I Wish U Heaven

I Wish U Heaven

When Doves Cry

Sometimes It Snows in April

If I was your girlfriend… 

Kiss

Un pezzo della mia vita se n’è andato.

E non pensavo che potesse succedere così presto.

Conosco tutte le sue canzoni a memoria e riesco a ricordarle tutte ancora oggi (come i vecchi…).

Riesco a riconoscere le sue canzoni già alle prime note.

L’ho amato, come solo un’adolescente può amare il suo idolo.

Ho ascoltato le sue canzoni e le ho cantate a squarciagola in ogni momento della mia vita.

L’ho fatto ascoltare ai miei nipoti prima (irretendoli con Batman) e ai miei figli dopo.

E l’ho fatto ascoltare ai miei alunni per insegnar loro l’inglese…

E l’ho fatto quasi amare anche a mia mamma, che non capiva perché avessi i poster di questo “nivuro lario” appesi nella mia camera da ragazzina (e sono ancora lì…)

E soprattutto ho ballato sempre. Mentre studiavo (ti ricordi, Mauro?) e perfino quando ad Amsterdam, mi sono addormentata in discoteca (dopo 3 mesi di dormire solo 3 ore per notte…), e sentendo le sue note mi sono svegliata e sono tornata a ballare…

E ho rinunciato alla mia tesi di laurea in Semiotica, perché il professore non mi concesse di farla su di lui. Voleva che la facessi su Madonna e io non mi piegai…

Mi ha rapito il cuore con When dove cry. L’ho amato perché fuori dagli schemi. E perché era piccolo e portava i tacchi e perché, sebbene tutti dicessero fosse brutto, io lo trovavo mozzafiato.

Continuerò a cantare e a ballare le sue canzoni, perché gli artisti sopravvivono alla loro caducità.

Ma se ne va un pezzo della mia vita e non pensavo potesse succedere così presto.

Da oggi sarà tutto più viola…

I Wish U Heaven…

pasta teff con ricotta e noci 5789

Mi è difficile parlare di ricette oggi, ma lo farò lo stesso.

E ho scelto questa pasta perché la pasta di Teff è la risposta alla pasta con il glutine. È perfino più buona.

E quando l’ho mangiata ho pensato alla stessa canzone che oggi dedico al grande Prince. Perché il paradiso si può sperimentare in tanti modi diversi, e questo è un altro…

Pasta teff con ricotta e noci
Serves 5
Una nuova pasta, fatta con il Teff, più buona che mai, condita con noci e ricotta
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Prep Time
10 min
Cook Time
15 min
Prep Time
10 min
Cook Time
15 min
Ingredients
  1. 500 g di pasta di Teff
  2. 300 g ricotta
  3. 40 g noci
  4. 2 carote
  5. 125 g di pancetta affumicata
  6. 1 scalogno
  7. olio evo
  8. sale
Instructions
  1. Sbucciate e tritate lo scalogno e fate soffriggere in un wok, insieme alle carote sbucciate e tritate. Fatele saltare brevemente.
  2. Fate dorare la pancetta.
  3. Mettete a bollire una pentola capiente di acqua salata e cuocete la pasta.
  4. Nel frattempo in una terrina mettete la ricotta e ammorbiditela con l'acqua della pasta.
  5. Scolate la pasta e condite con la ricotta, la pancetta, le carote e servite con le noci tritate.
Notes
  1. Il teff è un cerale antico, molto saporito e che fa tanto bene. Io lo uso spesso in tutte le mie preparazioni, qui potete trovare alcune ricette.
Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/
pasta teff con ricotta e noci 5790

E con questa partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day

ilove-gffd

Gluten Free Expo

Avete presente il paradiso?

Ok, questo è stato il Gluten Free Expo a Rimini, per noi celiaci.

Sono andata fino a Rimini per partecipare al GF Expo, dove ho sperimentato la sensazione di libertà di poter mangiare e assaggiare tutto senza dover chiedere “ma è senza glutine?” In una parola: IL PARADISO!!!

Uno spazio immenso dove un sacco di produttori, artigiani, hanno portato i loro prodotti e hanno messo a disposizione la loro passione, la loro esperienza, l’amore che mettono nel loro lavoro, alla ricerca di un prodotto perfetto, anche se senza glutine.

