Salmone all’orientale e noodles in brodo e cosa fa ingrassare?

Forse sto diventando vecchia.
E, forse, proprio per questo, intollerante… e non solo al glutine…
E mi infastidiscono certe prese di posizione su parole che, di per sé non hanno un’accezione negativa, ma gliela si vuole dare per forza.
Ad esempio la parola “ingrassare” non si significa per forza una cosa negativa.
Quando ero 36 chili (a causa della celiachia), mi auguravo, e come, di ingrassare!
Soprattutto quando la parola “ingrassare” è associata alla parola “fa bene”.
Ad esempio prendiamo la parola “olio”. L’olio (extravergine d’oliva di quello buono) fa molto bene e fa anche ingrassare. Vi sembrano in contraddizione le due situazioni? A me, assolutamente no. Perché se è vero che l’olio (di cui sopra) fa benissimo al nostro corpo per svariati milioni (iperbole) di motivi, è pure vero che contiene circa 900 calorie ogni 100 grammi. Quindi, pur facendo tanto bene, se ne bevessimo 300 grammi al giorno, perché fa benissimo al nostro corpo, avremmo comunque esaurito la nostra dose di calorie giornaliere e non potremmo più mangiare niente.
Secondo me il ragionamento non fa una piega.
Esatto discorso vale per le mandorle.
Le mandorle fanno davvero tanto bene al nostro organismo per un altro milione (sempre un iperbole) di motivi, ma non per questo ne posso mangiarne un chilo al giorno, altrimenti, dovrei comunque limitare o addirittura eliminare tutto il resto, perché contengono 570 calorie ogni 100 grammi.
Anche questo ragionamento, secondo me, non fa una piega.
Ora, scandalizzarsi perché io affermo che l’olio  o le mandorle fanno ingrassare, mi sembra davvero eccessivo. Soprattutto se, dopo, aggiungo che, comunque fanno benissimo e che un uso moderato è super consigliato.
Quindi, mangiare in modo salutare, non significa abusare di alcuni ingredienti solo perché fanno bene al nostro organismo, perché, al pari di quelli non salutari, se mangiati in quantità fanno ingrassare allo stesso modo.
È ovvio che non potrei mai dire che il finocchio è un cibo calorico con le sue sole 15 calorie ogni 100 grammi…
E non mi sognerei mai di dire che lo zucchero, sebbene di canna, non sia ingrassante con le sue 360 calorie ogni 100 grammi…
Insomma, mangiare bene è un must, cercare di mantenere le calorie non lo è, però uno sguardo ci sta, giusto per capire se si vuole esagerare oppure no. Tutto qui!
E ora passo alla ricetta che per l’occasione è stata fatta dal mio dolce doppio.
Ebbene sì, ha deciso che vuole ricominciare a cucinare e, soprattutto, vuole togliersi di dosso il marchio “infamante”, che anche nel mio libro lo celebra come quello che “fa il maiale ogni domenica“!
Ovviamente il suo beniamino rimane Jamie (sarà per il cognome?) e la ricetta proviene dal suo libro I miei menù da 30 minuti.
Il mio dolce doppio non ci ha messo 30 minuti, ma qualcosina di più… ma è pur sempre un neofita!

Salmone all’orientale e “noodles” in brodo
Per il salmone
4 filetti di salmone da 180 g con la pelle, squamati e diliscati
2 cm zenzero fresco
1 piccola cipolla rossa
1/2 scalogno
1/2 peperoncino rosso fresco
1 cucchiaio di salsa di soia senza glutine
1 limone grosso
1 cucchiano da caffè di polvere di 5 spezie
3 cucchiai di olio evo

per il brodo
4 cipollotti
1 pepeperoncino grosso fresco
2 cm zenzero fresco
1/2 scalogno
1 cucchiano da caffè di polvere di 5 spezie
3 cucchiaini da tè di farina di mais sottile (maizena)
2 cucchiai di dado vegetale home made
200 g di taccole
2 cucchiai salsa di soia senza glutine
3 cucchiaio di olio evo
200 g di noodles (noi abbiamo usato gli spaghetti spezzati senza glutine della BioAlimenta)

Preparazione del salmone:
In un frullatore mettete lo zenzero, la cipolla, lo scalogno e il peperoncino, lavati e tagliati grossolanamente e tritate. Aggiungete anche la salsa di soia e il succo del limone e frullate ancora fino ad ottenere un composto quasi liquido. Aggiustate di sale, quindi mettete in una pirofila non troppo grande, insieme all’olio e adagiate sopra i filetti di salmone con la pelle rivolta verso l’alto. Cospargete con la polveri delle 5 spezie e pepe e cuocete in forno caldo a 180°C per 15/18 minuti (o finche non saranno cotti anche dentro), nel piano più alto del forno.
Preparazione del brodo:
Fate soffriggere, in una pentola a bordi alti, i cipollotti tritati con dell’olio. Affettate anche il peperoncino, tritate lo scalogno e lo zenzero e aggiungeteli nella pentola. Quindi, aggiungete la maizena e le 5 spezie e poi 900 ml di acqua e i due cucchiai di brodo vegetale, con le taccole lavate. 
Alzate la fiamma e portate ad ebollizione e regolate di sale, aggiungendo la salsa di soia. Aggiungete i noodles (o i gli spaghetti) e fate cuocere per il tempo previsto.
Per servire:
Mettete la zuppa in una scodella e adagiate sopra il salmone, cospargendolo con la salina che si è formata nella teglia.
E con il salmone il mio dolce doppio si è superato!
Suggerimenti:
– La salsa di soia è un alimento insospettabile, ma che contiene glutine. Quella che normalmente si trova in commercio è col glutine (fra gli ingredienti trovate “wheat”, che vuol dire grano), quindi non si può usare per i celiaci. Però si trova anche quella senza glutine (più difficile, ma non impossibile);
– la maizena è a rischio;
– i noodles devono essere esplicitamente senza glutine con il simbolo della spiga sbarrata.
Oriental salmon and ” noodles ” in broth
For the salmon
4 salmon fillets with skin (180 g) , scaled and boned
2 cm fresh ginger
1 small red onion
1/2 shallot
1/2 fresh red chilli
1 tablespoon gluten free soy sauce 
1 large lemon
1 coffeespoon 5 spices powder
3 tablespoons extra virgin olive oil
for the broth
4 spring onions
1 large fresh pepeperoncino
2 cm fresh ginger
1/2 shallot
1 coffee spoon 5 spices powder 
3 teaspoons of corn flour thin ( cornstarch )
2 tablespoons vegetable stock cube home made
200 g snow peas
2 tablespoons soy sauce gluten free
3 tbsp extra virgin olive oil
200 g of noodles (we used the broken gluten-free spaghetti  BioAlimenta )
Prepare the salmon :
In a blender put ginger, onion, shallots and chilli , washed and coarsely chopped and whisk . Add the soy sauce and lemon juice and blend until the mixture is almost liquid. Season with salt, then put in a pan, not too big, with the olive oil and arrange on top of the salmon fillets with skin side up . Sprinkle with the dust of the 5 spice and pepper and bake in preheated oven at 180 ° C for 15/18 minutes (or until they are well cooked inside ).
Prepare the broth :
Fry in a pan the chopped green onions with oil . Also sliced ​​chilli, chopped scallions and ginger and add to the pot . Then, add the cornstarch and 5spices and then 900 ml of water and two tablespoons of vegetable broth, washed with jackdaws .
Turn up the heat and bring to a boil and season with salt , add the soy sauce. Add the noodles (or spaghetti ) and cook for the time it is required.
To serve :

