10 piccoli indiani

 (Pollo masala indiano)

No, non vi dirò che questa è una ricetta indiana. Non vorrei essere la causa di un’insurrezione dei nativi per difendere la cultura culinaria del loro paese.

 Di queste, invece, posso dirlo certamente, visto che le ha preparate proprio un’indiana.

Ovviamente non è nemmeno una ricetta italiana.

Certo se ti chiami Pollo Masala, fai pensare male… Quanto meno induci in errore. Read more

Solo un po’ lenta…

(Pizza di polenta)

Di chi spada ferisce, di spada perisce, si sa.

E io non faccio eccezione.

E se Dante fosse vivo e dovesse scrivere il sequel della Divina Commedia, che sono certa riguarderebbe un ciclo meno celestiale e più terreno, dove i cuochi e i food blogger non ne uscirebbero indenni, sono certa che metterebbe nel girone del contrappasso anche me, mamma smemorata,  e un po’ lenta…

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Che pizza, che barba, che noia, ‘sti figli maschi!

(Pizza senza glutine con tonno e broccolo)

E mentre tutti pensano alla dieta, io continuo a pubblicare pizze, che si sa, dimagrire non fanno.

Cioè, quando uno è a dieta, la prima cosa che diventa peggio di Satana, da rifuggire, da avvicinare solo con croci e acqua santa, è proprio la pizza, che, il bravo dietologo, giusto perché i vizi, sono l’oppio dei popoli (licenza poetica), te la concedono una volta a settimana.

E allora perché nel mio blog, al contrario di tutti gli altri (intelligenti) dove fioriscono ricette dietetiche per la fatidica prova costume, continuo a postare pizze???

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Margherita di pizza con stracchino e salsiccia

Ho cambiato il bancomat e non per velleità  di innovazione, quanto per un totale e inaspettato black out sul codice da inserire.

Ero lì, davanti all’aggeggio e dalle mie mani non scaturiva nessun numero, o meglio, non scaturiva nessun numero nella posizione giusta!

Perché un 4 c’era e questo, piano piano, avevo cominciato a ricordarlo. E poi un altro 4 e l’unica cosa di cui ero quasi certa è che i due 4 non stavano accanto.

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Focaccia con lievito madre senza glutine

focaccia Scaglione 1343 b

Quante sono?

Ho perso il conto.

Sebbene io sia una che se ne frega del consiglio di variare e quando ne individuo una, la metto dappertutto.

Altrimenti la dimentico, non per altro.

Ognuno ha il suo sistema.

Il mio dolce doppio aggiunge dei numeri a casaccio.

Io, ho cercato di seguire il suo metodo con risultati… pessimi.

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Agnello alle spezie aromatiche e le critiche…

(Agnello alle spezie aromatiche indiano)

Come sapete qualche giorno fa ho fatto un bellissimo corso di panificazione con lo chef Marco Scaglione.
Un corso che mi ha insegnato tante cose. 
Perché io non sono uno chef e di cose da imparare ne ho tante, anzi tantissime.
Io ho un blog di cucina, in cui trovate le ricette che mangiamo a casa ogni giorno. E di strada, da quando ho iniziato, ne ho fatta.
Non sono una chef, non ho studiato da chef.
E sono qui per imparare.
Soprattutto nel campo del senza glutine. Che anche un po’ più difficile.
Perché non bastano le difficoltà legate alla malattia. Si aggiungono anche le difficoltà legate alla cucina.
Lo chef ci ha spronato positivamente. 
Ci ha detto anche che se cuciniamo diversamente, il cibo deve essere uguale… ugualmente buono e bello.
E sono d’accordo.
Non sempre è facile. 
Provateci.
Sopratutto a fare il pane.
E solo dopo, dopo aver anche dimenticato di spennellarlo con l’olio, potete parlare di pane di argilla
Il pane era buonissimo e soffice, ma non bello.
Ma andate a vedere quello di Anna Lisa, quello è anche bellissimo!
Quindi lettore anonimo, ti ringrazio per il tuo commento (di)struttivo, perché comunque mi hai spronato a migliorarmi… anche se ci sono ancor larghi margini di miglioramento. E io ti invito, invece, a migliorare il tono delle tue critiche e a trasformarle in costruttive.

Agnello alle spezie aromatiche indiano (da India in cucina a cura di Pushpesh Pant)

Ingredienti per 4 persone
500 g di agnello tagliato a pezzi (io 800 g)
250 g di yogurt
4 peperoncini essiccati (io due freschi)
1/2 cucchiaino di curcuma macinata
5 cucchiai di burro chiarificato (da me sostituiti con olio)
6 baccelli di cardamomo verdi
3 baccelli di cardamomo neri
4 chiodi di garofano
2 stecche di cannello lunghe 2,5 cm
2 foglie di alloro
12 grani di pepe
1 cucchiaino di semi di coriandolo
3 cucchiaini di aglio tritato (io l’ho omesso)
1 pezzetto di zenzero fresco grattugiato
25 g di cipolle affettata (io 1 cipolla)
sale

