Solo un po’ lenta…

(Pizza di polenta)

Di chi spada ferisce, di spada perisce, si sa.

E io non faccio eccezione.

E se Dante fosse vivo e dovesse scrivere il sequel della Divina Commedia, che sono certa riguarderebbe un ciclo meno celestiale e più terreno, dove i cuochi e i food blogger non ne uscirebbero indenni, sono certa che metterebbe nel girone del contrappasso anche me, mamma smemorata,  e un po’ lenta…

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Angelica, non sono, ma una beatitudine la so fare!

(Angelica salata senza glutine con tutorial)
Oggi esce Taste & More, la rivista on line più figa del web.
Lo so, sono di parte, ma andate a vederla e poi ne riparliamo.
Sono affezionata a questa rivista e a tutte le mie amiche blogger che collaborano, che sento quasi come una famiglia.
Guardate già la copertina, e anche se un libro non lo si giudica da questa, vi rendete già conto che non mento.
 
Taste&More-Magazine-novembre-dicembre-2015-n°-17-2
 
Non ve l’ho detto mai, ma quando mi hanno voluta nel team, mi hanno voluta per parlare di senza glutine.
E io ho accettato molto volentieri perché per me non si parla mai abbastanza di questa malattia. 
Sì, lo sottolineo, malattia.
Perché a volte, il fatto di non considerarla tale, fa prendere sotto gamba la situazione.
Mangiare senza glutine non è un capriccio, è una necessità.
E fino a qui, molti, ma non tutti, comprendono.
La cosa difficile da far digerire è l’aspetto sociale e psicologico che questa malattia comporta, che viene spesso, se non sempre, sottovalutato.
Spesso e volentieri mi sono sentita dire “ma dai, almeno hai trovato un’alternativa”, come se dovessi essere grata per il fatto di poter mangiare almeno una cosa.
C’è un piccolo problema però, che si chiama gusto, che ovviamente, se sei malato, non hai DIRITTO, di esercitare.
Non ha importanza se l’unica cosa che ti propongono non ti piace, solo per il fatto che ci sia, tu ne devi essere felice e grata e poi mangiarla.
Questa situazione che, ai più, sembra normale, non lo diventa se sei onnivoro.
Allora lì hai tutti i diritti di scegliere quello che più ti piace e di imporre alcuni locali, piuttosto che altri, perché “lì fanno la pizza più buona dell’universo”.
Questo atteggiamento, ovviamente, mi fa incazzare scoraggiare perché se penso ad un adolescente, che ha già una vita difficile di suo (alzi la mano chi non può raccontare la storia più triste del mondo di quel periodo), deve far fronte all’insensibilità delle persone.
Da qui la mia lotta quotidiana contro questo atteggiamento, e la voglia giornaliera di espatriare in Svezia, dove il senza glutine, convive normalmente con il con glutine, dovunque, con il diritto di scelta, tanto per gli uni quanto per gli altri.
Perché, diciamolo, chi mangia solo, si strozza!
 Angelica salata 3927
 
Ho questo blog da 6 anni ormai, e certe volte, mi sembra che tutto quello che ho scritto finora, e fatto e organizzato, siano state solo parole al vento…
 
A volte però, come nel caso di Taste & More, e non solo, le parole sono servite e non si perde occasione per proporre ricette senza glutine, buone per tutti…
 
Così, vi lascio la mia ricetta, che potete trovare anche su T&M, con un approfondimento sui lievitati senza glutine, quindi andate di là e andate subito a sfogliarlo!
 

 
 Ed ecco la mia ricetta, l’Angelica, dal nome evocativo, una beatitudine, ed è vero, lo è, anche se non sempre è raggiungibile.
Quindi, stavolta ho voluto proporre un lievitato.
I lievitati sono la bestia nera per ogni celiaco.
Spesso i risultati sono deludenti.
E ancor più spesso, molti non celiaci pensano che questi risultati deludenti, siano il massimo che si possa ottenere da un cibo senza glutine.
Certo, non è facile riprodurlo (e vi prego di andare a guardare nella rivista l’approfondimento a tal proposito), ma se seguirete pedissequamente la mia ricetta, vi assicuro che otterrete una angelica salata e senza glutine buonissima.
Angelica salata 3946
 