Put the soup into a bowl and arrange on top of the salmon , sprinkle with the salt that was formed in the pan.

A presto

Stefania Oliveri

Spaghetti Cacio e Pepe (anarchici) del mio dolce doppio

(Scroll down for English version)
Lunedì mattina.
Due giorni dopo l’accaduto.
Decido di risalire a cavallo sulla bici.
Andare in bici mi rendeva davvero felice.
Mi sentivo libera e felice.
Niente di meglio che una giornata bella di sole, un dolce tepore e il vento fra i capelli…
Sarà di nuovo tutto come prima…
Decido di optare per uno zainetto al posto della borsa.
Metto la mia solita merenda home made (tanto fuori non trovo niente), l’acqua che VOGLIO bere per non mangiare (con scarsi risultati, ammetto), i fazzoletti, il portacolori e i sacchetti della spesa, perché non si sa mai, riesca a passare dal supermercato.
Mi metto in sella.
Ce la faccio… Sì, ce la faccio.
Esco dal garage e corro veloce per arrivare a scuola.
Sento una moto dietro di me.
Il cuore mi sale in gola. 
Il cuore comincia a battere sempre più forte, come se volesse uscirmi dal petto.
La moto rallenta e io sto per svenire. 
Dobbiamo girare a sinistra… mi supera.
Il cuore continua a battermi fortissimo. Meno male, testimonia che sono ancora viva.
Continuo a camminare, cercando di stare tranquilla.
“Sono tranquilla, sono tranquilla, sono tranquilla”…
Arriva un’altra moto.
Di nuovo il cuore in gola…
Insomma, ve la faccio breve, si sono avvicinate e mi hanno superato 15 moto, solo all’andata.
Al ritorno, non volevo più prendere la bici. Ho aspettato, ho tergiversato e alla fine ho ripreso la bici e me ne sono andata a casa… E ho ripreso il Lextonan…
Domani ci ritento… sarò più fortunata…
Nel frattempo mi reputo fortunata, perché il dolce doppio non cucina più solo la domenica e soprattutto non fa più solo il maiale!
Così quando sono rientrata mi ha fatto trovare una pasta cacio e pepe niente male!
Voglio sottolineare però, che siccome io non amo tutto il formaggio e mangio prevalentemente (cioè solo) parmigiano, la sua cacio e pepe è un anarchica…

Pasta cacio e pepe anarchica

Ingredienti per 5 persone:
500 g pasta Nutri Free con grano saraceno
Parmigiano (un bel po’, non mi ha saputo dire quanto)
Pepe nero
sale
acqua di cottura della pasta
Portate a bollore abbondante acqua salata e cuocete gli spaghetti per il tempo scritto nella confezione meno due minuti.
Conservare abbondante acqua di cottura. Scolare gli spaghetti e nella stessa pentola aggiungere l’acqua di cottura (a poco a poco), il parmigiano e il pepe, compensando l’acqua con il parmigiano fino al raggiungimento di una crema.
Vi assicuro, slurposissima!

Anarchist Spaghetti with cheese and pepper
Ingredients for 5 people:
500 g gluten free spaghetti (with buckwheat)
Parmesan cheese (a lot, I am not able to say how much)
black pepper
salt
water from the pasta
Boil salted water and cook the spaghetti as long as written in the box less two minutes.
Keep aside some water of the pasta. Drain spaghetti and add, in the same pan, the cooking water (little by little), Parmesan and pepper, until it becomes a cream.
I assure you, it’s gorgeous!
A presto
Stefania Oliveri

Mio marito non fa più il maiale la domenica, solo il tacchino!

