Ricotta pere e cioccolato

Lo confesso nel cibo cerco la novità e, sebbene ricotta e cioccolato non sia proprio una novità, ho comunque voluto sperimentare qualcosa di diverso…
Novità che, invece, mi fa paura cercare nella realtà. Perché se è vero che mi annoia subito la routine,  è pure vero che mi spaventa di più l’ignoto.
Infatti non amo le sorprese. O quanto meno non amo che mi si faccia capire che c’è una sorpresa. O me la fai inaspettatamente, o altrimenti è meglio saperlo. Non soffro se so in anticipo  di cosa si tratta, penso solo di aver avuto una sorpresa prima del tempo e amen.
E anche per questo che non mi importa conoscere prima il finale di un film o di un libro, come la maggior parte delle persone normali, io lo apprezzo ugualmente per cose diverse.
Forse è anche per questo che sfoglio il giornale dall’ultima pagina e anche tutti i libri di cucina.
ricotta, pere e cioccolato Cardamomo & co
 
Purtroppo faccio così anche con le ricette e spesso, questo, mi porta a disastri a modifiche in corso d’opera. 
Se a questo si aggiunge che colmo la mia ignominia con un’arsura   di ricerca spasmodica di nuove ricette, e che di queste riesco a ritenere solo un particolare, per cui poi si affollano e si combinano in maniera sparsa, allora quello che ne viene fuori, spesso è un caos, al quale cerco di porre rimedio e ordine.
Ovviamente non mi riesce, ma il risultato è comunque buono, anche se non bello. Però in un mare di persone che della cucina non ne conoscono nemmeno il colore e il massimo dei loro sforzi si traduce nell’aprire una busta di verdure già pulite, perché tanto siamo sempre a dieta, è normale che io ci faccio la mia maiala effige.
Ed è successo anche con questa ricetta.
Per cui, non me ne vorrà Stefania, dalla cui ricetta sono partita, e, giuro, ho cercato di seguire le sue dritte, ma io, lei lo sa bene, ho la netta propensione per  le storte. 
A parte il fatto che volevo una base al cioccolato e quindi questo viraggio, almeno questo, era voluto, il resto è stato tutto un colpo di c… di fortuna!
Ovviamente la sua è bellissima e vi invito a NON guardarla, dopo aver visto la mia, ma giusto per risparmiarmi un po’ di vergogna, quella pochissima che mi è ancora rimasta dopo anni di figuracce su questi schermi.
 
ricotta, pere e cioccolato Cardamomo & co
 
E come ogni 5 del mese, questa ricetta è stata fatta per la bellissima raccolta Cioccolato e… che questo mese è in abbinamento con la ricotta. La raccolta è ospitata da Coinquilini in cucina, dove dovrete postare le vostre proposte, che verranno valutate dal gruppo di Cioccolato e… composto da GiusyMarikaVeliaSoniaMattia e DamianoAlessiaAnnaBarbaraCristina e Gabila ed io e dove oggi troverete le altre golose proposte.
 
 banner cioccolato e ricotta
 
 
Torta di ricotta, pere e cioccolato
Write a review
Print
Ingredients
  1. Per uno stampo da 24 cm (il mio era da 20)
Per il pandispagna
  1. 65 g zucchero
  2. 3 uova bio
  3. 90 g mandorle
  4. 30 g amido di mais
  5. 30 g cacao amaro
  6. 50 g burro fuso
Per la farcia
  1. 400 g ricotta di pecora
  2. 150 g panna montata
  3. 150 g zucchero
  4. 1 baccello di vaniglia
  5. 2 fogli di colla di pesce
  6. Per la bagna
  7. 100 g acqua
  8. 70 g zucchero
  9. 50 g di limoncello
  10. Per la farcitura alle pere (che io ho messo sopra)
  11. 250 g pere di Conference (1 pera)
  12. 50 g zucchero
  13. 10 g di limoncello
  14. 3 gr amido di mais
  15. scorza di 1/2 limone
  16. 1 cucchiaino di olio
Per la decorazione
  1. 30 g di cioccolato fondente
  2. 10 g di burro
Instructions
  1. Per il pandispagna.
  2. Montate le uova intere a temperatura ambiente con lo zucchero fino a che non saranno bianche, spumose e quadruplicate nel volume.
  3. Nel frattempo frullate finemente le mandorle insieme all'amido. Quindi aggiungete il cacao setacciato.
  4. Sciogliete il burro (io al microonde a 450 W).
  5. Unite, con una spatola e a mano, le farine alle uova, quindi aggiungete il burro fuso ma non caldo. Dividete il composto in due teglie rivestite da carta forno e cuocete in forno già caldo a 180° per 10 minuti.
  6. Lasciate freddare completamente.
  7. Preparate la farcitura di pere.
  8. Tagliate le pere a cubetti e passatele in padella con l'olio, lo zucchero e l'amido. Non dovranno essere troppo cotte, ma rimanere croccanti.
  9. Preparate la farcitura di ricotta.
  10. Mescolate la ricotta con lo zucchero e i semi della bacca di vaniglia e lasciate riposare per almeno 2 ore in frigorifero, quindi passate tutto al setaccio.
  11. Quando il pandispagna sarà raffreddato, prelevate una parte di ricotta, scaldatela e aggiungete la gelatina precedentemente ammorbidita in acqua fredda. Unite, poco alla volta, la ricotta fredda a quella calda per farla stemperare.
  12. Montate la panna non a neve ferma e unitela alla crema di ricotta, quindi versate tutto in una sacca da pasticceria.
Preparate la bagna
  1. In un pentolino mettete a scaldare l'acqua e lo zucchero, fino a quando quest'ultimo non si scioglie. Quindi aggiungete il limoncello e mescolate. Fate raffreddare prima di usare.
Assemblate il dolce
  1. utilizzando un cerchio da pasticceria da 20 cm, rivestito con una striscia di acetato, adagiate sul fondo un primo disco di pandispagna. Bagnate con la bagna. Disponete sulla base la crema di ricotta e, se vi ricordate le pere (altrimenti, fate come me e mettetele sopra). Terminate con il secondo strato di pandispagna, che bagnerete a sua volta. Fate riposare in frigorifero per almeno 4 ore (meglio tutta la notte).
  2. Prima di servire, sfilate il cerchio di acciaio, eliminate l'acetato e procedete alla decorazione
Decorazione
  1. Sciogliete al microonde per 1 minuto e mezzo il cioccolato e il burro. Usate un concetto di carta per formare il reticolato.
Notes
  1. Come vi dicevo le pere andrebbero dentro al dolce e non sopra, anche se poi servirebbe un'altra pera caramellata per la decorazione sopra.
  2. Io ho omesso la parte croccante, fatte con le nocciole, perché anche questa l'ho dimenticata, ma vi assicuro che il dolce non ne ha risentito.
  3. Infine se non siete capaci di fare un concetto di carta, usate uno dei tanti tutorial presenti in rete o comprate l'aggeggio adatto 😉
Adapted from Profumi e Sapori e "I dolci del sole" di Sal de Riso
Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/
 
