10 piccoli indiani

 (Pollo masala indiano)

No, non vi dirò che questa è una ricetta indiana. Non vorrei essere la causa di un’insurrezione dei nativi per difendere la cultura culinaria del loro paese.

 Di queste, invece, posso dirlo certamente, visto che le ha preparate proprio un’indiana.

Ovviamente non è nemmeno una ricetta italiana.

Certo se ti chiami Pollo Masala, fai pensare male… Quanto meno induci in errore. Read more

Risotto salsiccia, mele, stracchino e rosmarino

Non ho un mio giardino. Non ho un orto.

Quindi niente frutta e verdura biologica. Non mia quanto meno. E per una food blogger che si rispetti, è l’onta della vergogna.

A mio discarico, però, posso vantare l’albero di limoni di mio fratello.

Un alberello tanto prolifico che ne faccio di ogni, come questa torta, questo estratto, per conservarne il profumo più a lungo possibile, questa gelatina, la più buona mai mangiata, questo lemon curd light, il lemon curd all’olio e il lemon curd tradizionale (si capisce che mi piace?), e tanto tanto altro ancora.

Che dite, mi sono redenta?

A scuola, comunque, c’è un assistente che mi fa da pusher, ma le richieste aumentano e il suo orto invece no, quindi lo spaccio diventa sempre più rado…

Per cui, quando la mia amica e collega mi ha portato delle mele super profumate, il rosmarino e il mirto, non riuscivo nemmeno a crederci.

Cioè, anche io, come quelle che si rispettano, e non sempre come la dis food blogger che sono, finalmente avrei potuto vantare nobili origini ai miei ingredienti.

risotto stracchino, mele e salsiccia 4251

Il cervello ha cominciato a girare vorticosamente, (nessuna illazione sulla velocità, CAPITO???), e così ho pensato a questo risotto che poteva essere il giusto piatto per il bel contest di Nonna Paperina, che raccoglie ricette per gli intolleranti al glutine, e/o al nichel e/o al lattosio.

contest-intollernanze-le-cuciniamo-nonna-paperina

Già l’ho fatto 3 volte da quando l’ho sperimentato (e in genere io sono come Paganini), secondo voi, è piaciuto a casa?

risotto stracchino, mele e salsiccia 4249

Se volete la ricetta andate tutti sul suo sito a leggerla!

risotto stracchino, mele e salsiccia 4243

*Qui trovate come fare il dado vegetale

Quando arriva l’autunno…

(Risotto con zucca, funghi e mirto)

È inutile, non esistono più le mezze stagioni. 

Questo dovrebbe significare che esistono solo l’inverno e l’estate, quelle stagioni, appunto più decise quando o c’è freddo o c’è caldo, senza quel periodo intermedio che ti abitua al freddo o al caldo…

Ma, siamo in Sicilia.

Read more

Cucina e buoi dei paesi tuoi…

(Insalata di riso persiana)
Diciamolo, chi passa da queste parti, non capisce del tutto che io sia siciliana.
Pochi piatti tipici, troppo pochi.
Molta esterofilia.
 
Insomma non ho una connotazione ben definita.
Ed è ben strano, perché i siciliani in genere, sono ben radicati nelle loro tradizioni e nelle loro convinzioni.
E la convinzione suprema è che la cucina siciliana sia la più buona del mondo (e ne convengo 😀 ).
E allora che bisogno c’è di far ricorso ad altre tradizioni? Per di più estere? Che, fra l’altro, nell’immaginario collettivo, sono non solo di gran lunga inferiori, ma per giunta inesistenti.
 
Cioè, se esiste la pasta con le sarde (anche con le sue varianti), che bisogno c’è di ricorrere ai noodles?
Se possiamo mangiare le arancine (con le sue varianti), perché ricorrere al pilav?
 
Mettete un siciliano medio in un paese straniero (qualunque esso sia) e lui cercherà sicuramente del cibo “italiano”, con conseguente ribrezzo verso le pietanze assaggiate e la convinzione, a questo punto rafforzata, che all’estero non sanno cucinare!
 