(In questo post: hamburger di tacchino)
Non ci crederete, ma dolce doppio vuole perdere il titolo…
E già, si è messo a dieta! Fa la Dukan, che per me è la Du Pal! 
Mangia solo proteine, è scrupolosissimo, mai uno sgarro.
E così mi costringe a mangiare da sola, tutto quello che preparo… e a non avere un confronto con un palato adulto che critica (anche se sotto costante minaccia) più per il piatto in sé, che per i suoi gusti personali…
Si è pure iscritto ad un corso di inglese, così due volte a settimana torna parlando english with everybody… Anche se nessuno di noi lo capisce, ognuno per motivi diversi, sopratutto quando pronuncia la o come una a e invece di dire most, dice must!
L’ultima novità, è che fa anche ginnastica, ogni mattina va a correre, fa le flessioni e i saltelli con la corda… 
Ma la novità più sconvolgente è che si è iscritto pure in palestra… E ora lo so che state pensando tutti… Fatto sta, che in questa sua ultima mania, ha coinvolto anche me e mi ha iscritto nella sua stessa palestra.
“Una sorpresa”, mi ha detto! “
Una sorpresona” ho pensato io, già stanca solo di saperlo… 
E come se non bastasse, mi ha iscritto fino ad aprile 2014… Cioè, mi ha dato solo una grande voglia, di credere e sperare che la profezia dei Maja si avveri…
Abbiamo anche già fatto la prima lezione di step… Lui, tutto gasato e frizzante, io stanca già prima di cominciare… E mentre saltiamo su e giù da questo gradino, io vorrei solo dormire, mentre a lui le endorfine lo caricano.
Ma ho scoperto una cosa bellissima. Arriva il momento degli addominali e ci si distende terra. E sebbene siano gli esercizi più odiati da tutti, io li adoro. Ho scoperto che è il momento migliore per dormire! E che sogni sono riuscita a fare in quel quarto d’ora! Ho sognato di essere fuori per negozi a scaricare la carta di credito del dolce doppio… 
Mi sa che non vedremo risultati degni di nota in questi 16 mesi di palestra… Forse era meglio investire il denaro in altro…
In ogni caso, questo è anche il motivo per cui il mio dolce doppio, la domenica, non fa più il maiale…
Però non ha smesso di cucinare (grazie a Dio!) e ha preparato degli hamburger buonissimi. Solo hamburger direte voi? Ma avete presente Jamie Oliver? Lui lo ha ispirato e ora chi lo ferma più? E allora, grazie anche a Jamie!
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Hamburger di tacchino del dolce doppio (forse ancora per un po’…)

500 gr. macinato di tacchino
1/2 cipolla media, tritata 
1 uovo
1 pacchetto di crackers (lui Schaer, che sono anche addizionati con un po’ di origano)
1 cucchiaio raso di senape di Digione
timo
sale
pepe 
Il procedimento è piuttosto semplice. Mettete tutti gli ingredienti in una terrina e mescolateli insieme. Poi fate delle palline di uguali dimensioni. Quindi schiacciatele fino a farle diventare della forma degli hamburger. Questo passaggio, che sembra semplice, non lo è affatto. Date una pallina a me e io riuscirò a farla diventare una goccia, un fiore, un schizzo, tutto fuorché un cerchio. Datela a mio marito e verrà un cerchio perfetto! Ma d’altro canto, è, o no, un ingegnere???

Far cuocere su piastra rovente qualche minuto per lato e condite con un goccio d’olio a crudo.
Una meraviglia!
P.s. Io ho guarnito con un’insalatina e dei semi di girasole, ma non è indispensabile!

Suggerimenti:
– potete prepararne in abbondanza e conservarli in freezer. In questo caso tagliate dei quadrati di carta forno e inseriteli fra un hamburger e l’altro;
– mi hanno chiesto perché ha usato i crackers. In realtà potete usare anche fette biscottate, pangrattato o volendo anche della mollica di pane…

A presto
Stefania Oliveri

Mio marito ha ricominciato a fare il maiale… ubriaco di grappa!

So che non ci crederete, ma sono riuscita a scovare una ricetta di carne meravigliosa anche nel blog più dolce della blogsfera Assaggi di Viaggi. E così, oggi per il contest The Recipe-tionist, vi propongo un secondo, cioè, diciamolo chiaramente, potevo mai ricreare una bontà dolce di quella meravigliosa pasticcera di Anna Luisa?
In realtà, comunque, non partecipo io, ma il mio dolce doppio, che ancora una volta ha fatto il maiale anche questa domenica!
E siccome, era anche la festa della mamma, anche il pargolo n. 3 ha voluto aiutare, quindi in realtà partecipano due dei quattro uomini della mia vita!


Arista di maiale alla grappa di Anna Luisa e Fabio di assaggi di Viaggi
E adesso lascio la parola a loro, perché il dolce doppio ha seguito passo passo la ricetta!
Ingredienti per 6 persone
1,2 kg di arista di maiale
1 spicchio d’aglio
1 cipolla
un mazzetto aromatico (timo, mirto, rosmarino)
1 dl di miele
1 bicchierino di grappa
6 bacche di ginepro
20g di burro
1 bicchiere di vino bianco secco
brodo (noi home made o Sarchio)
olio
sale
pepe

Spalmate l’arista con il burro ammorbidito che farete penetrare bene massaggiando con le mani (operazione eseguita egrgiamente dal pargolo n. 3), poi sistematela in una teglia unta d’olio ed infornatela a 200°C per 20 minuti. Estraete l’arista dal forno, lasciatela intiepidire e legatela con lo spago da cucina, inserendo anche le erbe aromatiche.
Mettetela nuovamente nella teglia con le bacche di ginepro pestate, l’aglio schiacciato e la cipolla a spicchi. Salate, pepate, bagnate con il vino e proseguite la cottura in forno a 175° C per un’altra ora. Di tanto in tanto bagnate la carne con il suo fondo di cottura, allungando eventualmente con un po’ di brodo.
Versate il miele in una ciotolina e diluitelo con la grappa; bagnate con il composto l’arista e cuocetela ancora per 5 minuti. Impiattare e servire.
Buona, buona, buona esattamente come i loro dolci!
E con questa ricetta partecipo al magnifico contest di EliFla di Cuocicucidici che questo mese ha premiato i due bravissi Anna Luisa e Fabio di Assaggi di Viaggi

A presto
stefania Oliveri

Gratin Dauphinois ovvero le patate alla panna di Jamie Oliver e la bici non c’è più!