 
ricotta, pere e cioccolato Cardamomo & co
 
 

Pavlova al caffè con ganache al cioccolato: la raccolta!

Forse già lo sapete.

Da tre mesi c’è un nuovo contest e riguarda il Cioccolato e… Sì, ogni mese cambia l’abbinamento col cioccolato. Ma si sa, col cioccolato sta bene tutto!  

Questo mese ho l’onore di ospitare io la raccolta!

E l’abbinamento è con il Caffè.

Considerato che i miei cioccolatini preferiti sono proprio i Pocket Coffee, potevo essere più felice???

La raccolta è ospita a turno da 11 blogger, Il micio sazio,  Briciole di Bontà,    Coinquilini in cucinaContemporaneo food Pan di Zenzero,     In the mood for pies,     Son nata Paperoga,     Pane dolce al cioccolato,     Photo and food,     La stufa economica, ed io.

Ci siamo lasciati travolgere da questa insana passione e speriamo di coinvolgervi con le nostre proposte per regalarci le vostre ricette  con l’abbinamento del mese.

Se volete partecipare, ma so che già vi sono venute in mente mille proposte, vi basterà seguire poche semplicissime regole:

1- Iscriversi al gruppo #cioccolatoe… su Facebook

2- Inserire il link della vostra ricetta sul blog del mese, e questo mese tocca a me, che introduce l’abbinamento protagonista e ospita tutte le ricette partecipanti alla raccolta, entro il 27 del mese.

3-Inserire all’interno del vostro post dedicato alla ricetta che avrete preparato il banner del mese e cioè questo qui sotto.

Banner caffè e cioccolato

E il gioco è fatto! Per il regolamento completo andate a vedere questo post, e vi si chiariranno tutte le idee  😉

Read more

lemon curd facile, senza burro e zucchero

(Crema al limone. lemon curd, facile senza burro e zucchero)

Lemon curd sena zucchero e burro b

Esimio signor Renzi, ormai mi sono rassegnata.

Leggendo la sua proposta di “Buona Scuola” (oddio se questa è buona per lei, non oso immaginare come riuscirebbe a immaginarne una cattiva… forse potrebbe mettersi d’accordo con il signor Argento e ne verrebbe sicuramente un bel filmone horror…) ho capito, fra le altre cose, che in pensione non ci andrò mai.

Mi terranno a scuola finché muoio.

Però, mio esimio, se continua così la vedo durissima, visto che fanno di tutto per conservarmi in stato di ibernazione costante.

Siete sicuri di volere Highlander in questa “ottima scuola”?

Parentesi: signor Renzi, mi sono sempre chiesta perché solo “Buona”? Avrebbe sicuramente dovuto puntare più in alto, non dico chiamarla “Eccellente”, ma perché non “Ottima”? 

Lemon curd sena zucchero e burro 1532 b

 

Ho già fatto il lemon curd, sia la versione classica che quella alleggerita. Ma questa versione, non solo è ancora più leggera, ma è anche ancora più buona. Provatela e non ve ne pentirete!