Mescolate lo yogurt, il coriandolo tritato i peperoncini e la curcuma e tenete da parte.
In un tegame grande scaldate l’olio e aggiungete il cardamomo, i chiodi di garofano, la cannella, i grani di pepe, i semi di coriandolo e le foglie di alloro fate soffriggere per 30 secondi. Quindi mettete anche la carne e fate soffriggere per qualche minuto. Quindi aggiungete lo zenzero e salate e continuate a soffriggere. 
Togliete dal fuoco e aggiungete lo yogurt aromatizzato, quindi rimettete sul fuoco e continuate a cuocere, fino a quando non si separerà il grasso. 
Versate 125 ml di acqua e continuate a cuocere fino a raggiungere l’ebollizione, quindi abbassate la fiamma e fate cuocere per circa 1 ora (anche di più) fino a quando la salsa non si sarà addensata e la carne risulterà tenera.
Servite con del riso basmati.
La carne è davvero tenerissima e anche se io ho aumentato le dosi dell’agnello, devo confessare che è stato un po’ pochino per 4 persone.

E siccome è venerdì, che è dedicato alla sensibilizzazione per una cucina senza glutine trasversale, mando questa ricetta a Gluten Free Travel & Living per il 100% Gluten Free (Fri)Day


Non dimenticate di mandare le vostre, potreste essere i prossimi prescelti e la vostra ricetta essere la protagonista dell’aperitivo dalla chef, la CuocOna di Milano.
A presto
Stefania Oliveri

7 cose da sapere assolutamente sull’olio e una ricetta con il pollo

(pollo con patate, cipolle, mele e funghi con contorno di quinoa)
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Avete visto la puntata di Report sulla pizza e su tutti i suoi ingredienti?
Spero che la cosa non vi abbia solo fatto accapponare la pelle, ma vi abbia, soprattutto, spinto verso un acquisto più consapevole delle materie prime. Perché il segreto è tutto lì.
Ecco perché non bisogna accontentarsi di un olio qualsiasi e da un anno vi parlo di eccellenze.
7 cose indispensabili da sapere assolutamente sull’olio e non dimenticare mai!
1. L’olio extra vergine d’oliva “buono” ha prima di tutto un ottimo sapore. Più o meno intenso, più o meno fruttato, più o meno piccante, ma è sempre buono all’assaggio.
2. L’olio extravergine d’oliva ha l’acidità più bassa, uguale o inferiore all’ 0,8%.
3. L’olio migliore è quello che si fa con le olive meno mature.
4. Il colore è importante e più è verde più è speziato.
5. Il sapore dipende dalle olive che si usano, quindi può essere molto delicato, medio o molto forte e qui sta al vostro gusto.
6. Per conservare l’olio è meglio tenerlo lontano dalla luce.
7. È arcinoto che è un toccasana naturale, magnifico per la circolazione, quindi usatelo, cioè, non fate come mia mamma che ne usa davvero quantità minimerrime perché fa ingrassare (è vero, è molto calorico), ma due cucchiai al giorno sono la dose consigliata per tutti.
Adesso fra l’altro è proprio il periodo giusto per la raccolta delle olive e la loro spremitura. Ecco perché mi sento di consigliare vivamente di fare l’esperienza della raccolta delle olive.
Nel trapanese, fra Paceco ed Erice, una serie di agriturismi hanno messo a disposizione le lode tenute proprio per far conoscere ed apprezzare un buon olio novello, con una serie di degustazioni.
Il week end far il 24 e il 26 ottobre e quello successivo fra il 31 e il 2 novembre, avete la possibilità di assistere alla raccolta delle olive, di assaggiare l’olio appena spremuto, di visitare le meravigliose saline di Trapani e di assaggiare i prodotti tipici, ovviamente il tutto anche gluten free. Qui, al link Il tuo Olio Novello trovate tutte le informazioni, ma se volete avere uno sconto, allora contattate me, che vi invierò il codice per ottenerlo. Fra l’altro, è possibile anche diminuire il soggiorno a due notti, anziché tre.

 

E ora passiamo alla ricetta.

Una ricetta autunnale, come si conviene, che non può che piacere a tutti, grandi e piccini, mettendo d’accordo un’intera tavola. Una ricetta che sa di famiglia, di domenica, di buono, di calore… che scaturisce per esaltare il sapore di un olio umbro DOP l‘olio Trevi un olio fruttato forte, ottenuto da olive novelle Moraiolo, con spremitura a freddo e milite entro le 12 ore dalla raccolta. Insomma, il meglio del meglio che c’è.Questa ricetta fa parte di una raccolta di ricette bimensile, dedicate al nostro buon olio d’oliva promossa dall’Associazione Città dell’Olio.

E le mie amiche hanno cucinato per voi:

Vellutata di indivia di Patty di Andante con Gusto

Pollo con patate, funghi e cipolle e contorno di quinoa

Ingredienti per 6 persone:
6 cosce di pollo
3 cipolle
5 funghi secchi
2 olio umbro
3 fette di pancetta
2 grandi rametti di rosmarino
½ tazza di vino rosso
6 patate bianche grandi
2 mele
sale marino
pepe macinato al momento
250 g quinoa real

Condire il pollo su entrambi i lati con sale e pepe e mettere da parte e porre su una placca coperta con carta forno.
Ammorbidite i funghi nell’acqua tiepida, sciacquate e poi tagliate e listarelle.
Tagliate la pancetta a dadini, così come le patate e a fette la cipolla.
In un’altra teglia mettete la pancetta, le cipolle, i funghi, le patate. Irrorate con l’olio e salate.
Infornate il pollo e le verdure e cuocete a 180°. Dopo 20 minuti, aggiungete il vino al pollo e dopo altri 20 minuti girate le cosce.
Quindi aggiungete le mele, precedentemente lavate, sbucciate e tagliate in quarti.
Cuocete circa un’ora in totale.
Guarnite con rametti di rosmarino.
Lavate la quinoa e lessatelo per 12 minuti in acqua abbondante e salata.

