Insalata in-solita!

Se una rondine non fa primavera, è anche vero che una insalata non fa dieta.

E da queste parti, la dieta assume un concetto diverso rispetto a qualsiasi altro luogo.

Perché io sono perennemente a dieta… anche se dalla stazza non si direbbe! E sì, io seguo, peraltro piuttosto rigidamente, la dieta (e non dite che non la raggiungo mai!), ma senza glutine che, purtroppo sebbene sia una “dieta”, non fa dimagrire… anzi.

Insalata con frutta cardamomo & co 2275

E però, quando mi ci metto (a preparare piatti dietetici) mi impegno e piuttosto bene. Dettato prevalentamente dal fatto che odio mangiare male, per cui anche un’insalata deve avere il suo perché, altrimenti non la mangio. E poi, visto che di insalata si parla, deve anche fare bene! (Sì, c’ho il raptus salutista… così poi mi posso strafogare di queste!)

E così via di avocado e mirtilli, che fanno benissimo.

Soprassedendo sul fatto che il suo nome deriva da ahuacat, che vuol dire testicolo, perché cresce in coppia, l ‘avocado, che nasce in luoghi caldi (caldissimi) e non capisco come mai la Sicilia non sia il suo luogo ideale di coltura, sebbene ricchissimo di grassi (non allarmatevi delle sue 500 kcal per frutto) è un potente antiossidante, e combatte l’ipercolesteremia ed è ricco di potassio. Insomma, una vera bomba benefica che non potevo lasciarmi sfuggire nel preparare un’insalata.

Insalata con frutta 2287

Anche i mirtilli, che invece nascono nel sottobosco e quindi in climi freddi, fanno benissimo. Principalmente alla vista (e io ne ho bisogno) e poi contengono sostanze antiossidanti, perfette per prevenire patologie cardiovascolari, proteggere dai tumori e addirittura ritardare il naturale processo di invecchiamento e, quest’ultimo punto, mi convince a consumarne fino alla nausea!

Insalata con frutta 2284

E quindi, che insalata sia, ma che sia salutare, buona e golosa come questa che ho fatto io!

Insalata primaverile con avocado e mirtilli
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Ingredients
  1. 1 avocado
  2. 125 g di mirtilli
  3. 8 fragole
  4. 10 mandorle con la pelle
  5. songino
  6. rucola
  7. Aceto balsamico (CondiaAroma 33)
  8. olio evo
  9. sale rosa dell'Himalaya
Instructions
  1. Ovviamente non è difficile fare un insalata.
  2. Dovete solo lavare bene le verdure e la frutta, tagliarle come meglio vi aggrada e mescolare con olio, sale e aceto balsamico.
  3. That's all!
  4. Per l'avocado basta tagliarlo a metà e con uno scavino fare delle perle.
Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/
 Per questa insalata ho utilizzato questo aceto fatto da Marsala di PetrosinoInsalata con frutta cardamomo & co

 

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fir)Day 

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e al contest di La Stufa Economica FRESCHE INSALATE, GERMOGLI E SEMI

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 E alla raccolta di Leti e Manu L’orto del bimbo intollerante

