Croccante di mandorle, torrone, cubàita

Croccante di mandorle
Croccante di mandorle, torrone, cubàita

Oggi, oltre ad essere l’Epifania, è il compleanno di una amica speciale, conosciuta grazie al web e al blog in particolare modo.

Si chiama come me, ma a parte questo, non mi somiglia per niente.

A parte essere alta e giovane, è una persona sobria, schiva, e molto molto brava nella pasticceria.

Dal suo blog ho preso tanti dolci (non riuscendo mai ad eguagliare le sue vette – nemmeno col tacco 20 – ), e grazie a lei ho sperimentato tecniche che non avrei mai potuto credere di riuscire a fare.

Anche il torrone di oggi è suo. Da Stefania Profumi e Sapori potete trovare anche tutti i passaggi per riprodurlo al meglio.

Io, vi dico solo che era buono all’inverosimile! 

Buon compleanno amica speciale!

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Calzoni al forno senza glutine e Panissimo 46

Calzoni al forno senza glutine

Per adesso sto sperimentando tanto.

Mi sono messa in testa che devo riuscire a fare certe ricette glutinose e renderle altrettanto appetitose seppure senza glutine.

In realtà ci sono anche riuscita.

Per essere appetitose, lo sono. Per essere identiche all’originale, no.

La fregatura è sempre la consistenza.

E così, seppure il sapore c’è, la consistenza, ancora lascia a desiderare.

Chi segue la mia pagina su FB lo sa.
Così, con al rosticceria siciliana ho avuto una vittoria, ma anche una sconfitta.

I calzoni sono venuti benissimo, ma le freccine, no. 

Piuttosto erano dei buonissimi panini morbidi, ma non delle brioche.

Credo però di aver capito dove sta l’inghippo, quindi mi cimenterò al più presto eliminando, spero, l’errore.

Oggi però vi lascio con quello che è riuscito bene.

La ricetta è la trasposizione di quella della rosticceria siciliana, che per i calzoni, è perfetta. Ma mi raccomando, non usatela per fare le treccine 😀

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Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day

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    • Calzoni al forno
      I calzoni al forno fanno parte della rosticceria siciliana. Questa la versione senza glutine
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      Prep Time
      1 hr
      Cook Time
      20 min
      Prep Time
      1 hr
      Cook Time
      20 min
      Ingredients
      1. farina per pane Nutrifree 500 g Royal Fibra
      2. 50 g zucchero
      3. 50 g strutto
      25 g lievito di birra
      1. 10 g sale
      2. 350 ml. di acqua circa
      3. 100 di latte per spennellare
      4. PER FARCIRE
      5. 300 g di prosciutto cotto
      6. salsa di pomodoro
      7. mozzarella
      Instructions
      1. Sciogliete il lievito in un po' di acqua a temperatura ambiente.
      2. In un robot da cucina mettete la farina setacciata, lo zucchero, il sale, lo strutto e il lievito di birra.
      3. Lavorate il tutto fino a quando lo strutto non si sarà sbriciolato nella farina poi cominciate ad aggiungere l’acqua rimasta a filo.
      4. Quando avrete ottenuto una palla con l’impasto, mettetelo su una spianatoia e cominciate a lavorarlo con le mani fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo (un paio di minuti).
      5. Dividete l’impasto in porzioni da 100 g se volete preparare dei pezzi di rosticceria grandi, o da 50 g per pezzi più piccoli e formate delle palline.
      6. Fate lievitare per 30 minuti su un canovaccio cosparso con un pochino di farina.
      7. Trascorso il tempo potete stendere con un mattarello l'impasto, farcite e mettete su carta forno. (guarda video)
      8. Aspettate altri 30 minuti e poi cuotete in forno già caldo a 200°.
      Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/

E infine una notizia di cui mi onoro.