Ed essendo venerdì, e il 100% Gluten Free (Fri)Day, partecipo al consueto appuntamento settimanale di Gluten Free Travel and Living

 

A presto
Stefania Oliveri

Salmone all’orientale e noodles in brodo e cosa fa ingrassare?

Forse sto diventando vecchia.
E, forse, proprio per questo, intollerante… e non solo al glutine…
E mi infastidiscono certe prese di posizione su parole che, di per sé non hanno un’accezione negativa, ma gliela si vuole dare per forza.
Ad esempio la parola “ingrassare” non si significa per forza una cosa negativa.
Quando ero 36 chili (a causa della celiachia), mi auguravo, e come, di ingrassare!
Soprattutto quando la parola “ingrassare” è associata alla parola “fa bene”.
Ad esempio prendiamo la parola “olio”. L’olio (extravergine d’oliva di quello buono) fa molto bene e fa anche ingrassare. Vi sembrano in contraddizione le due situazioni? A me, assolutamente no. Perché se è vero che l’olio (di cui sopra) fa benissimo al nostro corpo per svariati milioni (iperbole) di motivi, è pure vero che contiene circa 900 calorie ogni 100 grammi. Quindi, pur facendo tanto bene, se ne bevessimo 300 grammi al giorno, perché fa benissimo al nostro corpo, avremmo comunque esaurito la nostra dose di calorie giornaliere e non potremmo più mangiare niente.
Secondo me il ragionamento non fa una piega.
Esatto discorso vale per le mandorle.
Le mandorle fanno davvero tanto bene al nostro organismo per un altro milione (sempre un iperbole) di motivi, ma non per questo ne posso mangiarne un chilo al giorno, altrimenti, dovrei comunque limitare o addirittura eliminare tutto il resto, perché contengono 570 calorie ogni 100 grammi.
Anche questo ragionamento, secondo me, non fa una piega.
Ora, scandalizzarsi perché io affermo che l’olio  o le mandorle fanno ingrassare, mi sembra davvero eccessivo. Soprattutto se, dopo, aggiungo che, comunque fanno benissimo e che un uso moderato è super consigliato.
Quindi, mangiare in modo salutare, non significa abusare di alcuni ingredienti solo perché fanno bene al nostro organismo, perché, al pari di quelli non salutari, se mangiati in quantità fanno ingrassare allo stesso modo.
È ovvio che non potrei mai dire che il finocchio è un cibo calorico con le sue sole 15 calorie ogni 100 grammi…
E non mi sognerei mai di dire che lo zucchero, sebbene di canna, non sia ingrassante con le sue 360 calorie ogni 100 grammi…
Insomma, mangiare bene è un must, cercare di mantenere le calorie non lo è, però uno sguardo ci sta, giusto per capire se si vuole esagerare oppure no. Tutto qui!
E ora passo alla ricetta che per l’occasione è stata fatta dal mio dolce doppio.
Ebbene sì, ha deciso che vuole ricominciare a cucinare e, soprattutto, vuole togliersi di dosso il marchio “infamante”, che anche nel mio libro lo celebra come quello che “fa il maiale ogni domenica“!
Ovviamente il suo beniamino rimane Jamie (sarà per il cognome?) e la ricetta proviene dal suo libro I miei menù da 30 minuti.
Il mio dolce doppio non ci ha messo 30 minuti, ma qualcosina di più… ma è pur sempre un neofita!

Salmone all’orientale e “noodles” in brodo
Per il salmone
4 filetti di salmone da 180 g con la pelle, squamati e diliscati
2 cm zenzero fresco
1 piccola cipolla rossa
1/2 scalogno
1/2 peperoncino rosso fresco
1 cucchiaio di salsa di soia senza glutine
1 limone grosso
1 cucchiano da caffè di polvere di 5 spezie
3 cucchiai di olio evo

per il brodo
4 cipollotti
1 pepeperoncino grosso fresco
2 cm zenzero fresco
1/2 scalogno
1 cucchiano da caffè di polvere di 5 spezie
3 cucchiaini da tè di farina di mais sottile (maizena)
2 cucchiai di dado vegetale home made
200 g di taccole
2 cucchiai salsa di soia senza glutine
3 cucchiaio di olio evo
200 g di noodles (noi abbiamo usato gli spaghetti spezzati senza glutine della BioAlimenta)