raccolta

E va anche alla raccolta Happy caLOWries

Happy CaLOWries Cardamomo&co

7 cose da sapere assolutamente sull’olio e una ricetta con il pollo

(pollo con patate, cipolle, mele e funghi con contorno di quinoa)
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Avete visto la puntata di Report sulla pizza e su tutti i suoi ingredienti?
Spero che la cosa non vi abbia solo fatto accapponare la pelle, ma vi abbia, soprattutto, spinto verso un acquisto più consapevole delle materie prime. Perché il segreto è tutto lì.
Ecco perché non bisogna accontentarsi di un olio qualsiasi e da un anno vi parlo di eccellenze.
7 cose indispensabili da sapere assolutamente sull’olio e non dimenticare mai!
1. L’olio extra vergine d’oliva “buono” ha prima di tutto un ottimo sapore. Più o meno intenso, più o meno fruttato, più o meno piccante, ma è sempre buono all’assaggio.
2. L’olio extravergine d’oliva ha l’acidità più bassa, uguale o inferiore all’ 0,8%.
3. L’olio migliore è quello che si fa con le olive meno mature.
4. Il colore è importante e più è verde più è speziato.
5. Il sapore dipende dalle olive che si usano, quindi può essere molto delicato, medio o molto forte e qui sta al vostro gusto.
6. Per conservare l’olio è meglio tenerlo lontano dalla luce.
7. È arcinoto che è un toccasana naturale, magnifico per la circolazione, quindi usatelo, cioè, non fate come mia mamma che ne usa davvero quantità minimerrime perché fa ingrassare (è vero, è molto calorico), ma due cucchiai al giorno sono la dose consigliata per tutti.
Adesso fra l’altro è proprio il periodo giusto per la raccolta delle olive e la loro spremitura. Ecco perché mi sento di consigliare vivamente di fare l’esperienza della raccolta delle olive.
Nel trapanese, fra Paceco ed Erice, una serie di agriturismi hanno messo a disposizione le lode tenute proprio per far conoscere ed apprezzare un buon olio novello, con una serie di degustazioni.
Il week end far il 24 e il 26 ottobre e quello successivo fra il 31 e il 2 novembre, avete la possibilità di assistere alla raccolta delle olive, di assaggiare l’olio appena spremuto, di visitare le meravigliose saline di Trapani e di assaggiare i prodotti tipici, ovviamente il tutto anche gluten free. Qui, al link Il tuo Olio Novello trovate tutte le informazioni, ma se volete avere uno sconto, allora contattate me, che vi invierò il codice per ottenerlo. Fra l’altro, è possibile anche diminuire il soggiorno a due notti, anziché tre.

 

E ora passiamo alla ricetta.

Una ricetta autunnale, come si conviene, che non può che piacere a tutti, grandi e piccini, mettendo d’accordo un’intera tavola. Una ricetta che sa di famiglia, di domenica, di buono, di calore… che scaturisce per esaltare il sapore di un olio umbro DOP l‘olio Trevi un olio fruttato forte, ottenuto da olive novelle Moraiolo, con spremitura a freddo e milite entro le 12 ore dalla raccolta. Insomma, il meglio del meglio che c’è.Questa ricetta fa parte di una raccolta di ricette bimensile, dedicate al nostro buon olio d’oliva promossa dall’Associazione Città dell’Olio.

E le mie amiche hanno cucinato per voi:

Vellutata di indivia di Patty di Andante con Gusto

Pollo con patate, funghi e cipolle e contorno di quinoa

Ingredienti per 6 persone:
6 cosce di pollo
3 cipolle
5 funghi secchi
2 olio umbro
3 fette di pancetta
2 grandi rametti di rosmarino
½ tazza di vino rosso
6 patate bianche grandi
2 mele
sale marino
pepe macinato al momento
250 g quinoa real

Condire il pollo su entrambi i lati con sale e pepe e mettere da parte e porre su una placca coperta con carta forno.
Ammorbidite i funghi nell’acqua tiepida, sciacquate e poi tagliate e listarelle.
Tagliate la pancetta a dadini, così come le patate e a fette la cipolla.
In un’altra teglia mettete la pancetta, le cipolle, i funghi, le patate. Irrorate con l’olio e salate.
Infornate il pollo e le verdure e cuocete a 180°. Dopo 20 minuti, aggiungete il vino al pollo e dopo altri 20 minuti girate le cosce.
Quindi aggiungete le mele, precedentemente lavate, sbucciate e tagliate in quarti.
Cuocete circa un’ora in totale.
Guarnite con rametti di rosmarino.
Lavate la quinoa e lessatelo per 12 minuti in acqua abbondante e salata.

Ed essendo venerdì, e il 100% Gluten Free (Fri)Day, partecipo al consueto appuntamento settimanale di Gluten Free Travel and Living

 

A presto
Stefania Oliveri

Melanzane, pomodori e peperoni e una opportunità da non perdere!

