Crema di caffè ovvero baileys home made… e una piccola sbronza!

Sono astemia? Fino a qualche anno fa sicuramente sì! Il massimo delle mie serate brave consisteva nel trangugiare due lattine di coca-cola, pur riuscendo ad ubriacarmi lo stesso! La birra non mi è mai piaciuta, il vino non lo bevevo, i superalcolici mi facevano ribrezzo. Gli unici sorsi che mi concedevo erano di Baileys e vodka alla frutta ben ghiacciata… fino a quando non ho scoperto di essere celiaca e non ho scoperto che quelle stesse gocce non le potevo più bere. Non sarebbe stata una grave perdita, se non avessi appena cominciato ad apprezzare qualche goccia in più… Qualche anno fa poi ho cominciato a frequentare degli amici intenditori di vino, che mi hanno aperto mondi, fino ad allora sconosciuti e così da allora il mio bel dito (orizzontale, non verticale!) di vino me lo bevo ad ogni cena. Fino ad un mese fa! Un mese fa Gaia mia bella, mi ha fatto scoprire che il whiskey e la vodka, fino a questo momento proibite ai celiaci, sono state sdoganate. Purtroppo solo in versione pura e quindi ancora niente crema di caffè, né vodka alla frutta. Non pensiate che mi sono messe a bere l’impossibile tutto in questo mese, ma pochi giorni prima del natale vedo questo post… Vederlo e farlo è stato un tutt’uno! Se non posso bere quello vero, almeno posso farlo e finalmente riassaggiare! E non vi racconto, però, che assaggiando assaggiando, ma solo per pura ragione professionale (come ogni vera food blogger deve!) e cioè stabilire se il sapore fosse quello giusto, ho preso una sbronza! Ho avuto proprio le mie “madeleines di Proust”!
Le dosi sono quelle di Sabrina, io volevo anche seguire il suo consiglio di farlo tutto col whisky, ma una manina di troppo ha messo la stessa quantità di alcool… cosa mi restava da fare? Quadruplicare la dose!
 
baileys
 

 

Ingredienti:
200 gr. panna fresca
200 gr . di latte intero
200 gr. di zucchero,
60 ml . di whiskey, (in grammi sono 45)
60 ml . di alcool puro (in grammi sono 35)
1/2 stecca di vaniglia (io un cucchiaino di vaniglia bourbon liquida)
1 caffè espresso un po’ lungo

Mescolare lo zucchero, la vaniglia, il latte, la panna e il caffè. Porre sul fuoco basso e lasciar cuocere per 5 minuti dopo il bollore continuando sempre a mescolare bene. Lasciare freddare ed unire gli altri l’alcol e il whiskey, mescolando molto bene. Travasare in una bottiglia da liquore e conservare in frigo (si conserva un mese circa).
A chi piace un gusto più delicato, sciogliere alla fine della cottura un quadretto di cioccolato fondente, altrimenti seguire la ricetta per un gusto di caffè più deciso. Io ovviamente ho sciolto il cioccolato… Ovviamente non ho finito da sola tutto il liquore, due bottigliette o tre le ho anche regalate… ma lo devo rifare perché mi hanno detto che è già finito…
Importantissimo: usate un ottimo whiskey. Io ho usato il Chivas Regal (che però è scozzese), ma come suggerisce Milena, dovrebbe essere irlandese! Grazie Milena per il tuo suggerimento! 🙂
A presto
Stefania Oliveri

Un rosso fuoco per un rosso fuoco!