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Questo mese ospito una raccolta bellissima, quella ideata da Sandra di Sono io, Sandra e Barbara di Bread & Companatico

Le regole per partecipare a Panissimo sono facilissime:

seguitele con attenzione per favore

mettete il banner, foto che trovate qua sopra,  nella barra laterale del blog, e inserite il banner anche nel corpo del post con cui partecipate e copiate/incollate questa scritta:

    • Con questa ricetta partecipo a Panissimo#46, la raccolta di lievitati dolci e salati ideata da Sandra di Sono io, Sandra, e Barbara, di Bread & Companatico, questo mese ospitata da Cardamomo & co.
    • e lasciate il vostri link, al link sotto la rana

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Millefoglie di finta sfoglia con trito siciliano

Millefoglie di finta sfoglia senza glutine con trito siciliano

Questa estate sono andata a mangiare in un ristorante, aperto da poco. In realta è un Bistrorante. Si chiama I Cucci.

Sul menù c’erano tante pietanze invitanti, ma una su tutte svettava, chiamandomi.

Ahimè, non l’ho potuta assaggiare perché il locale non aveva ancora la pasta senza glutine. Ma la cheffa è stata così gentile da fornirmi la ricetta per poterla assaggiare quanto prima a casa.

Gli altri commensali l’hanno assaggiata e hanno detto che era divina. Potevo io esimermi dal rifarla?

La mia versione (leggermente diversa, perché io sono più pigra) mi è piaciuta tanto… ora però aspetto di ritornare al locale per assaggiare finalmente la ricetta originale.

Io ho voluto provare il condimento di una pasta fatta in casa, con una sfoglia, anzi una finta sfoglia senza glutine.

Risultato? Davvero goloso.

Ma se volete la ricetta originale, dovete assolutamente recarvi al locale!

Millefoglie finta sfoglia e pesto siciliano

La finta sfoglia è una valida alternativa alla sfoglia vera e propria. Molto veloce da preparare, meno calorica, meno difficile. E soprattutto, facile da fare anche senza glutine. Potete utilizzare una farina dietoterapica, ma se volete farvi il mix da voi, io vi consiglio di utilizzare la farina di riso integrale, quella di riso finissima, e un po’ di tapioca. In questo secondo caso però, il mio consiglio è, di utilizzare anche un addensante come la gomma di xantano (ormai facilmente reperibile in tutti i negozi che vendono cibi senza glutine o nelle farmacie), altrimenti il vostro impasto mancherà di quella elasticità che serve allo scopo. Io consiglio di mescolare le tre farine insieme allo xantano, in maniera tale da permettere una distribuzione omogenea.

Millefoglie finta sfoglia e pesto siciliano

 

Millefoglie di finta sfoglia con pomodori secchi e capperi
Serves 4
Un antipasto sfizioso, senza glutine, ma tanta bontà
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Per la finta sfoglia
  1. 125 g di farina senza glutine per pane
  2. oppure 85 g farina di riso quella super fina tipo amido 25 g fecola di patate 15 g farina di tapioca + 3 g di xantano
  3. 125 g mascarpone (ricotta o philadelphia)
  4. 80 g burro
  5. 1 pizzico di sale
  6. Per la salsa
  7. 15 g di capperi Valbona
  8. 1 vasetto di pomodori secchi Valbona
  9. 20 g di pinoli
  10. 6 foglie di basilico
  11. 6 foglie di menta
  12. 2 acciughe sott'olio
  13. la scorza di un limone bio
  14. 6 cucchiai di olio evo preparazione
Instructions
  1. Mettete tutti gli ingredienti in un robot da cucina ed amalgamate velocemente fino a quando l'impasto non diventa sodo. Conservate in frigo, dentro un sacchetto per alimenti ben chiuso, per almeno un paio d'ore, ma anche di più. Riprendete l’impasto e stendete, aiutandovi con un mattarello. Piegate su se stessa in tre l'impasto ad ogni giro, prima di stenderla, avendo cura di infarinare un poco (con la farina di riso) il piano per non fare attaccare l’impasto. Con l'aiuto di un coppa pasta (ma anche di un bicchiere), tagliate dei cerchietti e metteteli su una placca foderata con carta forno. Cuocete a 180° per 10/15 minuti. Preparate la salsa. Sciacquate molto bene e più volte i capperi. In una padella mettete l'olio e le acciughe e fate sciogliere a fuoco basso. Aggiungete i capperi tritati e fate saltare per qualche minuto. Quindi aggiungete anche i pomodori tritati al coltelo insieme al basilico e alla menta e fate saltare per un minuto. Grattugiate la scorza del limone. Tostate i pinoli. Formate le millefoglie alternando un base di finta sfoglia e un po' di salsa. Guarnite ogni torretta con i pinoli e una foglia di basilico.
Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/