(Melanzane, pomodori e peperoni di Claudia Roden, english translation below)

Finalmente si muove qualcosa anche in Sicilia.

Cioè, non fraintendetemi, ci sono una miriade di prodotti meravigliosi, di eccellenza nella nostra bella isola, ma spesso, per diverse ragioni, sono prodotti poco conosciuti.
Grazie a Dio, le cose stanno cambiando e la globalizzazione, di per sé non meravigliosa, ha, però l’innegabile vantaggio di far conoscere più velocemente, facilmente e in maniera planetaria (ok, ho un tantino esagerato) prodotti di eccellenza ma che non hanno la forza di imporsi nel mercato.
Ecco perché, quando posso, quando verifico di persona, la cosa, mi permetto di segnalarlo nel mio blog.
Ora, conoscete bene, il mio amore per l’olio e per quello di Castelvetrano in particolar modo. Anche se, da tempo, ho avuto modo di provare olii diversi, di ogni parte di Italia, sempre oli di eccellenza, e devo dire che ho cominciato a capire che ad ogni pietanza si dovrebbe accompagnare un olio diverso, esattamente come si fa con il vino.
Ma torniamo nel seminato.
L’autunno è stagione di raccolta di olive ed è sempre bello poter assistere e partecipare, ma non sempre è possibile. 
Non tutti ne hanno la possibilità, perché non tutti hanno la loro campagna, o quella di un amico, dove poter fare l’esperienza.
Così, quando sono venuta a conoscenza di questa iniziativa, sono stata davvero contenta e così adesso la faccio conoscere anche a voi.

Il fine settimana del 25 e 26 ottobre e del 1 e 2 novembre, in provincia di Trapani si svolgerà una manifestazione che si chiama Il tuo Olio Novello, perché si potrà assaggiare proprio dell’olio biologico nuovo. 

Una serie di agriturismi hanno messo a disposizione le loro strutture, le tenute e gli oliveti, ed  è stato elaborato un pacchetto vacanza denominato “il tuo Olio Novello”, che include la possibilità di assistere dal vivo alla raccolta delle olive e poter portare a casa l’olio novello DOP Valli Trapanesi. 

Il pacchetto include un soggiorno in pensione completa, comprensivo di pranzi e cene tipiche, la visita al frantoio con la molitura delle olive appena raccolte, il tour delle Saline Ettore e Infersa con visita ad un antico mulino a vento in funzione. 

Un’esperienza davvero speciale, che io ho già fatto l’anno scorso nel savonese e, devo dire, che ancora oggi mi porto dentro un ricordo davvero unico.

E, oggi, che siamo sempre più attenti all’alimentazione e ai corretti stili di vita, una vacanza del genere diventa anche un modo per rigenerare corpo e mente, dimenticandoci dei ritmi frenetici che spesso la città e la vita quotidiana, ci impongono.

E ora, vi do anche una buona notizia. Per i lettori di Cardamomo & co. ci sarà uno sconto, un ottimo sconto. Quindi se siete interessati, non esitate a scrivermi, che vi darò il codice che vi darà accesso alla vacanza scontata. Affrettatevi però, perché i posti vanno a ruba e non ci sono ancora molti posti disponibili…

E ora, una ricetta presa dal bellissimo libro di Claudia Roden, La cucina del medio oriente e del nord Africa, che potrebbe essere benissimo una ricetta siciliana… ma d’altro canto quante dominazioni abbiamo avuto? E da ognuna abbiamo imparato qualcosa…

Le verdure, nella ricetta della Roden sono tagliate in maniera diversa da come ho fatto io, per il resto, è tutto uguale. Ma credo che sia proprio il taglio che faccia la differenza fra una ricetta siciliana e una medio orientale

