Zuppa di amaranto con tenerumi

Zuppa di amaranto con tenerumi

Sono convinta che tutto derivi da quella piccola mancanza.

Non si spiega altrimenti.

Quella X imperfetta, a cui manca un pezzettino e si trasforma in Y.

Piccola mancanza che si aggiunge in una parte del corpo, del tutto inutile, che rende impossibile, ai portatori di Y di pensare… quanto meno col cervello…

zuppa estiva di amaranto 6543

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Zuppa di lenticchie Rosse all’indiana

 Una zuppa in primavera?

E neanche una rondine?

No, non ancora rondini e quindi si va di zuppa!

Zuppa lenticchie indiana 1779 b

Io poi le adoro e le mangerei anche con il caldo. Anzi con il caldo le mangio proprio perché qui a Palermo, i “tenerumi” ci sono solo in estate e si fa una zuppa meravigliosa che, si può mangiare anche fredda, ma calda è stra meravigliosa!

E così ho fatto una zuppa e siccome amo i sapori indiani, mi è piaciuta così tanto questa, quando l’ho vista da lei che ho voluto rifarla, quasi come la sua. Ovvio, non posso riprodurre la bellezza delle sue foto, spero mi perdonerà per questo!

Zuppa lenticchie indiana 1784 

Zuppa di lenticchie rosse all'indiana
Serves 6
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Prep Time
20 min
Cook Time
30 min
Prep Time
20 min
Cook Time
30 min
Ingredients
  1. 450g di lenticchie rosse decorticate controllate e risciacquate
  2. 2,2l circa di acqua
  3. 2 cucchiai di olio evo delicato
  4. 1 cipolla media pelata e tritata
  5. 1 pezzetto di radice di Zenzero (4cm) pelato e tritato - 2 cucchiaini circa
  6. 6 scalogni medi solo le parti bianche, mondati e tritati
  7. 1 peperoncino rosso secco piccolo
  8. 2 cucchiaini di sale grosso
  9. 1/4 di cucchiaino di curcuma
  10. Per finire
  11. 2 cucchiai di olio evo delicato
  12. 1 cucchiaino di semi di cumino (io nero)
  13. 1 cucchiaino di grani di senape
  14. 2 cucchiai di succo di lime fresco (io limone)
  15. 2 cucchiai di prezzemolo tritato grossolanamente
Instructions
  1. In una pentola scaldate l'olio, a fuoco medio. Aggiungete la cipolla, gli scalogni, lo zenzero, il peperoncino e il sale. Cuocete finché le cipolle non si colorano e diventano trasparenti e aggiungete la curcuma.
  2. Aggiungete le lenticchie e l'acqua. Portate ad ebollizione, abbassate la fiamma e lasciate cuocere finché le lenticchie si disfano e sono morbide (25/30 minuti circa). Rimuovete il peperoncino e passate la zuppa.
  3. Per servire
  4. Scaldate l' olio in una padella su fuoco medio e aggiungete i grani di senape e il cumino, e cuocete per 30 secondi (non preoccupatevi se comincia a scoppiettare è normale).
  5. Aggiungete le spezie alla zuppa e mescolate.
  6. Unite il succo del limone, il prezzemolo e servite.
Notes
  1. È tutto naturalmente gluten free
Adapted from Pane dolce al cioccolato
Cardamomo & Co. http://www.cardamomoandco.ifood.it/
Zuppa lenticchie indiana 1774 b

 

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Gluten Free Travel and Living il 100% Gluten Free (Fri)Day 

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Tagliatelle di shirataki in brodo di pescatrice fusion

Il mio vero problema è che ho 4 maschi a casa.
Il problema peggiore è che crescono, e, i maschi, quando crescono, peggiorano (e lasciatevelo dire da una che ha tanta esperienza!)
Così, se malauguratamente mi dimentico a tirar fuori dal freezer qualcosa per il pranzo, è meglio che cambi pietanza!
Ieri mattina, il fattaccio.
Esco di casa di corsa e mi dimentico le fave già cotte nel congelatore.
Fiduciosa, o, forse, solo rincoglionita dall’essere sveglia già da tre ore e aver fatto già un milione di cose (meno una, tirar fuori le fave), telefono a casa, sapendo di trovare il pargolo n. 1.
“Prontooooooo???” ripeto dopo aver sentito un confuso e biascicato “pronto”.
Ripeto per la seconda, terza e quarta volta “prontoooooooooooo???”
Evidentemente non è pronto.
Ripeto “prooooontooooooo????”
Finalemente riconosco il pargolo n. 1, sebbene sia ancora in forte dubbio e gli chiedo se è abbastanza sveglio da capire il messaggio che sto per lasciargli.
Biascica qualcosa, ma preferisco far finta di non capire, e riprendo, saltando i convenevoli perché so che lo confonderebbero ancora di più, e dico: “apri il congelatore, dentro trovi una scatola di plastica con un coperchio verde, con le fave, tira fuori la scatola, richiudi il congelatore e metti la scatola in frigo nel ripiano più basso”.
Biascica ancora qualcosa e poi mi dice: “aspetta che vado a vedere subito”.
Tanto solerzia mi stupisce.
“Mamma, il congelatore o il freezer?”
“Congelatore, in dispensa”.
“Mamma, non c’è niente!”
“Impossibile, guarda bene”.
“Non c’è!”
Insisto e ricomincio con la descrizione.
“Forse c’è…”
“C’è!”
“Che devo farci?”
Alleluia, l’ha trovata!
Riprendo e rispiego le istruzioni.
Morale della favola? Le ho trovate fuori dal frigo… meno male che al corso HACCP, hanno sottolineato che a casa propria si può fare quello che si vuole!

