Palermo: colazione social da Histo Caffè

Colazione social gluten free
Palermo: colazione social da Histo Caffè
Sabato scorso l’evento.
Dopo Milano, a Palermo si è svolta la seconda tappa della colazione social di Tiziana Colombo, alias Nonna Paperina, all’insegna del rispetto delle intolleranze alimentari.
 
La prima colazione, si sa, riveste un ruolo importante nella vita dell’uomo, ma spesso la si trascura. Se poi si è pure intolleranti a qualche alimento, diventa ancora più difficile farla, soprattutto fuori casa.
Sabato abbiamo dimostrato che non solo è possibile, non solo è importante, ma è anche buona per tutti.
Così, sebbene senza lattosio, senza nichel e senza glutine, la colazione è stata CON molto gusto, abbondante, allegra e inclusiva.
Tutti hanno potuto mangiare, allergici e non, intolleranti e meno, onnivori e anche i diversamente onnivori per scelta.

Colazione Social gf a Palermo

Grazie ad uno sponsor di eccezione come  Granarolo 100% vegetale, con la partecipazione di ProbiosBosch e Histo Caffè, siamo riusciti a vederci tutti insieme e a parlare di un argomento così importante. Claudia Silvagni, Digital Project Manager della Granarolo, ci ha spiegato che la loro azienda è attenta alle intolleranze, ma con queste colazioni vuole dimostrare che, uno stile di vita più attento a ciò che mangiamo, è più salutare per tutti.
Ecco allora una serie di prodotti pronti fatti con farine non raffinate, latti vegetali di cereali alternativi, succhi e marmellate senza zuccheri aggiunti. Ed una colazione così non poteva non essere accompagnata da un buon cappuccino (seppur vegetale) fatto dalle sapienti mani di uno dei 5 più bravi baristi d’Italia, Alessio Vabres, fatto con un caffè d’eccezione, quello di Histo Caffè. Abbiamo anche bevuto degli ottimi espressi, ma abbiamo provato anche il caffè in brewing, con le ottime miscele TerraAroma.
 
Colazione Social gf a Palermo
 
 
Già, qui vi ho raccontato la mia esperienza con questa azienda siciliana, attentissima alla qualità dei loro caffè e, soprattutto attenta a creare opportunità lavorative per i nostri giovani, facendo formazione, concretizzatasi proprio, ad esempio, con Alessio Vabres.
Ho accettato volentieri l’invito di Tiziana di occuparmi dell’organizzazione  dell’evento a Palermo e di preparare  3 dolci  resi anche senza lattosio, oltre che senza glutine, e alcuni senza nichel, e una focaccia, di cui, fra poco, vi metterò le ricette.
 
 
Colazione Social gf a Palermo
Alessio Sabres, Francesco Lipari, io, Claudia Silvani, Tiziana Colombo, Fabrizio Carrera

Eccomi qui con il padrone di casa della Histo Caffè, Francesco Lipari, con il barista campione Alessio Vabres, la responsabile della Granarolo Claudia Silvani e Fabrizio Carrera di Cronache di Gusto, magazine siciliano che si occupa di tutto ciò che gira intorno al buon bere e al buon cibo, come la manifestazione Best in Sicily, la cui ultima edizione si terrà il 30 gennaio prossimo.

Ed ecco le blogger partecipanti:

Fina Curcio di L’avvocato nel fornetto

Alessandra Messina Cosebuone di Ale

Stefania Conti di StefaniaProfumi e sapori

Rosa Maria Zito di La cucina di bimbapimba,

Elena Nasta La celiaca pasticciona

Ornella Daricello di Gialla tra i fornelli

Anna e Sebastiana Ferro di Pasticciando insieme

Manuela Zanni di Cronache di gusto

Elena Benfante di La montagna incantata

Cinzia Carcia di Il forno incantato

Alessandra Inzerillo di Scatta la voglia

Marco Musso di Fuudly

Per vedere tutte le foto dell’evento cliccate qui o sulla foto.

 
Colazione Social a Palermo

Non una di meno

Abbiamo avuto bisogno di una giornata per ricordarcelo.

Perché non basta saperlo.

No, non basta.

Abbiamo anche dovuto inventare un nome apposito.

Sì, perché anche qui, non bastava quello che già c’era.

Perché?

Perché nel 2000 ancora si pensa che la donna sia un essere inferiore.

Sia di proprietà di un uomo.

Sia “qualcosa” da poter usare liberamente e quando non se ne ha più bisogno, da uccidere.