Melanzane, pomodori e peperoni

2 melanzane
1 cipolla a fette
1 bicchiere di olio d’oliva
1 o 2 peperoni (io rossi, lei verdi)
4 pomodori spellati
sale e olio evo di Castelvetrano
Tagliate le melanzane a tocchetti e cospargetele di sale e lasciate riposare per mezz’ora, quindi lavatele e strizzatele.
Nel frattempo riscaldate dell’acqua e immergete i pomodori puliti, in maniera tale da spellarli più facilmente. Poi togliete l’acqua di vegetazione e tagliateli a dadini.
Soffriggete la cipolla nell’olio finché sarà appassita e dorata. 
Unite, quindi, peperoni e melanzane tagliate a tocchetti e fateli insaporire per una decina di minuti. Aggiungete i pomodori, salate e cuocete per 30 minuti (o finché il liquido delle verdure non sarà ridotto).
Lasciate raffreddare nella casseruola.
In Turchia vengono servite con dello yogurt insaporito con sale e aglio… ma io purtroppo non lo avevo… voi, provatelo.

Eggplant, tomatoes and peppers 
2 eggplants 
1 onion, sliced 
1 cup of olive oil 
1 or 2 peppers (red or green) 
4 peeled tomatoes 
salt and extra virgin olive oil
Cut the eggplant into cubes and sprinkle with salt and let rest for half an hour, then wash and squeeze. 
Immerse the tomatoes in hot water so you can peel them more easily. Then remove the vegetation water and cut into cubes. 
Fry onions in oil until they are brown. 
Put  peppers and eggplants and let them cook for about ten minutes. Add the tomatoes, salt and cook for 30 minutes (or until the liquid from the vegetables will be reduced). 
Let cool in the pan. 
In Turkey they serve with yogurt flavored with garlic and salt … but I, unfortunately, I had not … but you, try it.

Insalata brasiliana e il 100% Gluten Free (Fri)Day

Sono diventata intollerante!
Non, non intollerante al glutine… quanto meno, non solo!
O, forse, sono solo diventata più vecchia e quindi non tollero più niente!
Non tollero il caldo asfissiante, la sabbia dappertutto, il sale sulla pelle.
Non tollero sdraiarmi sulla asciugamani e non avere una sdraio comoda e un ombrellone a farmi ombra.
Non tollero la maleducazione di chi non lascia nemmeno un centimetro di spazio fra la tua asciugamano e la sua.
Non tollero tutta questa gente intorno a me e su di me.
Non tollero che mi chiedano 4 euro per entrare in uno spazio totalmente vuoto per arrivare sulla battigia.
Non tollero di pagare 14 euro per un ora di mare, per avere un lettino e un ombrellone…
Non tollero di pagare 14 euro per avere un lettino e un ombrellone in ultima fila dove si schiatta dal caldo.
Voglio andare in letargo a maggio e risvegliarmi a ottobre…

Insalata brasiliana
ingredienti 
1 kg di patate, 
1 mela Stark
6 carote
1 costa di sedano, 
olive verdi
sale
olio
1 limone,
zenzero in polvere o fresco (1 cm grattugiato, basterà)
1 pomodoro (per decorare)
maionese (facoltativa)

Prima di descrivervi la ricetta, che comunque è di una facilità disarmante,  vi dico subito che:
-il pomodoro non l’ho messo;
– e neanche la maionese! E senza la maionese, secondo me, è buonissima!

Ovviamente, essendo un’insalata, è facilissima. 
Prima di ogni cosa, dovete lavare, sbucciare e tagliare a dadini piccolini le patate.
Quindi mettete le patate in acqua fredda, salata e abbondate e fate bollire fino a quando non vi sembreranno abbastanza tenere. Quindi mettetele a raffreddare.
Nel frattempo lavate, sbucciate e tagliate a dadini anche le carote, la mela, irrorandola con il succo del limone per non farla annerire, e il sedano.
Grattugiate lo zenzero ed emulsionatelo insieme a dell’olio e al sale e condite l’insalata.
Io ho omesso sia il pepe, che la maionese e vi assicuro che era molto buona ugualmente!