Comincio col dirvi che sabato mattina sono caduta, un’altra volta, dalla bici… e rovinosamente per giunta. Stavolta incidente fu! Un pargolo dei miei, perse il controllo e mi venne a sbattere e io finì distesa lunga lunga (almeno per una volta lunga) a terra, con la bici di sopra, sbattendo ginocchio e gomito sinistro, stinco destro, mani entrambe…
Per fortuna eravamo su un marciapiede largo e pulito (ebbene sì, esistono dei marciapiedi puliti anche a Palermo) e quindi il pericolo di essere investita da altre macchine è stato scongiurato, oltre di insozzarmi tutta con qualcosa di poco profumato. Anche perché i soccorsi tardarono ad arrivare e io sono rimasta 3 minuti buoni distesa a terra senza potermi alzare, fra le urla del pargolo che asseriva di aver ammazzato la mamma. Poi finalmente arriva il dolce doppio. Mi guarda e vede che ho gli occhi aperti (aveva temuto la catastrofe) e mi chiede di girarmi, senza nemmeno aiutarmi… Solo che io non posso perché, oltre ad essere tutta dolorante, ho anche la bicicletta sul polpaccio e la mia bici è quella elettrica, un pezzo di antiquariato, che pesa più o meno una tonnellata… Cerco di spiegargli il problema, con molto contegno, per non far sentire in colpa il pargolo, che è sempre più urlante, sebbene anche anche io voglia di urlare e piangere. Ma lui, che forse mi vede tranquilla, continua ad intimarmi di girarmi … Chissà poi perché… Ma mica mi aiuta… Anzi, arrivato ad un certo punto, alza anche la bicicletta, ed io felice, cerco pure di muovermi, ma poi la riposiziona esattamente sul mio polpaccio e continua a dirmi “girati”. Nel frattempo arrivano altre persone e addirittura due si fermano con la macchina. Una signora, il doppio del mio dolce doppio (un armadio 4 stagioni), cerca di aiutarmi, lei sì, mi toglie finalmente la bici da sopra il polpaccio, mi aiuta a girarmi e mettermi seduta, mi alza il pantalone per vedere cosa mi sia fatta e poi decide che è il momento di mettermi in piedi. Mi prende da dietro e come un sacco di patate mi tira su. Riesco a stare su i due piedi ma tremo per il dolore, mentre il pargolo mi abbraccia e mi chiede scusa e io che lo rassicuro che non è successo niente. Le mie parole saranno sembrate talmente convincenti, che, pargolo a parte, tutti ci credono e se ne vanno, proprio mentre io invece sto per svenire dal dolore… Avendo una soglia molto alta, riesco a resistere, però cerco di alzare il maglione dal braccio perché sento una certa umidità… E vedo il sangue… Ora, devo confessare, che la vista del sangue mi crea un certo impiccio, mi sento mancare, le orecchie cominciano a fischiare, la vista mi si annebbia, il cervello mi si obnubila… e io lì sola con il pargolo… Insomma, forse il viso ha tradito una piccola emozione, perché tutti ritornano indietro, e si danno un gran da fare, chi mi da dell’acqua, chi mi sostiene… Tutti, tranne mio marito che continua a dire “non ti sei fatta niente, riprenditi la bici e andiamo al parco”… Mi sono sentita tanto capita!
A tutt’oggi però sono ancora dolorante e per di più con un gran mal di testa, dovuto al fatto che non riesco a dormire per i dolori… e la bicicletta privata di un freno, rotto durante la caduta… ma tanto non mi sono fatta niente!
Detto questo, ieri, dovevamo cucinare in tandem io e il dolce doppio. In realtà avevo deciso di fare un risotto alle mele piuttosto dietetico, per cui lui, forse non fidandosi abbastanza, aveva deciso di fare delle patate, poco dietetiche di Jamie Oliver… Ieri mattina, però, io non mi sono nemmeno potuta alzare dal letto e così ha fatto tutto lui, perfino il risotto e pure… le foto! Il risotto dovrò assolutamente rifarlo, perché era buonissimo, ma le foto inservibili, nonostante ci fosse una luce meraviglosa!!
Siccome una ricetta ve la voglio comunque lasciare, e la foto delle patate è la meno peggio, vi do la ricetta presa direttamente da Jamie Oliver, I miei menù da trenta minuti

Gratin Dauphinois
1 cipolla rossa
1 kg di patate
Olio evo
¼ noce moscata grattugiata
2 spicchi d’aglio
300 ml di panna liquida
4 acciughe sott’olio
Parmigiano
2 foglie d’alloro
1 mazzetto di timo fresco (se l’avete)
Sale e pepe
Lavate e pelate le patate e tagliatele a rondelle sottili (aitatevi con una mandolina, sarà molto più semplice). Fate lo stesso con la cipolla. Mettete in una teglia dell’olio e dopo aggiungete le cipolle, l’aglio (intero o tritato) e le patate, salate mescolate e mettetele sul fuoco. Dopo un poco aggiungete dell’acqua calda fino a riempire ¾ della teglia (200 ml circa). Aggiungete la panna, la noce moscata, le acciughe spezzettate e mescolate. Mettete una ricca manciata di parmigiano e le foglie d’alloro. Coprite con la carta d’alluminio, sigillando bene e fate andare a fuoco medio finché le patate saranno cotte. A questo punto togliete la carta di alluminio, rispolverate con abbondante parmigiano e mettete in forno a gratinar e per 15 minuti circa.
Suggerimenti:
-nessuno di questi ingredienti è a richio per i celiaci, quindi è un piatto semplice e gustoso da riproporre per chiunque;
-se dovesero rimanervi, ma sono certa che non succederà, sono buone anche fredde!
A presto, sperando di scrivere con entrambe le mani…
Stefania Oliveri

Scaloppine con speck e gorgonzola e ancora un’intervista!