Lemon curd facile, senza zucchero e burro
Una crema al limone, molto simile al lemon curd, però più light
Write a review
Print
Ingredients
  1. 4 grandi uova codice 0 (cioè bio)
  2. 70 g di sciroppo d'agave
  3. Scorza di 2 limoni
  4. 60 g olio di soia (o cocco, o mais)
  5. 100 g succo di limone
Instructions
  1. In una pentola, mescolate insieme le uova, lo sciroppo, e la scorza di limone e mescolate con una frusta.
  2. Scaldate la miscela a fuoco basso e una volta che tutto è ben amalgamato, aggiungete l'olio, e mescolate sempre nello stesso verso.
  3. Una volta che l'olio si è incorporato, aggiungete il succo di limone e mescolate bene.
  4. Abbiate cura di mescolare continuamente il composto fino a che non si addensa (ci vorranno tra 5 - 10 minuti). Ovviamente dovete stare molto attenti a questa fase per non ritrovarvi un composto sgradevole di uova strapazzate...
  5. In ogni caso, se non dovesse venirvi setoso come il mio varrà la pena filtrare il lemon curd attraverso un colino.
  6. Lasciatelo raffreddare completamente prima di riporlo in un vasetto in frigorifero per un massimo di una settimana.
Notes
  1. Questa crema è poco dolce, ma è ideale se dovete mangiarla con una base dolce. Altrimenti aggiungete altri 30 g di sciroppo d'agave se dovete mangiarla da sola o con del pane o dei crackers.
Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/
 Presto vi farò vedere come ho utilizzato io questa crema, con una sorpresa, che spero gradiate.

Patè di lenticchie vegan firmato Salvini

Non sto più nella pelle!

Dopo l’esperienza dell’anno scorso, sebbene con un braccio solo, dopo l’incidente con la bici che mi aveva privato, momentaneamente, della mia destra, adesso non vedo l’ora di ripetere l’avventura (non dell’incidente, ovviamente).

Di cosa parlo? Di Identità Golose!

L’anno scorso, fra gli altri, fra cui un conterraneo, il bravissimo Pino Cuttaia, c’era anche il bravissimo Simone Salvini.

Che ha cucinato, ovviamente, tutto vegan, oltre che senza glutine.

Una sfida, anzi una sfidona. Come può essere non solo commestibile, ma buono, qualcosa con tutti questi senza???

Non è stato buonissimo, è stato strepitoso!

Ma lui è Salvini! È un grande, un genio, uno chef con la C maiuscola, tanto carino, umile, disponibile che, alla fine dello show cooking, ha pure ringraziato noi, distribuendo vigorose strette di mano e baci, come vecchi amici.

Read more

Pasticciotto con ricotta e fichi di Ficotto

(Pasticciotto con ricotta e fichi senza glutine)
 
 
Adoro i fichi!
E adoro la frutta caramellata.
Ma se i fichi sono anche caramellati, allora non si può parlare solo di adorazione, ma di vera e propria bramosia.
Ricevere quindi i Fichi Caramellati (realizzati utilizzando fichi della pregiata varietà “Fico Rosa”); l’Uva Caramellata (prodotta con una varietà apirene denominata Sugra One); e il Ficotto (mosto cotto di fichi della varietà “Fico Rosa”), è stato davvero piacevole.
Un po’ meno forse per i miei pargoli che con gli occhi di fuori e l’acquolina alla bocca, hanno dovuto aspettare per mangiarli, che io facessi una ricetta… Cioè, aprire il barattolo e trattenersi dal finire tutto così, in purezza, è stato davvero duro.
Così, mi permetto, per la prossima volta, di chiedere di mandare due confezioni per ogni prodotto, così da evitare liti in famiglia e salvaguardare la salute dei miei pargoli!
 

Read more

Zabaione light con melograno e pistacchi e la giornata mondiale dell’alimentazione

(Zabaione light con melograno e pistacchi)
Sapete cosa è la FAO?
No, non è il miagolio di un gatto sibillino.
La FAO è la sigla della Food and Agricolture Organization che in italiano suona così Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura e si perde il senso dell’acronimo.
In ogni caso, organizza tante belle cose fra cui una proprio il prossimo giovedì (il 16) che sarà la giornata Mondiale dell’Alimentazione
Cosa significa? Significa che si vogliono promuovere, valorizzare e sviluppare le risorse del territorio di appartenenza, promuovere uno sviluppo sostenibile e una agricoltura ecosostenibile, in particolare nelle aree rurali.