E con questa ricetta partecipo al  100% Gluten Free (Fri)Day 

e alla raccolta organizzata da A Fiamma Dolce

e, ovviamente, alla mia raccolta Happy CaLOWries

Brasilian salad 
1 kg of patatoes
1 green apple 
6 carrots 
1 stalk of celery
green olives 
salt 
oil 
1 lemon, 
fresh or powdered ginger (if grated 1 cm) 
1 tomato (for garnish) 
mayonnaise (optional) 
Before describing the recipe, which is disarming ease, I have to tell something: 
 -I did not put the tomato; 
– and even mayonnaise! And without the mayonnaise, in my opinion, is very good! 
Obviously, being a salad, it’s easy. 
First of all, you have to wash, peel and dice the potatoes. 
Then put the potatoes in cold and salted water, and boil until they will seem quite soft. Then put them to cool. 
In the meantime, washed, peeled and cut into cubes carrots, celery and apple and squeeze lemon juice to prevent it from blackening. 
Grate the ginger and mix with oil and salt and season the salad. 
I have omitted both the pepper, mayonnaise and I assure you that it was very good, too!

A presto
Stefania Oliveri

La caponata destrutturata diventa un’insalata!

Come mai non scrivo per giorni e oggi, invece, solo dopo un giorno dall’ultima pubblicazione, ripubblico?

Perché scade l’MTC! Cioè oggi è l’ultimo giorno utile per postare e io, sul filo di lama, ce l’ho fatta!
Di corsa, anzi peggio, di corsissima, perché oltre alle presentazione del libro (a  proposito vi aspetto oggi in viale Strasburgo 442, da Celiachia Home, alle 16,30), partenze, casa, marito, connessione ballerina, famiglia e amici dei pargoli, c’è anche l’esame del n. 1. Adesso aspettiamo solo l’orale ed è finita, ma non vi dico la preparazione che c’è stata dietro.
E indovinate qual è l’argomento della sua tesina? “La città giardino di Mondello”! E quando è nata la città giardino? Ebbene sì, proprio durante la bella Epoque, grazie ai Florio… 
Insomma mi sono sentita assolutamente immersa nel tema della sfida di questo mese… 
Ma una insalata? Come farla?
Bene, poi, qualche giorno fa, a Genova, l’illuminazione (non era la via di Damasco, ma l’illuminazione è stata meno aulica, quindi ci sta tutta).
Cosa può racchiudere la Sicilia e i Florio, in un’insalata? 
Ma certo: LA CAPONATA! 
Ovviamente l’ho destrutturata e siccome i Florio hanno fatto sentire la loro influenza anche nel trapanese, ho deciso che la mia versione doveva essere di quelle parti e ho aggiunto quello che nella caponata, a Trapani, non manca mai: LE MANDORLE.

Caponata destrutturata alla trapanese
1 melanzana lunga
4 pomodori
12 olive verdi di Castelvetrano
sedano (il cuore)
una manciata di mandorle
olio evo
0,50 dl di aceto di vino bianco (o di mele)
2 cucchiaini da tè di zucchero bianco
sale
Lavate bene la melanzana e tagliatela a tocchetti (piuttosto piccoli): Mettete i tocchetti in uno scolapasta e ricoprite di sale e lasciate per almeno mezz’ora. Quindi sciacquate bene e riempite una padella di olio. Quando sarà arrivato a temperatura, tuffate, poco per volta, i tocchetti di melanzana e metteteli ad asciugare su un foglio di carta assorbente.
Nel frattempo pulite i pomodori e tagliateli a tocchetti piccoli, togliendo il picciolo e l’acqua di vegetazione.
Pulite anche il sedano e tritate il cuore (la parte più tenera) e anche le mandorle e fatele tostare su un padellino, ma non perdetele mai d’occhio.
Snocciolate le olive.
In un bicchiere sciogliete lo zucchero con l’aceto. Quindi prendete solo metà dell’olio di cottura delle melanzane e mescolatelo molto bene all’aceto zuccherato. Questa sarà la salina di accompagnamento della caponata destrutturata.
Suggerimenti:
-nessuno degli ingredienti contiene glutine naturalmente.