Perché, “o mia o di nessun altro”…

non una di meno
Fenicotteri rosaIl 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Noi di Slowthinking, abbiamo deciso di partecipare con un racconto, una fotografia, una ricetta che parli di donne e/o di lotta alla violenza usando gli hashtag #niunamenos #nonunadimeno #giulemanidalledonne #slowthinking

Dove si partecipa: sui blog personali, sulle pagine Facebook, sui profili Facebook.

Noi di Slowthinking diffonderemo i post e con i più significativi creeremo un racconto su Steller da diffondere su tutti i nostri profili.

Partecipiamo in tanti, uomini e donne di tutte le età, affinché, lottando e parlando insieme si possa realizzare il sogno di eliminare la parola femminicidio da tutti i vocabolari.
Qui
potete vedere tutti i dettagli dell’iniziativa.

non-una-di-meno

Trovate altri contributi da:

Rosaria, Martina, Valentina.

Palermo, la città più pop!

Ma lo sapevate che “Palermo è la città più pop del mondo“?

Così dice l’artista Max Ferrigno, e guardando le sue opere, direi che ha proprio ragione.

Max Ferrigno e la santuzza

Popsurrealista, che nel 2005 ispira la sua arte ai cartoni animati giapponesi (quelli con cui sono cresciuta io e oltre) e li trasforma in “attori attivi” dei suoi quadri, coloratissimi.

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Come partecipare ad un blog tour in Sicilia Occidentale e uscirne vivi

Diciamolo chiaramente, partecipare ad un blog tour è l’inferno.

E ci sono almeno 3 cose che vi segneranno in maniera indelebile:

  1. tornerete più grassi;
  2. avrete la sindrome da ritorno post vacanza lavoro;
  3. per almeno i primi 5 giorni, non riuscirete più a mangiare ciò che cucinate a casa…

Siete disposti a subire tutto questo?

Perché arrivare in una meta sconosciuta (a volte), alloggiare  in un albergo 4 stelle, alzarsi la mattina presto e stare fuori tutto il giorno in giro, a vedere posti incantevoli, conoscere gente simpatica, produttori interessanti, partecipare a corsi di cucina con grandi chef, è davvero troppo per essere sopportato.

E poi tutto quel cibo, difficile da allontanare dalla bocca? Difficile da rinunciare?

Ecco, questo è esattamente quello che dovete aspettarvi se partecipate ad un blogtour.

Come quello che ho fatto io a nella Sicilia Occidentale e in particolare modo nel trapanese.

Le foto, è vero, aiutano a capire lo strazio che abbiamo subito, ma non in maniera approfondita come viverlo. Ma qualcuno doveva pur sacrificarsi…

Sole caldo, mare limpido, cielo azzurro, gente socievole, cibo sublime, persone speciali e tante risate…

Ecco a cosa ci ha sottoposto il Distretto turistico della Sicilia Occidentale.

Così insieme a Daniela, Oriana e Silvia (rigorosamente in ordine ùalfabetico) e poi agli operatori del settore, miei compagni di viaggio, tour operator abbiamo vissuto questa esperienza per 4 giorni.

Gruppo Sicilia Occidentale a Segesta

E si conferma l’opinione che avevo: la Sicilia è un posto bellissimo, ma non diciamolo troppo forte che poi vogliono venire tutti!

In ogni caso, visto che i nostri sacrifici erano troppi, il tempo ha deciso di metterci la sua, e di essere inclemente, facendo cambiare programma al tour.

Vedere Erice in una giornata buia e tempestosa (va bene è un’iperbole, ma sicuramente non era la giornata migliore per godere del panorama e del borgo), in ogni caso non le toglie il suo fascino (solo che dovete accontentarvi della mia parola o andare e sperare di trovare lo stesso tempaccio, perché le foto sono venute un po’ annebbiate…)

Sicilia Erice 5858

Erice con la nebbia

L’incontro poi con Maria Grammatico, istituzione mondiale (e a ben ragione), l’assaggiare le sue creazioni, che sono opere d’arti, per la vista e il palato, e un corso di cucina con lei per la preparazione di alcuni dolci come le Minne delle Monache, i cannoli e i Belli e Brutti, hanno comunque rischiarato e riscaldato la giornata.

Maria Grammatico e i suoi dolci

Sicilia attrezzi per fare i cannoli 5877

Lei è una donna meravigliosa, moderna, una donna che ha fatto di una privazione, un punto di forza. Trovate tutto raccontato nel suo libro Mandorle amare, che ci fa rivivere la sua storia, di come da una sfortuna è riuscita a creare un impero, anche se sentirlo raccontare dalla sua viva voce, con quel suo fare pratico, ma anche ruffiano, non ha uguali.