Per a ricetta di oggi, invece, per fortuna, non si doveva tirar fuori dal frigo niente.
Avevo trovato la rana pescatrice dal pescivendolo e non volevo farmela sfuggire. Siccome por sanno meglio di noi come cucinarla, ho chiesto a lui, e mi ha consigliata di farla in brodo e poi di condirci la pasta.
Nel frattempo volevo provare da tempo la pasta di shirataki, che è poco calorica (anzi pochissimo), guardate qui e qui per tutte le informazioni, e senza glutine. In più quelle tagliatelle mi ricordavano tanto i noodle, e così ho voluto provare a fare una ricetta fusion, simil orientale… A noi è piaciuta!

Tagliatelle con brodo di pescatrice all’orientale
Ingredienti per 5 persone
2 pacchi di tagliatelle di shirataki GiSè
1 kg di pesce rana pescatrice
300 g pomodorini ciliegino
1 peperoncini verdi freschi
un pezzetto di peperoncino rosso
1 cipolla
1 scalogno
1 costa di sedano
basilico
olio extra vergine d’oliva qb

Fatevi pulire e tagliare a pezzi la rana pescatrice dal vostro pescivendolo, facendogli lasciare anche la testa.
In una pentola capiente mettete la cipolla e  il sedano tritati, e il pesce, lavato, con dell’olio e fate stufare.
Aggiungete quindi del ghiaccio, almeno due confezioni, e dell’acqua e cuocete per 20 minuti dall’ebollizione.

Quindi filtrate e pulite dalle lische tutto il pesce.
Nel frattempo tritate finemente lo scalogno, il peperoncino e tagliate a rondelle il peperoncino e fate stufare.
Sciacquate le tagliatelle e aggiungetele al soffritto e amalgamate. Aggiungete il brodo e fate cuocere per qualche minuto. Quindi aggiungete anche i pomodorini tagliati a quarti e aggiustate di sale (e pepe, se lo gradite). Fate cuocere altri 5 minuti e servite subito.

Suggerimenti:
-tutti gli ingredienti sono naturalmente senza glutine.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta Happy caLOWries

A presto
Stefania Oliveri

Salmone all’orientale e noodles in brodo e cosa fa ingrassare?

Forse sto diventando vecchia.
E, forse, proprio per questo, intollerante… e non solo al glutine…
E mi infastidiscono certe prese di posizione su parole che, di per sé non hanno un’accezione negativa, ma gliela si vuole dare per forza.
Ad esempio la parola “ingrassare” non si significa per forza una cosa negativa.
Quando ero 36 chili (a causa della celiachia), mi auguravo, e come, di ingrassare!
Soprattutto quando la parola “ingrassare” è associata alla parola “fa bene”.
Ad esempio prendiamo la parola “olio”. L’olio (extravergine d’oliva di quello buono) fa molto bene e fa anche ingrassare. Vi sembrano in contraddizione le due situazioni? A me, assolutamente no. Perché se è vero che l’olio (di cui sopra) fa benissimo al nostro corpo per svariati milioni (iperbole) di motivi, è pure vero che contiene circa 900 calorie ogni 100 grammi. Quindi, pur facendo tanto bene, se ne bevessimo 300 grammi al giorno, perché fa benissimo al nostro corpo, avremmo comunque esaurito la nostra dose di calorie giornaliere e non potremmo più mangiare niente.
Secondo me il ragionamento non fa una piega.
Esatto discorso vale per le mandorle.
Le mandorle fanno davvero tanto bene al nostro organismo per un altro milione (sempre un iperbole) di motivi, ma non per questo ne posso mangiarne un chilo al giorno, altrimenti, dovrei comunque limitare o addirittura eliminare tutto il resto, perché contengono 570 calorie ogni 100 grammi.
Anche questo ragionamento, secondo me, non fa una piega.
Ora, scandalizzarsi perché io affermo che l’olio  o le mandorle fanno ingrassare, mi sembra davvero eccessivo. Soprattutto se, dopo, aggiungo che, comunque fanno benissimo e che un uso moderato è super consigliato.
Quindi, mangiare in modo salutare, non significa abusare di alcuni ingredienti solo perché fanno bene al nostro organismo, perché, al pari di quelli non salutari, se mangiati in quantità fanno ingrassare allo stesso modo.
È ovvio che non potrei mai dire che il finocchio è un cibo calorico con le sue sole 15 calorie ogni 100 grammi…
E non mi sognerei mai di dire che lo zucchero, sebbene di canna, non sia ingrassante con le sue 360 calorie ogni 100 grammi…
Insomma, mangiare bene è un must, cercare di mantenere le calorie non lo è, però uno sguardo ci sta, giusto per capire se si vuole esagerare oppure no. Tutto qui!
E ora passo alla ricetta che per l’occasione è stata fatta dal mio dolce doppio.
Ebbene sì, ha deciso che vuole ricominciare a cucinare e, soprattutto, vuole togliersi di dosso il marchio “infamante”, che anche nel mio libro lo celebra come quello che “fa il maiale ogni domenica“!
Ovviamente il suo beniamino rimane Jamie (sarà per il cognome?) e la ricetta proviene dal suo libro I miei menù da 30 minuti.
Il mio dolce doppio non ci ha messo 30 minuti, ma qualcosina di più… ma è pur sempre un neofita!