Millefoglie finta sfoglia e pesto siciliano

Questa ricetta, insieme a tante altre, la trovate anche su Taste & More  

taste-more-magazine-settembre-ottobre-2016-n22

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day

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Impepata di cozze

Impepata di cozze

Chi l’ha detto che le cozze sono brutte? ☺ Di sicuro sono così buone da farmi superare qualsiasi impasse. Se poi c’è ancora caldo, come qui da noi e ci sorseggi su una freddissima birra Peroni Senza Glutine, garantita dal marchio “spiga barrata” dell’AIC, cosa puoi volere di più dalla vita?   Read more

Zuppa di amaranto con tenerumi

Zuppa di amaranto con tenerumi

Sono convinta che tutto derivi da quella piccola mancanza.

Non si spiega altrimenti.

Quella X imperfetta, a cui manca un pezzettino e si trasforma in Y.

Piccola mancanza che si aggiunge in una parte del corpo, del tutto inutile, che rende impossibile, ai portatori di Y di pensare… quanto meno col cervello…

zuppa estiva di amaranto 6543

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Palermo, la città più pop!

Ma lo sapevate che “Palermo è la città più pop del mondo“?

Così dice l’artista Max Ferrigno, e guardando le sue opere, direi che ha proprio ragione.

Max Ferrigno e la santuzza

Popsurrealista, che nel 2005 ispira la sua arte ai cartoni animati giapponesi (quelli con cui sono cresciuta io e oltre) e li trasforma in “attori attivi” dei suoi quadri, coloratissimi.

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Alici fritte su salsa di tenerumi e concassè di pomodori

Alici fritte su salsa di tenerumi e concassè di pomodori

L’estate non è cominciata nel migliore dei modi, nemmeno qui in Sicilia, che per tutta risposta al maltempo del resto d’Italia, ha fatto un acquazzone per due giorni come non se ne vedevano da tempo immemore.

Dopo il caldo asfissiante di 45° (e non è un iperbole, è la pura realtà), incendi (dolosi e non) che hanno devastato (portando anche morte) la provincia di Palermo, una pioggia incessante, che, da una parte ha anche salvato la situazione, dall’altra ci ha fatto capire che il tempo è cambiato definitivamente. Read more

Racconta un produttore #farerete

Avrete sicuramente visto questo hashtag #farerete. 

Sì, spesso si parla di “rete” e di “fare rete”, ma cosa significa per noi?

Ecco, ci siamo detti che era bello unire l’esperienza di vari blogger (tutti quelli che vogliono, liberamente), ma anche di non blogger, per raccontare il proprio territorio, perché ognuno di noi è patrimonio di una conoscenza che può mettere a disposizione degli altri e uscirne tutti più arricchiti.

Perché il mio tesoro, condiviso, diventa patrimonio di tutti, mentre, se me lo tengo solo per me, finisce per diventare stantìo e morire.

Così abbiamo deciso che ognuno di noi, che conosce un produttore, ma anche un artigiano, piccolo, ma sicuramente prezioso, può presentarlo nel suo blog e dargli così quella luce che non può raggiungere da solo e diventare così luce per tutti.

Ecco da cosa nasce il progetto Racconta un produttore.

Come realizzarlo?

Tutti, chiunque, non solo blogger, possono partecipare e raccontare il produttore che conosce e vuole far conoscere, o scrivendo una storia sul suo blog, usando anche solo immagini, o parole e immagini, o e se non avete un blog, troverete spazio per raccontarlo, sul sito www.slowthinking.it firmando il vostro post.

Nel primo caso, vi chiediamo di scrivere tre o quattro righe per descrivere l’iniziativa, di mettere questo banner

racconta-il-tuo-produttore

di segnalarci il link sulla pagina dell’evento di Facebook e qualora non foste iscritti a Facebook, potreste farlo con un commento sul sito, sotto il post dedicato all’iniziativa.

Infine, vi chiediamo di utilizzare i due hashtag #raccontailtuoproduttore e #slowthinking per la condivisione dell’evento e degli articoli sui social network.
 