GFExpo

E poi i cooking show con gli chef famosi, ve ne cito alcuni per tutti, Simona Ranieri, Marco Scaglione, e Marcello Ferrarini, ma anche con le blogger che si mettono sempre in gioco, portando la loro esperienza, come le ragazze di Pentagrammi di farina e Elisa di Glutenfreeely

Rimini GFExpo 5810

Le numerose presentazioni di libri gluten free (evviva) oltre a quelle degli chef, anche quello di alcune blogger, come Olga Botta e Emanuela Ghinazzi, dal titolo Zero Glutine, e quello corale di Gluten Free Travel & Living, di cui anche io sono orgogliosa autrice, Gluten Free per tutti i gusti.

GFExpo libri

E poi i tanti approfondimenti, su tante tematiche, tutte inerenti la celiachia, molti dei quali affidati a noi di Gluten Free Travel & Living, di cui trovate qui tutti i titoli e a breve anche tutti gli approfondimenti saranno on line.

RImini GFTL

E poi le riviste che si occupano di celiachia, dalle storiche come Celiachia Oggi alle neonate Oggi cucino Free, di cui sono anche orgogliosa redattrice.

E le tante amiche incontrate allo stand, che da incontri virtuali, sono diventati reali, come Tiziana di L’Ombelico di VenereLeti di Senza è buono, di Manuela di Il mondo di Ortolandia, di  Silvia di Eppur non c’è, Elisa di Elisa in the Sweet Life, e Rossanina di Coquinaria, Jè Ale di Un castello in giardino e Tiziana di Nonna Paperina oltre i tanti amici che non hanno un blog.

GFExpo blogger

Insomma, per me solo due giorni, di turbinio intenso, di stanchezza immane, ma anche di tanto tanta passione e lavoro importante per tutti i celiaci e non solo!

GFExpo Rimini Cardamomo and co

Gluten Free, per tutti i gusti

Non posso crederci nemmeno io.

Dopo due anni di fatica e lavoro, tutto il meraviglioso gruppo di Gluten Free Travel & Living, ha raggiunto un altro traguardo.

Tanti lavori meravigliosi realizzati, ma questo, forse, è il più tangibile. 

Di cosa parlo? 

Con orgoglio vi presento il nostro primo libro, che da giorno 23 potete trovare in tutte le librerie di Italia.

Gluten Free, per tutti i gusti, il titolo e l’editore che ha creduto in noi è ninetepopòdimeno che Gribaudo

Un libro fighissimo, con ricette stupende, tutte realizzate e testate da noi.

E cosa stra meravigliosa, la prima presentazione del libro si terrà a Palermo!!!

Cosi vi aspettiamo tutti, venerdì 23 alla Feltrinelli di Palermo alle 19,30 per presentarvi il nostro libro e farvi assaggiare alcune ricette!

Vi aspettiamoooooo!

copertina Gluten Free

Inoltre, siccome non stiamo a pettinar le bambole, abbiamo anche organizzato un grande evento a Palermo, ai cantieri culturali alla Zisa Il Gluten Free Week, e qui potete trovare tutte le informazioni.

gluten free week

 

Una settimana a Berlino

Berlino è bellissima e nessuno lo può negare.

Vederla è un’esperienza indimenticabile sotto ogni punto di vista.

La città che, secondo mio figlio, ha fatto un business di un grave e inammissibile misfatto.

Sì, perché il mio pargolo n. 3, per tutta la durata del viaggio, non si è dato pace del fatto che molte delle “attrazioni” turistiche fossero proprio riconducibili alla guerra e ad un atroce piano fuori di senno, lo sterminio degli Ebrei, e che da questo ricordo, loro ne ricavassero dei soldi.

Judische Museum Cardamomo and co
Judisches Museum Berlino

Devo dire che la sua prospettiva mi ha affascinato alquanto e l’ho trovata anche sensata, sebbene, d’altro canto, sia anche contenta del fatto che proprio loro che hanno perpetrato questo abominio, siano i primi a prendersi la responsabilità del ricordo perpetuo.

Sachsenhausen Cardamomo and co
Sachsenhausen Berlino

Be’, davvero diverso da quello che succede in Italia, dove nessuno mai si prende la responsabilità di niente e si preferisce coprire gli errori o addirittura abbellirli e rigirare la frittata…

Ma, opinioni politiche a parte, devo dire che Berlino mi ha lasciato davvero il segno.