Salmone all’orientale e “noodles” in brodo
Per il salmone
4 filetti di salmone da 180 g con la pelle, squamati e diliscati
2 cm zenzero fresco
1 piccola cipolla rossa
1/2 scalogno
1/2 peperoncino rosso fresco
1 cucchiaio di salsa di soia senza glutine
1 limone grosso
1 cucchiano da caffè di polvere di 5 spezie
3 cucchiai di olio evo

per il brodo
4 cipollotti
1 pepeperoncino grosso fresco
2 cm zenzero fresco
1/2 scalogno
1 cucchiano da caffè di polvere di 5 spezie
3 cucchiaini da tè di farina di mais sottile (maizena)
2 cucchiai di dado vegetale home made
200 g di taccole
2 cucchiai salsa di soia senza glutine
3 cucchiaio di olio evo
200 g di noodles (noi abbiamo usato gli spaghetti spezzati senza glutine della BioAlimenta)

Preparazione del salmone:
In un frullatore mettete lo zenzero, la cipolla, lo scalogno e il peperoncino, lavati e tagliati grossolanamente e tritate. Aggiungete anche la salsa di soia e il succo del limone e frullate ancora fino ad ottenere un composto quasi liquido. Aggiustate di sale, quindi mettete in una pirofila non troppo grande, insieme all’olio e adagiate sopra i filetti di salmone con la pelle rivolta verso l’alto. Cospargete con la polveri delle 5 spezie e pepe e cuocete in forno caldo a 180°C per 15/18 minuti (o finche non saranno cotti anche dentro), nel piano più alto del forno.
Preparazione del brodo:
Fate soffriggere, in una pentola a bordi alti, i cipollotti tritati con dell’olio. Affettate anche il peperoncino, tritate lo scalogno e lo zenzero e aggiungeteli nella pentola. Quindi, aggiungete la maizena e le 5 spezie e poi 900 ml di acqua e i due cucchiai di brodo vegetale, con le taccole lavate. 
Alzate la fiamma e portate ad ebollizione e regolate di sale, aggiungendo la salsa di soia. Aggiungete i noodles (o i gli spaghetti) e fate cuocere per il tempo previsto.
Per servire:
Mettete la zuppa in una scodella e adagiate sopra il salmone, cospargendolo con la salina che si è formata nella teglia.
E con il salmone il mio dolce doppio si è superato!
Suggerimenti:
– La salsa di soia è un alimento insospettabile, ma che contiene glutine. Quella che normalmente si trova in commercio è col glutine (fra gli ingredienti trovate “wheat”, che vuol dire grano), quindi non si può usare per i celiaci. Però si trova anche quella senza glutine (più difficile, ma non impossibile);
– la maizena è a rischio;
– i noodles devono essere esplicitamente senza glutine con il simbolo della spiga sbarrata.
Oriental salmon and ” noodles ” in broth
For the salmon
4 salmon fillets with skin (180 g) , scaled and boned
2 cm fresh ginger
1 small red onion
1/2 shallot
1/2 fresh red chilli
1 tablespoon gluten free soy sauce 
1 large lemon
1 coffeespoon 5 spices powder
3 tablespoons extra virgin olive oil
for the broth
4 spring onions
1 large fresh pepeperoncino
2 cm fresh ginger
1/2 shallot
1 coffee spoon 5 spices powder 
3 teaspoons of corn flour thin ( cornstarch )
2 tablespoons vegetable stock cube home made
200 g snow peas
2 tablespoons soy sauce gluten free
3 tbsp extra virgin olive oil
200 g of noodles (we used the broken gluten-free spaghetti  BioAlimenta )
Prepare the salmon :
In a blender put ginger, onion, shallots and chilli , washed and coarsely chopped and whisk . Add the soy sauce and lemon juice and blend until the mixture is almost liquid. Season with salt, then put in a pan, not too big, with the olive oil and arrange on top of the salmon fillets with skin side up . Sprinkle with the dust of the 5 spice and pepper and bake in preheated oven at 180 ° C for 15/18 minutes (or until they are well cooked inside ).
Prepare the broth :
Fry in a pan the chopped green onions with oil . Also sliced ​​chilli, chopped scallions and ginger and add to the pot . Then, add the cornstarch and 5spices and then 900 ml of water and two tablespoons of vegetable broth, washed with jackdaws .
Turn up the heat and bring to a boil and season with salt , add the soy sauce. Add the noodles (or spaghetti ) and cook for the time it is required.
To serve :

Put the soup into a bowl and arrange on top of the salmon , sprinkle with the salt that was formed in the pan.

A presto

Stefania Oliveri

Quinoa con cavolo viola per Salutiamoci

 
(Zuppa di cavolo viola con quinoa real)
 
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Grazie (sì, sì, proprio grazie) al fatto che sono celiaca, ho scoperto una serie di cereali, che mai e poi mai avrei pensato esistessero.
Come ho già detto altrove, i cereali senza glutine sono in numero maggiore rispetto a quelli col glutine, ma quando si scopre di essere celiaci, si pensa che non si possa mangiare più niente.
Vero è che, purtroppo, tutta la cucina della nostra società si basa sul consumo del grano, per cui la sensazione di cui sopra, diciamo che corrisponda a verità.
Verità che però io ho cercato di cambiare per non soccombere alla cruda realtà.
Ecco che ho cominciato a provare questi cereali alternativi e li ho trovati anche buoni.
Una carrellata la trovate sul sito di Gluten Free Travel & Living dove ne ho parlato nel nostro appuntamento settimanale del 100% Gluten Free (Fri)Day.
 
