito per leccare il piatto (e non è un’iperbole…)

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La Fornostar ricomincia da qui

Se vi siete chiesti che fine abbia fatto, vi dico subito che la fine non è stata volontaria, ma coatta.

Il computer è entrato in una clinica di bellezza, e si è rifatto il lifting, ed è appena tornato a casa, puro e innocente come quando è nato.

Cosa vuol dire? 

Vuol dire che non ho avuto a disposizione quello che ormai è diventato il prolungamento di me stessa e che adesso che è tornato, non c’è più niente…

Quindi tutti i miei dati, quelli accumulati in anni di blog, sono andati smarriti…

Spero che ritrovino la via di casa, intanto io lascio delle mollichine di pane (ovviamente senza glutine) sperando che non vengano ingoiate da uccelli rapaci…

nel frattempo vi dico che hpo capito una cosa.

Il blog mi è mancato e serve a me.

Come una terapia.

Mi sono sentita orfana, mozzata, incompleta…

Be’ da oggi riprendo.

In queste settimane, comunque non sono stata con le mani in mano. E anzi, a dirla tutta, mi sono anche capitate delle belle cose.

Arei voluto aggiornarvi in tempo, quasi, reale, ma lo farò, ahimè in differita.

Così, nei prossimi post vi parlerò del bellissimo tour che ho fatto nella Sicilia Occidentale grazie al Distretto Turistico Sicilia Occidentale, e vi parlerò anche del primo raduno di Gluten Free Travel & Living.

Oggi invece, per chi se lo fosse perso in diretta, vi lascio con il filmato della mia partecipazione su A Conti Fatti su Rai Uno di martedì scorso.

E invece su Facebook, potete trovare la mia ricetta.

FornoStar alla Rai