Noi di Gluten Free Travel & Living abbiamo pensato di dare risalto a questo evento, così vi chiediamo di postare sulla nostra pagina Facebook e/o su Instagram la vostre foto con la spesa a km 0 da giovedì a domenica 19  utilizzando gli hashtag ‪#‎WDF2014‬‪#‎GMA2014‬‪#‎GFFD‬ e vi invitiamo a postare ricette   a km 0 per il 100% Gluten Free (Fri)Day #‎GFFD. NON MANCATE!!!
Proprio per questo, vi ricordo ancora la possibilità di partecipare, fra il 25 e il 26 ottobre o il week end successivo dell’1 e 2 novembre, alla raccolta delle olive, con relativa degustazione dell’olio novello e di piatti tipici del trapanese grazie all’iniziativa de Il tuo olio novello dove si propone proprio di “vivere il villaggio del contadino”.
Siccome l’iniziativa ha avuto un successo inaspettato, rimangono solo pochissimi posti ancora liberi, quindi prenotatevi prima possibile se non volete perdere l’occasione. Se poi volete anche uno sconto, scrivete pure e io vi manderò il codice per ricevere uno meraviglioso sconto sul prezzo.
E adesso parliamo di una ricetta in cui ho utilizzato dei meravigliosi melograni. Il melograno è un frutto meraviglioso, il cui albero adorna tantissimi giardini siciliani, anche perché riesce a crescere anche in maniera del tutto spontanea da tempo immemore. Purtroppo però, ancora oggi, il nostro non viene commercializzato e sui banche del supermercato si trovano quelli importati dall’estero, soprattutto da Israele. In Sicilia, dal 2013, però, è nato un consorzio che si chiama Kore che cerca di promuovere il prodotto, valorizzandone il contenuto salutistico e contemporaneamente di fornire ai produttori consorziati un servizio di assistenza efficiente e all’avanguardia, così come realizzare un centro logistico e di trasformazione del prodotto.

Questi derivano direttamente dal giardino di un amico, quindi sono sicilianissimi a km 0

Zabaione
light con melograno e pistacchi
Preparazione:
10 minuti Cottura: 10
minuti
Per
6 persone
4 tuorli
d’uovo
65 g sciroppo d’agave
250 g yogurt greco
40 g pistacchi
tritati
1 cucchiaio di liquore all’arancia
i semi di 2 melograni
Facile
– Si può preparare prima
In una ciotola in acciaio mettete i tuorli e aggiungete lo
sciroppo d’agave. Mettete la ciotola su un bagnomaria con acqua calda, ma non bollente, che non tocchi il fondo della ciotola, su fuoco basso e
frullate il composto finché non sarà bianco e spumoso. Aggiungete anche
il liquore e sbattete per qualche altro minuto. Poi spegnete il fuoco e
e mettete a raffreddare.
Appena lo zabaione sarà freddo,
aggiungete lo yogurt e amalgamate delicatamente.
Fate tostare i pistacchi, in una
padella su fuoco moderato, o altrimenti in forno per 10 minuti.
Prendete 6 bicchieri e riempiteli
alternado lo strato di pistacchi, melograno e zabaione. L’ultimo strato guarnitelo con
melograni e pistacchi.
Mettete un frigo fino al momento di
servire.
Questa ricetta, essendo light, ma mooooooolto gustosa, rientra a pieno titolo nella raccolta Happy CaLOWries

A presto
Stefania Oliveri

Dacquoise al pistacchio con mousse alla vaniglia con gelée di fragole GFFD

Venerdì!
Giorno prima della festa (mica sono Leopardi…)
Domani una grande giornata, che durerà fino a lunedì, festa della Repubblica.
E per festeggiare, una torta, what else?
Una torta calorica.
Per le feste le torte “light” non valgono.
Anzi non valgono le calorie che si ingurgitano.
D’altronde, qualcuno (e spero che sia un’autorità in merito, ma in ogni caso lo faccio diventare io) sostiene che quando si mangia con soddisfazione, non si ingrassa.
E poi, i pistacchi, come tutta la frutta secca, fa benissimo ed ha un basso indice glicemico!
Be’, anche le fragole, non sono tanto caloriche (del loro indice glicemico, però, non ne so parlare).
E che sarà per quella quantità di panna, di uova e di zucchero che si trovano nel dolce, dopo tanta “salute”?
 
 



dacquoise mousse vaniglia gelè di fragole 2877 b


Dacquoise al pistacchio
Dosi per due basi (ma per la torta ne servirà solo una base)
200 g di albumi codice 0 (ovvero bio) che equivalgono a circa 6 uova
125 g di zucchero
188 g di farina pistacchi 
50 g di farina di riso super sottile
138 g di zucchero
Ho montato gli albumi a temperatura ambiente aggiungendo i 125 zucchero a poco a poco. In un’altra ciotola ho messo tutte le farine con la seconda quantità di zucchero e quindi ho mescolato il tutto con gli albumi montati, mescolando dal basso verso l’alto con delicatezza, ma con decisione.
Ho quindi messo il tutto in una tasca da pasticcere e ho fatto due cerchi su una teglia rivestita con carta forno. Ho cotto in forno a 170° (perché il mio forno è solo ventilato) per 12 minuti. Ho sfornato e fatto raffreddare.

