Le Schiacchiere, ovverosia le chiacchiere vegan e facilissime

Chiacchiere vegan, senza glutine e raw
Chiacchiere senza glutine e vegan e facilissime

Sei in ritardo.

San Valentino è già passato da 4 giorni.

O forse, invece, sono in largo anticipo.

Arriverà fra 361 e avete tempo per pensarci.

Ma perché scriverne solo (o già) adesso?

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Figli di un Dio minore…

(Tartufi raw e vegan al cacao, mandorle e datteri)
A Natale si è tutti più buoni.
E si festeggia.
È il momento in cui si è tutti più generosi e altruisti.
Questa è una serie di luoghi comuni che mio figlio ha imparato presto a conoscere.
All’età di 9 anni, quando è diventato celiaco.
E ogni volta che c’è stata una festa organizzata pensando a tutto, tranne che a lui…
E così anche stavolta una grande occasione mancata.
Il panettone comprato per fare beneficenza e che una intera classe si divide per festeggiare, un importo da dividere fra tutti, anche da chi non potrà mangiarlo. La rimostranza di mio figlio di non voler pagare 70 centesimi per una cosa che non potrà condividere e non per i 70 centesimi, ma per affermare con forza che LUI NON POTRÀ, non, non vorrà, mangiare e condividere con gli altri un momento di festa, che passa, inevitabilmente attraverso il cibo. Il voler affermare che, sì, è diverso e che vuole, pretende, esige rispetto per la sua condizione che non ha scelto, ma subisce.
E la risposta unanime che lui DEVE pagare quei 70 centesimi, con la motivazione che tutti devono pagare, perché o lo comprano tutti o nessuno, ed è per beneficenza.
Senza capire che il concetto di UGUAGLIANZA, che avrebbero voluto affermare con quel “tutti pagano” , non corrisponde alla vera uguaglianza secondo cui ciascuno partecipa in virtù delle proprie possibilità. E in barba al fatto che comunque ognuno è anche libero di affermare le proprie opinioni senza ledere il diritto altrui, ma facendo rispettare il diritto proprio. 
Che se poi, mio figlio non fosse nemmeno celiaco, e non volesse fare beneficenza (cioè parliamo di 70 centesimi di beneficenza, di cui solo, forse – e sono generosa – solo 30 realmente andranno in beneficenza) sarebbe in diritto di non doverla fare.
L’ha vissuta come una grande mortificazione, l’ennesima, che lo ha fatto sentire minoranza, ridotto al silenzio, per non costringere gli altri a non avere il loro panettone….
 
tartufi vegan cardamomo and co 5067
 
E dopo questa amarezza, che ancora non ho metabolizzato e non so come risolvere, vi lascio una ricetta davvero inclusiva. 
Buona per tutti, nessuno escluso. 
Praticamente va bene per chiunque, perché non contiene uova, zucchero, glutine, burro, lievito, latte… Cosa rimane? Tanta, tanta bontà!
 
La ricetta l’ho vista su iFood ed è delle bravissime Marta e Mimma, io ho messo le mandorle al posto delle nocciole.
Tartufi vegan
Serves 8
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Prep Time
5 min
Prep Time
5 min
Ingredients
  1. 150 g di datteri Medjoul, denocciolati
  2. 140 g di mandorle
  3. 30g di cacao crudo
  4. 1 - 2 cucchiaini di olio di cocco (facoltativo)
Instructions
  1. Tagliare a metà i datteri e privarli del nocciolo.
  2. In un food processor tritare velocemente le mandorle e tenere da parte.
  3. Nello stesso boccale frullare i datteri finché non saranno cremosi.
  4. Aggiungere le mandorle tritate e il cacao crudo e frullare fino ad ottenere un composto omogeneo e modellabile con le mani.
  5. Qualora i datteri non dovessero essere molto morbidi e polposi, aggiungere mentre si frulla 1 - 2 cucchiaini di olio di cocco, cosa che io non ho fatto.
  6. Con le mani schiacciare il composto e forma delle palline.
Notes
  1. - Credo che per avere un aspetto più lucido sia importante aggiungere l'olio di cocco.
  2. - In inverno non c'è bisogno di conservare in frigo, basterà uno scapolo a chiusura ermetica.
Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/
 
tartufi vegan 5058
 
Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day
 
ilove-gffd

Proprio una maiala effige!!!

