Torta natalizia!

In questi giorni, su FB, ho scritto più volte “vado a torteggiare”… Sì, perché in 4 giorni ho fatto ben 4 torte doppie (tranne questa della foto).
Dopo che i miei pargoli hanno visto tutte queste torte uscire dal mio forno e le hanno viste uscire anche dalla cucina e, ancora, da casa, hanno mosso una protesta.
“Ma quanto bene ci vuoi?” si sono informati.
“Tanto, tanto, tanto” ho risposto io. Anzi direi anche troppo visto tutto quello che mi fanno passare, soprattutto con la scuola… (e meno male che il ricevimento del medio non c’è stato…)
“E allora, perché tutte ‘ste torte per gli altri e per noi niente?”
“Perché devo dimagrire…”
“Perfetto, allora tu non mangiarla!”
La logica non fa una piega!
E così fra una torta e l’altra, ho trovato il tempo di farne una anche per loro e con i rimasugli verdi in pdz, ho fatto anche gli abeti… perché siamo pur sempre a Natale e io sono ancora più buona!

Questa torta è fra le loro preferite, forse perché sanno che fra gli ingredienti c’è la coca cola…
L’avevo già fatta qui, in semplicità. Ma avevo anche dei rimasugli di camy cream alla nutella e così ho sostituito la glassa originale, ed è venuta fuori questa torta!

Volete sapere come è andata a finire? L’hanno mangiata”quasi” tutta loro… 😉

A presto
Stefania Oliveri

Alex è … in Svezia!

Se le temperature fossero sempre queste, io non avrei problemi di invecchiamento. Sì, credo che l’ibernazione sia la miglior cura contro l’invecchiamento… sempre che non avessi i tre pargoli che mi fanno penare… Ma l’ibernamento pare sia l’unica soluzione reale!
E così, la mia scuola si è attrezzata! Ad esser sincera, i riscaldamenti ci sono, ma piccoli piccoli, e non sempre funzionanti, ma ci sono.
Però, sì è rimediato, a questa svista e così una marea di piccoli spifferi, moltiplicati per la marea di grandi finestre che ci sono per stanza e per piano, fanno una grande corrente e quindi una grandissimo freddo! Oh yes! Per lo meno supplisco ai tre pargoli…
E sono felice. Io, così, mi mantengo ibernata e quelle antiestetiche rughe che si formano per via del sole e del caldo, non arriveranno…
In bagno poi si arriva allo shock termico, e se si riesce ad uscirne vivi, per i trenta minuti successi, l’intervento del chirurgo sarà assolutamente superfluo. 
E poi, la scienza in atto, la trasformazione da liquido in solido, in forma di stalattiti, della pipì. E siccome, si sa, che “chi fa impara”,  invogliamo tutti i nostri discenti a fare l’esperienza sul campo…
Ad onor del vero, devo confessare che a scuola ho portato un cappello, un paio di guanti (quelli con i polpastrelli liberi, per poter tenere la penna), una sciarpa e un poncho, che indosso appena arrivo. Perché abituata al tepore esterno, questo sbalzo di temperature, così repentino, mi fa temere di non riuscire ad arrivare in classe. Ma superato il primo impasse, poi ripongo tutto, perché non voglio sciupare gli effetti benefici del freddo…
Ovviamente l’ascensore non funziona sempre, e così, si rischia, di produrre calore salendo quelle due/tre rampe di scale… Però, si sa (anche questo), la ginnastica fa bene e in più è a gratis, cosa volere di più? Anzi, quasi quasi, proporrei un piccolo obolo da versare…
Anche il bue e l’asinello, nonostante i 30 alunni per classe si rifiutano di entrare, ma la verità è che non capiscono perché scaldare i somarelli, loro sono abituati a personaggi illustri.
Peccato che fra poco ritornerà il caldo e le temperature in ogni classe raggiungeranno i 40°. Però, è pur vero che la sauna svedese, prevede sbalzi di temperature così repentini … E allora di cosa ci lamentiamo? Noi abbiamo la Svezia in Sicilia!

E in questo clima, poco tropicale, è nato il nostro Alex… In realtà forse doveva essere Simba… Ma volete mettere, Alex è molto più simpatico!