Perfino i  miei pargoli, abituati a tutto, ne sono convinti. E diventano felici quando arriva qualche ospite dal “continente”, perché io preparo cose tipiche, e ciò si trasforma in “mamma, finalmente, cucina bene”.
 
La Persia, nell’immaginario di ogni bambino è sinonimo di favole e non di cibo. E lo è soprattutto nell’immaginario dei miei pargoli seppur bambini non lo sono più.
Immaginate quando io, tutta contenta, ho portato a tavola questa insalata e ho annunciato fiera “oggi riso persiano!”
I pargoli mi hanno guardata con gli occhi spalancati, ma non rassegnati, e mi hanno detto “noi ci facciamo la pasta con la salsa”.
Ovviamente il mio orgoglio ne è uscito a pezzi, ma alla fine sono stata pure contenta, perché a me, ‘st’insalata’ mi è piaciuta una cifra… e se ne devo dare una, posso proprio dire 1001, come le notti della principesse e il suo sultano…
 

Read more

Risotto asparagi, topinambur e menta

Se c’è una cosa che molti bambini non mangiano, sono proprio le verdure.

Be’, forse non tutti i bambini, ma i miei pargoli soprattutto il n. 3 ha un’idiosincrasia per tutto ciò che è arancione, verde, rosso, viola

Ora, se io fossi una madre perfetta, riuscirei (o sarei riuscita) a convincere il pargolo in questione a mangiare colorato. E, giuro, ci ho anche provato. 

Ho nascosto di tutto nel cibo:  i fagioli nella torta al cioccolato, il cavolfiore nella pizza, i funghi nel pesto, i peperoni nei ghiaccioli, e tanto altro ancora…

  Read more

Pasta con i carciofi

(Pasta con i carciofi)

E toccato anche a lui.

Piccolo ometto, felice e contento, è partito per la sua prima gita fuori casa.

E arrivato il momento di lasciarlo andare, di farlo uscire da sotto la nostra ala protettrice.

Non vi dico, il mio magone, la mia ansia!

Mi ha salutata frettolosamente e non si è più voltato a guardare indietro, noi, genitori apprensivi rimasti lì, fino a quando non l’abbiamo visto sparire.

Ha superato il check in ed era così felice con i suoi compagni, parlavano fitto fitto, non poteva pensare a me.

E sono felice che per lui sia così. Non poteva non essere così…

Sta crescendo, anche il pargolo n. 3, e io, sto, inesorabilmente, invecchiando!

Buona vita, tesoro mio!

Read more

Riso basmati con verdure, uvetta e pistacchi e sono una stolta!

 
riso-basmati-con-verdure-uvetta-pistacchi-0086-b 
Devo confessare che non sono una che pianifica le cose.
Non lo sono mai stata.
Sono un’istintiva e come tale, non perdo un colpo per sbagliare.
Sempre!
E scelgo sempre la via più difficile e tortuosa.
E anche stavolta ho agito così.
Non mi sono smentita.
Non ho pensato a niente.
O meglio, ho pensato a tantissime cose, ma che non c’entravano niente con la sfida di questo mese.
Per tutto il mese mi sono lambiccata il cervello per: 
1. sistemare casa dopo la ripitturazione (che mai più!) di casa nostra; 
2. far quadrare il cerchio fra casa e lavoro e un corso di foto; 
3. accogliere il ritorno del figlio prodigo (che, però, non ha imparato la lezione…); 
4. cercare libri di seconda mano per i miei pargoli; 
5. mettere a tavola qualcosa di commestibile, pur senza aver fatto la spesa, che tempo non ne avevo;
6. far funzionare la macchina fotografica nuova, o meglio, riuscire a scaricare le foto dalla macchina fotografica nuova (e riuscire ad avere oltre alla ricetta, anche uno straccio di foto…)
Sabato mattina, poi,  finalmente la spesa e finalmente sono entrate in casa delle verdure.
Comprate a caso, sia chiaro.
Senza nessuna idea precisa.
Domenica, che volevo dedicare al riposo e andare al mare, che qui, adesso è estate torrida, l’ho invece passata a sistemare il terrazzo, e a dare una parvenza di piante a quelle cose informi e giallo-verdognole che stanziavano abbandonate da mesi.
Alla fine, verso le 18, si doveva pur pensare alla cena.
Il riso l’avevo, le verdure pure, decido di preparare il piatto per la sfida.
Prendo il libro Cannella e Zafferano di Lorenza Pliteri per ispirarmi.
Sì, capisco di aver scelto proprio il libro giusto, c’è la ricetta per me che deve essere medio orientale (l’unica certezza che avessi).
La preparo seguendola (quasi) pedissequamente.
Voglio approcciarla con il taglio filologico (parlo figo, no?).
Comincio a cucinare.
Mi accorgo che un ingrediente non c’è, ma lo sostituisco, per me, con perizia.
Faccio le foto di rito e porto a tavola…
Improvvisamente mi rendo conto di non aver seguito il metodo di cottura indicato, che, invece, era l’unico obbligo…
Ma si sa, gli stolti sono assistiti da una buona stella.
Il metodo di cottura della ricetta è identico a uno di quelli proposti da Annalena.
Bene, sono salva. La ricetta è in concorso!
L’unico pecca è che ero convinta di aver fatto una ricetta libanese e ne andavo orgogliosa. E accorgermi solo adesso che ve la sto trascrivendo, che è indiana…
riso-basmati-con-verdure-uvetta-pistacchi-0093-b
 