Fra questi cereali c’è la quinoa, che è anche il tema del mese di Salutiamoci.
E, da questo mese, su Salutiamoci ci sono anche io con una nuova rubrica dal titolo Senza glutine al naturale, dove parlo proprio di quinoa.
 
Proprio due settimane fa la mia dolcissima amica Mai mi ha fatto un regalo meraviglioso: un pacchetto di quinoa real tricolore, che non avevo mai trovato a Palermo.
Potevo io non usare questa meraviglia?
Purtroppo dalla foto non si capisce che è proprio lei, ma vi assicuro che invece nel piatto si vedeva bene.
Ho voluto usarla in una zuppa, visto che è tornato il freddo, con un bel cavolo viola che ha colorato il piatto del mio colore preferito. Ho completato con dei pomodorini di Pachino IGP, che hanno completato la bontà di questo piatto.
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Zuppa di cavolo viola con quinoa real
 
Ingredienti per 5 persone
mezzo cavolo viola
1 scalogno
2 carote
1 cipolla
1 gambo di sedano
pomodorini di Pachino IGP
250 g di quinoa real tricolor
olio extravergine d’oliva
sale
 
Lavate tutte le verdure e tagliatele a fettine.
Nella pentola a pressione mettete un po’ d’olio sul fondo e fate riscaldare. Quindi fate stufare la cipolla, lo scalogne, le carote e il sedano. Aggiungete il cavolo e dell’acqua fino a raggiungere la metà della pentola. Quindi chiudete la pentola a pressione e fate cuocere a fuoco alto fino al sibilo, poi abbassate e fate cuocere per 10 minuti.
Spegnete, fate sfiatare e poi potete aprire la pentola.
Salate e con un mixer ad immersione, riducete in purea.
Sciacquate abbondantemente la quinoa e fate bollire per circa 12 minuti in acqua salata.
Scolate e condite con la purea di cavolo, dei pomodorini tagliati in quarti e un filo d’olio evo a crudo.
 
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Red cabbage soup with quinoa real
 
Ingredients for 5 people
half a purple cabbage
1 shallot
2 carrots
1 onion
1 stalk of celery
tomatoes of Pachino IGP
250 g quinoa real tricolor
extra virgin olive oil
salt
 
Wash all the vegetables and cut them into slices.
In a pressure cooker put some olive oil and heat it. Let simmer onion, shallots, carrots and celery. Add the cabbage and water up to reach half of the pot. Then close the pressure cooker and cook over high heat until emit the hissing sound, then turn down heat and cook for 10 minutes.  Once the 10 minutes is up, remove from stove and let the pressure come down by itself. Then remove the lid, add salt and, with an immersion blender, reduce it in purée.
Rinse well quinoa and boil for about 12 minutes in salted water.
Drain and season with mashed cabbage, cherry tomatoes cut in quarters and a drizzle of extra virgin olive oil.

 

Questa ricetta partecipa alla raccolta di Salutiamoci, che questo mese viene ospitato da Daria Gocce D’Aria.

 
 
 

Gnocchi o passatelli in brodo? Comunque 100% Gluten Free (Fri)Day

Sono finite le ricette in archivio.
Questa è l’ultima, fatta più di un anno fa e mai postata… e oggi, ne sono contenta, perché altrimenti, proprio io non avrei potuto partecipare al 100%  Gluten Free (Fri)Day!
La fasciatura me la toglieranno giorno 15 e fino ad allora non potrò cucinare niente di sfizioso.
Mia mamma mi prepara dei sughi tradizionali e semplici o cose che ho già postato e non mi sento di chiederle di più.
Anche perché, poi, dovrei chiedere a qualcuno di posizionarmi il tre piedi e la macchina fotografica e fare le foto con la sola mano sinistra è molto più lento e tutti molto più impazienti…
In ogni caso, ho recuperato questa ricetta, che era nata per fare dei passatelli, visto che avevo un ottimo brodo di pollo… 
Adesso, però, guardando la foto mi sembrano avere la forma degli gnocchi…
Io però ricordo benissimo che ho passato l’impasto con il passa pomodoro con l’aggeggio con i fori più larghi.
Forse si sono spezzati prima del dovuto?
Forse. Ora non ricordo. Perché oltre alla spalla rotta, avrò un Alzheimer incipiente.
Ricordo, invece, che erano buonissimi e li ho fatti anche piuttosto velocemente poco prima di pranzare.

Passatelli in brodo di pollo
Ingredienti per 5 persone:

4 uova fresche intere bio
200g Parmigiano Reggiano grattugiato
200 g pangrattato senza glutine Biaglut
sale q.b.
noce moscata
brodo di pollo*

In una ciotola mettete il parmigiano, il pangrattato, le uova, il sale e una grattata di noce moscata e mescolate bene fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Lasciate riposare per almeno un’ora (io non l’ho fatto perché era già ora di pranzo).
Quindi prendete l’impasto e poco per volta mettetelo nel passaverdura, con il disco con i fori più larghi, e passateli su un piatto.