Bavarese alla vaniglia di Stefania
150 ml di latte intero
2 uova
45 gr di zucchero
250 gr di panna montata
1/2 stecca di vaniglia
3 fogli di gelatina

Prelevate i semi dalla bacca di vaniglia e uniteli ai tuorli. Dopo qualche minuti aggiungete lo zucchero e cominciate a montare finché non diventano bianchi e spumosi. 
In un pentolino scaldate il latte insieme alla bacca di vaniglia, spegnete il fuoco e lasciate in infusione per mezz’ora. Quindi riportate a bollore il latte. Versate, a filo. il latte bollente sui tuorli spumosi, mescolate e riportate sul fuoco finché la crema non raggiunge la temperatura di 85° (cioè finché non vela il cucchiaio). Spegnete il fuoco, aggiungete la gelatina ammorbidita in acqua fredda e strizzata e trasferite in un recipiente pulito e immergete tutto in un bagnomaria di acqua fredda, continuando a mescolare finché la crema non sarà a circa 20°. 
A questo punto inserite la panna semimontata. Versate la crema sulla base di dacquoise, precedentemente inserito in un coppa pasta per torte
Trasferite tutto in frigo per un paio di ore e poi in freezer (eventualmente) in freezer, anche se non è indispensabile. 
 

 

 
dacquoise mousse vaniglia gelè di fragole 2886 b 
 
Gelée di fragole 
400 g fragole frullate
40 g zucchero semolato
12 g colla di pesce in fogli
20 g succo di limone
Frullate le fragole ben lavate e poi prelevate una parte di purea e scaldatene una piccola parte. Scioglietevi dentro la colla di pesce precedentemente ammollata e strizzata, lo zucchero e il succo di limone. Quindi aggiungete la purea, a poco a poco, fino a quando non si sarà raffreddata anche la polpa con la gelatina, quindi aggiungete tutto e mescolate bene. In questa maniera non si formeranno grumi.
Quindi versate la gelè sulla torta e rimettete in frigo fino al momento di servire.
Estraete quindi la torta dallo stampo e servite fredda, decorandola con fragole intere e un ciuffo di menta.
 
Suggerimenti:
– Stefania sottolinea che “il passaggio in freezer non è indispensabile, ma aiuta ad estrarre i dolci dallo stampo. Inoltre, è comodo: questo dolce può essere preparato in anticipo e conservato in freezer fino al momento dell’utilizzo”.
– Se preparate questo dolce per dei celiaci, accertatevi che tutti gli ingredienti siano adatti per i celiaci, privi di ogni contaminazione.

 

 

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day 

 

 
Con questa ricetta partecipo al Contest “ Strawberries in Cakes” di PamCakes”
 
 

Con questa ricetta partecipo al contest Dolci al cucchiaio de La cucina delle streghe

 

E alla raccolta di Sabrina in cucina, Che torta di compleanno sai preparare?

Torta al cioccolato con crema nutella e pistacchio con proprio tutto e il GFFD

Lei scrive “Torta facile facile e buona buona”.
Ma se c’è una cosa che ho capito da questa situazione è che il concetto di “facile” è relativo.
Solo che se il concetto è relativo, quando il concetto viene ribadito e rinforzato, cioè non solo “facile”, ma addirittura “facile facile”, io mi aspetto che almeno un po’ corrisponda alle aspettative…
Ma ciò che per lei è “facile facile”, per me è “difficile” e, per essere mangnanina nei miei confronti, non rafforzo il concetto…
Su un’altra cosa, ho capito, che non collimano proprio le nostre concezioni. Perché se lei dice “buona buona”, per me corrisponde a “strepitosa strepitosa”, e anche stavolta rafforzo solo due volte, per continuare ad essere magnanima nei miei confronti.
Insomma, condividiamo solo lo stesso nome, per il resto, lei è un mostro della pasticceria, io sono solo un mostro e basta!
I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living
Così, oggi che è il 100% Gluten Free (Fri)Day (#GFFD), vi lascio questa ricetta stra mega arci meravigliosa, della mia omonima, anche se io, ho apportato delle piccole modifiche, quindi per la versione originale correte da lei e per la base ho usato sempre una sua base, ma più semplice di quella usata per la sua versione che trovate qui.

Infine, per tranquillizzare gli animi, questa è una torta dove si trova proprio tutto: burro, uova, zucchero, latte e quant’altro.
Perché stare a dieta per morire secchi, quando si ha un’eternità per diventarlo, è proprio un controsenso!
In ogni caso, scherzi a parte, tutti gli alimenti, se mangiati con moderazione e controllando che il cibo sia cibo di qualità, cioè che il burro sia quello buono, magari bavarese, e non margarina “vegetale” dove con vegetale si intende qualsiasi cosa e non naturale e di origine controllata (purtroppo), non fa male a priori. Cioè, nella vita di tutti i giorni preferite l’olio (ma anche qui di quello buono, perché l’olio non è buono a prescindere), ma non demonizzate completamente il burro. È vero, lo zucchero fa male, ma se una volta alla domenica, si mangia una fetta di torta con lo zucchero non vi farà niente. Non mangiatelo tutti i giorni, questo sì, ma almeno ché non siate diabetici, vale lo stesso discorso del burro. E così via. Quindi mangiamo meglio e mangiamo tutto con moderazione!
Questa filosofia, si sposa alla perfezione con la Food Revolution di Jamie Oliver. Il 16 maggio sarà proprio il giorno dedicato a questa rivoluzione e noi, come Gluten Free Travel & Living, ed in particolar modo con il nostro 100% Gluten Free (Fri)Day, abbiamo aderito all’iniziativa del nostro Jamie. Quindi mandateci le vostre ricette, noi le raccoglieremo in un ricettario e le manderemo tutte insieme. Qui, potete trovare tutte le informazioni di cui vi parlo e capire bene cosa fare.