(In questo post: gelo di melograno e sciroppo di rose essiccate)
Tutti siamo esperti in questione di cibo. Sappiamo ciò che è buono e ciò che è cattivo, sappiamo ciò che ci piace e ciò che non ci piace, sappiamo riconoscere un buon piatto da un cattivo piatto… Ma chi è il vero esperto in questione? Il food blogger? Chissà! Quello che so, per esperienza, è che il food blogger è sicuramente ossessionato dal cibo, lo sogna anche di notte, vuole assaggiare e sperimentare il più possibile, e trae infinito godimento nel preparare ogni piatto nuovo… e tutto questo ce l’ho!
Ma un vero food blogger ha anche un meraviglioso, bellissimo, strepitoso, professionale Kitchen Aid…. e io NON CE L’HO!!! Quindi per esserlo, devo assolutamente possederlo!!!
Piccolo messaggio subliminale per Barbara… 😉
Ecco perché ho passato tutto il mese a pensare e sperimentare ricette in rosso… solo che il colore rosso, rosso brillante come il KA, non mi è riuscito benissimo, in nessuna delle mie sperimentazioni… Così ho scelto, alla fine una ricetta che rossa rossa non è, ma contine solo ingredienti rossi rossi. Fra l’altro Barbara chiedeva anche di fare una ricetta con basso contenuto di grassi, ed io che amo i dolci che ho fatto? Un dolce! Ecco allora un gelo di melograno che fa tanto bene ed è tanto buono, ma con uno sciroppo di rose… Rosso su rosso!

Partiamo dalla sciroppo di rose
Avevo dei petali di rose disidratati e ho deciso di realizzare uno sciroppo… in rete non ci sono ricette a tal riguardo, e quindi ho deciso di sperimentare io prendendo una ricetta con i petali freschi da qui.
Ecco gli ingredienti (io ho dimezzato le dosi per paura che non riuscisse bene)


2 bicchieri di acqua
2 bicchieri di zucchero
1 bicchiere di petali essiccati
il succo di mezzo limone.
Preparate lo sciroppo di zucchero, mettendo in un pentolino l’acqua e lo zucchero e non appena quest’ultimo è ben sciolto unite i petali di rosa e il succo del limone. Abbassate la fiamma e fate bollire per una decina di minuti. Lascia in infusione almeno 8 ore. Vedrete che con la cottura e l’infusione lo sciroppo diventerà di un bel colore rosa e prenderà il profumo dei fiori. In realtà io ho aiutato un pochino la natura e per averlo di un bel colore rosso ho aggiunto la punta di uno stecchino di colorante alimentare rosso, sciolto in due gocce di acqua.
Dopo le otto ore filtrate bene fate bollire nuovamente lo sciroppo. Quando è ben caldo, versatelo nei barattoli, chiudere bene e rigirate i barattoli sul tappo e attendete il raffreddamento come per le marmellate. Così ha un buon livello di conservazione, ma bisogna riporli in un luogo fresco e scuro.
Questo sciroppo può essere usato per vari utilizzi così mi è venuto in mente di utilizzarlo al posto dello zucchero per fare il gelo di melograno. Anche qui ho sperimentato, usando le dosi del gelo di mellone.


Gelo di melograna
Ho usato:
250 gr di succo di melograno
20 gr di maizena
1 cucchiaio di sciroppo di rose
chicchi di melegrana
Stemperate un cucchiaio di succo di melograno con la maizena, questo si fa per evitare che si formino grumi aggiungendo la maizena a tutto il succo. Quindi mescolate tutto il succo con questa pappetta e lo sciroppo di rose e mettete su fuoco basso. Mescolate sempre fino a quando il succo diventa denso. Purtroppo il bel colore rosso rubino si ammattisce e vira sul rosso mattone… Versate in bicchierini (con questa dose ne vengono 8) e appena si raffredddano mettete in frigo. Servite con i chicchi di melograno.
Il sapore è buono e delicato. Si apprezza il melograno e il retrogusto dell’aroma di rosa. Il dolce è abbastanza light e sicuramente fa molto bene! E adesso speriamo che faccia bene anche alla mia cucina!
Suggerimenti senza glutine: la maizena è naturalmente senza glutine e per i geli, è la soluzione migliore perché da la giusta cremosità. Se usate la fecola, il composto diventa più duro, se usate l’amido di grano ha bisogno più tempo per non sentire il gusto della farina cruda, rischiando di far diventare il gelo troppo duro.