L’esperto di formaggi in casa è il dolce doppio. In realtà, io, fino a qualche anno fa, non ne mangiavo nemmeno. Poi sono diventata celiaca e ho deciso che non potevo eliminare, oltre a tutto quello che mi era già imposto, anche i formaggi. Così mi sono forzata e quelli di colore bianco li mangio… Cioè, li mangio, se si accompagnano anche a qualche altra cosa, in purezza non ci riesco proprio… Così quando Mauri mi ha contattato per provare alcune sue specialità, devo confessarvi, che mi sono sentita un po’ spaesata… Il dolce doppio, invece, si è ringalluzzito tutto e si è esposto: “lo cucino io!” Potevo rifiutare cotanta offerta?
La scelta è caduta su un secondo (ovvio, no?), ma almeno questa domenica non sul maiale! 😉
E però, visto che ieri era domenica e, ormai, è diventata consuetudine “concedervi” con una mia intervista (:DDD), vi lascio con la quarta, fatta da Santa Cristina

Scaloppine con speck e gorgonzola
Ingredienti per 5:
600 gr di magatello di vitello (tagliata a fette sottili)
100 gr di gorgonzola dolci Mauri (Bontàzola)
100 gr di speck a fettine molto sottili
50 gr di grappa
40 gr di burro
poca farina di riso
brodo vegetale (io homemade)
sale e pepe
Battete le fettine fra due fogli di carta forno perché devono essere molto sottili. Incidete i bordi per non farla arricciare in cottura. Infarinatele con un velo di farina di riso e scuotete l’eccesso. Mettete il burro in una padella molto larga e fate fondere a fuoco basso. Mettete le scaloppine e alzate la fiamma, e fatele dorare da entrambi i lati. Salate leggermente e bagnate con la grappa e lasciatela evaporare. Unite poco brodo e continuate la cottura per circa tre minuti. Quindi disponete su ogni scaloppina, una fettina di speck e un po’ di gorgonzola. Coprite e fate sciogliere il formaggio. Pepate e far cuocere ancora due minuti.
Impiattate e servite su un letto di rucola.
Noi abbiamo pasteggiato con un rosso del Santa Cristina, davvero eccezionale!
A presto
Stefania Oliveri

Crepes dolci senza glutine e un chiarimento per il contest delle (st)Renne sulle donne (st)raordinarie

Mi preme fare un piccolo aggiornamento relativamente al contest delle (st)Renne sulle “donne (st)raordinarie” di questo mese.
Mi dispiace sapere che ci sia stato qualcuno che si è lamentato perché una ricetta è stata esclusa e un’altra no. Ma il fatto che mi dispiace di più è che la lamentela non sia stata rivolta a me direttamente, ma a qualcuno che l’ha detto a qualcun altro, che ha riportato a qualcun altro ancora, fino a quando non è giunta a me. Per questo motivo e a scansi si equivoci, gradirei che qualsiasi rimostranza (a torto o a ragione) venisse rivolta direttamente a me, in maniera tale da poter dare io qualsiasi informazione o chiarimento mi venisse chiesto.
Il contest è rivolto a ricette dedicate a donne (st)raordinarie… Che vuol dire? Vero è che tutte le nostre mamme, zie, cugine e parenti varie sono donne straordinarie, nessuna esclusa, ma proprio per questo non le abbiamo inserite nel nostro contest. Ci sembrava una mancanza di rispetto verso quelle che non sarebbero state menzionate… Vero è anche che la mia postilla, relativamente all’esclusione delle parenti) è uscita in un secondo momento, ma non perché mi fosse arrivata una ricetta a tal proposito, ma perché io scrivo di notte (come in questo momento) e poi programmo per la mattina presto, quando sono in tutt’altre faccende affaccendata e poi sono a lavoro. Rientro a casa non prima delle 14 e il tempo di cucinare, fare qualche foto, mangiare e rassettare, si fanno le 16,30. Spesso ci sono figli da far studiare, da accompagnare, rientri a scuola, per cui il più delle volte mi metto al computer a sera tarda e qualche minuto rubato qua e là durante la giornata. Scrivendo di notte io sono abbastanza rincitrullita, per cui spesso e volentieri dimentico di sottolineare cose fondamentali, come stavolta, e di questo mi scuso. Per questo la mia aggiunta è stata fatta in un secondo momento… Voglio sottolineare però che il contest (anche se gluten free e quindi fortemente voluto da me) è a cura di altri 4 blog: Menù Turistico, Assaggi di Viaggi, Cuocicucidici e L’apple pie di Mary Pie e il primo post è sempre di Menù Turistico, che pubblica ogni lunedì. Nel suo post invece è chiaro (ed era stato scritto immediatamente) che la categoria parentale era esclusa. Ripeto, categoria parentale, cioè niente mamma, zie, prozie, nonne, bisnonne, cugine, o donne legate da vincoli di parentela, almeno che queste non fossero personaggi noti, ad esempio un ministro, una show girl (e non mi riferisco solo a Cicciolina!).
Infine, voglio sottolineare anche che per “donne (st)raordinarie” intendiamo donne conosciute ai più, anche non realmente esistite: personaggi di libri, cartoni animati, storici, attrici, chef, scrittrici, giornaliste, ecc. ma noti. Per eroine di libri non intendo solo Lucia dei Promessi Sposi, ma anche una minore, di un libro anche non notissimo, basta che ci diate la motivazione del legame fra ricetta e personaggio e per noi va benissimo.
Inoltre tutti coloro che hanno già partecipato, ma sono stati avvertiti di non essere in regola, possono ancora partecipare, anche con la stessa ricetta, ma trovando un legame anche con un’altra donna. Le ricette rientreranno felicemente in gara. Qualora non volessero rientrare in gara, ma volessero lo stesso partecipare fuori concorso, me lo facciano sapere. Ricordo ad alcuni che io aspetto ancora delle risposte che non sono arrivate…
Adesso spero sia tutto chiaro e non ci siano più dubbi al riguardo. In ogni caso non esitate e contattarmi (anche in privato se lo gradite) per ulteriori chiarimenti. Sono a vostra completa disposizione!
Infine voglio sottolineare a chi anonimamente ci ha accusato di sapere già chi siano i vincitori, che non essendo muniti di palla di cristallo, non riesciamo a sapere nemmeno chi siano i partecipanti! Ricordo infine che questo è un contest nato per sensibilizzare le persone ai problemi dei celiaci e mi farebbe piacere che rimanesse un contest di solidarietà, come lo è stato finora, e non di polemiche. Ricordo inoltre che ho partecipato a migliaia di contest e non ho mai vinto niente, ma non mi sono mai sognata di pensare che fossero truccati. Ognuno ha il suo metro di giudizio. Ricordo ancora che i blog coinvolti sono 5 e 7 sono i giudici.