 
Angelica salata senza glutine
Un lievitato senza glutine, che solitamente è in versione dolce, trasformato in un salato: l'angelica con robiola, pancetta e noci macadamia
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Ingredients
  1. Per il LIEVITINO
  2. 68 g di farina per pane Nutrifree
  3. 68 g di acqua
  4. 10 g di lievito di birra fresco
  5. Per l'IMPASTO FINALE
  6. 200 g farina Nutrifree
  7. 50 gr di acqua a temperatura ambiente
  8. 60 gr di latte a temperatura ambiente
  9. 10 gr di zucchero
  10. 3 gr di sale fino
  11. Per il RIPIENO
  12. 150 g robiola
  13. 4 cucchiai di latte
  14. 200 g di pancetta affumicata
  15. 40 g di noci macadamia
Instructions
  1. Per prima preparate il lievitino mescolando tutti gli ingredienti con una forchetta e lasciando riposare per 40 minuti.
  2. Nella ciotola della planetaria mettete la farina, il latte in polvere e lo zucchero e versate a filo l'acqua e il latte.
  3. Fate impastare alla velocità più bassa, fino a quando non si integrano tutti gli ingredienti.
  4. A questo punto aggiungete il lievitino, e continuate ad amalgamare.
  5. Infine aggiungete il sale e fate amalgamare bene.
  6. Coprite la ciotola con pellicola trasparente e lasciate lievitare per 2 ore circa, cioè fino al raddoppio.
  7. Preparate nel frattempo il condimento. In una padella antiaderente riscaldate la pancetta affumicata e fatela cuocere senza alcun grasso aggiunto.
  8. In una ciotola ammorbidite la robiola con il latte.
  9. Sgusciate le noci.
  10. Trascorse le due ore, infarinate un foglio di carta da forno e mettete l'impasto.
  11. Stendetelo dapprima con le mani e poi con l'aiuto di un matterello, raggiungendo lo spessore di circa mezzo centimetro, cercando di dare una forma rettangolare.
  12. Versate il condimento sull'impasto.
  13. Arrotolate l'impasto dal lato lungo aiutandovi con la carta da forno. Più l'arrotolate in maniera compatta, meglio vi verrà l'intreccio.
  14. Con un coltello affilato e infarinato tagliate a metà il rotolo, aprendolo in due e intrecciate le due parti cercando di tenere la parte ripiena sempre verso l'esterno. Quindi formate un anello. Trasferite su una placca e fate riposare per un'altra mezz'ora.
  15. Nel frattempo accendete il forno a 180°.
  16. Spennellate la treccia con un po' di latte. Infornate e cuocete 30/35 minuti in modalità ventilata. Fate raffreddare prima di mangiare.
Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/
 
 Angelica salata 3926
 
E adesso, siccome sono anche temeraria, vi metto anche il video di come ho fatto l’angelica. Capirete bene due cose da questo video:
1. non diventerò mai una regista, né tanto meno un montatore;
2. e nemmeno un’attrice…
In ogni caso il video serve a far capire come l’impasto sia davvero molto più morbido di quanto di solito lo sono gli impasti col glutine, quindi più difficili da maneggiare, ma non impossibile. Alla fine, se ci sono riuscita io, può riuscirci chiunque!
 

 “Con questa ricetta partecipo a Panissimo#35 di novembre. La raccolta di Sandra e Barbara, questo mese ospitata nel blog di Terry
 Panissimo-e1446370690170

Dieta dissociata… da me!

(Quiche di grano saraceno, verza e mela, naturalmente senza glutine)
Ho perso due chili in due settimane.
Sì, lo confesso, sono a dieta!
Rigida e strettissima, senza nessuna concessione.
Vivo solo per il pranzo della domenica, che è libero.
Dopo tanto tempo che non riuscivo a fare la dieta, stavolta ho deciso e mi sto applicando con impegno.
 
Anche se, tutto l’inverno, ho vissuto di privazioni e sensi di colpa.
 
Perché una dieta (a parte quella senza glutine) o una parvenza di qualcosa del genere ho cercato di farla.

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Plumcake alla zucca e grano saraceno

(Plumcake salato alla zucca)

E chi se l’aspettava questo freddo???

Certo non la Provincia (o qualsiasi cosa sia e che si occupa del nostro Istituto).

Cioè, con il caldo che fa sempre qui, potevano mai immaginare che scendessimo sotto i 5°?

Mai e poi mai.

Altrimenti si sarebbero premurati di far aggiustare i riscaldamenti. E invece, poverini, sono stati sorpresi e si sono potuti attrezzare.

Fino all’anno prossimo non li possono aggiustare i riscaldamenti.

Pazienza ci vuole.

Circa 600 persone devono portare pazienza.

Ma fra queste 600 persone circa ci sono solo docenti e studenti.

Gli amministrativi il calduccio ce l’hanno.

Sì, negli uffici, così come c’è l’aria condizionata in estate, c’è il riscaldamento in in inverno.

Nelle aule, no.