SCADENZE?
30 settembre 2016
 
That’s all!

Busiate (pasta) senza glutine e senza uova

Busiate è il nome di un formato di pasta, senza uova, trapanese.

Io le conosco da quando sono piccola, visto che ho abitato lì. 

Ma non le avevo mai fatte. Figuriamoci senza glutine…

Poi l’avvento.

Il tour nella Sicilia Occidentale. E l’esperienza fatta con l’impasto glutinoso, dove ho imparato la tecnica per farli.

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Come partecipare ad un blog tour in Sicilia Occidentale e uscirne vivi

Diciamolo chiaramente, partecipare ad un blog tour è l’inferno.

E ci sono almeno 3 cose che vi segneranno in maniera indelebile:

  1. tornerete più grassi;
  2. avrete la sindrome da ritorno post vacanza lavoro;
  3. per almeno i primi 5 giorni, non riuscirete più a mangiare ciò che cucinate a casa…

Siete disposti a subire tutto questo?

Perché arrivare in una meta sconosciuta (a volte), alloggiare  in un albergo 4 stelle, alzarsi la mattina presto e stare fuori tutto il giorno in giro, a vedere posti incantevoli, conoscere gente simpatica, produttori interessanti, partecipare a corsi di cucina con grandi chef, è davvero troppo per essere sopportato.

E poi tutto quel cibo, difficile da allontanare dalla bocca? Difficile da rinunciare?

Ecco, questo è esattamente quello che dovete aspettarvi se partecipate ad un blogtour.

Come quello che ho fatto io a nella Sicilia Occidentale e in particolare modo nel trapanese.

Le foto, è vero, aiutano a capire lo strazio che abbiamo subito, ma non in maniera approfondita come viverlo. Ma qualcuno doveva pur sacrificarsi…

Sole caldo, mare limpido, cielo azzurro, gente socievole, cibo sublime, persone speciali e tante risate…

Ecco a cosa ci ha sottoposto il Distretto turistico della Sicilia Occidentale.

Così insieme a Daniela, Oriana e Silvia (rigorosamente in ordine ùalfabetico) e poi agli operatori del settore, miei compagni di viaggio, tour operator abbiamo vissuto questa esperienza per 4 giorni.

Gruppo Sicilia Occidentale a Segesta

E si conferma l’opinione che avevo: la Sicilia è un posto bellissimo, ma non diciamolo troppo forte che poi vogliono venire tutti!

In ogni caso, visto che i nostri sacrifici erano troppi, il tempo ha deciso di metterci la sua, e di essere inclemente, facendo cambiare programma al tour.

Vedere Erice in una giornata buia e tempestosa (va bene è un’iperbole, ma sicuramente non era la giornata migliore per godere del panorama e del borgo), in ogni caso non le toglie il suo fascino (solo che dovete accontentarvi della mia parola o andare e sperare di trovare lo stesso tempaccio, perché le foto sono venute un po’ annebbiate…)

Sicilia Erice 5858

Erice con la nebbia

L’incontro poi con Maria Grammatico, istituzione mondiale (e a ben ragione), l’assaggiare le sue creazioni, che sono opere d’arti, per la vista e il palato, e un corso di cucina con lei per la preparazione di alcuni dolci come le Minne delle Monache, i cannoli e i Belli e Brutti, hanno comunque rischiarato e riscaldato la giornata.

Maria Grammatico e i suoi dolci

Sicilia attrezzi per fare i cannoli 5877

Lei è una donna meravigliosa, moderna, una donna che ha fatto di una privazione, un punto di forza. Trovate tutto raccontato nel suo libro Mandorle amare, che ci fa rivivere la sua storia, di come da una sfortuna è riuscita a creare un impero, anche se sentirlo raccontare dalla sua viva voce, con quel suo fare pratico, ma anche ruffiano, non ha uguali.

Dolci di mandorle di Maria Grammatico

Questi alcuni dolcetti senza glutine.