Nel frattempo portate a bollore il brodo e quindi versate i passatelli. Saranno pronti non appena salgono a galla.
Serviteli con prezzemolo tritato e altro parmigiano.
*Brodo di pollo

1 pollo
1 cipolla
1 carota
1 costa di sedano
sale

In  una grande pentola colma d’acqua leggermente salata immergete il pollo tagliato a pezzi e senza pelle. Quindi aggiungete sedano, cipolla e carota, lavati e spellati, a pezzi grandi, e mettete a cuocere su fiamma vivace e portate a bollore. 
A questo punto abbassate la fiamma in modo che il brodo sobbolla. La cottura dovrà protrarsi per almeno due ore e, ogni tanto, schiumate con una paletta forata. 
A cottura ultimata filtrate il brodo usando uno chinoise. 
Lasciatelo quindi raffreddare prima a temperatura ambiente e poi ponetelo in frigorifero. In questa maniera potrete eliminare, dalla superficie, le restanti parti di grasso solidificate.
Suggerimenti:
– tutti gli ingredienti sono naturalmente senza glutine e senza rischio di contaminazioni, eccetto il pangrattato che deve essere rigorosamente senza glutine per i celiaci.
Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day

Passatelli  (fresh pasta) in chicken broth
Ingredients for 5 servings :
4  fresh eggs, bio
200g grated Parmesan cheese
200 g gluten-free bread crumbs
salt q.b.
nutmeg
chicken broth *
parsley
In a bowl put the Parmesan cheese, bread crumbs , eggs , salt and a pinch of grated nutmeg. Mix well to obtain a homogeneous mixture.
Let rest for about an hour.
Then take the dough and process through a food mill fitted with the coarsest gratin attachment.
In the meantime, boil the broth and pour passatelli . They will be ready as soon as them rise to the surface.
Serve with chopped parsley and more Parmesan cheese .
* Chicken Soup
1 chicken
1 onion
1 carrot
1 stalk of celery
salt
In a large pan, plenty of lightly salted water, dip the chicken without skin and cut into pieces . Then add clean
celery , onion and carrot , cut into large pieces , and cook on high heat.  Bring to boil .
At this point, lower the heat because the broth have to simmer . It needs to cook for at least two hours and, occasionally, you have to skim with a scoop holes.
When cooked, strain the broth by using a chinois.
Then let cool to room temperature and then place it in the refrigerator. In this way you will remove , from the surface, the remaining parts of the solidified fat.

A presto
Stefania Oliveri

Amaranto con brodo di capone per il Gluten Free (Fri)Day

Oggi venerdì, vi ricorda niente?
E sì, oggi è il Gluten Free (Fri)Day e quindi si pubblica una ricetta senza glutine. Be’, per me, non è una novità, io pubblico solo ricette prive di glutine!
Oggi però, lo dedico ad uno pseudo cereale, di cui troverete notizie più dettagliate qui, perché certi ingredienti si conoscono poco e invece fanno tanto bene, a prescindere dal fatto che siano esenti dal glutine.
Perché il fatto di essere “senza” glutine non deve essere una diminutio, ma anzi, a me, proprio la celiachia mi ha fatto scoprire quanti cibi posso mangiare che non conoscevo.
Una lista infinita, rispetto a quello che non posso mangiare…
E però non sono né così conosciuti, né così usati… 
Per questo ho deciso che ogni settimana ve ne presenterò uno e vi insegnerò a conoscerlo. 
Da me troverete la ricetta e sul blog Gluten Free Travel & Living troverete tutte le informazioni.
Oggi è toccato all’Amaranto.

Ricette con l’amaranto su questo blog non ce ne sono molte (qui e qui), anche se lo amo e lo cucino spesso.
Oggi però ve lo propongo in una versione nuova, come se fosse cous cous con il pesce.
Il pesce però è uno solo ed è il capone.
Il capone (detto anche lampuga) è un pesce che in Sicilia si usa molto e, a quanto pare, ha dato il nome alla caponata. I ricchi infatti usavano il pesce, mentre i poveri usavano le melanzane. Evidentemente, o ora più buona la versione con le melanzane, oppure, erano di più i poveri e l’unica versione che si è conservata, o quanto meno la più famosa, è quella con le verdure.
In ogni caso è un pesce buonissimo e versatile. L’ho provato in diverse maniere e l’ho trovato sempre buono. 
Qui ve lo propongo in una versione veloce (l’idea è dello chef Pomata) in cui il pesce è cotto al microonde. 
Amaranto con brodo di capone

Ingredienti per 5 persone:

250 g di amaranto
1 capone medio
1 cipolla
2 coste di sedano
10 pomodorini
1 peperoncino fresco
1 scalogno
1 ciuffo di prezzemolo
1 ciuffo di menta
1 cucchiaino di caffè di curry
1 cucchiaino di caffè di curcuma
olio evo
sale
Tagliate il capone a pezzi di 3 cm circa e lavatelo bene sotto acqua corrente.
Mettetelo (compresa la testa) in una pentola in pirex, insieme ai pomodorini tagliati in quarti, il peperoncino tagliato a rondelle, dopo aver eliminato i semini interni, lo scalogno tritato, la cipolla tagliata a fettine, il sedano lavato e tagliato a fettine, un giro d’olio, del sale, il curry, la curcuma,  la menta e il prezzemolo e aggiungete dell’acqua fino a coprire il pesce. Chiudete con il coperchio e fate cuocere al microonde, alla massima potenza, per 5 minuti (o fino a quando l’occhio del pesce non è diventato bianco).
Lessate per 15 minuti ( e non di più) l’amaranto nel brodo del pesce e aggiustate di sale (se necessario).
Servite con una (o più) fettina/e di capone sopra l’amaranto e della menta fresca.

Ottimo e facilissimo.

Suggerimenti:
– tutti gli ingredienti sono naturalmente privi di glutine, ma bisogna fare attenzione alle spezie e all’amaranto;
– si possono usare anche diversi tipi di pesce e anche più pesci.

E con questa ricetta partecipo al Gluten Free (Fri)Day. Vi aspettiamo in tantissimi!