Ma tanto noi siamo i paria.

plumcake alla zucca 1379 cardamomoandco Read more

È tutto oro ciò che luccica? Lasagna di cavolfiore con ragù leggero #GFFD

( Lasagna di cavolfiore con ragù leggero)

Oh Romeo Romeo perché sei tu Romeo!?
Rinnega tuo padre, rifiuta il tuo nome, o se non vuoi, giura che mi ami e non sarò più una Capuleti.
Solo il tuo nome è mio nemico: tu sei tu.
Che vuol dire “Montecchi”?
Non è una mano, né un piede, né un braccio, né un viso, nulla di ciò che forma un corpo. Prendi un altro nome.
Che cos’è un nome? Quella che chiamiamo “rosa” anche con un altro nome avrebbe il suo profumo.
Rinuncia al tuo nome, Romeo, e per quel nome che non è parte di te, prendi me stessa.
— William Shakespeare

Già, cosa è un nome?
Cambia qualcosa se io mi faccio chiamare FornoStar? o bloggallina?
Se dico che sono intelligente, forse lo sono?
O se sostengo di non essere celiaca, guarisco?
O se dico di dire la verità, è vero solo perché lo dico?
O se prometto un milione di posti di lavoro, li impiego davvero?
E se mi dicono cattiva, meschina, sleale e piccina, lo sono perché me l’hanno detto?
E però, le parole sono comunque importanti, soprattutto quando la sostanza è diversa da quello che la rappresenta.
E quando si parla, si deve pensare a quello che si dice.
Perché le parole pesano.
Così come pesa la verità…

E così è nato anche questo piatto. Anche se risale già a qualche tempo fa.
Mi sono chiesta “è possibile chiamarle lasagne, anche se in realtà non sono proprio delle lasagne?”
Sì, perché la sfoglia, non è una sfoglia di pasta.
La sfoglia è vegetale, è fatta col cavolfiore e nessuna farina…
Possibile?
Sì, possibile!
E ho ingannato tutti a casa, che le hanno scambiate per lasagne e le hanno divorate, senza capire che stavano mangiando l’odiato cavolfiore…
Ecco la forma inganna, ma la sostanza è diversa, anche se nessuno se n’è accorto, come spesso accade anche nella realtà.

Lasagne
di cavolfiore con ragù leggero

Per 6 persone


Per le simil lasagne

300
g cavolfiore
2 albumi
sale e pepe

per il ragù leggero:

500 g petto pollo tritato
1 cipolla
4 cucchiai d’olio evo
1 foglia d’alloro
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1/2 l passata di pomodoro (io salsa home made)

500 g di ricotta di pecora

parmigiano
Per le lasagne:
Preriscaldate il forno
a 180° e foderate una
teglia con della carta forno.
Pulite il cavolfiore e dividetelo in cimette. La metà tritatelo in un
robot da cucina fino a quando non avrà una consistenza più
sottile del riso.
Mettitelo
in una ciotola per micronde, con il coperchio, e fate cuocere due
minuti alla massima potenza. Quindi lo mescolate e lo fate cuocere altri
due minuti. Strizzatelo bene dentro un canovaccio (operazione
indispensabile) e poi rimettetelo nella ciotola e aggiungete gli albumi,
il sale il pepe. 
Stendete l’impasto sulla leccarda foderata e infornate per
15 minuti.
Togliete dal forno e fate raffreddare
per 5 minuti, circa, quindi staccate la carta forno con prudenza e poi
tagliate l’impasto in rettangoli.
Adesso la base per le vostre finte lasagne è pronta.

Nel frattempo preparate il ragù di pollo:

Soffriggete nell’olio la cipolla tritata.
Quindi rosolate anche il pollo. 
Sfumate col vino e aggiungete la foglia di alloro, dopo qualche minuto anche la salsa. Coprite.
Fate cuocere a fiamma bassa per 30 minuti circa. 
Salate e pepate. 
Fate raffreddare.
Comporre la lasagna
Fate uno strato di impasto di cavolfiore e versatevi sopra il ragù di pollo che coprirete con uno strato di ricotta e un po’ di parmigiano. Proseguite così per tre/quattro strati e finite con la ricotta e il parmigiano.
Infornate per un quarto d’ora a 180°.

E con questa ricetta partecipo 100%Gluten Free (Fri)Day. Ogni settimana, Gluten Free Travel and Living vuole sensibilizzare l’etere e spronare tutti a cambiare modo di cucinare, almeno in presenza di un celiaco. Fra l’altro c’è una bellissima opportunità perché le ricette arrivate, vengono vagliate dalla chef  di un locale milanese rinomato, La CuocOna, che le ripropone nel suo locale, per il suo aperitivo gluten free e l’autrice della ricetta diventa la blogger della settimana di Gluten Free Travel and Living. Anzi, andate a scoprire chi ha vinto questa settimana!




E infine, visto che è una ricetta gustosa ma con un occhio alle calorie, ovviamente va nella raccolta Happy caLOWries.