Ora se siete arrivati fin qui e avete ancora voglia di leggere, vi lascio una ricetta delle crepes senza glutine per l’MTC, che non ho mai vinto! Pur avendo delle difficoltà maggiori nella realizzazione di molte preparazioni, e pur essendomi cimentata la penultima volta con una farina a dir poco ostica e particolare come quella di lenticchie, realizzando delle tagliatelle molecolari, non ho mai vinto e non sono mai stata presa nemmeno in considerazione. Di solito nel nostro mondo chi parte svantaggiato gode di un bonus… e io non l’ho mai avuto né nei contest (ma è la cosa che più mi fa sorridere) né nella vita (e questo invece non mi fa sorridere affatto). Comunque, stavolta il bonus ce l’abbiamo, perché le tre pazze scatenate dell’MTC, capendo che le farine senza glutine hanno una resa diversa, hanno previsto che le crepes senza glutine possano essere fatte seguendo la nostra ricetta. Io però al principio ho voluto provare la ricetta di Giuseppina, testarda come sono! Ma le farine senza glutine assorbono diversamente i liquidi… Ahimè, ho dovuto constatare, che l’impasto si stracciava. Vero è che avevo il dolce doppio che mi gufava dietro le spalle, però alla fine ho dovuto arrendermi, ho desistito e ho buttato tutto… Non sapete quanto mi sia costato (e non solo in termini morali, ma soprattutto economici… e se andate a vedere qui, capirete anche perché). In ogni caso la domenica mattina ho costretto il dolce doppio a fare le crepes con la sua ricetta, cioè una ricetta base per crepes… e sono venute una meraviglia! Con questa dose ne sono venute 6 salate e 6 dolci e oggi vi lascio solo la ricetta delle dolci.

Per le crepes:
250 ml latte
1 noce di burro chiarificato
125 g farina Biaglut pacco da 1/2 kg!
2 uova
Per il ripieno:
80 gr di mascarpone
5 cucchiai di burro a temperatura ambiente
1 cucchiaino di estratto di vaniglia bourbon
3 cucchiai di Baileys (io home made)
2 cucchiai di caffè raffreddato
½ cucchiaio di cacao amaro in polvere
2 ½ cucchiai di zucchero a velo
Per la finitura:
Caffè aromatizzato proveniente direttamente dal Marocco, dono di Shamira!
Sbattere le uova e aggiungere la farina mescolando. Quindi il latte e il burro chiarificato. Lasciar riposare una ventina di minuti, almeno.
Riprendere l’impasto delle crespelle e versarlo, un mestolo alla volta, in una padella piatta e antiaderente facendolo scorrere bene fino al bordo; non esagerate con le dosi, è importante che siano sottili. Lasciar colorire leggermente e poi rigirarle per cuocerle anche dall’altro lato (a noi ne sono venute 12).
Per farle venire così, come se fossero ricamate, ho messo parte dell’impasto in un dosatore con beccuccio ed ho spremuto l’impasto creando un reticolo.
Ho quindi farcito con la crema, che ho pure servito a parte.
Ho spolverizzato con la miscela del caffè e ho servito con dei golosi cucchiai al cioccolato, dono di Giulia.
Suggerimenti:
-il Baileys è un liquore che i celiaci non possono bere, io però quando ho scoperto la ricetta di Sabrina, l’ho fatto e finalemente ho potuto ribere il mio adorato Baileys. Quindi se cucinate per un celiaco è importantissimo che il Baileys sia home made, non può essere quello in commercio;
-altra precauzione è il cacao, asicuratevi che sia senza glutine.
Per le crepes salate dovrete aspettare qualche altra ora…
Sono certa che avrete sospettato che con questa ricetta partecipo al contest di Menù Turistico di questo mese… che non ho mai vinto!

A presto
Stefania Oliveri

Spaghetti siculo-thailandesi perché domenica cucina lui!

Ok, lo ammetto, cucinare senza glutine non è la cosa più semplice del mondo. Nel senso che, se fate un risotto, un arrosto o qualsiasi altro cibo che non contiene glutine naturalmente, allora è semplice e non c’è bisogno di tanta applicazione, ma se volete trasformare un cibo glutinoso in cibo “sglutinato”, diventa un po’ più complicato. Cioè, non basta fare delle semplici sostituzioni (farina 00 con farina senza glutine) per ottenere lo stesso risultato, e questo, spesso scoraggia le persone e la delusione scoraggia: le torte vengono gommose, il pane duro, la pasta si scuoce. Ecco perché arriviamo noi, le food blogger “sglutinate”, per svelarvi trucchi e trucchetti, e darvi consigli e suggerimenti, che vi garantiranno il successo di ogni vostro piatto. Cioè, siamo celiaci, ma rimaniamo buongustai, perché mangiare male? Giammai!
In ogni caso, però, non è così difficile come può sembrare e se c’è riuscito il mio dolce doppio che non aveva mai cucinato fino alla soglia dei 40 anni suonati, evidentemente c’è speranza per tutti!
Tutto questo preambolo è per dirvi che ieri ha cucinato nuovamente lui, e ha fatto una pasta buonissima, ma soprattutto cotta splendidamente… Ora io mi chiedo, è lui che è diventato veramente bravo o oramai la “nostra pasta” è diventata talmente buona e quindi chiunque sarebbe capace di garantire la giusta cottura? Ai posteri l’ardua sentenza!