Fa caldo, dappertutto.

E voglia di cucinare “meno di zero”.

Forse l’avrete notato qui e qui.

Quindi volevo fare un dolce con zero sbattimento.

Pochi ingredienti, niente forno, facile e veloce… ma goloso.

Anche se, ancora, qui in Sicilia, non è arrivato lo scirocco, per cui non mi lamento nemmeno del caldo che fa.

Ma vuoi mettere una “maiala effige“? 

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lemon curd facile, senza burro e zucchero

(Crema al limone. lemon curd, facile senza burro e zucchero)

Lemon curd sena zucchero e burro b

Esimio signor Renzi, ormai mi sono rassegnata.

Leggendo la sua proposta di “Buona Scuola” (oddio se questa è buona per lei, non oso immaginare come riuscirebbe a immaginarne una cattiva… forse potrebbe mettersi d’accordo con il signor Argento e ne verrebbe sicuramente un bel filmone horror…) ho capito, fra le altre cose, che in pensione non ci andrò mai.

Mi terranno a scuola finché muoio.

Però, mio esimio, se continua così la vedo durissima, visto che fanno di tutto per conservarmi in stato di ibernazione costante.

Siete sicuri di volere Highlander in questa “ottima scuola”?

Parentesi: signor Renzi, mi sono sempre chiesta perché solo “Buona”? Avrebbe sicuramente dovuto puntare più in alto, non dico chiamarla “Eccellente”, ma perché non “Ottima”? 

Lemon curd sena zucchero e burro 1532 b

 

Ho già fatto il lemon curd, sia la versione classica che quella alleggerita. Ma questa versione, non solo è ancora più leggera, ma è anche ancora più buona. Provatela e non ve ne pentirete!

Lemon curd facile, senza zucchero e burro
Una crema al limone, molto simile al lemon curd, però più light
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Ingredients
  1. 4 grandi uova codice 0 (cioè bio)
  2. 70 g di sciroppo d'agave
  3. Scorza di 2 limoni
  4. 60 g olio di soia (o cocco, o mais)
  5. 100 g succo di limone
Instructions
  1. In una pentola, mescolate insieme le uova, lo sciroppo, e la scorza di limone e mescolate con una frusta.
  2. Scaldate la miscela a fuoco basso e una volta che tutto è ben amalgamato, aggiungete l'olio, e mescolate sempre nello stesso verso.
  3. Una volta che l'olio si è incorporato, aggiungete il succo di limone e mescolate bene.
  4. Abbiate cura di mescolare continuamente il composto fino a che non si addensa (ci vorranno tra 5 - 10 minuti). Ovviamente dovete stare molto attenti a questa fase per non ritrovarvi un composto sgradevole di uova strapazzate...
  5. In ogni caso, se non dovesse venirvi setoso come il mio varrà la pena filtrare il lemon curd attraverso un colino.
  6. Lasciatelo raffreddare completamente prima di riporlo in un vasetto in frigorifero per un massimo di una settimana.
Notes
  1. Questa crema è poco dolce, ma è ideale se dovete mangiarla con una base dolce. Altrimenti aggiungete altri 30 g di sciroppo d'agave se dovete mangiarla da sola o con del pane o dei crackers.
Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/
 Presto vi farò vedere come ho utilizzato io questa crema, con una sorpresa, che spero gradiate.