 
Pilav di verdure (da Cannella e zafferano, di Lorenza Pliteri)
500 g di verdure (1 melanzana, 1 zucchina, 2 cipolle, 2 peperoni)
450 g riso basmati
1 cipolla
50 g uvetta
50 g di pistacchi tritati di Bronte (avrebbero dovuto essere mandorle)
1 stecca di cannella
1 peperoncino rosso piccante
1 bustina di zafferano
4 capsule di cardamomo
4 (io 2) chiodi di garofano
olio di oliva extravergine
sale
Lavate e tagliate tutte le verdure a dadini e le cipolle in quarti.
Sbollentate la cipolla per 4 minuti e per 3 le altre verdure. Scolate le verdure di volta in volta con la schiumarola e fermate la cottura tuffandole in acqua fredda.
Mettete in ammollo l’uvetta per 20 minuti. Trascorso questo periodo, strizzatela bene.
Sciacquate più volte il riso fino a quando l’acqua non diventa limpida (io l’ho fatto almeno 10 volte e non le canoniche 5… ma quanto era “sporco”?).
Spezzate le capsule di cardamomo e tritate i semini con i chiodi di garofano.
Affettate la cipolla tenuta da parte e fatela appassire con due cucchiai di olio, la cannella, il peperoncino (io l’ho lasciato intero perché non c’era scritto se tagliarlo, ma ha dato poco mordente), le spezie tritate e lo zafferano sciolto in poca acqua tiepida. Unite il riso e fate insaporire per alcuni minuti. Versate, quindi, dell’acqua bollente fino a coprire e a superare di due dita il riso. Salate e portate a bollore. Abbassate la fiamma, e fate cuocere per 10 minuti, cioè fino a quando il riso avrà assorbito tutta l’acqua e risulterà morbido. Sgranatelo con una forchetta .
Rosolate l’uvetta con dell’olio e aggiungete i pistacchi tritati.
Servite il riso con le verdure, l’uvetta e i pistacchi.
 riso-basmati-con-verdure-uvetta-pistacchi-0094-b
 
 
Suggerimenti:
– Nel libro suggeriva di tagliare le cipolle a metà, ma forse si riferiva a cipolle di piccole dimensioni (anche s neon c’era scritto). Le mie erano piuttosto grandi e quinte le ho tagliate in quarti e secondo me, il risultato è migliore;
– un passaggio un po’ oscuro riguarda le verdure. Quando salarle? Io le ho salate dopo averle raffreddate;
– sul fondo della casseruola il riso si attacca un po’, dando luogo ad una crosticina meravigliosa. Io non l’ho fotografata, perché sul libro non parlava della crosticina, ma leggendo altre ricette ho capito che è normale, anzi è auspicabile, ed effettivamente è buonissima;
– le verdure possono essere diverse, e a vostro piacere, secondo la stagione.
 