Spaghetti siculo-thailandesi
Ingredienti per 5 persone
450 gr di spaghetti Piaceri Mediterranei trafilati al bronzo
2 carote
1 cipolla
1 peperone lungo e rosso
sale
curry
salsa di soia Crudigno
olio evo
anacardi
Lavare tutte le verdure e pelare le carote e la cipolla. Quindi tagliarle tutte a fiammifero. Fare scaldare nel wok un po’ d’olio e aggiungere tutte le verdure. Fare saltare per qualche minuto, quindi aggiungere la salsa di soia e il curry e aggiustare di sale. Nel frattempo far cuocere la pasta. Non appena sarà pronta, scolatela appena e fate saltare nel wok, insieme a tutte le verdure. Tostare gli anacardi e ridurre al coltello e spolverizzare sopra la pasta.
Una vera meraviglia!
Suggerimenti:
– per avere una pasta senza glutine al dente, scolatela quando è al dente e passate subito un getto di acqua fredda per fermare la cottura, altrimenti se volete ripassarla in padella, dovete metterla quando ancora non ha raggiunto il punto di cottura ideale. La pasta senza glutine, infatti, passa rapidamente dalla cottura ottimale alla scottura…
– non avendo nessun elemento di origine animale è anche una pasta adatta ai vegani!
A presto
Stefania Oliveri

Tutto quello che so su Manfredi Ferlicchia e i ravioli con crema all’arancia

Se Dauly non me lo avesse detto non l’avrei saputo… Cioè, per la serie “quanto è piccolo il mondo… ma io dove sto?”
Dauly mi scrive un messaggio in posta privata e mi chiede se quella amica è proprio la mamma di Manfredi Ferlicchia… Rimango basita perché comincio ad immaginar scenari di conoscenze palermitane della mia amica virtuale… Mi spiega in un messaggio successivo, se quella mia amica è proprio la mamma del ragazzo che ha vinto “uomini e donne”. A questo punto l’illuminazione, mi ricordo che l’argomento era uscito in maniera casuale in una delle nostre serate, ma Eleonora (la mamma di Manfredi) è una persona così discreta, che si è guardata bene dallo sbandierarlo. E così posso rispondere alla amica virtuale, che sì, è lei, ma che non l’ho mai vista, sottointendendo una puntata. Dauly capisce, invece, che io non la conosco e mi chiede se allora è un’imbucata alle feste in casa mia… Capisco l’equivoco e la conforto dicendole che non solo la conosco, ma che ci frequentiamo spesso e che almeno due volte a settimana usciamo pure insieme…
E così, grazie all’etere e, a quanto pare a distanza di un mese, vengo a scoprire che suo figlio ha vinto Uomini e donne… “Ohibò”, penso, “ma io dove vivo?” Ma io non guardo la TV, se non Gambero Rosso e non leggo riviste… Insomma, da questo punto di vista sono fuori dal mondo. Cioè, vi immaginate se le mie alunne scoprono che io conosco Manfredi Ferlicchia?

In realtà io conosco molto bene sua mamma. L’ho conosciuta 5 anni fa e poco dopo lui finì la scuola e se ne andò a Milano per intraprendere la carriera di modello. Di lui so cose che voi umani potete reperire molto più facilmente di me: è bello (bellissimo, oserei dire, ma lo stampo è di quelli buoni), è giovane (anche questo piuttosto lapalissiano), ha due genitori in gamba e simpaticissimi e due fratelli belli come il sole e come lui… e fuma, almeno fumava quando stava ancora a Palermo, ma adesso forse ha smesso, non so! That’s all.
Di sua mamma so molto di più. E’ una donna stupenda (una di quelle che DEVE immolarsi a migliorare la specie!), è una donna dolcissima, molto elegante, sobria, sempre pacata, sempre con una parola buona da spendere per gli altri, che ama divertirsi, che cucina in maniera strepitosa, che si dedica anima e cuore per i suoi figli, ma senza asfissiarli. E se tanto mi da tanto, allora penso di conoscere anche un poco Manfredi e se a gran voce, come adesso ho visto in giro, tutti chiedevano alla tronista di scegliere Manfredi, un motivo ci sarà pure e non solo legato alla bellezza.

E adesso che l’arcano è svelato, e io l’ho detto pure a voi, che dite, mi merito o no, una foto con autografo? E poi, visto che siamo anche in tempi di crisi, glielo dico alle alunne e me lo rivendo? Di una cosa sono certa, in ogni caso se intraprendo il business una percentuale a Dauly non gliela toglie nessuno, almeno per la sua indole da detective!

E adesso passiamo alla ricetta. Oggi è lunedì e ieri ha cucinato il dolce doppio… Va bene, dire cucinare è una parola grossa, però il risultato è stato davvero ottimo e per quanto mi riguarda tanto basta!
Ravioli di spinaci e ricotta con salsa all’arancia
Una confezione di ravioli con spinaci e ricotta della DS (E 5,40 per 300 gr. fatevi voi il conto di quanto vi viene a costare un piatto)
(per i non celiaci) un confezione di ravioli col glutine (e 1,60 500 gr)
il succo di due arance
la scorza di mezza arancia
un bicchierino di brandy
30 gr. di burro
2 cucchiai di fecola di patate
1/4 cucchiaino da tè di harissa
1 cucchiaino da tè curcuma
1 cucchiaino scarso di zucchero
sale e pepe
Per prima cosa ha prelevato la buccia da mezza arancia e l’ha tagliata a filetti sottili. Ha spremuto il succo dentro un padellino dove ha messo anche il burro e la scorza. Non appena si è sciolto il burro ha aggiunto il brandy e l’ha fatto evaporare e poi ha aggiunto la fecola per restringere un poco il sughetto. Infine ha aggiunto le spezie, il sale, il pepe e lo zucchero. Assaggiate per regolare il tutto a vostro piacere.
Nel frattempo fate cuocere in abbondante acqua salata i ravioli e poi saltateli qualche secondo nella padella del condimento.
Servite caldi con parmigiano grattuggiato. Aggiungete anche dei pistacchi per un tocco croccante.