E infine, ma non ultimo, voglio ringraziare Il tuo Olio Novello, per la possibilità che ha dato ai miei lettori di poter usufruire del fine settimana all’insegna della natura e dei buoni prodotti, e un grazie a tutti voi che avete risposto.
Vi ricordo che anche l’altro fine settimana ancora, sarà possibile ripetere l’esperienza e poi, stay tuned, perché forse ci sarà una bella sorpresa…
A presto
Stefania Oliveri


da PensieriParole

Tarte tatin siciliana con pomodorini e “tenerumi” senza glutine

Vi ricorda niente il numero 5?
A parte che noi in famiglia siamo 5.
E anche nella mia famiglia d’origine eravamo in 5, così come quella del mio dolce doppio.
Ma non vi voglio parlare di questo…
Oggi è un grande giorno perché esce, come ogni 5, il favoloso numero di Taste & More, tutto dedicato all’estate che si avvicina a grandi passi.
In estate ci sono tantissime verdure, tantissima frutta, tute buone e colorate.
Voi conoscete i “tenerumi”?
In realtà in siciliano si chiamano tinnirumi , ma non so proprio come tradurre la parola in italiano.
Sono le foglie delle zucchine lunghe e chiare, che, in Sicilia, si mangiano!
So che in alcuni paesi vengono date ai cavalli, ma io sono felice che qui, invece, si mangiano, perché sono buonissime.
E poi hanno solo 11,35 calorie ogni 100 grammi… Aspetto non trascurabile!
L’unica controindicazione è che, di solito, si mangia in brodo ed essendo una verdura estiva, con le alte temperature, non è facile mangiarla calda… C’è chi la mangia anche appena messa fuori dal frigo, ma io non riesco a mangiare le zuppe fredde…
Così, per assaporarne la bontà, ma non sudare mentre li si mangiano, ho pensato di metterla in una quiche, o meglio, in una tarte tatin.
Sì, perché questa meravigliosa torta è stata fatta proprio come si fanno le tarte tatin…
 
 
 
Qui vi metto la mia ricetta, ma su Taste & More ne troverete tante altre, tutte buone e tutte particolari, con tanti suggerimenti. Andatelo a vedere, è veramente bellissimo e oltre alla ricetta troverete anche un mio articolo sugli addensanti alleati dei celiaci… e non solo!
 

 

 
Tarte tatin con “tenerumi” e pomodorini
 
Pasta
brisèe senza glutine
ingredienti
dell’impasto
200 g di farina senza glutine (io ho usato il mix composto da 100 g
farina di riso integrale, 50 g farina riso finissima, 50 g tapioca)
100 g di burro
60 ml di acqua leggermente salata
1 cucchiaino di xantano
 
ingredienti
ripieno
20 pomodorini IGP di Pachino (o quanti ne entrano nella teglia)
2 mazzi di tenerumi (solo le foglie tenere delle zucchine lunghe)
Pangrattato (senza glutine o, in alternativa polenta)
1 porro
olio
extravergine d’oliva
sale
pistacchi (facoltativi)
 
Mettete tutti gli ingredienti insieme e impastate velocemente con le punta delle dita o con un’impastatrice. La pasta è pronta quando diventa una palla piuttosto soda.
Fate riposare in frigorifero circa 30 minuti.
Pulite molto bene i tenerumi, tenendo solo le foglie più tenere. Portate una pentola a bollore e cucinateli per 10 minuti, al massimo.
Nel frattempo lavate i pomodorini. Oliate molto bene una teglia e distribuitevi i pomodorini interi e anche i tenerumi ben scolati, regolate di sale e pepe, spolverizzate con del pan grattato (o la polenta) e ponetela su fuoco vivace per circa cinque minuti, coprendola con un coperchio.
Accendete il forno a 200°C.
Quando la teglia si sarà intiepidita, prendete la pasta brisée e
adagiatela sopra il condimento, schiacciandola con i pollici fra un
pomodorino e l’altro.
Mettete in forno per circa 20 minuti o fino a quando la pasta brisèe non si colorerà.
Quindi sfornate, aspettate qualche minuto e capovolgete su un piatto da
portata. Cospargete con pistacchi tritati.
 
Servite calda, a temperatura ambiente o anche fredda, è sempre buona.