Con questa ricetta partecipo al consueto appuntamento del nostro venerdì con il 100% Gluten Free (Fri)Day

 

Pilav (english version)

  • Eggplant
  • Sweet red peppers
  • Onions
  • Summer zucchini
  • Basmati rice
  • Raisins
  • Pistachio nuts
  • Cinnamon
  • Hot chili peppers , 
  • Saffron , 
  • Cardamomo
  • Cloves
  • Extra virgin olive oil (EVO)

Wash vegetables and cut them into cubes. Cut onions in quarters. Boil onions for 4 minutes and the vegetables 3 minutes. Put in cold water to stop cooking. Leave the raisin in hot water for 20 minutes.

Wash rice 5 times.

Grind cardamomo and cloves. Chop onion and stir with oil, cinnamon, pepper, all spices and saffron melt. Add rice and cook for few minutes. Add hot water till above 2 finger. Salt and cook after boiling, for 10 minutes.

Stir raisin with some oil and chopped pistachios. Serve rice with vegetables, raisins and pistachios

A presto
Stefania Oliveri

Riso basmati con ceci di Ottolenghi

(Riso Basmati con ceci, uvetta e cipolle di Yotam Ottolenghi)

E poi ti rendi dolorosamente conto di:
– non avere più l’età… da tempo;
– di non essere all’altezza nemmeno con le zeppe;
– di non aver concluso niente di speciale;
– di non avere una figlia con cui andare a fare shopping;
– di non essere indispensabile e neanche necessaria;
– di non aver realizzato i sogni che credevi possibili;
– di non avere più il tempo;
– di non avere abbastanza denaro per levarti degli sfizi;
– di non avere nemmeno una salute di ferro, perché è vero che c’è di peggio, ma se ogni volta che esci,  devi star male, allora ti rendi conto che c’è anche di meglio;
– che non ti entrano più i vestiti di due anni fa
– e che hai preparato questo riso alla fine di giugno e lo stai postando solo oggi…

E ora la ricetta di oggi.
A giugno ho comprato il libro di Ottolenghi, Jerusalem. Un libro davvero meraviglioso. E appena ho visto questo riso me ne sono innamorata a prima vista e farlo è stato un tutt’uno.
Mi sono segnata la ricetta, ma adesso, a tre mesi di distanza, non mi ricordo se fosse spiegata egregiamente oppure no, quindi, partecipo allo Starbook, perché è un libro che è stato recensito e proprio la mia cara Ema, l’ha provato per noi, ma io, contrariamente a come fanno loro, posso solo dirvi che mi è piaciuto molto e così ai miei ospiti, ma più di tanto non riesco a ricordare.
Riso Basmati con ceci, uvetta e cipolle di Yotam Ottolenghi
2 e ½ cucchiai di olio 
220 270 g di riso basmati 
50 g riso selvagio
330 ml di acqua bollente 
1 e ½ cucchiaini di curry in polvere 
2 cucchiaini di cumino
240 gr di ceci cotti (bolliti)
180 ml di olio di girasole  oliva
1 cipolla media, tagliata sottile 
½ cucchiaio di fecola 
100 gr di uvetta
2 cucchiai di prezzemolo tritato 
un cucchiaio di pistacchi tritati al coltello (mia aggiunta)
1 cucchiaio di coriandolo tritato 
1 cucchiaio di aneto tritato 
sale e pepe nero
Per cuocere il riso basmati usa una tecnica diversa dal semplice bollirlo. Mettete un cucchiaio di olio di oliva in una casseruola media e coprite con un coperchio su fuoco vivo. Aggiungete il riso e ¼ di cucchiaino di sale e mescolate finché il riso non sarà caldo. Aggiungete pian piano l’acqua bollente, abbassate il fuoco tenendolo molto basso, coprite la casseruola con il coperchio e fate cuocere per 15 minuti. 
Togliete la casseruola dal fuoco, coprite con un panno pulito, poi con il coperchio e lasciate fuori dal fuoco per 10 minuti. 
Mentre il riso cuoce preparate i ceci. Scaldate il restante olio di oliva in una casseruola a fuoco vivo. Aggiungete i semi di cumino e il curry in polvere e dopo pochi secondi aggiungete i ceci e ¼ di cucchiaino di sale. State attenti altrimenti le spezie rischiano di bruciare nell’olio. Lasciate sul fuoco per uno o due minuti, giusto il tempo di far scaldare i ceci, quindi trasferiteli in una ciotola capiente. 
Nella stessa casseruola, mettete l’olio e fatelo scaldare a fuoco alto. Friggete quindi le cipolle , a poco a poco, precedentemente tagliate a listarelle e infarinate con la maizena, per 2-3 minuti, finché non saranno dorate. Fate assorbire l’olio in eccesso scolandole su carta da cucina e salate.
Componete il piatto. Mettete il riso, ceci, l’uvetta precedentemente ammollata e sciacquata,  le erbe e le cipolle fritte. Mescolate, e aggiustate di sale e pepe secondo il vostro gusto. Servite tiepido o a temperatura ambiente. 