Cioccolato e cannella… la nuova raccolta e il #GFFD

(Cioccolato e cannella)
 
 
Si sa il cioccolato non fa ingrassare.
Anzi, si sa pure, che fa benissimo!
Anzi è indispensabile per dimagrire.
Si sa!
Adesso non mi ricordo dove l’ho letto, ma sono assolutamente certa non solo di averlo letto, ma che l’autore di tale affermazione fosse uno scienziato famoso.
 
E molto ben voluto!
E anche se non mi ricordo chi, dove e quando, mi basta saperlo e ripetermelo ogni giorno, quando sciolgo questo cucchiaino nel caffè…
 
 

 

Cucchiaini di cioccolato speziato alla cannella

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Ciabatta rustica o quasi!

(Pane senza glutine con lievito madre e farine integrali)

Il pargolo n. 1, ormai, deve pensare da solo ai suoi pranzi e alle sue cene.
E, da mamma italiana, i suoi pranzi e le sue cene, diventano per me uno degli argomenti principali delle mie preoccupazioni. 
Così, ogni giorno, la prima cosa che gli chiedo è “cosa hai mangiato?”
E poi continuo “devi nutrirti bene, non mangiare schifezze, fai almeno 3 pasti al giorno, altrimenti dimagrisci…” e così via.
Il pargolo, che da quando è lontano è molto più ubbidiente, ha cercato di assecondarmi e così ha comprato le lenticchie, che gli sono sembrate il cibo più salutare che potesse mangiare.
Le lenticchie non sono proprio il suo cibo preferito. 
Così, la sua scelta mi ha fatto davvero sorridere.
L’altra sera quindi, mi telefona (santo FaceTime subito), mentre le stava mangiando.
Io, totalmente stupita e sorpresa, comincio ad elogiarlo per la scelta e anche per la sfida nel cucinarle.
E lui: “no, mamma, non le ho cucinate!”
E io: “le ha cucinate il tuo amico?”
“no, mamma, non le ha proprio cucinate nessuno!”
“Come no?”
“Ma sì, le ho riscaldate!”
Capisco. “Hai comprato quelle già cotte!”
“Ecco, sì”
“Bene”, non voglio scoraggiarlo.
“Ma sono terribili, non hanno nessun sapore, nemmeno se le riscaldi!”
Capisco quindi che il primo approccio è stato ‘apri la scatoletta e mangia’.
Così cerco di spiegargli che forse avrebbe dovuto fare un piccolo soffritto, almeno con cipolla, ma che ci sarebbe stata bene anche una carota e un po’ di sedano e, se proprio si vuole esagerare, anche un po’ di pomodoro. Poi gli dico anche che avrebbe potuto aggiungere delle spezie…
Lui mi stoppa, “mamma, ma lo sai quanto costano qui le verdure?”
“Amore,  capisco, ma danno anche sapore…”
“mamma, ma lo sai la fatica che ci vuole a fare un soffritto, dopo una giornata di lavoro?”
A quello punto decido che no, non so quanta fatica ci vuole a fare un soffritto dopo un’intensa giornata di lavoro… soprattutto, non alla sua età… 
Lo aspetto, per le vacanze per coccolarlo un po’… con tanto soffitto!

E siccome non so nemmeno la fatica che ci vuole per fare un pane in casa, con lievito madre, ho deciso di provarlo.
Ecco quindi un’altra avventura.
La mia musa ispiratrice è ancora una volta Sonia. Ma come al solito non ho le sue farine e così faccio di testa mia…
E non so perché, riesco a scegliere sempre farine che assorbono meno acqua e quindi l’impasto mi viene più liquido…
Niente paura, prendete uno stampo da plumcake e il gioco è fatto!
Quindi la sua ciabatta si è trasformata in un pane in cassetta.

Ciabatta rustica da un’idea di Sonia

Ingredienti:
250gr. farina Mix B BiAglut da 1 Kg
150 gr. farina di grano saraceno (Nutrefree)
100 gr. farina Agluten Bezgluten
300 gr. lievito madre
400 gr. acqua
20 gr olio
3 cucchiaini sale
1 cucchiano e mezzo sciroppo di agave
semi di sesamo

Tempo di preparazione: 20 min.