 

Tarte tatin with ” tenerumi ” and cherry tomatoes
 
Gluten-free pastry crust
ingredients of the dough
200g of gluten free flour (I used a mixture composed of 100 g brown rice flour , 50 g fine rice flour , 50 g tapioca)
100 g of butter
60 ml of lightly salted water
1 teaspoon xanthan gum
 
stuffing ingredients
20 cherry tomatoes of Pachino IGP (or how many of them fit in the pan )
2 bunches of green vegetables (only the tender leaves of  long zucchini)
Bread crumbs (gluten-free or, alternatively, polenta)
1 leek
extra virgin olive oil
salt
pistachios (optional)
 
Put all the ingredients together and mix quickly with your fingertips or with a mixer . The dough is ready when it becomes like a ball.
Let stand in refrigerator about 30 minutes.
Clean tenerumi very well , keeping only the most tender leaves . Put them in a large pot and cook for 10 minutes.
Meanwhile wash the tomatoes and put them in a very well-oiled pan, put also the “tenerumi” well drained , with salt and pepper , sprinkle with bread crumbs (or polenta ) and place it on high heat for about five minutes, covering it with a lid.
Preheat the oven to 200 ° C.
When the pan will be warmed , take the pastry crust and place it over the vegetables, pressing it with your thumbs between a tomato and another.
Bake for about 20 minutes or until the pastry crust will be colored .
So, wait a few minutes, and invert on a serving dish. Sprinkle with pistachios.
Serve hot, at room temperature or even cold , it is always good.
 
 
A presto
Stefania Oliveri
 

Brisé senza glutine spinaci e ricotta e il vero significato della Pasqua…

Un mese difficile. Lungo e difficile.
A parte che il detto “aprile, dolce dormire”, pare che per me, sia del tutto confermato, ho una stanchezza atavica.
Ho sonno, tanto sonno e stanchezza.
Mi sento talmente stanca che pure la mattina, appena sveglia sono già stanca.
Mi sono sempre detta che aprile per me era davvero difficile, perché gli impegni a scuola si triplicano.
Ci sono i consigli di classe, i ricevimenti dei genitori, la consegna delle pagelle intermedie…
Ma quest’anno, quanto meno come insegnante, tutto questo non c’è stato.
E allora, perché sono così stanca?
Quest’anno ho forse capito che il motivo della mia grande stanchezza non è dovuta al mio lavoro…
Il problema, in realtà, riguarda la scuola, ma… dei miei figli.
Finalmente, quest’anno del pargolo n.1 non ho più il ricevimento. EVVIVA!!!
Purtroppo rimangono il n.2 e il n.3.
E però, il povero cucciolo n.3, finalmente, mi dà soddisfazioni a scuola (meglio tardi che mai!).
Il n. 2, invece, non solo continua a non cambiare, ma, se è possibile, è pure peggiorato.
Quest’anno, a peggiorare, ci si è messo di mezzo l’innamoramento e lui, che di solito è stato mezza testa, adesso non ce l’ha proprio più.
Cammina a mezz’aria, è assente e distratto, ha un sorriso da ebete, non risponde quando gli si parla e tutto quello che fa (che fa?), in realtà non lo fa!
Compresi i compiti!
Compreso andare a scuola!
Così una settimana fa, sono stata chiamata dal coordinatore della classe che, allarmato, mi ha esposto la situazione “grave” di mio figlio.
Il professore, che finalmente è una ottima persona che ti mette a tuo agio (non come gli anni precedenti) e ti sorride, anche se compassionevole.
Mi parla, io gli parlo e alla fine mi dice: “forse, signora, siete dei genitori troppo presenti…”
Mi ritornano in mente tutte le volte che sono e siamo passati per disgraziati che non ci siamo mai occupati dei pargoli… E siccome, non penso mai prima di parlare, glielo dico pure…
Mi guarda, ancora più compassionevole e mi dice: “sono padre anche io, di due maschi, e so di cosa parla…”
Mi scaturisce subito una domanda, anzi un vero slancio di generosità, e gli domando: “non è che vuole arrivare a tre figli maschi? Io glielo cedo volentieri!!!”
 
In ogni caso, fra poco è pasqua e poi viene pure pasquetta, e, anche se a Pasqua nessuno ti chiede di essere più buono, per adesso, comunque risparmierò il pargolo, perché uno spargimento di sangue c’è stato già e ho deciso che nostro Signore ha pagato anche per lui… Così vi propongo, non un secondo di carne (umana), ma una quiche, vegetariana, che vi potete portare dietro, anche per le vostre gite fuori porta. 
La ricetta, anche questa, è della mia bravissima amica, e come lei ho deciso di usare una brisé e non una sfoglia. Ovviamente la mia brisé è senza glutine, ma vi assicuro che è talmente buona con questo mix, che non vi piacerà più quella col glutine!
 
brisè spinaci e ricotta 2786 b
  
Questa ricetta cade proprio a fagiolo per le festività che si avvicinano e ho pensato di partecipare al contest che la Sarchio ha organizzato per l’occasione. I motivi sono tantissimi. 1. Sono davvero di una bontà più unica che rara; 2. ho utilizzato ingredienti bio e di ottima qualità (la ricotta di pecora delle Madonie e gli spinaci appena raccolti dal contadino, alleggerendo la ricetta originale che prevedeva anche il mascarpone; 3. quella colombina, al centro della quiche, ricoperta di semi di papavero sono garantiti bio, come tutti i prodotti della Sarchio!