Questa è una torta fatta per un cucciolino di 5 anni, che è rimasto stupito e contento della sua torta e che l’ha perfino mangiata tutta, diversamente da come succede di solito per le torte di compleanno… Sono o non sono soddisfazioni, queste?
Torta Alex
Base:
torte alla nutella divisa in due teglie da 22 cm
ngredienti
500 gr nutella home made*
9 uova di gallina codice 0 o 1
9 cucchiai di fecola
16 cucchiai di zucchero
100 gr burro
2 bustine di lievito
1 cucchiaino da thè di vaniglia bourbon liquidaPer prima cosa montare i bianchi a neve. Montare la nutella con il burro; a parte montare i tuorli con lo zucchero, unire la fecola e il lievito, la crema di nutella e infine aggiungere le chiare montate a neve. Rivestire due stampi circolari, con carta forno inumidita e versare il composto. In forno a 180° per 40′. In ogni caso vale sempre la prova stecchino.
Bagna:
100 ml di latte
1 cucchiaino da tè colmo di Nesquik
Riscaldare un po’ il latte (io al microonde) e aggiungere il Nesquik e mescolare. Bagnare le basi.
250 gr di mascarpone
150 gr circa di latte condensato zuccherato
250 gr di panna montata non zuccherata
200 gr di Nutella
Lavorare il mascarpone fino a renderlo cremoso..poi unire sempre montando il latte versandolo a filo. Deve risultare una crema densa. Se dovesse sembrarvi troppo liquido il composto, basta aumentare la velocità e lasciate montare per un altro po’. Quindi unire a poco a poco la Nutella ed infine la panna montata delicatamente in più riprese. Ricoprite il primo strato di torta e adagiate sopra un altro strato sul quale stenderete pochissima crema.
150 gr burro a temperatura ambiente
250 gr zucchero a velo
1 cucchiaio di latte 
Lavorate il burro a pomata e aggiungete lo zucchero , otterrete una crema liscia e morbida, aggiungete il latte solo se ritenete sia necessario ( a me non è servito!!!).
Spalmate la crema al burro su tutta la torta e rimettetela per almeno un’altra ora in frigo.
A me è rimasta tanta crema al burro, perché ho fatto uno strato sottilissimo…A questo punto la torta sarà pronta per essere decorata con la Pasta di zucchero, che stenderete sottile, ricoprite la torta, e rifinitela bene.
Effettivamente è un po’ lunga e richiede diversi giorni di preparazione, che sono svaniti nel giro di 5 minuti… Ma volete mettere la soddisfazione di vedere un cucciolo e i suoi genitori felici?
A presto
Stefania Oliveri

Gli originali di sconosciuti… ma senza glutine!

Io non ho mai fumato e sono pure felice di questo, per cui quando la mia amica i ha chiesto di fare un pacchetto di sigarette, mi sono sentita venire meno… Ma il giorno del compleanno è un giorno speciale e non volevo deluderla.
Mi mostra orgogliosa il pacchetto da riprodurre… e mi viene un mancamento. Ma chi le ha viste mai ‘ste sigarette??? Ma un pacco di Marlboro, che almeno conosco, no? A complicare il tutto, l’amica, non mi vuole dare il pacchetto, perché le sigarette non sono finite… Insomma, cerco di memorizzare e poi confido su internet.
A casa scopro con orrore che esistono un’infinità di modelli, tutti diversi, ma nessuno che assomigli a quello mostratomi…
Decido che sono un’artista e che lo interpreto a modo mio… d’altronde se faccio falsi d’autore, posso pure fare originali di sconosciuti, no?
Alla fine saprò se mi vuole davvero bene, no?


La foto non rende giustizia, fatta all’ultimo momento e di frettissima…
La torta è uguale a questa… le era piaciuta talmente che l’ha voluta uguale!