Con questa ricetta partecipo allo Starbook

A presto
Stefania Oliveri

Arancine di riso venere per Taste & More e il GFFD

(Arancine di riso venere)
Ebbene, sono tornata!

Sono tornata al blog, sono tornata a lavorare (sigh sigh), sono tornata da una bella vacanza dalla Svezia (felice, felice felice).
Finalmente, questa estate, siamo partiti e mi è sembrato di avere la mia settimana di vacanza!
Perché, seppure non si lavori, se non si lascia casa, non ci si riposa abbastanza.
Una settimana (e nel momento di caldo peggiore in Sicilia) passata in quel di Stoccolma con 15 gradi è stata davvero rigenerativa.
In realtà volevamo andare a trovare il pargolo n. 1 a Bath, ma i biglietti erano alle stelle. Così, guardando i prezzi più bassi per raggiungere una qualsiasi località (Ryanair, tanto odiata e bistrattata, santa subito, perché mi permette di partire più spesso! – e non sono pagata per dirlo! -), c’era la Svezia. E Svezia fu!
Ovviamente il pargolo n. 2 ha rinunciato al viaggio. Aveva una meta molto più allettante a San Vito. Appena tornato da una settimana a Scoglitti (Ragusa), due giorni dopo mi annuncia che andrà a passare il ferragosto a San Vito, tre giorni che si sono trasformati in 9!
E così, mentre noi scegliamo le mete per il basso costo economico, lui sceglie le mete per seguire la fidanzatina! Lei va a Scoglitti e lui la segue; lei va a SanVito e lui la segue; se lei fosse andata in Svezia, la Svezia sarebbe stato il luogo ideale per passare le vacanze!
In ogni caso, sebbene un giorno mi ha fatto morire perché non dava segni di vita ed è stato allertato l’intero mondo, e mio fratello è partito da Palermo per andarlo a cercare a San Vito, la vacanza, nostra e sua, è andata bene.
Ahimè, in Svezia, e non so se a causa del freddo o della sfida, mi si sono rotti, in ordine, la macchina fotografica (fiumi di lacrime), gli occhiali (e io sono ciecata), e le scarpe (le uniche che mi ero portata, oltre le ciabatte extra slim).
Presto vi racconterò qualcosa sulla Svezia (che vale la pena visitare), ma ancora vi devo dire una cosa e cioè che la teoria dei miei pargoli (che noi si parte per andare a trovare le blogger), è stata confermata anche stavolta e, in quel di Goteborg, ho conosciuto Serena! Un incontro davvero speciale, una ragazza meravigliosa, che mi ha dato una sferzata di allegria, buon umore e, soprattutto, di energia (nonostante la mia età!)
Ma oggi è il 5 ed è pure venerdì e ci sono due appuntamenti importanti.
Oggi esce il nuovo numero di Taste and More

ed è anche il 100% Gluten Free (Fri)Day!

E quindi non mi resta che lasciarvi la ricetta che le racchiude tutte e due!!! E voi che aspettate a partecipare al #GFFD e a sfogliare il nuovo Taste and More?