Torta salata spinaci e ricotta di Stefania Profumi & Sapori

Una confezione di pasta brisè 

Pasta Brisèe Senza Glutine
200 g. di farina senza glutine (io ho usato il mix composto da 100 g farina di riso integrale, 50 g farina riso finissima, 50 g tapioca)
100 g. di burro
60 ml di acqua fredda
1 cucchiaino di xantano
un pizzico di sale


ripieno

500 gr di spinaci freschi
una confezione di mascarpone (sostituita tutta con ricotta)
200 gr di ricotta fresca di pecora
parmigiano
semi di papavero Sarchio (mia aggiunta per dare il croccante)
sale e pepe

Io ho fatto delle monoporzioni. 
Ho impastato la brisè e l’ho fatta riposare circa 20 minuti in frigo. L’ho stesa e ho bucherellato il fondo con una forchetta. 
Nel frattempo ho cotto gli spinaci in padella senza aggiungere altra acqua, se non quella che trattengono gli spinaci lavati. Poi li ho lasciati freddare, li ho strizzati e tritati col coltello. 
In una terrina ho amalgamato la ricotta, gli spinaci, un po’ di parmigiano, sale e pepe e poi ho versato tutto questo ripieno sulla base. Con una formina ho ritagliato una colomba che ho spolverizzato con i semi di papavero e ho cotto in forno per circa 20 minuti a 210°.Ottime veramente anche da fredde.Con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist di Cuocicucidici.

 

 
 
E, se volete farmi vincere (e lo volete, vero???), potete votare la mia ricetta su Facebook a questo link della Sarchio!!!
Mi raccomando, VOTATEMI! 
 
 
 
 
Spinach and ricotta pie
Gluten free pastry crust
200 g . gluten free flour (this mix: 100 g brown rice flour , 50 g fine rice flour , 50 g tapioca)
100 g of butter
60 ml cold water
1 teaspoon xanthan gum
a pinch of salt
 
For the filling
500 g fresh spinach
750 g fresh sheep’s ricotta
parmesan
Some poppy seeds
salt and pepper
 
I mixed all the ingredient to make the pastry crust and I let it rest for about 20 minutes in the fridge. 
Meanwhile, I cooked the spinach in a pan without water, I let them cool , I’ve squeezed and chopped with a knife .
In a bowl, I mixed the ricotta, spinach, some parmesan cheese, salt and pepper and then I poured all the filling on the base, previous stretched. With a mold , I carved a dove that I sprinkled with poppy seeds and cooked in oven for about 20 minutes at 210 degrees.
 
A presto
Stefania Oliveri

Una torta per festeggiare!

Forse ve ne sarete accorti, ma da ieri abbiamo traslocato in una nuova casa Gluten Free Travel & Living. Per questo c’è stata una grande festa, alla quale io ho deciso di partecipare, anche se con un poco di ritardo.
Abbiamo fatto coincidere il trasloco con il primo giorno di primavera, perché vogliamo celebrare insieme la stagione più romantica dell’anno in un nuovo spazio più grande e più soleggiato per potervi accogliere tutti e meglio. 


Si, perché, e non ce lo aspettavamo neanche noi, la nostra casetta, costruita solo 9 mesi fa, è diventata piccolina piccolina, dato che siete venuti in tantissimi a farci visita.


Siete arrivati curiosando tra le ricette, alla ricerca di un ristorante o per trovare un modo sereno di viaggiare;
siete stati curiosi di conoscere cosa siano gli additivi, e ci avete seguito tra diete e mode alimentari.
Avete apprezzato le nostre interviste e i racconti di chi ha condiviso la sua esperienza di viaggio, o di insegnamento tra tra fornelli sglutinati;
avete letto i nostri pdf e visualizzato le nostre video-ricette.


E i tantissimi, che con il senza glutine non hanno ancora dimestichezza, hanno potuto trovare suggerimenti per come organizzare un Natale per tutti, come gestire una dispensa e come evitare le contaminazioni.

  
Ogni venerdì festeggiate con noi il 100% Gluten Free (Fri)Day, con piatti speciali pieni di cura e attenzione.
Ed è quindi per tutti voi che da ieri abbiamo traslocato in una casa più spaziosa e luminosa, che vi invitiamo a visitare anche tutti i giorni perché, abbiamo in mente, una marea di progetti e iniziative da far crescere anche assieme a voi: vi informeremo, vi faremo divertire, sognare e mangiare benone…

E adesso possiamo offrirvi una fetta di torta appena sfornata dalla redazione di Gluten Free Travel & Living?