Infine questa è una ricetta adatta anche ai vegani, oltre che ai celiaci!
Se volete potete aggiungere un ciuffo di panna montata… ma per restare vegana deve essere di soia!

Con questa ricetta partecipo al contest di Barbara


A presto
Stefania Oliveri

Mio marito è un gran fico: lo smoothie!

Ho scatenato l’inferno… Chiedo venia! Ma non volevo offendere le single, tanto meno quelle di ritorno (che spesso non l’hanno nemmeno voluto, ma subito!) per cui due chiarimenti sono indispensabili:

1. Non odio, disprezzo, commisero le donne sole (cioè quelle senza un compagno, perché sole non lo siamo mai), nè sopra gli anta, nè sotto;

2. Disprezzo invece tutti quegli atteggiamenti e quelle illusioni che portano le donne (sopra e sotto gli anta) a mettere in atto tutti questi comportamenti;

3. mio marito non assomiglia davvero a Richard Gere… ma io lo amo così tanto che lo vedo meglio di lui!

4. Mi ama anche lui, almeno fino ad ora… e spero che anche io, per lui, assomigli a Michelle Pfeifer da giovane!

Detto questo vi lascio con una ricettuzza facile facile, ancora a base di fichi (anche secchi e anche marmellata) e non perché continuano le (st)Renne ufficiali, ma per ricordarvi che per far parte delle (st)Renne senza glutine di novembre e vincere un bel soggiorno a Paceco all’Agriturismo Baglio Costa di Mandorle, avete tempo fino all’8 ottobre. Vi aspetto!!!


Smoothies ai fichi
Ingredienti per due persone:
1 yogurt intero ben freddo
1 cucchiaio di zucchero di canna
2 fichi freddi

Lavare bene i fichi e sbucciare (se non sono biologici, altrimente lasciatela che darà più sapore alla vostra bevanda). Frullate lo zucchero di canna e aggiungete lo yogurt e fichi. Versate in due bicchieri e spoverizzate con poco zucchero di canna.

Suggerimenti: Se lo yogurt è ben freddo, il gusto ne guadagna, altrimenti aggiungete qualche cubetto di ghiaccio. E mi raccomando, polverizzate lo zucchero di canna, perché altrimenti non si scioglierà nel composto.

A presto
Stefania Oliveri

Cannellino … e, ahimé, non per la creme brulèe

Che la cannella non mi piace, lo sapete già… e che ho comprato un chilo (e dicasi chilo) di stecche di cannella, lo sapete pure… Perché mai allora si compra un chilo di stecche di cannella se non ti piace??? Perché è conveniete e perché prima o poi capiterà che la userai… prima o poi… Come smaltire allora i 980 grammi di cannella residua dopo aver fatto il gelo? Ma con un liquore! Così, preparatevi amici, perché oltre al limoncello (grazie ai limoni freschissimo del fratello), adesso sarete sommersi (e pare proprio il caso di dirlo) dal cannellino

La ricetta deriva da qui
Ingredienti:
•40 g. di cannella in stecche
•160 cl d’acqua
•600 g di zucchero
•1 l di alcool a 95°

Mettere le stecche di di cannella (che io ho spezzettato) a macerare con l’alcool a 95° in un recipiente di vetro, richiudibile ermeticamente. Lasciare macerare per dieci giorni (non preoccupatevi se lo dimenticate). Dopo i dieci giorni, preparare uno sciroppo mettendo in una pentola l’acqua e lo zucchero e farlo sciogliere a fiamma bassa, rimescolando continuamente finché lo zucchero non si sarà totalmente sciolto nell’acqua. Filtrare nel frattempo l’alcool con le stecche di cannella almeno un paio di volte. Quando lo sciroppo sarà completamente raffreddato potrà essere aggiunto all’alcool. Quindi travasare in bottiglie ben lavate e asciutte. Lasciar riposare il liquore così ottenuto per una settimana prima di berlo.