Un dolce di Careme per il battesimo del figlio di Napoleone e Maria Luisa

La donna di cui vi parlerò oggi, per le nostre (st)Renne sulle donne (st)raordinarie, è una parente di Sissi, ed esattamente una zia acquisita di Sissi. Zia acquisita per matrimonio, in quanto figlia del fratello del padre di Francesco Giuseppe… Troppo complicato? Meno di quello che si creda.
Maria Luisa d’Austria era figlia dell’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe II e della seconda moglie (sua cugina) maria Teresa di Borbone, meglio conosciuta in quanto ultima moglie di Napoleone Bonaparte. Ma perché voglio parlarvi di lei? Perché scrivendo la scorsa settimana la storia di Sissi, e di quanto viene ancora odiata agli austriaci e di come l’accolsero male anche allora, mi è venuta in mente la storia di questa donna e di come invece fu amata e il paragone è nato spontaneo.
Innanzitutto fu tanto amata dal padre che le dedicò molto tempo, meno della madre, troppo fatua, ma che ben presto morì e fu rimpiazzata da una matrigna (una cugina del padre) di soli 4 anni più grande di lei, che l’amò a sua volta, forse per la vicinanza di età, forse per il fatto che non poteva avere figli suoi. Fu amata per il suo carattere docile e amabile, sempre disponibile al volere altrui, prima quello del padre, che all’età di 18 anni la diede in sposa a Napoleone, per assicurargli una discendenza e poi a quello di Napoleone stesso, che sebbene l’avesse sposata per mero interesse politico, pur essendo così diversa da Giuseppina (donna che lui amò follemente), meno bella, meno di classe, meno donna di corte, ma che trattò sempre bene e essendo molto gentile con lei (per stessa ammissione di Maria Luisa), perché appunto così dolce e arrendevole. Gli diede il tanto agognato erede, ma non servì a niente, non ereditò mai il titolo e comunque all’età di 20 anni morì. In ogni caso (ve la faccio breve), quando Napoleone fu mandato in esilio, Maria Luisa preferì tornare in Austria dal padre che l’affidò ad un suo generale di fiducia Adam Albert von Neipperg… Fiducia assolutamente mal riposta, visto che lei ne diventò dapprima l’amante e poi, quando napoleone morì, la moglie, congiungendosi in nozze morganatiche. Ovviamente dovette lasciare il primo figlio alle cure del padre e non poté riconoscere nemmeno i due figli che ebbe da Neipperg, nemmeno dopo la morte di lui. In ogni caso, rimasta vedova per la seconda volta, prima ebbe diversi amanti per consolarsi della perdita e poi sposò, sempre con nozze morganatiche, il conte francese Charles-René de Bombelles, per convenienza di avere un marito accanto, che fosse anche il primo uomo del ducato di Parma. Morì comunque abbastanza giovane all’età di 56 anni.
Ma ancora il nesso fra le due donne non si vede ed effettivamente l’unico nesso, forse, lo vedo solo io. In ogni caso mi ha fatto tanto riflettere il fatto che queste due donne si sono conquistate l’amore/odio del loro popolo e non solo, non per le loro azioni, quanto per la loro indole. L’indole ribelle dell’una la portarono ad essere contornata da un sentimento negativo pur non agendo di per sé mai male (ebbe un solo marito, non si sa di amanti, non abbandonò i figli per altri uomini). L’indole remissiva dell’altra, invece, la fecero molto amare da tutti, mariti, sudditi e figli (perfino il primo), pur agendo molto male (abbandonò il primo marito Napoleone, prima della sua fine, lasciò il figlio pur di sposare il secondo marito, non allevò nemmeno gli altri due figli perché il matrimonio era morganatico e non li poté mai riconoscere, ed ebbe numerosi amanti…).
Ecco spiegato il detto “ci vuole fortuna pure a cuocere un uovo…”
Stabilito il rapporto fra le due donne, adesso passiamo a stabilire un rapporto con una ricetta. Ma qui la cosa è molto più semplice. A parte il fatto che, al contrario di Sissi, amava e apprezzava la buona cucina, specialmente i dolci, tanto da cominciare ad ingrassare proprio al suo arrivo a Parigi, l’incontro fatale, forse fu proprio con il famoso pasticcere di corte Marie-Antoin Careme, forse il primo pasticcere di torte monumentali. E proprio a lui fu affidato il compito di preparare i dolci per il battesimo del figlio di Maria Luisa e Napoleone e per loro ideò un dolce a grandezza uomo, composto da meringa, crema di marroni, panna e due cigni giganteschi ai lati… Io, per ovvi motivi di spazio, ve li propongo in versione finger food.

Dolce del battesimo
Base meringa:
100 gr. di albumi
200 gr. di zucchero (di cui 100 semolato e 100 a velo)
Se per caso avete degli albumi che vi avanzano, la cosa più semplice da fare è congelarli e usarli quando vi servono. Si scongelano e si lasciano a temperatura ambiente e solo quando raggiungono questa temperatura si possono cominciare a montare. Mettere quindi gli albumi in un robot da cucina e cominciate a montare. Appena cominciano a diventare schiumose, aggiungete lo zucchero a poco a poco. Io consiglio prima quello semolato e poi quello a velo. Se usate quello comprato non avete bisogno di altro, se invece lo fate voi tritandolo con il Bimby allora è il caso di aggiungere un po’ di cremor tartaro… Continuate a montare bene, fino a quando non si formi una bella crema lucida e densa. A questo punto se siete pratici con la sac a poche, inserite la crema nella sac a poche e fate tanti ciuffetti distanziati fra di loro di circa 3 cm, Se invece non lo siete, potete fare i ciuffetti con due cucchiaini. Mettetele in forno ventilato a 90 ° per circa 2 ore 2 ore e mezza. Più mettete basso il forno più dovranno cuocere, più verranno dure… A me invece piacciono col cuore leggermente morbido quindi le faccio cuocere a 100° per 1 ora e mezza (circa). Più è bassa la temperatura più le meringhe verranno bianche perché lo zucchero non caramellizzerà (credo sia per questo), ma siccome a me piacciono più morbidine non mi interessa tanto il colore…

Crema di marroni:
Ok, lo confesso, ho comprato quella già fatta…

Panna:
Panna fresca
Zucchero a velo secondo il vostro gusto
Montare la panna piuttosto fredda con lo zucchero a velo, ma non tanto. Deve rimanere piuttosto soffice

Pasta di zucchero per i cigni
Vedi qui

Montaggio:
Sopra una meringa adagiare una noce di crema di marroni, possibilmente passata con lo schiaccia patate (se versione finger, con lo spremi aglio) per far cadere la crema a filetti e una di panna montata. Ai lati applicare i due cigni di pasta di zucchero e spolverizzare con zucchero a velo.