Infine, ma non ultimo, vogliamo anche farvi un regalo. 
Un meraviglioso PDF, curato da Federica e Giuseppe, i nostri maghi dell’informatica, che contiene un ricettario completo di crostate dolci e salate, fatte da tutti noi della redazione, dal titolo Frolle e follie di primavera
 

Vi aspettiamo sempre più numerosi.
A presto
Stefania Oliveri

Strudel siciliano senza glutine ovvero: il più grande miracolo dopo il big bang!

No, non so che sapore abbia il vero strudel.

Non l’ho mai assaggiato.
Prima di diventare celiaca ho assaggiato dei surrogati fatti con la pasta sfoglia, ma devo dire, che mi erano piaciuti anche quei surrogati.
Poi sono diventata celiaca e ho incontrato una signora di origine altoatesina, che l’ha preparato per una festa.
Abitavamo tutti nello stesso residence e si organizzavano spesso delle feste in cui ognuno preparava qualcosa.
Quando seppi che lei avrebbe preparato lo strudel, che secondo tutti era il migliore mai assaggiato, le chiesi di poterla assistere durante la preparazione. E, lei, ne fu ben contenta perché di solito, gli altri, volevano solo mangiarlo, ma nessuna l’aiutava…
Vedere quella pasta così sottile ed elastica mi procurò una fitta al cuore.
Sapevo che la mia non sarebbe mai stata come quella…

Molti anni dopo, facemmo un viaggio in Austria.
Costrinsi tutti i miei uomini ad assaggiare il vero strudel nella sua madrepatria e feci bene ad essere così tiranna, perché per 14 giorni non fecero che mangiarlo e mangiarlo e mangiarlo.
In Austria ne facevano diverse versioni, ma la preferita era sempre quella con le mele.
Il solo vederglielo mangiare, però, mi procurava uno stato di benessere quasi come se, in quella maniera, lo mangiassi anche io.
Però, effettivamente, non so quale sia veramente il suo reale sapore.
Ma ricordo ancora quella pasta tirata sottile, e lavorata con le mani per allargarla ancora di più e solo il pensiero mi fa capire che qualsiasi versione io possa realizzare, non sarà mai la sfoglia del vero strudel.

Non potendo fare altro, mi accontenterò del suo surrogato più fedele…
Grazie Mari per avermi fatto superare il gap, non so se, senza questa sfida, mi sarei mai cimentata… anzi sono sicura di no.

La sfida nella sfida ha voluto che io non fossi proprio in forma per stendere l’impasto…
Così, non mi rimaneva che chiamare aiuto…
Chi, se non mia mamma? 
Grazie al Bimby ho fatto l’impasto e poi a lei, è toccato l’arduo compito di stendere l’impasto (secondo  la sua versione sono più di 30 anni che non usa un matterello, attrezzo antiquato, che non capisce come mai io abbia ancora in casa). 
Impensabilmente, l’impasto era abbastanza elastico, per cui tornava indietro, con grande “fastidio” da parte della “stenditrice”.
L’ha stesa più sottile che ha potuto (alias finché la sua pazienza ha tenuto).
E io, che l’avrei stesa più sottile ancora, mi sono arresa, dopo che, la suddetta, mi ha detto: “ma unn’ai cchi ffari?” (ovverosia, “ma chi te lo fa fare, non hai di meglio?”), aggiungendo subito dopo “lo fai per far mangiare le verdure al piccolo?”, ben sapendo che la risposta sarebbe stata negativa…
E così ho giocato la carta del pietà, anziché quella della furia, e le ho risposto: “lo faccio per far mangiare tuo nipote dovunque vada
e qualsiasi cosa…” e poi ho aggiunto “i rimasugli, comunque, li riempio di nutella e così li mangerà anche lui”. Come tagliare la testa al toro e la lingua alla mia mamma! (Ti adoro, mamma, lo sai!!!)
Alla fine l’ho cotto in forno, perché chiederle pure di cuocerlo a vapore, sarebbe stato davvero troppo la tradizione siciliana, della cucina di mia mamma, prevede solo questo tipo di cottura!

Cara la mia Lasagna Pazza, tutto questo, l’ho subito fatto per te, visto quanto ti amo??? E se mi rimetto,  ma solo se mi rimetto, ti farò anche la versione dolce… 

Il ripieno (nutella a parte) l’ho scelto siciliano, perché mi piace, al solito, sposare due tradizioni. E devo dire che questo matrimonio siculo-trentino s’ha da fare.
La nostra pasta con i “Vrroccula arriminati” è fra i primi più tipici e più amati dai palermitani. E lo zafferano è la nota che nobilita il piatto. Io, quindi, ho pensato di servire il mio strudel con una salsina allo zafferano, una colata gialla oro, che lo ha insaporito e che ha dato il tocco sprint a tutto al piatto.