Il liquore che vedete invece sullo sfondo è stato fatto delle amorevoli mani della mia dolcissima amica Patrizia. Per la ricetta andate a vedere qui! Grazie tesoro!

A presto

Stefania Oliveri

Finalmente a casa e finalmente le ricette

Siamo tornati a casa e il cucciolo sta meglio, già per il solo fatto di essere a casa. Ci siamo portati dietro una ingessatura alta fino alla coscia e tre fili di trazione che presto dovranno essere rimossi, ma per il resto speriamo che tutto il dolore e le sofferenze del cucciolo siano rimaste in ospedale… Anche se, ad onor del vero, l’esperienza è stata meno brutta di quanto immaginassi. Per questo devo ringraziare la Casa del Sole, tutto il personale, i medici e gli infermieri che sono stati deliziosi con noi (ma il fatto più bello è che lo sono con tutti!), sempre disponibili e pronti, mai impazienti, ma sempre comprensivi. Voglio ringraziare anche le maestre che sono venute ogni giorno per non far perdere tempo prezioso al mio cucciolo (ok, lui non vorrebbe ringraziarle… quindi questo è solo da parte mia!), voglio ringraziare tutte le volontarie che ogni pomeriggio venivano a far giocare i bimbi dell’ospedale, rendendoli meno tristi, voglio ringraziare tutti gli amici e i parenti per l’affetto di cui ci hanno circondato e voglio ringraziare voi, che mi siete venute a trovare virtualmente, ma che mi avete fatto sentire il vostro affetto realmente!!!
Adesso si ricomincia come prima… o quasi.
Quindi bando alle ciance e come promesso ecco le ricette dei liquori di mercoledì!

Verdello
10 limoni verdelli bio
1 litro di alcol a 95°
1 litro di acqua
750 gr di zucchero
Pelare i limoni, stando attenti a prelevare solo la parte verde, e mettere le buccie a bagno nell’alcol in un contenitore a chiusura ermetica per una quindicina di giorni e, preferibilmente, lasciar riposare al buio. Trascorso questo periodo, mettere su fuoco l’acqua e farvi sciogliere lo zucchero. Quindi lasciare raffreddare. A questo punto scolare l’alcol e aggiungere allo sciroppo. Quindi travasare in bottiglia e tappare solo quando è tutto ben freddo. Conservare in freezer.

Liquore alla rosa

Come vi dicevo questo liquore nasce dalla fantasia di Susanna (la mia dolce amica), la quale ha sperimentato in prima persona e poi mi ha ben rifornita! Grazie ancora Susi!

Siccome trattavasi di un esperimento, lei ha dimezzato le dosi… ma si possono ben ripristinare perché le è venuto fantastico!

1/2 litro di alcol a 95°

1/2 litro di acqua
375 gr di zucchero
un tazza da tè di petali essicati di rosa per uso alimentare (per questi, posso dirvi che io li ho comprati a Vienna… devo dire che non è male arrivae fin là per comprarli, ma fate vobis!)

Il precedimento è identico al verdello:

Mettere i petali di rosa a bagno nell’alcol per 15 giorni. Trascorso questo tempo i petali da essiccati saranno reidratati, ma non so come si potrebbero utilizzare, quindi se qualcuno ha qualche idea me lo faccia sapere. Quindi preparare lo scroppo di acqua e zucchero, versare l’lacol senza i petali e filtrare per eliminare eventuali residui. Conservare in freezer!