Suggerimenti:
Se non siete pratiche con la pasta di zucchero,nessun problema, potete omettere i cigni…o quelli che volevano smigliare a dei cigni! 😉

Ricordatevi che avete tempo per il contest delle (st)Renne Gluten Free fino al primo di aprile

;
e che oltre a vincere un mese con noi (cioè a cazzeg… a lavorare su FB con noi – Menù Turistico, Assaggi di Viaggi, io, Cuocicucidici e L’Apple Pie di Mary Pie -), come questo mese faranno Eleonora, Mai, Patti, Gaia e Greta, si vince un vero premio, e bellissimo per giunta, e cioè un magnifico week end all’Agriturismo Baglio Costa di Mandorla di Paceco (TP)…
Vi aspettiamo numerosi!
A presto
Stefania Oliveri

I falsi d’autore: torta Mondrian!

Odio i falsi d’autore. O ti puoi permettere il vero (e spesso non si può) o altrimenti ti compri qualcos’altro! E li odio anche quando sembrano assolutamente veri e, anche, quando sono d’autore! Non parliamo poi di quei falsi, che sono fatti sicuramente da autori pregevoli, che vanno solo perché rappresentano una firma. Io non ho una Louis Vuitton, né vera, né tanto meno falsa, né una Gucci, né una Chanel, né una Hermés… e mi piacerebbe, come, quasi, tutte le donne. Ma se non posso permettermi di comprarne due-tre vere, non le voglio nemmeno finte a prezzo da borsa comunque “buona”, perché tanto nessuno se ne accorge che è quella finta. Ma lo so io e tanto basta! Mi sento bugiarda, oltre che ladra nei confronti dello Stato… Esagerata? Sicuramente, ma che ci posso fare?
Così quando la mia collega mi ha chiesto “ma tu la sapresti fare una torta quadro di Mondrian?” (anche un po’ scettica sul fatto che potessi riuscirci), io ho subito pensato “figo!” e subito dopo ” oh mio Dio, devo fare un falso!” Ovviamente non mi sono tirata indietro, era il suo compleanno e mi aveva pure confessato che non aveva mai voluto una torta e questa sarebbe stata la sua prima volta. Per farla breve, mi ha fatto tanto intenerire che non mi sono potuta tirare indietro… Ho fatto il mio primo falso… Ma per una buona causa… ma spero d’autore!

Questo l’originale a cui mi sono ispirata…

La torta doveva essere al cioccolato, perché lei ama solo quello, così ho fatto due torte con la ricetta di questo plumcake, che ho farcito con Camy cream alla nutella, bagnata con la bagna di Montersino, ricoperta con questa ganache al cioccolato e poi ricoperta con pasta di zucchero.
A presto… col prossimo falso! 😉
Stefania Oliveri

Per quel tesoro del mio pargolo, un tesoro al cioccolato!

Anche quest’anno puntuale come sempre è arrivato il compleanno del pargolo n. 3. L’anno scorso abbiamo festeggiato a casa perché aveva la gamba ingessata e siccome ci abbiamo preso gusto a festeggiare a casa, abbiamo ripetuto anche quest’anno. Solo che quest’anno è stato un compleanno “particolare”, il primo da celiaco… E così, mentre l’anno scorso, mi ero dedicata solo alla torta, quest’anno ho dovuto pensare a tutto il menù. Perché non mi andava affatto che proprio il giorno del suo compleanno dovesse avere un menù diverso da tutti gli altri, che si sentisse diverso, discriminato… E così menù senza glutine per tutti! Ho fatto i muffins con i wurstell, le arancinette al forno, i biscotti salati, i biscotti dolci, i fairy cupcakes, il succo d’arancia solido e la torta al cioccolato secondo il desiderio del pargolo e poi tante patatine, di tutti i tipi, di tutte le forme e caramelle e cioccolati…
La festa, come già sapete, è stata fatta seguendo il tema “i pirati” e i bambini si sono divertiti un mondo, pur rimanendo seduti per tre ore di seguito… Il mio pargoletto era strafelice e tutti hanno mangiato e giocato alla stessa maniera… E infine, il figlio di una amica, tornando a casa, a sua madre ha raccontato che era stato il compleanno più bello della sua vita, che si era divertito un mondo, che aveva mangiato cose buonissime e belle… E questa è stata una vera soddisfazione, perché nessuno si è accorto che il menù fosse senza glutine e per una volta il mio pargolo ha mangiato come tutti gli altri e tutti bene (vero Ema?)
Per questo vi do la ricetta di questa torta, che è di una semplicità disarmante, chiunque può realizzarla facilmente e così chiunque può mangiarla senza timore di rimpiangere quelle col glutine… anzi!
Ho fatto due torte rettangolari con queste dosi per ogni torta:

Torta al cioccolato
150 gr di cioccolato fondente (Venchi è senza glutine)
100 gr. di burro
4 uova codice 0 (cioè biologiche) o 1 (cioè di galline allevate all’aria aperta)
125 gr di zucchero semolato
125 gr di farina di mandorle o mandorle tritate
1 bustina di lievito per dolci

Grattugiare o tritare anche grossolanamente il cioccolato (o usare le goccine) e farlo fondere a bagnomaria o al microonde (come faccio io a 450° per un minuto circa) insieme al burro. Separare i tuorli dagli albumi e montare questi ultimi a neve fermissima. Montare anche i tuorli con lo zucchero, fino a quando non saranno ben bianchi e spumosi e aggiungere il cioccolato fuso e raffreddato, la farina di mandorle e il lievito. Infine incorporare delicatamente gli albumi, mescolando dal basso verso l’alto, ma in maniera decisa e versare il composto in uno stampo foderato con carta forno. Far cuocere in forno caldo a 180° per circa 30 minuti, preferibilmente a forno statico, altrimenti a 170° in forno ventilato.
Questa torta è talmente soffice, che non ha bisogno di essere inzuppata, quindi è perfetta come base per le torte in pasta di zucchero. L’unica cosa che ho fatto è stata una ganache al cioccolato per livellare bene la torta.
Ganache al cioccolato
250 gr. di cioccolato fondente
250 gr di panna da montare
Scaldare in un pentolino la panna, quindi aggiungere il cioccolato e far sciogliere spegnendo il fuoco. Far raffreddare il composto e montare con una frusta elettrica. Con una spatola, spalmare sulla torta. A questo punto si può ricoprire con la pasta di zucchero
Suggerimenti:
Io ho modo molto strano di procedere che vi consiglio di non seguire, perché vi troverete davvero male. Io non pianifico niente, penso come farlo e poi agisco. Niente di più sbagliato! Io vi consiglio di fare un disegno della torta o di seguirte una torta giù fatta, per evitare sbagli. Cioè la torta era buonissima (e se è possibile anche di più), ma non avevo pensato come sovrapporre le due torte, per cui quando le ho sovrapposte, tutti i gioielli che ero stata giorni e giorni a preparare, sono stati completamente coperti dallo strato superiore… Ho poi spostato il tutto ma la frittata era fatta e la pasta di zucchero si era sporcata tutta.

Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio … buon compleanno Ale!


«Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio,
ego me baptizzo contro il malocchio.
Puh! Puh!
E con il peperoncino e un po’ d’insaléta
ti protegge la Madonna dell’Incoronéta;
con l’olio, il sale, e l’aceto
ti protegge la Madonna dello Sterpeto;
corrrrrno di bue, latte screméto,
proteggi questa chésa dall’innominéto».

Premetto che io non credo nella sfiga! E non credo nemmeno che gli amuleti ci preservino da una eventuale sfiga. Premetto anche che, se mia mamma vedesse questo post con questo elefantino con la proboscide alzata, dopo che per anni ha cercato di convertirmi, essendo lei stessa una collezionista di elefanti rigorosamente con la proboscide alzata (altrimenti portano male!), penso che potrebbe diseredarmi per sempre, visto che 40 anni della mia vita non sono bastati a convertirmi e poi solo un anno di conoscenza con Alessandra e mi piego a ciò… Premetto, pure, che ieri è stato il compleanno del pargolo n. 3 e dopo due giorni di full immersion per preparare tutto il menù e tutta la festa a tema piratesco, ed aver avuto 10 piccoli pirati per casa (a casa mia, e chi la conosce capisce!), dove ho cercato di tenerli seduti dalla 5 alle 9.00, prima truccandoli, poi travestendoli, poi facendogli colorare il loro personaggio, poi facendogli decorare il loro bicchiere, e ancora facendo fare loro una caccia al tesoro con gli indovinelli (ho inventato anche quelli… quasi tutti), e una pesca al buio e infine facendo fare anche una tombola (le idee piratesche erano finite!), io, che se c’è una cosa che non amo, è intrattenere i bambini (datemi gli adolescenti, me la cavo meglio!), ed avendo a fine serata i piedi tondi, le gambe gonfie e la testa confusa, volendo solo andare a dormire per riposare le mie stanche membra, ho invece scritto questo post, scaricato le foto (sì, l’elefantino fatto solo ieri), scelta quella meno peggio, aiutata da Mai a levare alcune imperfezioni, visto che le foto sono state fatte alle 4,30 del pomeriggio, quando ormai non c’è più luce naturale, ma non è ancora buio (cioè con la condizione peggiore), caricato tutto sul blog e programmato per oggi (e speriamo che funzioni!). Premesso tutto questo, ora vi dico perché l’ho fatto. L’ho fatto perché io adoro questa donna, penso che sia meglio di Wonder Woman, che si extra, che sia esattamente la persona che io vorrei essere (ma non ci riuscirò mai) e che se non ci fosse bisognerebbe inventarla, ma soprattutto perché le voglio un gran bene, un bene infinito e le auguro tutto il bene del mondo, quel bene che si merita e che sono certa che Dio le darà al di là di tutto. Ma siccome una sorpresa è una sorpresa e ben 20 persone, che la pensano esattamente come me, hanno escogitato per giorni e giorni tutto questo ambaradan, cucinando, fotografando, mettendosi d’accordo, costruendo banner (ok, questo solo Mai!) e parlando, parlando e parlando (non ci credete?), ridendo e scherzando, potevo essere io l’unica a non sottomettermi? Quindi carissima Alessandra, se verrò diseredata, sappi che mi dovete accogliere nella vostra famiglia, se domani sarò una pezza a scuola e non riuscirò a mettere due parole una dopo l’altra, sappi che dovrai cercarmi un lavoro, se non riuscirò a svegliare il pargolo per portarlo a scuola, … ok, di questo non dovrai preoccuparti, perché avrai solo tutto il suo apprezzamento.
E ora bando alle ciance e ti lascio la mia ricetta… cioè la ricetta di Nigella (Delizie Divine, p. 40) delle Fairy Cakes (quale ricetta più adatta per te?).
Ovviamente io l’ho trasformata in gluten free e poi al posto dei fiori ho messo dei bellissimi squali , in tutti tranne in uno, il tuo. E un unico e bellissimo elefantino capeggiava in un mare di squali!