Amaranth with fish broth
Ingredients for 5 people :
250 g amaranth
1 medium capone (fish)
1 onion
2 pieces of celery
10 cherry tomatoes
1 fresh chilli
1 shallot
1 sprig of parsley
1 sprig of mint
1 tsp curry
1 tsp turmeric
extra virgin olive oil
salt
Cut the fish (capone) in pieces of 3 cm and wash it well under water .
Put it (including the head) in a Pyrex pan , together with chopped tomatoes, slices of red chilli (be careful to remove the seeds inside), chopped scallion, sliced onion and celery​​, some olive oil, salt , curry , turmeric, mint and parsley and add water to cover the fish. Close with the lid and cook in the microwave at full power for 5 minutes (or until the eye of the fish is white).
Boil for 15 minutes ( and no more) amaranth in fish broth and season with salt ( if necessary).
Serve it with one (or more ) slices of fish and fresh mint .
Very good and easy .

A presto
Stefania Oliveri

100% Gluten Free (Fri)Day e non solo!

(Oggi minestra di lenticchie e cavolfiore vegana  and scroll down for English version) 

Oggi è venerdì e c’è il solito (ok, mi sto allargando dopo neanche un mese), il nostro appuntamento con il 100% Gluten Free (fri)Day.

E dopo solo un mese, voglio ringraziare tutti gli amici che ci stanno supportando.
Il 100% Gluten Free (fri)Day non ha lo scopo di non farvi mangiare il glutine almeno per un giorno, ma al contrario per farvi riflettere su quante ricette nascono già prive di glutine e le mangiate più volte a settimana, senza nemmeno accorgervene!
Ecco, quello che veramente vi chiediamo, è proprio di fare attenzione alle pietanze che cucinate per accorgervi di questo.
Il venerdì, quindi serve a riflettere e il fatto di pubblicare tutti insieme una ricetta senza glutine, serve a far riflettere gli altri, chi ancora non è sensibile come voi.
La celiachia non è la peggiore malattia del mondo, è brutta, ma non finisce la nostra vita. È solo più difficile uscire a mangiare fuori e questa giornata serve proprio a rendere più semplice la vita culinaria fuori casa dei celiaci. Qui trovate un vademecum per sapere quali sono i cibi permessi e quali le regole fondamentali da seguire.
So benissimo che è non l’unica malattia legata al cibo, così come so che, anche se non c’è una malattia di mezzo, ci sono delle scelte dietetiche, che comunque vanno rispettate, e che comunque cerco di sostenere partecipando ai contest legati ai vari problemi/scelte. Ciò mi ha permesso e mi permette di fare attenzione, quando cucino, a ciò che cucino e a come lo cucinerei se ci fosse qualcuno con quel determinato problema/scelta.
Ecco a cosa serve il 100% Gluten Free (fri)Day e spero che continuerete a sostenerci sempre di più.
Oggi, quindi posto una ricetta che oltre ad essere senza glutine, è anche adatta a Salutiamoci il non-contest (proprio come il nostro) mensile, che ha lo scopo di aiutare a mangiare bene e a prevenire i tumori, seguendo questa tabella
L’ingrediente di questo mese (ormai alla fine) sono le lenticchie, ospitate da Il mondo di Cì, e così ho voluto fare una minestra che riunisse i due scopi.
Minestra di lenticchie e cavolfiore
ingredienti per 5 persone
250 g di spaghetti spezzati (senza glutine, io ho usato la pasta BioAlimenta)
1 cavolfiore piccolo
500 gr di lenticchie di Ustica
1 cipolla
1 carota 
1 costola di sedano
1 pomodoro fresco (qui potete vedere come li conservo io per l’inverno)
1 cucchiaino da caffè di curcuma
1 cucchiaino da caffè di paprika forte
1 cucchiaino da caffè di curry (quello senza aglio, oltre che senza glutine)
olio evo
sale integrale
Fate un trito di cipolla, carota, sedano e le spezie e mettete a stufare con un po’ di olio. Quindi aggiungete il pomodoro spellato e tritato. Aggiungete le lenticchie (questa varietà non ha bisogno di ammollo), l’acqua fino a coprirle di due cm e chiudete la pentola a pressione.
Fate cuocere dapprima a fuoco alto e quando la pentola fischia, abbassate il fuoco e cuocete per 15/20 minuti. Quindi fate uscire tutto il vapore prima di aprire il coperchio e salate.
Prelevate 150 gr di lenticchie e frullatele.
Nel frattempo che le lenticchie cuociono, lavate il cavolfiore e dividetelo in più parti.
Portate a bollore abbondante acqua salata in una pentola capiente e tuffatevi il cavolfiore. Cuocete circa 10/15 minuti (dovete assaggiarlo per vedere se è cotto).
Prelevate il cavolfiore con un mestolo forato, lasciandone circa la metà nell’acqua. Dimezzate il quantitativo d’acqua e appena ritorna a bollire calate la pasta. 
Cuocete per il tempo previsto e quindi aggiungete le lenticchie frullate e qualcuna intera.
Servite ben calde… nei giorni freddi, aggiungendo un filo d’olio a crudo.
Suggerimenti:
– al posto della pasta senza glutine, potete anche usare altri cereali, adatti ai celiaci, come riso, miglio, amaranto, quinoa, grano saraceno;
– se non avete la pentola a pressione, le lenticchie dovranno cuocere per almeno 45 minuti;
– il resto delle lenticchie e del cavolfiore non utilizzato per la pasta potete conservarlo e mangiarlo dopo e le lenticchie addirittura congelarle;
– le verdure le prendo al mercatino bio che si tiene ogni sabato a Villa Sperlinga a Palermo.
Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day
 e a Salutiamoci di novembre
Infine, ma non per ultimo, vi ricordo che domani ci sarà la gara di TORTE SOLIDALI, accorrete numerosi!