Con questa insalata partecipo all’MTC di giugno, vinto da un altro uomo… e speriamo che la finiscano! 😉

Deconstructed Caponata from Trapani
1 long eggplant
4 tomatoes
12 green olives of Castelvetrano
celery (only the heart)
some almonds
extra virgin olive oil
0.50 dl of white wine vinegar (or apple)
2 teaspoons of white sugar
salt
Wash the eggplant and cut into chunks (rather small): Put the pieces in a colander and cover with salt and leave for, at least, half an hour. Then rinse well and filled a pan of oil. When it become hot enough, dipped, little by little, the pieces of eggplant and put them to dry on a paper towel.
In the meantime, clean the tomatoes and cut into small pieces, removing the stem and water vegetation.
Also clean the celery and chopped it (the most tender) and also do with almonds. Toast them in a frying pan, but do not ever lose them at all.
In a glass melt the sugar with the vinegar and add half of the eggplant cooking oil, so it will create the typical sweet and sour caponata.
Serve with the sauce.

A presto
Stefania Oliveri

Patate alla savoiarda e il cimitero… e nuova foto

(Scroll down for English version)

L’estate, forse, sta arrivando e io mi non mi voglio fare trovare impreparata.
Così vado in farmacia a comprare una crema solare per il viso, protezione 50.
La dottoressa mi guarda e mi consiglia di prendere anche le capsule, che contengono betacarotene, per prevenire le macchie.
Commossa da tanta competenza e cortesia, le chiedo se mi consiglia anche una crema colorata per nascondere il viso pallido che mi contraddistingue in estate a fronte di un corpo ben abbronzato.
La dottoressa quindi mi comincia a spiegare che io non ho bisogno di una crema, ma di un siero, perché la crema non riesce ad andare in profondità, a causa delle cellule epiletiali morte che sono sul mio viso e aggiunge:
“lei fa lo scrub?”
Mi sento come se fossi stata scoperta.
In realtà una volta ogni tre mesi ci penso e lo faccio, ma mi vergogno di confessare la mia indolenza, anche perché lei ha il tono di quella che ti dice, “ha una pelle che fa schifo perché lei non fa lo scrub” e preferisco mentire, affermando che non lo faccio mai.
“Bene, si vede!” Appunto! Ho fatto bene a mentire!
Comincio a sentirmi piccola piccola e a niente vale il mio comodo tacco 12…
“Vede, lei ha tutti i pori aperti e questo significa che il suo viso è pieno di queste cellule morte” e rincara “ha strati e strati di cellule morte”.
Le sue parole scatenano nella mia mente una visone apocalittica della mia pelle e un pensiero si concretizza sulla mia bocca “quindi ho un cimitero in viso???”
Ovviamente mi guarda interdetta. 
E ovviamente, io, ho comprato tutto, non volendomi pensare come la succursale delle catacombe a Palermo (e chi c’è stato sa di cosa parlo…).
Quattro prodotti (per la modica cifra di… no, meglio non confessare, che poi il dolce doppio lo legge), che ,però, spero facciano il miracolo di resuscitare ‘sti morti e portarli a nuova vita, e vediamo se la prossima volta mi sento rifare quella domanda!

Un contorno, piatto unico (se si mangia in gran quantità con del pane), facile e veloce, che apprezzeranno anche i vostri pargoli, almeno come i miei che se le sono contese fino all’ultima briciola.
(Ripubblico con nuova foto)

Patate alla savoiarda

1 kg di patate
mezzo litro di latte
una presa di sale
gruviera (io mozzarella)
50 grammi di burro (io olio)