Preparazione del salmone:
In un frullatore mettete lo zenzero, la cipolla, lo scalogno e il peperoncino, lavati e tagliati grossolanamente e tritate. Aggiungete anche la salsa di soia e il succo del limone e frullate ancora fino ad ottenere un composto quasi liquido. Aggiustate di sale, quindi mettete in una pirofila non troppo grande, insieme all’olio e adagiate sopra i filetti di salmone con la pelle rivolta verso l’alto. Cospargete con la polveri delle 5 spezie e pepe e cuocete in forno caldo a 180°C per 15/18 minuti (o finche non saranno cotti anche dentro), nel piano più alto del forno.
Preparazione del brodo:
Fate soffriggere, in una pentola a bordi alti, i cipollotti tritati con dell’olio. Affettate anche il peperoncino, tritate lo scalogno e lo zenzero e aggiungeteli nella pentola. Quindi, aggiungete la maizena e le 5 spezie e poi 900 ml di acqua e i due cucchiai di brodo vegetale, con le taccole lavate. 
Alzate la fiamma e portate ad ebollizione e regolate di sale, aggiungendo la salsa di soia. Aggiungete i noodles (o i gli spaghetti) e fate cuocere per il tempo previsto.
Per servire:
Mettete la zuppa in una scodella e adagiate sopra il salmone, cospargendolo con la salina che si è formata nella teglia.
E con il salmone il mio dolce doppio si è superato!
Suggerimenti:
– La salsa di soia è un alimento insospettabile, ma che contiene glutine. Quella che normalmente si trova in commercio è col glutine (fra gli ingredienti trovate “wheat”, che vuol dire grano), quindi non si può usare per i celiaci. Però si trova anche quella senza glutine (più difficile, ma non impossibile);
– la maizena è a rischio;
– i noodles devono essere esplicitamente senza glutine con il simbolo della spiga sbarrata.
Oriental salmon and ” noodles ” in broth
For the salmon
4 salmon fillets with skin (180 g) , scaled and boned
2 cm fresh ginger
1 small red onion
1/2 shallot
1/2 fresh red chilli
1 tablespoon gluten free soy sauce 
1 large lemon
1 coffeespoon 5 spices powder
3 tablespoons extra virgin olive oil
for the broth
4 spring onions
1 large fresh pepeperoncino
2 cm fresh ginger
1/2 shallot
1 coffee spoon 5 spices powder 
3 teaspoons of corn flour thin ( cornstarch )
2 tablespoons vegetable stock cube home made
200 g snow peas
2 tablespoons soy sauce gluten free
3 tbsp extra virgin olive oil
200 g of noodles (we used the broken gluten-free spaghetti  BioAlimenta )
Prepare the salmon :
In a blender put ginger, onion, shallots and chilli , washed and coarsely chopped and whisk . Add the soy sauce and lemon juice and blend until the mixture is almost liquid. Season with salt, then put in a pan, not too big, with the olive oil and arrange on top of the salmon fillets with skin side up . Sprinkle with the dust of the 5 spice and pepper and bake in preheated oven at 180 ° C for 15/18 minutes (or until they are well cooked inside ).
Prepare the broth :
Fry in a pan the chopped green onions with oil . Also sliced ​​chilli, chopped scallions and ginger and add to the pot . Then, add the cornstarch and 5spices and then 900 ml of water and two tablespoons of vegetable broth, washed with jackdaws .
Turn up the heat and bring to a boil and season with salt , add the soy sauce. Add the noodles (or spaghetti ) and cook for the time it is required.
To serve :

Put the soup into a bowl and arrange on top of the salmon , sprinkle with the salt that was formed in the pan.