Soup of lentils and cauliflower
Ingredients for 5 people
250 g broken spaghetti (gluten-free)
1 small cauliflower
500 g Ustica lentils
1 onion
1 carrot
1 rib of celery
1 fresh tomato (here you can see how I cherish them for the winter)
1 teaspoon of turmeric
1 teaspoon of paprika strong
1 teaspoon of curry (without the garlic , as well as gluten-free )
extra virgin olive oil
raw salt
Mince the onion , carrot, celery and spices and put to simmer with some oil . Then add the tomato peeled and chopped . Add the lentils, too ( this variety has no need to soak ) , water, enough to cover them two inches up and close the pressure cooker.
Cook over high heat at first and when the cooker whistles , turn the heat down and cook for 15/20 minutes. Let take out all the steam before opening the lid and, only after, salty.
Blend only 150 grams of lentils.
Meanwhile the lentils are cooking, wash the cauliflower and divide it into several parts.
Boil the cauliflower in a large pot, for  about 10/15 minutes (you have to taste it to see if it is cooked ) .
Save about half cauliflower water, where you have to cook the pasta.
Cook for the required time and then add the creamy lentils and also some whole .
Serve hot on cold days , adding a little olive oil.
Suggestions :
– In place of the gluten-free pasta , you can also use other grains, suitable for coeliacs , such as rice , millet, amaranth , quinoa, buckwheat ;
– If you do not have a pressure cooker , the lentils will cook for at least 45 minutes ;
– The rest of the lentils and cauliflower not used, you can store it and eat it and even freeze them ;
– I take vegetables in a bio market.

A presto
Stefania Oliveri

Zuppa di fagioli borlotti con castagne e gnocchi di castagne

E come nella migliore tradizione siciliana, l’inverno è arrivato, senza passare dall’autunno.
Adesso non so se è un ricordo indotto dovuto all’età, o è un vero ricordo, ma quando ero piccola l’autunno arrivava.
Me ne accorgevo dal fatto che il 1° ottobre iniziava la scuola, le foglie diventavano arancio-marroni e lastricavano i marciapiedi e ad ogni angolo della città c’era un caldarrostaio.
Mio padre, che sapeva quanto le amassi, me le comprava sempre. 
Un coppo enorme da condividere.
Mia mamma, invece, l’economa della casa, le comprava al mercato e ogni giorno ce le faceva a casa in una padella, all’uopo trasformata da mio padre, che, con il trapano, l’aveva bucherellata tutta.
Ecco, questo era l’autunno.
Non ricordo dolci fatti con le castagne, né con la loro farina. 
Mia mamma, ogni giorno, ci preparava una torta, i cannoli, le cascatelle, ma non credo abbia mai fatto dolci con le castagne.
Mi ricordo invece che le usava nei ripieni della carne.
Il suo tacchino ripieno era l’invidia e il desiderio di tutta la famiglia, compresi cognati, e cugini, ai quali arrivavano sempre delle teglie con la pasta con le sarde, il panettone ripieno e il tacchino.
Mentre lei cucinava, io preparavo le castagne facendo un intaglio sulla buccia, oppure “l’aiutavo” mangiando le castagne secche.
Che bontà, queste ultime, le adoravo. Me le lasciavo sciogliere in bocca, fino a quando diventavano facilmente masticabili e poi, di corsa, un’altra. Ma mia mamma ne comprava abbastanza e mi lasciava fare, o forse, il fatto che io mangiassi qualcosa, le faceva così piacere, che non le importava che finissero.
In ogni caso, quando ho visto la sfida dell’MTC di questo mese, ho pensato subito ad un dolce, perché fra i piatti, sono quelli che preferisco.
E però, i ricordi della mia infanzia, mi continuavano a riportare a piatti salati, dove però le castagne non erano predominanti, ma un sapore che componeva il piatto.
All’improvviso, l’illuminazione. Un piatto di famiglia… del mio dolce doppio.
Mia suocera fa una zuppa di fagioli e castagne che è la fine del mondo, e la prima volta che l’ho mangiata, ho pensato come avessi potuto farne ameno fino a quel momento.
Le castagne conferisco alla zuppa un sapore davvero particolare e predominate, e mi è sembrata perfetta per la sfida.
Ma come vi ho già detto altre volte, la sfida, quella vera, è più con noi stessi che contro gli altri partecipanti e così ho voluto fare una cosa che non avevo mai fatto prima.
La farina di castagne, infatti è un’altra farina naturalmente senza glutine che mi ha aiutato tanto in questi anni. Così ho provato a fare gli gnocchi. La loro consistenza è più vicina alla pasta fatta in casa che agli gnocchi, e il loro sapore è molto vicino a quello delle nocciole, tanto da richiedere un condimento abbastanza neutro come burro e salvia, o creme a base di formaggio.
Vi assicuro, però, che condite con questa zuppa ne hanno esaltato ancora di più la bontà e ogni cucchiaiata è stata un’estasi.
Zuppa di fagioli borlotti con castagne e gnocchi di castagne
Ingredienti per gli gnocchi (per 4 persone):
300 g farina di castagne
150 g farina senza glutine (io ho usato una farina dietoterapica Senz’Altro)
3 cucchiai di Grappa o Vodka
Acqua tiepida q.b.
Sale
Mescolate la farina di castagne con la di farina bianca e aggiungete 1 pizzico di sale. Mettete il composto in un mixer elettrico. Aggiungete la grappa (o la vodka) e abbastanza acqua tiepida per ottenere un impasto duro ma malleabile. Aggiungete l’acqua a poco a poco, in quanto è più facile da aggiungere che eliminarla. Mescolate per alcuni secondi o fino a quando il composto comincia ad unirsi e diventare come una palla.
Quindi mettete la pasta sul banco e impastate a mano per qualche minuto. Quando avete la pasta pronta, fate  una palla, e coprite con pellicola trasparente e lasciate riposare per 10-15 minuti.
Passato questo tempo, trasformate l’impasto in gnocchi.
 Dividete l’impasto in 8 a 10 palline. Utilizzando la punta delle dita, stendete ogni pallina in un rotolo  di circa 2 cm di spessore. Tagliateli quindi ogni 2,5 cm circa parti e rotolatele sui rebbi di una forchetta (o utilizzando l’apposito attrezzo) con il pollice. Posizionate gli gnocchi su un vassoio infarinato.
Ingredienti per la zuppa:
500 g fagioli borlotti freschi (congelati questa estate, in alternativa quelli secchi che dovrete tenere una notte a bagno) 
125 gr. di castagne secche 
1/2 cipolla
1 costa di sedano
2 carote
1 pomodoro per salsa (anche questo congelato questa estate)
olio extravergine di oliva
curry
paprika
curcuma
Mettete a mollo per qualche ora le castagne. Mettete a stufare (o soffriggete) con un po’ d’olio, la cipolla, il sedano, le carote tagliati a tocchetti piccoli piccoli (potete usare un cutter per tritarli un po’, ma senza esagerare). Quindi unite il pomodoro (lavatelo sotto l’acqua corrente la buccia andrà via e potrete tritarlo a coltello facilmente) e poi i fagioli  (ancora congelati), le castagne sciacquate e le spezie. Aggiungete  acqua quel tanto che superi di due dita abbondanti i fagioli. Chiudete il coperchio della pentola a pressione e mettete su fuoco vivace fin quando non inizia a fischiare. A questo punto dovete abbassare il fuoco e fate cuocere per 20 minuti. Trascorsi i venti minuti, solo quando la pressione è totalmente finita, aprite il coperchio e salate. Assaggiate e aggiustate di sale e le spezie.
Tradizione vuole che si cuociano degli spaghetti spezzati in questa zuppa, io, ovviamente, a questo giro ho calato gli gnocchi.
In una pentola capiente mettete 4 mestoli di zuppa e aggiungete l’acqua fino ad arrivare a metà pentola. Salate. Portate a bollore e calate gli gnocchi e non appena verranno a galla, prelevateli con una schiumaiola.
Serviteli con altra zuppa ben calda.
Vi assicuro un’estrema delizia.