La grandezza degli spazi, riempita dalla maestosità dei monumenti, tutti (o quasi) perfettamente ricostruiti in maniera da sembrare gli originali, le infinite distese di verde all’interno della città, il perfetto equilibrio fra il nuovo e l’antico, il ricordo e il continuo evolversi, l’efficenza dei mezzi di trasporto, la rende una città assolutamente da visitare almeno una volta nella vita.

Il nostro viaggio è stato fatto all’insegna del risparmio, per cui siamo partiti con un volo diretto, prenotato mesi prima, con Ryanair, e abbiamo dormito in un residence di Hapimag, di cui siamo soci, che permette di avere degli appartamenti al centro della città a costi piuttosto contenuti, anche se molto ben curati e organizzati (a fronte di una spesa iniziale consistente che però nel giro di due viaggi, si riesce ad ammortizzare e quindi, da quel momento in poi anche a risparmiare). Abbiamo comprati la Wellcome card (che consente sconti su tutti i musei e la possibilità di prendere tutti i mezzi), che include anche i vostri figli.

Io biascico ancora un po’ di tedesco, imparato una trentina di anni fa, ma l’inglese lo parlano quasi tutti. In ogni caso ci sono moltissimi italiani che lavorano lì, che incontri in ogni dove e quindi possono aiutarti.

I tedeschi non sono le persone più friendly del mondo, si spazientisco piuttosto in fretta, ma anche qui, la versione molto affascinate del mio amico Massimo, è che è giusto che sia così, perché nessuno sgarra e tutti fanno il proprio dovere, per cui la cortesia non è un requisito indispensabile sul lavoro, mentre la professionalità sì, per cui si seccano se gli fai perdere del tempo.

Ad onor del vero, comunque, va detto anche che che abbiamo anche trovato persone gentili… ogni tanto.

Se andate a Berlino, avete solo l’imbarazzo della scelta su cosa vedere. 

Già solo guardare la città e passeggiare per i suoi parchi è un’esperienza da fare.

Noi alloggiavamo a Mitte, un quartiere centralissimo, proprio accanto alle due chiese gemelle (Franzozische Dom e Deutsche Dom), che si fronteggiano, nella bellissima piazza Gendarmenmarktplatz, poco distante dall’isola dei musei, dove si trovano ben 5 musei statali, secondo me, assolutamente da visitare.

Berlino deutsch dom Cardamomo and co

Soprattutto il Pergamon non dovete perdervelo, anche se per adesso, ne avrete una visione parziale.

pergamon Cardamomo and co

Ovviamente tutte le tappe più famose, sono obbligate. Da quelle che ci ricordano il nostro vicino passato, come il Muro, Check Point Charlie, il Museo degli Ebrei (Judisches Museum), uno dei musei più belli e toccanti che abbia mai visitato, e il Memoriale, a quelle che ci riportano alla grande storia tedesca, come la Porta di Brandeburgo, la cattedrale di Berlino, la Hamburger Bahnhof che è una vecchia stazione adibita a museo, o il Reichstag, sede del parlamento tedesco, che dovete prenotare in anticipo, di almeno due settimane, per non arrivare sul filo del rasoio, come noi, o non visitarlo affatto, e il magnifico castello di Charlottenburg.

berlino Cardamomo and co

Berlino Cardamomo and co

Ma Berlino è anche parchi, centri commerciali (assolutamente da vedere il LaFayette, perché dentro è strepitoso, e il Kaufhof), lo Zoo e l’Acquarium e tutto diventa davvero imperdibile…

Berlino cardamomo and co

BerlinoCardamomo and co

Ma se andate a Berlino, vi consiglio caldamente di non perdervi Potsdam, con i suoi meravigliosi castelli.

potsdam cardamomo and co

Ma una nazione la si conosce anche dal suo cibo e qui arriva la nota dolente.

E non tanto perché il cibo non è magnifico (würstel e patate rientrano nell’immaginario di ogni bambino, ma forse non in quello degli adulti), quanto perché, su 3 milioni di abitanti, la scelta gluten free è davvero poca cosa.

Andando a Berlino ci si aspetta che nel civilissimo nord le cose per i celiaci siano davvero diverse e la diversità non esista.

Invece esiste ed è difficilissimo trovare qualcosa senza glutine. O quanto meno, ci sono anche dei locali che offrono dei piatti senza glutine, ma la scelta è davvero limitatissima. 

Su Gluten Free Travel and Living potete trovare un’analisi più approfondita dei locali che ho provato personalmente.