Torta al cioccolato con crema Nutella e pistacchio


Torta al cioccolato con crema nutella e pistacchio
Per uno stampo da 24 cm

9 cucchiai di zucchero
3 uova grandi
4 cucchiai di farina di riso, 2 cucchiaio di fecola di patate, 1 cucchiai di maizena
5 cucchiai di cacao amaro (io l’avevo dolce)
100 g burro sciolto
1/2 bicchiere di latte
1 bustina di lievito per dolci
In una terrina, sbattete le uova con lo zucchero (senza montare). A parte, setacciare tutte le polveri, compreso il lievito. Versatele nel composto di uova e mescolate, aggiungendo poi il latte e il burro sciolto. Amalgamate tutto e versate in uno stampo imburrato e infarinato (con farina di riso) oppure usate la carta forno. Cuocete a 180° per 40 minuti (farà fede la prova stecchino).
Per la “mousse” alla nutella:
300 gr di nutella
400 gr di panna montata
2 fogli di colla di pesce
Per la “mousse” al pistacchio:
200 gr di crema al pistacchio
200 gr di panna montata
1 foglio di colla di pesce
Preparate le mousse: 
Montate la panna e amalgamatela alla Nutella, mescolando dal basso verso l’alto. 
Ammorbidite la gelatina in acqua fredda, poi scioglietela in poca panna riscaldata e unitela gradualmente alla mousse, così come spiega bene Stefania qui e mi raccomando leggetelo bene.
Con lo stesso sistema, preparare la mousse al pistacchio.
Tagliate la base in due fette orizzontali e adagiate una fetta sul fondo,dentro un cerchio per torte, e distribuite metà mousse al pistacchio. Sovrapponete quindi il secondo disco e distribuite sopra la mousse alla nutella. 
Lasciate da parte un po’ di mousse alla nutella da spalmare sui bordi della torta e per la decorazione finale. Fate riposare in frigo almento 4 ore prima di servire. 
La base al cioccolato è molto umida e non necessita di essere inzuppata.
La foto della fetta la metterò dopo, quando la scaricherò dal cellulare…
Con questa ricetta partecipo al contest di Acqua & Menta Dolci belli senza cake design
A presto
Stefania Oliveri

Torta mousse al pistacchio e fragole della joint venture Ladurée-Profumi&Sapori

Ecco, lo sapevo che non avrei dovuto scegliere un dolce “difficile”.
Io non sono una pasticciera!
Non ho nemmeno la vocazione.
Mi piace mangiare bene e cose prelibate, ma fatte dagli altri.
Ma ci ho voluto provare, per il bene che le voglio.
Ma io sono più il tipo Nigella e lei Montersino.
Capite bene che ne poteva venire fuori?
Tutte le ciotole che ho a disposizione nella mia cucina, tutte sporche.
La planetaria, il minipimer, il Bimby, pure.
Tre teglie sottili, due teglie a cerchio apribile, spatole, coltelli, leccapentole e rotoli di carta forno e pellicola.
E poi… e poi diverse telefonate proprio a lei, perché, neanche a dirlo, ho combinato tanti pasticci!
Due per tutti:
1. come al solito non avevo tutti gli ingredienti e me ne sono accorta solo dopo aver cominciato a cucinare, quindi ho sostituito le amarene che mi mancavano con le fragole e quindi la gelatina con la marmellata di fragoline;
2. ho fatto raffreddare in frigo la mousse prima di inserire la panna, con la conseguenza che non potevo più aggiungerla… Meno male che l’ho chiamata e mi ha spiegato un trucchetto, per rimediare. Io non vi scriverò cosa ho fatto. Vi scriverò solo come si fa, o come si dovrebbe fare…
P.s. E la prima cosa da fare è LEGGERE bene la ricetta fino in fondo e assicurarsi che abbiate tutti gli ingredienti!


Torta mousse al pistacchio e fragole di Stefania
(di Ladurèe da “Dolce. Il libro”)

Biscotto daquoise al pistacchio:

10 gr pasta di pistacchio
70 gr farina di mandorle
80 gr zucchero a velo
15 gr pistacchi al naturale
3 albumi
30 gr zucchero semolato (io ho usato quello di canna chiaro, perché avevo finito anche lo zucchero!)
Frullate le mandorle, i pistacchi e lo zucchero a velo in modo da ottenere una polvere sottile.
Montate a neve gli albumi e quando sono ben spumosi, aggiungete lo zucchero semolato, continuando a montare finchè il composto non sarà ben fermo. 
Ammorbidite la pasta di pistacchio con una parte di albume montato e poi versate il tutto negli albumi montati. Mescolate delicatamente con una spatola morbida, inserendo, infine, la miscela di polveri. 
Con la sacca da pasticceria, disegnare tre forme tonde da 18-20 cm (a me ne sono venute solo due e non so il perché) su una placca rivestita da carta forno.
Cuocete a 180° per 15 minuti, ma guardate a vista perché ogni forno è a sé stante.
Tutto questo lo potete fare anche il giorno prima.
Il giorno dopo invece dovete fare il resto, altrimenti vi succederà la stessa cosa che è successa a me.
Bavarese al pistacchio:
3 fogli di gelatina
3 tuorli
35 gr di zucchero (io semolato di canna chiaro)
40 gr pasta di pistacchio
250 ml latte intero
280 ml panna da montare
2 cucchiai di kirsch (omesso, anche perché non ho trovato più nella spiegazione dove metterlo)
Marmellata di fragoline (io una strepitosa)
fragole fresche
Sbattete i tuorli con lo zucchero fino a renderli spumosi, quindi aggiungete la pasta di pistacchio. Versate a filo il latte bollente, mescolate e poi riportate tutto sul fuoco. Cuocete fino a 85°, finchè il composto non vela il cucchiaio. Se cuoce troppo, la crema “straccia” (e per fortuna, fin qui ce l’ho fatta). 
Toglietela, quindi, dal fuoco, e aggiungete la gelatina ammorbidita in acqua fredda e strizzata, e mescolate per qualche minuto. Lasciate freddare coperta da un foglio di pellicola a contatto. Non mettete in frigo, mi raccomando. Quando si raffredda, aggiungete gradualmente la panna montata.
Questo deve essere fatto nel momento in cui la bavarese è pronta. Anche qui, vale il consiglio di non farla riposare (meno che mai in frigo).
Assemblamento del dolce:
Utilizzate un cerchio da pasticceria da 18-20 cm (io ho usato il cerchio apribile di una teglia), e mettete sul fondo un primo strato di biscotto dacquoise, spalmato con la marmellata di fragoline e fate riposare in freezer per pochi minuti. 
Con la sacca da pasticceria, distribuite la bavarese al pistacchio e riportate in freezer per almeno 10-15 minuti. Ripetete l’operazione mettendo sopra l’altro biscotto dacquoise spalmato con la marmellata e completate con la bavarese.
Terminate il dolce con dei ciuffi di panna montata, delle fragole fresche e pistacchi.

Considerazioni:
– a parte il fatto che il mio dolce mi abbia detto, per ben due volte, “è la torta migliore che tu abbia mai fatto”, e che non ho potuto fare la foto dell’interno perché ho portato la torta a casa di una amica, ma vi assicuro che era perfetta, con gli strati perfettamente definiti, devo confessare che:
a. credo di aver imparato (come sempre quando faccio le ricette di Stefania) l’uso della gelatina per stabilizzare le creme;
b. i tempi della gelatina e non solo per avere torte belle oltre che buone;
c. che sulle amiche puoi sempre contare e anche dopo 300 telefonate, continua a rispondermi al telefono!

– mi cimenterò in un’altra torta difficile… ormai c’ho preso gusto!

Cake with pistachio mousse and strawberries
Daquoise pistachio biscuit :
10 g pistachio paste
70 g almond flour
80g icing sugar
15 g pistachios
3 egg whites
30g caster sugar ( I used light brown)
Blend the almonds , pistachios and icing sugar in order to obtain a fine powder .
Whip the egg whites and when they are well frothy , add the sugar and continue to whip until the mixture is very firm .
Soften the pistachio paste with some whipped egg and then pour it over the egg whites . Mix gently with a soft spatula , inputting, finally, the powder mixture .
With the pastry bag , draw two round shapes from 18-20 cm on a baking sheet lined with parchment paper.
Bake at 180° degrees for 15 minutes, but check at sight because every oven is self-contained .
You can prepare the daquoise the day before.
Bavarian pistachio :
3 sheets of gelatin
3 egg yolks
35 g of sugar
40 g pistachio paste
250 ml whole milk
280 ml ​​whipping cream
Strawberry jam
fresh strawberries
Beat the egg yolks with the sugar until fluffy , then add the pistachio paste . Pour gently hot milk , stir and then put everything on fire. Cook up to 85°, or until the mixture veil the spoon . Be careful, otherwise you can throw everything in the trash.
Soften gelatin in cold water and after having removed the mixture from the heat, add gelatin, and stir for a few minutes . Let cool covered with a sheet of plastic in contact . Do not put it in the fridge , I recommend it. When it cools , gradually add the whipped cream.
Assembling the cake :
Use a pastry circle from 18-20 cm (I used the circle opening of a baking sheet ) , and put on the bottom of the first layer of Dacquoise biscuit smeared with strawberry jam and let rest in the freezer for a few minutes.
With the pastry bag , spread the cream with pistachio and reported in the freezer for at least 10-15 minutes. Repeat the process by putting it over the other Dacquoise biscuit smeared with jam and finished with the cream .
Decorate the cake with whipped cream, fresh strawberries and pistachios.