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Nel pomeriggio dovevamo andare alla Riserva dello Zingaro, ma il mal tempo ce l’ha impedito. Sicuramente una perdita, compensato ampiamente da un luogo magico come le grotte di Custonaci. A dicembre organizzano il presepe vivente, con oltre 100 figuranti, e immagino l’atmosfera che si respiri, perché già così è uno spettacolo da vedere. Le stanze, nelle grotta Mangiapane (così chiamata perché una famiglia di pastori, i Mangiapane, appunto, vi si stabilì, fino agli anni 50), riadattate facendo rivivere gli antichi mestieri, recuperando oggetti dal passato e il racconto della guida che ti fa vivere la Sicilia della fine dell’Ottocento è un’esperienza che non si deve perdere. Ma non è l’unica grotta, ce ne sono diverse, alcune rinvenute anche per caso, perfettamente conservate e dove sono stati ritrovati reperti addirittura del paleolitico.

Custonaci Sicilia

Custonaci TP

custonaci TP 2

Custonaci TP 1

Il sindaco di Custonaci ci ha accolti all’Hotel Ristorante Il Cortile, dove, come se non bastasse il pranzo luculliano dalla signora Grammatico, ci hanno offerto cassatelle e sfince, cioè dei dolci tipici della zona, che ovviamente sono fritti e con la ricotta. Potete anche soggiornare lì e siete a due passi da San Vito.

Cassatelle e Sfince

La sera l’abbiamo passata a San Vito, che non ha certo bisogno di presentazioni e abbiamo mangiato alla Casa del Cous Cous, dove fra l’altro, ho potuto gustare il cous cous senza glutine, che lo chef Enzo Battaglia, ha preparato apposta per me.

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L’indomani mattina siamo partiti di buon ora, perché il programma era ben nutrito. Prima tappa la meravigliosa Segesta, dove si respira la storia attraverso il suo teatro e il tempio, costruito sulla cima del monte da cui si gode di un panorama mozzafiato a perdita d’occhio.

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Grazie a Dio il tempo si è rimesso, per cui la visita a Castellammare del Golfo era d’obbligo. Una cittadina sul mare che si abbarbica sulla montagna, con il suo castello proprio bagnato dall’acqua.

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Castellammare – Trapani

Le foto, credo, nonostante io non sia brava, parlino da sole.

Il nostro viaggio è proseguito per Scopello, altra tappa d’obbligo, dove il mare è ancora più azzurro e limpido, se possibile, con i suoi faraglioni che spuntano dal mare imponenti.

Scopello

Qui potete gustarvi un pranzo davvero luculliano all’agriturismo Tenute La Plaia. La padrona di casa, Cinzia Plaia, ci ha fatto visitare la sua elegante struttura , che mette a disposizione anche 10 stanze, una piscina, e una vista mozzafiato.

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Agriturismo La Plaia – Scopello

All’agriturismo sono attentissimi anche alle esigenze dei celiaci e lo chef, Liborio Giorlando, ha riprodotto tutto anche in versione gluten free e così ho potuto assaggiare tutte le prelibatezze che ci aveva preparato. E vi assicuro che tutti i chilometri da fare per arrivare fin lì, ne valgono davvero la pena!

Antipasto senza glutine Tenute Plaia
Antipasto senza glutine Tenute La Plaia 

E ora ditemi che questo antipasto non è bellissimo anche solo da vedere! 

Dopo pranzo ci siamo diretti a Marsala, altra perla della Sicilia Occidentale. Bella, elegante, si affaccia sul mare e ha fra le più belle tenute vinicole. Qui si trova la famosa tenuta Florio, che non è la prima volta che visito, ma dalla quale rimango sempre affascinata, non solo per la prelibatezza dei suoi vini, ma anche per la storia di questa famiglia che ha lasciato tanto a questa parte dell’isola nei primi del ’900 (seguite la lettura e vedrete che li rincontrerete).

Degustazione Florio
Degustazione alla Cantina Florio – Marsala
Cantine Florio
Cantine Florio

E dopo una visita che si deve assolutamente fare se passate da Marsala, un giro in città è assolutamente da non perdere.

Marsala
Marsala – Sicilia

La sera, abbiamo mangiato da uno degli chef più promettenti nonostante la sua giovane età, Emanuele Russo, di Le Lumie. Il menù tutto gluten free e, meraviglie delle meraviglie, anche il dolce, senza glutine per tutti! Piatti all’apparenza semplici, il cui studio e la ricercatezza, esplodono invece nel palato.