In ogni caso mi sento di consigliarvi assolutamente il cafè FUNK YOU Funk You Natural Food (Gärtnerstraße 21, 10245 Berlin-Friedrichshain) e il panificio/caffetteria Jute Bäckerei (Schönhauser Allee 52 a10437 Berlin – Prenzlauer Berg).

locali Berlino

In ogni caso in tutti i supermercati trovate un angolo senza glutine.

Parmigiano reggiano: un’esperienza a 360°

Per una che non carbura prima di mezzogiorno, andarsi a coricare alle 3 e svegliarsi alle 6 per essere al caseificio alle 7,30, avrebbe dovuto essere un bel sacrificio. E, invece, ero felice come una bambina che andava al Luna Park.

Sabato scorso sono stata invitata dal Consorzio del Parmigiano Reggiano, insieme ad altre 10 blogger, per assistere alla produzione del re dei formaggi al Caseificio Sociale Coduro a Fidenza (Parma).

parmigiano reggiano 2391

Un’anteprima, del prossimo week end, quando sarà possibile per tutti visitare i caseifici e assistere al processo di lavorazione del Parmigiano, che vi convincerà a comprare solo il vero Parmigiano Reggiano, così come è successo a noi, visto che è assolutamente e completamente senza nessun tipo di conservante, e visto tutto l’amore e il lavoro che c’è dietro.

Parmigano Collage

Un processo affascinante che comincia con l’arrivo del latte fresco, appena munto, che si unisce a quello munto la sera prima, che, con l’aggiunta di siero e caglio di vitello, e una lunga preparazione, formano il parmigiano.

parmigiano 5 Collage

That’s all!. Sì, niente altro se non una lunga attesa e cura.

La parte liquida da una parte (lattosio e carotene) e la parte solida da un’altra, a sgocciolare. E poi vengono messe nelle forme di teflon per una notte e poi passate nelle forme di acciaio, per 3 giorni. Quindi messe in salamoia per 20 giorni, e ancora nelle camere calde a sudare (una sorta di sauna) e infine nella camera chiamata “il riposo del re” dove aspettano un minimo di 12 mesi prima di essere assaggiate.

Parmigiano Cardamomo & co

Latte che proviene solo da mucche del territorio, nutrite solo con foraggio super controllato, per ottenere un prodotto di estrema qualità e ottenere il DOP.

E, nonostante i meravigliosi macchinari, che mescolano un quintale di latte per volta, per avere due forme da 45 kg ciascuno, l’importanza dell’essere umano, il casaro prima, che stabilisce quando il latte è arrivato alla giusta consistenza per formare il parmigiano, e gli esperti dopo, che controllano ogni singola forma di parmigiano prima di certificarne la massima qualità.

PamigianoCardamomo & co

E poi, l’assaggio, o meglio, la degustazione. Di tre stagionature diverse: 12 mesi, 20 mesi, 30 mesi. E il sentore dello yogurt, del fieno, della frutta, oltre che diverse consistenze. Perché, quei puntini bianchi che vedete non sono un difetto, ma un pregio, perché sono aminoacidi che cristallizzano il parmigiano.

parmigiano cardamomo & co

Insomma abbiamo imparato ad amarlo, avendolo conosciuto. Proprio come succede con il fidanzato…

E dopo l’assaggio in purezza, all’Antica Corte Pallavicina, in una location incantevole, lo chef Massimo Spigaroli, ci ha mostrato come valorizzarlo al massimo.

Spigarelli 2400

Dopo aver visitato la meravigliosa cornice, e soprattutto la cantina del culatello, il paradiso degli affettati, dove capeggiano culatelli di cotanti proprietari, abbiamo assistito alla preparazione dei piatti che poi abbiamo assaggiato.

culatello Cardamomo & co

Da un antipasto che può sembrare semplicissimo, che a bontà, non è secondo a nessuno, “Un pensiero sul mio orto, una maionese verde e bottarga” ,

spigarelli Cardamomo & co

ai primi “Il raviolo all’uovo, erborinato di Stagno Lombardo e Parmigiano dei 20 anni” e “I soffici ai tre Parmigiani in brodo di gallina, con piselli e asparagi, in crosta di sfoglia”,

Raviolo Spigarelli

spigarelli cardamomo & co

per passare ad un secondo come Il maiale nero ripieno di culatello e parmigiano”

spigarelli Cardamomo & co

per finire con un “dolce di fragole con biscotto alla polvere di sedano, streusel di cioccolato e crema alla panna, cioccolato bianco e parmigiano”.

spigarelli cardamomo & co

Una giornata davvero indimenticabile. Abbiamo imparato tanto, abbiamo condiviso tanto, siamo state in compagnia di amiche speciali, tutte bloggalline: Teresa, Sandra, Monica, Fina, Sara, Tania Cri, Dauly, Elisabetta, Giuseppina, Elisa, Cecilia e anche, una volta tanto, un maschietto, Jacopo. Cosa volere di più? Solo ripetere l’esperienza! 😉 

Giuliaaaaaaaaa, grazieeeeeee!!!