Ho sciolto il LM nell’acqua insieme allo sciroppo, con l’impastatrice in funzione ho unito le farine piano piano,  il sale e l’olio. Se volete cambiare le farine, come ho fatto io, e non volete metterlo in uno stampo da plumcake, invece di aggiungere tutta l’acqua, tenetene 50 ml da parte, da aggiungere in seguito, caso mai servisse.
Ho messo a lievitare, coprendo la ciotola con un foglio di pellicola, per tutta la notte. L’indomani mattina, ancora non mi era raddoppiato, così ho lasciato lievitare fino all’ora di pranzo. 
Ho versato il composto in uno stampo da plumcake in silicone, ho ricoperto con semi vari e lasciato lievitare ancora per circa 1 ora… mentre si scaldava il forno a 250°.
Ho infornato per 10 minuti a 250° e poi 30 minuti a 200°.
Anche così, il pane è venuto buonissimo, molto morbido dentro con una bella crosta fuori.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta Panissimo  di “Bread & companatico” e “Sono io, Sandra”, delle ormai famose ideatrici di PANISSIMO Barbara e Sandra, ospitato questo mese da  “De Gustibus Itinera” di Maria Teresa.

A presto
Stefania Oliveri

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Zabaione light con melograno e pistacchi e la giornata mondiale dell’alimentazione

(Zabaione light con melograno e pistacchi)
Sapete cosa è la FAO?
No, non è il miagolio di un gatto sibillino.
La FAO è la sigla della Food and Agricolture Organization che in italiano suona così Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura e si perde il senso dell’acronimo.
In ogni caso, organizza tante belle cose fra cui una proprio il prossimo giovedì (il 16) che sarà la giornata Mondiale dell’Alimentazione
Cosa significa? Significa che si vogliono promuovere, valorizzare e sviluppare le risorse del territorio di appartenenza, promuovere uno sviluppo sostenibile e una agricoltura ecosostenibile, in particolare nelle aree rurali.

Noi di Gluten Free Travel & Living abbiamo pensato di dare risalto a questo evento, così vi chiediamo di postare sulla nostra pagina Facebook e/o su Instagram la vostre foto con la spesa a km 0 da giovedì a domenica 19  utilizzando gli hashtag ‪#‎WDF2014‬‪#‎GMA2014‬‪#‎GFFD‬ e vi invitiamo a postare ricette   a km 0 per il 100% Gluten Free (Fri)Day #‎GFFD. NON MANCATE!!!
Proprio per questo, vi ricordo ancora la possibilità di partecipare, fra il 25 e il 26 ottobre o il week end successivo dell’1 e 2 novembre, alla raccolta delle olive, con relativa degustazione dell’olio novello e di piatti tipici del trapanese grazie all’iniziativa de Il tuo olio novello dove si propone proprio di “vivere il villaggio del contadino”.
Siccome l’iniziativa ha avuto un successo inaspettato, rimangono solo pochissimi posti ancora liberi, quindi prenotatevi prima possibile se non volete perdere l’occasione. Se poi volete anche uno sconto, scrivete pure e io vi manderò il codice per ricevere uno meraviglioso sconto sul prezzo.
E adesso parliamo di una ricetta in cui ho utilizzato dei meravigliosi melograni. Il melograno è un frutto meraviglioso, il cui albero adorna tantissimi giardini siciliani, anche perché riesce a crescere anche in maniera del tutto spontanea da tempo immemore. Purtroppo però, ancora oggi, il nostro non viene commercializzato e sui banche del supermercato si trovano quelli importati dall’estero, soprattutto da Israele. In Sicilia, dal 2013, però, è nato un consorzio che si chiama Kore che cerca di promuovere il prodotto, valorizzandone il contenuto salutistico e contemporaneamente di fornire ai produttori consorziati un servizio di assistenza efficiente e all’avanguardia, così come realizzare un centro logistico e di trasformazione del prodotto.