A presto

Stefania Oliveri

Zuppa di fagioli borlotti con castagne e gnocchi di castagne

E come nella migliore tradizione siciliana, l’inverno è arrivato, senza passare dall’autunno.
Adesso non so se è un ricordo indotto dovuto all’età, o è un vero ricordo, ma quando ero piccola l’autunno arrivava.
Me ne accorgevo dal fatto che il 1° ottobre iniziava la scuola, le foglie diventavano arancio-marroni e lastricavano i marciapiedi e ad ogni angolo della città c’era un caldarrostaio.
Mio padre, che sapeva quanto le amassi, me le comprava sempre. 
Un coppo enorme da condividere.
Mia mamma, invece, l’economa della casa, le comprava al mercato e ogni giorno ce le faceva a casa in una padella, all’uopo trasformata da mio padre, che, con il trapano, l’aveva bucherellata tutta.
Ecco, questo era l’autunno.
Non ricordo dolci fatti con le castagne, né con la loro farina. 
Mia mamma, ogni giorno, ci preparava una torta, i cannoli, le cascatelle, ma non credo abbia mai fatto dolci con le castagne.
Mi ricordo invece che le usava nei ripieni della carne.
Il suo tacchino ripieno era l’invidia e il desiderio di tutta la famiglia, compresi cognati, e cugini, ai quali arrivavano sempre delle teglie con la pasta con le sarde, il panettone ripieno e il tacchino.
Mentre lei cucinava, io preparavo le castagne facendo un intaglio sulla buccia, oppure “l’aiutavo” mangiando le castagne secche.
Che bontà, queste ultime, le adoravo. Me le lasciavo sciogliere in bocca, fino a quando diventavano facilmente masticabili e poi, di corsa, un’altra. Ma mia mamma ne comprava abbastanza e mi lasciava fare, o forse, il fatto che io mangiassi qualcosa, le faceva così piacere, che non le importava che finissero.
In ogni caso, quando ho visto la sfida dell’MTC di questo mese, ho pensato subito ad un dolce, perché fra i piatti, sono quelli che preferisco.
E però, i ricordi della mia infanzia, mi continuavano a riportare a piatti salati, dove però le castagne non erano predominanti, ma un sapore che componeva il piatto.
All’improvviso, l’illuminazione. Un piatto di famiglia… del mio dolce doppio.
Mia suocera fa una zuppa di fagioli e castagne che è la fine del mondo, e la prima volta che l’ho mangiata, ho pensato come avessi potuto farne ameno fino a quel momento.
Le castagne conferisco alla zuppa un sapore davvero particolare e predominate, e mi è sembrata perfetta per la sfida.
Ma come vi ho già detto altre volte, la sfida, quella vera, è più con noi stessi che contro gli altri partecipanti e così ho voluto fare una cosa che non avevo mai fatto prima.
La farina di castagne, infatti è un’altra farina naturalmente senza glutine che mi ha aiutato tanto in questi anni. Così ho provato a fare gli gnocchi. La loro consistenza è più vicina alla pasta fatta in casa che agli gnocchi, e il loro sapore è molto vicino a quello delle nocciole, tanto da richiedere un condimento abbastanza neutro come burro e salvia, o creme a base di formaggio.
Vi assicuro, però, che condite con questa zuppa ne hanno esaltato ancora di più la bontà e ogni cucchiaiata è stata un’estasi.
Zuppa di fagioli borlotti con castagne e gnocchi di castagne
Ingredienti per gli gnocchi (per 4 persone):
300 g farina di castagne
150 g farina senza glutine (io ho usato una farina dietoterapica Senz’Altro)
3 cucchiai di Grappa o Vodka
Acqua tiepida q.b.
Sale
Mescolate la farina di castagne con la di farina bianca e aggiungete 1 pizzico di sale. Mettete il composto in un mixer elettrico. Aggiungete la grappa (o la vodka) e abbastanza acqua tiepida per ottenere un impasto duro ma malleabile. Aggiungete l’acqua a poco a poco, in quanto è più facile da aggiungere che eliminarla. Mescolate per alcuni secondi o fino a quando il composto comincia ad unirsi e diventare come una palla.
Quindi mettete la pasta sul banco e impastate a mano per qualche minuto. Quando avete la pasta pronta, fate  una palla, e coprite con pellicola trasparente e lasciate riposare per 10-15 minuti.
Passato questo tempo, trasformate l’impasto in gnocchi.
 Dividete l’impasto in 8 a 10 palline. Utilizzando la punta delle dita, stendete ogni pallina in un rotolo  di circa 2 cm di spessore. Tagliateli quindi ogni 2,5 cm circa parti e rotolatele sui rebbi di una forchetta (o utilizzando l’apposito attrezzo) con il pollice. Posizionate gli gnocchi su un vassoio infarinato.
Ingredienti per la zuppa:
500 g fagioli borlotti freschi (congelati questa estate, in alternativa quelli secchi che dovrete tenere una notte a bagno) 
125 gr. di castagne secche 
1/2 cipolla
1 costa di sedano
2 carote
1 pomodoro per salsa (anche questo congelato questa estate)
olio extravergine di oliva
curry
paprika
curcuma
Mettete a mollo per qualche ora le castagne. Mettete a stufare (o soffriggete) con un po’ d’olio, la cipolla, il sedano, le carote tagliati a tocchetti piccoli piccoli (potete usare un cutter per tritarli un po’, ma senza esagerare). Quindi unite il pomodoro (lavatelo sotto l’acqua corrente la buccia andrà via e potrete tritarlo a coltello facilmente) e poi i fagioli  (ancora congelati), le castagne sciacquate e le spezie. Aggiungete  acqua quel tanto che superi di due dita abbondanti i fagioli. Chiudete il coperchio della pentola a pressione e mettete su fuoco vivace fin quando non inizia a fischiare. A questo punto dovete abbassare il fuoco e fate cuocere per 20 minuti. Trascorsi i venti minuti, solo quando la pressione è totalmente finita, aprite il coperchio e salate. Assaggiate e aggiustate di sale e le spezie.
Tradizione vuole che si cuociano degli spaghetti spezzati in questa zuppa, io, ovviamente, a questo giro ho calato gli gnocchi.
In una pentola capiente mettete 4 mestoli di zuppa e aggiungete l’acqua fino ad arrivare a metà pentola. Salate. Portate a bollore e calate gli gnocchi e non appena verranno a galla, prelevateli con una schiumaiola.
Serviteli con altra zuppa ben calda.
Vi assicuro un’estrema delizia.

Suggerimenti:
– se volete, potete preparare con anticipo gli gnocchi e congelarli e non hanno bisogno di essere scongelati per cuocerli.