Antica Corte Pallavicina
Foto del Consorzio Parmigiano Reggiano

 

spigaroli Cardamomo & coSpigaroli Cardamomo & co

Seconda stella a destra…

Nessuna ricetta e nessuna foto artistica.
Oggi il tema è un altro.
La scrittura sarà la protagonista.
Sì, perché sono tornata nei luoghi della mia infanzia, quella felice, per fotografare i miei luoghi del cuore.
Ma quei luoghi non esistono più…
Cioè, il posto è sempre lì, ma non è più come era.
Così ho deciso che non ci sarebbero state foto a raccontarli.
Non c’è più il giardino sotto casa che accoglieva tanti gattini, che io cercavo di portare sempre a casa di nascosto, arrotolandoli dentro la gonna e pretendendo che mia mamma non si accorgesse di loro. Quel giardino, magico, selvaggio, che mi ha ospitato con i suoi rami intrigati e disordinati, in tanti pomeriggi estivi, quel giardino condominiale, usato da pochi, proprio perché così selvaggio, con i suoi mattoni in graniglia di marmo, anche un po’ sconnessi, e il muro rigato di verde, laddove scorreva un rubinetto, non c’è più, adesso, al suo posto, c’è un bel giardino ordinato, senza animali, che i condomini usano, ma i loro bimbi meno…
Sono tornata anche al lido dove ho imparato a nuotare.
Mi ricordo ancora il mio salvagente a forma di cigno, tutto bianco con un bel becco arancione, mio compagno inseparabile che mi dava la compagnia per stare in acqua per ore.
E mi ricordo anche il signore che ogni giorno mi chiedeva che gusto di ghiacciolo volessi, e io che non sapevo ancora parlare bene, gli indicavo il colore sul mio costumino, che, grazie a Dio, era bianco con delle arance stilizzate con le foglie verdi, per cui racchiudeva tutti i gusti di allora (e ancora il ghiacciolo alla coca cola non era stato inventato). Lui, brizzolato, con un sorriso malconcio e la pelle scura e ruvida, che si scioglieva alla vista di una bimba così piccola che andava a comprare il suo ghiacciolo da sola…
E mi ricordo anche la sabbia fresca dove giocavo con i miei amichetti (avventizi e solo estivi), grazie all’ombra del casotto che ospitava il bar. Quel bar dove il signore dei gelati trascorreva tutte le sue giornate fino ad ottobre, quando ricominciava la scuola, ed era già più fresco e i bambini tornavano a casa alle 12,30.
Quel lido c’è ancora, le sdraio sono diverse (non più di legno) e anche gli ombrelloni, e il casotto non c’è più e la sabbia fresca si limita ad una striscia sottile, dove ancora i bambini giocano, ma quasi in fila indiana.
Neanche il camerino, grande e con la finestra, trasformata nella mia stanza dei giochi, dove trascorrevo intere giornate, soprattutto in inverno, non c’è più. La casa è stata venduta e il camerino è stato trasformato in un bagno.
Esiste ancora, invece, il balcone dove trascorrevo ore a leggere libri, in attesa che si facesse un orario decente per uscire da casa di mia nonna a San Leone, per andare al mare con i miei amici, ormai adolescente. Ma la villa non è più quella di mia nonna, e quel balcone così fresco e ventilato, non mi vedrà più seduta a terra mentre leggo.
Così, ho deciso che non ci saranno foto dei posti del mio cuore, perché sarebbero diverse da come erano o da come me li ricordo.
Ma loro sono ancora lì, indelebili, in un altro posto che però non si può fotografare.
Sebbene siano passati moltissimi anni (troppi), quei posti sono proprio lì, nel mio cuore, che riesce ad accogliere anche mille altre cose, ma ognuno ha il suo spazio ben distinto. Ricordi, luoghi, persone,  sono lì, tutti insieme, senza che niente e nessuno tolga spazio agli altri, e senza che l’azione del tempo possa cambiarli, e i nonni rimangono giovani, i cugini che non ci sono più, ci sono sempre, allegri e felici con me.
Ecco, tengo lì anche i miei posti del cuore, credo nel posto giusto…

E con questo racconto, partecipo, fuori concorso al contest #Secondastellaadestra di Gluten Free Travel & Living, di cui mi pregio di farne parte

A presto
Stefania Oliveri

Taste&More… what else?