Dolci di mandorle di Maria Grammatico

Questi alcuni dolcetti senza glutine.

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Nel pomeriggio dovevamo andare alla Riserva dello Zingaro, ma il mal tempo ce l’ha impedito. Sicuramente una perdita, compensato ampiamente da un luogo magico come le grotte di Custonaci. A dicembre organizzano il presepe vivente, con oltre 100 figuranti, e immagino l’atmosfera che si respiri, perché già così è uno spettacolo da vedere. Le stanze, nelle grotta Mangiapane (così chiamata perché una famiglia di pastori, i Mangiapane, appunto, vi si stabilì, fino agli anni 50), riadattate facendo rivivere gli antichi mestieri, recuperando oggetti dal passato e il racconto della guida che ti fa vivere la Sicilia della fine dell’Ottocento è un’esperienza che non si deve perdere. Ma non è l’unica grotta, ce ne sono diverse, alcune rinvenute anche per caso, perfettamente conservate e dove sono stati ritrovati reperti addirittura del paleolitico.

Custonaci Sicilia

Custonaci TP

custonaci TP 2

Custonaci TP 1

Il sindaco di Custonaci ci ha accolti all’Hotel Ristorante Il Cortile, dove, come se non bastasse il pranzo luculliano dalla signora Grammatico, ci hanno offerto cassatelle e sfince, cioè dei dolci tipici della zona, che ovviamente sono fritti e con la ricotta. Potete anche soggiornare lì e siete a due passi da San Vito.

Cassatelle e Sfince

La sera l’abbiamo passata a San Vito, che non ha certo bisogno di presentazioni e abbiamo mangiato alla Casa del Cous Cous, dove fra l’altro, ho potuto gustare il cous cous senza glutine, che lo chef Enzo Battaglia, ha preparato apposta per me.

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L’indomani mattina siamo partiti di buon ora, perché il programma era ben nutrito. Prima tappa la meravigliosa Segesta, dove si respira la storia attraverso il suo teatro e il tempio, costruito sulla cima del monte da cui si gode di un panorama mozzafiato a perdita d’occhio.

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Grazie a Dio il tempo si è rimesso, per cui la visita a Castellammare del Golfo era d’obbligo. Una cittadina sul mare che si abbarbica sulla montagna, con il suo castello proprio bagnato dall’acqua.

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Castellammare – Trapani

Le foto, credo, nonostante io non sia brava, parlino da sole.

Il nostro viaggio è proseguito per Scopello, altra tappa d’obbligo, dove il mare è ancora più azzurro e limpido, se possibile, con i suoi faraglioni che spuntano dal mare imponenti.

Scopello

Qui potete gustarvi un pranzo davvero luculliano all’agriturismo Tenute La Plaia. La padrona di casa, Cinzia Plaia, ci ha fatto visitare la sua elegante struttura , che mette a disposizione anche 10 stanze, una piscina, e una vista mozzafiato.

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Agriturismo La Plaia – Scopello

All’agriturismo sono attentissimi anche alle esigenze dei celiaci e lo chef, Liborio Giorlando, ha riprodotto tutto anche in versione gluten free e così ho potuto assaggiare tutte le prelibatezze che ci aveva preparato. E vi assicuro che tutti i chilometri da fare per arrivare fin lì, ne valgono davvero la pena!

Antipasto senza glutine Tenute Plaia
Antipasto senza glutine Tenute La Plaia 

E ora ditemi che questo antipasto non è bellissimo anche solo da vedere! 

Dopo pranzo ci siamo diretti a Marsala, altra perla della Sicilia Occidentale. Bella, elegante, si affaccia sul mare e ha fra le più belle tenute vinicole. Qui si trova la famosa tenuta Florio, che non è la prima volta che visito, ma dalla quale rimango sempre affascinata, non solo per la prelibatezza dei suoi vini, ma anche per la storia di questa famiglia che ha lasciato tanto a questa parte dell’isola nei primi del ’900 (seguite la lettura e vedrete che li rincontrerete).

Degustazione Florio
Degustazione alla Cantina Florio – Marsala
Cantine Florio
Cantine Florio

E dopo una visita che si deve assolutamente fare se passate da Marsala, un giro in città è assolutamente da non perdere.