Con questa ricetta partecipo all’MTC di questo mese, vinto dalla bravissima, oltre che meravigliosa signora Pici e Castagne, il cui ingrediente principe, se non si fosse capito, è la castagna.
E siccome è lunedì partecipo al al 100% vegetal  Monday con questa ricetta che è addirittura vegana!
Borlotti bean soup with chestnuts and chestnut gnocchi
Ingredients for the gnocchi (serves 4) :
300 g chestnut flour
150 g gluten free flour
3 tablespoons Vodka or Grappa
Warm water q.b.
salt
Mix the chestnut flour with white flour and add 1 pinch of salt. Put the mixture in an electric mixer . Add the grappa (or vodka ) and enough warm water to get a stiff dough but malleable . Add water little by little, because it is easier to add than eliminate . Stir for a few seconds or until the mixture begins to join and become like a ball .
Then put the dough on a surface and knead for a few minutes. Then cover it with plastic wrap and let rest for 10-15 minutes.
After this time , transform the dough into dumplings.
 Divide the dough into 8 to 10 balls . Using the tip of your fingers, roll each ball into a roll of about 2 inches thick. Then cut each 2.5 cm pieces and roll them on the tines of a fork (or using the special tool ) with the thumb. Place the gnocchi on a floured tray .
Ingredients for the soup:
500 g fresh beans (frozen this summer, alternatively you can you dried beans, but you have to soak for a night )
125 gr. dried chestnuts
1/2 onion
1 stalk of celery
2 carrots
1 tomato (also frozen this summer)
extra virgin olive oil
curry
paprika
turmeric
Soak chestnuts for a few hours. Put in stew (or fry ) with a little extra vergin olive oil , onion , celery , carrots, everything cut into small pieces . Then add the tomato (wash it under running water, the skin will go away and you can easily chop it with a knife ) and then the beans (still frozen) , rinsed chestnuts and spices. Add water just enough to exceed two fingers plentiful beans. Close the lid of the pressure cooker and put on high heat until it begins to whistle . At this point, you have to lower the heat and cook for 20 minutes. After twenty minutes , just when the pressure is completely finished , open the lid and salty . Taste and season with salt and spices.
Now you can cook the gnocchi .
In a large pot put 4 tablespoons of soup and add water until you get to half the pot. Season with salt . Bring to a boil and cook the gnocchi. As soon as they rise to the surface , take them out with a skimmer .
Serve with other soup.

A presto
Stefania Oliveri

Uova in camicia con bacon e salsa al cioccolato, scones ai mirtilli, milk shake alla vaniglia e muffins ai fagioli for my american breakfast!

La prima volta, che sono stata negli U.S.A., avevo 17 anni e non avevo mai preso un aereo.
Avevo partecipato ad un concorso a scuola e avevo vinto la borsa di studio per andare un mese nel Maryland.
Avevo tenuto nascosto la cosa alla mia famiglia, perché temevo di essere scoraggiata. Così quando vinsi, tornai a casa e vittoriosa annunciai “vado negli U.S.A!”
Passai un mese presso una famiglia americana che viveva sperduta in mezzo ad un bosco, lontana da tutto e da tutti. Una famiglia non benestante, alla quale lasciai anche alcuni vestiti miei perché adoravano le mie magliette della Benetton e che non potevano permettersi di comprarsi, ma ricca di amore nei miei confronti.
Una famiglia ospitale che mi ha fatto davvero immergere nella vita reale delle piccole cittadine americane. Il periodo era quello di pasqua e mi ricordo ancora una serata passata a decorare centinaia di uova la sera prima, e che l’indomani dovevamo cercare per ottenere il nostro regalo. Uova che, nei giorni successivi, abbiamo mangiato in tutte le salse!
Era la prima volta che facevo una cosa del genere, così come era la prima volta che facevo una colazione salata, per questo quando la mattina mi offrivano uova e bacon (che io apprezzavo) bevevo coca cola e non il succo d’arancia o il latte, e completavo il tutto con delle sanissime chips fritte!
Adoravo tutto il junk food che mi offrivano e mi sentivo nel paese dei balocchi! Potevo mangiare liberamente ciò che mia madre mi proibiva!

Sono tornata negli U.S.A. per il mio viaggio di nozze.
Stavolta siamo stati negli alberghi migliori, ma io ero già celiaca… Quindi non ho potuto assaggiare tantissime cose, anzi a dirla tutta, ho potuto mangiare ben poco, perché ancora non c’era tutta questa attenzione ai celiaci come adesso…
In ogni caso ho visto l’altra costa degli U.S.A. e sebbene il mio cuore è rimasto legato a New York, alla quale mi sento di appartenere, è stato un viaggio molto piacevole… ma si capisce era il mio viaggio di nozze!

Così quando  Roberta di La valigia sul letto, con la sua 33esima ricetta dell’MTC, ha proposto la American breakfast ho pensato che finalemente avevo la scusa per provare qualcosa che non avevo potuto mai assaggiare e fare una bella colazione (ok, il mio è stato un brunch) salato!

La sfida di questo mese, è vero,  è complessa. Ma per una anglofila come me, è pura poesia.

Quando ho letto la ricetta di Roberta, ho subito pensato alle colazioni che mi concedo all’estero con fagioli e bacon fritto. Una bomba calorica e colesterolica, ma, ogni tanto, sovraccaricare il fegato fa bene, così lavora!