Fairy Cakes (per 12 cupcakes)
125 g di burro ammorbidito
125 g di zucchero semolato
2 uova grandi
90 g di farina di riso tipo amido
35 g di fecola di patate
1 cucchiaino di lievito
½ cucchiaino di estratto di vaniglia bourbon
3-4 cucchiai di latte
Glassa per decorare:
1 albume
250 g di zucchero a velo
qualche goccia di limone
colorante alimentare
Come sostiene Nigella, sono facilissimi da fare. Basta mettere tutto insieme in un robot da cucina e mescolare fino a rendere il composto omogeneo. A questo punto potrete aggiungere il latte. Se usate farina 00 (o autolievitante come prevede la ricetta), i cucchiai di latte devono essere 2 o 3. Con le farine senza glutine, aumentate un poco la dose, cioè fino a quando il composto non vi sembrerà morbido e fluido. Mettete quindi negli stampini (io mi sono aiutata con un dosatore per gelato) e fate cuocere, in forno già caldo e statico a 200°, per 15 – 20minuti. Io l’ho fatto cuocere a 180° in forno ventilato. Fatele raffreddare e ricoprite con la glassa.
Montate a neve i bianchi e aggiungete a poco a poco lo zucchero, il limone e il colorante. Dopodiché mettete in una sac à poc e decorate. Se volete potete completare con la pasta di zucchero
Buonissimi!
E adesso i nomi di tutti i pazzi che ti vogliono bene:

Anna Luisa e Fabio
Mapi
EliFla
Stefania
Eleonora
Mai
Giulia
Ema
Greta
Loredana
Simonetta
Cristina b.
Ginestra
Muscaria
La Roby
Cristina
Patty
Ale
Gambetto

A presto
Stefania Oliveri

Torta vascello del Corsaro Nero e buon compleanno al pargolo n.3

E ora vi svelo perché avevo in casa ben 36 uova bio nel frigo. Cioè, perché se uno legge solo il post, pensa “questa è pazza”, ed è pure vero, ma di solito, la mia discreta scorta di uova corrisponde a 2 confezioni, cioè 12 uova… Che se per qualcuno sono già una follia, per me sono invece una scorta sufficiente per una settimana! Ma il fatto è che stavolta ne avevo davvero un gran bisogno perché dovevo fare non una, ma ben due torte… monumentali, cioè di quelle che in realtà richiedono non una, ma ben due torte in contemporanea, cioè 4 torte in totale… Anche quest’anno il cucciolo del mio amico e collega ha fatto il compleanno a ridosso del mio cucciolo e il papà ha voluto una torta degna del suo ometto. Ovviamente, come ogni anno, scatenando le invidie del mio pargolo n. 3 che mi rinfaccia ad ogni occasione (e vi assicuro che ne crea diverse) di fare la torta anche per Marco! Quando poi ha visto che il tema era simile a quello che aveva scelto anche lui, non vi dico quello che è potuto uscire da quella boccuccia di rose, con tanto di tentativo di sensi di colpa sulla sottoscritta che invece di concentrarsi tutta per il suo compleanno, si doveva concentrare per il compleanno di un altro bimbo… Così ora tocca anche rimediare e oltre ad una torta diversa, devo organizzare tutto il compleanno a tema e preparare tutto il menù a tema… E quindi, mi servivano o no le uova? (e non pensate che l’abbia usate per il tiro a segno su mio figlio!)