Suggerimenti:
Se volete addensare la crema con la fecola, anziché che con la panna, ricordatevi di stemperarla prima con del liquido freddo, altrimenti vi si raggrumerà, come è successo al dolce doppio… a quel punto non vi resta che prendere un mixer e frullare il tutto.

Anatra speziata per tanta carne al fuoco… e l’ha fatta lui!

Elogio all’ozio.
Odio la fine delle vacanze, odio dover tornare a lavorare, o meglio odio dover rispettare gli orari, odio le levatacce, la stanchezza, il sonno, la sveglia, le strilla per far alzare i pargoli, i clacson delle macchine impazzite già alle 7 del mattino. Odio la frenesia, la routine, lo stress, il non avere mai abbastanza tempo… e allora, quando sono le prossime vacanze?

Il dolce doppio, ieri, vedendomi così depressa e stanca, perché anche se in vacanza sono stata, ho cucinato ogni giorno, e non per la nostra mera sopravivvenza, ma perché noi abbiamo degli amici molto friendly, che organizzano ogni sera di vedersi, un giorno da uno e un giorno da un altro, ci si incontra e si… mangia! Ovviamente abbiamo deciso di fare un “porta party”, cioè ognuno contribuisce portando una pietanza e così la padrona di casa non si fa carico da sola di tutto il peso di una serata. Ovviamente se da una parte la cosa è meravigliosa dall’altro ha determinato effetti devastanti sui nostri giro vita, nonostante ad ogni incontro si finiva ballando! Così abbiamo deciso che da ora in poi faremo delle feste a tema e la prima sarà una festa light! Ritornando nel seminato, siccome ho cucinato ogni giorno per contribuire alla riuscita delle nostre vacanze festose, il mio dolce doppio ha deciso di riprendere la meravigliosa abitudine di cucinare la domenica. E siccome io avevo trovato l’anatra birmana (dicono sia la migliore), lui l’ha dovuta cucinare. Ovviamente abbiamo iniziato con una ricetta davvero semplice, ma siccome ci è piaciuta tantissimo e il pargolo n. 3 ne ha fatto una grande scorpacciata, abbiamo pensato che continueremo, con preparazioni più ardite.

Petti di anatra con salsa speziata


La ricetta è di Carni rosse, L’enciclopedia della cucina italiana.
Ingredienti:
2 petti di anatra (della Birmania) di 375 gr ciascuno (così li ho trovati alla Lidl)
2 cucchiai di miele di lavanda (io l’ho sotituito con l’acacia)
3 dl di vino rosso di ottima qualità
1 stecca di cannella
3 chiodi di garofano
noce moscata
sale e pepe
LavatE i petti d’anatra e asciUgateli bene. Incideteli sul lato della pelle con dei tagli romboidali. Quindi metteteli (dalla parte della pelle) su una padella già calda, senza aggiungere altri grassi e fateli rosolare per 5 minuti e poi girateli dall’altra parte (senza pungerli)e cuocete ancora 5 minuti. Salate, pepate e trasferite in forno già caldo a 200° per circa 10 minuti.
Nel frattempo preparate la salsetta. In un pentolino portate ad ebollizione il vino col miele e le spezie e cuocete finchè il liquido si sarà ridotto della metà. Quindi filtrate la salsina e tenetela in caldo.
Quando i petti di anatra saranno pronti, affettateli sottilmente e decorate con la cannella. Servite ben caldi.

Suggerimenti: tutti gli ingredienti usati sono naturalmente senza glutine e non possono contenre tracce di glutine. Quindi andate tranquilli, è un piatto assolutamente adatto ai celiaci… e non solo!

Adesso invece vi lascio con la nuova raccolta delle (st)Renne. Questo mese tocca alle zuppe, ma alle zuppe di tradizione, quelle corpose, niente brodini o vellutate light, mi raccomando! Oggi tocca come sempre a Menù Turistico, domani agli Assaggi di Viaggi, mercoledì a me, giovedì a Cuocicucidici e venerdì a L’Apple Pie di Mary Pie. Così per tre settimane. La quarta sarà riservata alle vincitrici del contest gluten free di dicembre Greta, Eleonora, Mai, Simonetta e Loredana. Anzi voglio ringraziare pubblicamente Mai per il logo strepitoso che ha creato per noi questo mese!


E con oggi parte di nuovo il nostro contest gluten free. Cioè da oggi, potrete postare le ricette delle vostre zuppe, ma ovviamente, rigorosamente GLUTEN FREE! Come sempre saranno decretati 5 vincitori che faranno parte del gruppo delle (st)Renne anche su FB, dove avviene tutto il nostro lavoro… 😉


Le regole sono semplici:
1. dovete postare ricette di zuppe, ma devono essere senza glutine;
2. valgono le ricette postate a partire da oggi 9 gennaio e avete tempo fino al 4 febbraio
3. lasciate un commento qui così potrò aggiornare l’elenco delle ricette arrivate
4. esponete il banner, preferibilmente anche nella barra laterale.
I premi sono:
1. un mese con le (st)Renne, sull’etere;
2. un magnifico week end all’agriturismo Baglio Costa di Mandorle di Paceco (TP) per due persone.

Vi aspettiamo numerosissimi!

A presto

Stefania Oliveri