Con questa ricetta partecipo al contest di Flavia The Recipe-tionist

A presto
Stefania Oliveri

Gelatina al limone e un sondaggio sull’ordine

Mai come in questi giorni, ho capito che il concetto di ordine, è un concetto molto personale.
Eppure, avrei già dovuto impararlo 17 anni fa, quando al ritorno dal viaggio di nozze, il mio dolce doppio, mi etichettava come “paranoica”.
Da allora ne è passata acqua sotto i ponti.
Lui ha smesso di lasciar aperti tutti i cassetti e le ante degli armadi (sulle scarpe in salone ci stiamo ancora lavorando) e io faccio finta di non accorgermi che il divano della camera da letto abbia assunto la funzione di armadio…
Da allora, però, ci sono anche i tre pargoli, tutti maschi, che hanno ereditato lo stesso concetto di ordine del padre.
Benché io sia una “vecchia volpe” (e sorvoliamo sulla parola vecchia), fino a quando ho avuto l’uso di entrambi gli arti superiori, pensavo di avere tutto sotto controllo (e sottolineo che anche la parola “tutto” ha un’accezione del tutto personale).
Da mercoledì scorso, giorno in cui ho perso l’uso (e, grazie a Dio, momentaneo) del mio braccio destro, ho capito che in realtà, non sono io ad avere il loro controllo, ma loro ad avere il mio!
Adesso, oltre le sedie ricoperte di vestiti, oltre i comodini e la scrivania (sulla quale stanziano anche altre cose, che non sono i libri), e il pavimento, anche il davanzale è diventato utile per appoggiare di tutto.
Il letto non si rifà.
La tovaglia non si ripone (ovviamente dopo ore che ha stazionato sul tavolo con i piatti da lavare, perché anche il concetto di “ora e subito”, ho imparato, è del tutto personale) e le spezie nemmeno (e io, come potete ben immaginare, non ne posseggo soltanto una).
Le forbici si lasciano in giro.
La carta igienica vaga da un bagno all’altro, così come il dentifricio, perché è troppo faticoso cercarli in camerino fra le scorte.
Gli accappatoi si lasciano bagnati sul letto, mentre la cartella, le scarpe e le calze vagano beatamente per casa…
E mi fermo qui, ma solo perché è una gran fatica scrivere con la sinistra, ma per loro questo è ordine e io sono esagerata…
E allora mi chiedo, voi, che concetto avete dell’ordine? Distorto come il mio?

Passiamo invece alla ricetta.
Come sempre, l’albero di limoni di mio fratello, diventa prolifico proprio in questo periodo.

Come sempre, in questo periodo, io cerco ricette diverse da preparare con questi bei limoni freschi e bio.

Quest’anno, avevo proprio voglia di preparare una gelatina. Perché piacciano a tutti, in famiglia.
E però ho sempre timore che venga troppo aspra.

Così ho cercato in rete una ricetta che fosse garantita.
Quando l’ho vista nel blog di Loredana, non mi è sembrato nemmeno vero… Poteva mai esserci una ricetta così semplice nel suo blog? Una che potevo fare anche io?
Loredana è una garanzia, così non ho avuto dubbi a provarla e, se non mi fosse riuscita, ero certa che il problema sarebbe stato mio!
E invece, neanche a dirlo, è venuta benissimo!

Gelatina di limone (che può diventare una mousse) di Loredana

150 g acqua
175 g di zucchero (volendo si può aumentare fino a 200 g, io, come lei, non l’ho fatto)
160 g di succo di limone
13 g di gelatina in fogli (colla di pesce)

Volendo si può aromatizzare lo zucchero con 8 g di bucce di lime, lei non l’ha fatto, e nemmeno io.
Preparate lo sciroppo con lo zucchero e l’acqua.

Portate ad ebollizione e fate sciogliere bene lo zucchero. Unite il succo di limone filtrato e riportate a bollore.
Nel frattempo mettete i fogli di gelatina in acqua fredda. Strizzateli appena si saranno ammorbiditi e uniteli al composto di acqua, zucchero e limone, ma lontano dal fuoco.

Fate sciogliere bene e versate in un contenitore, usando un passino per renderlo ben limpido.
Conservate una notte in frigo prima di consumarla.

Fin qui tutto normale, ma la signora continua a sperimentare e ciò che nasce come gelatina si trasforma in una mousse.
Ma, se volete sapere come, andate sul suo blog!
Noi, qui, l’abbiamo mangiata così ed era fantastica!!!

Lemon jelly
150 g water 
175 g sugar (but no more than 200 g) 
160 g lemon juice 
13 g gelatin sheets 
If you want you can spice sugar with 8 g of lime peels, but I didn’t. 
Prepare the syrup with sugar and water. 
Boil them and melt sugar. Add the lemon juice, filtered, and bring again to boil. 
Meanwhile, place the gelatin sheets in cold water. Just squeeze them when they will be softened and add them to the mixture of water, sugar and lemon, but away from the fire. 
Melt well and pour into a container, using a strainer to make it very clear. 
Keep a night in the fridge before serving. 

A presto
Stefania Oliveri