Oggi comunque è proprio il giorno del compleanno del mio pargoletto. Dieci anni fa in una bella mattina di sole di sabato mattina, nasceva il mio cuccioletto. E sono sicura che potete immaginare quanto sia stata contenta di stringerlo fra le mie braccia. E quanti sogni e programmi abbia fatto per lui… poi è iniziata la scuola e i miei sogni si sono infranti… Ma i figli si amano così come sono, no?
Allora oggi vi faccio vedere la torta dell’antagonista di mio figlio, per quella del mio pargolo dovrete aspettare domani, perché la completerò oggi, al ritorno da scuola e prima che arrivino i suoi compagni… e speriamo di avere il tempo di fare le foto…


Torta vascello del corsaro Nero
La base della torta è costituita da questo plumcake che penso sia una base ottima perché morbida, ma consistente.
La bagna è costituita da:
100 gr di latte intero
2 cucchiai di Nesquik

(come suggerito da EliFla, che mi ha assistito tramite FB, insieme ad un altro bel gruppo di food blogger siciliane, che ringrazio)
La farcia è una Camy Cream alla nutella.
Ho ricoperto la torta con una ganasce al cioccolato, per lisciarla ben bene, fatta da:
300 gr di panna fresca
300 gr di cioccolato fondente in gocce
Riscaldate la panna in una pentola, appena raggiunge il bollore, spegnete e poi aggiungete il cioccolato e mescolate bene con una spatola… si addenserà da sola.
Ho ricoperto con pasta di zucchero.
Per fare il vascello ho fatto due plumcake. Uno l’ho tagliato a metà e ho sovrepposto, sfalzandolo, all’altro, tenendelo con tre stecchini di quelli più lunghi e grossi e ho modellato la punta. Due giorni prima ho fatto i personaggi e tutti i suppellettili. Lo stesso giorno ho coperto e sistemato tutti i personaggi. La pasta di zucchero infatti teme l’umidità, quindi è sempre meglio ricoprire la torta il giorno stesso in cui si deve consumare la torta, per evitare che sudi.
La torta non è perfetta, ma da 6 mesi non lavoravo più la pasta di zucchero. Però voglio ringraziare tantissimo Mapi, che mi ha regalato tutti gli aggeggini per lavorare la pasta di zucchero e vi assicuro che la differenza c’è!
E adesso alcune foto dei particolari.
Il corsaro Nero

Il coccodrillo

Ancora il corsaro Nero.

Un pirata spaventato!

E infine, vi ricordo di partecipare al contest delle (st)Renne senza glutine. Questo mese è sulle zuppe (niente di più semplice) e scade il 4 febbraio!
A presto
Stefania Oliveri

Mare, profumo d’estate! … e finalmente un premio!

Non sono morta! E non sono nemmeno scappata… ancora! E neanche mi sono data ai saldi selvaggi… perché, anche se sono certa che non ci crederete, e neanche mio marito, non ho comprato (ancora) niente… Be’, proprio niente, niente non è neanche vero, ma sicuramente molto poco e non questo fine settimana di shopping selvaggio… E non perché ho capito che ho già un armadio stracolmo che sta esplodendo, pieno di abiti anche vintage (cioè dei “favolosi” anni ’80, con quei colori pastello, tipo rosa pesca, che stanno tanto ritornando di moda…) e neanche perché ho capito che il consumismo più sfrenato logora … chi non lo fa, né perché il mio dolce doppio mi ha minacciata, dicendomi che ogni vestito che entra, uno ne deve uscire e io proprio un gna fo’! La disintossicazione, piuttosto, è stata forzata… troppi impegni e tutti insieme! Perché, anche se chiunque non insegni, si ostini a dire che gli insegnanti hanno tre mesi di vacanze, non è vero e quindi, fino a ieri (ma solo perché sono membro interno, gli altri finiscono a metà luglio!), sono stata impegnata a scuola tutti i santi giorni dalle 7.45 alle 14.30 con un caldo torrido, senza aria condizionata, senza sedie ergonomiche e luci riposanti, con 20 ragazzi, a cui tu vuoi bene e ai quali hai dedicato almeno gli ultimi cinque anni della tua vita, stressati da questo enorme evento (il primo importante della loro vita), nel quale, in 4 giorni (tre di scritti e uno di orale), si giocheranno una parte importantissima della loro esistenza… e tu che li conosci bene, che sai quanto valgono, ma sai anche quanto, in realtà, sono ancora immaturi, vorresti proprio trattenerli lì, ma ti rendi conto che è la loro prova, che devi lasciarli andare, che devi dare fiducia loro e farli camminare con le loro gambe… epperò, nonostante te ne rendi conto, non ci dormi la notte e ci stai male proprio come se ci fosse tuo figlio… Ditemi adesso se non è pure un lavoro logorante!!!
Come se non bastasse, il concentrato dei compleanni di famiglia, ma solo adesso noto, anche quelli degli amici, sono fra giugno e luglio e da quando io ho cominciato a coltivare questa (mi rendo conto insana) passione, chiunque mi chiede di preparargli qualcosa… Per carità, ne sono strafelice… ma avete idea quanto tempo porti via questo? Sì, lo sapete!
Infine (e spero davvero che sia la fine) quest’anno non ci siamo risparmiati niente: dall’incidente alla scoperta della celiachia del pargolo n. 3, alla sua riabilitazione ogni pomeriggio alle 15.30 (sotto il caldo cocente del pico del sole!!!), all’operazione al cuore di mia suocera, per non parlare dell’appendicite del pargolo n. 1 e della mia glicemia alta, così come il colesterolo, … che non si capisce perché se ho tutto basso, loro debbano essere ribelli!!!
E quindi, a quasi una settimana di distanza dall’ultimo post, vi lascio con una torta fatta per il compleanno di un mio amico speciale, uno di quelli che appena conosci già lo adori, uno di quelli che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, uno di quelli che riescono ad essere amici tanto della moglie quanto del marito, uno di quelli che mi onoro di avere nella cerchia dei miei amici!