Marsala
Marsala – Sicilia

La sera, abbiamo mangiato da uno degli chef più promettenti nonostante la sua giovane età, Emanuele Russo, di Le Lumie. Il menù tutto gluten free e, meraviglie delle meraviglie, anche il dolce, senza glutine per tutti! Piatti all’apparenza semplici, il cui studio e la ricercatezza, esplodono invece nel palato.

Le Lumie Marsala
Le Lumie – Marsala

Anche di lui ne avevo già parlato qui.
L’indomani, il tempo ormai diventato splendido e pienamente primaverile ci ha permesso di godere al massimo della gita a Favignana.
Favignana è una delle tre isole delle Egadi, la più grande, la più conosciuta e la più abitata. Il mare è splendido in qualsiasi stagione ci andiate e piena di vita. Ma la bellezza di Favignana non risiede solo in questo. Se approdate in questa splendida isola, dovete, e ripeto DOVETE, visitare la tonnara Florio. Il fascino della tonnara rimane intatto, grazie anche ai racconti e ai canti (le “scialome” dei tonnaroti) del custode Giuseppe Giangrasso che ne rimane la memoria storica, visto che dal 1962 vive e lavora lì. 

Favignana Custode
Il custode della tonnara Florio, il signor Giangrasso

Una scialoma

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La tonnara era anche uno stabilimento dove si lavorava il tonno. Era una delle più grandi tonnare del Mediterraneo e anche all’avanguardia, basta solo sapere che c’era il nido per i bambini. Veniva, infatti vissuta come una vera e propria città, dove però uomini e donne lavoravano separati. Rimangono ancora le imbarcazioni, i forni, le scatole dove veniva conservato il tonno e il busto, all’ingresso, dell’inventore della scatoletta con l’apertura a chiavetta, Giuseppe Caruso.

Favignana Tonnara

Favignana Tonnara FLorio

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Ma la cosa ancora più stupefacente è l’Antiqurium, dove sono conservati reperti delle guerre puniche, che grazie ad un servizio del Comune, può essere visitato e una guida volontaria ti racconta e ti fa rivivere il passato.

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A Favignana abbiamo mangiato in piazza alla Trattoria Due Colonne, che, se avvisati in tempo, possono servire anche un primo senza glutine. In ogni caso, la trattoria serve prevalentemente pesce, quindi qualcosa si trova comunque.

Non mancate poi di prendere un caffè al pistacchio (qualora le calorie non fossero sufficienti) al bar del porto, prima di tornare sulla terraferma, al Bar du marinaru.

caffè al pistacchio di Favignana

Ma Trapani non è solo mare e buona cucina, è anche cultura e tradizione.

E così, al rientro, visto che eravamo in settimana santa, abbiamo assistito ai “Misteri“, che altro non sono che la rappresentazione delle 16 tappe della via Crucis di Gesù. 16 statue con 16 “sponsor”  (diremmo oggi) degli artigiani della città, e 16 bande musicali che accompagnano i carri creando una suggestiva cornice al tutto. La più importante processione di tutta la Sicilia, che si consuma in 24 ore…

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E ancora è arte, grazie alla maestria degli orafi Giusi Damiano e Alfonso Graffeo (coralli e preziosi di Graffeo & Damiano), che oltre a creare dei gioielli in corallo di rara bellezza, insegnano quest’arte antica e cercano di tramandarla con pazienza, dedizione e passione, nel loro laboratorio/bottega. Il corallo di Trapani infatti vanta una tradizione che risale al XVI secolo e i due orafi cercano di conservarne la tradizione, innovandone i temi.

 
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Infine, ma non ultimo, è cibo. Ma non solo da mangiare, ma anche da preparare. Così, alla Scuola di Cucina Nuora, con lo chef Francesco Pinello, abbiamo imparato a fare le busiate (il tipico formato di pasta trapanese, una sorta di maccheroncino attorcigliato) che, anticamente si faceva con il  buso, cioè lo stelo della pianta dell’ampelodesmo e che tradizionalmente è senza uovo.

Scuola di cucina Nuara Trapani

Inutile dirvi che anche io ho mangiato le busiate, senza glutine, condite con pesto alla trapanese e le chiacchiere con lo chef mi hanno confermato la sua sensibilità e disponibilità al problema.

Buscate senza glutine co pesto alla trapanese

E ora vi chiedo, dove volete passare le vostre prossime vacanze? 

Qui non c’è solo mare pulito e cristallino, sole caldo, spiagge bianche e tanto cibo eccellente, qui si trova anche la storia, la tradizione, l’arte, che rendendo perfetto una vacanza anche di relax estiva. 