Ancora mille grazie a Susanna per questi fantastici liquori.
Infine, ma non per per ultima, vorrei ringraziare Sonia che mi ha pensata, regalandomi un bellissimo premio

A presto

Stefania e cucciolo

Tutto è bene ciò che finisce bene

Oggi la strenna sarà solo visiva, perché purtroppo non ho il tempo di scriverne le ricette, in quanto il pargolo n. 3 ha avuto un incidente con la moto del suo papà e adesso è ricoverato in ospedale in attesa della guarigione. Il cucciolo, purtroppo si è fratturato tibia e perone, ma adesso glielo hanno messo in trazione e quindi “va meglio”. Sicuramente fra qualche giorno potrà tornare a casa, con un gesso che gli prenderà tutta la gamba e questo è quanto. Dei ringraziamenti comunque sono d’obbligo:
1. il primo, in assoluto, va a Dio che li ha guardati impedendo cose peggiori;

2. il secondo va alle mie care, carissime (st)renne, che mi hanno incoraggiata, supportata e mi hanno fatto sentire tutto il loro grandissimo affetto in questo momento;

3. e infine, ma non ultimo, a Susanna una carissima e dolcissima amica, perché senza di lei non ci sarebbero nemmeno questo foto. Grazie Susi per i tuoi regali preziosi.


A prestoStefania Oliveri

Per dimenticare una brutta storia di figli… aspra come il limone!

Il mio pargolo n.1 è andato in vacanza con un suo amico e la famiglia di lui. Io, mamma sicula, trepidante gli raccomando di comportarsi bene e di chiamare spesso, e subito qualora si trovasse male. Il primo giorno, chiamo io per sapere se è tutto a posto. “Tutto ok”, la risposta. L’indomani aspetto fin verso le 11 per chiamarlo, supponendo che abbiano fatto tardi la sera prima. Mi aspetto qualche messaggino al suo risveglio che mi dia l’OK per chiamarlo, visto che “li ha gratis” o meglio glieli abbiamo pagati noi! Niente. Così alle 11.30 non ce la faccio più e lo richiamo io. Mi aspetto una voce assonata e invece è pimpantissimo. “Come va?” domanda di rito “vi siete alzati tardi?” “No, mamma, siamo già andati da Lidl a fare la spesa!” “…???” Comincio ad innervosirmi… quando è a casa non lo riesco a portare con me a fare la spesa neanche con le bombe e tutta da sola mi carico come un mulo e adesso è felice come una pasqua! Allora gli chiedo “ma perché non mi scrivi qualche messaggio per farmi sapere quando ti alzi, che fai…”. “ok” risposta lapidaria e chiude, forse intuendo il tono leggermente di rimprovero. Così stamattina, il figlio ubbidiente mi manda questo messaggio sul mio cellulare: “Buon gg a tutti… buon divertimento…vi saluto… nn so ke altro scrivere”. Quando si dice “amore di figlio!” Un poeta ho allevato!
E quindi, come da migliore tradizione, non posso che bere per dimenticare le serp i che allevo in seno. E cosa se non un ottimo limoncello??? La ricetta è di Susanna, la mia amica bravissima e meravigliosa che cucina di incanto!

Per cui ecco a voi il

LIMONCELLO SUSANNA’S STYLE
(ve la scrivo proprio così come l’ha fatto lei!)

1 litro alcool
1 litro H2O (si vede che è biologa?)
gr.750 zucchero
In un barattolo di vetro a chiusura ermetica metti l’alcool con la buccia dei limoni (non la parte bianca) e lascia per circa 10-15 giorni (al buoio aggiungo io e siccome me ne sono pure dimenticata li ho lasciati un tantino di più…).
Trascorso questo tempo in un tegamino fai sciogliere lo zucchero con l’acqua, spegni il fuoco e aggiungi l’alcool privato delle buccie, se rimangono resuidi conviene anche filtrarlo.
Versa in bottiglia e tappa quando è freddo. Conserva in freezer.
Se usi limoni verdelli viene più buono (ma io non li avevo e ho usati quelli gialli del giardino di mio fratello). E i limoni??? Quanti limoni??? Ok, poi me lo ha detto a voce 6/7… meglio 10!!!.
A presto
Stefania Oliveri