Strudel siculo-trentino 

Per la pasta dell’impasto
Ingredienti
300 gr di farina Senz’Altro per pasta 
100 gr di vino bianco Corvo Glicine
100 gr di acqua minerale naturale
40 gr di olio extravergine d’oliva 
sale
Impastate la farina con il sale, l’olio, il vino e l’acqua, fin quando avrete una pasta morbida, ma non appiccicosa. È più facile se mettete prima tutti gli ingredienti solidi all’interno di una ciotola capiente e poi, nel mezzo, mettete tutti i liquidi e con una forchetta cominciate ad amalgamare. Quando le polveri e i liquidi saranno amalgamati, con poca farina sulle mani, impastate per pochi minuti e lasciate riposare. (Io però ho messo tutto nel Bimby e ho fatto impastare a lui, perché con una sola mano, mi era impossibile)
Nel frattempo preparate il condimento.
Per la farcia
1/2 cavolfiore
uva passa (passolina)
pinoli
6 filetti di acciughe sott’olio
olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino da tè di concentrato di pomodoro (io Mutti)
sale
mezzo cucchiaino di zafferano 

Fate lessare le cimette di cavolfiore al dente dopo averlo pulito e lavato. In una padella mettete un po’ d’olio e fate sciogliere qualche filetto di acciuga, quindi aggiungete il cavolfiore e il concentrato di pomodoro. Fate cuocere per 5 minuti aggiungendo un po’ di acqua di cottura del cavolfiore. A questo punto aggiungete anche l’uvetta (precedentemente ammollata nell’acqua calda) e i pinoli. Fate dorare e poi spegnete. Attendete che si raffreddi e poi stendete sull’impasto. Arrotolate su sé stesso, spennellate con un po’ di olio il rotolo e fate cuocere per 20/25 minuti a 180°C. Servite con la salsa allo zafferano.
Salsa allo zafferano
1 scalogno
mezzo bicchiere di spumante Vino Franco Valdobbiano
80 ml di panna fresca
40 g burro
2 bustine di pistilli di zafferano
Tritate lo scalogno finemente e mettetelo in una padella insieme allo spumante. Fate cuocere fino a quando lo spumante no sarà quasi del tutto riassorbito.
Aggiungete, quindi la panna, dove avrete fatto sciogliere lo zafferano e fate cuocere per qualche minuto.
Quindi, spegnete e aggiungete il burro a tocchetti e fate sciogliere. Salate.

Suggerimenti:
– l’impasto cercate di stenderlo più sottilmente possibile…;
– arrotolate l’impasto con dentro il ripieno cercando di lasciare solo una sfoglia dell’impasto, così da mantenerlo più morbido;
– la salsina tende a rapprendersi per via del burro, quindi scaldatela poco prima di servirla.

Con questa ricetta partecipo all’MTC di febbraio 



e al 100% Gluten Free (Fri)Day e qui postate i vostri link 

Sicilian Strudel
For the pasta dough
ingredients
300 g of gf flour
100 g of white wine
100 g of natural mineral water
40 g of extra virgin olive oil
salt
Mix the flour with salt, olive oil, wine and water, until you have a soft dough , but not sticky.  It is easier if you put before all the solid ingredients in a large bowl and then, put all liquids and begin to mix with a fork . Then with some flour on your hands, knead for a few minutes and let it rest . 
Meanwhile, prepare the sauce.
For the filling
1/2 cauliflower
raisins
pine nuts
6 anchovy fillets in oil
extra virgin olive oil
1 teaspoon of tomato paste 
salt
half a teaspoon of saffron
Boil the cauliflower florets. In a pan put some oil and melt some anchovy fillet , then add the chopped cauliflower and tomato paste . Cook for about 5 minutes, adding some cooking water of the cauliflower . At this point also add the raisins ( previously soaked in hot water ) and pine nuts. Saute and then shut off . Let it to cool and then roll on the dough . Roll on himself , brush with some oil and cook for 20/25 minutes at 180 ° C. Serve with saffron sauce .
Saffron sauce
1 shallot
half a glass of sparkling wine Franco Valdobbiano
80 ml of fresh cream
40 g butter
2 sachets of saffron
Chop the shallots finely and place in a pan with sparkling wine. Cook until no sparkling wine is almost completely absorbed .
Then add the cream, where you have melted saffron and cook for a few minutes .
So , turn off and add the butter into pieces and melt . Season with salt .
suggestions :
– The dough try to spread it more thinly as possible … ;
– Roll up the dough with the filling inside trying to leave only a pastry dough, so as to keep it softer ;
– The sauce tends to thicken because of the butter , then heat it just before serving .

A presto
Stefania Oliveri