Le Lumie Marsala
Le Lumie – Marsala

Anche di lui ne avevo già parlato qui.
L’indomani, il tempo ormai diventato splendido e pienamente primaverile ci ha permesso di godere al massimo della gita a Favignana.
Favignana è una delle tre isole delle Egadi, la più grande, la più conosciuta e la più abitata. Il mare è splendido in qualsiasi stagione ci andiate e piena di vita. Ma la bellezza di Favignana non risiede solo in questo. Se approdate in questa splendida isola, dovete, e ripeto DOVETE, visitare la tonnara Florio. Il fascino della tonnara rimane intatto, grazie anche ai racconti e ai canti (le “scialome” dei tonnaroti) del custode Giuseppe Giangrasso che ne rimane la memoria storica, visto che dal 1962 vive e lavora lì. 

Favignana Custode
Il custode della tonnara Florio, il signor Giangrasso

Una scialoma

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La tonnara era anche uno stabilimento dove si lavorava il tonno. Era una delle più grandi tonnare del Mediterraneo e anche all’avanguardia, basta solo sapere che c’era il nido per i bambini. Veniva, infatti vissuta come una vera e propria città, dove però uomini e donne lavoravano separati. Rimangono ancora le imbarcazioni, i forni, le scatole dove veniva conservato il tonno e il busto, all’ingresso, dell’inventore della scatoletta con l’apertura a chiavetta, Giuseppe Caruso.

Favignana Tonnara

Favignana Tonnara FLorio

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Ma la cosa ancora più stupefacente è l’Antiqurium, dove sono conservati reperti delle guerre puniche, che grazie ad un servizio del Comune, può essere visitato e una guida volontaria ti racconta e ti fa rivivere il passato.

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A Favignana abbiamo mangiato in piazza alla Trattoria Due Colonne, che, se avvisati in tempo, possono servire anche un primo senza glutine. In ogni caso, la trattoria serve prevalentemente pesce, quindi qualcosa si trova comunque.

Non mancate poi di prendere un caffè al pistacchio (qualora le calorie non fossero sufficienti) al bar del porto, prima di tornare sulla terraferma, al Bar du marinaru.

caffè al pistacchio di Favignana

Ma Trapani non è solo mare e buona cucina, è anche cultura e tradizione.

E così, al rientro, visto che eravamo in settimana santa, abbiamo assistito ai “Misteri“, che altro non sono che la rappresentazione delle 16 tappe della via Crucis di Gesù. 16 statue con 16 “sponsor”  (diremmo oggi) degli artigiani della città, e 16 bande musicali che accompagnano i carri creando una suggestiva cornice al tutto. La più importante processione di tutta la Sicilia, che si consuma in 24 ore…

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E ancora è arte, grazie alla maestria degli orafi Giusi Damiano e Alfonso Graffeo (coralli e preziosi di Graffeo & Damiano), che oltre a creare dei gioielli in corallo di rara bellezza, insegnano quest’arte antica e cercano di tramandarla con pazienza, dedizione e passione, nel loro laboratorio/bottega. Il corallo di Trapani infatti vanta una tradizione che risale al XVI secolo e i due orafi cercano di conservarne la tradizione, innovandone i temi.

 
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Infine, ma non ultimo, è cibo. Ma non solo da mangiare, ma anche da preparare. Così, alla Scuola di Cucina Nuora, con lo chef Francesco Pinello, abbiamo imparato a fare le busiate (il tipico formato di pasta trapanese, una sorta di maccheroncino attorcigliato) che, anticamente si faceva con il  buso, cioè lo stelo della pianta dell’ampelodesmo e che tradizionalmente è senza uovo.

Scuola di cucina Nuara Trapani

Inutile dirvi che anche io ho mangiato le busiate, senza glutine, condite con pesto alla trapanese e le chiacchiere con lo chef mi hanno confermato la sua sensibilità e disponibilità al problema.

Buscate senza glutine co pesto alla trapanese

E ora vi chiedo, dove volete passare le vostre prossime vacanze? 

Qui non c’è solo mare pulito e cristallino, sole caldo, spiagge bianche e tanto cibo eccellente, qui si trova anche la storia, la tradizione, l’arte, che rendendo perfetto una vacanza anche di relax estiva.