Come sapete faccio parete di una bellissima squadra, quella di Taste&More. Oggi è uscito il quinto numero. E’ bellissimo e pieno di articoli interessanti. Fra l’altro troverete l’intervista ad una scrittrice emergente, una brava, anzi bravissima. Una che combatte una per una buona causa civile. Anzi, vi dico una cosa, sostenetela, non ve ne pentirete!
Qui scoprirete chi è e che ricetta ci ha lasciato!
L’avete scoperta? E ora ditemi cosa ne pensate! 😉
Se questo nostro magazine vi piace, mettete un bel mi piace, qui sotto! 🙂

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GirOlio Ragusa 2013

Da quando è iniziata questa esperienza, ho imparato una miriade di cose.
Sì, da quando ho aperto questo blog, ho imparato tantissimo.
Sul cibo e non solo.
E ogni esperienza che ho fatto mi ha arricchito.
Anche quelle che ho pensato che mi volessero depauperare, alla fine, sono state un bagaglio di arricchimento.
Quando, poi, un anno fa, l’Associazione Città dell’Olio mi propose di farmi assaggiare degli oli italiani di ottima qualità, accettai con piacere di fare da “cavia”.
Non mi aspettavo,  però, tutto questo. 
Un olio è un olio, mica come il vino…
Mi sono dovuta ricredere al primo assaggio.
Così, settimana dopo settimana, scoprivo sapori diversi, profumi diversi, colori diversi.
Dopodiché è arrivata la prima esperienza a Genova con Sapori da Sfogliare e il corso di degustazione presso l’ONAO, dove finalmente le mie opinioni sono diventate teoria sperimentata e quindi esperienza.

 

Lo scorso fine settimana (dal 20 al 22 settembre), un’altra meravigliosa opportunità, il GirOlio di d’Italia che prevede 15 tappe ed è partito proprio da una città siciliana: Ragusa, città davvero splendida, che conoscevo poco e che sono stata felice di scoprire, dove oltre le bellezze naturali e storiche ho scoperto un territorio appassionato della sua cultura e dei suoi prodotti e gente che, con amore, cerca di tramandare i prodotti d’eccellenza con mille difficoltà, non ultima, la difficoltà di raggiungere la provincia.

 

Sei foodblogger (Ale di Cose buone di Ale, Flavia di Cuoci Cuci Dici, Fina di L’avvocato nel fornetto, Francesca di Un giro in cucina, Ginestra di La ginestra e il mare ed io) siamo state fra Ragusa e Chiaramonte Gulfi, e abbiamo visitato delle aziende antichissime che ci hanno emozionato con i loro racconti, le loro storie e i loro ottimi prodotti.

 

La prima tappa è stata l’Antica Cioccolateria Bonajuto, dove si produce (e abbiamo assaggiato) il famoso “Lingotto” di cioccolato modicano, fatto ancora secondo l’antica ricetta, e abbiamo visto i pasticceri a lavoro e ci hanno fatto assaggiare i loro meravigliosi prodotti, fra cui l’arancia cotta nel miele e i cannoli ripieni di ricotta di vaccina (secondo la loro tradizione).

Subito dopo, invece, siamo andati all’Oleificio Gulino, che produce un olio extravergine D.O.P. profumatissimo, leggermente piccante e amarostico, che proviene dall’oliva Tonda Iblea.
Abbiamo passeggiato fra gli ulivi secolari, dove le olive vengono ancora raccolte a mano, e le olive vengono spremute a freddo seguendo un processo ipertecnologico, che non lascia nessun residuo.

 

Il pomeriggio poi, al convegno di GirOlio, con un bellissimo spazio dedicato ai bambini, perché da loro proprio deve partire la conoscenza e il tramandare i buoni prodotti, abbiamo ascoltato, fra gli altri, il bravissimo Carlo Cambi, che ci ha fatto riflettere su quanto sia importante puntare sui prodotti di eccellenza e in maniera semplice ha spiegato come si assaggia un olio e come si capisce se è buono.