La Fornostar ricomincia da qui

Se vi siete chiesti che fine abbia fatto, vi dico subito che la fine non è stata volontaria, ma coatta.

Il computer è entrato in una clinica di bellezza, e si è rifatto il lifting, ed è appena tornato a casa, puro e innocente come quando è nato.

Cosa vuol dire? 

Vuol dire che non ho avuto a disposizione quello che ormai è diventato il prolungamento di me stessa e che adesso che è tornato, non c’è più niente…

Quindi tutti i miei dati, quelli accumulati in anni di blog, sono andati smarriti…

Spero che ritrovino la via di casa, intanto io lascio delle mollichine di pane (ovviamente senza glutine) sperando che non vengano ingoiate da uccelli rapaci…

nel frattempo vi dico che hpo capito una cosa.

Il blog mi è mancato e serve a me.

Come una terapia.

Mi sono sentita orfana, mozzata, incompleta…

Be’ da oggi riprendo.

In queste settimane, comunque non sono stata con le mani in mano. E anzi, a dirla tutta, mi sono anche capitate delle belle cose.

Arei voluto aggiornarvi in tempo, quasi, reale, ma lo farò, ahimè in differita.

Così, nei prossimi post vi parlerò del bellissimo tour che ho fatto nella Sicilia Occidentale grazie al Distretto Turistico Sicilia Occidentale, e vi parlerò anche del primo raduno di Gluten Free Travel & Living.

Oggi invece, per chi se lo fosse perso in diretta, vi lascio con il filmato della mia partecipazione su A Conti Fatti su Rai Uno di martedì scorso.

E invece su Facebook, potete trovare la mia ricetta.

FornoStar alla Rai

 

Caffè o espresso? This is the question!

Ignoranza, sicuramente.

Incompetenza, anche, lo ammetto.

Dietro al caffè, c’è un mondo che sconoscevo.

E come ogni percorso formativo, tanta, tanta riconoscenza per l’universo che mi si è aperto.Histo caffè bicchiere

All’accademia di Histo Caffè a Palermo un corso di 3 giorni sul brewing, con il barista, campione italiano di Aeropress, Davide Spinelli, è stato quello che non mi aspettavo.

Histo caffè 4351

Eppure quasi tutti ci sentiamo esperti, intenditori, anche, sul caffè, foss’anche perchè ogni mattina ne prendiamo almeno uno.

Bevande inflazionata, iper consumata, eppure poco conosciuta, a partire dal nome.

Sì, perché quello che noi tutti chiamiamo caffè, non è altro che la pianta, la drupa della pianta, ma quello che noi beviamo si trasforma a secondo del metodo che usiamo per estrarlo.

Histo caffè 4399

E così ho imparato che noi itaiani consumiamo prevalentemente (o esclusivamente) l’espresso o la moka, e che non siamo il primo paese per consumazione.

Ebbene sì, i primi sono nientepopodimenoche i Finlandesi. Ci avreste mai creduto?

E ho anche imparato che esistono migliaia di aggeggi infernali per fare il caffè e che ognuno determina una caratteristica diversa e un sapore diverso.

Histo Aeropress

Questo qui sopra è l’aeropress.

Mentre quelli qui sotto si chiamano Moccamaster (il primo, forse anche il più semplice da usare e che garantisce un sapore abbastanza uniforme ad ogni estrazione) e il Syphon.

Histo brewers

E poi c’è il mio preferito, il V60

Histo caffè 4360

e il Chemex

chemex

E così, durante questi tre giorni, grazie a Francesco e Sergio Lipari, i proprietari dell’Accademia Histo Caffè, i primi a mettersi in gioco ed ad imparare essi stessi, ho imparato tantissime cose.

Fratelli Lipari Histo

Innanzitutto ho imparato che il caffè filtro è più simile al tè, quindi più una bevanda da sorseggiare, da meditazione. È un caffè che si estrae in maniera diversa e per questo ha un sapore diverso dall’espresso, ma non per questo meno piacevole.

E se per l’espresso ci si concedono pochi minuti, con un caffè estratto con il metodo filtro, bisogna concedersi un tempo maggiore. Diversa la ritualità, e per questo, magari, è da godere in compagnia di un amico.

Cambiano tempi, temperature, a secondo del metodo che si predilige, ma la tipologia del caffè può essere la stessa.

Ovviamente deve essere un caffè pregiato, meglio se di specie Arabica.

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Una variabile importante, che cambia totalmente il sapore del caffè ottenuto, è il grado di tostatura richiesto. Ovviamente meglio se tostato da non più di 3 giorni e macinato al momento.