Questi derivano direttamente dal giardino di un amico, quindi sono sicilianissimi a km 0

Zabaione
light con melograno e pistacchi
Preparazione:
10 minuti Cottura: 10
minuti
Per
6 persone
4 tuorli
d’uovo
65 g sciroppo d’agave
250 g yogurt greco
40 g pistacchi
tritati
1 cucchiaio di liquore all’arancia
i semi di 2 melograni
Facile
– Si può preparare prima
In una ciotola in acciaio mettete i tuorli e aggiungete lo
sciroppo d’agave. Mettete la ciotola su un bagnomaria con acqua calda, ma non bollente, che non tocchi il fondo della ciotola, su fuoco basso e
frullate il composto finché non sarà bianco e spumoso. Aggiungete anche
il liquore e sbattete per qualche altro minuto. Poi spegnete il fuoco e
e mettete a raffreddare.
Appena lo zabaione sarà freddo,
aggiungete lo yogurt e amalgamate delicatamente.
Fate tostare i pistacchi, in una
padella su fuoco moderato, o altrimenti in forno per 10 minuti.
Prendete 6 bicchieri e riempiteli
alternado lo strato di pistacchi, melograno e zabaione. L’ultimo strato guarnitelo con
melograni e pistacchi.
Mettete un frigo fino al momento di
servire.
Questa ricetta, essendo light, ma mooooooolto gustosa, rientra a pieno titolo nella raccolta Happy CaLOWries

A presto
Stefania Oliveri

Ghiaccioli cremosi al caffè e tanti “senza”, ma anche molti “con”!

 

Piccoli uomini crescono e grandi (nel senso di anziane) mamme piangono.
Il pargolo n. 1 è partito.
Partito per l’Inghilterra in cerca di lavoro.
Non immaginavo di potermi sentire così male.
Non immaginavo un buco nel cuore così grande.
Non immaginavo…
E non voglio essere consolata.
Voglio solo essere capita.
Forse non mi sentirei così, se fosse partito con più certezze, con un lavoro che lo aspettava, con una casa che lo accoglieva.
Forse.
O forse mi sarei sentita esattamente così.
L’ho lasciato andare, ma mi sento uno straccio.
Farli volare è così difficile.
So solo che vorrei averlo ancora qui, piccolo e monello, a desiderare la sua indipendenza…

Gelato-al-caffè-3505-b

 

Oggi ricetta al caffè.
Non è il caffè originario del Brasile? Quindi anche se la ricetta non è propriamente brasiliana, l’ingrediente principale lo è.
La ricetta poi è di quelle che si potrebbe dire SENZA, invece io vi dico solo i PIENO: pieno di saluto, di bontà e gusto. Quindi più che “senza” è “free” (LIBERO) da tante cose che fanno invece tanto male!

Gelato-al-caffè-3518-b
Ghiaccioli al caffè
200 g latte di riso
50 panna di soia
50 sciroppo d’agave
2 cucchiai di caffè solubile
Ci vuole davvero pochissimo per fare questi ghiaccioli. 
Fate riscaldare, appena appena, il latte di riso per sciogliere il caffè solubile, quindi aggiungete sia la panna di soia che lo sciroppo d’agave e mescolate.
Versate il composto negli stampini da ghiacciolo, ma anche nelle tazzine, nei bicchierini di carta, o in qualsiasi cosa abbiate e mette in frigo per almeno 5 ore.
Per tirarli fuori dallo stampino, prima di servirlo, mettetelo sotto l’acqua corrente et voilà, les jeux sont fait!
 