 

 

La sera, poi, siamo state accolte in una cornice spettacolare il Baglio Fegotto, dove ci hanno offerto una cena strepitosa e veramente chic e ci hanno premiato con una oliera di ceramica dalla forma antropomorfica di Alessi, per il nostro lavoro sull’etere di informazione sul cibo.

La mattina della domenica, poi, abbiamo incontrato le signore Margherita e Lina (e tante altre massaie) che ci hanno insegnato come fare il pane secondo i vecchi metodi. Non vi dico cosa è stato vederle lavorare, con quella velocità e dimestichezza di chi è abituato a farlo da sempre.
Purtroppo non ho potuto assaggiare tutte le squisitezze che ci hanno preparato perché era tutto col glutine, ma già solo a vedere quelle meraviglie e a sentirne l’odore, so che saranno state meravigliose.

Subito dopo siamo ritornate al Baglio Fegotto, dove ci hanno fatto assaggiare la minestra di ceci e la ricotta di mucca ancora calda appena fatta dal signor Occhipinti. Ad attenderci la banda folcloristica e le ballerine vestite con i costumi tradizionali, che hanno sottolineato ancor di più la tradizione, con vera maestria.
 
 
 
 
Ma la chicca maggiore è stato conoscere veramente tante associazioni, composte tutte da volontari, che cercano di tramandare i vecchi sapori e i vecchi saperi, sperando che resti qualcosa ai posteri, così come la mostarda (e i cuddureddi) che l’associazione giovanile di Roccazzo, cerca di tenere in vita grazie anche alla Sagra dell’Uva che si tiene ogni 15 settembre, e le olive, i pomodori, i peperoni, la ricotta e quant’altro abbiamo assaggiato e avuto modo di apprezzare.
 
 
 
Ancora una volta non posso che ringraziare l’Associazione Città dell’Olio per il lavoro splendido che sta portando avanti per garantire a tutti noi il diritto di mangiare bene e sano.
Il prossimo appuntamento di GirOlio sarà il 5 ottobre a Arco (TN). Qui il programma. Non mancate, assaggerete tutti prodotti di qualità!
 
A presto
Stefania Oliveri
 

Volevo essere all’altezza…

Volevo essere all’altezza
Il mio solito tacco 14 non bastava…
Ho voluto un tacco 18…
Sperando di svettare in alto!

Grazie al mio editore Ottavio Navarra per la bella opportunità che mi ha offerto.

Grazie ad Ernesto Maria Ponte, grande comico palermitano per avermi affiancato in questa avventura.

Grazie a tutti gli intervenuti!

E per essere un venerdì 17, non solo è andato tutto bene, nonostante la metà degli invitati ha avuto un contrattempo, ma perfino i capelli non sono venuti così male!

Pomeriggio bellissimo, temperatura ideale, ho conosciuto tantissime persone nuove, ci siamo divertiti e c’erano presenti perfino i miei alunni… cosa volere di più?

E oggi pomeriggio alle 18,30 vi aspetto tutti al Giardino Inglese (Palermo) per la manifestazione Addio Pizzo, dove sarò presente allo stand di Navarra. E così anche domani mattina alle 10,30.

A presto
Stefania Oliveri

Metti un celiaco a cena. Fantasie COOLinarie con Ernesto Maria Ponte

Avete una regola che funzione al 100% senza nessuna eccezione?
Io, sì!
Ogni volta che ho un’occasione in cui voglio essere al massimo, vado dal parrucchiere e quello mi sbaglia la messa in piega!
Una volta, al matrimonio di mio cugino, mi ha pure sbagliato colore: ero verde, anziché bionda!
Certo, molto meglio della mia collega che per il suo matrimonio aveva i capelli blu…
In ogni caso oggi è il mio grande giorno!
Oggi c’è la prima ufficiale della presentazione del mio libro Metti un celaico a cena. Fantasie COOLinarie di una Forno Star”, Navarra Editore.
Quindi occasione specialissima!
Sto andando dal parrucchiere…
…riuscirò a confermare la regola con un’eccezione?
Ai posteri l’ardua sentenza!

Comunque se volete accertarvi di persona, vi invito alle 18,30 agli Amanti in via Gaggini! Ci sarà anche Ernesto Maria Ponte, risate assicurate!

(foto da qui)

A presto…
A subito…
Stefania Oliveri