Anche la granulometria è importantissima per ottenere un caffè perfetto, e di solito è un po’ più grossa di quella del caffè per la moka.

Anche il dosaggio deve essere quello perfetto. Di solito il rapporto è di 60 g per un litro d’acqua.

E la temperatura va dai 92°C ai 96°C.

E che dire dell’acqua? E sì, anche quella ha il suo peso nel sapore.

E poi ho assaggiato, preparato e assaggiato ad occhi chiusi le varie tipologie, e con mia grande, grandissima sorpresa, sono sempre riuscita ad capire le caratteristiche dei caffè sottoposti.

E dopo 3 giorni di intenso studio e lavoro ho ottenuto anche il mio bell’attestato!

Da Histo 

Per chi fosse interessato ai corsi che fanno in Accademia, potete guardare qui e, a breve (metà novembre), ci sarà quello interessantissimo di Latte Art.

 

 

Una settimana a Berlino

Berlino è bellissima e nessuno lo può negare.

Vederla è un’esperienza indimenticabile sotto ogni punto di vista.

La città che, secondo mio figlio, ha fatto un business di un grave e inammissibile misfatto.

Sì, perché il mio pargolo n. 3, per tutta la durata del viaggio, non si è dato pace del fatto che molte delle “attrazioni” turistiche fossero proprio riconducibili alla guerra e ad un atroce piano fuori di senno, lo sterminio degli Ebrei, e che da questo ricordo, loro ne ricavassero dei soldi.

Judische Museum Cardamomo and co
Judisches Museum Berlino

Devo dire che la sua prospettiva mi ha affascinato alquanto e l’ho trovata anche sensata, sebbene, d’altro canto, sia anche contenta del fatto che proprio loro che hanno perpetrato questo abominio, siano i primi a prendersi la responsabilità del ricordo perpetuo.

Sachsenhausen Cardamomo and co
Sachsenhausen Berlino

Be’, davvero diverso da quello che succede in Italia, dove nessuno mai si prende la responsabilità di niente e si preferisce coprire gli errori o addirittura abbellirli e rigirare la frittata…

Ma, opinioni politiche a parte, devo dire che Berlino mi ha lasciato davvero il segno.

La grandezza degli spazi, riempita dalla maestosità dei monumenti, tutti (o quasi) perfettamente ricostruiti in maniera da sembrare gli originali, le infinite distese di verde all’interno della città, il perfetto equilibrio fra il nuovo e l’antico, il ricordo e il continuo evolversi, l’efficenza dei mezzi di trasporto, la rende una città assolutamente da visitare almeno una volta nella vita.

Il nostro viaggio è stato fatto all’insegna del risparmio, per cui siamo partiti con un volo diretto, prenotato mesi prima, con Ryanair, e abbiamo dormito in un residence di Hapimag, di cui siamo soci, che permette di avere degli appartamenti al centro della città a costi piuttosto contenuti, anche se molto ben curati e organizzati (a fronte di una spesa iniziale consistente che però nel giro di due viaggi, si riesce ad ammortizzare e quindi, da quel momento in poi anche a risparmiare). Abbiamo comprati la Wellcome card (che consente sconti su tutti i musei e la possibilità di prendere tutti i mezzi), che include anche i vostri figli.

Io biascico ancora un po’ di tedesco, imparato una trentina di anni fa, ma l’inglese lo parlano quasi tutti. In ogni caso ci sono moltissimi italiani che lavorano lì, che incontri in ogni dove e quindi possono aiutarti.

I tedeschi non sono le persone più friendly del mondo, si spazientisco piuttosto in fretta, ma anche qui, la versione molto affascinate del mio amico Massimo, è che è giusto che sia così, perché nessuno sgarra e tutti fanno il proprio dovere, per cui la cortesia non è un requisito indispensabile sul lavoro, mentre la professionalità sì, per cui si seccano se gli fai perdere del tempo.

Ad onor del vero, comunque, va detto anche che che abbiamo anche trovato persone gentili… ogni tanto.

Se andate a Berlino, avete solo l’imbarazzo della scelta su cosa vedere. 

Già solo guardare la città e passeggiare per i suoi parchi è un’esperienza da fare.

Noi alloggiavamo a Mitte, un quartiere centralissimo, proprio accanto alle due chiese gemelle (Franzozische Dom e Deutsche Dom), che si fronteggiano, nella bellissima piazza Gendarmenmarktplatz, poco distante dall’isola dei musei, dove si trovano ben 5 musei statali, secondo me, assolutamente da visitare.