Suggerimenti:
– se volete, potete preparare con anticipo gli gnocchi e congelarli e non hanno bisogno di essere scongelati per cuocerli.

Con questa ricetta partecipo all’MTC di questo mese, vinto dalla bravissima, oltre che meravigliosa signora Pici e Castagne, il cui ingrediente principe, se non si fosse capito, è la castagna.
E siccome è lunedì partecipo al al 100% vegetal  Monday con questa ricetta che è addirittura vegana!
Borlotti bean soup with chestnuts and chestnut gnocchi
Ingredients for the gnocchi (serves 4) :
300 g chestnut flour
150 g gluten free flour
3 tablespoons Vodka or Grappa
Warm water q.b.
salt
Mix the chestnut flour with white flour and add 1 pinch of salt. Put the mixture in an electric mixer . Add the grappa (or vodka ) and enough warm water to get a stiff dough but malleable . Add water little by little, because it is easier to add than eliminate . Stir for a few seconds or until the mixture begins to join and become like a ball .
Then put the dough on a surface and knead for a few minutes. Then cover it with plastic wrap and let rest for 10-15 minutes.
After this time , transform the dough into dumplings.
 Divide the dough into 8 to 10 balls . Using the tip of your fingers, roll each ball into a roll of about 2 inches thick. Then cut each 2.5 cm pieces and roll them on the tines of a fork (or using the special tool ) with the thumb. Place the gnocchi on a floured tray .
Ingredients for the soup:
500 g fresh beans (frozen this summer, alternatively you can you dried beans, but you have to soak for a night )
125 gr. dried chestnuts
1/2 onion
1 stalk of celery
2 carrots
1 tomato (also frozen this summer)
extra virgin olive oil
curry
paprika
turmeric
Soak chestnuts for a few hours. Put in stew (or fry ) with a little extra vergin olive oil , onion , celery , carrots, everything cut into small pieces . Then add the tomato (wash it under running water, the skin will go away and you can easily chop it with a knife ) and then the beans (still frozen) , rinsed chestnuts and spices. Add water just enough to exceed two fingers plentiful beans. Close the lid of the pressure cooker and put on high heat until it begins to whistle . At this point, you have to lower the heat and cook for 20 minutes. After twenty minutes , just when the pressure is completely finished , open the lid and salty . Taste and season with salt and spices.
Now you can cook the gnocchi .
In a large pot put 4 tablespoons of soup and add water until you get to half the pot. Season with salt . Bring to a boil and cook the gnocchi. As soon as they rise to the surface , take them out with a skimmer .
Serve with other soup.

A presto
Stefania Oliveri