Arancine di riso venere glutinoso funghi e passatina di ceci
Ingredienti per 8 persone (circa 24 palline)
300 g riso venere glutinoso
250 g mozzarella
semi di sesamo

per i funghi:
300 g di funghi champignon (ma i porcini vanno anche meglio)
1 cipolla bionda
½ bicchiere di vino bianco di quello buono
olio extravergine d’oliva
sale
prezzemolo

per la passatina di ceci
200 g di ceci biologici
½ spicchio di aglio
4 cucchiai di olio
6 cucchiai di brodo vegetale homemade
Il giorno prima mettete a bagno i ceci, sciacquandoli alcuni volte.
Il giorno dopo fate lessare i ceci. Mettete i ceci nell’acqua fredda e portate a bollore. Quando comincia a bollire, abbassate la fiamma, perché l’acqua deve fremere e non bollire. Al principio potrebbe essere necessario schiumare l’acqua. Se non usate la pentola a pressione ci vogliono circa 4 ore di cottura, altrimenti con la pentola a pressione, ½ ora basterà. In ogni caso, salate solo alla fine della cottura.
Lessate, in acqua abbondante e salata, il riso venere per 40 minuti circa.
Scolatelo e fatelo raffreddare.
Nel frattempo preparate i funghi.
Puliteli con un panno e tagliateli a fettine.
Tagliate e fettine anche la cipolla sbucciata.
Quindi in una larga padella, meglio in un wok, mettete l’olio e fatelo riscaldare, quindi mettete la cipolla e fate soffriggere brevemente.
Aggiungete i funghi e mescolate, quindi aggiungete il vino e fate evaporare. Abbassate la fiamma e fate cuocere per 15 minuti, circa.
Quindi salate e aggiungete il prezzemolo, lavato , asciugato e tritato.
Quando i ceci saranno pronti, metteteli dentro un frullatore e aggiungete l’olio, l’aglio, e il brodo vegetale e frullate fino ad avere una consistenza vellutata.
Nel palmo di una mano, mettete un po’ di riso venere e spingetelo, per compattarlo.
Al centro mettete uno o due dadini di mozzarella, i funghi e coprite con un altro po’ di riso e cercate di fare delle palline ben compatte.
Passate ogni pallina (con delicatezza) sul sesamo posto su un piattino, così da ricoprire tutta la superficie. Mettete le palline al forno caldo a 180° e fate cuocere per una decina di minuti.
Servite le polpettine di riso su un letto di passatina di ceci, con della verdurina fresca.

E ora andate qui per scaricare la nostra bellissima rivista!!!

http://issuu.com/tasteandmore/docs/taste_more_magazine_settembre_-_ott_7f697006bcc604?e=6542438/9204254

Risotto con mousse di melanzana e pomodori di Pachino ed è già venerdì!

La grande novità di questa ricetta sta nella cottura della melanzana, che avviene tramite pentola a pressione.
Devo confessare che la metodologia mi lasciava perplessa (a dir poco).
Ma si sa, la food blogger, in queste occasioni, prende il sopravvento e decide di sperimentare e pazienza se il risultato che ne segue è pessimo. Noi, alla pari dei giornalisti d’assalto (forse mi sto allargando un po’), abbiamo il dovere di informare, di verificare, di sperimentare, costi quel che costi.
I costi, di solito, li paga tutta la famiglia. Intanto sono costretti a mangiare certe robe immangiabili (però, ad onor del vero, il più delle volte i risultati sono più che soddisfacenti e tutti si accapigliano per avere l’ultima porzione…), e, in secondo luogo, devono anche assistere ai miei proclami di bontà, non solo per il palato, ma soprattutto per il corpo, di quel cibo, solo per convincerli a mangiare, anche, una schifezza stratosferica.
Così, quando l’altro giorno ho visto le melanzane non ho resistito e, prima che il mio dolce doppio la trasformasse nella solita melanzana arrostita, ho deciso che l’avrei sacrificata per prima io, in nome della scienza!
Avevo assistito ad uno show cooking con una chef catanese (mi scuso perché non mi ricordo il nome), che cuoceva, nella pentola a pressione, una melanzana in soli 4 minuti. Poi aveva anche cucinato il risotto nella pentola a pressione, e poi ci aveva messo degli altri ingredienti, che però a me non piacevano granché.
Così, quando ho visto quella melanzana, ho subito pensato ai 4 minuti, cioè al risotto e a come si sarebbe sposata bene con l’olio molisano di Venafro e ai pomodori di Pachino. E così, detto fatto!
Ed ecco la mia personale versione del risotto:

 risotto-con-mousse-di-melanzane-e-pomodori-2342-b

Risotto con mousse di melanzane e pomodori tondo liscio di Pachino IGP
Serves 5
Write a review
Print
Ingredients
  1. 400 g di riso Carnaroli
  2. 1 grossa melanzana nera
  3. 1 cipolla bionda
  4. 1 scalogno
  5. 1 mazzo di basilico
  6. 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  7. qualche foglia di menta
  8. Olio extravergine d'oliva di Venafro - IS - Molise
  9. 8 pomodori tondi lisci di Pachino IGP
  10. brodo vegetale home made
Instructions
  1. Per prima cosa bisogna preparare la melanzana.
  2. Lavatela, pelatela, ma non del tutto, e poi tagliatela a cubetti. A questo punto dovrebbe essere cotta a vapore dentro la pentola a pressione, ma io non la nuova pentola a pressione, ultra spaziale e così, ho messo pochissima acqua e la melanzana e ho fatto cuocere per 4 minuti.
  3. Dopo aver fatto sfiatare la pentola a pressione, scolate la melanzana e strizzatela per bene (io l'ho messa in un colino e con un cucchiaio ho cercato di far uscire tutta l'acqua).
  4. A questo punto frullatela con un minipimer aggiungendo uno scalogno, l'olio, il basilico e il sale.
  5. Aggiungete anche le foglie di menta spezzate con le mani.
  6. Nel frattempo preparate il risotto alla maniera classica. Io uso l'olio al posto del burro per soffriggere la cipolla tritata, quindi mettetela da parte (come ci ha insegnato Igles Corelli) e fate tostare il riso. Aggiungete il vino e fate evaporare. Aggiungete il brodo a poco a poco e mescolate di tanto in tanto.
  7. A cottura ultimata, aggiungete la mousse di melanzana, un filo d'olio e i pomodori tagliati a cubetti e conditi con un po' d'olio e del sale.
Notes
  1. Se volete potete aggiungere anche del parmigiano, quando mantecate, ma non è più un piatto vegano.
Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/
Questa ricetta fa parte di una raccolta di ricette bimensile, dedicate al nostro buon olio d’oliva italiano promossa dall’Associazione Città dell’Olio.



Insieme a me ci sono anche
Patty con le Pappardelle con ragù di primavera e bottarga di muggine;
Sabina con il Pane carasau home-made con tartare di avocado, uovo di quaglia poche e germogli di ravanello e
Teresa con gli Spaghetti al pomodoro.

E siccome oggi è pure venerdì, partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day

 

Mi raccomando, non mancate!

E infine, visto il metodo di cottura, la invio alla raccolta Happy CaLOWries

 

Risotto with eggplant mousse and tomatoes of Pachino

Ingredients for 5 people :
400 g Carnaroli rice
1 large black eggplant
1 onion
1 shallot
some basil
1/2 cup of dry white wine
a few leaves of mint
Extra virgin olive oil 
8 smooth round tomatoes of Pachino
home made vegetable broth
 
First you must prepare the eggplant .
Wash it , peel and then cut into cubes. Steam in a pressure cooker and cook for 4 minutes.
Drain the eggplant and squeeze it very well.
Whisk it with a blender adding a shallot, olive oil, basil and salt.
At the end add the mint leaves.
Meanwhile, prepare the risotto in the traditional way . I use oil instead of butter to fry the chopped onion, then put it aside and toast the rice. Add the wine and let it evaporate. Add the broth gradually and stir occasionally .
When cooked , add the eggplant mousse , a little olive oil and diced tomatoes, seasoned with some oil and salt.

A presto
Stefania Oliveri