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Soprattutto il Pergamon non dovete perdervelo, anche se per adesso, ne avrete una visione parziale.

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Ovviamente tutte le tappe più famose, sono obbligate. Da quelle che ci ricordano il nostro vicino passato, come il Muro, Check Point Charlie, il Museo degli Ebrei (Judisches Museum), uno dei musei più belli e toccanti che abbia mai visitato, e il Memoriale, a quelle che ci riportano alla grande storia tedesca, come la Porta di Brandeburgo, la cattedrale di Berlino, la Hamburger Bahnhof che è una vecchia stazione adibita a museo, o il Reichstag, sede del parlamento tedesco, che dovete prenotare in anticipo, di almeno due settimane, per non arrivare sul filo del rasoio, come noi, o non visitarlo affatto, e il magnifico castello di Charlottenburg.

berlino Cardamomo and co

Berlino Cardamomo and co

Ma Berlino è anche parchi, centri commerciali (assolutamente da vedere il LaFayette, perché dentro è strepitoso, e il Kaufhof), lo Zoo e l’Acquarium e tutto diventa davvero imperdibile…

Berlino cardamomo and co

BerlinoCardamomo and co

Ma se andate a Berlino, vi consiglio caldamente di non perdervi Potsdam, con i suoi meravigliosi castelli.

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Ma una nazione la si conosce anche dal suo cibo e qui arriva la nota dolente.

E non tanto perché il cibo non è magnifico (würstel e patate rientrano nell’immaginario di ogni bambino, ma forse non in quello degli adulti), quanto perché, su 3 milioni di abitanti, la scelta gluten free è davvero poca cosa.

Andando a Berlino ci si aspetta che nel civilissimo nord le cose per i celiaci siano davvero diverse e la diversità non esista.

Invece esiste ed è difficilissimo trovare qualcosa senza glutine. O quanto meno, ci sono anche dei locali che offrono dei piatti senza glutine, ma la scelta è davvero limitatissima. 

Su Gluten Free Travel and Living potete trovare un’analisi più approfondita dei locali che ho provato personalmente.

In ogni caso mi sento di consigliarvi assolutamente il cafè FUNK YOU Funk You Natural Food (Gärtnerstraße 21, 10245 Berlin-Friedrichshain) e il panificio/caffetteria Jute Bäckerei (Schönhauser Allee 52 a10437 Berlin – Prenzlauer Berg).

locali Berlino

In ogni caso in tutti i supermercati trovate un angolo senza glutine.

Il nostro chef: Pietro Consorti!

Diciamolo, lui è bello, oltre che bravo, il che non guasta!

E il suo nome è Pietro Consorti e non vi dimenticherete facilmente di questo chef, non solo perché cucina da urlo, ma perché, un urletto, come si fa con le star, lo lancerete anche alla sola vista.

Pietro Consorti

Sì, perché è bello come un divo (l’ho già detto?)

E simpatico.

E ha il viso da dolce mascalzoncello.

E cucina da di(v)o!

Viene da Prato e lavora a Milano e ha fatto un piatto ME RA VI GLIO SO: Triglia Milano-Livorno. È cresciuto con lo chef Aprea, mica nessuno, e si vede anche in questo piatto meraviglioso, la cui ricetta la trovate qui.

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E, poi, vi ricorderete di lui perché è sostenuto da una squadra fortissima

NOI PER chef

 

Giovanna, Elisa, Gaia, Vanessa ed io.

La nostra squadra è coinvolta in una fantastica sfida tra 20 sous chef e 100 foodblogger, nata dalla prestigiosa ed importante partnership tra iFood, Inalpi, Festa della rete e Altissimo Ceto che vi terrà incollati al web per tutta l’estate con delle fantasmagoriche ricette!!

ABBIAMO BISOGNO di tutto il vostro sostegno perché saranno il numero di condivisioni a fare la differenza e per aiutarci dovrai condividere questo link  sui vostri canali social (Facebook, Twitter, Pinterest, Google+)!!!

Grazie, grazie e grazie ancora dell’aiuto!

Perché vogliamo vincere?

Perché avrem ola possibilità di andare a cucinare a Rimini con il nostro chef… mica mi volete far piangere e non farci andare… 😉

E allora, su, CONDIVIDETEEEEEEE!!!

Parmigiano reggiano: un’esperienza a 360°

Per una che non carbura prima di mezzogiorno, andarsi a coricare alle 3 e svegliarsi alle 6 per essere al caseificio alle 7,30, avrebbe dovuto essere un bel sacrificio. E, invece, ero felice come una bambina che andava al Luna Park.