E così ho ripensato subito alla torta che feci per un compleanno del pargolo n.2, di una bontà più unica che rara, sebbene un po’ particolare. La glassa al cioccolato, ovviamente, fa la sua parte da leone… Come abbinarlo al bacon? E mi è venuto in mente Paul Young (beniamino della nostra Mapi), che nel suo libro “Avventure al cioccolato” presenta un sandwich al bacon al cioccolato. E se lo fa lui, perché io no?
E con quale bevanda accompagnare cotanta colazione? Ma certo con un milk shake alla vaniglia, d’altro canto qui a Palermo ci sono ancora 28°C! E il milk shake è la bevanda per antonomasia (coca cola a parte!) degli U.S.A.

Tutta la famiglia Cardamomo ha gradito, benché l’uovo, più che in camicia, sembrasse in canottiera (ma qui fa caldo, no?)

Ed ecco a voi il nostro succulento e calorico brunch per immaginare, per un momento, di essere negli U.S.A. con tutta la famiglia.

Uova in camicia con bacon e salsa al cioccolato, scones ai mirtilli, milk shake alla vaniglia e muffins ai fagioli
Cominciamo con gli scones

Scones (Ricetta originale di Jamie Oliver, in cui lui usa il succo d’arancia, ma io ho usato l’acqua e ho fatto qualche modifica con le farine)
220 g farina di riso integrale superfino
170 g fecola di patate
110 g farina di tapioca
50 g grano saraceno
2,5 cucchiaini di gomma di xantano
15 g di lievito istantaneo
un pizzico sale marino
110 g burro, appena fuori dal frigorifero, tagliato a cubetti
2 uova grandi codice 0
125 g latte
una manciata di mirtilli secchi
Preriscaldate il forno a 200°. 
Su una teglia a vassoio mettete un pezzo di carta da forno. 
Mettete insieme  gli ingredienti secchi in un robot da cucina, eccetto la gomma di xantano, lievito e sale. Accendete il mixer per qualche istante, in maniera da far aerare le farine. (Altrimenti setacciatele). Quindi aggiungete gli altri ingredienti secchi e mescolate tutto insieme.
Aggiungete il burro e accendete di nuovo il robot, frullando per 7 o 8 volte, fino a quando non vi vi sembrerà simile a farina di mais con piccoli ciuffi di burro.
A questo punto aggiungete le uova, uno alla volta e il latte e impastate ancora e infine i mirtilli.
L’impasto è abbastanza morbido, ma facilmente lavorabile. 
Quindi cominciate a fare gli scones. Stendete la pasta ad uno spessore di circa 2,5 cm (ma io li ho fatti più bassini) . La maggiore altezza serve perché gli scones non aumentano più di tanto. Tagliate 10 cerchi dalla pasta con uno stampino per biscotti o un bicchiere d’acqua. Potrebbe essere necessario tagliare cerchi, poi ridistendere la pasta e tagliare ancora .
Trasferite i cerchi di pasta degli scones sulla teglia. Spennellate la parte superiore con un po’ di latte (o burro, se volete, ma io ho dimenticato sia l’uno che l’altro). 
Cuocete in forno fino a quando i biscotti non sono dorati, circa 12 a 15 minuti. Tirateli fuori dal forno e lasciateli raffreddare.
Sono buonissimi, fragranti e morbidi allo stesso tempo. Durano almeno un giorno chiusi in una scatola a chiusura ermetica. Io li ho anche congelati e sono ottimi anche da scongelati. Volendo si possono piastrare, così come ho fatto io.

Uova in camicia
Vi metto il testo di Roberta, molto chiaro, ma che confesso a me non è riuscito benissimo, ma si sa, io ho una manualità da elefante!

“Per quanto riguarda la cottura delle uova, ci sono diversi metodi ed il più diffuso è quello di mescolare energicamente l’acqua per creare un vortice nel quale adagiare l’uovo che, trascinato dal movimento dell’acqua, rotolera’ su se stesso avvolgendosi nel suo albume mentre questo si solidifica. A me questo metodo ha sempre dato poche soddisfazioni, mentre mi sono trovata meglio con il seguente:

In una casseruola da 24 cm di diametro, versate circa 5 cm di acqua e scaldate a fuoco medio fino alla comparsa delle bollicine sul fondo e sui bordi della pentola.


Rompete le uova in ciotoline separate, un uovo per ogni ciotola, eliminando quelli con il tuorlo rotto.


Versate delicatamente le uova, una alla volta, sulla superficie dell’acqua, lasciando che vadano dolcemente a fondo. Lasciate abbondante spazio tra un uovo e l’altro, cuocendone non piu’ di tre o quattro alla volta. Lasciatele cuocere indisturbate per 3 o 4 minuti, usando una spatola di gomma per staccare delicatamente le uova dal fondo della pentola, se fosse necessario. 


Con un mestolo forato togliete le uova dall’acqua, una alla volta, scolandole molto bene e se dovete servirle subito, tamponate il fondo del mestolo con un pezzo di carta da cucina per assorbire tutta l’acqua in eccesso.  Potete conservarle in frigorifero fino a 3 ore, avendo l’accortezza di deporle su un piatto coperto di carta da forno. Al momento di servirle, bastera’ scaldarle per  35 o 40 secondi in acqua in leggera ebollizione.”