Torta Estate per un compleanno indimenticabile!


La base è una red velvet cake (ormai non riesco più a farne a meno)
La farcia è la buttercheese cream con ananas
La copertura è in pasta di zucchero
… per un totale di 8 chili di torta!

E ora un ringraziamento speciale a chi mi pensa e soprattutto crede che io sia meritevole di un premio!!! Un bacio enorme alla carissima Cucchiaino magico e alla dolcissima Dadà, una celiaca per caso

Ma siete davvero certe di voler sapere altre 7 cose su di me?????
P.s. Il premio lo lascio a tutte le amiche di blog che ho!!!!
A presto
Stefania Oliveri

Storia di una donna sensibile!

Ultimamente le mie uscite sono state a dir poco disastrose. Ho partecipato a varie feste dove, se andava bene, mangiavo una sola cosa: la frutta… e a volte nemmeno quella perché era contaminata. La consolazione più frequente è stata quella di rispettare la dieta… ma anche questo non è stato esattamente vero, perché arrivata a casa ho cominciato a strafogare ogni tipo di porcheria a portata di mano, per compensare il digiuno forzato e le papille gustative stimolate all’ennesima potenza da due occhi fortemente ipermetropi, ma che davanti al cibo subiscono un miracolo riacquisttando la vista!!!
Così, quando la mia amica mi ha chiesto di aiutarla a preparare un rinfresco per il battesimo di sua figlia, perché c’erano due altre amiche celiache e non voleva che facessero il digiuno, non potevo assolutamente tirarmi indietro! Così, nonostante quella passata sia stata la settimana più dura della mia vita, per gli impegni a scuola con scrutini e ratifiche finali, mia suocera ricoverata per un intervento piuttosto serio e il pargolo n. 3 da portare ogni giorno a fare la fisioterapia, non ci ho pensato due volte e l’ho aiutata!!!
Ieri è stato il grande giorno ed è andato tutto benissimo e alla fine ho scoperto che oltre alle due amiche, a mia cugina e me, c’erano anche due bimbe celiache…

La festa è stata davvero un successo: tutti hanno mangiato con grande voluttà e soprattutto con grande felicità, la padrona di casa impeccabile, la bimba una meraviglia, un giardino fantastico, una serata splendida hanno reso tutto davvero magico! Grazie Carolina per la tua enorme sensibilità al nostro problema, sei una persona davvero speciale! Meditate gente, meditate…

E ora alcuni numeri: 60 persone, 15 tipi di finger food, 80 pezzi circa per tipo, 6 chili (e rotti) di torta, fiumi di prosecco e Ferrari!

Ed ecco qualche foto del rinfresco:

Mini muffins salati alla polpa di granchio

Panini colorati

Sablè alla paprika

Crostatine di brisè al saraceno con zucchine e carote al profumo di menta e limone

Crumble di cheesecake ai due peperoni

E questa è la torta che ho preparato (su espresso desiderio della mia amica!)

Ingredienti per la base torta al caramello
Farcia al lemon curd e panna e fragole

Bagna acqua alchermes e zucchero
Copertura in pasta di zucchero
Piccole precisazioni: ho bagnato poco la torta perché ha già una sua sofficità e non volevo provocare l’effetto pappetta. Il lemon curd con la panna assume un sapore molto più delicato che si sposa benissimo con le fragole e per questo tipo di torte. L’esterno della torta, invece, è stata ricoperta solo di panna montata benissimo tanto da diventare della consistenza di una crema al burro, che ha reso possibile ricoprirla e spalmarla molto bene. Altra precisazione sulla base è che davvero facilmente modellabile, adattissima a questa tipologia di torte.

A presto
Stefania Oliveri