Sabato scorso sono stata invitata dal Consorzio del Parmigiano Reggiano, insieme ad altre 10 blogger, per assistere alla produzione del re dei formaggi al Caseificio Sociale Coduro a Fidenza (Parma).

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Un’anteprima, del prossimo week end, quando sarà possibile per tutti visitare i caseifici e assistere al processo di lavorazione del Parmigiano, che vi convincerà a comprare solo il vero Parmigiano Reggiano, così come è successo a noi, visto che è assolutamente e completamente senza nessun tipo di conservante, e visto tutto l’amore e il lavoro che c’è dietro.

Parmigano Collage

Un processo affascinante che comincia con l’arrivo del latte fresco, appena munto, che si unisce a quello munto la sera prima, che, con l’aggiunta di siero e caglio di vitello, e una lunga preparazione, formano il parmigiano.

parmigiano 5 Collage

That’s all!. Sì, niente altro se non una lunga attesa e cura.

La parte liquida da una parte (lattosio e carotene) e la parte solida da un’altra, a sgocciolare. E poi vengono messe nelle forme di teflon per una notte e poi passate nelle forme di acciaio, per 3 giorni. Quindi messe in salamoia per 20 giorni, e ancora nelle camere calde a sudare (una sorta di sauna) e infine nella camera chiamata “il riposo del re” dove aspettano un minimo di 12 mesi prima di essere assaggiate.

Parmigiano Cardamomo & co

Latte che proviene solo da mucche del territorio, nutrite solo con foraggio super controllato, per ottenere un prodotto di estrema qualità e ottenere il DOP.

E, nonostante i meravigliosi macchinari, che mescolano un quintale di latte per volta, per avere due forme da 45 kg ciascuno, l’importanza dell’essere umano, il casaro prima, che stabilisce quando il latte è arrivato alla giusta consistenza per formare il parmigiano, e gli esperti dopo, che controllano ogni singola forma di parmigiano prima di certificarne la massima qualità.

PamigianoCardamomo & co

E poi, l’assaggio, o meglio, la degustazione. Di tre stagionature diverse: 12 mesi, 20 mesi, 30 mesi. E il sentore dello yogurt, del fieno, della frutta, oltre che diverse consistenze. Perché, quei puntini bianchi che vedete non sono un difetto, ma un pregio, perché sono aminoacidi che cristallizzano il parmigiano.

parmigiano cardamomo & co

Insomma abbiamo imparato ad amarlo, avendolo conosciuto. Proprio come succede con il fidanzato…

E dopo l’assaggio in purezza, all’Antica Corte Pallavicina, in una location incantevole, lo chef Massimo Spigaroli, ci ha mostrato come valorizzarlo al massimo.

Spigarelli 2400

Dopo aver visitato la meravigliosa cornice, e soprattutto la cantina del culatello, il paradiso degli affettati, dove capeggiano culatelli di cotanti proprietari, abbiamo assistito alla preparazione dei piatti che poi abbiamo assaggiato.

culatello Cardamomo & co

Da un antipasto che può sembrare semplicissimo, che a bontà, non è secondo a nessuno, “Un pensiero sul mio orto, una maionese verde e bottarga” ,

spigarelli Cardamomo & co

ai primi “Il raviolo all’uovo, erborinato di Stagno Lombardo e Parmigiano dei 20 anni” e “I soffici ai tre Parmigiani in brodo di gallina, con piselli e asparagi, in crosta di sfoglia”,

Raviolo Spigarelli

spigarelli cardamomo & co

per passare ad un secondo come Il maiale nero ripieno di culatello e parmigiano”

spigarelli Cardamomo & co

per finire con un “dolce di fragole con biscotto alla polvere di sedano, streusel di cioccolato e crema alla panna, cioccolato bianco e parmigiano”.

spigarelli cardamomo & co

Una giornata davvero indimenticabile. Abbiamo imparato tanto, abbiamo condiviso tanto, siamo state in compagnia di amiche speciali, tutte bloggalline: Teresa, Sandra, Monica, Fina, Sara, Tania Cri, Dauly, Elisabetta, Giuseppina, Elisa, Cecilia e anche, una volta tanto, un maschietto, Jacopo. Cosa volere di più? Solo ripetere l’esperienza! 😉 

Giuliaaaaaaaaa, grazieeeeeee!!!

Antica Corte Pallavicina
Foto del Consorzio Parmigiano Reggiano

 

spigaroli Cardamomo & coSpigaroli Cardamomo & co