Salsa al cioccolato di accompagnamento

cioccolato fondente al 60%
bacon
L’uovo in camicia l’ho servito con del bacon tagliato un po’ più spesso e fatto piastrare su una padella anti aderente, senza alcun condimento. Poi ho fatto assorbire il grasso rilasciato sopra un foglio di carta assorbente e quindi l’ho cosparso con del cioccolato fondente, fatto sciogliere a bagno maria.




Muffins ai fagioli con glassa al cioccolato (per 12 muffins)
240 g fagioli (quelli che preferite, non ha importanza) al netto (confezionati)
100 g di zucchero
2 cucchiai di  rum
2 uova codice 0
60 gr. di burro
1 cucchiaio di scorza grattugiata di limone biologico
1 cucchiaino da caffè di bicarbonato
Sgocciolate i fagioli e sciacquateli molto bene. Quindi li ho frullati molto bene, ma potete passarli al passaverdure. A questo punto separate i tuorli dagli albumi e montate a neve ben ferma le chiare. 
Aggiungete tutti gli altri ingredienti, i due tuorli e il burro fuso alla purea di fagioli amalgamate. 
Quindi incorporate delicatamente al composto gli albumi. 
Versate l’impasto (che è piuttosto liquido) in una teglia per muffins con dei pirottini di carta e infornate  in forno già caldo a 180° (ventilato) per 20 minuti. Lasciateli raffreddare e ricoprite con una glassa al cioccolato di Nigella.
Glassa al cioccolato  di Nigella
90 gr. di cioccolato fondente tritato
2 cucchiai di acqua
2 cucchiai di miele di sulla (bio e delle mie parti, molto simile a quello di acacia)
60 gr. di zucchero a velo
Mettete in un pentolino, a fuoco bassissimo, l’acqua e il cioccolato e fate sciogliere, ma non del tutto, e spegnete. Aggiungete quindi il miele e aspettate che raffreddi (pochissimi minuti). A questo punto aggiungete lo zucchero a velo, mescolate e versate sui muffins.

Milk shake alla vaniglia (per ogni bicchiere grande)


200 g gelato alla vaniglia
100 g latte
un cucchiaino da caffè di vaniglia bourbon.
Mettete in un frullatore il gelato, il latte e la vaniglia. Frullate tutto insieme e servite.

Scones ( Original recipe from Jamie Oliver, in which he uses the orange juice , but I used the water and I made ​​some changes with flours)
220 g superfine brown rice flour
170 g potato starch
110 g tapioca flour
50 g buckwheat
2.5 teaspoons of xanthan gum
15 g of instant yeast
a pinch sea salt
110 g butter, just out of the fridge , cut into cubes
2 large eggs, code 0
125 g milk
a handful of dried cranberries
Preheat oven to 200 degrees.
On a baking tray put a piece of baking paper.
Put together the dry ingredients in a food processor, except for the xanthan gum, the yeast and the salt . Turn the mixer for a few moments ,  to aerate the flours. Then add the other dry ingredients and stir everything together.
Add the butter and pulse for 7 or 8 times , until it will seem similar to corn flour with small clumps of butter .
At this point add the eggs , one at a time and the milk and mix again and finally the cranberries .
The dough is quite soft , but workable.
Roll out the dough to a thickness of about 2.5 cm (but I have made them less thick) , because the scones do not rise much. Cut out 10 circles from the dough with a biscuit cutter or a glass of water. You may need to cut more circles.
Transfer the circles of dough of the scones on the baking sheet . Brush the top with a little milk (or butter, if you like)
Bake until cookies are golden, about 12 to 15 minutes.
They are delicious , fragrant and soft at the same time . 
Poched Eggs
There are several methods for cooking the eggs and the most famous is to stir vigorously the water to create a vortex in which lay the egg that, dragged by the water movement, will roll on itself, until will solidify.
Chocolate sauce
dark chocolate 60%
bacon
Let melt dark chocolate in a bain-marie, then sprinkle it over fried bacon

Muffins with beans and chocolate icing (for 12 muffins )
240 g beans, net 
100 g  sugar
2 tablespoons rum
2 eggs code 0
60 g butter
1 tbs grated lemon
1 tsp baking soda
Drain the beans, rinse them very well and pass them. Separate the yolks from the egg whites and whip them until fluffy .
Add all the other ingredients , the two egg yolks and melted butter to the mashed beans mix .
Then incorporated into the mixture gently the whites .
Pour the mixture (which is quite liquid) in a muffin pan with paper cups and bake for20 minutes in the preheated oven at 180 °. Let cool and cover with Nigella’s chocolate glaze .
Nigella’ s icing
90 gr. chopped dark chocolate
2 tablespoons water
2 tablespoons sulla honey
60 gr. icing sugar
Put in a saucepan, over low heat , water and chocolate and melt, but not entirely , then turn off . Add the honey and mix . Add the icing sugar, too,  stir and pour over muffins .

Vanilla milk shake (for each large glass)
200 g  vanilla ice cream
100 g milk
a teaspoon of vanilla bourbon.
Put in a blender ice cream, milk and vanilla. Blend everything together and serve.

Con questa ricetta partecipo all’MTC di ottobre

A presto
Stefania Oliveri