Lavate, sbucciate e tagliate a fette regolari le patate crude e fatele bollire in acqua salata per 10 minuti e scolatele al dente.
Quindi disponetele in una teglia rettangolare precedentemente imburrata (io l’ho oliata) . 
Aggiungete un pizzico di sale, se la gradite una spolverata di pepe nero e noce moscata, coprite con il latte. Tagliate a dadini di circa 1 centimetro la mozzarella e ditribuiteli sulle patate. 
Infornate in forno preriscaldato a 200 gradi per 20 minuti. 
Le patate saranno pronte quando saranno asciutte e di un bel colore dorato. La funzione grill del forno per pochi minuti aiuta a formare la crosticina.
Suggerimenti:
– nessuno di questi ingredienti contiene glutine, quindi è un piatto sicuro per i celiaci.
– è vegetariano.
Savoyard Potatoes
1 kg of potatoes
half a liter of milk
a pinch of salt
Gruyere cheese (or mozzarella)
butter or oil
parsley
Wash, peel and cut into regular slices, raw potatoes and boil in salted water for 10 minutes and drain when they are not at all cooked.
Then arrange them in a roasting pan previously greased (I have oiled).
Add a pinch of salt, if you like a sprinkling of black pepper and nutmeg, cover with milk. Cut into cubes about 1 inch mozzarella and put over the potatoes.
Bake in preheated oven at 200 degrees for 20 minutes.
The potatoes will be ready when they are dry and golden brown. The grill function of the oven, for a few minutes, helps to form a crust.
Cover with the chopped parsley
suggestions:
– None of these ingredients contain gluten, so it’s a dish safe for celiacs.
– It is vegetarian.

Il chili, il Bajare ki roti (pane di miglio) e un pugno di dollari!

Domenica.

Metto a tavola.
Cerco una canzone che non trovo.
Così, comincio ad intonare la colonna sonora di “Per un pugno di dollari”.
Il dolce doppio capisce subito e comincia a nitrire…
I pargoli ci guardano come se fossimo impazziti.
Sono troppo giovani per capire… o forse hanno solo ragione, hanno una mamma e un papà pazzi e farebbero bene a rivolgersi alla neuro!
Però quanto si sono divertiti!
In ogni caso, mi hanno anche detto, che se è il prezzo da pagare per mangiare il chili, sono disposti a pagarlo.

Chili con piselli con il Bajare ki roti
Ingredienti per la carne
1 kg di spalla di manzo
1 cipolla
1cucchiaino di concentrato di pomodoro alle verdure Mutti
1/2 di cucchiaino di paprika forte
1/4 di cucchiaino di cumino
una spruzzata di tabasco
sale
1 peperoncino secco, ma non troppo (non ho assolutamente idea di che tipo fosse, me lo ha fornito mia mamma, perché ho capito che sono più rari delle pietre preziose)

Ingredienti per il contorno:
1/2 kg di piselli freschi sgranati
1 cipolla
olio e sale
prezzemolo

Ingredienti per il pane Bajare ki roti (da “India in cucina”):
500 gr di farina di miglio
acqua
un pizzico di sale
burro

Aprite il peperoncino e togliete i semi all’interno. Tagliatelo a pezzi e lasciate in infusione in acqua bollente per almeno 2 ore. 
Passato questo tempo, frullatelo con l’acqua di infusione fino ad ottenere una pasta leggermente densa. Passatela al setaccio fine  in modo da eliminare ogni residuo di pellicine, recuperando quanta piu’ polpa possibile.
Tritate la cipolla e in una pesante pentola di ghisa (la mia non so di che materiale sia, viene direttamente dalla Romania, dove nn ci sono cow boy, ma di carne se ne intendono!) mettete dell’olio e la cipolla tritata e fatela stufare. Quindi aggiungete la carne e tutti gli aromi, compreso la pasta al peperoncino (io una puntina, ma per me era più che sufficiente, per il dolce doppio e l’ha aggiunto dopo). Fate cuocere circa tre ore (io in realtà l’ho fatta cuocere moooolto meno, ma era tenera lo stesso… ho letto solo dopo che dovevo farla cuocere così a lungo ed era già ora di pranzo, mica potevamo fare merenda col chili…) con il coperchio, lasciando una fessura per far uscire il vapore.
Il giorno prima avevo preparato invece il contorno, i piselli.
Ho tritato la cipolla e l’ho fatta stufare con dell’olio. Quindi ho aggiunto dell’acqua e quando era in ebollizione ho messo i piselli che ho fatto cuocere per un quarto d’ora circa. Quindi ho salato e infine ho aggiunto del prezzemolo tritato.
Dieci minuti prima di spegnere il fuoco sotto la carne, h aggiunto i piselli e li ho fatti amalgamare insieme, così da servire tutto caldo.