Gelato-al-caffè-3514-b
 
Coffee Popsicles 
200 g rice milk 
50 soy cream 
50 agave syrup 
2 tablespoons instant coffee 
It’s really easy to make these popsicles. 
Pre-heat, barely, rice milk to dissolve the instant coffee and then add the soy cream and the agave syrup, and stir. 
Pour the mixture into popsicle molds, but also in paper cups, or whatever you have at home and put them in the fridge for at least 5 hours. 
To pull off the popsicles out of molds, put them under running water and voila, les jeux sont fait!
E con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day le cui regole le dovreste ormai conoscere, ma reperite iuvant, ogni venerdì pubblicate una ricetta senza glutine e mandatela qui

 
E poi partecipa anche alla mia raccolta di ricette gustose ma light Happy CaLOWries le cui ricette le trovate qui
 
 

e al contest Wanted recipe di Ricette vegane e non solo

 

A presto

Stefania Oliveri

Crackers vegani alle mandorle con semi

È già venerdì???
Parrebbe proprio di sì!
E finisce un’altra settimana.
Per adesso le mie sono scandite dalla fisioterapia, dai piccoli progressi (finalmente riesco a scolare la pasta da sola) e dai tanti dolori ai muscoli che non immaginavo nemmeno esistessero, nella spalla.
E capire che movimenti scontati, non lo sono. Che alzare un braccio fino all’altezza delle spalle non è una cosa così semplice come sembra. Che pettinarsi richiede una coordinazione incredibile e che la testa non si deve piegare per essere grattata…
Un ciclo di fisioterapia finisce e un altro ne comincia, con la delusione di non aver raggiunto i risultati sperati, e con la prospettiva di fare le onde d’urto per eliminare la calcificazione.
E va bene anche così.
In queste settimane ho conosciuto tante persone, per lo più anziani, con diversi problemi alle ossa, con le quali ho fatto amicizia e ogni giorno ci rincontriamo e parliamo come vecchi amici.
E c’è un signore molto carino, sulla settantina (o su di lì), sordo totale, che accompagna sua madre (immaginate l’età…) che intrattiene rapporti con tutti, per far passare le due ore che rimane lì ad aspettarla.
La cosa più divertente è vederlo parlare con una signora che ha la dentiera che le si toglie e quindi parla anche male, mentre lui tende l’orecchio e continua a dirle che non la capisce e lei si ostina a parlargli in quella maniera (sia chiaro, mica non la capisce solo lui) e se la ridono alla grande, anche loro.
E sebbene si venga a conoscenza anche di storie dolorose (per lo più), si crea un’atmosfera così carina e gioiosa e, comunque, c’è una gratitudine nei confronti di Dio che li ha preservati da cose peggiori.
 
La ricetta di oggi è, anch’essa un ringraziamento a Dio, perché, comunque la celiachia è una malattia vincibile con il cibo giusto e perché comunque le pietanze che si riescono a tirar fuori, con gli ingredienti senza glutine, sono buonissime.
Così come questi crackers, che non sono solo senza glutine, ma sono anche molto salutari grazie alla presenza dei preziosi semi oliosi.
Provateli, anche se non siete celiaci, non ve ne pentirete e sono buoni proprio per tutti.
crackers-speciali-2361-f
 
 
Crackers speciali

45 g di semi di girasole

55 g mandorle
60 g farina di tapioca
25 g semi di lino
½ cucchiaino di sale marino grosso
¼ di cucchiaino lievito in polvere
30 ml aceto di mele
30ml di acqua (calda)
Condimenti assortiti: sesamo, semi di girasole, di zucca, di lino
olio extravergine d’oliva per spennellare i cracker prima dei semi
 
Preriscaldare il forno a 180°C.
Mettete in un frullatore potente i semi di girasole, le mandorle, la farina di tapioca, i semi di lino, il sale e il lievito e polverizzate.
Aggiungete l’acqua e aceto di mele mentre è in funzione il mixer e mescolate fino a quando l’impasto  forma una palla. L’impasto risulterà appiccicoso.
Mettetelo su un foglio di carta da forno e posizionate un altro pezzo di carta sulla parte superiore e cominciate a stendere l’impasto con un mattarello.
Utilizzando un cutter per pizza, un coltello affilato o una rotella per pasta, dividete l’impasto in modo uniforme in strisce lunghe.
Punzecchiateli con una forchetta e spennellateli con un filo d’olio, conditeli con i semi come più gradite e con ulteriore sale, se gradite.
Cuocete in forno per circa 15 minuti.
Spegnete il forno e lasciate raffreddare completamente su teglia da forno con lo sportello socchiuso, così da avere dei cracker croccanti .
Questi cracker possono essere conservati in un contenitore ermetico fino ad una settimana.
Inutile dirvi che i miei sono finiti subito…

 

Con questa ricetta partecipo al contest di Patty Andante con gusto È senza? È buono! in collaborazione con Cose dell’Altro Pane, nella sezione Prodotti da forno salati
 
 
 
Essendo venerdì partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day
 
 
Ed essendo con le mandorle anche al mio contest Per un pugno di mandorle
 
 
 
Almond crackers with seeds
45 g of sunflower seeds
55 g almonds
60 g tapioca flour
25 g flax seeds
½ teaspoon of coarse sea salt
¼ teaspoon baking powder
30 ml apple cider vinegar
30 ml of water (hot)
Assorted toppings : sesame , sunflower , pumpkin and flax seed
extra virgin olive oil for brushing the crackers before to put the seeds
 
Preheat oven to 180 ° C.
Put in a powerful  blender sunflower seeds, almonds, tapioca flour, flax seeds, salt and baking powder and  process until fine and powdery.
Add water and apple cider vinegar while the motor running. Mix until the dough starts to come together and forms a ball.
The dough will be sticky.
Place it on a piece of parchment and place another piece of paper on top and begin to roll out the dough with a rolling pin.
Using a pizza cutter, a sharp knife or a pasta wheel , divide the dough evenly into long strips .
Prick crackers with a fork and brush with some olive oil. Sprinkle with desired toppings, and bake in the oven for about 15 minutes.
Turn off oven and let cool completely on baking sheet with the door ajar for the crispiest crackers.
Crackers can be stored in an airtight container up to one week .
 
A presto
Stefania Oliveri

 

Biscotti vegani… quasi! Buonissimi anche senza!!!

Da quando fare i biscotti, è considerato uno sport estremo?

Forse da quando si è capito che si rischia di finire i biscotti prima ancora di intingerli nel cioccolato.
E che biscotti, poi?
Biscotti che pensavo dovessero non piacere a nessuno.
Insomma, si sa, tutte quelle ricette senza…
E invece li ho dovuti difendere con tutta la mia forza! Anzi, armata di un coltellaccio…
Questi biscotti, per l’appunto, sono senza glutine (ok, su questi schermi, orami ci siete abituati), senza zucchero (a questo siete abituati molto meno!), senza burro (BISCOTTI SENZA BURRO??? IM POS SI BI LE!),  senza latte e senza lievito.
C’è rimasto qualcosa, vi starete domandando?
Certo che c’è rimasto qualcosa e non è solo la voglia dei biscotti.
Innanzitutto c’è una farina speciale, quella di nocciole, le cui nocciole vengono direttamente dalla  piemontesissima Tonda Gentile Prelibata senza pellicina, gentilmente regalata, dopo una delle presentazioni del mio libro! (ah, la notorietà!)
E già solo questo basterebbe per farne dei biscotti extra, come extra è stata chi me le ha regalate con tanto amore.

biscotti-di-nocciole-2231 Cardamomo e co
L’uovo, l’unico che c’è, è biologico del contadino che li porta ogni domenica al mercatino vicino casa mia, dove gli agricoltori e gli allevatori incontrano direttamente gli acquirenti.
Lo sciroppo di agave viene direttamente … dal negozio (ma uno di quei negozi di cui parlavo ieri), così come la farina di riso integrale, e la vaniglia è una vaniglia extra bourbon.
Insomma tutti prodotti di primissima qualità, che fanno lievitare un tantino il prezzo, ma vi assicuro che se il risultato è quello di vederli finire prima ancora di un fiat, vi ripagherà dei costi sostenuti!