Per il pane:
In una ciotola grande mettete la farina di miglio e il sale, quindi aggiungete dell’acqua minerale a poco a poco, fino ad ottenere un impasto semi-duro. Quindi cominciate ad impastare su un piano di lavoro leggermente infarinato per 5 minuti. Trasferite il composto in una ciotola oliata e lasciatelo riposare per 30 minuti coprendolo con un panno pulito, in un luogo caldo.
Dividete quindi l’impasto in 8 palline e fate riposare ancora per 5 minuti. Quindi appiattite con le mani (ma la prossima volta mi auto con un matterello) così da formare dei dischi.
Scaldate una piastra in ghisa e fate cuocere da entrambe le parti, premendo leggermente. Servite con del burro, meglio con del ghee.
Servite tutto caldo!

Suggerimenti:
– prima di ogni cosa, leggete le ricette fino in fondo prima di cominciare a prepararle, così saprete bene anche i tempi di cottura e non come faccio io;

– scoprireste che l’ideale è far riposare il Chili e servirlo il giorno dopo!

– la farina di miglio è una farina naturalmente senza glutine, tuttavia anche qui bisogna controllare che non sia contaminata… sob!

Con questa ricetta partecipo al 29° MTC, con il Chili di Anne, il secondo dopo la mia vittoria! 😉 

A presto
Stefania Oliveri

Patatas a schiscionera … col cuore e con la pancia!

Ogni mese un nuovo blog da spulciare.
Ogni mese una nuova ricetta da provare.
Ogni mese una nuova amica da mettere in evidenza.
Questo è il gioco di EliFla. Semplice e generoso, così come lei è!
Questo mese è toccato a Sarah di “Pancakes a colazione” e quando ho visto le sue patate sapevo bene che avrei fatto felice i miei figli.
Così è stata scelta la sua ricetta, col cuore. Perché i figli so’ piezze ‘e cuore e i miei pargoli sono anche la mia pancia! 😉
P.s. le dosi sono di Sarah, ma io ho raddoppiato… e sono finite lo stesso grazie alle mie tre bocche fameliche!






Patatas a schiscionera di Sarah Pancakes a colazione

Ingredienti per 4 persone:        

1 kg di patate vecchie
4 spicchi di aglio (io uno scalogno)
1 cucchiaio di origano secco
1 mazzetto di prezzemolo
1/2 bicchiere di olio extravergine di oliva
sale e pepe
Sbucciate le patate, lavatele, asciugatele e tagliatele a piccoli cubetti. Lavate e asciugate il prezzemolo e tritatelo. Sbucciate lo scalogno e tritate anche esso. Scaldate l’olio in una padella antiaderente e fatevi dorare il trito di scalogno e prezzemolo. Aggiungete le patate, un mestolino di acqua, salate e profumate con un’abbondante macinata di pepe. Fate cuocere a fiamma medio-alta, mescolando di tanto in tanto, per 20 minuti o finché la patate saranno ben cotte e dorate. Spolverizzate con l’origano, servite.

Con questa ricetta partecipo al contest di EliFla di Cuocicucidici. Avete tempo fino al 25 aprile!

Vi ricordo che il 15 aprile invece è il giorno delle Rifatte senza Glutine. Questo mese tocca rifare il mio sfincione… Perché non ci provate e partecipate? Vedrete che vi piacerà anche senza glutine!
A presto
Stefania Oliveri