Questi biscotti li dedico con tanto amore alla mia amica Patty!


biscotti-di-nocciole-2235-b2

Biscotti di nocciola (l’idea parte da qui)

275 g di nocciole Tonda Gentile Prelibata senza pellicina
70 g di farina di riso integrale Baule Volante (certificata senza glutine)
1/4 cucchiaino di sale
1 uovo codice 0 (bio)
4 cucchiai di sciroppo di agave
1 cucchiaino di vaniglia
1 cucchiaino da tè di olio di mandorle dolci (insapore)
 
Preriscaldate il forno a 170 °C. 
Distribuite le nocciole su una placca e lasciate cuocere per 10 minuti, mescolandole ogni tanto.
Quindi togliete dal forno e lasciatele raffreddare per un paio di minuti.
Trasferite le nocciole in un robot da cucina e riducete in farina (anche grossolana)
In una ciotola grande unite la farina di nocciole, la farina di riso e il sale .
Aggiungete l’uovo, lo sciroppo d’agave, olio di mandorle e l’estratto di vaniglia e impastate.
Mettete in frigo per un quarto d’ora, circa.
Nel frattempo, foderate una teglia con carta da forno e riempite una ciotola con dell’acqua (vi sarà necessario, di tanto in tanto bagnare le dita prima di maneggiare la pasta).
Togliete la pasta dal frigo, e cominciatela a stendere, poco per volta, meglio se con un matterello in silicone. Quindi con un coppa pasta o un bicchiere, una tazza, ritagliate dei biscotti a forma di cerchio.
Cuocete in forno a 180 °C per 11-12 minuti (ma guardateli a vista, perché ogni forno è diverso), e lasciate raffreddare completamente su una griglia.
Quindi sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria (o nel microonde – a 450W per un minuto e poi mescolate e fate andare per un altro minuto) e immergete ogni biscotto nel cioccolato fuso fino a coprirne metà .
Lasciate a sgocciolare il cioccolato in eccesso e poi mettete sulla carta forno, fino a quando non si asciughino completamente.
 
Suggerimenti:
– se non volete sprecare troppo cioccolato, aiutatevi con una spatolina o un coltello (lo stesso che serve per difenderli) e togliete il cioccolato in eccesso;
– conservate in un contenitore in metallo e purtroppo non so dirvi quanto durino…
E con questa ricetta partecipo al Contest di Patty di Andante con Gusto È senza? È buono! in collaborazione con Cose dell’altro pane, nella sezione Pasticceria da tè

 

 
 
Hazelnut cookies 
275 g of  hazelnuts without skin
70 g of brown rice flour (certified gluten-free )
1/4 teaspoon salt
1 egg code 0 ( bio)
4 tablespoons agave syrup
1 teaspoon vanilla
1 teaspoon of sweet almond oil (tasteless)
 
Preheat oven to 170 ° C.
Spread the hazelnuts on a baking sheet and roast in the oven for 10 minutes, stirring occasionally.
Then remove from the oven and let them cool for few minutes.
Transfer the hazelnuts to a food processor and grind into flour (even coarse )
In a large bowl add hazelnut flour, rice flour and salt.
Add egg , agave syrup, almond oil and vanilla extract and mix .
Place in the fridge for at least 15 minutes.
Meanwhile, line a baking sheet with parchment paper and fill a bowl with water (wet your fingers before handling the dough) .
Remove the dough from the fridge, roll out and cut out cookies in the shape of a circle.
Bake at 180 ° C for 11-12 minutes ( don’t move from the oven, because every one is different) , and let cool completely on a rack .
Then melt the chocolate in a double boiler (or in the microwave – to 450W for a minute, then stir and let go for another minute). Dip each cookie into the melted chocolate to cover up half.
Let the excess chocolate to drip off and then place on parchment paper, until they are completely dry .
 
 
A presto
Stefania Oliveri